Sabato, 14 Dicembre 2019

Venerdì 13 dicembre, si è tenuta, presso un noto ristorante di Stradella, la tradizionale Festa degli Auguri organizzata dal Lions Club Stradella Broni Montalino in occasione della consueta ricorrenza di Santa Lucia. Anche per l’edizione 2019, le socie organizzatrici hanno saputo creare un evento molto partecipato, ricco di emozioni ed atmosfera, una serata di vera festa, volta allo scambio dei migliori auguri tra tutti gli amici presenti, socie ed invitati,  in vista delle imminenti festività natalizie. La serata ha previsto un programma ricco di momenti conviviali di matrice rigorosamente solidaristica, in linea con gli scopi lionistici del Club. Al fine di fare in modo che questo possa essere un Natale davvero “per tutti”, nel corso della manifestazione sono stati raccolti generi alimentari a lunga conservazione (pasta, riso, olio, latte, omogeneizzati…), generosamente donati dagli ospiti presenti in favore del centro caritativo parrocchiale “Il pane quotidiano” di Stradella.

Toccanti le parole della responsabile della associazione caritativa, Marisa Guarnaschelli, cui sono stati consegnati i beni di prima necessità durante la serata stessa “Ringrazio tutti gli ospiti e le socie del Lions Club Stradella Broni Montalino per aver donato questi generi alimentari di prima necessità alla nostra associazione. Noi operiamo attraverso la Parrocchia in diversi comuni della zona a partire da Stradella ma aiutando famiglie anche di Portalbera, Arena Po e altre zone limitrofe. Grazie a questa serata possiamo dire che Santa Lucia è arrivata anche nelle case dei più bisognosi donando un po’ di serenità”

Inoltre, al termine della cena si è tenuta la tradizionale lotteria benefica, organizzata grazie alle consuete generose donazioni di ricchi premi offerti dalle socie e da numerosissimi esercizi commerciali della zona.L’intero ricavato verrà devoluto dal Club Stradella Broni Montalino per l’acquisto di altri generi alimentari in favore dell’associazione caritativa  “Il Pane di Sant’Antonio” di Broni, nonché al fine di realizzare service benefici ritenuti meritevoli nelle zone di Stradella Broni e Portalbera. Nello specifico, con riferimento a quest’ultimo comune, il ricavato concorrerà, insieme ad altre iniziative per la raccolta fondi organizzate dal Club nel corrente anno,   alla ricostruzione di una parte della zona esterna della scuola elementare di Portalbera.

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Al via un progetto che vuole affrontare le sfide ambientali che il Pianeta mette di fronte al mondo della viticoltura. Parte con questa filosofia un piano di lavoro che vedrà coinvolti i soci di Terre d'Oltrepò. In queste settimane i vertici del gruppo, insieme alla parte tecnica costituita da agronomi ed enologi, stanno contattando i soci del colosso vitivinicolo per lanciare un progetto che troverà fondamento nel corso della prossima stagione agricola.
"Negli ultimi anni  - spiega Nicola Parisi, agronomo di Terre d'Oltrepò - stiamo assistendo agli effetti dei cambiamenti climatici che rappresentano una realtà accertata dal mondo scientifico che sta influenzando, talvolta anche favorevolmente, l'attività viticola e le caratteristiche delle nostre produzioni. In particolare i cambiamenti climatici impongono un adattamento delle tecniche colturali del vigneto per far fronte alla ridotta disponibilità idrica, agli eccessi di esposizione termica e luminosa dei grappoli, alla rimodulazione della maturazione e dell' epoca di raccolta". In questo contesto si sviluppa il progetto che ha l'obiettivo di rispondere a questi cambiamenti garantendo la sostenibilità economica dell'attività dei viticoltori.
"Terre d'Oltrepò – spiega il presidente, Andrea Giorgi - intende sviluppare progetti di studio, sperimentazione e dimostrazione adottando strategie, approcci di gestione e pratiche agronomiche tesi ad individuare le soluzioni più idonee, capaci di rispondere alle sfide ambientali ed a mitigare gli effetti dei mutamenti del clima, conservando gli abituali elevati standard qualitativi delle proprie produzioni vitivinicole ed assicurando la sostenibilità economica della nostra attività". Per formalizzare al meglio l'operatività in questo ambito la cantina oltrepadana ha chiesto la collaborazione dei propri viticoltori.
"In questi giorni Terre d'Oltrepò – aggiunge l'agronomo Parisi - ha somministrato un questionario ai propri associati per raccogliere informazioni preliminari rispetto alle tecniche di gestione del suolo e della vigneto. Da qui partiremo per definire nel dettaglio il progetto. E' attiva, a questo proposito, una collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (la sede di Piacenza), in particolare il Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili (DI.PRO.VE.S.); con l'Università degli Studi di Pavia, grazie agli accordi con il Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente ed, infine, con  'Università degli Studi di Milano".

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Negli ultimi anni sta notevolmente aumentano l’attenzione del nostro territorio verso il turismo straniero, e viceversa. Nonostante l’Oltrepò sia ancora molto lontano dal traguardo, molti stranieri hanno creduto e investito per far si che il nostro territorio possa essere conosciuto al di fuori del contesto locale. Sarah e Federico, lei libera professionista olandese “migrata” in Italia per amore da più di vent’anni, lui manager di Milano, sono i titolari del bed & breakfast “Bacialupo”, situato in Montecalvo Versiggia. Hanno iniziato la loro attività nel 2015, ottenendo ottimi riscontri. Sarà Sarah a raccontarci la sua storia…

Sarah, come mai avete deciso di trasferirvi in Oltrepò?

«è stato l’Oltrepò a venire da noi, in quanto non lo conoscevamo. L’abbiamo scoperto alcuni anni fa, in modo indiretto. Ci recammo da un nostro amico in Valtidone, zona molto gettonata dal milanese, e ci innamorammo subito della campagna. Volevamo trovare un luogo sul piacentino dove poter passare i weekend lontano dalla città, ma tutte le ricerche andarono a vuoto. Dopo quasi cinque anni di tentativi, periodo nel quale abbiamo anche fatto due figli, abbiamo scoperto l’Oltrepò quasi per caso, senza avere la lontana intenzione di aprire un B&B, in quanto entrambi avevamo già il nostro lavoro a Milano. Un giorno una signora, proprietaria di una casa che stavamo trattando, alla nostra domanda “Ma che chiesa è quella che si vede da qui?” ci rispose “Ah, ma quella è in Oltrepò”. Questa risposta ci incuriosì e nei giorni successivi iniziammo a girare anche questa “terra sconosciuta” e ci entusiasmò la Valversa, in quanto una zona di collina non troppo distante da Milano e adatta alle nostre esigenze. Fu in questa fase che iniziammo a maturare l’idea di non limitarci solamente ad una seconda casa, ma di aprire anche un B&B. Nel 2013 trovammo questa abitazione a Montecalvo e la acquistammo a scatola chiusa, dato che dell’Oltrepò conoscevamo veramente poco. Va anche ricordato che a spingerci ad aprire il B&B e a darci l’idea di sfruttare il “canale olandese” ci fu suggerito da Nick e Stef, due olandesi che gestiscono da diversi anni il B&B “I due padroni”, sempre qui a Montecalvo: loro sono stati i veri pionieri di questa attività, che gestiscono da più di dieci anni».

Ora che avevate una casa di campagna mancava solo di fare il passo e diventare B&B…

«Certo, questo era diventato il nostro sogno. Ma a Milano avevamo sia il lavoro che i bambini a scuola e questo risultava difficile. La società per cui lavoravo era in grossa difficoltà ed un giorno ottenni una proposta di liquidazione che non potevo rifiutare. Questo fu il fattore scatenante che diede il via alla nuova attività. Nostra figlia più grande, Sophie, doveva poi iniziare le elementari. Nel 2015 decidemmo così di trasferirci nella casa di Montecalvo per prova, dandoci un tempo di due anni, iscrivendo le nostre figlie alla scuola di Santa Maria della Versa. Sempre nello stesso anno iniziammo anche l’attività di B&B. Abbiamo iniziato con due sole camere, per poi arrivare alle attuali quattro».

Che tipo di servizi offrite ai vostri ospiti?

«Noi inizialmente non sapevamo nulla dell’Oltrepò e di ospitalità. Partimmo con l’idea di utilizzare il B&B per poter richiamare olandesi in Oltrepò, perché sapevamo che come me avrebbero apprezzato questo territorio. Ma non ci immaginavamo un riscontro così forte. Questo dimostra ancora una volta che le cose belle vengono di più apprezzate dagli stranieri che da chi ci vive. Tendenzialmente l’olandese conosce bene la Toscana, le Marche, la Puglia e le grandi città d’arte. Di base non conosce l’Oltrepò, ma il fatto che si trovi a circa un’ora da Milano, in un punto strategico per visitare le città, con un territorio molto simile alla Toscana incuriosisce molto il turista straniero. Noi quando andiamo in Olanda per le fiere del settore per prima cosa vendiamo l’Oltrepò, poi il Bacialupo. Loro sono interessati al territorio e quando arrivano da noi hanno già le idee ben chiare su quello che cercano: dove fare le passeggiate? Dove Mangiare? Cosa visitare? Dove affittare le bici? Noi non vendiamo nulla, non siamo tour operator, ma quando vengono da noi hanno già la riposta a tutte le loro domande. Qualche mese fa un giornale olandese ha pubblicato un articolo su di noi e su altre realtà oltre padane che come noi avevano fatto rete contribuendo ad ospitare il giornalista per circa una settimana, organizzando tante visite necessaria a descrivere al meglio le bellezze dell’Oltrepò. Il risultato è stato un bellissimo articolo di circa quattro pagine dal titolo “La Toscana del Nord”. Da lì c’è stato un vero boom di turisti stranieri , che nel nostro caso ci hanno impegnati per tutta la stagione».

Collaborate con altre strutture o attività locali?

«Certo, e noi spingiamo per cooperare con altre attività di ospitalità o enoturistiche. Per esempio collaboriamo con un’attività qui vicina che durante l’anno celebra parecchi matrimoni di stranieri e noi ospitiamo alcuni invitati che non trovano spazio presso la struttura».

La vostra attività è scelta soprattutto da turisti stranieri o anche da italiani?

«Nell’alta stagione possiamo dire che sono solo stranieri, tra cui soprattutto olandesi, tedeschi, belgi, francesi e svizzeri».

Il turista straniero cosa si aspetta di trovare in Oltrepò?

«Lo straniero che arriva in Oltrepò sa già cosa visitare e dove andare. Apprezza tantissimo la tranquillità e la pace. Per il turista straniero il fatto che l’Oltrepò sia sconosciuto è solamente un vantaggio, in quanto sa che non troverà la ressa che può trovare in Toscana o in altre zone più gettonate. Molti arrivano in aereo e si muovono con l’auto noleggio. Abbiamo notato che per loro non è un problema fare molta strada in auto per raggiungere Cremona, Genova o Torino, in quanto sono comunque posti nuovi per loro».

Pensate che l’Oltrepò sia all’altezza delle aspettative del turista straniero?

«Per noi è stata una piacevole scoperta sia per il paesaggio che per i vini, ma abbiamo notato parecchia soddisfazione anche dai nostri clienti».

Da quando avete aperto la vostra attività avete notato qualche miglioramento nell’approccio turistico del territorio oppure è rimasto invariato?

«Generalmente sta migliorando. Sentiamo molte persone che si lamentano, ma vediamo che ci sono parecchi giovani che hanno voglia di fare con spirito d’iniziativa. C’è ancora molto da fare, ma noi non abbiamo fretta. Nel nostro piccolo abbiamo avuto una forte crescita e non vediamo per quale motivo non debbano averla anche gli altri. Noi siamo contenti quando sentiamo che qualcuno apre un nuovo B&B, perché significa che abbiamo preso la giusta decisione».

Cosa si dovrebbe fare per migliorare l’ospitalità in Oltrepò?

«La nostra è una zona bellissima, con percorsi stradali che si affacciano su panorami mozzafiato. Ma la situazione delle strade è veramente pessima. Si rischia di perdere il cicloturismo, che è importantissimo per noi. Bisogna inoltre ancora sviluppare un buon piano di comunicazione territoriale, partendo dai social e da portali dedicati».

  di Manuele Riccardi

Una delle caratteristiche dell’Oltrepò è quella di essere un territorio molto frammentato. Non solo a livello ideologico, ma soprattutto amministrativo: 145mila abitanti distribuiti in modo disomogeneo in 76 comuni, per una media di circa 1800 abitanti ciascuno. Media che però non riflette la realtà, in quanto molti di questi comuni sono di dimensioni ridotte, con popolazione inferiore a 300 abitanti. Volpara, con i suoi 129 abitanti, è un paese che appartiene a questa realtà. Dal maggio scorso ha un nuovo sindaco, Claudio Mangiarotti, 32 anni, imprenditore agricolo. E’ al primo mandato come sindaco del suo paese, ma è un nome conosciuto dalla politica locale.

Mangiarotti, Lei ha 32 anni, ma si occupa di politica da molto tempo…

«è vero, la politica mi ha sempre interessato. Fin da ragazzino, dai 14 anni se non ricordo male: allo sport preferivo i comizi e gli appuntamenti politici. A 16 anni ho preso la prima tessera di Alleanza Nazionale e, dopo lo scioglimento di quest’ultimo nel 2009, ho seguito il percorso politico nel PDL. In quell’anno impiegai la quota che avrei potuto investire per le vacanze estive per iscrivermi alla Fondazione Alleanza Nazionale. Nel dicembre 2012 ho convintamente aderito al nascente partito di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia e, nel marzo successivo, sono stato candidato alla Camera dei deputati alle elezioni politiche. Da allora è continuato il mio impegno politico con Fratelli d’Italia ,di cui dal novembre 2017 sono coordinatore provinciale. Prima di diventare sindaco di Volpara ero stato eletto consigliere comunale nel vicino comune di San Damiano al Colle, nella lista dell’attuale sindaco, e amico, Cesare Vercesi».

Per quale motivo ha deciso di candidarsi sindaco del suo paese?

«Sono sincero, non ci avevo pensato: sono stati alcuni miei concittadini a chiedermelo. Ci ho riflettuto alcuni giorni ed ho accettato. Mi piace la politica e mi piace una politica di servizio. Oggi si parla molto di volontariato e, giustamente, se ne parla sempre in modo positivo. Quando si parla di politica, invece, lo si fa sempre più spesso con un’accezione negativa. Fare politica per il territorio, cercando di andare incontro alle problematiche ed alle necessità dei cittadini, credo sia la prima forma di volontariato. è con questo spirito che ho accettato di candidarmi, per l’amore verso  Volpara, paese dove da sempre vivo e lavoro».

Quali sono state le principali difficoltà incontrate nei primi mesi d’amministrazione?

«Penso che a questa domanda qualunque amministratore di un piccolo comune darebbe questa risposta: “la scarsità di risorse”. Purtroppo questa problematica limita davvero le scelte amministrative e ci porta a dover dare spiacevoli no a richieste legittime di nostri concittadini. Questo credo sia il lato brutto dell’essere amministratore oggi:  di fronte a segnalazioni fondate e suggerimenti si è impossibilitati a concretizzarli per assenza di risorse da investire».

Che tipo di collaborazione ha Volpara con i comuni vicini?

«Volpara da anni fa parte di un Unione di Comuni dell’Alta Valle Versa, insieme a Golferenzo e Montecalvo Versiggia. Se non vado errato si tratta di una delle prime unioni costituite, se non la seconda della Lombardia. è in scadenza a fine anno ci stiamo attivando per rinnovarla».

Qualche anno fa l’ex sindaco di Santa Maria della Versa aveva avanzato la proposta di fusione con i comuni di Volpara, Montecalvo e Golferenzo. Il suo sembrava essere l’unico comune favorevole a seguire questa strada. Qual è la sua opinione a riguardo?

«Amo il mio paese: non nascondo di essere campanilista ed inevitabilmente una fusione porterebbe Volpara a diventare una frazione, con una conseguente perdita di autonomia e di identità. D’altro lato bisogna anche riconoscere che il mio paese ha una popolazione in costante decremento. “Piccolo è bello… ma costa”, quindi bisogna ricordarsi che l’Unione fa la forza. Bisogna mettere tutto su una bilancia. Sarà una riflessione che saremo chiamati a fare in corso di mandato, calcolando attentamente se un sacrificio possa portare ai nostri concittadini un vantaggio dal punto di vista dei servizi e del risparmio economico. Personalmente non vedo positiva la fusione, che era stata proposta, tra i comuni della nostra Unione con Santa Maria della Versa. Il nascente comune conterebbe meno di 3500 abitanti lontano dai 5000 che il progetto fusioni auspicava e soprattutto guardando il trend con una popolazione in costante calo. Sarei più propenso ad una fusione di tutta la Valle Versa con Stradella. Nascerebbe una città con oltre 15.000 residenti che guarderebbe con visione globale i problemi di tutta la vallata. Se va fatto un sacrificio va fatto fino in fondo. è l’unico progetto di fusione che sposerei subito».

Negli ultimi mesi l’argomento “strade dissestate”  è sulla bocca di tutti, dagli amministratori ai semplici utenti: a Volpara avete lavori in programma?

«Il tema delle infrastrutture è fondamentale. Purtroppo il problema delle strade dissestate è un forte limite per l’economia locale e l’incremento turistico. Devo ammettere che appena insediato ho ricevuto la visita del Presidente della Provincia Vittorio Poma, il quale ha promesso un interessamento per la sistemazione delle strade della Valle Versa».

Cambiando argomento, lei è anche imprenditore agricolo. Volpara è famosa per il Moscato: com’è andata la produzione quest’anno?

«Purtroppo il territorio di Volpara ha subito in quest’annata una pesante perdita di produzione causata dalla grandine. Abbiamo contato 6 grandinate in pochi mesi. La fascia alta del Comune, dove ha sede tra le altre la mia azienda, ha subito un danno elevatissimo, con coltivazioni totalmente distrutte. La fascia bassa è stata limitatamente colpita. In complesso sicuramente non è un’annata abbondante, ma la qualità è elevata».

E per quanto riguarda i prezzi?

«Il problema dei prezzi non riguarda solo Volpara ma è comune a tutto l’Oltrepò. Ed è un problema serio che sta mettendo in ginocchio le aziende. Per anni in Oltrepò abbiamo sbagliato puntando alla quantità a discapito della qualità. Oggi per fortuna si sta andando verso un’inversione di rotta: molte aziende stanno puntando alla selezione per ottenere prodotti di punta già in vigna. Ma, come ogni legge di mercato, la qualità andrebbe remunerata…A tal proposito sono un po’ critico con le associazioni di categoria che non vedo attive nel lanciare in modo evidente un grido di allarme verso questo problema».

Ogni anno, durante la vendemmia scatta sempre “l’allerta stranieri”, in quanto la carenza di manodopera causa una vera e propria invasione di stagionali dall’est Europa. A Volpara com’è la situazione?

«Rispetto ad alcuni anni fa la situazione è molto rientrata. Sinceramente non si è mai verificato però un problema concreto a Volpara. Qui da noi arriva solamente il personale richiesto dalle aziende, le quali assumono regolarmente gli operai e li ospitano temporaneamente nelle abitazioni messe a disposizione delle aziende stesse».

Cosa pensa della situazione agricola in Valversa?

«è necessaria una convinta inversione di rotta. Dobbiamo puntare su una produzione di qualità, con l’impegno di tutti. La valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche, se abbinata ad una giusta offerta turistica, potrebbe risollevare la nostra Valle».

Concludendo, che progetti ha per il futuro di Volpara?

«Cercherò  di valorizzare le eccellenze, partendo dal Moscato. Potenziare l’offerta turistica per far conoscere Volpara, il suo territorio  ed i suoi paesaggi. Le infrastrutture efficienti sono però fondamentali per raggiungere l’obbiettivo…».

 di Manuele Riccardi

Week-end di polvere e sole quello svoltosi in terra marchigiana , dove si è svolto il rally balcone delle Marce prima gara del Campionato Raceday dove ha visto un numeroso elenco partenti in ogni categoria , in particolare nella classe R2 dove erano presenti ventitre partecipanti . Tra questi piloti era presente anche il giovane oltrepadano Davide Nicelli in coppia con Mattioda sempre a bordo della loro 208R2 del Team By Bianchi che l'hanno portata al 3° posto di R2 , gara test per loro in vista dell'importante impegno tricolore il Tuscan Rewind di fine stagione dove si giocheranno il Trofeo Peugeot . " E' stato un fine settimana molto positivo – dichiara Nicelli-  noi abbiamo impostato la gara per trovare il giusto feeling con la terra dopo un anno che non ci correvo e perchè avevamo bisogno di chilometri visto che per me era solo la quarta gara su sterrato, senza guardare più di tanto la classifica. Sono riuscito a trovare subito una buona competitività sinceramente inaspettata visti gli avversare con cui ci scontravamo tanti molto più esperti di noi su terra, però siamo riusciti a giocarcela sempre con i migliori e questo è importante grazie anche alla macchina che il Team mi ha dato semplicemente perfetta in tutto. Portare a casa un ottimo risultato è importante più che altro per il morale dopo un 2Valli negativo che ci dà la consapevolezza che al Tuscan sarà una gara durissima, ma che abbiamo le carte in regola per poter dire la nostra fino all'ultimo . Sicuramente se dobbiamo migliorarci e crescere su asfalto sulla terra abbiamo ancora tantissimo da imparare  quindi bisogna continuare a lavorare duro per arrivare a competere con i migliori giovani terraioli che ci sono al momento . Ora dovrò prepararmi in ogni minimo dettaglio fisicamente, mentalmente e lavorare al meglio insieme al mio navigatore e al mio team  per farci trovare super pronti per l'ultimo e decisivo appuntamento di fine novembre al Tuscan Rewind”

Tanti piloti, sia a livello di assoluta ma anche trofeisti, ancora in situazioni di classifica molto aperte, quindi proprio il Tuscan Rewind, ultimo round di questa stagione, vedrà sicuramente una lotta dal primo all'ultimo metro sulle bellissime prove sterrate toscane da parte di diversi piloti che si giocheranno la vittoria finale del Trofeo Peugeot 208 . Un trofeo ancora tutto da decidere dove sarà presente  Davide Nicelli che sarà obbligato a disputare  una gara perfetta visto che al momento è terzo in classifica a cinque punti dal leader Griso e a quattro da Guglielmini.

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