Lunedì, 06 Luglio 2020
 
Mercoledì, 10 Giugno 2020

Cambio di guardia all’interno dell’associazione La Strada dei Vini e dei Sapori dell’Oltrepò, eletto presidente l’avvocato casteggiano Giorgio Allegrini  che va a sostituire il presidente uscente, Roberto Lechiancole, vice presidente Francesca Panizzari, sindaco di Canneto Pavese.

Numerosi i rappresentanti delle istituzioni locali all’interno del nuovo consiglio di amministrazione: Lorenzo Vigo, sindaco di Casteggio, Giovanni Palli, sindaco di Varzi e presidente della Comunità Montana, Antonio Riviezzi sindaco di Broni, Amedeo Quaroni sindaco di Montù Beccaria, Claudio Scabini sindaco di Golferenzo, Sara Zambianchi consigliere comunale con delega all’agricoltura del Comune di Pietra de’ Giorgi.

Siederanno in consiglio anche Filippo Arsi dell’Enoteca Regionale di Cassino Po, Giorgio Matto, patron delle Terme di Rivanazzano, Simone Bevilacqua di Tenuta Quvestra e Teresio Nardi presidente di Slow Food.  L’associazione, il cui obiettivo è quello della valorizzazione e promozione dei prodotti enogastronomici tipici e di qualità attraverso dei veri e propri itinerari del gusto, ha modificato ed ampliato il proprio statuto, tra i punti di rinnovamento l'estensione dell'area di competenza, non più solo vitivinicola ma ampliata ai reali confini geografici dell'Oltrepò Pavese.

Un po’ tutta la Valle Staffora è interessata a quella che si suppone essere la tendenza della prossima estate, in quanto a vacanze: la ricerca di spazi di tranquillità e bel vivere, dove sia più semplice mantenere il distanziamento sociale rispetto alla città, e sia ridotto il rischio di trovarsi costretti in assembramenti, o semplicemente in luoghi troppo affollati. concentriamoci, questa volta ancora, sul benedetto turismo. Ricerchiamo un po’ di speranza, Andrea Gandolfi, sindaco di Santa Margherita di Staffora , che su questo punto ha le idee chiare.

«Al momento la gente non si è ancora mossa, ha ancora timore. Bisogna vedere come andrà l’aspetto epidemiologico. Mi pare di capire sia tutto un po’ fermo. Nonostante il nostro comune abbia moltissime potenzialità, le case disponibili sono comunque poche, perché occupate da persone che vengono già di solito tutti gli anni. Poi dipende anche da paese a paese e da frazione a frazione. Pian del Poggio è formata soprattutto da seconde case; tante possono essere sfitte, quindi ci può essere una maggiore potenzialità. Negli altri paesi le seconde case, per la maggior parte, sono abitate più o meno tutto l’anno. Quello sicuramente che le dico è che se la tendenza sarà quella che sembra, penso che anche le poche case sfitte che abbiamo verranno riempite. E penso quindi soprattutto a Pian del Poggio; anche se negli ultimi tempi ho visto già un buon ritorno, rispetto per esempio a 7/8 anni fa».

"Egregio Direttore, le scrivo per condividere la mia esperienza da pendolare sulla tratta Voghera-Milano all’epoca del Covid19. L’altra mattina, come milioni di persone da lunedì tornate al lavoro, mi sono recata alla stazione ferroviaria di Voghera con largo anticipo vista l’incognita dovuta alla ridotta capienza dei treni. Giungo in una stazione pressoché. Anche la biglietteria è chiusa. Salgo al binario e attendo, con pochi irriducibili del treno, l’arrivo del regionale delle 6:56, destinazione Milano. Il treno arriva con qualche minuto di ritardo, ma come tutti i pendolari sanno, sono fisiologici e visto il momento c’è solo da rallegrarsi che il treno arrivi e si possa salire.

Salgo sul treno senza difficoltà il vagone è di fatto vuoto, tuttavia dei posti contrassegnati da lasciare liberi nemmeno l’ombra, a questo si ovvia tranquillamente con una buona dose di buon senso, quello che davvero amareggia è constatare in che condizioni di pulizia è arrivato il treno in questione, altro che guanti e mascherina per salire, consiglio di viaggiare con una tuta ermetica. Non ci si può nemmeno aggrappare alla giustificazione che è colpa degli incivili e maleducati che usano il treno, visto il drastico calo degli utenti. Che fine ha fatto la sanificazione dei treni? Se già erano insopportabili i disservizi e le condizioni in cui si viaggiava in pre-emergenza, oggi è inaccettabile e deplorevole viaggiare su treni luridi. Peraltro la maggior parte delle persone che utilizza il trasporto pubblico, non lo fa per sfizio, molti ne farebbero volentieri a meno, ma è una necessità perché non hanno alternative per raggiungere il luogo di lavoro.

Indiscutibile che la consapevolezza e la responsabilità individuale sono imprescindibili per l’esistenza di tutti ma ancor più l’attuazione degli strumenti e delle azioni a garanzia dei pendolari.

Carlo Gazzaniga Voghera"

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*immagine di repertorio 

In questo periodo di quarantena, molte persone si sono dilettate in cucina, a volte riscoprendo anche con piacere alcune ricette del passato o comunque della tradizione del proprio territorio. E così, in Oltrepò Pavese è successo che un’affermata giornalista e scrittrice, Cinzia Montagna, abbia deciso di fondare addirittura un gruppo su Facebook dal nome “La Schita dell’Oltrepò Pavese”, per riportare in auge la famosissima “schita”.

Come è nata l’idea di fare questo gruppo?

«è proprio nato per caso, dopo che un mese fa avevo inserito sul mio profilo Facebook la foto di una schita che avevo preparato. Subito sono intervenute varie persone sul tema della schita, allora ho pensato di aprire un gruppo, che è uno spazio più libero e duttile di un profilo personale».

Qual è l’obiettivo?

«è quello di condividere la ricetta cucinata, ma anche gli abbinamenti gastronomici e di vini adatti alla schita dell’Oltrepò Pavese. Sono già emersi tanti aspetti interessanti relativamente al nome e al modo di prepararla, tutti spunti su cui le persone si confrontano e ciascuno porta la propria esperienza. è interessante notare come esistano sinonimi di “schita” in luoghi distanti pochi chilometri e come qualcuno la frigga in olio più abbondante e pertanto risulti una frittella più croccante e chi invece la faccia cuocere in poco olio, con un risultato più simile a una focaccetta  sottile e morbida. Gli ingredienti di base sono gli stessi: farina, acqua e un pizzico di sale. Tutti sono concordi sul fatto che originariamente si usava come condimento lo strutto, che qualcuno indica come “vont” e qualcuno come “vonc”. Tutte queste declinazioni mi sembrano molto stimolanti per definire, insieme, e in base a ricerche documentarie, quando sarà possibile svolgerle, una sorta di disciplinare della schita dell’Oltrepò Pavese, con le sue varianti e la sua identità».

Perché proprio la schita e non un altro prodotto tipico dell’Oltrepò?

«La schita è un prodotto molto semplice da realizzare, espressione della cultura rurale e popolare. I suoi ingredienti si trovavano facilmente, come si trovano ancora oggi, in tutte le cucine. A differenza dal pane, che richiede il lievito e modalità di cotture più complesse, è veloce e anche appetitosa, sia nel sua versione naturale sia nella sua versione dolce, cosparsa di zucchero dopo la cottura. La schita accompagnava il contadino in campagna, spesso per la merenda di metà mattina. Ricordo che il lavoro nei campi e nelle vigne iniziava all’alba, per cui la merenda di metà mattina era utile per una breve pausa di ristoro. Spesso era accompagnata da ciò che si coltivava e cresceva nel vigneto, magari l’aglio. L’abbinamento con salumi è più recente. La schita con lo zucchero è stata la merenda pomeridiana di noi tutti da bambini, una vera leccornia».

è passato un mese dalla nascita del gruppo social: quali sono i primi riscontri?

«Attualmente gli iscritti sono oltre 1300, i post con foto di schite sono tantissimi e devo dire che tutti i componenti del gruppo hanno dimostrato di saperla preparare bene, anche chi ha dichiarato di essere alla prima ‘prova – schita’. Sono molto interessanti i confronti che nascono sulle diverse modalità di preparazione, così come gli abbinamenti proposti. In pratica, tutto un mondo insospettato ruota intorno alla schita!».

è sicuramente un gruppo che ha tenuto compagnia durante la permanenza forzata in casa...

«Questo è stato forse l’aspetto più importante. Mi verrebbe da dire che la schita è stata un po’ una  bacchetta magica e una  macchina del tempo. Ha aperto una finestra su un panorama diverso dall’emergenza e dalla costrizione in casa, ha evocato momenti passati in cui avevamo certezze, così distanti dall’incertezza che stavamo vivendo. Ognuno di noi ha il ricordo di una schita buonissima, la situazione in cui l’abbiamo conosciuta era buona: gli affetti, la famiglia, la serenità. Il gruppo ci ha fatto e ci fa sentire comunità, anche se non ci conosciamo di persona. Mi auguro che questo senso di comunità, così spontaneo, resti, perché si è creato nel suo modo più naturale, tramite la condivisione di un sentire diffuso».

Quale post tra quelli di questo primo mese ricorda in modo particolare?

«Ce ne sarebbero tantissimi, dalle videoricette di Loretta Ravazzoli e di Gloria Gariboldi alle magnifiche schite di Franco Bacci e Amedeo Quaroni, al supporto nella diffusione del gruppo che hanno fornito Carlo Serra, Mariagrazia Liberali, autrice fra l’altro della foto di copertina, Stefano Denicolai e Alice Gorini e ancora gli interventi di un bravissimo giornalista che è Attilio Barbieri, ma soprattutto mi hanno colpito alcuni post dove si percepisce l’affetto verso i genitori e i nonni che preparavano la schita e questi sono stati veramente tanti, alcuni davvero commoventi nella loro sincera dimensione umana».

Gli iscritti sono solo dell’Oltrepò o anche di altri luoghi?

«Abbiamo iscritti dal Piemonte, dalla Toscana, dal Lazio, dall’Emilia, dalle Marche, ma anche dalla Svizzera, dalla Germania e dall’Inghilterra, tutti a fare schite da un mese a questa parte e a raccontare le loro tradizioni, poiché l’uso di farina e acqua per ottenere focaccette o frittelle dolci o salate è diffuso in tutta Italia. Molte persone che si trovano all’estero sono originarie dell’Oltrepò: il gruppo le ha riportate idealmente a casa e non soltanto in teoria perché, non dimentichiamolo, la schita si mangia e cucinarla significa percorrere un cammino nella memoria, verso casa».

Progetti per il futuro?

«Mi auguro che fra non molto tempo sia possibile organizzare iniziative dedicate alla schita e sono certa che le idee nel gruppo non mancheranno per deciderle insieme e finalmente trovarci di persona. Gustando la schita dell’Oltrepò Pavese, ovviamente».

di Elisa Ajelli

*foto-immagine di repertorio 

La Provincia di Pavia informa che : "Senso unico alternato regolamentato da movieri (dalle ore 07:00 alle ore 09:00 e dalle ore 17:00 alle ore 19:00 dei giorni feriali) e da impianto semaforico (per il tempo restante) sulla SP 202 “delle Teste” nel tratto compreso tra le progr. Km 2+400 e Km 2+600 (viadotto di Broni in corrispondenza allo svincolo autostrada A21) in Comune di Broni, a decorrere dal 15/06/2020 fino al 18/10/2020 per poter procedere alle attività di ripristino dei cordoli laterali del viadotto da parte di SATAP Spa Autostrade A4 Torino-Milano e A21 Torino-Piacenza."

Ecco il testo dell'ordinanza : 

"IL DIRIGENTE DEL SETTORE LAVORI PUBBLICI, EDILIZIA, TRASPORTI Visto il D.L.vo 30/04/1992 n. 285 “Nuovo Codice della Strada” e s.m.i.; Richiamate le norme sulla Sicurezza dei cantieri e le norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavori di cui D.L..vo 09/04/2008 n. 81; Richiamate altresì le disposizioni per il segnalamento dei cantieri temporanei stradali di cui al D.M. 10/07/2002 e s.m.i.; Visto il Decreto del Presidente della Provincia di Pavia n. 109 del 12/04/2018; Richiamata l’istanza n. A21-3334/U inoltrata in data 28/05/2020 da SATAP Spa Autostrade A4 Torino-Milano e A21 Torino-Piacenza con sede a Torino (TO) in via Bonzanigo n. 22, qui pervenuta in data 29/0/2020 con PG 35309 ed intesa ad ottenere l’istituzione di senso unico alternato regolamentato da impianto semaforico sulla SP 202 “delle Teste” nel tratto compreso tra le progr. Km 2+400 e Km 2+600 (viadotto di Broni in corrispondenza allo svincolo autostrada A21) in Comune di Broni, a decorrere dal 15/06/2020 fino al 18/10/2020 compresi, per poter procedere alle attività di ripristino dei cordoli laterali del viadotto; Sentito il parere favorevole espresso in data 04/06/2020 dalla U.O. “Oltrepo 2” in merito all’emissione di apposita Ordinanza per l’istituzione di senso unico alternato regolamentato da movieri (dalle ore 07:00 alle ore 09:00 e dalle ore 17:00 alle ore 19:00 dei giorni feriali) e da impianto semaforico (per il tempo restante) sulla SP 202 “delle Teste” nel tratto compreso tra le progr. Km 2+400 e Km 2+600 (viadotto di Broni in corrispondenza allo svincolo autostrada A21) in Comune di Broni, a decorrere dal 15/06/2020 fino al 18/10/2020 compresi, per poter procedere alle summenzionate lavorazioni in condizioni di sicurezza; tanto premesso :

O R D I N A l’istituzione di senso unico alternato regolamentato da movieri (dalle ore 07:00 alle ore 09:00 e dalle ore 17:00 alle ore 19:00 dei giorni feriali) e da impianto semaforico (per il tempo OGGETTO: ORDINANZA PER ISITITUZIONE DI SENSO UNICO ALTERNATO REGOLAMENTATO DA MOVIERI E IMPIANTO SEMAFORICO SULLA SP 202 NEL TRATTO COMPRESO TRA LE PROGR. KM 2+400 E KM 2+600 (VIADOTTO DI BRONI IN CORRISPONDENZA ALLO SVINCOLO AUTOSTRADA A21) IN COMUNE DI BRONI, DAL 15/06/2020 SINO AL 18/10/2020 COMPRESI, PER ATTIVITÀ DI MANUTENZIONE DEL VIADOTTO. restante) sulla SP 202 “delle Teste” nel tratto compreso tra le progr. Km 2+400 e Km 2+600 (viadotto di Broni in corrispondenza allo svincolo autostrada A21) in Comune di Broni, a decorrere dal 15/06/2020 fino al 18/10/2020 compresi, per le ragioni espresse in narrativa. Copia del provvedimento dovrà essere recapitato a SATAP Spa, nonché portato a conoscenza degli Enti di rito, ed infine del Tecnico Stradale competente per Reparto nella persona del Sig. Massimo Papavero. La segnaletica di cantiere, verrà posta in opera e mantenuta a cure e spese di SATAP Spa, esecutrice delle opere, mettendo in atto tutte le procedure previste dalle vigenti normative in materia di cantieri mobili di lavoro, rimanendo con ciò, unico responsabile per danni a persone e/o cose derivanti dalla inadeguata segnaletica di cantiere. Dovranno essere rispettate rigorosamente le modalità ed i termini temporali indicati nella richiesta, la Provincia di Pavia si riserva di annullare la presente Ordinanza per sopravvenute superiori esigenze di interesse pubblico. Eventuali contrattempi sui lavori che comportino uno slittamento dei termini temporali della presente Ordinanza dovranno essere segnalati tramite nuova richiesta di proroga lavori da presentare a questa Provincia.

Al termine dei lavori, la ditta esecutrice degli stessi, dovrà verificare la percorribilità in sicurezza dei tratti in questione e quindi ripristinare tutti i criteri di sicurezza viabilistica. Il titolare dell’esecutività della stessa Ordinanza sarà SATAP Spa Autostrade A4 Torino-Milano e A21 Torino-Piacenza con sede a Torino (TO) in via Bonzanigo n. 22."

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