Martedì, 26 Maggio 2020
Giovedì, 21 Maggio 2020

Il Presidente del Consiglio Comunale di Voghera , Nicola Affronti, ricorda la “Sensia”, la storica manifestazione di Voghera.  “Stasera avremmo inaugurato la nostra Sensia 2020 – scrive Nicola Affronti - ma questo maledetto CoVid - che tanti lutti ha portato alla nostra città - ci ha costretto sin dal mese di marzo a rimandarla. Oggi penso che sarebbe stato un giorno di festa per la nostra Voghera, invece siamo qui a cercare di ripartire tutti insieme per tornare a vivere. Mi raccomando, ci vuole ancora prudenza, purtroppo il CoVid non ci ha abbandonato e quindi dobbiamo usare tutte le precauzioni per tutelare noi stessi e gli altri, evitando che la curva risalga”

La città di Voghera come da lunga tradizione, ogni anno ha organizzato fieramente la propria festa patronale. Il nucleo centrale composto dagli stand e da un luna-park si trova all’interno dell’ex Caserma di Cavalleria, adibito per l’occasione a grande spazio espositivo, per poi estendersi a macchia d’olio per le vie limitrofe del centro con centinaia di bancarelle ed esibizioni di vario genere.

La Fiera dell’Ascensione di Voghera è la manifestazione più antica della Lombardia ed è riconosciuta come fiera regionale. Venne infatti ufficializzata nel 1382 e, nel corso dei secoli, sono state molte le novità che ne hanno caratterizzato il percorso storico e culturale.

Gli ultimi decenni del Medioevo, in un fiorire di rotte commerciali, vecchie e nuove, viaggi di pellegrini, percorsi di eserciti e soldati, vedono la nascita di una festa e di una celebrazione che è giunta fino a noi immutata nello spirito. Certamente, infatti, la fiera ai suoi albori rappresentava un momento importantissimo nell’arco dell’anno: si incontravano persone e stranieri, si scoprivano nuovi prodotti provenienti da luoghi lontani, si facevano affari, si pregava San Bovo (pellegrino e Santo patrono della città) e si seguivano le maestose processioni del ricco clero vogherese.

Grande peso, sicuramente, aveva la venerazione della Sacra Spina: la preziosa reliquia, secondo la tradizione donata dalla regina Teodolinda (più probabilmente arrivata a seguito dei cavalieri ospitalieri di ritorno dalle crociate), veniva esposta la domenica dell’Ascensione e, dal Settecento, calata dal tabernacolo in cui era riposta a 15 metri di altezza, con la nuvola, un complesso macchinario disegnato dal celebre pittore Paolo Borroni. Ancora oggi la Spina è conservata in un ricco reliquiario che fu donato da Gian Galeazzo Visconti.

Nei primi due decenni dell'Ottocento non troviamo altro, nei festeggiamenti dell’Ascensione, che illuminazione e funzioni religiose. La prima novità appare nel 1824, ed è l’esposizione di un elefante vivo nel cortile del Quartier Grande, che un girovago faceva ammirare per 25 centesimi.

Nel 1838, per iniziativa e sottoscrizione dei cittadini e concorso del Municipio, fanno la loro prima comparsa in programma i fuochi d’artificio, divertimento che non ha più abbandonato la Fiera dell’Ascensione e simbolo della cerimonia di chiusura.

Nel corso dell’Ottocento vengono in uso la corsa nei sacchi e nuovi giochi popolari. Appare la tombola col premio di due buoi, conservata in seguito con la sostituzione del premio in denaro; negli anni successivi i divertimenti variano e si moltiplicano modernizzandosi ma rimangono ancora ad attestare la semplicità antica i banchetti dei prodotti tipici, delle ciambelle, dei giocattoli e dei tradizionali lecca-lecca.

Naturalmente la “Sensia”, come viene chiamata nel dialetto locale, era giorno di inviti agli amici e parenti lontani. Il piatto ricercato del giorno era lo storione, che immancabilmente figurava nel mercato del mattino, o spesso si preparava il “bollito misto” accompagnato dal “bagnetto” (salsa verde a base di prezzemolo).

Nel giorno dell’Ascensione era uso tradizionale seminare negli orti le verdure di stagione. In principio del secolo passato alla sera dell’Ascensione, dopo lo spettacolo in teatro, si dava il via alle danze, che duravano tutta la notte. Nel periodo dal 1875 al 1878, durante il Sindacato di Carlo Gallini, nel salone del Municipio si teneva un ricevimento con rinfresco a spese del Sindaco. Quello stesso Sindaco che negli anni di politica cittadina si prodigò per il miglioramento dell’agricoltura nel vogherese offrendo gran parte del proprio patrimonio per la costruzione del “Pio Istituto Agrario Vogherese” con il duplice scopo di contribuire all’istruzione di ragazzi poveri e orfani e di avviare al progresso e all’innovazione agraria quella classe contadina ancora ancorata a tradizioni e superstizioni. A lui è stato intitolato l’Istituto tecnico agrario a Voghera.

Dalla seconda metà del Novecento in poi, anche la Fiera dell’Ascensione, pur mantenendo salde le radici alla sua secolare tradizione, ha saputo innovarsi. Oggi rappresenta un appuntamento importante e tradizionale sia per le imprese del territorio che per la gente di Voghera e di questa vasta terra fra Lombardia, Piemonte, Emilia e Liguria.

Nata come grande mercato del bestiame, ed in seguito divenuta principalmente fiera agricola, oggi rappresenta una delle fiere più moderne per gli operatori del settore. Un incontro fra domanda e offerta delle principali novità in campo agricolo, che attirano decine e decine di operatori.

“Ho dato disposizione agli uffici – scrive il Sindaco Carlo Barnieri- di ridurre al massimo i tempi per autorizzare l‘ampliamento delle superficie esterne occupate da esercizi pubblici. In tre-quattro giorni saranno rilasciati i permessi, ma ribadisco che gli ampliamenti sono concessi per consentire di rispettare le distanze come richiesto dal Dpcm. Dal 1 maggio fino al 31 ottobre le attività commerciali saranno esentate dal pagamento della tassa occupazione suolo pubblico”

La richiesta può essere fatta utilizzando il modulo scaricabile al link sottoriportato. Il modulo compilato (SENZA MARCA DA BOLLO) e con allegati la copia di un documento di identità del richiedente e la planimetria dell'occupazione, deve essere trasmesso ESCLUSIVAMENTE  a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

MODULO PER LA DOMANDA DI AMPLIAMENTO

Da domani, venerdì 22 maggio, tra le bancarelle si potranno trovare anche generi non alimentari. Gli ambulanti saranno presenti la mattina nelle due aree di sosta di Piazza Vittorio Veneto, sede unica del mercato dopo la ripartenza, dapprima dedicata in via esclusiva alla vendita di cibo e bevande, avvenuta lo scorso 10 maggio. Prosegue così, nel solco delle disposizioni nazionali e regionali, l'azione di sostegno al commercio perseguita dall'amministrazione comunale sin dalle prime battute della "fase due". «Siamo felici – commenta il sindaco Antonio Riviezzi – di poter estendere la partecipazione al mercato anche agli esercenti che non commerciano prodotti alimentari. È un altro piccolo passo verso il ritorno alla tanto agognata normalità, fermo restando che, ovviamente, saranno adottate tutte le misure di sicurezza sanitaria previste dal dettato normativo. Terremo sotto controllo l'ingresso e l'uscita dell'area mercatale, ragione per cui la presenza delle bancarelle sarà limitata alla sola Piazza Vittorio Veneto, senza il coinvolgimento di altre vie cittadine».

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Cinzia Carmen Gazzaniga, Sindaca di Pinarolo Po, ha chiuso un bar, provvedimento con validità di una settimana,dinanzi al quale si affollavano troppe persone peraltro senza mascherina. L'ordinanza è stata emessa dopo numerose segnalazioni di cittadini , un gesto che ha fatto discutere ma che a molti è sembrato inevitabile “Auspicavo sinceramente una ripresa tranquilla e corretta, dove avessero prevalso senso di responsabilità e buonsenso - scrive la Gazzaniga - non è stato così; purtroppo non è stato così, o meglio: a fronte della correttezza nel rispetto delle regole della stragrande maggioranza degli esercizi commerciali ai quali vanno i nostri ringraziamenti e l'augurio sincero di una ripresa veloce e costante, si è verificato un episodio di spiacevole e palese violazione delle prescrizioni giuste e necessarie (sicuramente ancora in questo periodo) imposte dal decreto, unite alla maleducazione ed alla totale incoscienza dimostrata da alcune persone.
A fronte di questo episodio:
-per rispetto di chi si è tanto impegnato, anche dal punto di vista economico, per poter riaprire nel pieno rispetto delle regole;
-per rispetto di chi ancora sta lavorando per questa emergenza che ricordiamolo bene ancora e ancora......NON E' FINITA!
-per rispetto di chi ha sofferto e di chi ancora sta soffrendo;
-per rispetto dei tanti che invece si comportano come è giusto fare, seppure con rinunce e sacrifici,
INFORMO che domani ordinerò la chiusura immediata dell'esercizio in questione.
Non amo questa parte del mio lavoro tuttavia non intendo tollerare queste forme di evidente disprezzo delle norme ed è mio dovere tentare di evitare che il comportamento di pochi vanifichi il sacrificio di tanti.
L'ho detto più volte e a costo di sembrare noiosa e ripetitiva lo dico ancora: QUESTO VIRUS NON E' UNA SEMPLICE INFLUENZA; QUESTO VIRUS HA UCCISO E STA ANCORA UCCIDENDO DELLE PERSONE: DEI PADRI, DELLE MADRI, DEI FIGLI, DELLE FAMIGLIE. Questo virus con il quale stiamo imparando a convivere è ancora tra di noi.
NON POSSIAMO E NON DOBBIAMO ABBASSARE LA GUARDIA.
Ognuno di noi ne ha risentito
- conclude la Sindaca - alcuni molto più di altri ne portano e ne porteranno le cicatrici e chi come me riveste un ruolo pubblico, sente la grande responsabilità di cercare di tutelare il più possibile la propria Comunità”. 

In merito al provvedimento interviene anche il Codacons: "Era davvero l'unica cosa da fare, con tutto il rispetto e la solidarietà verso coloro che dopo il lockdown hanno riaperto il proprio bar. Bisogna capire che o si rispettano le regole o si richiude tutto. E con il caldo estivo in arrivo sarebbe tremendo. C'è purtroppo ancora gente che non si arrende all'evidenza e non capisce che per qualche tempo le cose non potranno tornare a essere le stesse. Dunque, invitiamo tutti i cittadini a una socialità consapevole e intelligente. Ne va della salute e dell'incolumità di tutti."

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