Domenica, 05 Aprile 2020

Il Movimento 5 Stelle di Voghera accende i fari e inizia la corsa verso le elezioni, che a questo punto però potrebbero slittare a dopo l’estate. E’ stata la prima forza politica ad aver annunciato, lo scorso ottobre, il proprio candidato sindaco e, in coerenza con il suo statuto, non farà alleanze. La linea nazionale, dunque, non è interpretata come modello da seguire a livello locale. Antonio Marfi non ha dubbi sul suo team ed è ottimista: «Ci presentiamo per vincere».

Marfi, tutto può succedere ma andare da soli a Voghera significa realisticamente non avere grandi speranze di raggiungere “un posto al sole". Di un'alleanza col Pd o comunque con altre forze del centrosinistra proprio non volete sentir parlare?

«Il termine “un posto al sole” non mi piace. Non cerchiamo poltrone o posti al sole, vogliamo prenderci la responsabilità di amministrare la bella città di Voghera mettendo in pratica le nostre proposte programmatiche, per farla crescere e farla piacere sempre di più a tutti. Nel rispetto delle regole dello statuto del M5S, presenteremo la nostra lista, per vincere, perché siamo la prima alternativa a questi ultimi 10 anni».

Diciamo che fino ad ora avete navigato a fari spenti. Una strategia specifica o non avevate ancora le idee sufficientemente chiare per iniziare la campagna elettorale?

«Il Movimento 5 Stelle di Voghera, partendo dal programma elettorale del 2015 e dal lavoro svolto dal consigliere comunale Caterina Grimaldi, ha iniziato a lavorare alla fine di settembre 2019 definendo strategie e scegliendo il candidato Sindaco. Ha incontrato i cittadini in riunioni pubbliche, ha avviato laboratori del programma con cadenza settimanale i quali stanno dando ottimi risultati. Se questo significa viaggiare a fari spenti, i nostri avversari non hanno ancora acceso i motori».

Come mai a Voghera il M5S non ha mai davvero fatto il "boom"?

«I risultati andrebbero letti in maniera diversa. Nel 2010 il M5S si è presentato per la prima volta alle amministrative ottenendo il 10% dei consensi portando due consiglieri a Palazzo Gounela. Nel 2015 ha quasi ottenuto le stesse percentuali ed ha portato in consiglio Caterina Grimaldi. Nel 2018 il M5S in Italia è diventato primo “partito” politico e sono stati eletti un parlamentare della Repubblica Italiana, il deputato Cristian Romaniello e un consigliere della Regione Lombardia, Simone Verni. Il M5S a Voghera è una realtà politica consolidata e potrà solo crescere, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dai suoi portavoce».

Esiste una forza politica a Voghera con cui vi sentite in sintonia?

«Noi ci sentiamo in sintonia con quei cittadini che vogliono cambiare la città anche impegnandosi direttamente e con i quali saremo disponibili al confronto. La sintonia deve essere legata ad un progetto condiviso e strutturato nel tempo, non una scelta calata dall’alto, e ad oggi siamo l’alternativa più concreta e credibile».

La vostra lista è ormai pronta. Come sarà composta?

«La nostra lista è composta da cittadini a cui “affiderei le chiavi di casa mia”. Persone con le quali starei giorni interni a lavorare e progettare idee per risanare e far crescere la città. Una gran bella squadra che rappresenta uno spaccato sociale della città e del territorio oltrepadano. Persone che vogliono prendersi la responsabilità di amministrare e lo stanno facendo con grande spirito di sacrificio e grande entusiasmo».

Quali saranno i temi su cui intendete giocare la vostra sfida?

«Al centro c’è la persona, il cittadino a cui dobbiamo riuscire a garantire i servizi migliori e a cui vogliamo ridare una città viva sotto l’aspetto sociale, culturale ed economico. Un tema è lo sviluppo economico, siamo al lavoro sull’idea di “Voghera porta dell’Oltrepò”. Vogliamo istituire un ufficio specifico per il recepimento delle risorse economiche derivanti dai finanziamenti europei. Formeremo una figura professionale con alta qualificazione che diventi una sorta di ”agente di rete”. Lavoreremo con gli altri comuni del territorio oltrepadano per la creazione di un Oltrepò unito e determinato a valorizzare il proprio potenziale. Ci sarà poi la tutela dell’ambiente con l’incentivazione di interventi di riqualificazione energetica, la mobilità sostenibile per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera. E poi tanti altri progetti, insomma un programma molto completo e innovativo».

 Uno dei temi su cui insistete spesso è quello della riqualificazione urbanistica: cosa non va a Voghera in tal senso?

«Voghera è una bella città, a dimensione di famiglia. Dobbiamo avviare tutti quei progetti che la faranno diventare una smart city: colonnine di ricarica auto elettriche, illuminazione a led ed intelligente, veicoli elettrici per lo spostamento dei dipendenti pubblici, al fine di migliorare la qualità della vita e soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni. Non bisogna sottovalutare l’importanza dell’urbanistica nel determinare il destino delle aree cittadine. Penso all’ex Caserma di Cavalleria, un immobile con un grandissimo potenziale per cui bisogna studiare un piano per sfruttarlo al meglio e renderlo un hub di servizi, un incubatore di imprese e un centro di aggregazione per i più giovani. Penso a Piazza San Bovo e a cosa diventerebbe se fosse più attraente e sicura, un luogo dove trovarsi insieme e socializzare. Riqualificare la piazza significherebbe renderla anche più sicura e stimolerebbe la ristrutturazione, anche degli immobili che si affacciano su di essa; immobili che acquisterebbero di conseguenza pregio e valore».

Ha parlato di sicurezza. Secondo alcuni Voghera è vuota la sera perché non è sicura, secondo altri non è sicura perché è vuota. Qual è la vostra posizione su questo tema? 

«Gli amministratori devono smettere di cavalcare politicamente questo tema perché poi, alla fine, si instaura un clima di terrore ingiustificato che porta a vedere delinquenti ovunque, anche dove non ci sono. Oggi la città è vuota perché non si è investito in eventi, cultura e riqualificazione e si è facilitata la crescita di aree commerciali che hanno svuotato il centro storico. Noi certo opereremo contro la delinquenza e l’inciviltà. Le famiglie vogheresi, i pendolari e gli anziani devono vivere serenamente la città. Quello della sicurezza è però un concetto allargato e non va limitato alla semplice repressione, ma anche alla valutazione del rischio. Il nostro progetto vuole affrontare il tema della sicurezza in modo innovativo, dove l’innovazione partirà dal cambio di prospettiva: i luoghi stessi diventeranno parte attiva della sicurezza e quindi è importante lavorare sulla riqualificazione delle zone percepite come “insicure”. Insieme alle forze dell’ordine mapperemo le aree più insicure, soprattutto quelle degradate. Aumenteremo la presenza della polizia locale sul territorio, sia in centro sia in periferia e soprattutto nelle aree ritenute sensibili. Impegneremo le risorse della polizia locale anche in azioni di informazione per le persone anziane e più indifese».

Asm è da un po’ nell’occhio del ciclone. Bollette pazze, tensioni, denunce interne, adesso le dimissioni del direttore unico. I conti tuttavia si dice siano in ordine. Quale la vostra posizione?  

«Per il M5S non basta fare degli utili, bisogna avere un’azienda che mostri anche una gestione trasparente e una struttura più autonoma rispetto al potere della politica. Fossimo noi a decidere, adotteremmo nuovi metodi di nomina degli amministratori, con scelte basate sul merito e sulla competenza, e non più alla appartenenza o simpatia partitica o a figure legate alla vecchia classe politica di questa città. ASM dovrà investire ancora di più in green economy e sostenere la rivoluzione verde che la città deve attuare in tempi brevi. Dovrà essere rivisto il sistema di raccolta differenziata, per poter successivamente arrivare alla tariffazione puntuale».

di Christian Draghi

Caterina Grimaldi, consigliere comunale di Voghera, del Movimento 5 Stelle, chiede al Sindaco, Carlo Barbieri, con una nota stampa, quali saranno le modalità di svolgimento del consiglio comunale. "Il comune è l’ente istituzionale più vicino al cittadino e la situazione di emergenza in cui ci troviamo lo evidenzia in modo particolare. Il Comune di Voghera ha infatti predisposto - scrive la Grimaldi-  in collaborazione con diverse associazioni cittadine, servizi diretti a dare assistenza e sostegno alle persone più deboli ed in difficoltà. È quindi fondamentale che la continuità dell’attività politico-istituzionale e le prerogative dei consiglieri comunali vengano garantite, pur nel rispetto delle normative emergenziali vigenti. È necessario disporre, a nostro avviso, misure urgenti per lo svolgimento delle riunioni del Consiglio comunale, oltre che delle Commissioni consiliari e della Giunta, mediante gli strumenti di comunicazione a distanza che la tecnologia oggi mette a disposizione. Una soluzione in tal senso è suggerita dalle stesse normative urgenti adottate dal Governo. L’articolo 73, comma 1, del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 recita: “al fine di contrastare e contenere la diffusione del virus Covid-19 e fino alla data di cessazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, i consigli comunali, e le giunte comunali che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza possono riunirsi secondo tali modalità nel rispetto dei criteri di trasparenza e tracciabilitá preventivamente fissati dal Presidente del Consiglio comunale ove previsto, o dal Sindaco, purché siano individuati sistemi che consentono di identificare con certezza i partecipanti, sia assicurata la regolarità dello svolgimento delle sedute e vengano garantiti lo svolgimento delle funzioni di cui all’articolo 97 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché adeguata pubblicità delle sedute, ove previsto, secondo le modalità individuate da ciascun ente”. Chiediamo pertanto al Sindaco quali modalità di svolgimento del Consiglio comunale, delle Commissioni consiliari e della Giunta comunale intenda adottare; se intenda convocare la Conferenza dei Capigruppo al fine di attuare le necessarie misure organizzative urgenti per lo svolgimento in videoconferenza delle sedute del Consiglio comunale, delle Commissioni consiliari e della Giunta comunale; se intenda predisporre la trasmissione in streaming delle sedute in videoconferenza affinché i cittadini possano assistervi e al fine di garantirne l’adeguata pubblicità. Ci sono tanti italiani che, in questi momenti difficili, stanno lavorando da casa grazie a questi moderni strumenti. Anche i consiglieri comunali - conclude la Grimaldi - possono dare il buon esempio e far sentire ai cittadini la costante vicinanza delle istituzioni." 

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Dopo le nomine del nuovo Cda di Asm, che hanno creato non poche frizioni tra Forza Italia e Lega, il neosegretario cittadino Giuseppe Carbone prende le distanze dal sindaco Carlo Barbieri. «Il direttivo del partito avrebbe ritenuto più opportuno un Cda tecnico e non uno politico, soprattutto perché tra pochi mesi si vota» spiega Carbone, che rivela come la decisione relativa alle nomine sia stata presa da Barbieri in solitaria, stile “uomo solo al comando”: «Non ci ha consultati prima». Nel mirino la decisione del primo cittadino di affidare incarichi nel consiglio direttivo della municipalizzata ad esponenti politici “soliti noti”. Forte disapprovazione in particolare è stata espressa dai leader leghisti per la nomina del “fedelissimo” azzurro Delio Todeschini. Insieme a lui in consiglio siederanno Paolo Affronti, Patrizia Rosolin (già in Asmt di Tortona) e Grazia Lanfranchi. Presidenza affidata a Pierluigi Bianchi, altro nome vicino a Forza Italia e già presidente di Reti di Voghera Energia nonché sindaco di Robecco Pavese.

Carbone, adesso cosa succederà?

«Io mi attengo a quella che è la situazione, certo non posso andare contro il mio sindaco».

Lei però aveva appena cominciato a tessere dei tavoli di trattativa, soprattutto con la Lega, in vista delle elezioni. I leader locali del Carroccio non hanno preso bene queste nomine, teme che adesso possa saltare il banco?

«Il mio ruolo resta quello di cercare l’unione tra le forze del centrodestra. Per quanto mi riguarda l’apertura al dialogo rimane da parte del direttivo, con il nostro onorevole di riferimento (Alessandro Cattaneo, ndr) inalterata».

Carbone, lei succede a Rocca alla guida del direttivo cittadino. Il suo predecessore ha sempre mantenuto un contegno piuttosto “orgoglioso” quando si trattava di rapportarsi ad alleati e rivali. Al nostro giornale, addirittura, aveva dichiarato «io non cerco nessuno». Quale sarà la sua di linea?

«Giampiero è stato segretario cittadino del partito per vent’anni dando prova di grande impegno, passione e capacità. Ritengo che come centrodestra abbiamo dimostrato di sapere ottenere ottimi risultati quando corriamo compatti e uniti evitando divisioni. Quindi il dialogo è aperto a tutte le forze che si riconoscono nel centrodestra e che vogliono dare il loro contributo senza porre delle condizioni anticipate».

Come definisce lo stato di salute del partito a pochi mesi dalle elezioni?

«Forza Italia ha una base importante nel territorio vogherese che ha sempre dimostrato la propria appartenenza al partito. Un dato emerso finora nelle precedenti competizioni che verrà confermato».

Però i numeri nazionali non possono certo dirsi buoni…

«Il dato nazionale delle ultime elezioni non è indubbiamente stato brillante, ma la sfida comunale è differente perché si basano su una conoscenza diretta delle persone e sulla fiducia che viene riposta in esse».

Quale sarà il destino politico del sindaco Carlo Barbieri? Il suo è un nome abbastanza indigesto  soprattutto a diversi esponenti del Carroccio...

«Barbieri è stato il nostro sindaco e amministratore per dieci anni con cui abbiamo condiviso progetti e scelte, confrontandoci serenamente valuteremo quale sarà la strada migliore da percorrere».

Sempre riguardo alle nuove aperture, l’ingresso nel direttivo di Casaschi e Schiavi sa di ramoscello d’ulivo teso a Torriani. Ha parlato con l’ex sindaco? Conta di recuperarlo alla causa?

«Conosco Torriani da molti anni e lo ritengo una persona intelligente con cui si possono fare dei ragionamenti in vista delle elezioni».

Si parla di un candidato sindaco esterno alla politica per mettere tutti d’accordo. Cosa c’è di vero?

«Che un uomo della società civile è una delle possibilità che verranno valutate. Al momento opportuno ci confronteremo per avere un candidato condiviso da tutti».

Sareste disponibili a rinunciare ad esprimere un vostro candidato se servisse per concretizzare l’alleanza?

«Il ragionamento deve essere fatto come forza di centrodestra attraverso un confronto serio e costruttivo, la “ragion comune” è proporre un candidato che abbia le capacità necessarie per amministrare Voghera».

Lei alla fine si candiderà? Girava voce che a questo giro avrebbe passato la mano…

«Non ho mai dichiarato questo e credo, avendo fiducia delle persone che mi chiedono di rilasciare interviste, che qualche mia frase sia stata probabilmente fraintesa. Ci sono molti cittadini che in queste settimane mi hanno dimostrato vicinanza e sostegno dopo aver avuto l’incarico di coordinatore cittadino. Quotidianamente passeggiando per Voghera ricevo attestazioni personali di stima che porterò alle prossime elezioni comunali»

Forza Italia, è innegabile, ha perso moltissimi consensi negli anni, anche a livello locale. Dove ha fallito il partito che oggi lei guida?

«Come le ho già detto nelle elezioni in comuni di dimensione come Voghera c’è un rapporto spesso stretto, diretto e immediato con gli amministratori, quindi la scelta diventa di fiducia. Credo che a livello nazionale il partito non abbia saputo fare delle proposte nuove che potessero coinvolgere gli elettori come successo in passato».

“Rinnovamento” è uno dei termini che circola più spesso quando si parla di FI e dei suoi problemi. La lista che presenterete conterrà molti nomi nuovi?

«Diciamo che sarà una lista forte, un giusto mix tra personalità politiche di esperienza, nuove leve che vogliono diventare protagonisti e cittadini appassionati di politica che provengono dal mondo civile».

di Christian Draghi

Il riassetto della governance di Asm Voghera con la nomina del nuovo consiglio di amministrazione ha sollevato, com’era prevedibile, polemiche. Il neonominato vice presidente di ASM , l’onorevole Paolo Affronti ex sindaco di Voghera e segretario UDC, risponde alle critiche :  "Poche riflessioni: parere positivo della Giunta Comunale per la ricostituzione del CDA di ASM e per i nomi proposti - dichiara Paolo Affronti -l'Assemblea approva la decisione dell'azionista di maggioranza ( il Sindaco di Voghera) e riconosce ai piccoli comuni ( Casei Gerola con Todeschini) la rappresentanza in CDA .Non era stato così quando venne nominato l'amministratore unico,l'UDC dissentì e i suoi assessori(Geremondia e Battistella) disertarono la Giunta.Oggi invece con il consenso di tutti ( compresi ,segretario di F.I.assessore Carbone e vice sindaco Salerno,allora grande sostenitore in Consiglio Comunale della soluzione amministratore unico )il consiglio è finalmente costituito .

Al Sindaco Barbieri il riconoscimento di aver preso una decisione difficile determinata dalle dimissioni di Bruno.Dimissioni ,a suo dire ,per favorire la costituzione del CDA,peccato che ha riflettuto troppo tempo da luglio ad oggi.Che dire della gestione dell'amministratore unico : i risultati della sua gestione apparentemente positivi(malgrado la sua scarsa presenza in azienda), ci riserviamo di valutarli in sede di approvazione del bilancio.
Fondamentale certo l'impegno del personale tutto di  ASM che ha dimostrato professionalità .Il dr Bruno però non è riuscito ad attenuare il clima di conflittualità con la partecipata ASM vendita e servizi.In questo senso un clima diverso e costruttivo va ricercato.Personalmente devo dire che ho accettato la vice presidenza perché ho ricoperto tale incarico in passato , metterò a frutto la mia esperienza per far sì che l'Azienda possa offrire sempre migliori servizi e funzionalità ai cittadini del nostro Oltrepo.
Con il presidente Bianchi e gli altri del CDA spero di ben operare ,così come è stato con il consiglio precedente (presidente Sergio Bariani) prima dell'arrivo a Voghera della gestione commissariale. Gli amministratori della Valle Staffora,alcuni dei quali oggi dissentono (motivi politici?)non dimentichino che la soluzione CDA è stata presa dopo le dimissioni del Dr.Bruno da AD. ( un tecnico come ha amato definirsi ,che però non dimentichiamolo era candidato di un partito nell'ultima competizione amministrativa).Per la Valle Staffora  una occasione - conclude Affronti-  perduta per essere presente in  consiglio di ASM. Pazienza i piccoli comuni saranno rappresentati in  CDA dal prof  Todeschini,designato da un comune del basso Oltrepo : Casei Gerola ( a guida centro destra)".

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Fratelli d’Italia dà il benvenuto a Marina Azzaretti. Il partito di Giorgia Meloni punta sull’ex assessore voghereseche rappresenta una nuova risorsa che potrebbe essere determinante nel far crescere e rendere più forte il partito, anche in previsione delle prossime elezioni amministrative.

"Viviamo un periodo molto difficile. Ritengo, proprio per questo - dichiara Marina Azzaretti-  importante riprendere in fretta la mia attività politica. Il mio ritorno in campo è un dovere verso  la mia a città e tutti i vogheresi che sia nella  scorsa tornata elettorale che poi ancor più in tutti questi anni mi hanno dato enorme fiducia. E garantisco fin d'ora di impegnarmi con ancor maggior determinazione e dedizione alla mia comunità. La decisione di aderire a Fratelli d'Italia è sgorgata da lunghe e attente riflessioni ed analisi politiche. Innanzi tutto perché mi riconosco nella storia della Meloni, come della altrettanto stimata  e amica,coordinatrice per la Lombardia, Daniela Santanche,entrambe donne, entrambe determinate, che hanno scelto di far politica per il bene comune, non per altri interessi. Oggi la Meloni, dopo aver fatto scelte importanti anni fa, con coerenza ed impegno è diventata la leader naturale di un nuovo centro destra. Simile percorso ha seguito la Santanche. E per questa loro tenacia e serietà le ammiro. Ritengo poi che la proposta programmatica della Meloni, contenuta nei 15 punti del suo programma che invito tutti a leggere,  oggi si sposi appieno con quella che è la mia visione degli obiettivi che una buona amministrazione deve lavorare per garantire alla popolazione, e aderiscono appieno anche a quelle che sono le esigenze locali. Ne cito solo alcuni: attenzione alle donne, incentivazione degli asili aziendali e apertura in orari uffici e negozi, sostegno alle forze dell'ordine e alla polizia penitenziaria, lotta alla corruzione e alle mafie, espulsione degli stranieri che delinquono e lotta al business dell'immigrazione clandestina, politiche di corretta integrazione, sostegno alle imprese, al piccolo commercio, alla produzione a km 0, semplificazione della burocrazia, difesa e atti concreti per la crescita del lavoro, lotta alla disoccupazione, valorizzazione del patrimonio storico artistico come volano di rilancio, rafforzamento del sistema scuole, sostegno a incubatori imprenditoriali e professionali, rafforzamento della cittadinanza attiva, difesa e tutela del territorio, sostegno all'efficientamento energetico, rafforzamento delle autonomie locali e più poteri ai Sindaci, tutela del nostro patrimonio identitario di tradizioni e valoriale.Fratelli d'Italia, come ridefinito dalla Meloni, per me si pone oggi radicalmente come la vera forza politica riformatrice, sintesi dalla storia della destra italiana di quella liberale, moderata e cattolica di persone come me,  portavoce di una strategia finalizzata alla reale difesa e al progresso della nostra nazione e delle nostre comunità locali. Apprezzo non solo la linea politica del partito ma anche l'attività e l'impegno messo in campo dagli esponenti locali. Con loro mi impegnerò - conclude l'Azzaretti - con spirito collaborativo e sinergia di intenti, per far crescere e rendere più forte il partito ma, soprattutto, per dare risposte concrete ai bisogni della nostra città." 

“Con l’entrata di Marina, Fratelli d’Italia continua a crescere e si conferma punto di riferimento per molti amministratori locali lombardi -  dichiara la senatrice Daniela Santanchè - Oggi essere amministratore locale spesso diventa una sfida complessa e pericolosa e Marina, accettando di tornare in campo assieme a noi, ha dimostrato di avere il coraggio e la passione che contraddistinguono le donne di Fratelli d’Italia, mosse dall’Amore per i loro concittadini. In Lombardia ‘Fratelli d’Italia’ sarà sempre pronto ad accogliere chi, come il nostro Leader Giorgia Meloni, non ha paura di mettere al primo posto l’Italia e gli italiani.Con i nostri valori e le nostre idee dimostriamo ogni giorno che non sono le poltrone o gli interessi di partito a guidare la nostra azione. In questi tempi così difficili per il nostro amato paese, credo sia importante dimostrare a tutti gli italiani che i Patrioti ci sono e non abbandoneranno il loro popolo, combattendo e difendendolo su tutto il territorio nazionale, dalle aule dei Consigli Comunali fino al Parlamento.”

"Fratelli d'Italia continua il percorso di crescita in tutt'Italia ed anche nella provincia di Pavia aggregando un numero crescente di Amministratori locali - dichiara il coordinatore provinciale del partito, Claudio Mangiarotti - Le motivazioni di questa scelta sono dettate dalla coerenza e nella concretezza nell'affrontare le varie problematiche politiche che Fratelli d'italia ad ogni livello ha saputo dimostrare in questi anni. Importantissimo per questa crescita è anche il ruolo di Giorgia Meloni, una donna carismatica che con grande determinazione ha saputo portare in pochi anni Fdi ad essere il secondo partito del Centrodestra. Parlando di donne che rivestono ruoli centrali nella politica con piacere accogliamo la vogherese Marina Azzaretti, che riconoscendosi nei valori cari Fdi ha deciso non solo di aderire al nostro partito ma di collaborare alla sua crescita. Sono fermamente convinto che questa adesione rappresenti un grande valore aggiunto per Fratelli d'italia, l'esperienza politica, l'impegno e le capacità dimostrate in questi anni da Marina Azzaretti saranno di forte impulso per il partito non solo a livello cittadino ma anche provinciale. A Voghera siamo una realtà decisamente importante presente in consiglio comunale con un gruppo di 3 consiglieri. Alle prossime amministrative presenteremo una lista altamente competitiva composta da uomini e donne rappresentativi della Città e saremo una realtà determinante per il successo del Centrodestra"

“Marina Azzaretti rappresenta sicuramente un valore aggiunto - dichiara il segretario cittadino Vincenzo Giugliano  - e' un importante risorsa per la crescita del nostro partito e porterà un valido e utile contributo al nostro gruppo anche in vista del prossimo appuntamento elettorale. Tutto il direttivo vogherese le da il benvenuto.”

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Il nuovo consiglio d’amministrazione di ASM Voghera, che ha visto la nomina a dell’ex sindaco di Robecco Pavese Pierluigi Bianchi alla carica di presidente, dell’onorevole Paolo Affronti come vicepresidente e di Delio Todeschini, ex assessore comunale all' Urbanistica di Voghera, Grazia Lanfranchi, avvocato e già membro di organismi di vigilanza di alcune società del gruppo vogherese e di Patrizia Rosolini, già consigliera comunale di ASM Tortona come consiglieri ha portato alcune polemiche.

Pier Ezio Ghezzi, ex candidato sindaco ed attuale consigliere di minoranza   scrive :  “Nomine ASM: senza decenza contro i vogheresi. L' ennesimo inciucio tra Forza Italia e Lega, come sempre alla ricerca di poltrone, questo è ciò che Barbieri e il direttore di ASM (in lista nel 2015 per la Lega) hanno perpetrato nei confronti della città. Le nomine: un presidente che non sa nulla di servizi locali, il Dr.Todeschini da almeno 30 anni dentro i giochi di potere, indicato dal sindaco leghista di Casei Gerola, con l’On Lucchini che tenta maldestramente di smarcarsi non dicendo che è stata la Lega di Voghera a fargli la campagna elettorale.

Si aggiungono due figure femminili, la prima già in ASM Tortona con competenze zero, la seconda pare sia stata indicata dallo stesso direttore di ASM, - il responsabile del disastro del gruppo -, che invece di essere allontanato, dà gli ordini. A corredo l’On. Affronti, anche lui, e ci spiace, dentro il calderone. Dopo convulse trattative, - tutte condotte con l'obiettivo di dividersi i posti - i giochi si sono conclusi. Hanno inflitto ai vogheresi un'ulteriore umiliazione. Non c'è limite al peggio.

In questo ultimo scorcio di legislatura il centro-destra, Lega compresa, offre alla città uno spettacolo indecoroso. Se la mancanza di etica fosse un reato sarebbero condannati all’ergastolo. Poteva essere il riscatto dell'ultim'ora, l'atto che fa dimenticare il male fatto a Voghera, ma la genetica del centro-destra ha avuto il sopravvento anche al termine della consiliatura. Forza Italia, UDC e Lega hanno deciso di assaltare insieme ciò che resta del gruppo ASM: un budget triennale in declino, organici gonfiati col clientelismo, il vertice di Vendita e Servizi, pienamente recuperato, che assume a chiamata gli amici degli amici.

Solo una coalizione civica – conclude Ghezzi - distante dagli appetiti dei partiti, può dare una svolta alla città. Alle elezioni mandiamoli tutti a casa: solo cosi salviamo ASM e Voghera.”

"Non ci meravigliamo più di niente, Barbieri e company danno un esempio di come si può governare la città con arroganza - scrivono in una nota stampa , Alessandra Bazardi - Segretario PD Voghera, Roberto Gallotti ed Ilaria Balduzzi, consiglieri comunali vogheresi-  assoluta mancanza di trasparenza e di rispetto verso i vogheresi. Apprendiamo che le dimissioni di Daniele Bruno, Amministratore Unico di A.S.M. Voghera, pare siano per contrasti con lo stesso Barbieri. Una cosa però è certa siamo ancora una volta di fronte a un esercizio pesante di potere sfrenato senza alcun limite e che vede l’Azienda ASM, che dovrebbe essere il gioiello della Città, invece oggetto delle battaglie intestine più pesanti e irresponsabili. Nei vari Consigli Comunali, lo stesso Sindaco dopo aver dimostrato apprezzamento per la gestione di ASM, dichiara ora, con frase sibillina, che da circa un anno in cui si decise il cambio di governance non si sono viste cose nuove. Noi, per l’ennesimo cambio di governance con l’introduzione di un C.d.A., cosa peraltro già vista in questi anni di amministrazione del centro-dx, avevamo proposto la scorsa estate due nominativi di persone altamente qualificate con l’unico obiettivo di essere utili all’Azienda e quindi alla città: prendiamo atto che in un anno non ci sono state decisioni al riguardo ed ora scoppia il caso Daniele Bruno… E’ evidente che a questo punto è indispensabile, per il normale rispetto che si deve ai cittadini vogheresi si impone un chiarimento profondo, chiarimento che devono dare il Sindaco e lo stesso Bruno, chiarimento che è dovuto stante l’importanza della carica rivestita quale Amministratore della più importante Azienda cittadina, di proprietà del Comune. Chiederemo che questo chiarimento avvenga in Consiglio Comunale che noi chiederemo sia APERTO, al più presto, se vi sarà accordo con tutte le forze politiche ovviamente." 

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Non si placa la polemica per l’articolo apparso sul quotidiano “La Repubblica” a firma Paolo Berizzi, gli esponenti dell’UDC del Comune di Voghera, Nicola Affronti, Elisa Piombini, Simona Panigazzi, Daniela Galloni e Gianfranco Geremondia hanno scritto una lettera di  segnalazione al Direttore de “La Repubblica” e per conoscenza all’Ordine Giornalisti della Lombardia. Ecco il testo della lettera :  

"Al Direttore de “La Repubblica” E p.c. Ordine Giornalisti della Lombardia

Oggetto: “Il Corona Virus e le slot” segnalazione articolo lesivo dell’immagine della Città di Voghera.

 Vorremmo portare alla vostra attenzione l’articolo di Paolo Berizzi pubblicato sulla versione On Line di Repubblica il 26/02/2020 e nell’edizione tradizionale del giornale del 27/02, riguardante il CoronaVirus e il suo impatto sulla città di Voghera. Intendiamo da subito significarVi il nostro completo disappunto sul modo di redigere tale articolo poiché lo riteniamo come amministratori di Voghera, lesivo dell’immagine di una città, che in questo momento come tutta la Lombardia sta vivendo un momento difficile, emotivamente e commercialmente a causa dell’allarme CoVid-19. L'articolo avrebbe dovuto riportare gli effetti dell'emergenza, la preoccupazione a livello sanitario, la gestione delle istituzioni nel contenere il panico, non divulgare notizie non corrispondenti alla realtà, come quella che ci dipinge barricati in casa. Anche l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia ha correttamente invitato i propri iscritti a non creare allarmismo e panico al fine di non danneggiare anche l’economia locale ritraendo in modo errato ciò che sta accadendo a causa di questa emergenza sanitaria, dove tutti noi siamo impegnati con serietà a fornire alla cittadinanza solo notizie con fonte certa al fine di non creare inutile allarmismo tra la gente che è già abbastanza preoccupata per la situazione. Crediamo che si potesse anche descrivere Voghera, con le eccellenze del suo ospedale dove tutti si stanno prodigando per far fronte all’emergenza: dai medici, agli infermieri e gli operatori tutti. Il Nostro ospedale dove i medici e non solo, che magari si ammalano per curare chi ha bisogno. Crediamo che si potesse anche dipingerla come un crocevia importante del nord, con le sue autostrade, l’importante snodo ferroviario, le sue aziende, la sua operosa gente, quale culla di grandi figure della storia scientifica, imprenditoriale, culturale, della moda o come la città dell’istituto agrario più all'avanguardia della Lombardia. Si poteva ancora raccontare Voghera attraverso le sue eccellenze gastronomiche, agganciandoci le delizie e bellezze dell’Oltrepò. Invece no. Si è descritta la capitale dell’Oltrepò, un luogo, dove le slot sono l’unica attrattiva. Sbagliando pure, nel titolo e nella foto, l’ubicazione dell’Iper, che non appartiene al comune di Voghera, ma a quello confinante di Montebello della Battaglia. Ovviamente si cerca sempre la zona d'ombra che fa notizia, in nome dell’ informazione che possa fare scalpore. Ci auguriamo che un giornale come Repubblica voglia rimediare a questo disastroso articolo per ridare dignità alla nostra città. Distinti saluti,

Gli esponenti UDC – Comune di Voghera: Nicola Affronti – Presidente Consiglio Comunale Città di Voghera Elisa Piombini – Capogruppo UDC - Consiglio Comunale Città di Voghera Simona Panigazzi – Assessore (UDC) – Città di Voghera Daniela Galloni – Consigliere Comunale e Vice Capogruppo UDC – Città di Voghera Gianfranco Geremondia - Assessore (UDC) – Città di Voghera.

Ed ecco il testo dell’articolo apparso sul quotidiano “La Repubblica” il 26 Febbraio.

“Voghera si barrica per il contagio della commessa. La capitale delle slot si svuota. Sei positivi, ospedale civico chiuso. Il sindaco: "Non aggiungerò nuove restrizioni"

E nella "Las Vegas d'Italia", alla slot, uscì il numero 90: la paura. Un reparto dell'ospedale in quarantena, gente per strada che la conti sulle dita di una mano, bar deserti nonostante la nuova dead line calata dall'ordinanza regionale (apertura anche dopo le 18, ma solo con servizio al tavolo) e, soprattutto, nonostante la nota passione dei vogheresi per il gioco d'azzardo: macchinette dei locali pubblici in primis. E poi le gallerie spopolate dell'Iper di Montebello. Formalmente è un altro comune, ma, insomma, serve la città e fino a una settimana fa era pieno. 

E' bastato si spargesse la notizia - confermata - che la commessa quarantaquattrenne di un negozio del centro commerciale era stata contagiata dal coronavirus. Gliel'ha trasmesso il fidanzato - uno dei primi pazienti finiti in cura, abita a Zavattarello - e lei lo ha trasmesso al padre. Fanno tre. Ai quali poi si aggiungono altri tre pazienti residenti a Voghera: tra loro c'è una dottoressa dell'ospedale civico. Lavora nel reparto di Medicina. Che da ieri mattina è, di fatto, chiuso. Tutti sono stati messi precauzionalmente in quarantena: medici, infermieri, pazienti. Una quarantina di persone. Non sono numeri leggeri in rapporto alla popolazione. Non devono spaventare ma vanno pesati. Sei in un ospedale. Sei in una città di nemmeno 40 mila abitanti: il terzo comune della provincia pavese dopo Pavia e Vigevano. "Siamo in stretto contatto con l'azienda socio-sanitaria di Pavia - spiega il sindaco, Carlo Barbieri -. Posso garantire che la situazione è sotto controllo e che i pazienti contagiati non sono gravi. Sono monitorati costantemente e quasi tutti - a quanto mi risulta - sono a casa".

L'ospedale di Voghera, come altri sette presìdi della provincia, dipende dalla Asst di Pavia. Che per quanto riguarda i bollettini ufficiali rimanda ai dispacci di Regione Lombardia, unica agenzia titolata ad aggiornare la contabilità di vittime e malati. Dopodiché i tre contagiati vogheresi, più gli altri tre legati, diciamo, al centro commerciale (che abitano in Alta Valle Staffora), sono confermati. Così come la presenza di altri due pazienti colpiti dal corona a Stradella. Nel frullatore della psicosi di questi giorni girano voci fuori controllo: una parla di un altro caso sospetto, all'attenzione dei sanitari, sempre interno all'ospedale ma in un reparto diverso da Medicina. Al momento non è riscontrato. "Come in altre province anche qui tra la gente si è diffusa una forma di estrema agitazione - fanno sapere fonti dell'azienda sanitaria pavese -. Stiamo andando nella direzione di una progressiva normalizzazione: i casi accertati vengono curati, per il resto non ci sono criticità particolari".

Qualcuno è stupito del fatto che a Voghera l'amministrazione non abbia emesso ordinanze e si sia limitata ad adeguarsi a quella regionale. "Mi sembra ben articolata e non ho ritenuto di aggiungere altre restrizioni o limitazioni", aggiunge il sindaco Barbieri. La vita delle città è spesso una carambola. In questi anni di Voghera si è parlato soprattutto per un altro virus contagioso: il gioco. Una piaga che il primo cittadino definisce si "nazionale", ma che, e ne è pienamente consapevole, continua a etichettare la popolazione. Le ultime statistiche parlano chiaro: con un apparecchio di gioco ogni 93 abitanti e una spesa annua pro-capite di duemila euro, la città ha superato la vicina Pavia, che prima deteneva il record della città più ludopatica d'Italia. Capitale del gioco d'azzardo ai tempi cupi del coronavirus. Con la fila davanti alle slot ai bar con gli orari regimentati. Il destino di Voghera. In questa parabola, forse, la celebre espressione idiomatica sulle casalinghe può aiutare ad alleggerire il clima. Poi torni all'Iper di Montebello: entri nelle gallerie del centro commerciale, in fondo a una distesa di grandi magazzini. Alle 12,30 - orario solitamente di grande afflusso - la scena è quasi spettrale. Le presenze si riducono agli addetti dei negozi e a pochissimi clienti, più che altro nei punti ristoro. Una bambina cammina con i genitori e starnutisce. Due commesse si guardano e restano in silenzio.”

"Egregio Direttore, per sopraggiunti limiti d’età e per oggettive difficoltà non uso i social, ma leggendo i giornali locali mi sembra di capire che la “liquidità” della politica nazionale sembra l’orizzonte anche della politica vogherese, dove da tempo i trasformisti delle poltrone si agitano per avere un posto in prima fila. Sono iniziate le manovre pre – elettorali tra alcune forze politiche locali che nascondendo segretamente le loro difficoltà, lavorano a tessere strategie ridicole e assurde eludendo prospettive e valori per il futuro di Voghera.

Si sono dimenticati che al ballottaggio delle elezioni comunali del 2015 il 58% degli elettori non ha votato. Gente che non vuole partecipare alla vita democratica della città, forse perchè stufa di sentire le solite diatribe partitiche.

Parole come “inclusione”, “partecipazione”, hanno da tempo lasciato il posto a progetti di difesa partitica di maggioranze poco equilibrate che non fanno altro che confermare che bisogna cambiare.

Forse i vari partiti e politici vogheresi dovrebbero  cambiare e puntare a cose più semplici e concrete e cercare di risolvere la “morte” che si percepisce girando le strade della nostra, una volta, bella città!!

Mi rivolgo a quel quasi 58% che non ha votato, ci siete anche voi tra coloro che soffrono dello stato, sempre peggiore, in cui versa Voghera, ci siete anche voi tra coloro che faticano a parcheggiare, ci siete anche voi ad aver diritto di vivere le piazze della nostra città senza sentirsi minacciati ed impauriti. Bene allora, alla luce del sole, trasparenti, sereni e chiari preparatevi anche voi a costruire le prossime elezioni perché tutti i cittadini possano sorridere a una città liberata dai garbugli di una politica che si avviluppa su scarabocchi tra partiti, civismi estinti sempre pronti a rigenerarsi, progetti irrealizzabili.

Giuseppe Toscani -  Voghera"

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Come l’araba fenice, è rinata dalle proprie ceneri la Democrazia Cristiana. La Balena Bianca, la Diccì, il partito della nazione che in molti rimpiangono (e altrettanti denigrano). Si è arrivati a questa decisione dopo un lungo iter giudiziale – che non ripercorreremo in questo spazio perché davvero complesso; materia squisita per gli appassionati della scienza giuridica, meno per noi cittadini. Ciò che è stato, è stato. Guardiamo, piuttosto, al futuro: anche sui nostri territori iniziano a fermentare gruppi che intendono riprendere quella tradizione. E quando si tratta di democristiani, si tratta di gente che sa come muoversi sul palcoscenico politico. È difficile stabilire il peso elettorale di questa formazione nell’Anno del Signore 2020; è facile, invece, pensare che se torneranno in campo alcuni “cavalli di razza” della vecchia politica questi potranno, indipendentemente dalle percentuali risultanti dalle urne, ritagliarsi uno spazio dignitoso, cannibalizzando quanti sono finiti in politica per opportunità o per opportunismo. Con poco talento. E sono tanti. Un “cavallo di razza” è già sceso in campo ufficialmente: è l’avvocato vogherese Giovanni Valmori. Un uomo che vanta un lunghissimo curriculum nella pubblica amministrazione (sfiorò anche la candidatura a sindaco a metà degli anni ’90), ma rimasto per molti anni lontano dai ruoli attivi.

Avvocato, mi permetta di darle il mio “bentornato” nell’agone politico. Dunque, rinasce la Democrazia Cristiana. A molti verrà un brivido nel leggere questa notizia...

«Non lo so, perché ormai i partiti nascono e muoiono nel giro di cinque minuti. Da Renzi a Calenda, ognuno decide di fondare un partito: in tutta onestà penso ce ne siano troppi. La DC, se non altro, può vantare una tradizione lunghissima. Era morta o sembrava fosse morta, e in effetti si discuteva in tribunale sull’appartenenza del simbolo. Finalmente la Cassazione ha stabilito che questo simbolo esiste ancora ed è utilizzabile, e quindi è rinato o sta rinascendo il movimento.»

Quali sono i vostri punti di riferimento sullo scenario nazionale?

«Noi facciamo capo (dico noi perché io sono il responsabile per Voghera e il nord Oltrepò), ad un referente, che è il vicesegretario nazionale: l’onorevole Baruffi. Abbiamo aperto la sezione a Voghera, che è la prima a livello provinciale.»

Nella compagine dei rifondatori figurano esclusivamente coloro che erano iscritti al partito nel ‘93. Significa che, sotto sotto, non vi siete mai persi di vista?

«Non ci siamo mai persi di vista, assolutamente. Chi è nato democristiano, chi ha sempre avuto in mente e nel cuore i valori della DC, non si è mai perso di vista. E neanche adesso ci si perde di vista. A livello nazionale è stato fatto un patto: una confederazione fra movimenti di ispirazione cattolica in area di centro, quindi con l’UDC di Cesa, con i democratici cristiani di Rotondi (che si fregia di questo titolo), e con altri. Non è mai morta l’idea di ricreare il partito. E poi certamente i contatti, i segnali, ci sono sempre stati in questi anni.»

A Voghera chi ha già aderito?

«Stiamo organizzando a livello provinciale un gruppo di lavoro. Abbiamo già avuto adesioni, anche se non posso dirle quante perché non ho ancora formalizzato il tutto. Anche i contatti con gli altri partiti cattolici, parlo del mio amico Affronti e dell’UDC, ci sono. Ho visto tanta curiosità; il risveglio di vecchi sentimenti. E anche adesioni concrete, con richieste di iscrizioni.»

Quando e come verrà allargata la compagine alle “nuove leve”?

«Il movimento è già aperto a nuove iscrizioni. Chiunque si riconosca nei valori cattolici, nei valori che furono allora dettati da don Sturzo, nei valori sempre portati avanti dalla DC, le porte sono aperte. Anzi, ci auguriamo di ottenere presto nuove adesioni.»

A livello nazionale è partita una diffida ad utilizzare lo scudo crociato nei propri simboli a tutti i partiti che, in questi anni, lo avevano fatto. A partire dall’UDC. Alcuni potrebbero vederlo come uno schiaffo. Pensa che in Oltrepò non succederà?

«L’UDC a Voghera si basa su un uomo da sempre sulla breccia e con un consistente elettorato. Non credo si possano creare incomprensioni. Anzi, come dicevo, c’è un accordo a livello federativo – non solo quindi a livello locale – proprio per evitare scontri; con l’idea, al contrario, di collaborare insieme.»

Cosa si aspetta da questa avventura?

«Vediamo, intanto, la consistenza e la rispondenza sul territorio. A Pavia abbiamo già al lavoro un responsabile provinciale, che è il dottor Ernesto Chiesa. Quindi siamo presenti in tutta la provincia.»

Avete fatto dei programmi sul territorio?

«Programmi non ne abbiamo ancora definiti, però è chiaro ed evidente che essere presenti su un territorio significa interessarsi dei suoi problemi e delle sue istituzioni, come la Comunità Montana, o come quella che una volta si diceva essere la “capitale dell’Oltrepò”, cioè Voghera. Credo la sia ancora e spero rimanga tale.»

Voghera è quest’anno chiamata alle urne per l’elezione del sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale. Sono certo che abbiate già qualche idea in merito… come vi muoverete?

«In questo momento non le so dire se ci sarà una nostra presenza autonoma o una collaborazione con altre forze di centro fondate sui nostri stessi obiettivi. Certamente le posso dire che saremo presenti nella prossima competizione elettorale. In qualche modo, in qualche forma, ma con una partecipazione attiva. Il nostro obiettivo è quello di dare il nostro apporto per risolvere insieme ad altri i problemi della città. Poi se ci sarà una nostra lista, o una partecipazione con nostri candidati in liste di appoggio ad un candidato di centro, in questo momento è prematuro dirlo e mi riservo di farlo prossimamente.»

Nel più squisito stile democristiano le sue parole mi sembrano tese a cercare l’incontro e non lo scontro.

«L’odio che ha caratterizzato la politica in questi ultimi anni non ci è mai appartenuto. Quando io ero capogruppo in consiglio comunale, facevo interventi che mi dicevano essere anche molto pesanti; però non ho mai ravvisato odio nei miei confronti, né io ho mai odiato chi non la pensava come me. Se mai, c’era una rivalità politica o una rivalità di idee. Finito il consiglio comunale si andava tutti quanti a mangiare una pizza al Gallo Rosso. Ho avuto più clienti, allora, iscritti al PCI che alla DC. Abbiamo sempre distinto il rapporto personale dalle diverse ideologie. Il modo in cui oggi si fa politica consiste nell’individuare un nemico, nel puntare sulla persecuzione personale, o su denunce alla magistratura per cose che c’entrano niente... uno stile che non mi è mai appartenuto e non mi apparterrà mai.»

Se c’è un obiettivo che vi prefissate, quindi, è proprio quello di riportare sulla scena un modo sano di fare politica?

«Uno stile che si è perduto, ideali che si sono persi, un modo di fare politica che non c’è più. Uno stile diverso da quello attuale: lo stile del gentleman. Il politico fa la sua parte perché ci crede, perché condivide un pensiero, perché sente di dover fare il suo dovere. Può riuscirci o meno; ma l’attacco personale, il considerare chi non la pensa come te un nemico invece che un avversario politico, non devono comparire. A questo si dovrebbe tendere: ad essere più uomini di fede politica, e meno avversari che si combattano per eliminarsi o per “sputtanarsi” l’un l’altro.»

Non vi spaventa il rischio che quel tempo sia lontano dall’immaginario dell’elettorato?

«Sì, è un rischio ed è comunque una concreta possibilità. Ma noi, senza nessuna velleità e senza nessuna pretesa particolare, ripresentiamo questo simbolo nel quale abbiamo sempre creduto e nel quale sempre crediamo e nel quale, per quanto mi riguarda, crederò sempre. Certo, per quanto mi riguarda qualcuno potrebbe pensare ciò che Montanelli aveva scritto ai tempi di Fanfani: “rieccolo”… perché io a Voghera ho fatto l’assessore, il consigliere comunale, il presidente di ASM…»

Poi, però, molti anni di silenzio.

«Le cose erano cambiate: il partito era scomparso, così come molti fra gli ex DC. Qualcuno non c’è più, qualcun altro è nel PD, qualcun altro in Forza Italia, molti nell’UDC... Noi con molta modestia ci presentiamo per dire che il simbolo è ancora qui, che alcuni di quegli uomini sono ancora qui. Poi l’obiettivo è semplicemente quello di lavorare insieme ad altri. I tempi sono cambiati e nessuno ha la pretesa di rifare la “balena bianca”...»

Neanche una sardina...

«Neanche una sardina, ma neanche una… trota.»

Gli spazi al centro si sono sempre più compressi nel corso degli anni, ma Voghera ha sempre rappresentato una sorta di “eccezione”…

«Ci si misura, non facendo l’errore di pensare che se tu nel 1996 hai preso 1500 voti li riprendi immediatamente adesso. Questo è un errore che fanno parecchi. Allora c’era una situazione, oggi ce n’è un’altra.»

È vero che sono passati molti anni dai suoi ultimi incarichi nella pubblica amministrazione. E che sono passati molti anni da quando la DC governava il Paese. Ma l’esperienza conterà ancora qualcosa, forse.

«L’esperienza vuol dire tanto, l’inesperienza anche. Se io penso agli esponenti del Movimento Cinque Stelle che sono finiti al governo senza esperienza, senza una base culturale o politica seria, senza sapere neanche di cosa parlano o di cosa trattano, allora questo mi fa pensare che il “nuovo” può a volte essere un elemento positivo, ma l’inesperienza fa danni.»

Un esempio?

«I danni li ha fatti l’inesperienza di un sindaco eletto a Roma quando sembrava che i Cinque Stelle dovessero essere i salvatori della città: abbiamo visto la situazione che Raggi ha creato nella capitale. Abbiamo visto, e vediamo purtroppo ancora, quello che succede al governo; le cose inconcepibili che riesce a fare una classe politica impreparata, che cambia quotidianamente il programma pensato il giorno prima. E che su un tema importante come la giustizia propone cose assurde, come l’abolizione della prescrizione, che significa trasformare un indagato in un indagato a vita. Questo è assurdo, immorale e inqualificabile. L’esperienza certo che serve. Da parte mia dico: largo ai giovani. Ma una preparazione di base penso ci debba essere. In questi anni si è cercato di “rottamare” tutto, per usare un’espressione di Renzi che poi si è rivolta a suo carico, visto che hanno rottamato lui... Purtroppo sono state rottamate anche esperienze importanti che, insieme all’entusiasmo giovanile, avrebbero potuto portare qualcosa di più concreto.»

Da qualche tempo si registra un desiderio diffuso di rivalutare la stagione politica conclusasi nel 1992. La recente canonizzazione mediatica di Bettino Craxi, pressoché incontrastata, la dice lunga sul punto al quale sia arrivata la riapertura di questi spazi. Ora, si tenta di far rinascere la Democrazia Cristiana: difficile pensare rinasca anche il Partito Comunista, o che tornino alla grande ribalta i Repubblicani, i Liberali, i Socialdemocratici o gli stessi Socialisti. Pensa sia possibile si verifichino episodi di trasformismo? Mi spiego meglio: pensa sia possibile che alcuni esponenti di altri vecchi partiti, accomunati dal desiderio di un modo di fare politica e messe da parte le ideologie del Novecento, entrino a far parte (a titolo personale) della vostra alleanza?

«Riprendo il discorso fatto prima. Più che voglia di tornare a quegli anni, penso ci sia fra la gente la voglia di riscoprire quei valori veri. Quando si parla di Prima Repubblica si parla di forze politiche ben definite -  PCI, PSI, DC, PLI… - con dei programmi precisi, con una visione della società delineata chiaramente. Non c’era né l’odio, né l’idea di tracciare una linea politica contro un nemico. Contro Berlusconi, contro Salvini, contro chiunque altro. Ribaltiamo il pensiero: non ci pensiamo “contro”, ma “a favore di”. A favore della città, della popolazione, dei cittadini. Certo, ci sono stati dei problemi nella Prima Repubblica. La corruzione, il finanziamento dei partiti. Ma la corruzione non è stata scoperta durante la Prima Repubblica, non l’ha fermata la Seconda né lo farà la Terza. Esiste dai tempi degli antichi Egizi, figuriamoci… questo ovviamente non significa che si debba far finta di niente. I partiti sono soggetti strani: hanno grosse problematiche di organizzazione, devono trovare fonti di finanziamento. Il dibattito non ha mai trovato soluzioni adeguate.»

Quindi? Come vi rapporterete con gli altri “reduci”?

«Ritornare ai valori della Prima Repubblica significa ritornare ai valori veri, ai valori di una volta. Rimpiangere la Prima Repubblica significa rimpiangere l’esistenza di forze politiche vere, di uomini che ci credevano, con esperienze maturate in scuola di partito... ma vi ricordate la scuola di partito dei comunisti, o la scuola della Camilluccia... non si può mandare allo sbaraglio una persona a fare il consigliere comunale senza che questo sappia le norme che regolano un’amministrazione comunale. O addirittura a fare il senatore chi non conosce i principi fondamentali della Costituzione, il diritto amministrativo. Chi si riconosce in questa concezione può entrare in contatto con noi, al di là delle vecchie divisioni.»

Pensa?

«Certo che lo penso, lo penso e lo vivo personalmente. Ho avuto tante telefonate in questo senso di persone di cui non posso fare nomi che hanno visto e vedono con piacere un ritorno della “balena bianca”, come loro la chiamano ancora, e come la chiamo ancora io, anche se non sarà più una grande balena. Quindi penso proprio ci sarà questo aggregamento anche persone che allora gravitavano in altri partiti o che ora gravitano sotto bandiere diverse. E mi auguro accada, a patto che condividano questa nostra impostazione.»

Nella politica vogherese c’è un nome forte che sta vivendo un momento di transizione. Un nome che ricorda molto della vecchia DC, per questione dinastica: Azzaretti.

«Io a Marina Azzaretti esprimo, come ho sempre fatto, il più grande apprezzamento per quello che ha fatto durante il suo assessorato, perché era stata veramente l’asse portante di una amministrazione. Non ho capito e non voglio neanche capire i problemi interni a Forza Italia che hanno portato alla sua defenestrazione. Marina Azzaretti mi è cara per due motivi. Primo, perché la conosco da un’infinità di anni. Secondo, per il ricordo di suo papà, che per me non è solo stato un maestro ma anche un grande amico, come del resto ha sempre dimostrato anche lui nei miei confronti. Un duplice motivo di legame e di affetto. Credo che il suo ruolo non sia finito; mi auguro possa trovare la sua collocazione e possa ritornare ad essere un valore aggiunto per qualsiasi amministrazione futura di Voghera.»

Vuole mandare un messaggio a Marina?

«Un messaggio... Marina, sei stata brava e sei stata forse offesa: ma l’offesa in politica è un schiaffo che prima o poi tutti quelli che fanno ricevono. Ne ho ricevuto tanti anche io in passato. Però non mollare. Siamo qua, parliamone.»

di Pier Luigi Feltri

 

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