Venerdì, 29 Maggio 2020

Sono circa 100 gli esercenti che hanno chiesto di ricevere i contributi del "fondo di sostegno alle attività commerciali", istituito dal Comune di Broni per sostenere le imprese cittadine in questo periodo di difficoltà. Oggi, venerdì 29 maggio, il consiglio comunale ha approvato la variazione di bilancio per rendere disponibili le risorse economiche dedicate alla misura, la cui entità iniziale è stata fissata in 48mila euro. Quattro le tipologie di contributo previste: la più alta, dell'importo di 500 euro, sarà assegnata a chi durante la "fase uno" si è trovato costretto a chiudere completamente e occupa locali in affitto; la più bassa, pari a 200 euro, andrà invece a quelle aziende che hanno chiuso solo parzialmente e si trovano in immobili di proprietà. Nel mezzo i bonus da 400 e 300 euro assegnati sulla base delle medesime variabili, vale a dire proprietà dei locali e modalità di chiusura. «Si tratta di somme – spiega il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi - che abbiamo scelto di erogare in aggiunta alle contribuzioni decretate a livello nazionale, fornendo quindi ai titolari di attività economiche un aiuto in più rispetto a quanto previsto dalle disposizioni governative. È un impegno che ci siamo assunti ancor prima della riapertura e che siamo orgogliosi di mantenere, consapevoli dell'importanza che il tessuto commerciale riveste per il nostro contesto cittadino».

Non è questa l'unica iniziativa che muove nella direzione di un supporto fattivo alle realtà economiche. Vanno infatti ricordati anche il rinvio delle scadenze tributarie per le imprese e, con la fine del lockdown, l'estensione gratuita del plateatico a disposizione dei bar. «La concessione di spazi pubblici al fine consentire il rispetto delle distanze interpersonali – aggiunge in proposito Riviezzi – non va intesa solo come un'azione a vantaggio dei titolari dei bar, ma anche come un modo per garantire ai clienti la possibilità di accedere al servizio in condizioni di sicurezza. Ritengo che questa opportunità guardi all'interesse di tutta la cittadinanza, oltre ad aiutare il commercio. E proprio per questo voglio rivolgere un appello alla responsabilità, affinché vengano sempre rispettate le disposizioni nazionali e regionali. Vanno evitati assembramenti e bisogna ricordarsi di utilizzare i dispositivi di protezione individuale. Sono certo che la nostra comunità saprà attenersi alle regole, - conclude il sindaco - come già ha dimostrato nella precedente fase dell'emergenza, senza il bisogno di provvedimenti a carattere sanzionatorio».

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Lavori sulla Broni-Stradella, Villani chiede incontro a Terzi per difficoltà mobilità pendolari . "La buona notizia del rinnovo dei binari sulla linea Broni-Stradella, che prevede la chiusura totale del tratto tra Broni e Bressana Bottarone dal 1 giugno al 20 settembre, comporterà inevitabilmente disagi ai pendolari. Ma anche alla viabilità del pavese visto che i cantieri coincidono con i lavori sul ponte della Becca. Per questo è urgente un incontro con l'Assessore Terzi che chiarisca le modalità delle operazioni". Lo chiede il Consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Villani, che ha raccolto le preoccupazioni dei cittadini e dei sindaci dei comuni coinvolti dalle manutenzioni straordinarie sulla rete ferroviaria e viabilistica.

"Ancora oggi non solo sono incerti i tempi e i modi del collegamento sostitutivo per gli utenti del servizio ferroviario - spiega Villani - ma non esiste nemmeno un piano per gestire la coincidenza con i lavori di consolidamento strutturale sul ponte della Becca, programmati fino a gennaio 2021, che obbligheranno al senso unico alternato 24 ore su 24 e creeranno code e rallentamenti sui collegamenti stradali. Visto che ad oggi non c'è stata ancora alcuna interlocuzione tra la Regione e i rappresentanti istituzionali del territorio, in primis i Sindaci dei comuni interessati, crediamo sia opportuno che l'Assessore competente si attivi per fare convocare un tavolo e fare chiarezza" conclude Villani.

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Se a Voghera nei mesi caldi della crisi la mortalità è salita di quasi il 150%, a Broni e Stradella l’effetto-Covid è stato decisamente meno devastante. Al punto che, tabelle Istat alla mano, il tasso di mortalità non ha praticamente subito oscillazioni rispetto ai 5 anni precedenti. Maurizio Campagnoli è medico di famiglia nel distretto di Broni-Redavalle, con circa 1200 assistiti. Esercita la professione da circa 37 anni ed è specialista in chirurgia vascolare e chirurgia generale. è uno dei collaboratori del sindaco di Broni nella gestione delle problematiche sanitarie del territorio.

La Fase2 è ormai nel pieno dello svolgimento. Si parla delle famose “3T” (testare, tracciare, trattare) necessarie per una sua buona riuscita. Com’è la situazione in Oltrepò?

«Siamo in una fase in cui è necessaria la massima attenzione da parte di tutti, onde evitare, specie nella nostra Regione, un pericoloso rebound. Al momento la situazione in Oltrepo pare sotto controllo, anche se i medici di famiglia rischiano pure in questa fase di svolgere mansioni prettamente burocratiche. A mio avviso si dovrebbe demandare al territorio non solo il controllo, ma anche la possibilità di testare, tracciare e trattare. Per quanto possibile ho sempre cercato di attuare questa strategia».

Dei numeri reali di questa crisi si dibatte da tempo e pare che determinare le vere dimensioni di questa crisi non sia facile. Lei opera sul territorio e assiste 1200 persone. Come stanno le cose secondo lei?

«I numeri, a mio avviso, sono sottostimati. In questi due mesi abbiamo avuto modo di associare i sintomi più disparati al coronavirus. Probabilmente molti asintomatici si sono positivizzati. Ovviamente oggi tutti ci auguriamo che si sia raggiunto un alto tasso di immunità».

Riceve sempre molte chiamate da persone con sintomi riconducibili al Covid?

«Nel corso delle ultime due settimane nessuna».

Dall’inizio della crisi quanti sui pazienti hanno avuto il virus?

«Circa trenta. Attualmente ne restano due o tre».

Qualche decesso?

«Ho avuto purtroppo quattro decessi per polmonite da coronavirus. Bisogna tener conto che l’età media dei nostri pazienti è molto avanzata, con alta percentuale di pazienti con pluripatologie croniche: per questi motivi la mortalità è stata senz’altro più elevata».

Quanti sono rimasti casi “sospetti” perché mai testati?

«Non so dire con precisione, la sierologia ci potrà fornire risultati più attendibili. Potrei azzardare un numero tra i venti e i trenta. A questi dovremmo poi aggiungere gli asintomatici positivizzati».

Lei come sta? Si è ammalato o è stato testato?

«Non sono stato testato con tampone. Eseguirò l’esame sierologico quando non sarò costretto a recarmi a Pavia. Durante questi mesi comunque non ho avuto sintomi riconducibili al coronavirus. In questi giorni accuso i classici disturbi allergici stagionali».

Si è parlato dell’introduzione di un protocollo preciso per chi ha più di 37,5 di febbre, con tampone immediato. Un servizio gestito dalle Usca (Unità Speciali Continuità Assistenziale) sul territorio. Ha avuto modo di verificarne il funzionamento?

«Ho avuto modo di constatare professionalità e grande disponibilità da parte dei colleghi delle USCA anche se, soprattutto all’inizio, vi erano forti limitazioni alle visite domiciliari per scarsità di dispositivi di protezione (dpi). Al momento non ho potuto verificare questo nuovo protocollo, perché non ho casi clinici recenti».

Avrà comunque il polso della situazione anche grazie a contatti con i colleghi. Rispetto alle scorse settimane, oggi si riescono ad ottenere tamponi e ad assistere i malati in maniera decorosa?

«Ora sì; all’inizio abbiamo avuto molta difficoltà a far eseguire i tamponi ai pazienti paucisintomatici, o agli asintomatici esposti».

La mortalità nel periodo tra il 1 marzo e il 15 aprile 2020 è aumentata a Voghera del 150%. A Broni e Stradella l’impatto in termini numerici è stato minore, anche in rapporto alla popolazione. Come bisogna leggere questi numeri?

«Non conosco a fondo la realtà di Voghera e dell’Oltrepo Occidentale. Posso senz’altro affermare che nel nostro territorio si è instaurata una forte coesione tra i medici di famiglia e anche con i colleghi dell’ospedale di Broni Stradella, in particolare con l’equipe dell’amico Giovanni Ferrari. Nella mia città si è attivata una stretta collaborazione con il sindaco e l’amministrazione comunale, la Protezione Civile e i gruppi di volontariato a loro legati, la Polizia Locale e i Carabinieri. Questa filiera ha probabilmente prodotto risultati positivi».

Chiudiamo facendo un passo indietro. Diversi suoi colleghi si sono lamentati di essere stati abbandonati a se stessi durante le fase più calde dell’emergenza. Lei concorda?

«Purtroppo sì. I primi dpi sono arrivati in forte ritardo e comunque inadeguati a visitare un potenziale infetto da coronavirus, senza rischiare di contaminarci e/o diventare noi stessi portatori della patologia ai nostri familiari e pazienti. Per questi motivi gran parte dei medici di famiglia di Broni, Stradella e Oltrepo Orientale si sono confrontati per stabilire delle linee guida comuni: chiusura degli ambulatori; triage telefonico; accesso solo su appuntamento per pazienti senza sintomi correlabili al coronavirus; visite domiciliari per i nostri pazienti affetti da patologie croniche».

di Christian Draghi

Da domani, venerdì 22 maggio, tra le bancarelle si potranno trovare anche generi non alimentari. Gli ambulanti saranno presenti la mattina nelle due aree di sosta di Piazza Vittorio Veneto, sede unica del mercato dopo la ripartenza, dapprima dedicata in via esclusiva alla vendita di cibo e bevande, avvenuta lo scorso 10 maggio. Prosegue così, nel solco delle disposizioni nazionali e regionali, l'azione di sostegno al commercio perseguita dall'amministrazione comunale sin dalle prime battute della "fase due". «Siamo felici – commenta il sindaco Antonio Riviezzi – di poter estendere la partecipazione al mercato anche agli esercenti che non commerciano prodotti alimentari. È un altro piccolo passo verso il ritorno alla tanto agognata normalità, fermo restando che, ovviamente, saranno adottate tutte le misure di sicurezza sanitaria previste dal dettato normativo. Terremo sotto controllo l'ingresso e l'uscita dell'area mercatale, ragione per cui la presenza delle bancarelle sarà limitata alla sola Piazza Vittorio Veneto, senza il coinvolgimento di altre vie cittadine».

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"Convivere con il virus: l'imperativo della fase due - scrive la nota stampa del comune di Broni - ha un suono molto meno aspro della parola "lockdown", anzi, dopo settimane di restrizioni appare quasi liberatorio. Ma l'ora di alzare la guardia ancora deve arrivare ed è per questo che l'amministrazione comunale di Broni, negli ultimi giorni, ha scelto di tornare a promuovere nel concreto l'uso dei dispositivi di protezione. Lo ha fatto unendo teoria e pratica: ai cittadini, infatti, è stata indirizzata una lettera del sindaco Antonio Riviezzi, accompagnata da due mascherine chirurgiche per ciascun nucleo familiare residente in città. In totale, quindi, sono circa 10mila le mascherine che i volontari stanno distribuendo nelle cassette della posta, come già era avvenuto alcune settimane fa.

«Durante la prima fase dell'emergenza – ha scritto Riviezzi - questa comunità ha saputo esprimere grande senso di responsabilità, solidarietà e coesione. Sono sicuro che se continueremo su questa strada riusciremo a superare l'emergenza. In queste prime settimane di maggio, anche se a piccoli passi, la città sta tornando a rivivere la sua normalità. Impegniamoci tutti a favorire le attività commerciali della città che, anche in questa fase d'emergenza, hanno dimostrato attaccamento alla nostra comunità, organizzando una rete di consegne a domicilio che ci ha permesso di vivere la quarantena in maniera più agevole».

Alla lettera è stato allegato un prospetto aggiornato che riassume - conclude la nota stampa del comune -  le diverse iniziative intraprese dall'ente locale per far fronte all'allarme sanitario (dalla consegna porta a porta di generi di prima necessità al fondo di sostegno alle imprese, passando per il supporto psicologico alle persone più fragili e il rinvio dei tributi a carico delle attività commerciali), oltre ad elencare quei servizi, su tutti mercato e cimitero, riattivati con la fine del lockdown"

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La cantina “La Versa” in una nota stampa, comunica l’arrivo della nuova linea vini firmata dall’enologo Cotarella . "La Versa, secolare cantina dell'Oltrepò Pavese, fusa ad inizio 2020 con il colosso Terre d'Oltrepò (realtà di quasi 700 soci), guarda al futuro con le idee chiare sul percorso da affrontare per reggere l'emergenza Coronavirus. In un periodo così complicato - scrive La Versa -  sotto il profilo economico la realtà oltrepadana ha sviluppato concretamente l'ultima fase del Progetto Qualità con la presentazione dei vini top di gamma della selezione Cotarella.
Il presidente Andrea Giorgi e l'enologo di fama mondiale Riccardo Cotarella hanno varato la nuova linea di prodotti che raggruppa 7 tipologie di vini che rappresentano l'espressione vitivinicola dell'Oltrepò Pavese. Sono il Pinot Nero vinificato in rosso (il prodotto di punta della selezione), Riesling renano, Bonarda, Buttafuoco, Barbera, Pinot Grigio e Riesling frizzante. Bottiglie che saranno ovviamente riservate al mondo dell'Horeca.

"Questi sono giorni di svolta per la nostra cantina. - spiega il presidente Andrea Giorgi - Perchè sono arrivati sul mercato, con tanta attesa, i vini nati dal Progetto Qualità. Strada che abbiamo condiviso con Cotarella che ha abbracciato fin dall'inizio la nostra proposta seguendoci, passo a passo, dalla campagna alla cantina. Finalmente dopo molti mesi di lavoro, un ruolo fondamentale in questo percorso l'hanno svolto i nostri soci conferitori che hanno accolto con enfasi l'articolato progetto aziendale, possiamo assaporare nel bicchiere il frutto di questo impegno. Nato dalla passione per la vigna e per il rispetto del territorio dei nostri agricoltori e dall'unione di sforzi tra i nostri enologi e tutti i comparti della cantina. Oggi possiamo finalmente dire che abbiamo raggiunto l'obiettivo: quello di mettere sul mercato nuovi prodotti top di gamma che segnano una svolta per la nostra gloriosa realtà. Che, ricordo, soltanto tre anni fa, prima della nostra acquisizione del brand, era al collasso".

Soddisfazione anche per il noto enologo Cotarella che ha seguito con attenzione tutta la filiera produttiva dei vini che portano la sua importante griffe. "Siamo giunti alla fine di un percorso – spiega – che la cantina ha voluto sviluppare con tanti sforzi e che ha metabolizzato da subito grazie agli investimenti, non solo economici, della dirigenza e l'impegno massiccio dei tanti soci che hanno abbracciato l'idea. Senza il loro apporto, ritengo fondamentale, si poteva fare poco. Questi vini sono la dimostrazione che, se già impostata in vigna, è possibile fare qualità in quanto i mercati sono sempre più esigenti. Sono prodotti di alto profilo, il vino simbolo è sicuramente il Pinot Nero rosso, di cui la valle Versa è la culla".

I vini, già sul mercato da qualche giorno, sono esclusivamente indirizzati al mercato Horeca. "Questo momento – spiega ancora il presidente, Andrea Giorgi – segna una pagina completamente nuova per la cantina fatta di eccellenza riscontrabile nelle bottiglie. I prodotti sono andati oltre le nostre aspettative sotto il profilo qualitativo e penso, soprattutto, al Pinot Nero vinificato in rosso che costituirà il faro per il futuro della nostra realtà e, perché no, del nostro territorio". Presentata la selezione, quale sarà il futuro del Progetto Qualità? Il numero uno Giorgi è chiaro: "Forti di queste soddisfazioni intendiamo proseguire su questa strada con maggiore impegno e con maggiore passione come stiamo facendo, come abbiamo fatto e come continueremo a fare. Permettetemi un ringraziamento all'enologo Cotarella che si è dimostrato nuovamente un professionista di altissimo livello, attento, scrupoloso oltre che un grande motivatore. Un altro grande "grazie", oltre ai soci, va ai nostri enologi che hanno perfettamente capito il senso del progetto e a tutti i dipendenti della cantina che si sono presi a cuore questa svolta. I nuovi vini, affiancati alla classica produzione spumantistica, ci permettono di affrontare gli scenari terribili di mercato come quelli attuali del Covid-19 a testa alta e con la consapevolezza di avere in tasca una possibile opportunità in più, di qualità, da spendere sul mercato".

Sanità, sport, sviluppo, ambiente, lavori pubblici e sicurezza, il Comune di Broni , in una nota stampa, comunica che apre alla società civile sui temi centrali dell'agenda amministrativa.  "Sin dall'inizio ha cercato il coinvolgimento della società civile - recita la nota stampa del Comune -  attraverso il confronto con le associazioni e i gruppi di volontariato. Ora l'amministrazione comunale sceglie di rafforzare questo aspetto sulla base di un criterio preciso: la competenza. Lo fa definendo una serie di incarichi, relativi a temi prioritari, da assegnare a cittadini chiamati a mettere la propria preparazione a servizio del bene comune. Alcuni hanno già avuto modo di supportare l'ente locale negli ultimi mesi, altri lo faranno non appena lo scenario generale lo permetterà. Tutti, questo è certo, daranno un importante contributo di idee alla comunità, a titolo completamente gratuito.

Fra i primi ad entrare in azione figura il dottor Maurizio Campagnoli, medico di famiglia. Complice l'emergenza coronavirus, da qualche settimana a questa parte affianca l'amministrazione in materia di politiche sanitarie, raccordando l'operato del Comune a quello dei medici di medicina generale presenti in città. Risale invece allo scorso dicembre l'avvio della collaborazione con Lara Scopini, già tra i promotori dell'iniziativa Ecopoint in Oltrepò: a lei il compito di sensibilizzare la popolazione sulle tematiche ambientali, una missione che sul finire dello scorso anno ha dato, come primo risultato, l'apertura dello Sportello Ambiente presso il palazzo municipale. Per valorizzare il mondo dello sport e coinvolgere sempre più ragazzi è stato poi scelto Luca Cavallini, componente della Consulta Giovani, mentre Angelo Abbiadati, in passato responsabile dell'Unità operativa complessa Viabilità presso la Provincia di Pavia, si è reso disponibile a dare una mano sul versante dei lavori pubblici. Strategico, soprattutto in una fase delicata come quella attuale, il ruolo che andrà a ricoprire di Emilio Piccini: di professione funzionario di banca, si occuperà di progetti e iniziative per lo sviluppo, attraverso l'individuazione di bandi a vantaggio delle attività imprenditoriali. Infine Carlo Faravelli collaborerà all'implementazione del "controllo di vicinato" sul territorio di Broni.

Un'operazione meritocratica, quella varata dal Comune, che di fatto allarga i confini dell'azione pubblica oltre il perimetro della democrazia rappresentativa, ma senza deprezzare il valore dell'impegno e dell'esperienza personale.

«Aprire alla società civile – dice in proposito il sindaco Antonio Riviezzi – non significa demandare a terzi responsabilità che sono e devono restare proprie della politica, ma al contrario vuol dire svolgere il proprio mandato disponendosi all'ascolto. Atteggiamento che, a mio parere, dovrebbe caratterizzare ogni buon amministratore pubblico. Resta inteso che all'istituzione Comune andrà sempre l'onore e l'onere di governare la città, ruolo a cui nessuno di noi intende ovviamente sottrarsi. Allo stesso tempo, tuttavia, sarebbe un peccato non valorizzare professionalità e competenze che esistono nella nostra realtà al di fuori della compagine amministrativa. Del resto, spesso le istituzioni vengono accusate di essere distanti dalla cittadinanza – aggiunge – e questa iniziativa certamente smentisce il pregiudizio fondante dell'antipolitica. Siamo ben disposti a far tesoro dell'esperienza di chi ha una preparazione specifica su determinati argomenti, o comunque a dare il giusto spazio a chi vuole impegnarsi nel concreto per la propria città. Ringrazio pertanto le persone che, senza pretendere nulla in cambio, si sono rese disponibili a realizzare il nostro progetto – conclude il primo cittadino – rinnovando il senso più autentico della parola comunità».

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Gli undici appartamenti di Via Parini, di proprietà comunale e assegnati a famiglie in condizioni di necessità, saranno presto sottoposti a importanti migliorie: l'intervento, da realizzarsi entro l'anno, prevede la sostituzione di caldaie, finestre e porte d'accesso, oltre all'isolamento termico dei solai. Il tutto senza gravare sulle casse dell'ente locale. Nei giorni scorsi, infatti, la Regione Lombardia ha positivamente accolto la domanda di contributo presentata dal Comune di Broni, nel contesto dell'ultimo bando dedicato all'efficientamento energetico degli immobili destinati a servizi abitativi pubblici. Da Palazzo Lombardia è arrivato l'ok al completo finanziamento dei lavori, il cui importo, calcolato sulla base di un progetto redatto internamente dall'Ufficio Tecnico comunale, ammonta a 170mila euro.

«Siamo molto soddisfatti – è il commento del sindaco Antonio Riviezzi – perché con gli interventi in programma andremo sia a migliorare la qualità della vita delle famiglie ospitate nel fabbricato di Via Parini, sia a ottimizzare i consumi energetici globali dello stesso immobile. E l'operazione non comporterà alcun aggravio di costi a carico delle casse municipali, in quanto la Regione ha deciso di finanziarla per intero».

Prosegue dunque l'impegno dell'amministrazione comunale di Broni nell'ambito dell'edilizia residenziale pubblica, dopo l'avvio della riqualificazione dell'ex Caserma della Polizia locale di Via Cavour (dove saranno realizzati sei nuovi alloggi temporanei per fare fronte a situazioni di emergenza abitativa). Va ricordato che gli stessi appartamenti al civico 23 di Via Parini erano già stati oggetto di opere di manutenzione nel corso del 2019, così come i quattro ulteriori nuclei presenti nella Frazione Cassino Po.

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Era il solo nodo da sciogliere rimasto in tema di bonifica degli edifici pubblici compresi nel Sin, il Sito di interesse nazionale individuato dal Ministero dell'Ambiente sul territorio di Broni. D'obbligo i verbi al passato, perché nel futuro dell'ex Liceo Faravelli non c'è più spazio per l'amianto. Questo grazie all'accordo raggiunto da Comune e Provincia di Pavia, dove è previsto l'abbattimento dell'immobile e la successiva costruzione di un nuovo Liceo scientifico: sorgerà nell'area attualmente occupata dall'ex scuola elementare, oggi dismessa, a sua volta destinata alla demolizione.  Nel protocollo d'intesa, perfezionato in questi giorni, i due enti locali hanno infatti messo nero su bianco l'intenzione di procedere a un atto di permuta, con il quale l'amministrazione comunale e quella provinciale si scambieranno a titolo gratuito i terreni lasciati liberi dai complessi scolastici di rispettiva competenza. In un secondo momento la Provincia provvederà a realizzare ex novo una struttura da destinare alla scuola superiore, il cui progetto dovrebbe essere approvato entro il 30 novembre di quest'anno.
«Finalmente abbiamo una prospettiva certa anche per l'ultimo edificio da mettere in sicurezza all'interno del Sin – commenta il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – ed è davvero confortante salutare l'ennesima conquista raggiunta sul versante amianto. Ma c'è di più: con la soluzione individuata, gli studenti del Liceo avranno a disposizione una costruzione nuova e moderna. Due grandi risultati in un colpo solo. Non posso che ringraziare il presidente Vittorio Poma e tutta l'amministrazione provinciale per l'impegno assunto, dimostrazione tangibile che la tutela dell'ambiente è una materia cara a tutte le istituzioni del nostro territorio. Noi ci stiamo muovendo in questa direzione già da tempo – conclude il primo cittadino – e continueremo a farlo in futuro. La salute delle persone è una priorità inderogabile di questa amministrazione».

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"Si avvisa la cittadinanza - scrive Asst Pavia in una nota stampa -  che l'Ufficio di Scelta e Revoca del Medico di Famiglia - Sede di Broni ha nuove modalità di accesso, in ottemperanza alle norme finalizzate al contenimento del diffondersi dell'evento epidemiologico in atto ed in considerazione del sensibile aumento di accessi che presumibilmente si manifesterà presso gli uffici di front-office aziendali a causa della cessazione dell'attività di alcuni Medici di medicina generale, si rende necessario assumere idonee iniziative che garantiscano il necessario distanziamento sociale tra gli utenti, tale da evitare assembramenti di persone, che risultano essere la causa principale del diffondersi del contagio.

Si invita pertanto l'utenza ad utilizzare le forme di procedura alternative, che possono garantire il necessario espletamento delle pratiche, evitando nel contempo pericolose inutili code agli sportelli. In particolare, si ricorda che è possibile procedere al cambio del Medico di medicina generale con le seguenti modalità:

1. contattando telefonicamente il numero 0385/582102 dal Lunedì al Venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.30;

2. inoltrando le richieste di scelta/revoca del Medico di medicina generale e del Pediatra di libera scelta alla casella di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

3. operando online tramite il portale di Regione Lombardia, se in possesso dei codici PIN, Password o SPID, della propria Tessera Sanitaria;

4. SOLTANTO IN CASO DI IMPOSSIBILITA’ AD ADOTTARE LE MODALITA’ SOPRA ELENCATE, recandosi personalmente (tassativamente solo n.1 componente per nucleo familiare) presso l’Ospedale Arnaboldi di Broni, dal LUNEDI’ al VENERDI’ dalle ore 8.30 alle ore 12.30, ove verrà effettuata la raccolta/compilazione delle richieste/pratiche per il loro successivo completamento.

Le richieste inoltrate tramite email o consegnate personalmente all’Ufficio preposto, dovranno essere complete dei seguenti dati: nome, cognome, residenza, codice fiscale, recapito telefonico e corredate dalla copia della tessera sanitaria e del documento di identità.

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