Sabato, 07 Dicembre 2019

Finanziato il progetto “A che Gioco Giochiamo?”. Il Comune di Voghera, in qualità di ente capofila del Piano di Zona dell’ambito distrettuale Voghera e Comunità Montana Oltrepò Pavese, ha presentato all’ATS di Pavia il progetto per la partecipazione all’avviso pubblico per l’implementazione dei programmi e delle azioni relative all’obiettivo di aumentare la copertura territoriale delle iniziative degli enti locali in partnership con il terzo settore, scuole, servizio sanitario regionale, enti accreditati, nell’ambito del piano locale contro il gioco d’azzardo patologico. Il Progetto “A che Gioco Giochiamo?” è stato finanziato con 16.335,20 euro, sarà realizzato in partenariato con La Collina Cooperativa sociale onlus, ATS e ASST di Pavia e si concluderà a Giugno 2020.

«Sono soddisfatta che si riesca con un ulteriore progetto finanziato a mettere in campo e sviluppare azioni concrete per contrastare il gioco d’azzardo. Questo progetto si struttura con diverse iniziative: dai momenti ludici,di aggregazione alle attività di formazione e organizzazione di eventi, sportelli di ascolto. Il progetto culminerà con la riproposizione delle MiniOlimpiadi 2.0. Nel 2018 e 2019 ha avuto grande successo attirando alcune centinaia di giovani che hanno giocato secondo i principi delle sport e del viver sano», commenta l’assessore alla Famiglia Simona Virgilio.

Il Progetto prevede tre azioni principali. La prima è volta a promuovere un circuito di locali in gioco contro l’azzardo con l’attività “Tavoli in Gioco” che si propone di sviluppare e valorizzare, attraverso la promozione di momenti ludici di gruppo (basati sull’utilizzo di giochi da tavolo), una rete di esercizi e luoghi di aggregazione (oratori, bar, circoli) che possano rappresentare un’alternativa al sempre crescente utilizzo da parte dei ragazzi di proposte di gioco d’azzardo online e non. Ogni esercizio aderente metterà a disposizione nel proprio locale una serie di giochi da tavolo di suo piacimento, dedicando un giorno alla settimana ed un orario per attivare una prassi che possa diventare «abituale» e continuativa. Le azioni verranno pubblicizzate negli oratori, nelle scuole e presso le associazioni giovanili del territorio attraverso campagne informative ad hoc riportando i locali aderenti, i giorni assegnati e gli orari. La seconda azione programmata prevede attività di formazione itinerante per famiglie e adulti di riferimento, saranno attivati percorsi informativi/formativi di gruppo per le famiglie e per gli adulti (allenatori, catechisti, ecc.), itineranti sul territorio dell’ambito (raggruppando i comuni per gruppi di 5) al fine di aumentare la consapevolezza dell’eventuale problema e di promuovere la centralità del ruolo della famiglia e degli adulti di riferimento nel percorso di prevenzione e/o affrancamento dal gioco.

Gli incontri previsti saranno realizzati su cinque comuni individuati secondo il criterio del numero di abitanti e/o della dislocazione geografica: Voghera, Casei Gerola, Godiasco Salice Terme/Rivanazzano Terme, Borgo Priolo e Varzi. A ciascuno di questi comuni saranno aggregati, quali beneficiari delle attività formative, i comuni limitrofi. Gli incontri per le famiglie si articoleranno sui seguenti contenuti: analisi delle conoscenze dei partecipanti relative al gioco d’azzardo patologico; dinamiche che il gioco promuove dentro la persona e che inducono a sviluppare una dipendenza, le relazioni familiari, il ruolo dei familiari nel percorso di affrancamento dal gioco, la rete dei servizi di cura territoriali e i gruppi di auto-mutuo-aiuto.

Sono state inserite anche attività di formazione per operatori, volontari, docenti e avvocati per rispondere al bisogno di acquisire strumenti conoscitivi sugli aspetti sociali e psicologici del gioco d’azzardo patologico, sui comportamenti che possono determinare rischi di dipendenza e sui servizi territoriali da parte di operatori professionali, volontari e avvocati che operano sul territorio al fine di migliorare le modalità di relazione con le persone e i familiari che a vario livello sono coinvolte in comportamenti di gioco problematici o patologici. L’iniziativa consente di diffondere uno stile di lavoro per il quale la persona che attraversa un momento di difficoltà possa essere orientata ai servizi competenti anche dagli operatori che offrono un primo ascolto (volontari o professionali), oppure dagli avvocati che ne rilevassero l’esigenza, in modo più mirato e consapevole.

L’ultima azione prevede la realizzazione di eventi collegati alle Miniolimpiadi 2.0, manifestazione sportiva non agonistica organizzata dall’assessorato alla Famiglia, della durata di una settimana, nel periodo immediatamente successivo alla chiusura delle scuole, rivolta ad alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado. La manifestazione è organizzata in collaborazione con il centro di Medicina dello sport dell’Università di Pavia e delle associazioni sportive vogheresi ed è finalizzata a promuovere la pratica sportiva quale comportamento sano e preventivo. L’azione sarà realizzata a Voghera presso il Centro Sportivo Don Orione, coinvolgendo gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado degli Istituti Comprensivi dell’Ambito distrettuale: IC di Via Dante e IC di Via Marsala (Voghera), IC di Rivanazzano Terme, IC di Varzi.

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Il 20 novembre 2019 in occasione dei 30 anni dall'approvazione della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza gli alunni della scuola  primaria e secondaria del plesso di Ponte Nizza (I.C. Ferrari Varzi) hanno aderito alle attività proposte dall'Unicef '#KidsTakeOver' e 'Go Blue' volte a sensibilizzare la Convenzione e la sua applicazione. Gli alunni hanno indossato abiti blu e hanno letto i principi fondamentali della Convenzione; durante tali attività sono state realizzate alcune foto e un video.

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Il “Comitato per il territorio delle Quattro Province” in merito all’incontro avuto Venerdì 15 novembre a Varzi con i vertici della “Comunità Montana dell’Oltrtepò Pavese” scrive : "Insistono compatte nella loro azione le quindici realtà associative che hanno a cuore l’ambiente e il territorio oltrepadano e che lo scorso settembre a Valverde hanno promosso una iniziativa per contrastare la persistente e diffusa frequentazione del territorio dell’Oltrepò montano da parte di mezzi fuoristrada a motore in spregio alle regole e ai divieti.

Venerdì 15 novembre a Varzi si è finalmente realizzato l’incontro con la giunta della Comunità montana che le associazioni, LEGAMBIENTE VOGHERA-OLTREPÒ, GRUPPO MICOLOGICO ed ESCURSIONISTICO DI VOGHERA, IOLAS STUDIO E CONSERVAZIONE DELLE FARFALLE, AMICI DEL PARCO LE FOLAGHE, COMITATO PER IL TERRITORIO DELLE QUATTRO PROVINCE, CAI VOGHERA, CAI PAVIA, COMMISSIONE REGIONALE TAM LOMBARDIA, LA PIETRA VERDE, I GIARDINI DI TILDE ODV, TERRE DELLA MONTAGNINA, CHICERCACREA, BOSCO ARCADIA, STRADA FACENDO, ASSOCIAZIONE CODIBUGNOLO,  avevano insistentemente.

A conclusione dell’incontro, le associazioni hanno strappato all’Ente l’impegno formale e ufficiale a convocare a breve, all’inizio del prossimo mese di dicembre, un tavolo di lavoro al quale saranno invitati tutti i diversi portatori di interessi, a partire dai rappresentanti delle amministrazioni comunali (che gestiscono la viabilità agro silvo pastorale) e dalle associazioni di categoria, per mettere sollecitamente a punto strumenti che consentano di affrontare e risolvere la questione, garantendo il rispetto delle regole.

La Comunità ha dato atto alle associazioni che questi strumenti dovranno essere adottati al più presto e che la loro adozione è una condizione indispensabile, decisiva anche in relazione alla richiesta pervenuta all’ente perchè autorizzi lo svolgimento nel nostro territorio della “Sei giorni mondiale di Enduro” (ISDE 2020) prevista agli inizi di settembre del prossimo anno. In assenza di regole, si è convenuto, l’eventuale autorizzazione sarebbe un segnale estremamente negativo, lanciando a livello internazionale l’immagine dell’appennino pavese come il “paradiso” dell’enduro senza regole.

Negli scorsi giorni a Portimao, in Portogallo, gli organizzatori dell’ISDE 2020 hanno convocato una conferenza stampa e diffuso una brochure di presentazione dell’evento che reca apposto il simbolo della Comunità montana.

Venerdì la Comunità montana ha precisato alle associazioni che l’Ente, ad oggi, non ha approvato alcun utilizzo dell’immagine né concesso nessun patrocinio al Comitato organizzatore ISDE 2020 e che, a tutela dell’immagine dell’Ente, è stata inviata una intimazione al Comitato organizzatore invitandolo a rispettare le regole."

Il Comitato per il territorio delle Quattro Province si è costituito all’inizio del 2011 sullo stimolo della pioggia di progetti per la realizzazione di giganteschi impianti eolici sui crinali appenninici principali a cavallo fra le valli Borbera, Curone, Staffora e Tidone. Queste valli, insieme alle adiacenti Trebbia, Scrivia e affluenti, appartengono all’area chiamata delle Quattro Province per i confini amministrativi che la attraversano, ma unita dalla cultura tradizionale della montagna e da un importantissimo patrimonio popolare di musiche, strumenti canti e danze esclusivi del posto, che oggi attirano studiosi e appassionati anche dall’estero.

Il comitato è formato da un numero crescente di cittadini, residenti o altrimenti legati a questo territorio e preoccupati dal suo sfruttamento indiscriminato, ciascuno proveniente da diverse esperienze, motivazioni e idee politiche ma pronto ad attivarsi per il patrimonio comune. Anche se siamo consapevoli delle necessità dello sviluppo e dei pregi delle fonti rinnovabili di energia, riteniamo che il territorio debba essere gestito in modi adeguati a ciascuna situazione locale, attraverso decisioni condivise con la popolazione. Ci impegnamo perciò innanzitutto a favorire l’informazione e la partecipazione su questi temi. In particolare, per le valli delle Quattro Province i crinali rappresentano proprio la componente più pregiata in termini naturalistici (fontane, pascoli, fiori, uccelli e molte altre specie pregiate), turistici (escursionismo), storico-archeologici (vie del sale, castelli)… Con il loro profilo visibile per un ampio tratto da tutte le valli circostanti e dalla pianura, i crinali caratterizzano in modo forte l’identità di questi luoghi. Queste componenti suggeriscono modelli di sviluppo che puntino a un turismo sostenibile, alla valorizzazione culturale, escursionistica ed eno-gastronomica, alla produzione e consumo locali di energia, piuttosto che ad uno sfruttamento anonimo di tipo industriale.

"Signor Direttore, negli ultimi anni ho notato quanto stia peggiorando la situazione di degrado legata all’abbandono di rifiuti lungo il ciglio delle strade, nei campi, nei boschi e in altri luoghi pubblici e privati. Sicuramente la responsabilità è di gente incivile e priva di scrupoli, ma quello che spesso mi domando è cosa facciano le istituzioni per contrastare questo fenomeno. Ho provato ad interpellare sia la Provincia, sia i Comuni di alcuni luoghi che fanno parte delle mie abituali frequentazioni e le risposte che ho ricevuto sono state talvolta spiazzanti. Posso capire che sia molto difficile cogliere sul fatto i malandrini, che i fondi disponibili per questo tipo di attività siano pochi e che l’uso delle telecamere sia spesso complicato o inconciliabile con le leggi relative alla tutela della privacy, ma rimango piuttosto perplessa quando si parla di competenza nella raccolta dei rifiuti. Se un sacco enorme di spazzatura, un materasso, una televisione o qualsiasi altro oggetto vengono gettati in un campo, perché dovrebbe essere compito del proprietario del campo ripulire e smaltire i rifiuti? A me sembra quantomeno bizzarro, ma purtroppo è quanto mi è stato riferito dall’ufficio tecnico di un Comune della Valle Versa, che non cito per discrezione. Lo scopo di questa mia lettera è quello di sensibilizzare sia le persone sia le istituzioni relativamente a un problema a mio avviso importante e delicato; vedere cumuli di spazzatura accanto a un campo coltivato pensando che i prodotti di questo campo finiranno sulla tavola dei consumatori è piuttosto sconfortante, senza contare l’impatto visivo decisamente agghiacciante. Lettera Firmata Stradella" foto di repertorio

 

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