Martedì, 26 Maggio 2020
Mercoledì, 20 Maggio 2020

Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese si esprimerà domani, alle 16, nel corso di un CDA, sulla modifica dello statuto in modo da consentire una più ampia partecipazione alla vita associativa. Un tema particolarmente caldo, di cui si parla da mesi. Sulla questione interviene il presidente di Terre d'Oltrepò e La Versa, Andrea Giorgi.
"Sarà chiesta ai componenti del CDA la ratificata della modifica allo statuto. Ribadisco, come più volte ho già accennato nelle sedi istituzionali, l'importanza dell'inclusività di più soggetti nelle scelte decisionali dell'ente in quanto vedo lo stesso consorzio come un'istituzione indispensabile che deve stare più vicino ai viticoltori e deve costituire per loro un valore aggiunto". Andrea Giorgi entra nel merito di come vede il futuro del consorzio.  "La  tanto declamata filiera – spiega il presidente - parte da lì e deve essere considerato il primo ente di questo processo e la nostra cantina ne è consapevole in quanto la superficie media degli associati è sotto i 6 ha. Mi rammarica il fatto che, nell'ultimo anno, abbiamo invano cercato di portare avanti questi interessi, ostacolati però da persone che sul territorio predicano bene ma razzolano male. Oggi questi comportamenti non sono più ammissibili. E la nostra cantina non è più disposta a questi doppi giochi che fanno male all'Oltrepò".
Giorgi si rammarica del fatto che qualcuno è rimasto completamente sordo a quanto proposto dalla cantina in termini positivi e di crescita del Consorzio stesso. "Nei mesi scorsi – spiega - abbiamo cercato di intervenire più volte con proposte costruttive sulla gestione ma non siamo stati ascoltati. Ci hanno accusati di avere l'egemonia decisionale nel consorzio. A questo punto abbiamo fatto un passo indietro, abbiamo assecondato le richieste, ma anche questo non è stato apprezzato. E' giunto il momento di cambiare profondamente l'ente a favore dei viticoltori. Lo ribadisco, ora più che mai, in questo delicato momento storico per il mondo della viticoltura, che non possiamo più ammettere l'immobilismo che ha caratterizzato questa gestione. Mi spiace ma è tempo di una riforma radicale anche in seno al consiglio di amministrazione. Proprio per questo, come ho già fatto in passato, Terre d'Oltrepò non si vede più rappresentata dall'attuale presidente Luigi Gatti".

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"Convivere con il virus: l'imperativo della fase due - scrive la nota stampa del comune di Broni - ha un suono molto meno aspro della parola "lockdown", anzi, dopo settimane di restrizioni appare quasi liberatorio. Ma l'ora di alzare la guardia ancora deve arrivare ed è per questo che l'amministrazione comunale di Broni, negli ultimi giorni, ha scelto di tornare a promuovere nel concreto l'uso dei dispositivi di protezione. Lo ha fatto unendo teoria e pratica: ai cittadini, infatti, è stata indirizzata una lettera del sindaco Antonio Riviezzi, accompagnata da due mascherine chirurgiche per ciascun nucleo familiare residente in città. In totale, quindi, sono circa 10mila le mascherine che i volontari stanno distribuendo nelle cassette della posta, come già era avvenuto alcune settimane fa.

«Durante la prima fase dell'emergenza – ha scritto Riviezzi - questa comunità ha saputo esprimere grande senso di responsabilità, solidarietà e coesione. Sono sicuro che se continueremo su questa strada riusciremo a superare l'emergenza. In queste prime settimane di maggio, anche se a piccoli passi, la città sta tornando a rivivere la sua normalità. Impegniamoci tutti a favorire le attività commerciali della città che, anche in questa fase d'emergenza, hanno dimostrato attaccamento alla nostra comunità, organizzando una rete di consegne a domicilio che ci ha permesso di vivere la quarantena in maniera più agevole».

Alla lettera è stato allegato un prospetto aggiornato che riassume - conclude la nota stampa del comune -  le diverse iniziative intraprese dall'ente locale per far fronte all'allarme sanitario (dalla consegna porta a porta di generi di prima necessità al fondo di sostegno alle imprese, passando per il supporto psicologico alle persone più fragili e il rinvio dei tributi a carico delle attività commerciali), oltre ad elencare quei servizi, su tutti mercato e cimitero, riattivati con la fine del lockdown"

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«Il Comune è puntuale e non ci sono ritardi nei pagamenti». L'assessore al Bilancio del Comune di Voghera Gianfranco Geremondia risponde alle accuse del consigliere Caterina Grimaldi del Movimento 5 Stelle. «Bastava che si informasse presso gli uffici finanziari, avendone tutte le facoltà essendo consigliere comunale, e si sarebbe risparmiata l'infelice uscita di propaganda che è l'alterego della non conoscenza e in alcuni casi della non competenza».
Geremondia ricorda quanto si è verificato in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione 2020-2022 quando la consigliera Grimaldi affermò che 500.000 euro di investimento per la ristrutturazione della caserma potevano essere usati per l'emergenza Covid-2019. «Quei 500.000 euro sono risorse provenienti da enti pubblici con destinazione vincolata, quindi non possono essere destinati all'emergenza come faceva cenno la consigliera. Ben vengano le proposte che terremo in dovuta considerazione perché non abbiamo la presunzione di non commettere errori, ma sia al sottoscritto sia ai dirigenti non manca l'umiltà di ravvedersi di fronte a suggerimenti e proposte sensate atte al bene della collettività. Se lo Stato governato da Movimento 5 Stelle e Pd vuole assecondare ciò che il consigliere suggerisce, allora dia autonomia ai comuni anche in materia tributaria accompagnandoli con le dovute risorse. Vedo purtroppo una classe politica in grande confusione che fatica a varare qualsiasi provvedimento. Credo che solo con il buon senso di tutti e senza fughe in avanti sarà possibile uscire da questa situazione».

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 La Camera di Commercio di Pavia ha comunicato il primo "conto" che il forzato lockdown ha presentato all'economia pavese. Ben il 24% del Pil è andato in fumo nel solo primo trimestre del 2020. E si stima che le perdite si attesteranno al 10% per tutto il 2020.  Codacons: "Questo significa che molte imprese non riapriranno e molte altre nel medio periodo rischiano di chiudere. Mai come ora sono necessari interventi strutturali che consentano alle imprese di ritrovare la liquidità necessaria a far fronte alle perdite subite e ai costi della ripresa e permettano loro di riiniziare a investire nella propria attività. Dunque finanziamenti anche a fondo perduto e accesso facilitato al credito garantito dallo Stato alle PMI che sono e restano sul territorio e producono, danno lavoro, pagano le tasse in Italia (e non in Olanda come qualcun altro...) e vanno aiutate per prime! E' necessario fare presto perché gli altri Stati non ci aspettano e sono pronti a sottrarci ingenti fette di mercato. Si rischia davvero la catastrofe economica"

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