Martedì, 26 Maggio 2020
Martedì, 19 Maggio 2020

Un’iniziativa che coinvolge menti, mani e cuore: “Il Palio dell’Agnolotto” avrebbe dovuto tenersi il 26 aprile scorso presso la “Villa Castello Torrazzetta” (Borgo Priolo – PV), dopo il successo e i numeri delle prime due edizioni. Nato nel 2018 sotto la guida e la passione degli chef Fabrizio Ferrari e Silvano Vanzulli, sostenuto dall’entusiasmo e dalla creatività di un ampio e valido gruppo, l’evento consiste in un concorso culinario che ha come protagonista la tipica pasta fresca ripiena. Il fine è la raccolta fondi destinati allo sviluppo rurale promosso, in Etiopia, dall’associazione “Chicco per Emdibir”; la forma dell’evento consente di dare visibilità al territorio dell’Oltrepò Pavese. Per due anni, una ventina di ristoranti hanno gareggiato per cucinare il miglior agnolotto dell’Oltrepò, sottoponendosi ad una giuria composta da chef di rilievo, giornalisti e personalità di spicco del panorama enogastronomico italiano. In entrambe le occasioni, la bellissima location “Tenuta di Calcababbio” è stata visitata da 200 ospiti. E nel 2020? Il virus ha impedito la terza edizione ma non ha fermato l’inventiva e la coesione! Il gruppo ha inventato la formula speciale “Delivery”, con l’intento di regalare un momento di felicità, mediante la buona cucina, a chi in questo momento di difficoltà sta subendo maggiormente le conseguenze della pandemia. Anziani, lavoratori in stato di disoccupazione temporanea, famiglie numerose e mense caritatevoli sono tutti i soggetti che l’iniziativa vuole raggiungere.

Insieme ai Comuni di Pietra De’ Giorgi, Zavattarello e Romagnese è stato organizzato un calendario di consegne a partire da lunedì 18 maggio 2020. In tempi rapidi, i volontari comunali distribuiranno 8kg di agnolotti preparati dai quattro locali partner dell’evento che han per primi aderito all’iniziativa: “Agriturismo Boccapane” (Ruino), “Agriturismo Calice dei Cherubini” (Montecalvo Versiggia), “Agriturismo Cella di Montalto” (Montalto Pavese) e “Ristorante Ad Astra” (Santa Maria della Versa). La prossima distribuzione sarà a favore del banco Caritas di Stradella coinvolgerà anche gli altri che man mano, anche compatibilmente con le riaperture, potranno rendersi disponibili. Il gruppo de “Il Palio dell’Agnolotto” ha riunito eccellenze del territorio come: “Corte Montini”, “La Pineta”, “Il Melo Rosso”, “Antica Trattoria Del Ginepro”, “Osteria del Giuse”, “Il Feudo Nico”, “La Pernice Rossa”, “Buscone”, “Osteria Pappa e Cena”, “Ristorante Selvatico”, “Ristorante Sasseo”.

Questa attività evidenzia la volontà di aiutare le persone più a rischio dando visibilità alle attività ristorative fortemente danneggiate dal lockdown, un’iniziativa per ricominciare a promuovere il territorio dell’Oltrepò Pavese. Il gruppo ha dichiarato: “È un modo per sottolineare l’importanza dell’unione e della comunione d’intenti a sostegno dei più deboli, ma anche l’opportunità per rafforzare le radici col nostro territorio, perché nessuno si salva da solo”.

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Nella giornata di oggi i nuovi contagi in Provincia di Pavia sono stati 25, una diminuzione rispetto a ieri, dove i contagi erano stati 43. Al contrario sono 226.699 i contagiati totali per il coronavirus in Italia, 813 più di ieri. Di questi oltre il 50% in Lombardia, che ne fa registrare 462. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. Ieri l'incremento era stato di 451. Da notare però che i tamponi effettuati sono circa il doppio di ieri. Il dato è stato reso noto dalla protezione civile.

Nel dettaglio - secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile -, gli attualmente positivi sono 27.291 in Lombardia (+218), 9.635 in Piemonte (-239), 5.330 in Emilia-Romagna (-195), 3.754 in Veneto (-250), 2.323 in Toscana (-250), 2.264 in Liguria (-75), 3.786 nel Lazio (-40), 2.178 nelle Marche (-137), 1.518 in Campania (-155), 204 nella Provincia autonoma di Trento (-44), 1.941 in Puglia (-54), 1.524 in Sicilia (-15), 600 in Friuli Venezia Giulia (-21), 1.389 in Abruzzo (-24), 308 nella Provincia autonoma di Bolzano (-1), 66 in Umbria (-11), 341 in Sardegna (-39), 49 in Valle d'Aosta (-11), 382 in Calabria (-19), 84 in Basilicata (-9), 212 in Molise (-5). Quanto alle vittime, sono in Lombardia 15.597 (+54), Piemonte 3.679 (+47), Emilia-Romagna 3.997 (+11), Veneto 1.820 (+17), Toscana 992 (+3), Liguria 1.376 (+9), Lazio 640 (+12), Marche 986 (+2), Campania 399 (+0), Provincia autonoma di Trento 455 (+2), Puglia 473 (+2), Sicilia 268 (+1), Friuli Venezia Giulia 320 (+0), Abruzzo 389 (+1), Provincia autonoma di Bolzano 291 (+0), Umbria 74 (+1), Sardegna 126 (+0), Valle d'Aosta 143 (+0), Calabria 95 (+0), Basilicata 27 (+0), Molise 22 (+0). I tamponi effettuati sono 3.104.524, con un incremento di 63.158 rispetto a ieri. Le persone sottoposte a tampone sono 1.999.599.

Sono 65.129 i malati di coronavirus in Italia, 1.424 meno di ieri, quando il calo era stato di 1.798. Risalgono anche le vittime, sono 162 nelle ultime 24 ore in Italia. In totale i morti salgono così a 32.169. Ieri l'aumento era stato di 99 vittime, un minimo negativo dall'inizio del lockdown. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile.

Sono saliti a 129.401 i guariti e i dimessi per il coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 2.075. Lunedì l'aumento era stato di 2.150. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile.

Sono 716 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Coronavirus, 33 meno di ieri. Di questi, 244 sono in Lombardia, 8 meno di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 9.991, con un calo di 216 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 54.422, con un calo di 1.175 rispetto a ieri. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile.

Bocciate 5 pregiudiziali di costituzionalità del M5S sulla legge di semplificazione. "Il M5S ha contestato il progetto di legge per diversi profili di incostituzionalità come l'estensione del calendario venatorio in un progetto di legge e non in un atto amministrativo, la possibilità di uso di visori notturni nella caccia, già vietato dalla legge nazionale e impone alle guardie volontarie di indossare giubbino con pettorale e dorsale di colori ad alta visibilità. Simone Verni, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Le norme nazionali vanno rispettate, è vergognoso derogare alla legge nazionale per favorire il bracconaggio, che è un reato penale. È avvilente che si costringa il Consiglio regionale, in un momento difficile come questo, a perdere tempo su scelte che vanno contro la Costituzione e le norme europee. E hanno un impatto solo negativo sui territori e sull'ambiente. La caccia va sempre e solo declinata nell'ambito della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema. Ogni tentativo di ampliare le possibilità per i bracconieri di prelevare fauna selvatica è aberrante. Non si tratta di essere pro e contro la caccia, ma di essere contro il bracconaggio. Questa norma penosa ci fa arretrare e imbarazza in ambito europeo. Questa maggioranza dovrebbe lavorare per far ripartire il Paese non per consentire di commettere più reati ai bracconieri".

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L’Istituto superiore di sanità ha stabilito che se un cittadino effettua un test sierologico e questo è positivo, deve sottoporsi anche al tampone naso-faringeo, per essere certi che non sia ancora contagioso. La notizia di ieri è che Regione Lombardia, nel recepire questa direttiva, ha stabilito che, nel caso in cui un cittadino effettui il test sierologico in regime privato e abbia esito positivo, rimborserà il costo dell’esame del tampone, ma solo in caso che anche quest’ultimo sia positivo. Questa indicazione è scritta nelle risposte alle domande più frequenti, sul sito della Regione (https://bit.ly/2AzJ3bB - sezione Faq): “In caso di positività del tampone naso-faringeo – si legge –, il costo del tampone viene restituito al cittadino nei limiti di cui alla Dgr n. 3132/2020 tramite le Ats”. 

Per Giuseppe Villani, consigliere regionale oltrepadano del Pd, “questa è l’ennesima prova che Regione Lombardia non crede ai test diffusi e che persevera nella strategia sbagliata. È assurdo che un cittadino venga punito perché non è più infettivo, quando è proprio la Regione che, correttamente, chiede a chi ha un test positivo di sottoporsi anche al tampone. Il messaggio che la Regione dà ai cittadini che hanno avuto sintomi e che, pur chiamando i numeri verdi non sono stati visitati da nessuno, o quelli che devono tornare al lavoro a contatto con colleghi e con il pubblico, o, ancora, a quelli che sono stati a contatto con persone malate, è che se vogliono proprio fare il test devono sapere che se lo devono pagare, e se per caso nel frattempo sono guariti, si devono pagare anche il tampone. È un disincentivo bello e buono, che nasconde forse la volontà di non far emergere la dimensione reale del contagio in Lombardia e il numero delle persone che non sono mai state raggiunte dal sistema sanitario regionale”.

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