Martedì, 26 Maggio 2020
Venerdì, 22 Maggio 2020

Quando penso alla parola eclettico, riferita all’Oltrepò, mi salta subito alla mente un nome: Gabriele “Lele” Baiardi. Pochi personaggi oltrepadani riescono a trasmettermi la stessa infaticabile energia creativa e quasi demiurgica, di Lele. Eclettismo non significa tuttologia, ma versatilità. “Lele” Baiardi non sa fare tutto e non riuscirà a fare tutto  in modo sempre e comunque eccellente, ma possiede una mente eclettica, curiosa e sempre assetata di nuovi stimoli. È di queste ore che Lele Baiardi ha scritto il suo primo romanzo. Tu sei "il mio Migliore" (You are "my the Best").  

“Un'eterna storia d'amore, d'amicizia e di morte. Due vite parallele tra due continenti. Due palcoscenici: Milano e Los Angeles. L'epopea dell'incontro di molte anime, delle quali una condannata, un'altra in metamorfosi.
Il gioco del caso e del tempo contro la morte, che ineluttabile verrà ma... vincerà solo la prima battaglia: il tempo, alla fine, taglierà per primo il traguardo. 1985-.... fino al traguardo”

Lo trovate in formato digitale ai seguenti links:

https://www.mondadoristore.it/Tu-sei-il-mio-Migliore-You…/…/

https://www.ibs.it/tu-sei-mio-migliore-you-…/e/9788831671767

https://www.kobo.com/…/tu-sei-il-mio-migliore-you-are-my-th…

https://www.youcanprint.it/…/tu-sei-il-mio-migliore-you-are…

A breve uscirà anche il formato cartaceo.

Il merciaio è una di quelle professioni ormai scomparse, sostituite dalla tecnologia e dagli usi e costumi delle persone, radicalmente cambiati nel corso dell’ultimo secolo. Un tempo era uno di quei mestieri  che facevano guadagnare le famose “mille lire al mese”. Uno dei merciai oltrepadano per eccellenza era Giulê si chiamava o meglio tutti chiamavano così, Angelo Gatti da Voghera. In tempi molto lontani si aggirava per la valle Ardivestra e per la valle Staffora con un carretto trainato da un cavallo. Aveva successivamente sostituito il mezzo di locomozione con una bella bicicletta nera ‘Amerio’ con due grosse scatole di legno: l’una fissata sul parafango posteriore e bloccata alla larga sella, l’altra su quello anteriore con ganci metallici al manubrio del mezzo.

I due contenitori non erano piccoli ma ciò che riuscivano a contenere aveva dell’incredibile. “Il magazzino posteriore” era completamente riservato alla merce da vendere mentre quello anteriore era in parte riservato alla merce da cedere ed in parte a quella che il commerciante acquisiva in pagamento, in genere uova di gallina od anatra che molti usavano come merce di scambio. In realtà non era un vero e proprio baratto, che avrebbe semplificato di molto i conti a menti non propriamente aduse a tale esercizio, era una doppia valutazione prima delle uova e poi dei bottoni che si arenava nel quantificare il conguaglio e la direzione dello stesso. Due volte al mese, generalmente lo stesso giorno, ma il cattivo tempo o le strade potevano altrimenti disporre, Giulê partendo da Voghera, risaliva ora la Val Coppa ora la Valle Ardivestra, ora la Val Nizza o la Val Staffora. Per meglio dire i paesi o paesini che si affacciano su queste valli. Giungeva con la fiammante bicicletta alle porte del paese, prima rallentava la già ridotta corsa e quindi si fermava in un cortile. Da questa e dalle altre case sbucavano donne intente alle faccende domestiche senza che il commerciante richiamasse in alcun modo la loro attenzione se non con la sua presenza. Chi cercava bottoni per giacche o camicie, chi un particolare fermaglio dorato smarrito durante l’ultimo ballo, chi passamaneria, altre aghi corti o lunghi, altre ancora filo di seta, di lana o di lino, chi cercava lacci, stringhe, elastici o fettucce colorate.

Qualsiasi prodotto venisse richiesto il venditore o lo possedeva o si impegnava a consegnarlo la volta successiva. Trattava contemporaneamente con tre, quattro donne alla volta ammagliandole con la calma dell’esperto imbonitore e con la sicurezza dei prodotti che proponeva. Quando il pagamento avveniva come ricordato in natura o, per meglio dire, con le uova, iniziava un teatrino tra il commerciante e la contadina a cui partecipava spesso qualche vicina, al fine di complicare la già intricata matassa. Prima si valutavano le uova non trovandosi d’accordo sul prezzo, quindi la merce acquistata dalla donna giudicata eccessivamente cara dalla stessa supportata dalle vicine, e da ultimo, si stabiliva il conguaglio in danaro, non trovando l’accordo su chi dovesse sborsarlo.

L’accordo arrivava spesso per sfinimento delle parti con il vecchio Giulê che se non risultava vincitore, sicuramente non era il perdente. In questa fase gli uomini si tenevano prudentemente lontano dalla contesa e solo quando vedevano rarefarsi e quindi sciogliersi il crocchio delle allegre comari, si avvicinavano all’uomo salutandolo e chiedendogli ora una forbice, ora una piccola tosatrice per capelli da usarsi sul cranio prezioso del pargoletto di casa. Il parrucchiere era un lusso che pochi adulti e in specialissime occasioni potevano permettersi; normalmente gli adulti e sempre i più piccoli o venivano brutalmente tosati da un sarto che, a tempo perso, esercitava anche l’attività di tagliatore di capelli (al cinquanta per cento circa, perché metà li tagliava e metà li strappava letteralmente, attribuendone la colpa alla macchinetta-tosatrice ) oppure provvedeva direttamente il capofamiglia ponendo sul capo del malcapitato una scodella rovesciata e tagliando i capelli che sporgevano dalla stessa: il taglio veniva appunto detto “dlä scûdëla “. Gli uomini confabulavano piacevolmente con l’ambulante chiedendo a volte notizie diverse dalla sua attività, quali il prezzo del bestiame o dei foraggi sul mercato di Voghera o la qualità del vino e del salame nelle diverse valli che Lui attraversava. A tappe successive il merciaio serviva i diversi raggruppamenti di case del paese quindi risaliva in bicicletta e raggiungeva il paese limitrofo oppure tornava a casa se la giornata stava chiudendosi. Altro merciaio conosciuto in valle Ardivestra, era Giulio Del Buono, meglio noto come il Toscano. Abitava a Fortunago con la moglie e, di buon mattino, da lì partiva puntando un paese vicino: le due cassette poste sul parafango posteriore e sul manubrio della bicicletta, contenevano oltre che filati ed affini, sapone, liscivia, qualche maglietta e qualche intimo femminile che preparava la moglie: la raccomandazione del Toscano alla sua Signora, era che fossero rifinite con l’elastico con stampato un uccellino. Ciò dava modo al buon uomo, per altro di costumi molto morigerati, di decantare la propria merce invitando le donne a comprare le mutande con…l’uccellino. Da nonna Ernestina passava non solo per proporre la sua merce, ma anche per acquistare la robiola di latte vaccino, magari barattandola con qualche pezzo di buon sapone marsiglia.

di Giuliano Cereghini 

In provincia di Pavia aumentano i casi di contagio, oggi sono 46 , ieri erano stati 23, aumenta anche il numero dei tamponi, ne sono stati effettuati 19.029.

Sono 130 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia. In totale i morti salgono così a 32.616. Giovedì l'aumento era stato di 156 vittime. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Sono 59.322 i malati di coronavirus in Italia, 1.638 meno di giovedì, quando il calo era stato di 1.792. Sono 228.658 i contagiati totali, 652 più di ieri. Di questi, 86.384 sono in Lombardia, che ne fa registrare 293 più di ieri. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. Ieri l'incremento nazionale era stato di 642.

Sono 595 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 45 meno di ieri. Di questi, 207 sono in Lombardia, 19 meno di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 8.957, con un calo di 312 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 49.770, con un calo di 1.281 rispetto a ieri. Sono saliti a 136.720 i guariti e i dimessi per il coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 2.160. Giovedì l'aumento era stato di 2.278.

Con 19028 tamponi eseguiti in Lombardia, in un giorno ci sono stati 293 nuovi positivi al Coronavirus. L'assessore al Welfare Giulio Gallera lo ha detto in diretta Facebook. A questo punto, dunque, il Covid ha contagiato 86.384 persone. Sono in diminuzione il numero dei ricoverati in terapia intensiva di poco superiori ai 200, ovvero 207, 19 in meno, e lo stesso i ricoverati negli altri reparti 4028, 91 meno di ieri. I decessi sono stati 57, con un totale arrivato a 15.784.

Dopo la Sindaca di Pinarolo Po che ha chiuso un bar dinanzi al quale si affollavano troppe persone arriva la notizia che la Prefettura di Pavia sta correndo ai ripari disponendo maggiori controlli di concerto con le Forze dell'Ordine. "Evidentemente per qualcuno l'aperitivo e la movida  - scrive Codacons Pavia - sono le uniche ragioni della propria esistenza. E per giunta non si riesce a stare senza creare capannelli. Così si torna tutti quanti dentro casa al bel "tepore" estivo. Chi ripagherà allora del gesto sconsiderato di queste persone? Crediamo allora che servano più controlli e sanzioni affinchè anche gli "oltranzisti" dell'aperitivo capiscano finalmente come ci si deve comportare! "

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"Tornano in piazza le Mascherine tricolori. Da Nord a Sud in decine di città italiane, migliaia di italiani saranno in strada per manifestare contro il governo Conte - scrive una nota stampa del Movimento Mascherine Tricolori -  e le misure assolutamente insufficienti e tardive messe in campo per far fronte ad una crisi economica e sociale senza precedenti. "Siamo cittadini, commercianti, imprenditori, lavoratori, genitori. Siamo il popolo e non possiamo più stare in silenzio. Dopo quasi tre mesi dall'inizio del lockdown ci sono milioni di persone che ancora non hanno visto un euro: cassa integrazione che non arriva, bonus in ritardo, finanziamenti che le banche non erogano e soldi a fondo perduto per ora solo sulla carta".

Nel nuovo Dpcm si "concede" la possibilità di manifestare in forma statica e rispettando le norme anti assembramento. Per questo le Mascherine tricolori si daranno appuntamento domani a Voghera in Piazza Duomo, angolo via Cavour, dalle ore 15, dove è prevista la presenza di decine di italiani arrabbiati e determinati nel far sentire la propria voce. Tra questi molti rappresentanti delle categorie dei settori più in difficoltà come baristi, ristoratori, agenzie di viaggio, edili, negozianti, commercianti e ambulanti.

"Qui non si vedono rilanci ma solo ritardi. Questo governo deve andare a casa e la parola deve tornare al popolo. Siamo stufi di ascoltare false promesse, 'potenze di fuoco' che restano solo sulla carta. Per questo vogliamo essere un megafono per tutti gli italiani che si riconoscono nel tricolore, a prescindere dall'appartenenza politica. Le Mascherine tricolori sono un movimento apartitico, composto da quegli italiani che non accettano di abbassare la testa, di rimanere a guardare mentre la nostra nazione viene distrutta, di rimanere in silenzio di fronte alla catastrofe economica che stiamo vivendo - conclude la nota stampa - ai milioni di disoccupati che da qui a breve si troveranno senza un futuro. E' il momento di agire".

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