Lunedì, 06 Luglio 2020
 
Giovedì, 25 Giugno 2020

L'enologo Riccardo Cotarella è arrivato sulle colline dell'Oltrepò Pavese per fare il punto sul Progetto Qualità 2020. Ad accompagnarlo in campagna c'era la professionale squadra di enologi di Terre d'Oltrepò e la Versa ed il presidente della cantina, Andrea Giorgi. Ha visitato i vigneti di alcuni soci della cantina cooperativistica nella zona di Santa Maria della Versa e nella valle Scuropasso. Un sopralluogo resosi necessario per fare il punto della situazione sull'evoluzione dell'uva e del vigneto.
"L'Oltrepò è un grande territorio che produce uva di qualità – ha detto l'enologo Cotarella, consulente della cantina oltrepadana – come dimostra questa ennesima visita in campo che ci ha permesso di constatare dal vivo come stanno lavorando in modo corretto e consapevole i soci in merito al Progetto Qualità. Anche quest'anno siamo sulla strada giusta. Punteremo essenzialmente sul Pinot Nero che già oggi sta riscontrando parecchi consensi dalla critica e sul Riesling Renano. Ovviamente non trascureremo i vini principali di questo territorio in quanto rappresentano la tradizione dell'Oltrepò". La visita è continuata in cantina a Casteggio con la degustazione di alcuni campioni in lavorazione.
"Quest'anno – spiega il presidente Terre d'Oltrepò/La Versa, Andrea Giorgi - il Progetto Qualità si concentrerà su meno tipologie di uve. Questo per evitare, come nella scorsa stagione vitivinicola, di scongiurare la produzione di uve che, non raggiungendo gli standard che ci eravamo prefissati insieme all'enologo Riccardo Cotarella e al nostro staff, non sono state trasformate. E' innegabile e imprescindibile che la componente umana nel nostro lavoro è fondamentale. Lo vado a ribadire tutte le volte. Sono i soci con il loro agire che fanno, o no, il successo della cantina, con persone poco serie e furbi non faremo mai strada. Basta che ognuno faccia il proprio dovere e inviti "il vicino di casa" a fare altrettanto. Così la nostra cantina farà sempre di più la differenza in quanto siamo convinti che anche una grande cantina cooperativistica può e deve fare assolutamente qualità".

 

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Consegnati buoni spesa per 56.650 euro a un totale di 367 nuclei familiari in difficoltà: è il bilancio finale degli interventi realizzati con i contributi messi a disposizione dal Governo, operazione che, come molte altre iniziative attuate a Broni dall'inizio dell'allarme sanitario, ha visto in primissima linea il mondo dell'associazionismo locale. La distribuzione a domicilio dei buoni, completata nelle scorse settimane, è stata infatti effettuata dai volontari del progetto "Non sei solo", che ha coinvolto Protezione Civile, Alpini, Auser e Consulta Giovani. Un piccolo esercito composto da circa 140 persone, accomunate dalla disponibilità ad aiutare il prossimo in un momento di grande incertezza generale. «A loro va tutta la mia gratitudine – è il commento del sindaco Antonio Riviezzi - e credo in questo di farmi interprete del sentimento dell'intera comunità. Ricordo che, oltre a occuparsi dei buoni spesa, i nostri volontari hanno anche curato altri servizi di grande importanza, ad esempio la consegna di generi di prima necessità e di farmaci, senza i quali la prima fase dell'emergenza sarebbe stata certamente meno agevole per una parte non trascurabile della popolazione. Personalmente sono orgoglioso di amministrare una realtà – aggiunge - in cui solidarietà e impegno civile non sono concetti astratti, ma aspetti tangibili della vita pubblica».

Esaurite le risorse erogate dal governo, tuttavia, la macchina dell'altruismo continua a viaggiare a pieni giri. A questo proposito, prosegue la distribuzione di aiuti alimentari a cura dell'associazione caritativa parrocchiale "Il Pane di Sant'Antonio". Inoltre la giunta comunale ha da poco approvato le linee guida del "Fondo di solidarietà", programma di intervento (reso possibile dalle libere donazioni dei cittadini) a sostegno delle famiglie in condizioni di bisogno. Può accedervi chi ha ridotto l'orario di lavoro, è stato licenziato o ha cessato l'attività a seguito dell'emergenza Covid-19, oppure chi si trova ad affrontare spese impreviste per sé o per un proprio familiare, purché non già percettore di altre tipologie di aiuto (come il reddito o la pensione di cittadinanza). Pari a 300 euro il contributo previsto per ogni famiglia, somma che a fronte di situazioni di particolare fragilità può essere portata a 500 euro. Massima priorità, nell'erogazione dei sussidi, è accordata alle donne vittime di violenza, a chi deve sostenere costi legati a interventi di natura sanitaria e ai nuclei familiari con disabili o figli minori che necessitano di prodotti per la prima infanzia. «Gli aiuti – spiega il vicesindaco Cristina Varesi – saranno assegnati sulla base di progetti definiti con l'assistente sociale. Vogliamo aiutare le famiglie ad affrontare situazioni di necessità contingente, con particolare riferimento a quei casi in cui non sono previste altre forme di sostegno pubblico. Questo grazie alla generosità dei tanti cittadini che hanno contribuito a creare il Fondo di solidarietà, per un importo attualmente disponibile pari a circa 15mila euro». 

 

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Lunghe code davanti all’Ufficio Postale di Torricella Verzate, aperto al pubblico solamente tre giorni la settimana. A partire da marzo e a causa emergenza sanitaria l’Ufficio ha ridimensionato il servizio limitando l’accesso al pubblico al lunedì, mercoledì e venerdì provocando inevitabilmente, soprattutto nei giorni di pagamento delle pensioni o di scadenza di bollette, lunghe code. Il sindaco Marco Sensale, sottolinea come in un Comune piccolo come Torricella dove la maggior parte della popolazione è sopra i settant’anni, con poca dimestichezza con i pagamenti e le operazioni on line e con difficoltà a spostarsi in altri uffici, questo sia un disservizio inaccettabile. Il sindaco, chiesti i chiarimenti alla direzione di Poste Italiane ha ricevuto come risposta che il servizio è comunque garantito e hanno assicurato che si tornerà ad un orario pieno, quando non è dato sapersi.

Stretto accordo di collaborazione tra il Comune di Varzi e l’Associazione Sostenitori Ospedale di Varzi Onlus presieduta da Marisa Bravi, che prevede la gestione in via temporanea da parte dell'Associazione dell’Ufficio di Promozione Turistica. I volontari dell’Associazione si sono resi disponibili per sopperire alla mancanza di organico del Comune per il quale sarebbe impensabile gestire autonomamente l’Ufficio, in questo modo l’Info Point sarà aperto al pubblico il sabato e la domenica presso la struttura comunale Casa dei Servizi “Giovanni Azzaretti”. «La forza del territorio sono le associazioni di volontariato – dichiara il sindaco di Varzi Giovanni Palli – anche in questo caso la risposta è stata eccezionale».

Il “caso” dell’Università dei Sapori di Broni prosegue. Dopo l’esposto alla Corte dei Conti presentato dalla minoranza consiliare, le parole che arrivano dall’Università dei Sapori di Perugia, che ha preso in gestione la struttura, non rassicurano sui timori che la convenzione sottoscritta possa concludersi, lasciando sulle spalle del Comune di Broni un mutuo annuale di 122 mila euro, che si concluderà nel 2030.

Entro 15 giorni l’assemblea consortile dell’università dei Sapori di Perugia si riunirà per decidere se continuare nel progetto di scuola di alta cucina, per cui è stata sottoscritta la convenzione, oppure abbandonare. Il responsabile dell’area sviluppo del consorzio dell’Università dei Sapori di Perugia, Maurizio Beccafichi, non nasconde che una delle ipotesi è proprio quella di uscire dalla convenzione stipulata con il Comune di Broni nel 2015 e che ricordiamo consente l’uso gratuito della struttura per i primi 6 anni, sottolineando che la scelta sarebbe solamente di tipo finanziario e a chi sostiene che il progetto della scuola di alta cucina è stato un fallimento, Beccafichi conferma che il non decollo è dovuto essenzialmente all’assenza nella struttura di Cassino di un impianto di riscaldamento e di condizionamento i cui costi per la realizzazione si aggirano intorno ai 70/80 mila euro e sarebbero a carico della proprietà, nel caso specifico del Comune di Broni.

Due le ipotesi: se l’Università dei Sapori di Perugia uscirà dalla Convenzione al Comune resterà la struttura e un mutuo di 122 mila euro l’anno e la speranza di trovare un altro gestore, se invece  proseguirà nel progetto di scuola di alta cucina, il Comune dovrà comunque provvedere all’adeguamento degli impianti di riscaldamento e condizionamento, in questo modo si potrà ripartire nella primavera del 2021.

Tanti se e tanti ma, nel frattempo la minoranza di Broni con Giusy Vinzoni, Luigi Catena e Cesare Ercole rinnovano l’invito al sindaco a relazionare in Consiglio sul “caso” Università dei Sapori e anche sull’attività svolta sino ad ora dall’Enoteca Regionale la cui realizzazione è stata resa possibile grazie a fondi finanziati da Regione Lombardia.

 
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