Venerdì, 29 Maggio 2020

Fino al 28/08/2020 senso unico alternato regolamentato da impianto semaforico per tratti progressivi di lunghezza mai superiore a ml. 200, lungo la S.P. ex-S.S. n. 461 “Del Passo Penice”, dalla Prog. Km 12+130 alla Prog. Km.14+655, tratto ricadente nel territorio comunale di Godiasco Salice Terme, dalle ore 08:00 di ogni lunedì sino alle ore 18:30 di ogni venerdì, ad esclusione di ogni fine settimana (sabato e domenica) e di concomitanti festività. Il senso unico è necessario per l'effettuazione in sicurezza dei lavori realizzazione della dorsale idrica di trasporto dalla pianura vogherese verso l’area di Montebello della Battaglia/Casteggio e verso l’alta collina.

Ecco l'Ordinanza : SETTORE LAVORI PUBBLICI, EDILIZIA, TRASPORTI

Visto il D. L.vo 30/04/1992 n. 285 “Nuovo Codice della Strada” e s.m.i.;

Visto il Decreto del Presidente della Provincia di Pavia n. 109 del 12/04/2018;

Richiamata la precedente ordinanza n. 56 del 24/02/2020;

Vista la richiesta dell’Impresa Sangalli SPA in A.T.I. con Impresa Suardi SPA titolare dei lavori: “REALIZZAZIONE DORSALE IDRICA DI TRASPORTO DALLA PIANURA VOGHERESE VERSO L’AREA DI MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA/CASTEGGIO E VERSO L’ALTA COLLINA”, pervenuta mezzo PEC in data 13/05/2020 e registrata al PG 32022/2020, rivolta ad ottenere una proroga al provvedimento n. 56 del 24.02.2020 di senso unico alternato regolamentato da impianto semaforico lungo la S.P. ex-S.S. n. 461 “Del Passo Penice” dalla Prog. Km 12+130 alla Prog. Km.14+655 tratto ricadente nel territorio comunale di Godiasco (PV);

Richiamata la concessione/autorizzazione di questa Provincia P.G. n. 12717/2020 del 13/02/2020, con la quale venivano autorizzati i suddetti lavori; Considerato che i lavori vennero interrotti per il sopraggiungere dell’emergenza legata alla diffusione dell’epidemia da COVID-19;

Considerato che per consentire l’esecuzione dei lavori di cui sopra in condizioni di sicurezza occorre procedere all’istituzione di senso unico alternato regolamentato da impianto semaforico per tratti progressivi di lunghezza mai superiore a ml. 200= lungo la S.P. ex-S.S. n. 461 “Del Passo Penice” dalla Prog. Km 12+130 alla Prog. Km.14+655 a decorrere dalla data odierna a tutto il 30.05.2020 con le seguenti modalità orarie ovvero dalle ore 08:00 di ogni lunedì sino alle ore 18:30 di ogni venerdì (h. 24/24) ad esclusione di ogni fine settimana (sabato e domenica) e di concomitanti festività; tutto ciò premesso

ORDINA L’istituzione di senso unico alternato regolamentato da impianto semaforico per tratti progressivi di lunghezza mai superiore a ml. 200= lungo la S.P. ex-S.S. n. 461 “Del Passo Penice” dalla Prog. Km 12+130 alla Prog. Km.14+655 a decorrere dalla data del 01.06.2020 a tutto il 28.08.2020 con OGGETTO: ISTITUZIONE DI SENSO UNICO ALTERNATO REGOLAMENTATO DA IMPIANTO SEMAFORICO PER TRATTI PROGRESSIVI DI LUNGHEZZA MAI SUPERIORE A ML. 200= LUNGO LA S.P. EX-S.S. N. 461 “DEL PASSO PENICE” DALLA PROG. KM 12+130 ALLA PROG. KM.14+655 A DECORRERE DALLA DATA DEL 01.06.2020 A TUTTO IL 28.08.2020 CON LE SEGUENTI MODALITÀ ORARIE OVVERO DALLE ORE 08:00 DI OGNI LUNEDÌ SINO ALLE ORE 18:30 DI OGNI VENERDÌ (H. 24/24) AD ESCLUSIONE DI OGNI FINE SETTIMANA (SABATO E DOMENICA) E DI CONCOMITANTI FESTIVITÀ. le seguenti modalità orarie ovvero dalle ore 08:00 di ogni lunedì sino alle ore 18:30 di ogni venerdì (h. 24/24) ad esclusione di ogni fine settimana (sabato e domenica) e di concomitanti festività.

La presente ordinanza, ai sensi dell’Art.5, co. 3 del vigente N.C.d.S. (Nuovo Codice della Strada) e s.m.i. è resa nota al pubblico mediante l’installazione dei prescritti segnali unitamente al posizionamento di tutta la necessaria segnaletica orizzontale/verticale di cantiere per la disciplina del transito veicolare ovvero l’istituzione del senso unico alternato regolato da impianto semaforico a norma del D.M. 22 gennaio 2019; E ’incaricata dell’esecuzione della presente ordinanza e quindi della posa ed il mantenimento in perfetta efficienza della segnaletica verticale/orizzontale nondimeno dei dispositivi semaforici, l’Impresa Sangalli S.p.A. con sede via San Cassiano n. 8, 24030 – Mapello - (BG) C.F. 00811590165 in qualità di Impresa Esecutrice dei lavori in parola, a nome e per conto di Pavia Acque S.C.AR.L. via Donegani n. 21 – 27100 - Pavia.

Il presente nullaosta, viene rilasciato ai sensi dell’Art. 21 del precitato D.Lgs. n. 285/92 “Nuovo Codice della Strada” e s.m.i., in ossequio alle norme sulla sicurezza dei cantieri di cui al D. Lgs. n. 81 del 09.04.2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, a norma del D.M. 10.07.2002 per il segnalamento dei cantieri temporanei stradali e del D.M. 22 gennaio 2019. Al termine di ogni settimana lavorativa (dalle ore 18:30 di ogni venerdì sino alle ore 08:00 del lunedì successivo) nondimeno in occasione di giorni e/o periodi di festività (dalle ore 18:30 del giorno precedente la festività sino alle ore 08:00 del giorno successivo la festività stessa), la circolazione veicolare avvenire senza alcun impedimento di sorta mentre la sede stradale dovrà essere ineccepibile sotto il profilo della transitabilità così come le relative pertinenze dovranno essere libere da depositi di materiale, mezzi meccanici, segnaletica non coerente, etc. e quant’altro possa divenire di nocumento al transito veicolare in genere. Copia del provvedimento verrà portato tempestivamente a conoscenza delle Autorità (Polizia Stradale, Carabinieri, mezzi di soccorso, Comuni di Godiasco Salice Terme e limitrofi) ed infine il Tecnico Stradale competente per Reparto nella persona del Sig. Graziano Acerbi (cell. 335/7390761), dall’Ente proprietario della strada. La Provincia sarà ritenuta sollevata ed indenne da qualsiasi pretesa di carattere civile / penale proveniente da terzi ovvero da utenti della strada, in dipendenza dei lavori di cui trattasi o peggio a causa della mancata osservanza delle suddette prescrizioni, pertanto qualsiasi responsabilità per danni a persone o cose resteranno in capo, l’Impresa Sangalli SPA con sede via San Cassiano n. 8, 24030 – Mapello – BG C.F. 00811590165 in qualità di Impresa Esecutrice dei lavori.

 

"Soddisfazione per le audizioni in videoconferenza alla Camera del presidente, del direttore generale e del responsabile del laboratorio di Virologia molecolare dell'Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, Alessandro Venturi, Carlo Nicora e Fausto Baldanti. Abbiamo fortemente voluto che la commissione Affari sociali di Montecitorio potesse beneficiare dei loro preziosi contributi e aggiornamenti sulle sperimentazioni con il plasma in atto su pazienti Covid-19. Ancora una volta il San Matteo si conferma un'eccellenza del sistema sanitario lombardo e nazionale, portando la propria esperienza al servizio delle istituzioni e dei cittadini".   Così i deputati pavesi della Lega, Elena Lucchini e Marco Maggioni, promotori dell'iniziativa.

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Nei Comuni di Bagnaria, Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Brallo di Pregola, Casei Gerola, Cecima, Codevilla, Colli Verdi, Corana, Cornale e Bastida, Godiasco Salice Terme, Menconico, Montalto Pavese, Montesegale, Ponte Nizza, Retorbido, Rivanazzano Terme, Rocca Susella, Romagnese, Santa Margherita di Staffora, Silvano Pietra, Torrazza Coste, Val di Nizza, Varzi, Voghera, Zavattarello, il Comune di Voghera, in qualità di Ente capofila del Piano di Zona dell’ambito distrettuale Voghera e Comunità Montana Oltrepò Pavese, ha approvato il Piano operativo di programmazione del fondo per la non autosufficienza per il 2020 che prevede la possibilità di presentare domanda per l’assegnazione del buono sociale a favore delle persone con disabilità grave o non autosufficienti.

Il buono sociale a favore delle persone con disabilità grave o non autosufficienti è finalizzato a compensare le prestazioni di assistenza assicurate dal caregiver familiare e/o le prestazioni di personale di assistenza impiegato con regolare contratto.

Sono destinatari del buono sociale le persone in possesso di tutti i seguenti requisiti:

  • di qualsiasi età, al domicilio, che evidenziano gravi limitazioni della capacità funzionale che compromettono significativamente la loro autosufficienza e autonomia personale nelle attività della vita quotidiana, di relazione e sociale;
  • in condizione di gravità così come accertata ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992 ovvero beneficiarie dell’indennità di accompagnamento di cui alla L. n. 18/1980 e successive modifiche/integrazioni con L. n. 508/1988;
  • con i seguenti valori massimi ISEE di riferimento: sociosanitario fino a un massimo di € 25.000,00, ordinario in caso di minori fino a un massimo di € 40.000,00.

I destinatari del buono devono essere residenti nei Comuni di Bagnaria, Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Brallo di Pregola, Casei Gerola, Cecima, Codevilla, Colli Verdi, Corana, Cornale e Bastida, Godiasco Salice Terme, Menconico, Montalto Pavese, Montesegale, Ponte Nizza, Retorbido, Rivanazzano Terme, Rocca Susella, Romagnese, Santa Margherita di Staffora, Silvano Pietra, Torrazza Coste, Val di Nizza, Varzi, Voghera, Zavattarello.

La domanda può essere presentata da Venerdi 15 Maggio 2020 a Martedi 30 Giugno 2020:

  • presso il Comune di residenza;
  • tramite posta al seguente indirizzo: Comune di Voghera, Ufficio Protocollo, Piazza Duomo n. 1, 27058, Voghera;
  • tramite email al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Per maggiori informazioni: tel. 0383/336478 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Il Presidente della Comunità Montana dell'Oltrepò Pavese, il sindaco di Varzi, Giovanni Palli comunica il lanci di "CMOP INFORMA". "Abbiamo deciso di attivare il servizio gratuito whatsapp - scrive Palli - “COMUNITÀ MONTANA OLTREPÒ PAVESE INFORMA” con lo scopo di comunicare le principali informazioni sull’Oltrepò Montano ed in particolar modo su servizi, bandi, allerte ed eventi.
Per attivare il servizio di messaggistica della Comunità Montana bisogna:
1. disporre di un cellulare smartphone con l'applicazione WhatsApp installata;
2. salvare il numero di telefono 0383 545832 della Comunità Montana nella rubrica del proprio cellulare;
3. inviare via WhatsApp un messaggio con scritto “ATTIVA + COMUNE DI INTERESSE”

 

“Un bonus da 500 Euro per le giovani famiglie - scrive il Presidente della Comunità Montana – Giovanni Palli -  della  da spendere nei piccoli negozi dell’Oltrepò Montano per ripartire dopo l’emergenza da Covid19. Insieme, con la Giunta esecutiva, tutti i Sindaci dei 18 Comuni della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese e grazie al costante confronto con Aldo Poli - Presidente di dell’associazione dei commercianti della provincia di Pavia, abbiamo deciso di avviare una prima sperimentazione costruendo un’alleanza tra giovani famiglie e negozi dell’Alto Oltrepò Pavese attraverso un bonus economico per favorire i piccoli negozi e le giovani famiglie

Uno dei primi interventi, già operativo in questi giorni ed attivabile in ogni ufficio dei 18 Comuni, è destinato a tutte le famiglie con bambini nati o adottati dal primo gennaio al 31 dicembre 2020 da spendere nei negozi della Comunità Montana che manifesteranno il proprio interesse ad aderire all’iniziativa. Ripartiamo insieme – conclude Palli -  in un momento di grande difficoltà per il Paese e per le imprese e le famiglie del nostro territorio, attraverso l’ascolto degli effettivi bisogni e la costruzione di soluzioni concrete!”

Classe 1981, Laurea in Economia Aziendale, con esperienze lavorative bancarie, da Maggio dell’anno scorso è Sindaco di Varzi, e da Luglio, sempre dello scorso anno, Presidente della Comunità Montana. Abbiamo contattato il Dott. Giovanni Palli.

Emergenza mondiale: quale la sua sensazione e visione?

«Ci troviamo purtroppo all’interno di una vera e propria “guerra sanitaria”: il virus è diventato pandemico ed ormai si è diffuso in tutto il mondo. In attesa di una cura e di un vaccino, che oggi non ci sono, è fondamentale cercare di contenere il contagio il più possibile e l’unico modo è ridurre al minimo i contatti tra le persone. Stare a casa non è uno slogan, ma è l’unico rimedio che abbiamo oggi a disposizione. Riusciremo a superare questa emergenza, non solo sanitaria ma anche sociale ed economica, se tutte le Istituzioni, nazionali, europee ed internazionali, saranno all’altezza della sfida, agendo in una direzione unitaria nell’interesse dei popoli, con modalità e strumenti nuovi e radicali rispetto al passato».

Il mondo del lavoro e quello imprenditoriale, e dei servizi, è praticamente bloccato, in maggioranza: quali effetti, in ricaduta generale, teme per il prossimo futuro del nostro territorio?

«Questa emergenza sanitaria globale vede in prima linea chi con responsabilità, ed ancor prima di decisioni nazionali, ha optato per tutelare le proprie comunità, e la salute pubblica, andando contro, con grande coraggio e personale ammirazione, ad interessi economici ed imprenditoriali a qualunque livello. Una profonda ammirazione va inoltre a chi, in questi giorni, si sta spendendo con generosità per garantire supporto ed assistenza alle nostre comunità ed alle persone più fragili, e tra questi troviamo realtà commerciali attive nei servizi di consegna a domicilio, ma anche realtà imprenditoriali che stanno convertendo le proprie linee per forniture utili al sistema socio-sanitario. Siamo consapevoli che il comparto produttivo, ma anche quello del terzo settore, è già oggi tra i più colpiti e questo, se non interverremo con forza come sistema Paese e noi stessi nel nostro piccolo, creerà una progressiva chiusura delle attività produttive sul nostro territorio, e situazioni di povertà ed aumento dei fenomeni di “abbandono”. Dobbiamo sostenere, con liquidità economica immediata e burocrazia nulla, il comparto produttivo attraverso interventi radicali da parte di ogni Istituzione, secondo le proprie possibilità e competenze. In questa direzione, ad esempio, non posso che condividere una proposta di buon senso come quella dell’esonero, per il 2020, dal pagamento di tutti gli oneri previdenziali e dei tributi a carico delle attività produttive danneggiate dall’emergenza. Non possiamo rispondere ad una crisi di questa portata con le solite ricette economiche e con la solita burocrazia statale. Servono misure economiche radicali che permettano di tutelare tutti i lavoratori, compresi i lavoratori stagionali specie nell’ambito del comparto turistico ed agricolo, ed impostare una serie di interventi pubblici a sostegno dei privati che vorranno investire per la ripartenza appena sarà possibile. La Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese, nell’ambito delle sue competenze, farà la sua parte per consolidare un rapporto di alleanza con le piccole imprese del territorio al fine di dar forza alle nostre comunità locali»

Come si è adattato il lavoro di Amministratore e Politico all’emergenza, nei confronti della popolazione?

«Il sindaco è il punto di riferimento della cittadinanza, e la presenza costante è fondamentale soprattutto in casi di emergenza. È importantissimo informare costantemente, e noi lo facciamo attraverso il servizio whatsapp “VARZI INFORMA” e video-messaggi che periodicamente pubblico su Facebook. A Varzi, al primo caso accertato di contagio da covid-19, ho istituito il Centro Operativo Comunale, C.O.C. VARZI, che è una vera e propria unità di crisi che tutti i giorni può contare su volontari che rispondo ai numeri di telefono che abbiamo indicato alla popolazione, ed intervengono in aiuto della popolazione più fragile con consegne di farmaci, di beni di prima necessità e bombole del gas. Un servizio che ha come tre responsabili il sottoscritto, l’Ass. Indolenti e l’On. Lucchini, che ringrazio perché è presente in municipio dall’inizio di Marzo, e può inoltre contare sul supporto della protezione civile di Nivione e sul dottor Paolo Mazzocchi, che tutti i giorni telefona alle persone con febbre o positive al Coronavirus dando loro ed alle loro famiglie utili consigli ed un costante conforto».

Si poteva fare qualcosa di più agli inizi, intendo dal punto di vista politico e governativo? Il Governo avrebbe, secondo lei, dovuto preferibilmente fare un passo indietro ed affidarsi ad esperti delle emergenze?

«Sì, paghiamo il fatto di non aver messo in quarantena da subito le persone arrivate in Italia dalla Cina, e la chiusura dei voli senza tracciare gli arrivi... perché a quel punto si è potuto fare scalo ed arrivare da altre località. È l’errore principale che è stato rimproverato al Governo anche dal membro del consiglio direttivo dell’OMS, Prof. Walter Ricciardi, in un’intervista alla Stampa dello scorso 21 febbraio. I governatori regionali, tra i quali Attilio Fontana, avevano proposto un mese prima che scoppiasse l’epidemia di essere messi nelle condizioni di aumentare i controlli e di mettere in quarantena tutti gli studenti che rientravano dalla Cina. Purtroppo, non solo non sono stati ascoltati, ma sono anche stati accusati di essere razzisti e di voler diffondere il panico. Anche nei vari D.P.C.M., noi Sindaci abbiamo avuto molte difficoltà di interpretazione e molte misure restrittive che sono state poi inserite dal Governo in seguito, come per esempio la chiusura dei mercati e dei parchi: abbiamo deciso di applicarle direttamente noi attraverso ordinanze sindacali fin dall’inizio dell’emergenza. Talvolta, inoltre, si è assistito ad una spettacolarizzazione dei provvedimenti nazionali senza un filo diretto con il territorio e con noi amministratori in prima linea con le comunità locali, da questo punto di vista invece, il contatto e coordinamento con Regione Lombardia è sempre stato rigoroso, puntuale e tempestivo nella gestione delle misure di contenimento dell’emergenza e nelle attività quotidiane di monitoraggio e coordinamento socio-sanitario».

Quali le urgenze tra Comune di Varzi e Comunità Montana che sono al momento bloccate? Quale possibile soluzione?

«Questa emergenza non ci ha bloccati, ma ha certamente reso necessario ripensare alcune priorità ed accelerare necessari processi tecnologici e nuove modalità per la prosecuzione delle nostre attività. Abbiamo senz’altro dato la massima priorità alla gestione dell’emergenza, al supporto della popolazione, specie quella più fragile, attivando un coordinamento costante con gli altri Comuni, le reti di volontariato, la Protezione Civile, le realtà commerciali che hanno attivato servizi a domicilio, Regione Lombardia, l’ATS e ASST di Pavia per monitorare giorno dopo giorno la situazione e sviluppare soluzioni concrete per i bisogni mutevoli in questa fase di emergenza. Abbiamo attivato in tal senso strumenti di comunicazione ancora più incisivi, provveduto a sanificare il Comune di Varzi per tutelare la salute pubblica, ed attivato un importante acquisto di dispositivi di protezione individuale insieme alla Fondazione San Germano per gli operatori più esposti e le persone fragili che vivono nel nostro territorio. D’altro canto, per rispondere alle nuove modalità di lavoro, ci siamo attrezzati dal punto di vista tecnologico attivando alcune situazioni di smart-working, potenziando la nostra infrastruttura digitale, e creando una stanza virtuale al servizio dei 18 Comuni della Comunità Montana per poter svolgere le sedute degli organi collegiali ed andare avanti nelle attività. Per Varzi, sebbene in tempi di emergenza, è rimasta inoltre una priorità assoluta quella del ripristino, messa in sicurezza e riapertura della tratta di strada provinciale interessata dalla frana che ha colpito alcune frazioni, come Cella e Nivione, possibile in tempi flash grazie a 600.000 Euro ottenuti tramite importanti interlocuzioni con Regione Lombardia e Provincia di Pavia. Procedono, inoltre, molti dei progetti ambiziosi che abbiamo lanciato negli scorsi mesi, come la Convenzione per la valorizzazione dei reticoli idrici con l’Agenzia interregionale per il fiume Po’ e Regione Lombardia, altresì come il percorso di valorizzazione della Piazza della Fiera in Varzi. E sono in costante evoluzioni altri che già da tempo si stanno sviluppando, come la Strategia Nazionale per le aree interne che vede oramai conclusa la fase di progettazione degli interventi infrastrutturali. Inoltre, proprio dalle pagine di questo giornale vorrei davvero ringraziare tutti i protagonisti di questa complessa macchina operativa, come il personale dei Comuni, i volontari, la protezione civile, gli operatori medici ed amministrativi di ATS e ASST, gli operatori dei sistemi di informazione, per il loro lavoro ancora più intenso e generoso nei confronti dei cittadini e di tutte le nostre comunità in questa fase di emergenza».

Come vengono assistiti i pazienti varzesi infetti? Hai riscontrato criticità particolari nelle operazioni di assistenza e soccorso?

«L’ospedale di Varzi sta facendo un lavoro straordinario: medici, infermieri, OSS e tutti gli operatori non si sono mai risparmiati, mettendo a rischio la loro vita per soccorrere e curare i cittadini in difficoltà. Voglio ringraziarli perché loro sono i veri eroi. Nel nostro nosocomio vengono fatti tamponi a persone che arrivano in pronto soccorso in auto-presentazione e che hanno sintomi da covid-19. Se il tampone è positivo, i pazienti più gravi che hanno bisogno di cure vengono trasferiti a Voghera, mentre quelli con sintomi lievi vengono dimessi e tornano a casa in quarantena. In quest’ultimo caso vengono monitorati telefonicamente e si curano a casa. Il sistema funziona bene, al netto dell’emergenza che sta mettendo a dura prova anche un’eccellenza come la Sanità Lombarda».

Qual è la sua personale previsione per il nostro territorio oltrepadano?

«Siamo consapevoli delle complessità, sociali ed economiche, che siamo e saremo costretti ad affrontare anche nel nostro territorio. Già oggi, in piena emergenza, oltre ad un supporto senza tregua e senza confine alla popolazione ed alle strutture sanitarie e sociosanitarie, siamo al lavoro per immaginare politiche dirette per la nostra gente, per le nostre famiglie ed imprese che stanno subendo in prima istanza le drammatiche criticità di questa crisi sanitaria globale. Se da un lato sono consapevole di tali difficoltà, sono senz’altro confortato da una generosità e spirito di comunità che il territorio oltrepadano sta mettendo ormai da settimane in moto con forza sempre maggiore. Avremo bisogno di tutto ciò anche, e soprattutto, quando l’emergenza sarà passata. Stiamo parlando, anche se al momento non è facile definirlo, di centinaia di persone impegnate in attività di innovazione sociale ed una macchina operativa strutturata e funzionale anche per il futuro. Abbiamo testato modalità di comunicazione innovative ed efficaci che ci permetteranno di essere ancora più Comunità radicata nel futuro. Siamo, come anticipato, in prima linea per mettere a regime alcune pratiche efficaci, anche per tempi ordinari, e per sviluppare interventi puntuali a burocrazia zero che ben si dovranno connettere con le importanti misure di sviluppo locale già messe a regime negli scorsi anni. Siamo a disposizione, e lo saremo, dei nostri cittadini perché solo insieme riusciremo a ripartire ed intraprendere l’importante strada di cambiamento dell’Oltrepò Pavese percorsa negli scorsi mesi. Noi ci siamo!».

di Lele Baiardi

 

"Egregio Direttore, è la prima volta che mi trovo a scrivere al giornale. E lo faccio perché tutti i giorni apprendo di storie di molti sindaci dei comuni dell’Oltrepò che, nonostante tutto quello che avranno da fare in questo periodo, trovano il tempo per scrivere e telefonare ai propri cittadini, o ancora portano caramelle ai più piccoli e mascherine per i nonni. Sicuramente ce ne saranno altri che non fanno cose di questo tipo. Ma apprendere queste notizie dove alcuni primi cittadini non lasciano soli gli abitanti del Comune che amministrano, ma compiono questi gesti di solidarietà e di vicinanza ai propri concittadini, deve renderli e deve renderci orgogliosi di chi abbiamo scelto come guida.

Lettera Firmata - Varzi"

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Nuovo intervento di Regione Lombardia per il territorio dell’Oltrepò Pavese e dell’Appennino Lombardo con la riapertura del bando che aiuta le start up e mette a disposizione ulteriori 316.803 euro dei fondi del Programma Operativo Regionale (Por) – Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020.

Le domande

Si potranno presentare le domande dalle ore 12 del 5 maggio fino alle ore 17 del prossimo 4 giugno 2020 attraverso la piattaforma informativa Bandi on line, gestita da Aria spa.

Decreto dirigenziale

La riattivazione è prevista dal decreto dirigenziale varato dall’Assessorato guidato da Alessandro Mattinzoli, responsabile per lo Sviluppo economico della Giunta regionale. Si tratta di un contributo a fondo perduto del 50%. Per un investimento minimo di 15.000 euro (contributo massimo concedibile 80.000 euro).

Mattinzoli: forma di sostegno fondamentale

“Il territorio – ha osservato l’assessore Mattinzoli – ha molto apprezzato l’iniziativa. In accordo, quindi, con gli amministratori locali e le categorie abbiamo ritenuto opportuno riaprire e reinvestire le risorse avanzate. Perché, oggi più che mai, qualsiasi forma di sostegno è fondamentale”.

I Comuni

Questi i Comuni interessati al provvedimento: Bagnaria, Borgoratto Mormorolo, Brallo di Pregola, Fortunago, Menconico, Montesegale, Ponte Nizza, Rocca Susella, Romagnese, Santa Margherita di Staffora, Val di Nizza, Colli Verdi, Varzi e Zavattarello.

I beneficiari

Vi possono accedere le Micro, Piccole e Medie imprese, registrate alla Camera di Commercio e con sede legale e operativa attiva da non più di 24 mesi; liberi professionisti in possesso di partita Iva o che abbiano avviato l’attività professionale oggetto della domanda di partecipazione al bando, da non più di 24 mesi; gli studi associati in possesso dell’atto costitutivo dello studio e della partita Iva associata allo studio da non più di 24 mesi; gli aspiranti liberi professionisti, singoli o associati; i singoli che intendono aprire una partita Iva o avviare nuova attività professionale su una partita Iva già esistente.

Palli (Comunità Montana): risultati raggiunti con velocità

“La stretta collaborazione tra Regione Lombardia e la Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese, ancora una volta – ha dichiarato Giovanni Palli, presidente della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese – ci permette di raggiungere velocemente un importante risultato. Garantendo un sostegno concreto alle nuove imprese, ai nuovi professionisti e ad aspiranti imprenditori”.

Segnale post Covid19

“La riapertura della misura – ha continuato – a sostegno dello start up d’impresa, dopo il successo della prima fase con più di 10 start up finanziate, rappresenta per noi un primo importante segnale. Per la ripartenza post Covid19“.

Interventi finanziabili

Gli interventi finanziabili possono prevedere spese per acquisto di beni strumentali. Ma anche nuovo personale, opere edili e murarie, progettazione e direzione lavori, hardware e software. E ancora beni immateriali, consulenze, scorte e spese generali.

Nata a Genova da genitori calabresi Rosa Albanese vive a Menconico nella Valle Staffora con il marito da circa vent’anni, ma ama tanto il nord quanto il sud Italia. Laureata in pedagogia, è anche scrittrice e pittrice ed è stata la fondatrice dell’associazione “Oltre un Po” a Varzi, che ha però cessato la propria attività  «per mancanza di appoggi», come afferma. Rosa però non si è arresa, anzi: si definisce «una donna che ha vissuto sei decadi e un vulcano di idee pronto ad esplodere».

Di cosa si occupa innanzitutto?

«Di arte e questo fin da quando ero bambina. L’arte è sempre stata uno dei miei canali preferiti, sono un’autodidatta nel senso che non ho fatto nè liceo artistico nè accademia, ma sono andata a bottega da pittori come Mario Demela e Aurelio Caminati tutti e due di Genova entrambi eccentrici e metafisici».

Ci racconti di loro…

«Il primo ha vissuto in un orfanotrofio e mi disse che la pittura lo aveva salvato dai traumi dell’infanzia, il secondo fece fortuna vincendo l’appalto dell’affresco al teatro Carlo Felice di Genova.

Che esperienze ha avuto in Oltrepò?

«Da quando vivo in Oltrepo, prima Varzi poi Menconico, ho avuto modo grazie alla mia primaria occupazione come funzionario della pubblica amministrazione di vedere realtà industriali molto importanti e di conoscere persone che danno lavoro e svolgono con passione l’organizzazione delle loro aziende. Ho anche avuto il privilegio di essere vicepresidente dell’associazione Varzi Viva dedita all’organizzazione di eventi culturali».

Perché aveva creato l’associazione “Oltre un po’? Quale era l’esigenza?

«Era nata per soddisfare il bisogno di un posto ludico a Varzi e questo si rivolgeva anche alle persone anziane. Negli ultimi tempi era frequentato da quindici bambini e quindici persone anziane. Abbiamo fatto cose bellissime, come corsi di disegno per bambini delle scuole di Varzi e bimbi che talvolta non riuscivano ad esprimersi, ma poi quando hanno cominciato a lasciarsi andare hanno fatto dei disegni semplicemente straordinari mettendo in luce tutta la loro ricchezza interiore. Abbiamo organizzato mostre di quei disegni in occasione di qualche festa a Varzi. Purtroppo nelle scuole il disegno non viene considerato al pari di altre materie mentre invece aiuta a sviluppare una parte del cervello che è l’emisfero destro ed è importantissimo. Una volta ho seguito un ragazzino che doveva dare un esame e aveva grossi problemi era limitato ma disegnando ha tirato fuori il dono che aveva in sé e ha fatto cose semplicemente straordinarie. A volte capita di incontrare per strada quelli che erano bimbi ormai sono grandi e ricordiamo e parliamo di tante cose»

Qual è la categoria di persone che apprezza di più?

«Tutte le persone, non importano l’età e il sesso. Però amo molto le donne, che nel mondo ancora non si sono espresse al pieno delle loro grandi potenzialità. Qui cito Oscar Wilde:«Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto».

Che cosa ha scoperto o non ha scoperto in ciò che la circonda?

«Che lo schema che viene percepito come reale è già obsoleto: per esempio il fatto che noi non abbiamo nessun potere sulla realtà mentre invece ho scoperto l’esatto contrario e questo è anche il parere di alcuni scienziati di fisica quantistica. In realtà noi possiamo creare la nostra vita e nei migliori modi non lasciandoci dominare dai traumi subiti. Siamo dotati di discernimento, cerchiamo di saperlo usare. Siamo macchine biologiche meravigliose corpo mente e spirito

Sono questi gli argomenti che la portano a scrivere libri?

«Sì, ne ho cominciato diversi ho scritto anche sul volontariato e tuttora sto perfezionandolo, anche se orfano di titolo. è un libro su queste nuove conoscenze e filosofie di cui non si parla sui giornali, che preferiscono fatti tristi e parlano poco di eccellenze che ci circondano. Ci sono persone meravigliose che fanno il loro dovere, persone interessanti, integre e di loro non si parla. Vuoi per fare notizia, vuoi per altri motivi, ma quello che ci farebbe sorridere viene accantonato. è come se venissimo manipolati per vedere solo il male».

Rimetterà in piedi l’associazione culturale?

«Ancora qualche mese di pazienza. Prima devo concludere alcuni progetti. La mia idea è costruire una sorta di alleanza di cervelli, che significa fare cose insieme ad altre persone motivate come me dall’interesse per il territorio. Stiamo progettando ciò che possiamo offrire.

Quale iniziativa artistica vedrebbe bene a Varzi?

«Consiglierei al paese un laboratorio di arte, mi appellerei ai vari artisti per dipingere i muri delle case. Non quelle di sasso ma gli intonaci. Come ad esempio a Dozza, vicino Imola, che ogni due anni organizza un festival dedicato alla pittura. Ognuno di noi dovrebbe mettere a disposizione il proprio talento e donarlo agli altri, un valore fondamentale da lasciare in eredità».

di Stefania Marchetti

Regione Lombardia ha recentemente allargato il novero delle attività storiche sul territorio. Varzi ne vanta diverse e da questo mese in avanti dedicheremo loro una pagina, per raccontarsi e farsi conoscere. La prima fermata in questo particolare viaggio è al civico 72 di via Luigi Mazza, dove ha sede, fin dal giorno della sua apertura, la Crosina Impianti. Qui ad oggi hanno lavorato quattro generazioni di idraulici: Agostino (bisnonno), Mario (nonno), Roberto (padre) e Daniele (figlio). Tra diciotto anni magari toccherà a Cesare dato che proprio Daniele, con i suoi 32 anni il più giovane della famiglia, diventerà padre tra pochi mesi.

Daniele quando e chi ha fondato l’impresa e di cosa si occupa esattamente?

«L’attività artigiana trova le sue radici nell’esperienza maturata dal mio bisnonno Agostino arrivato dal Trentino. Mio nonno Mario,  dopo un breve periodo di attività con suo fratello Cesarino, apre il negozio di idraulica in via Luigi Mazza, dove si trova ancora oggi, nel 1972. Mio padre Roberto e mio zio Fausto hanno iniziato a lavorare appena raggiunta la maggiore età, siamo negli anni ’80.  Io ho iniziato nelle vacanze estive delle scuole superiori».

Chi ci lavora oggi?

«Ad oggi lavoriamo nella Crosina impianti io mio padre e mio zio; ognuno di noi è specializzato in un settore specifico ad esempio io ho sono frigorista con patentino f-gas, mio zio si occupa della parte burocratica e delle energie rinnovabili».

Roberto com’è cambiato il lavoro rispetto a quando avete iniziato? Quali sono le differenze principali tra ieri e oggi?

«Nel lavoro si è sicuramente più facilitati di una volta, a livello di manualità, è diventato più leggero. Certo, richiede più tecnica e necessita di continui aggiornamenti per le nuove regolamentazioni e richiede più responsabilità (abilitazioni per tutto, anche per l l’aspetto burocratico). Ad esempio il multistrato, utilizzato oggi, rende il lavoro più semplice e rapido nell’esecuzione, mentre il ferro richiedeva di essere filettato e saldato. Quando una volta era l’esperienza sul campo a farti imparare il mestiere, ora è necessario essere specializzati in ogni ambito dell’idraulica».

I vostri clienti sono soltanto in Valle Staffora?

Daniele C.«I clienti sono principalmente della zona, lavoriamo per privati e per la PA, ma ci capita anche di andare oltre, dal mare della Liguria (Arenzano, Diano marina) alle grandi città come Milano. Il tipo di intervento è molto vario, tutto ciò che riguarda idraulica».

Che cosa distingue un idraulico davvero bravo da uno... meno?

Roberto C. :«L’idraulico bravo sa che l’acqua calda si mette a sinistra quella fredda a destra (dice ridendo, perché anche l’idraulico può scarso lo sa)!».

Quali devono essere le caratteristiche di una impresa idraulica per “resistere” negli anni?

Roberto C.: «L’esserci costruiti, nel tempo, un nome che potesse garantire lavoro di qualità e una grande passione: siamo sempre disponibili e cerchiamo di rispondere ad ogni esigenza del cliente».

Come avete visto Varzi cambiare negli anni?

Roberto C.: «Rispetto ad un tempo, e penso riguardi tutte le attività, c’è poca attività imprenditoriale: per l’artigiano è difficile tirare avanti. Una volta la nostra zona era ricca di imprenditori e artigiani che creavano una piccola economia locale in grado di autosostenersi, ora non è più così bisogna e reinventarsi costantemente. Abbiamo perà fiducia nei giovani, sono in tanti quelli che hanno deciso di continuare l’attività dei genitori o iniziarne di nuove».

Sono tante le “leggende” sugli idraulici…Raccontate un aneddoto riguardo al vostro lavoro che vi è rimasto impresso nella memoria…

Roberto C.: «Beh, nella nostra carriera abbiamo vissuto la classica situazione dell’idraulico nell’immaginario collettivo: ci è capitato di essere accolti in casa da una signora in abiti succinti… ma dall’età un po’ troppo avanzata!».

di Christian Draghi

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