Sabato, 11 Luglio 2020
 

"Estate&Bollicine" è il claim del ricco programma di eventi estivi organizzato da Terre d'Oltrepò e La Versa. Musica, aperitivi, degustazioni nei caveau ed un coinvolgente spettacolo di fontane danzanti per animare i fine settimana di luglio catalizzando l'attenzione di giovani e adulti. "Abbiamo predisposto un ricco calendario di appuntamenti – spiega il presidente, Andrea Giorgi – che coinvolgeranno la cantina di Broni e quella storica di Santa Maria della Versa. Le persone, oggi più che mai, hanno bisogno di trascorrere qualche ora di svago, magari degustando prodotti d'eccellenza, dopo i mesi tremendi che ci hanno costretto a rimanere tra le mura domestiche. Così abbiamo deciso di proporre un ricco calendario di manifestazioni, aperte a tutti, che culminerà il 25 luglio, alle 22, presso il piazzale della cantina la Versa, con uno maestoso, colorato e coinvolgente spettacolo di fontane danzanti. La cantina tornerà dopo decenni ad ospitare, come nel glorioso passato, un evento di richiamo territoriale. Si tratta di un segnale importante che dimostra quanto la cantina La Versa sia ritornata un "faro" per la produzione e per il territorio. Al termine brinderemo all'estate con le nostre bollicine. Ovviamente tutti gli eventi a Broni e a Santa Maria della Versa rispetteranno le norme Covid in quanto siamo consapevoli che questo virus è ancora fuori dalla porta di tutti noi".
Entriamo nel dettaglio degli eventi: ogni sabato, dal 10 luglio al primo agosto, a partire dalle 19,30, presso il wine garden esterno della cantina Terre d'Oltrepò a Broni è previsto Music e Happy Hour con la presenza del Dj Ottiper e diretta social con Monkey.  

Sabato 25 luglio il grande evento delle Fontane Danzanti: spettacolari giochi d'acqua a ritmo di musica e luci animeranno il suggestivo cortile della storica cantina La Versa di Santa Maria della Versa. Dalle 20 sarà possibile visitare i suggestivi caveau dove si affinano gli spumanti sui lieviti e degustare alcuni prodotti della spumantistica La Versa in accostamento ai prodotti del territorio. Alle 22 il via allo spettacolo: un'ora emozionante con spruzzi d'acqua di varia altezza che balleranno a ritmo di musica e di colorate luci.  La serata si concluderà con un brindisi sotto le stelle.

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

La cantina Terre d'Oltrepò - La Versa, con un comunicato stampa informa che nonostante il lockdown chiude un altro anno positivo. "Il Covid non ferma il futuro della cantina cooperativistica Terre d'Oltrepò/La Versa. Nonostante i due mesi di lockdown, marzo ed aprile, la realtà oltrepadana, guidata dal presidente Andrea Giorgi, conferma - scrive la cantina -  il fatturato del passato esercizio e chiude il bilancio sulla cifra di 32milioni di euro. Con la notizia positiva di un lieve aumento rispetto all'anno precedente (dato ancora in fase di elaborazione, ma già evidenziabile).
"Un risultato positivo – spiega il numero uno della cantina con sede a Broni – che dimostra quanto gli sforzi messi in campo sotto il profilo commerciale e comunicativo stanno pagando. Ovviamente non basta e per questo abbiamo messo in atto operazioni di qualità anche in vigna come dimostra il progetto legato al nome dell'enologo Riccardo Cotarella che ci ha permesso di mettere sul mercato vini che stanno riscuotendo pareri favorevoli dalla critica e, soprattutto, dai winelovers. Un lavoro corale su più fronti che, dal 2017, ci sta impegnando quotidianamente, un lavoro reso possibile grazie ad una squadra affiatata su tutti i fronti: dalla vigna alla cantina, dall'amministrazione al commerciale. Per questo il mio ringraziamento va a tutto il personale perché, in un periodo così delicato, solo con professionalità si raggiungono determinati risultati come quelli attuali".

Inoltre è iniziata un'intensa attività di comunicazione anche interna, mirata ad informare gli oltre 700 soci su questioni di carattere amministrativo ed agronomico. "Il socio rappresenta la spina dorsale della nostra cooperativa – spiega Giorgi – e per questo deve essere informato di quanto stiamo facendo. Abbiamo creato da qualche settimana una newsletter interna che fornisce informazioni di carattere dirigenziale, tratta questioni economiche e commerciali. A questa si è affiancata quella agricola realizzata dal nostro agronomo Nicola Parisi che fa il punto settimanale sulla situazione in campagna".

E' tempo di bilanci per la cantina di Broni, ma anche per gettare le basi al futuro. "Fare prospettive in questo momento – spiega il presidente Giorgi - è davvero difficile, ma è nostro compito guardare avanti nonostante la situazione di precarietà ed insicurezza causata dall'emergenza sanitaria. E' inutile negare il fatto che le prospettive future sono incerte per l'evoluzione del Coronavirus e per le conseguenze che potrà avere sul mercato. La strada, già delineata negli ultimi anni, è quella di valorizzare i prodotti di qualità come, ad esempio, il Riesling Doc rispetto al tradizionale Igt. Quest'ultimo soffre il mercato in quanto considerato prodotto di massa e la grande quantità di questa uva prodotta dai soci è un problema che si misura con l'evidente riduzione di prezzo degli ultimi anni. Sappiamo tutti, basta guardarsi indietro, cosa purtroppo ha rappresentato questo vitigno per la storia del nostro territorio e della nostra cantina. Nel primo caso è stato l'oggetto di tante speculazioni che i grandi trasformatori hanno perpetuato,a metà secolo scorso, nei confronti di soci e produttori senza dare la possibilità a quest'ultimi di investire commercialmente sul prodotto. Nel secondo è stato oggetto di scandali che hanno messo in ginocchio la nostra grande realtà cooperativa. Ora il Riesling ha un'opportunità di rilancio grazie alla tipologia Renano, dovrà diventare un prodotto di punta che si affiancherà agli altri top di gamma che costituiscono la nostra linea produttiva. Il Progetto Qualità con l'enologo Riccardo Cotarella va verso questa direzione, quella di valorizzare una produzione iconica per tutti noi. Solo così riusciremo a garantire una giusta remunerazione ai soci per quest'uva ed una commercializzazione facile del prodotto". In ottica di miglioramento della qualità il presidente Giorgi avanza un invito ai soci in vista dell'imminente vendemmia: "Sarà indispensabile la tempestività della raccolta dell'uva, essenziale per preservare le caratteristiche delle basi spumanti che necessitano di freschezza e adeguato ph, piuttosto che il grado zuccherino. Aggiungo che fra una settimana chiude la possibilità di adire alle iniziative di raccolta manuale con personale fornito dalla cantina. Per informazioni ci si può rivolgere presso la nostra struttura".

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Nell’ambito della graduale ripresa dell’attività ambulatoriale, a seguito dell’emergenza sanitaria Covid 19, anche presso l’Ospedale Unificato di Broni-Stradella, nel pieno rispetto delle norme vigenti, in tema di utilizzo dei dispositivi di protezione e di sanificazione, sono state rese prenotabili le seguenti prestazioni ambulatoriali:

• Riabilitazione Specialistica – Visita Protesica Fisiatrica e prima Visita Geriatrica;

• Urologia – prima Visita e Visita di controllo;

• Pediatria – prime Visita , Visita di controllo, ECG e Allergologica;

• Servizio di Dietologia – Valutazione Dietetica;

• Ginecologia – prima Visita, Visita di controllo, Ecografie transvaginali;

• Nefrologia – CAL – prima Visita e Visita di controllo;

• Ortopedia – prima Visita, Visita di controllo, Iniezioni terapeutiche, Prestazioni e controlli programmati;

• Chirurgia – prima Visita, Medicazioni, Piccoli interventi, Ecografia 1° accesso, Ecografia muscolo tendinea, Visita proctologica;

• Medicina Interna – Visita Cardiologica di controllo + ECG - Ecocardiogramma - Holter-Cardiaco, Holter-Pressorio – prima Visita Gastroenterologia – Ecografia tiroide - prima Visita di controllo Epatologia – Medicina Interna Ematologia – prima Visita Diabetologica – Diabetologia controlli – prima Visita di controllo Endocrinologia – Ecocolordoppler tronchi sovraortici;

• Neurologia – Visita Neurologica;

• Radiologia – TAC con mezzo di contrasto, TAC senza mezzo di contrasto – Mammografie – Ecografie muscoloscheletriche, mammarie, generiche e controlli – RX segmenti ossei, torace e digerenti.

In questi giorni, l’attività ambulatoriale in tutte le strutture dell’azienda è impegnata al recupero delle visite che, a causa dell’emergenza, sono state sospese e rinviate. Sarà a cura dell’Ufficio Comunicazione aggiornare gli utenti in merito alla ripresa delle varie attività ambulatoriali prenotabili, promuovendo l’utilizzo dei sistemi online: il cittadino può effettuare la prenotazione contattando telefonicamente il Contact Center Regionale al numero verde 800 638 638 gratuito da rete fissa (oppure al numero 02.99.95.99 da rete mobile, a pagamento al costo previsto dal proprio piano tariffario), attivo dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 20.00, esclusi i festivi, o prenotando online dal portale https://prenotasalute.regione.lombardia.it/prenotaonline/ (web app disponibile anche su cellulare). Tutti gli aggiornamenti sono pubblicati sul sito istituzionale di ASST Pavia all’indirizzo www.asst-pavia.it, raggiungibili dall’HOME PAGE alla voce RIPRESA DELL'ATTIVITÀ AMBULATORIALE.

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

La Broni Stradella Pubblica domina la scena politica dell’Oltrepò Orientale. Dopo le dimissioni del consigliere, nonché storico presidente della municipalizzata, Luigino Maggi, anche Riccardo Fiamberti si sfila dalla corsa alla presidenza della municipalizzata. Fiamberti, attuale presidente della Fondazione per lo sviluppo dell’Oltrepò Pavese (Gal) ed ex sindaco di Canneto,  smentisce le voci che erano circolate nei giorni scorsi di una sua candidatura a presidente della Broni Stradella Pubblica.

Rimane comunque incerto il futuro per la municipalizzata, da una parte il centrodestra provinciale che si chiede l’azzeramento totale dell’attuale Cda, dall’altra il Pd che ne difende l’operato, al centro quei sindaci che non sono nè a destra né a sinistra e che chiedono solo garanzie sui servizi e sulla gestione delle criticità.

Un po’ tutta la Valle Versa  è interessata a quella che si suppone essere la tendenza della prossima estate, in quanto a vacanze: la ricerca di spazi di tranquillità e bel vivere, dove sia più semplice mantenere il distanziamento sociale rispetto alla città, e sia ridotto il rischio di trovarsi costretti in assembramenti, o semplicemente in luoghi troppo affollati. concentriamoci, questa volta ancora, sul benedetto turismo. Ricerchiamo un po’ di speranza, Claudio Scabini, sindaco di Golferenzo, che su questo punto ha le idee chiare.

«Non nego di aver già avuto molte chiamate di persone proprietarie di seconde case che chiedono, per amici, se c’è qualche abitazione da affittare, o anche qualche struttura ricettiva. Infatti mi sono attivato per sentire le strutture della zona, come i B&B, per capire se affittano anche per periodi più lunghi di pochi giorni. Si sono messi a disposizione. Inoltre ho sentito gente che in questi anni non veniva più spesso nella propria seconda casa, e con questa situazione torneranno a farsi vedere. Il problema principale, secondo me, sarà quello di offrire anche un qualcosa a queste persone: dei servizi, prima di tutto. Bisogna pensare a quali attività proporre, speriamo di trovarci preparati. E speriamo anche che ritorni un valore per le stesse abitazioni: se ci sarà ricerca di seconde case, ne aumenteranno anche i prezzi. Insomma: come comune ci diamo da fare per cercare di offrire servizi. Ben vengano anche i bandi che ci possono aiutare, come quello del GAL Srl. Ci stiamo lavorando e porteremo a termine alcuni progetti di sentieristica e aree verdi».

Un po’ tutta la Valle Versa  è interessata a quella che si suppone essere la tendenza della prossima estate, in quanto a vacanze: la ricerca di spazi di tranquillità e bel vivere, dove sia più semplice mantenere il distanziamento sociale rispetto alla città, e sia ridotto il rischio di trovarsi costretti in assembramenti, o semplicemente in luoghi troppo affollati. concentriamoci, questa volta ancora, sul benedetto turismo. Ricerchiamo un po’ di speranza, Claudio Mangiarotti, sindaco  di Volpara, che su questo punto ha le idee chiare.

 «Alcune persone che avevano la seconda casa a Volpara sono già qui: essendo riuscite a “fuggire” per tempo, prima del blocco,  hanno potuto passare il loro tempo in collina. Gli altri proprietari che non sono già qui fanno un “pressing” continuo per poter venire. Comunque ho ricevuto chiamate anche da tanti che hanno una seconda casa e da tempo non ci venivano più.

Direi che è ritornato un interesse verso la collina dell’Oltrepò. Altre persone, che possiedono una seconda casa con il giardino, mi hanno chiamato per chiedere informazioni perché vorrebbero costruirsi la piscina - almeno in tre. Sono tutte situazioni che fanno pensare a un ritorno del turismo. Se vogliono investire ancora nella seconda casa, significa che hanno intenzione di tornarci. Per quanto riguarda nuovi arrivi, c’è chi ritorna nella seconda casa che ha già, magari quella che era dei propri genitori; poi c’è chi cerca invece qualcosa da zero, e uno dei requisiti fondamentali è la presenza di uno spazio verde, di un’area di sfogo».

Il presidente di Terre d'Oltrepò e La Versa, Andrea Giorgi ha consegnato nella mani di Alessandro Venturi, Presidente del Policlinico San Matteo di Pavia, l'assegno di 5mila euro frutto della donazione che la cantina ha voluto fare a favore dell'importante nosocomio pavese. La realtà vitivinicola ha voluto testimoniare la vicinanza alla dirigenza e al personale sanitario dell'ospedale che hanno degnamente affrontato l'emergenza Coronavirus dimostrando ancora una volta quanto il Policlinico San Matteo sia un'eccellenza a livello nazionale in ambito sanitario. La somma è il frutto della campagna sociale #allasalute indetta nel mese di marzo e aprile e di una donazione da parte dei dipendenti ed enologi della cantina.
"Ringraziamo il Policlinico San Matteo per quello che, ancora una volta, è riuscito a fare nell'ambito di questa grave emergenza sanitaria – ha detto il presidente Giorgi – Ha dimostrato di essere un faro in ambito medico e sanitario, è stato l'ospedale che più di tutti ha affrontato a testa bassa la pandemia aprendo strade importanti per la cura della malattia. Allo stesso tempo mi sento di ringraziare i nostri dipendenti che si sono privati di una parte della loro retribuzione per andare ad arricchire la donazione. Poi un grazie va ai nostri winelovers che, comprando nel periodo di lockdown sui canali on-line, aderendo alla campagna #allasalute, hanno contribuito al raggiungimento della cifra che oggi abbiamo donato al Policlinico".

Durante la prossima estate, secondo gli esperti, molti italiani rinunceranno a trascorrere le vacanze nei consueti luoghi di villeggiatura tipici della cultura di massa. La tendenza ad un turismo più “sostenibile” era già in atto da qualche anno; le conseguenze dell’epidemia Covid-19 potrebbero aver accelerato la transizione a soluzioni più “slow”. Ma non solo: la prossima sarà un’estate “italiana” per il popolo delle vacanze che, anche se dovesse mutare il quadro normativo, sembra essere poco propenso a spostarsi all’estero.

E poi c’è il “bonus vacanze” recentemente stanziato dal Governo: potrebbe rappresentare un ulteriore incentivo in questo senso. O almeno spingere i più a considerare le mete di casa nostra.

Anche se permangono forti perplessità in merito: come fa notare l’Associazione Italiana dei Dottori Commercialisti, l’80% di questo sconto dovrebbe essere effettuato dall’albergatore, il quale si vedrebbe restituito l’importo dallo Stato solo nel 2021. Ma quell’albergatore i suoi fornitori, i dipendenti e tutto il resto, dovrà pagarli subito. Non l’anno prossimo. Staremo a vedere: questa e altre misure, avendo il carattere dell’innovazione, vanno verificate sul campo. E ci sarà tempo per farlo. L’orizzonte della partita, del resto, non è breve: il Covid-19 non è affatto sconfitto, stiamo solo imparando a conviverci. E c’è da scommettere che una certa disposizione a mantenersi prudenti (e quindi, fra l’altro, ad evitare i luoghi molto affollati) rimarrà nella coscienza collettiva anche ben oltre i limiti temporali dell’attuale pandemia.

Cosa c’entra tutto questo con l’Oltrepò? C’entra tantissimo. Perché se le previsioni verranno confermate, i comuni collinari avranno, più di altre zone, la possibilità di essere protagonisti. Nel segno del turismo sostenibile, appunto. Dalla loro, in primo luogo, c’è la disponibilità di spazi ampi: mantenere le distanze interpersonali è tutto sommato semplice, imparagonabile alla condivisione degli spazi tipica della città ma anche dei luoghi di villeggiatura più blasonati. Poi, la vicinanza con le grandi aree urbane: su base regionale pensiamo naturalmente a Milano, ma anche a Pavia. I sondaggi dicono che le persone tenderanno a muoversi poco lontano e per brevi periodi.

A fare la parte del leone potrebbero essere le seconde case. Molte vengono vissute dai loro proprietari tutti gli anni, se non addirittura tutto l’anno. Altre, invece, giacciono abbandonate a loro stesse da tempo; sostituite, nelle gerarchie vacanziere, da altre soluzioni più esotiche. Eppure c’è chi parla di “effetto cocooning” per la prossima estate: abituati alla reclusione domestica, e spaventati dalle incognite della pandemia, in molti sarebbero orientati a ricercare la sicurezza di un proprio “bozzolo”, di un nido conosciuto e rassicurante: la seconda casa, appunto.

Certo, le incognite sono tante: l’Oltrepò sarebbe pronto a ricevere flussi turistici che non vede da decenni? A scanso di equivoci: non dobbiamo pensare nemmeno lontanamente a un’invasione di milanesi a luglio e agosto, anche se qualcuno ci spera. Però un maggiore afflusso di persone, rispetto agli ultimi anni, è già più di un’ipotesi: e ce lo confermano un po’ tutti i sindaci che abbiamo contattato per un parere sul tema.

Quello che bisogna organizzare, e alla svelta, sono i servizi e le infrastrutture. Senza questi, si rischia il fuoco di paglia. Delle strade, parliamo già fin troppo e da troppo. Della rete internet, invece, non ne parliamo affatto (a proposito: i lavori per portare la banda ultra-larga nei piccoli comuni è stata rimandata, per l’ennesima volta - molto male!). E poi, la possibilità di svolgere attività ludico-ricreative. Sentieri meravigliosi ce ne sono, per chi ama le passeggiate; ma andranno tirati a lucido e poi mantenuti nel pieno della loro fruibilità. Il che significa avere a disposizione addetti, anche stagionali, in grado di farlo. Anche le Pro Loco dovranno reinventarsi: sembra improbabile che possano organizzare le tradizionali fiere e sagre, almeno con le modalità note fino a ieri. Ma le tipicità gastronomiche e dell’artigianato locale non vanno in vacanza: occorrerà trovare il modo di valorizzarle; essendo anche in questo caso attenti a come la situazione si evolverà giorno per giorno.

Ecco allora che vi proponiamo la fotografia dello stato attuale, attraverso le parole di alcuni sindaci della fascia collinare. Sono ottimisti, i sindaci, circa la prossima stagione turistica. Lo sono perché, come tutti i sindaci dei piccoli centri, tengono il polso della situazione. E ci portano notizie interessanti. 

Stefano Riccardi, sindaco di Santa Maria della Versa: «Avremo davanti a noi un’occasione da sfruttare. Già in questi primi giorni di riapertura ho constatato la presenza di molti milanesi che sono venuti a passare alcuni giorni nelle loro seconde case. Si nota che la gente è attratta dalla collina e si sta interessando parecchio, forse anche incentivata dai pochissimi casi avuti nella nostra vallata. Dato il numero ancora elevato di contagi regionali penso che con molta probabilità difficilmente la Lombardia verrà totalmente aperta dopo il 3 giugno: in questo caso per il milanese l’Oltrepò potrebbe rivelarsi una concreta alternativa per le vacanze in regione.

Purtroppo la stagione estiva ne risentirà della mancanza degli eventi che ormai erano un appuntamento fisso per il nostro territorio, anche se bar, ristoranti ed agriturismi saranno aperti. Speriamo che questa spiacevole situazione da cui stiamo uscendo possa almeno generare un certo interesse per il nostro mercato immobiliare, che a sua volta aiuterebbe a migliorare il decoro dei nostri paesi».

In questi lunghi giorni di “coprifuoco” abbiamo sentito dire da amici e conoscenti, ma anche da giornalisti ed esperti, frasi come “sembra di essere in guerra” oppure “questa è una guerra contro un nemico invisibile”. Mettere sullo stesso piano un coprifuoco da guerra con questa quarantena da epidemia è forse un paragone un po’ troppo azzardato. Durante la guerra ai giovani veniva richiesto di lottare per difendere la loro patria dal nemico e dell’invasore, mettendo a repentaglio la loro stessa vita: in questa pandemia invece a loro viene richiesto di rimanere a casa, nella più totale sicurezza, per salvaguardare la loro salute e la vita dei loro cari. Forse l’unica analogia che accomuna queste due situazioni è il forte senso della paura. Abbiamo voluto intervistare “un giovane” stradellino che il prossimo 21 giugno si appresta a compiere un secolo di vita, Luigi Parisi, uno degli ultimi oltrepadani reduci del fronte russo iscritti alla Sezione UNIRR di Stradella-Oltrepò. Classe 1920, nel luglio 1942, a soli 22 anni appena compiuti, partì con il 3° Gruppo del 2° Reggimento Artiglieria di Corpo d’Armata verso il fronte orientale, per quella che sarà la “Campagna di Russia” (svoltasi tra il luglio 1941 e la primavera del 1943, quando iniziarono i primi rimpatri dei pochi superstiti). Rientrato in Italia ha vissuto le ultime fasi della guerra, l’8 settembre, la resistenza, la liberazione dal nazifascismo e la ricostruzione. Negli anni successivi ha partecipato come imprenditore al rilancio dell’economia locale in quello che sarà conosciuto come il “boom economico degli anni ’60”: una fase di rilancio che similmente oggi molti si aspettano terminato questo periodo di emergenza sanitaria.

Luigi, com’era la sua vita e com’era vivere sotto il fascismo, prima dello scoppio della guerra?

«Quando ero piccolo durante la scuola elementare come tutti i ragazzini della mia età ero un giovane “balilla”. Ogni tanto ci facevano marciare tutti insieme ed io segnavo il passo con un tamburino: qualche volta svolgevamo questa operazione in un campo all’aperto che io conoscevo come “campo degli anziani”. Si trovava appena fuori dal centro abitato di Stradella verso le colline. Bisognava iniziare a marciare con il piede destro ma non tutti i bambini partivano con il piede giusto, per cui spesso e volentieri si creava confusione ed i nostri istruttori si arrabbiavano. Diverse volte da bambino andavo con mio nonno a casa dei Codazzi, nostri cugini alla lontana, a Pieve Porto Morone. Facevano il formaggio, avevano un macello e conducevano una bottega di salumeria: era un ambiente molto stimolante per cui alla fine delle scuole elementari mi sono trasferito da loro per imparare il mestiere. Rimasi fino ai 17 anni ma poi ritornai a casa dai miei alle Piane, perché due giorni alla settimana dovevo andare a Stradella a fare il premilitare. In questi incontri ci facevano marciare e ci istruivano sulla vita militare, ma senza utilizzare armi o simili. Durante questo periodo lavoravo presso una salumeria a Stradella, tutt’ora esistente».

Penso che il sentimento che Lei ha provato durante la lettura della cartolina militare sia indimenticabile. Riesce a descrivercelo?

«Di fatto ero preparato alla chiamata, avevo diversi amici di qualche anno più grandi di me che mi raccontavano e con cui si discutevamo sulla vita di leva. Girava voce che andare a militare con la patente sarebbe stato un vantaggio per cui io ed alcuni amici, Scarani, Marchesi e Fellegara, decidemmo di prenderla. A quei tempi però la scuola guida più vicina era a Pavia e non aveva posto per noi quattro, per cui ci siamo accordati con l’istruttore che sarebbe venuto a Stradella di notte per impartirci le lezioni di guida. Abbiamo utilizzato una Balilla a tre marce. Quando è arrivata la cartolina quindi io avevo già la patente ed è per questo che mi hanno assegnato al Sergente Lori nel reparto dei trattoristi. Dopo opportuno addestramento la mia mansione era quella di “Trattorista del Pavesi P4” (trattore agricolo corrazzato ed utilizzato dal Regio Esercito come motrice d’artiglieria dal 1924 al 1945, n.d.r.). A militare non ho solo imparato a guidare questo mezzo, che non era cosa semplice, ma mi sono anche appassionato di meccanica: non eravamo dei semplici autisti, ma anche i meccanici del nostro mezzo».

Parliamo della sua esperienza al fronte: mi descriva la sua partenza e il viaggio verso la Russa

«Tutti ci aspettavamo prima o poi di partire per il fronte Russo, dato che già ad altri era capitato. Il tenente Maccaroni ci ha informato con largo anticipo che a luglio 1942 sarebbe partita la nostra tradotta per la Russia. Il sergente Lori, capo dei trattoristi, ha coordinato il caricamento degli autocarri e trattori sui vagoni. Il viaggio è durato 11 giorni ed io l’ho passato sul trattore così come i miei compagni Repetto e Crosetti. Ciascuno ha preparato delle coperte per dormire e scorte alimentari e, specialmente con Repetto, ci trovavamo per mangiare insieme e passare il tempo».

Oltre a Lei c’era qualche altro parente o conoscente sul fronte russo?

«Nessun parente e neanche conoscenti. Ricordo solo Orlandi Agostino, un soldato che ho conosciuto ad Acqui durante il servizio militare: faceva il porta ordini in moto ed era residente a Roncole (Montù Beccaria) dove aveva un negozio di biciclette. Agostino però non partì per la Russia».

Nella fase iniziale della spedizione, come si svolgeva la “giornata tipo”?

«Arrivati sul Don ci siamo accampati, abbiamo piazzato i cannoni ed iniziato a costruire i dormitori in previsione dei mesi freddi: erano ricavati scavando delle specie di “trincee” che poi venivano coperte con tronchi di alberi, fogliame, etc., quindi il lavoro non mancava. All’inizio io dormivo sul trattore mentre i serventi al pezzo (coloro che in artiglieria hanno il compito di azionare il meccanismo di sparo, ndr) nelle tende ma poi, quando è arrivato il freddo, ci siamo trasferiti nei dormitori. Siamo rimasti in posizione sul Don fino a metà dicembre circa quando è iniziata la ritirata».

Ha combattuto in prima linea?

«No, il mio gruppo non era in prima linea sul fronte: di fatto tutto non abbiamo sparato che pochi colpi, perché abbiamo praticamente ripiegato quasi subito in ritirata».

La ritirata dell’ARMIR scrive una delle pagine più sconvolgenti della storia dell’esercito italiano. Cosa ricorda di quei terribili giorni?

«La prima parte della ritirata l’ho fatta sul trattore, almeno fino a Voroscilovgrad: poco dopo sono rimasto senza benzina, che era praticamente impossibile da trovare, per cui l’ho parcheggiato a lato della strada e l’ho abbandonato. Insieme ai serventi al pezzo ci siamo inseriti nella colonna appiedata, il famoso “serpentone”, con la quale siamo arrivati ad Arbusov: qui siamo stati fortunati perché il posto, che poi sarebbe stato bombardato dai Russi, era già pieno di soldati e per questo noi ci siamo accampati in periferia. Il mio gruppo è riuscito così a salvarsi, ma sorte differente è capitata a quei poveri soldati che si trovavano in quella sacca. Nel lasciare Arbusov siamo stati costretti a dovere camminare in mezzo ad un tappeto di uomini morti e agonizzanti, ma non c’era tempo per fermarsi: è stato terribile. Immagini che ho ancora davanti agli occhi. Da lì a piedi ho raggiunto Cerkovo, dove ho saputo che a Dnepropetrovsk potevo prendere il treno per tornare in Italia. Sono arrivato a Dnipropetrovsk con diversi mezzi di fortuna: a piedi, in sella ad un mulo e strappando un passaggio a dei civili. In tutti quei giorni i civili russi non mi hanno mai rifiutato un pasto caldo ed un posto per dormire. Arrivato in città sono stato ospite di una carissima famiglia fino alla partenza per l’Italia. Durante il viaggio di ritorno ci siamo fermati circa 8 giorni per effettuare la cosiddetta “contumacia”, un periodo di disinfezione prima di proseguire il viaggio per l’Italia. Purtroppo, appena arrivato in patria mio padre è mancato».

Al momento dell’armistizio avrà provato sicuramente una forte emozione. Riesce a descrivercela?

«Al tempo ero in caserma e qualche giorno prima ero riuscito con qualche sotterfugio a farmi ricoverare per una “sospetta appendicite” nell’ospedale italiano: qui sono riuscito a contattare degli amici di Rivalta Bormida e una mattina, con il loro aiuto, sono scappato. A Rivalta poi ho preso il treno per tornare a casa, ma non è stato facile: le stazioni erano presidiate e ad ogni fermata salivano i militari a controllare i passeggeri: io allora scendevo per non farmi vedere, e poi risalivo appena prima che il treno partisse. Il periodo successivo, con altri “renitenti”, andavo a lavorare alla TODT a Parpanese. In teoria avremmo dovuto lavorare presidiati dai tedeschi ma di fatto non facevamo granché: era solo un modo per tenerci sotto controllo. Quando il numero di tedeschi ha iniziato a crescere rispetto ai lavoranti io e il mio amico Renzo abbiamo deciso che alla TODT non ci saremmo più tornati e ci siamo uniti ai partigiani capitanati da Bassanini a Santa Maria della Versa».

E nei giorni della liberazione?

«Ai tempi mi trovavo insieme ai partigiani capitanati da Bassanini. Le giornate passavano tenendoci in allenamento con corse, salti, ginnastica, mentre la notte facevamo gli appostamenti. Dopo la liberazione c’era tanta confusione in giro per Stradella ma appena ho potuto sono tornato dalla mia famiglia alle Piane».

Sicuramente Lei è ritornato diverso: è un’esperienza che l’ha segnata molto?

«Rispetto a molti altri che hanno vissuto la guerra al fronte io sono stato nelle retrovie, non ho mai combattuto in prima persona, ma ho visto la morte di molti dei miei compagni, commilitoni, amici e sconosciuti, immagini che ho fissato nella memoria e che non dimenticherò mai. Tante sono le persone che mi hanno aiutato e che non ho potuto ringraziare come avrei voluto: sarebbe stato bello avere avuto l’occasione di poterle rincontrare e ringraziarle nuovamente».

Il dopoguerra e il grande boom economico degli anni ’60: cosa ricorda di quegli anni?

«Era un Italia distrutta ma avevamo tanta voglia di lavorare e di ricostruire il Paese. Un giorno, dopo la fine della guerra, sono capitato a Piacenza nei pressi del campo RAR (residuati di guerra, n.d.r.). Lo spazio era pieno di mezzi dismessi della guerra appena finita. Guardando quell’immensi distesa di rottami mi è venuta voglia di prenderli per poterli fare rivivere. Così è nata l’idea di aprire una carrozzeria. Ho quindi reclutato alcuni amici che come me avevano la passione per la meccanica ed abbiamo fondato la “Carrozzauto”. Sono stati anni frenetici di duro lavoro, di debiti, ma anche di riscatto e grandi soddisfazioni».

Veniamo ad oggi: spesso sentiamo dire che ci sia un’analogia tra la guerra da Lei pienamente vissuta e l’attuale emergenza sanitaria. È capitato di imbattersi in paragoni del tipo “Questa è una guerra contro un nemico sconosciuto” oppure “Con il coprifuoco sembra di essere tornati in guerra”. Lei cosa ne pensa?

«La guerra che ho vissuto io è completamente diversa da quanto sta capitando in questi giorni. Dal mio punto di vista non si possono paragonare. Non ci sono analogie se non quella della grande paura».

Quale consiglio si sente di dare ai giovani d’oggi, alcuni anche indisciplinati (per fortuna pochissimi), che si lamentano di queste restrizioni?

«Si tratta di disposizioni temporanee a cui bisogna attenersi, da parte di tutti. Dovrebbero essere seguite sia da giovani che da anziani, per il bene dell’intera comunità e per il reciproco rispetto».

di Manuele Riccardi

 

La Provincia di Pavia informa che : "Senso unico alternato regolamentato da movieri (dalle ore 07:00 alle ore 09:00 e dalle ore 17:00 alle ore 19:00 dei giorni feriali) e da impianto semaforico (per il tempo restante) sulla SP 202 “delle Teste” nel tratto compreso tra le progr. Km 2+400 e Km 2+600 (viadotto di Broni in corrispondenza allo svincolo autostrada A21) in Comune di Broni, a decorrere dal 15/06/2020 fino al 18/10/2020 per poter procedere alle attività di ripristino dei cordoli laterali del viadotto da parte di SATAP Spa Autostrade A4 Torino-Milano e A21 Torino-Piacenza."

Ecco il testo dell'ordinanza : 

"IL DIRIGENTE DEL SETTORE LAVORI PUBBLICI, EDILIZIA, TRASPORTI Visto il D.L.vo 30/04/1992 n. 285 “Nuovo Codice della Strada” e s.m.i.; Richiamate le norme sulla Sicurezza dei cantieri e le norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavori di cui D.L..vo 09/04/2008 n. 81; Richiamate altresì le disposizioni per il segnalamento dei cantieri temporanei stradali di cui al D.M. 10/07/2002 e s.m.i.; Visto il Decreto del Presidente della Provincia di Pavia n. 109 del 12/04/2018; Richiamata l’istanza n. A21-3334/U inoltrata in data 28/05/2020 da SATAP Spa Autostrade A4 Torino-Milano e A21 Torino-Piacenza con sede a Torino (TO) in via Bonzanigo n. 22, qui pervenuta in data 29/0/2020 con PG 35309 ed intesa ad ottenere l’istituzione di senso unico alternato regolamentato da impianto semaforico sulla SP 202 “delle Teste” nel tratto compreso tra le progr. Km 2+400 e Km 2+600 (viadotto di Broni in corrispondenza allo svincolo autostrada A21) in Comune di Broni, a decorrere dal 15/06/2020 fino al 18/10/2020 compresi, per poter procedere alle attività di ripristino dei cordoli laterali del viadotto; Sentito il parere favorevole espresso in data 04/06/2020 dalla U.O. “Oltrepo 2” in merito all’emissione di apposita Ordinanza per l’istituzione di senso unico alternato regolamentato da movieri (dalle ore 07:00 alle ore 09:00 e dalle ore 17:00 alle ore 19:00 dei giorni feriali) e da impianto semaforico (per il tempo restante) sulla SP 202 “delle Teste” nel tratto compreso tra le progr. Km 2+400 e Km 2+600 (viadotto di Broni in corrispondenza allo svincolo autostrada A21) in Comune di Broni, a decorrere dal 15/06/2020 fino al 18/10/2020 compresi, per poter procedere alle summenzionate lavorazioni in condizioni di sicurezza; tanto premesso :

O R D I N A l’istituzione di senso unico alternato regolamentato da movieri (dalle ore 07:00 alle ore 09:00 e dalle ore 17:00 alle ore 19:00 dei giorni feriali) e da impianto semaforico (per il tempo OGGETTO: ORDINANZA PER ISITITUZIONE DI SENSO UNICO ALTERNATO REGOLAMENTATO DA MOVIERI E IMPIANTO SEMAFORICO SULLA SP 202 NEL TRATTO COMPRESO TRA LE PROGR. KM 2+400 E KM 2+600 (VIADOTTO DI BRONI IN CORRISPONDENZA ALLO SVINCOLO AUTOSTRADA A21) IN COMUNE DI BRONI, DAL 15/06/2020 SINO AL 18/10/2020 COMPRESI, PER ATTIVITÀ DI MANUTENZIONE DEL VIADOTTO. restante) sulla SP 202 “delle Teste” nel tratto compreso tra le progr. Km 2+400 e Km 2+600 (viadotto di Broni in corrispondenza allo svincolo autostrada A21) in Comune di Broni, a decorrere dal 15/06/2020 fino al 18/10/2020 compresi, per le ragioni espresse in narrativa. Copia del provvedimento dovrà essere recapitato a SATAP Spa, nonché portato a conoscenza degli Enti di rito, ed infine del Tecnico Stradale competente per Reparto nella persona del Sig. Massimo Papavero. La segnaletica di cantiere, verrà posta in opera e mantenuta a cure e spese di SATAP Spa, esecutrice delle opere, mettendo in atto tutte le procedure previste dalle vigenti normative in materia di cantieri mobili di lavoro, rimanendo con ciò, unico responsabile per danni a persone e/o cose derivanti dalla inadeguata segnaletica di cantiere. Dovranno essere rispettate rigorosamente le modalità ed i termini temporali indicati nella richiesta, la Provincia di Pavia si riserva di annullare la presente Ordinanza per sopravvenute superiori esigenze di interesse pubblico. Eventuali contrattempi sui lavori che comportino uno slittamento dei termini temporali della presente Ordinanza dovranno essere segnalati tramite nuova richiesta di proroga lavori da presentare a questa Provincia.

Al termine dei lavori, la ditta esecutrice degli stessi, dovrà verificare la percorribilità in sicurezza dei tratti in questione e quindi ripristinare tutti i criteri di sicurezza viabilistica. Il titolare dell’esecutività della stessa Ordinanza sarà SATAP Spa Autostrade A4 Torino-Milano e A21 Torino-Piacenza con sede a Torino (TO) in via Bonzanigo n. 22."

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

 

 
  1. Primo piano
  2. Popolari