Domenica, 20 Ottobre 2019

"Signor Direttore, negli ultimi anni ho notato quanto stia peggiorando la situazione di degrado legata all’abbandono di rifiuti lungo il ciglio delle strade, nei campi, nei boschi e in altri luoghi pubblici e privati. Sicuramente la responsabilità è di gente incivile e priva di scrupoli, ma quello che spesso mi domando è cosa facciano le istituzioni per contrastare questo fenomeno. Ho provato ad interpellare sia la Provincia, sia i Comuni di alcuni luoghi che fanno parte delle mie abituali frequentazioni e le risposte che ho ricevuto sono state talvolta spiazzanti. Posso capire che sia molto difficile cogliere sul fatto i malandrini, che i fondi disponibili per questo tipo di attività siano pochi e che l’uso delle telecamere sia spesso complicato o inconciliabile con le leggi relative alla tutela della privacy, ma rimango piuttosto perplessa quando si parla di competenza nella raccolta dei rifiuti. Se un sacco enorme di spazzatura, un materasso, una televisione o qualsiasi altro oggetto vengono gettati in un campo, perché dovrebbe essere compito del proprietario del campo ripulire e smaltire i rifiuti? A me sembra quantomeno bizzarro, ma purtroppo è quanto mi è stato riferito dall’ufficio tecnico di un Comune della Valle Versa, che non cito per discrezione. Lo scopo di questa mia lettera è quello di sensibilizzare sia le persone sia le istituzioni relativamente a un problema a mio avviso importante e delicato; vedere cumuli di spazzatura accanto a un campo coltivato pensando che i prodotti di questo campo finiranno sulla tavola dei consumatori è piuttosto sconfortante, senza contare l’impatto visivo decisamente agghiacciante. Lettera Firmata Stradella" foto di repertorio

 

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La patata, nome scientifico Solanum tuberosum, è il tubero di una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle solanacee, di cui fanno parte anche le melanzane, i peperoni ed i pomodori. È un prodotto di stagione a settembre in quanto, in tutto l’Oltrepò, le patate vengono raccolte nel mese di agosto e, tra la fine di questo mese e settembre, si tengono le varie sagre della patata ad Oriolo e a Brallo di Pregola dove ha ricevuto la denominazione De.co. In alta valle Staffora c’è tradizionalmente una notevole produzione di patate molto pregiate per le caratteristiche pedoclimatiche della zona. Il clima e un’altitudine compresa fra 400 e 1600 metri sul livello del mare garantiscono un’escursione termica diurna ideale per questo tubero. Originaria dell’America, la pianta giunse in Europa nel XVI secolo e si diffuse, diventando uno dei vegetali più coltivati. Oggi ne esistono più di 2000 varietà suddivise in due grandi gruppi, ovvero quelle a pasta bianca, farinose e adatte alla preparazione di purè e gnocchi, e quelle a pasta gialla (comprendenti anche le famose patate viola), più compatte, e quindi adatte a varie preparazioni di cucina. Il suo contenuto proteico è modesto, è ricca di vitamine del gruppo B, vitamina C e sali minerali come rame, ferro, cromo e magnesio, mentre il carotene, contenuto in discreta quantità, ne determina, a seconda della sua minore o maggiore presenza, la colorazione gialla più o meno intensa. Una regola da ricordare assolutamente quando si parla di patate è quella di non mangiarle mai crude. Questo perché nelle patate è contenuta in piccola parte la solanina, un alcaloide tossico presente anche nelle melenzane, che però può essere ridotto di oltre il 50% tramite il processo di cottura. A tal proposito è utile conservare i tuberi in locali non illuminati, eliminando periodicamente i germogli che tendono a formarsi in superficie: è proprio lì che si concentra la presenza di solanina. Facilmente digeribili ed assimilabili, le patate sono infine prive di glutine e colesterolo. Sono costituite al 77% di acqua, contengono buone dosi di carboidrati complessi, favoriscono l’aumento della serotonina cerebrale (e quindi migliorano l’umore) e sono in grado di neutralizzare i succhi gastrici. Non a caso sono spesso raccomandate a coloro che soffrono di ulcere gastriche e bruciori di stomaco. Utilizzeremo le patate gialle della valle Staffora per la ricetta di questo mese in abbinamento ai funghi porcini di cui sono ricchi i nostri boschi e prepareremo un piatto molto gustoso, economico e di grande effetto. MILLEFOGLIE DI PATATE E FUNGHI PORCINI Ingredienti per 2 persone (2 millefoglie): 2 patate a pasta gialla della valle Staffora di media grandezza 20 g di funghi porcini secchi 50 g di caciotta di Casanova Staffora 1 rametto di maggiorana olio extravergine d’oliva sale e pepe Come si prepara: Per prima cosa mettiamo a bagno in una ciotola i funghi porcini secchi. Sbucciamo le patate e le tagliamo a fettine molto sottili utilizzando una mandolina. Portiamo ad ebollizione un tegamino d’acqua, aggiungiamo un cucchiaino di sale grosso e sbollentiamo le fettine di patata per circa 2 minuti. Scoliamo le fettine utilizzando una schiumarola e le mettiamo a raffreddare su di un piatto. Mettiamo due cucchiai d’olio extravergine d’oliva in una padella, scoliamo i funghi e li rosoliamo per qualche minuto aggiungendo qualche fogliolina di maggiorana. Siamo ora pronti per preparare la nostra millefoglie. Scaldiamo il forno a 200°C. Utilizziamo una placca ben unta con olio d’oliva e , aiutandoci con un coppa pasta grande facciamo un primo strato di patate, mettiamo un po’ di funghi e una fettina sottile di caciotta, copriamo con altre fette di patata, ancora funghi e formaggio e continuiamo così fino a formare 4 strati, terminando con le patate. Mettiamo in cima 2 fettine di funghi e un cubetto di formaggio. Prepariamo allo stesso modo la seconda millefoglie, irroriamo con l’olio e inforniamo per circa 20 minuti. Estraiamo le nostre millefoglie fragranti e dorate e le adagiamo sul piatto, guarnendo con un rametto di maggiorana. Buon appetito! di Gabriella Draghi

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