Venerdì, 24 Gennaio 2020

Semaforo verde per la bonifica dall'amianto dell'ex scuola di viale Gramsci e della vecchia sede dell'Avis. Nella giornata di ieri, mercoledì, la giunta municipale ha approvato il progetto esecutivo per la rimozione del pericoloso materiale da entrambi gli edifici pubblici, già inseriti nel febbraio del 2018 all'interno del Sin (il Sito di Interesse Nazionale, che comprende anche le aree Fibronit ed Ecored e il Liceo scientifico Faravelli). «Per questi interventi – spiega il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – abbiamo ottenuto un finanziamento dal Ministero dell'Ambiente pari a 3 milioni e 200mila euro. E lo stesso Ministero ci ha concesso di adottare una procedura semplificata per l'approvazione del progetto». Decisiva la conferenza dei servizi svoltasi a Roma lo scorso settembre, nel corso della quale era arrivato il via libera alla possibilità di un iter burocratico semplificato. Questo ha permesso al Comune di accelerare i tempi: ora non resta che programmare l'inizio dei lavori. «È un altro importante obiettivo colto dall'amministrazione comunale – aggiunge Riviezzi - che va nella direzione di liberare la nostra città dall'amianto».

Importante tappa di un percorso istituzionale partito sul finire degli anni Novanta, quello raggiunto ieri dalla giunta è un traguardo che assume grandissima rilevanza per la collettività di Broni. Va ricordato che la proposta di riperimetrazione del Sin era stata avanzata dalla Regione Lombardia e dal Comune di Broni nel dicembre del 2017. Meno di due mesi più tardi il Ministero dell'Ambiente aveva decretato l'allargamento del Sito di Interesse Nazionale, aprendo di fatto la strada alla bonifica dei due immobili.

La sede dell'Avis era stata trasferita dall'edificio nel cortile dell'ex Ospedale Arnaboldi al poliambulatorio, interno alla stessa struttura di proprietà dell'Asst di Pavia, nell'ottobre del 2018. Risale invece al marzo di due anni fa l'inaugurazione del nuovo Plesso scolastico Paolo Baffi in via Alcide De Gasperi, dove hanno attualmente sede la scuola primaria e quella dell'infanzia, in sostituzione della sede di via Gramsci, costruita con pannelli di cemento amianto. Resta per il momento ancora da sciogliere il nodo del Liceo Faravelli, immobile di proprietà della Provincia di Pavia. «Insieme all'amministrazione provinciale – conclude Antonio Riviezzi – ci stiamo muovendo anche su questo versante. Speriamo di reperire quanto prima i finanziamenti necessari a realizzare una nuova struttura».

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«Ho un sogno nel cassetto. Quello di veder nascere un Corpo di Polizia Locale dell'Oltrepò orientale»: lo ha detto il sindaco Antonio Riviezzi, intervenendo questa mattina alla cerimonia di San Sebastiano, ospitata presso il Teatro Carbonetti. Sottolineando il proficuo rapporto di collaborazione con i Comuni di Cigognola e Casanova Lonati, convenzionati con Broni proprio per quanto riguarda il servizio di Polizia Locale, il primo cittadino bronese ha allargato il tiro parlando della «necessità di collaborazione a livello territoriale, per garantire un più efficiente controllo integrato». Va ricordato, in questo senso, l'impegno profuso nei mesi scorsi nel tavolo di territorio sul tema del trasporto pubblico, iniziativa (molto partecipata dalle altre amministrazioni locali) che sul piano programmatico va a sovrapporsi perfettamente alla proposta avanzata stamane da Riviezzi. Lo stesso sindaco ha in passato evidenziato a più riprese il bisogno di una strategia condivisa da tutta l'area oltrepadana orientale, allo scopo di aumentarne il "peso specifico" presso i più alti livelli istituzionali, migliorare i collegamenti, contrastare il fenomeno dello spopolamento. Una Polizia Locale più ampia, quindi, proietterebbe gli stessi meccanismi di condivisione sul binomio prevenzione-sicurezza, con grande beneficio per tutte le realtà urbane coinvolte."

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Due appuntamenti al Teatro Carbonetti di Broni, domenica 26 gennaio 2020, ore 17, CONCERTO BAROCCO, e FARFALLE, lunedì 27 alle 21 spettacolo gratuito su prenotazione in occasione della giornata della Memoria.

Domenica pomeriggio Vivaldi, Monteverdi, Handel e i musicisti barocchi, daranno vita a un concerto in cui, ogni pezzo sarà studiato e reinterpretato approfonditamente per comunicare quanto più è possibile emozioni antiche che riescono a stare al passo con i nostri tempi, musica barocca come pura energia che trasmette emozioni forti, specialmente se ascoltata dal vivo. Nell’ambito del concerto l'opera, in un unico atto, Serva padrona che appartiene al genere dell'Intermezzo, momento musicale di svago da rappresentarsi all'interno di un'opera drammatica. Composta da Giovan Battista Pergolesi su libretto di Gennaro Antonio Federico, come intermezzo dell'opera tragica in cinque atti: Il Prigionier Superbo, rappresentata per la prima volta al Teatro San Bartolomeo di Napoli nel 1733, in occasione del compleanno di Elisabetta Cristina di Brunswick- Wolfenbttütte , conobbe un tale ed immediato successo da far dimenticare l'opera principale. L'opera che va in scena il 26 gennaio al Teatro Carbonetti, ha come protagonisti nei panni rispettivamente di Serpina e Uberto, il soprano Linda Campanella ed il baritono Enrico Marabelli due professionisti dalla carriera internazionale che saranno accompagnati per l'occasione dall'orchestra universitaria Camerata de' Bardi, nome che fa chiaro riferimento a quella Camerata dei Bardi che a Firenze, nel tardo rinascimento, creò il melodramma. Lo spettacolo, completo di costumi, si richiamerà nell' ambientazione ad un interno borghese di tardo '700. L'allestimento a cura di InCanto in Musica Spettacoli avrà la direzione artistica di Malva Bogliotti.

Lunedì 27 gennaio Farfalle, con Andrea Robbiano, è il racconto di un uomo a un altro uomo, nella speranza che la memoria non sia solo quella storica di cifre, date ed eventi, ma quella profonda dell'esperienza fisica ed emotiva. Per provare a far sì che quello che è stato non accada più, qualunque sia la faccia del carnefice e qualunque sia la faccia della vittima. Perché una volta entrati in un lager i contorni della vita si perdono nella memoria. 
Farfalle è stato scritto per raccontare in maniera diversa l'affronto più grande dell'uomo a sé stesso: il campo di concentramento. Nel corso del XX secolo, in diversi ambiti e in diverse parti del mondo, l'uomo ha deciso deliberatamente di recludere l'uomo e privarlo di libertà fondamentali e necessarie.

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Difesa dell'ambiente, contrasto all'abbandono scolastico, tutela degli animali: queste le priorità che, numeri alla mano, emergono chiaramente dall'ultimo bilancio di attività della Polizia Locale di Broni. Il documento è stato illustrato dal comandante Fabio Alovisi nella mattinata di oggi, lunedì 20 gennaio, in occasione della festa di San Sebastiano. Cerimonia che, non a caso, è stata aperta al Teatro Carbonetti dall'incontro con le classi quinte della scuola primaria. «È la cultura della sicurezza – ha detto il comandante Alovisi nel suo intervento introduttivo - tanto invocata e proclamata dappertutto, che si deve innervare a partire dai processi educativi. Ecco allora l'attenzione di una giornata come quella odierna verso le giovani generazioni, politici del futuro, anzi cittadini anch'essi del presente, ma proiettati nel futuro per migliorarlo». Focus dell'appuntamento con gli alunni era il tema della sicurezza stradale, con particolare riferimento ai pedoni e ai ciclisti. Del resto, nel 2019 gli agenti della Polizia Locale hanno riservato alla viabilità delle scuole qualcosa come 603 servizi, per un totale di 1.510 ore. Ma, scorrendo le righe del bilancio, il mondo dei giovanissimi è chiamato in causa anche per la massiccia attività svolta a sostegno dei Servizi Sociali e dei Servizi Sanitari "nei sempre più frequenti casi di tutela dei minori – si legge – per problematiche familiari, per l'evasione e l'abbandono scolastico e per i casi di conclamata povertà". Compito delicatissimo, che le donne e gli uomini del Comando di Broni hanno saputo svolgere con encomiabile sensibilità.

Altro argomento centrale dell'ultimo anno, la lotta al degrado ambientale ha impegnato gli agenti per circa 400 ore di lavoro, dedicate ai controlli sui rifiuti e all'individuazione dei responsabili di scarichi abusivi, ma anche alla tutela del territorio e alla prevenzione di smottamenti. Circa 7.600 i rilievi di filmati eseguiti con il sistema di videosorveglianza e con le foto-trappole. In totale, sono state comminate 8 contravvenzioni ed effettuate 35 segnalazioni.

Sul versante della tutela degli animali le contravvenzioni sono invece 5, a fronte di 26 interventi resi possibili anche dal rapporto sinergico con il Servizio Pubblico Veterinario territoriale.

A quota 33 i sinistri stradali rilevati lo scorso anno, mentre sono 12 le uscite al fianco delle altre Forze dell'Ordine per motivi di pubblica sicurezza. "Sono frequenti – si rileva a tal proposito nella sintesi delle attività del 2019 – gli atti e gli episodi di marcata conflittualità tra i cittadini nel pubblico e anche nel privato, con esasperazione dei conflitti". Spostando lo sguardo sulle mansioni più "ordinarie", risultano 2.861 violazioni al Codice della Strada, di cui 156 accertate con il sistema di videosorveglianza. L'incassato ammonta a 86.531 euro, di contro ai 59.638 euro di verbali notificati e non ancora pagati. Ben 2.072 le violazioni riferite alla sosta e al parcheggio dei veicoli, alle quali si sommano i 344 casi di mezzi in sosta negli spazi riservati agli invalidi o nelle fermate dei bus, e ancora le 445 infrazioni alle norme che disciplinano la corretta circolazione dei veicoli. Per concludere, l'incasso comprensivo dei parcometri, al netto degli 11 giorni di sosta gratuita concessi dall'amministrazione comunale, è stato di 81.675,85 euro.

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Il 26 gennaio 2020 la Sezione UNIRR di Stradella Oltrepò commemorerà i caduti e i dispersi della Campagna di Russia del 1941-1943. Alla manifestazione parteciperanno autorità civili, militari e religiose. Sarà presente Mons. Angelo Bazzari, Presidente Onorario della Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, il quale celebrerà la Santa Messa in suffragio. La mattinata seguirà il seguente programma a Canneto Pavese:

Ore 10.15, ammassamento in Via Casa Bassa, di fronte al Municipio;

Ore 10.30, alzabandiera; Ore 10.35, interventi della Autorità Civili e Militari;

Ore 11.00, sfilata alla Chiesa dei Santi Marcellino, Pietro e Erasmo

Ore 11.15, Santa Messa officiata da Mons. Angelo Bazzari;

Ore 12.30, rinfresco con vino d’Onore presso il “Centro sociale Cesare Chiesa"

” L’UNIONE NAZIONALE ITALIANA REDUCI DI RUSSIA è un’associazione costituitasi a Roma, il 9 agosto 1946, presso lo studio del Notaio Dott. Ignazio Arcuri, per volontà dei reduci della Campagna di Russia. Al gruppo originario si aggiunsero successivamente ex-prigionieri appena rimpatriati, che diventarono il cuore pulsante dell’associazione. Con Decreto Ministero della Difesa del 20 novembre 1996 l’UNIRR viene riconosciuta come Ente Morale. L’attività dell’UNIRR, ha avuto fin dall’inizio l’obiettivo di fare piena luce sulle vicende dell’ARMIR (Armata Italiana in Russia) e sulla sorte dei militari che ne facevano parte, con particolare riguardo agli oltre 90.000 Caduti sul Fronte Russo. L’UNIRR si è battuta per decenni al fine di ottenere dal Governo russo la possibilità di riportare in Italia le salme dei Caduti. Grazie anche a questo impegno, a partire dai primi 1991 sono iniziate ad opera del Ministero della Difesa. attraverso ONORCADUTI, le esumazioni dai cimiteri campali di Russia e Ucraina, che hanno permesso il rientro in Italia di migliaia di salme di Caduti noti e non identificati.

La SEZIONE UNIRR DI STRADELLA nasce nella metà degli anni ’50 per volontà di alcuni reduci stradellini. Con la scomparsa di questi ultimi, il labaro viene conservato per diversi anni dalle Patronesse UNIRR Sacchi Anna e Ines Montini, fino al 2008, anno in cui viene consegnato al Gruppo Alpini di Stradella. Dopo decenni di inattività, il 29 dicembre 2018 presso la sala “Ugo Magnani” del Comune di Stradella, alla presenza del Vicepresidente Nazionale Vicario e del rappresentante del Sindaco di Stradella, la Dott. Federica Vannini, viene ufficialmente riattivata la sezione nominandola UNIRR SEZIONE DI STRADELLA OLTREPO’, in modo da darle più ampia rappresentanza. La Sezione è presieduta da Carlo Brandolini e ha sede a Castana, nei locali messi a disposizione dall’amministrazione comunale presso il palazzo municipale.

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Educare per prevenire. È il messaggio dell'edizione 2020 della festa di San Sebastiano, patrono dei Vigili Urbani d'Italia, che lunedì 20 gennaio si aprirà con un incontro tra la Polizia Locale e gli alunni della scuola primaria. A partire dalle 9:30, i ragazzi delle quattro classi quinte saranno accolti al Teatro Carbonetti, dove gli agenti del Comando di Broni tratteranno il tema, sempre attuale, della sicurezza pedone-ciclista.

Finalità educativa, quella assegnata all'evento introduttivo della celebrazione, fortemente voluta dall'amministrazione comunale e dal comandante Fabio Alovisi. «Ritengo sia di fondamentale importanza – commenta il sindaco Antonio Riviezzi – costruire fin dai primi gradi dell'istruzione una sana consapevolezza della sicurezza stradale. Non dobbiamo dimenticarci che i bambini di oggi, oltre ad essere già utenti della strada e dunque chiamati a rispondere a una serie di regole, saranno gli automobilisti di domani. È quindi indispensabile aiutarli da subito a seguire percorsi di responsabilità, affinché sviluppino in futuro quelle doti di coscienza che dovrebbero essere proprie di chiunque si metta al volante».

Dopo la parentesi dedicata alle scuole, alle 10:30 la cerimonia entrerà nel vivo con l'ingresso delle autorità e degli invitati. Come da tradizione, il comandante Alovisi illustrerà ai presenti il bilancio annuale di attività della Polizia Locale, prima di cedere la parola ai primi cittadini di Broni e dei Comuni in convenzione, vale a dire Cigognola e Casanova Lonati. Successivamente i partecipanti di trasferiranno dal Teatro Carbonetti alla Basilica Parrocchiale, dove alle 11:30 verrà officiata la Santa Messa nella Memoria liturgica di San Sebastiano. La cerimonia si chiuderà alle 12:30, con il rinfresco nel locale attiguo alla chiesa.

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Anche se le feste sono ormai uscite di scena, non cala il sipario sull'offerta dedicata al tempo libero delle famiglie. Nei prossimi giorni, infatti, ci sarà una nuova opportunità per vivere il centro storico nel segno dello svago: il cuore della stagione invernale pulserà al ritmo della pista di pattinaggio su ghiaccio, proposta che, a partire da sabato 18 gennaio e fino al prossimo 16 febbraio, andrà ad animare gli spazi di piazza Garibaldi.

L'inaugurazione è prevista per le ore 16:00 di sabato, alla presenza dell'amministrazione comunale. Poi la struttura sarà aperta dal lunedì al giovedì nella fascia compresa tra le 15:00 e le 20:00, il venerdì negli stessi orari e ancora dalle 21:00 alle 23:00, il sabato e la domenica, oltre al pomeriggio e alla sera, anche la mattina dalle 10 alle 12.

Sport e divertimento, ma non solo: l'attrattiva sarà certamente di sostegno alle attività di vicinato, in un momento dell'anno in genere critico per i consumi. «Dopo le manifestazioni natalizie - dice l'Assessore al Commercio Mariarosa Estini - la pista è una tra le prime delle iniziative messe in campo per invogliare turisti e abitanti del circondario a venire a Broni a trascorrere un po' del proprio tempo libero, con conseguente beneficio anche per gli esercizi commerciali della città. Un sentito ringraziamento ai tre sponsor dell'iniziativa, Libarna Gas, Bar Commercio e alla ditta Montagna & Piaggi Marmi e Graniti, che si sono dati da fare per regalare un'opportunità di svago ai nostri ragazzi e alle loro famiglie, alla Nuova Pro Loco per la fattiva collaborazione e alla Parrocchia San Pietro Apostolo per la disponibilità».

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In scena al Teatro Carbonetti di Broni due grandi interpreti del panorama teatrale e cinematografico italiano. Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi andranno in scena venerdì 17 gennaio, ore 21 con il Donchisci@tte, commedia liberamente ispirata a Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, scritta da Nunzio Caponio, adattamento e regia Davide Iodice.

Una scrittura originale che prende ispirazione dallo spirito dell’opera di Cervantes, scagliando una volta di più la simbologia di questo ‘mito’ contro la nostra contemporaneità. Con vesti sgangheratamente complottiste e una spiritualità naif, accompagnato da Sancio, disorientato adepto, il nostro Don intraprende un corpo a corpo disperante e “comico” contro un mondo sempre più virtuale, spinto a trovare l’origine del male nel sistema che lo detiene. Dall’improbabile rifugio in cui si è rintanato, lotta per mantenere intatto il suo pensiero critico coltivando ancora un’idea: l’IDEA. Unica finestra sull’esterno (o su altri interni) una teoria di schermi che s’affaccia su personaggi e mondi anno-dati, interferenze che spronano i nostri eroi all’Azione, a una qualche azione. E se, nella giostra di pensieri che galoppano progressivamente verso l’inevitabile delirio, le menti malefiche dei giganti delle multinazionali sono il nemico contro cui scagliarsi, l’Amore è ancora il vento che soffia e muove, anche se Dulcinea, intrappolata in una webcam, può svanire dolorosamente per un banale blackout.

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Si è tenuta a Santa Maria della Versa,  presso la storica cantina “La Versa”, la conferenza stampa di presentazione dell’accordo commerciale tra la cooperativa Terre d’Oltrepò e il Gruppo Francoli.L’obiettivo è 1milone di bottiglie di Metodo Classico e 400mila bottiglie della linea “Cottarella” nel 2020.
Un accordo ricco di entusiasmo, che sembra finalmente auspicare al rilancio ed a quel salto di qualità che tutti si aspettano da quel gennaio 2017, quando Terre d’Oltrepò si aggiudicò all’asta il marchio, stabilimento, magazzino ed asset aziendali della storica Cantina Sociale di Santa Maria della Versa, fondata nel 1905 da Cesare Gustavo Faravelli e fallita nel luglio del 2016.

Una conferenza stampa segnata da una grande voglia di rilancio, alla quale erano presenti il presidente e il direttore commerciale di Terre d’Oltrepò e “La Versa, Andrea Giorgi e Massimo Sala, e il presidente del Gruppo Francoli, Alessandro Francoli.

«La politica aziendale di Terre d’Oltrepò è fortemente cambiata in questi ultimi anni» dichiara il presidente della cooperativa Andrea Giorgi «e il nostro progetto andrà avanti. A fine gennaio ci sarà l’assemblea straordinaria che riguarderà la fusione tra “La Versa” e Terre d’Oltrepò: oggi festeggiamo questa “alleanza” con l’importantissimo gruppo Francoli, che per noi rappresenta un proseguimento della nostra politica aziendale, improntata sullo stravolgere del modo di pensare oltrepadano. C’è grande entusiasmo da parte nostra, ma anche da parte degli agenti. Questo fa parecchio piacere e fa ben sperare per il futuro» conclude il presidente Giorgi.

«Conosco molto bene “La Versa”, fin da quando era il marchio italiano d’eccellenza: quando ero un giovane studente a Pavia vedevo le bottiglie di “La Versa” esposte ovunque e io mi sentivo un po’ come un bambino che sta dietro una vetrina di dolci e non può toccarli, in quanto la nostra era un’azienda molto più piccola. Questi spumanti si trovavano in ogni manifestazione: gare di ciclismo, voli Alitalia, gran premi di formula uno… era veramente un sogno inarrivabile» dichiara il presidente del Gruppo Francoli, Alessandro Francoli.
«Quando mio padre ha iniziato l’attività veniva qui in Oltrepò a prendere le grappe che lui commercializzava, quindi per noi c’è un certo legame con questo territorio. Oggi avere in esclusiva sul territorio italiano il marchio “La Versa”, tra i prodotti da noi distribuiti, è un sogno che si avvera. Tutti gli agenti qui presenti sono monomandatari per i nostri prodotti, e questa per noi è una certezza. Ma sentiamo anche una forte responsabilità, perché siamo nelle condizioni di far rivivere i fasti di questo marchio e di fare da traino anche per tutto l’Oltrepò Pavese, riportandolo dove merita. E’ un grande progetto a lungo termine in cui noi crediamo veramente» conclude Francoli.


«Io ho lavorato in diversi territori italiani, ma l’emozione e l’entusiasmo che ho trovato qui non l’ho trovato da nessun’altra parte» dichiara il direttore commerciale di Terre d’Oltrepò, Massimo Sala. «In questi sei mesi, in cui ho avuto l’onore di dirigere questa azienda, ho capito che noi avevamo bisogno di un’eccellenza che ci permettesse di far parlare di noi sul territorio nazionale. Ritengo che la rete vendita del Gruppo Francoli si la migliore in Italia ed è per questo che abbiamo deciso insieme di investire in questo progetto. Non sarà una semplice collaborazione, ma un lavoro sinergico tra le due realtà per portare avanti il progetto di Terre d’Oltrepò e “La Versa”».

Nell’ultimo trimestre 2019 Terre d’Oltrepò ha prodotto un milione e duecentomila bottiglie e nell’ultimo anno l’azienda ha messo in catasta più di duecentomila bottiglie di spumante metodo classico DOCG.
Ma le novità non riguardano solo l’accordo con il gruppo Francoli: «Il progetto commerciale di Terre d’Oltrepò è ampio e riguarda anche la grande distribuzione: abbiamo fatto un accordo con un grande gruppo di distribuzione che da quattro mesi ci sta portando risultati importanti di visibilità, con un marchio importante come Cantina di Casteggio. Inoltre, abbiamo un progetto ambizioso per il mercato USA, sperando che si risolva la problematica dei dazi proposta da Trump» prosegue il direttore Sala.

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per annunciare qualche particolare in più riguardo il “progetto qualità” diretto dall’enologo Cotarella: «Con il mese di dicembre si è concluso il progetto 2019 e si è avviato quello 2020: a partire dal mese di marzo usciranno i primi vini, a seconda delle necessità. A fine anno vedranno la luce il Riesling Renano e il Pinot Nero firmati da Cotarella, ma già per il Vinitaly avremo pronta l’intera gamma del “Progetto 2019”» aggiunge il presidente Giorgi. «A fine gennaio incontreremo i soci per iniziare a lavorare sul progetto 2020, che sarà un evoluzione di quello dell’annata passata».
Tutti i vini del “progetto qualità” saranno marchiati “La Versa” e saranno prodotti nella storica cantina di Santa Maria della Versa.

A seguire, durante il brunch offerto dall’azienda ai rappresentati e alla stampa, il barman Benito Langella ha presentato un nuovo cocktail con il quale ha vinto il 70^ Concorso Nazionale AIBES nella categoria Sparkling. «Ho chiamato questo cocktail Amelirose, come la figlia di una mia grande amica amante delle fragole, le quali sono l’ingrediente principale» dice Langella. «Il cocktail è composto, oltre che dalle fragole, da cranberry per dare dolcezza, lime per l’acidità, una spolverata di vodka e per concludere il metodo classico “Collezione 2007 La Versa”, guarnito in superficie con una decorazione composta da pasta di zucchero, isomalto, frutto della passione, menta e fragola aromatizzata a limone e zucchero».

Al Teatro Carbonetti di Broni, sabato 11 gennaio alle ore 21, andrà in scena lo spettacolo “Figlie di E.V.A.” con Maria Grazia Cucinotta, Vittoria Belvedere e Michela Andreozzi.

Figlie di E.V.A. è la storia di un uomo potente, che frega tre donne, che trovano il modo di vendicarsi. Figlie di E.V.A. è la storia di un ragazzo che incontra tre fate madrine che lo aiutano a realizzare i suoi sogni. Figlie di E.V.A. è la storia di tre donne completamente diverse, che diventano amiche nonostante tutto. Cioè a dire che Figlie di E.V.A. è tre storie in una, come sono tre i nomi delle protagoniste: Elvira, Vicky e Antonia. Elvira. Dietro a ogni grande uomo c’è una grande donna: la segretaria. E lei è la Cadillac delle segretarie! Elvira sa, Elvira vede, Elvira risolve. A lei, il Cardinale Richelieu, le fa un baffo. Vicky. Moglie tradita, è una “povera donna di lusso”, sposata per il suo patrimonio. Un po' ingenua, un po' scaltra, un po' colomba, un po' volpe. Anzi lince, nel senso della pelliccia.

Antonia. Prof di latino, emigrata, precaria, ma bellissima. E con una scomoda sindrome di La Tourette, po*ca tr**a! Comunque romantica, in attesa del primo amore e di una cattedra. Cosa le lega? Nicola Papaleo. Sindaco disonesto che le inguaia tutte e tre per diversi motivi: manda Elvira nelle peste legali per falso in bilancio; abbandona Vicky in diretta tv per una giovincella; incastra Antonia che viene beccata a passare gli scritti di maturità a quella capra di suo figlio e pertanto radiata dal provveditorato. Le tre, che mal si sopportano, unite da un sano sentimento di vendetta, si coalizzano: lo vogliono morto. Anzi, meglio: lo vogliono trombato, come si dice dei politici che perdono le elezioni. Perché un politico trombato è più morto di un morto. Scopo del gioco? Far sì che l’odiato Papaleo non venga rieletto sindaco.

Come? Elvira, Vicky e Antonia sanno prendono coscienza che hanno creato un mostro: sostenendo, proteggendo e aiutando il sindaco nella sua ascesa. Ma questo vuol dire che sono in grado di creare anche un antidoto a Papaleo: costruendo a tavolino un candidato “fantoccio” che lo distrugga alle prossime elezioni. Un po' Pigmalione, un pizzico di Cyrano, Cenerentola quanto basta ed è fatta! Grazie a una serie di estenuanti provini trovano Luca Bicozzi, aspirante attore sfigato con problemi di autostima. Lo blandiscono, lo convincono, e dopo una full immersion in cui le tre figliole gli insegnano tutto, ma proprio tutto quello che serve per diventare un leader Luca conquista il favore dell’elettorato, anche grazie ad un astuto sistema di auricolare con cui viene radiocomandato da Elvira.

Conquista però anche la fiducia in sè stesso, quindi vince un provino come protagonista di una serie. Che farà? Saluterà le tre madrine per rincorrere il suo sogno? Abbandonerà Antonia di cui, nel frattempo, si è innamoratissimo, ricambiatissimo? Forse è arrivato il momento, per Elvira, Vicky e Antonia, di capire che dietro a un grande uomo a volte non c'è nessuno perché sono le donne che devono avere il coraggio di mettersi davanti a tutti. Figlie di E.V.A. è la vita per come vorremmo che fosse. E anche per come è perché spesso, le donne, anche quando vogliono vendicarsi, se si mettono insieme sanno creare cose meravigliose.

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