Martedì, 26 Maggio 2020
Martedì, 12 Maggio 2020

Sulla bozza che il Governo sta redigendo per emanare il Dl Rilancio, il senatore pavese ed ex ministro dell’agricoltura critica senza mezzi termini i provvedimenti che si dovrebbero attuare per il turismo. «La Lega - ha spiegato il senatore leghista Gian Marco Centinaio - commenta i fatti, i provvedimenti quando chiari e definitivi, non le bozze. Il sospetto però che, per l'ennesima volta, questo governo trasformi quanto circola sulle agenzie di stampa in decreto definitivo è assai forte. Se ciò fosse vero, stando ai numeri che si leggono, sarebbe delittuoso soprattutto per il turismo italiano: si nota, infatti, una spiacevole similitudine tra le parole pronunciate da Franceschini in Senato e le veline che escono dai palazzi romani».

Sul banco degli imputati finisce inevitabilmente l'attuale ministro ai Beni Culturali e al Turismo, Dario Franceschini: «Oltre a finanziamenti ridicoli, proposte stralunate come quella del bonus vacanze in tax credit per gli hotel, costringendoli a fare da finanziatori per conto dello Stato. Ma il ministro se n'è accorto che le associazioni di categoria sono tutte sul piede di guerra? Lo sa, Franceschini che con i tour operator, le agenzie di viaggi, con i nostri balneari, con tutta la filiera di chi valorizza le nostre ricchezze così come di chi le vende al mondo, bisogna parlarci e ascoltare quanto hanno da dire? Ha il polso del comparto? Certo che no. Ancora una volta il Ministro dimostra che il turismo italiano è l'ultimo dei suoi pensieri: sappia però che è da indegni giocare col futuro dei lavoratori. O dimostra di ascoltare le associazioni, oppure faremo una guerra senza quartiere».

Da basso a medio: sale l'allerta per la crisi idrica del Po, il cui livello complessivo risulta il 40% in meno rispetto alla media di stagione. È quanto emerge dal monitoraggio dell'Autorità distrettuale del fiume reso noto dopo la riunione in videoconferenza dell'Osservatorio permanente per le crisi idriche. L'analisi delle varie sezioni mostra cali rilevanti d'acqua tra il 30 e il 40 per cento rispetto alla media del periodo, ma pur sempre al di sopra degli anni maggiormente siccitosi (20% in più rispetto al 2017). Il trend di primavera, indica l'autorità, è "decisamente asciutto", visto che persistono precipitazioni ridotte al di sotto della media e temperature con rialzi significativi anche di tre gradi superiori alla norma di periodo. Se la tendenza generale del mese, anche per le precipitazioni, si confermasse stabile, "tra 20 giorni - spiega l'Autorità - la situazione potrebbe superare una prima soglia di allerta fino a diventare grave tra 40 giorni".L'attuale riserva idrica nei grandi laghi regolati è circa il 10% in meno rispetto alla media di periodo, ma abbondantemente sopra i minimi storici. Rispetto al mese precedente il quantitativo stoccato è in costante aumento per la fusione del manto nevoso.

*FOTO DI REPERTORIO 

"Sento parlare di un'Europa che vuole che le nostre imprese, gli artigiani e il mondo agricolo facciano altro debito per potersi risollevare da questa pandemia. Il punto non è chiedere a chi è stato ingiustamente colpito di mettersi in una condizione di maggiore difficoltà indebitandosi ancora di più. I soldi devono essere stanziati da chi ha causato il problema". Lo ha affermato l' europarlamentare pavese della Lega, Angelo Ciocca, durante la videoconferenza della Commissione agricoltura con la Commissaria alla salute e sicurezza alimentare Stella Kyriakides.
    "Oggi il mondo reale ci chiede una strategia immediata, di pronto soccorso, di indennizzo che non significa però prestito, ma risarcimento per chi ha subito ingiustamente un danno per responsabilità che ormai tutti conosciamo e che sono cinesi e in parte anche europee. Il sistema economico europeo non è stato danneggiato per incapacità del lavoratore o dell'imprenditore, ma a causa di un virus partito dalla Cina e sulla cui diffusione l'Europa non ha vigilato", ha sottolineato Ciocca.

Inail e Iss hanno pubblicato il documento tecnico sulla balneazione, si tratta di un'analisi di rischio e presenta le misure di contenimento del contagio nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia.

Piscine chiuse negli stabilimenti - Sarà vietato l'uso delle piscine negli stabilimenti. "Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia, si legge, la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo. È da evitare, inoltre, la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo e, per lo stesso motivo, deve essere inibito l'utilizzo di piscine eventualmente presenti all'interno dello stabilimento". 

Negli stabilimenti con prenotazione - Stabilimenti aperti con entrata su prenotazione , ombrelloni distanziati di almeno cinque metri, piscine chiuse e igienizzazione dei lettini se si danno a un nuovo utente. "Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate si legge in una nota dell'Inail - viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. Si raccomanda, inoltre, di favorire l'utilizzo di sistemi di pagamento veloci con carte contactless o attraverso portali/app web. Vanno inoltre differenziati, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara. Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia - prosegue - la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo. È opportuno anche privilegiare l'assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni. In ogni caso è necessaria l'igienizzazione delle superfici prima dell'assegnazione della stessa attrezzatura a un altro utente, anche nel corso della stessa giornata. È da evitare, inoltre, la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo e, per lo stesso motivo, deve essere inibito l'utilizzo di piscine eventualmente presenti all'interno dello stabilimento".

Distanza lettini sulla battigia due metri - Per lettini e sdraie non posizionati sotto l'ombrellone dovrà essere garantita la distanza di almeno due metri. La distanza minima tra le file degli ombrelloni sarà pari a cinque metri mentre sarà di 4,5 metri sulla stessa fila. Sdraio e lettini dovranno essere distanti di almeno due metri e le distanze potranno "essere derogate per i soli membri del medesimo nucleo familiare o co-abitante". Per le cabine, va vietato l'uso promiscuo ad eccezione dei membri del medesimo nucleo familiare o per soggetti che condividano la medesima unità abitativa. E' da vietare - si legge nel documento - l'attività ludico sportiva, i giochi di gruppo, le feste e gli eventi. Saranno chiuse le piscine e per la fruizione di servizi igienici e docce andrà rispettato il distanziamento sociale di almeno 2 metri, a meno che non siano previste barriere separatorie fra le postazioni.

Prenotazione mare anche per fasce orarie - Per favorire un accesso contingentato negli stabilimenti "la prenotazione, anche per fasce orarie, preferibilmente obbligatoria, può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti, favorendo altresì un'agevole registrazione degli utenti, anche allo scopo di rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi".

Bambini in spiaggia con distanziamento sociale - "Deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze"- Lo si legge nel documento Inail-Iss sulla balneazione e gli stabilimenti balneari nella fase due dell'emergenza da Covid 19. Nel documento si ricorda anche che bisogna nel complesso " evitare promiscuità nell'uso di qualsiasi attrezzatura da spiaggia, possibilmente procedendo all'identificazione univoca di ogni attrezzatura".

Su spiagge libere decisioni locali - Tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle spiagge libere "dovranno essere localmente definite puntualmente le modalità di accesso e di fruizione, individuando quelle più idonee ed efficaci". Dovranno essere affissi nei punti di accesso alle spiagge libere - si legge - cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento. Va mappato e tracciato il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia), - ad esempio con posizionamento di nastri - che sarà codificato rispettando le regole previste per gli stabilimenti balneari, per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento ed al fine di evitare l'aggregazione. Tale previsione permetterà di individuare il massimo di capienza della spiaggia anche definendo turnazioni orarie e di prenotare gli spazi codificati, anche attraverso utilizzo di app/piattaforme on line.Tale modalità favorirà anche il contact tracing nell'eventualità di un caso di contagio. Dovranno poi" essere valutate disposizioni volte a limitare lo stazionamento dei bagnanti sulla battigia per evitare assembramenti". Devono essere assicurate opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione delle attrezzature comuni, come ad esempio i servizi igienici, se presenti. È opportuno, ove possibile, conclude il documento, affidare la gestione di tali spiagge ad enti/soggetti che possono utilizzare personale adeguatamente formato, valutando altresì la possibilità di coinvolgimento di associazioni di volontariato, soggetti del terzo settore, etc., anche al fine di informare gli utenti sui comportamenti da seguire".

Inail e Iss hanno pubblicato il documenti tecnico sulla ristorazione con un'ipotesi di rimodulazione delle misure nel settore della ristorazione.

4 metri a cliente in ristoranti, no a buffet - Lo spazio per ogni cliente nei ristoranti deve più che triplicare passando da 1,2 metri a quattro mentre dovrà essere eliminato il servizio a buffet. Nel documento di Inail e Iss sulla ristorazione si sottolinea anche l'importanza dell'introduzione della prenotazione obbligatoria. " Il layout dei locali di ristorazione - si legge - andrebbe rivisto garantendo il distanziamento fra i tavoli - anche in considerazione dello spazio di movimento del personale - non inferiore a 2 metri e garantendo comunque tra i clienti durante il pasto (che necessariamente avviene senza mascherina), una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie, posaterie. Va definito un limite massimo di capienza predeterminato, prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie. La turnazione nel servizio in maniera innovativa e con prenotazione preferibilmente obbligatoria può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti di persone in attesa fuori dal locale". Vanno eliminati - si legge ancora - modalità di servizio a buffet o similari.

Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi. "Se le indiscrezioni circa le misure di distanziamento previste dal governo, con una persona ogni 4 metri quadri, venissero confermate, i ristoranti italiani perderebbero in un sol colpo 4 milioni di posti a sedere, ovvero il 60% del totale". Così la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi che ha fatto il calcolo sulla base delle dimensioni medie dei locali. "Noi abbiamo dato la nostra disponibilità da settimane a discutere di maggiori spazi all'esterno, di distanze ragionevoli tra i tavoli, di dispositivi di protezione individuale e possiamo anche valutare, se necessario, di installare delle paratie tra un tavolo e l'altro", dice Aldo Cursano,vicepresidente vicario di Fipe -.. Ma il governo non può chiederci di mantenere 4 metri quadri di distanza tra commensali dello stesso tavolo. Altrimenti avremmo ristoranti con solo tavoli da uno". La Fipe ha simulato anche altri due scenari. Se il governo decidesse di distanziare i tavoli di 4 metri lineari l'uno dall' altro, la perdita di posti a sedere sarebbe di 3,5 milioni, ovvero la metà dei 7 milioni attualmente disponibili nei ristoranti italiani. Se invece si optasse per i 2 metri di distanza tra i tavoli, senza distanziamento tra i commensali allo stesso tavolo, la perdita sarebbe del 30% dei coperti. "Quest'ultimo è l'unico scenario sostenibile - sottolinea Cursano -, il solo in grado di permettere agli imprenditori del settore di continuare a lavorare, magari recuperando una parte dei posti a sedere persi, occupando lo spazio al di fuori dei locali. Mi auguro che sia il governo sia i presidenti delle Regioni tengano bene a mente questi calcoli prima di prendere una decisione definitiva".

Filiera Italia, sos effetto domino per il protrarsi della chiusura dei ristoranti
Il protrarsi della chiusura del canale ristorazione "sta provocando un effetto domino sull'intera filiera agroalimentare italiana con crolli di produzione fino al 40% del settore del vino, del 45% dei formaggi tipici e del 35% dei salumi di maggiore pregio, mettendo a grave rischio occupazionale parti rilevanti dei 3,6 milioni di lavoratori dell'intera filiera". Così il consigliere delegato Luigi Scordamaglia che ritiene necessario far ripartire subito la ristorazione con regole rigide ma applicabili, per non far chiudere l'80% dei ristoranti italiani e sostiene l'allarme lanciato dal comparto riunito nel progetto #FareRete con 29 realtà associative (più di 100.000 associati).

"Imporre distanze eccessive tra clienti così come procedure di sanificazione complesse e l'utilizzo di divisori in plexiglass vuol dire non voler far riaprire i ristoranti", sottolinea il comparto della ristorazione in una nota, prendendo le distanze dalle notizie che dice "stanno rimbalzando su tutti i media."
"Se queste notizie pubblicate dalla stampa trovassero corrispondenza nelle linee guida in emanazione - si legge ancora - avrebbero come conseguenza la chiusura permanente di oltre l'80% dei locali presenti nel nostro Paese."
"Servono urgentemente misure pertinenti alla realtà esistente. Chiediamo al Governo di consultarci prima di emanare le nuove disposizioni, coinvolgendo rappresentanti della ristorazione al tavolo decisionale. A poche ore dall'emanazione del Decreto Legge ribadiamo anche la necessità che vengano previste misure di finanziamento a fondo perduto, destinate specificamente alla ristorazione e vincolate all'acquisto di prodotti alimentari italiani", conclude Gianluca De Cristofaro parlando a nome del progetto

Era il solo nodo da sciogliere rimasto in tema di bonifica degli edifici pubblici compresi nel Sin, il Sito di interesse nazionale individuato dal Ministero dell'Ambiente sul territorio di Broni. D'obbligo i verbi al passato, perché nel futuro dell'ex Liceo Faravelli non c'è più spazio per l'amianto. Questo grazie all'accordo raggiunto da Comune e Provincia di Pavia, dove è previsto l'abbattimento dell'immobile e la successiva costruzione di un nuovo Liceo scientifico: sorgerà nell'area attualmente occupata dall'ex scuola elementare, oggi dismessa, a sua volta destinata alla demolizione.  Nel protocollo d'intesa, perfezionato in questi giorni, i due enti locali hanno infatti messo nero su bianco l'intenzione di procedere a un atto di permuta, con il quale l'amministrazione comunale e quella provinciale si scambieranno a titolo gratuito i terreni lasciati liberi dai complessi scolastici di rispettiva competenza. In un secondo momento la Provincia provvederà a realizzare ex novo una struttura da destinare alla scuola superiore, il cui progetto dovrebbe essere approvato entro il 30 novembre di quest'anno.
«Finalmente abbiamo una prospettiva certa anche per l'ultimo edificio da mettere in sicurezza all'interno del Sin – commenta il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – ed è davvero confortante salutare l'ennesima conquista raggiunta sul versante amianto. Ma c'è di più: con la soluzione individuata, gli studenti del Liceo avranno a disposizione una costruzione nuova e moderna. Due grandi risultati in un colpo solo. Non posso che ringraziare il presidente Vittorio Poma e tutta l'amministrazione provinciale per l'impegno assunto, dimostrazione tangibile che la tutela dell'ambiente è una materia cara a tutte le istituzioni del nostro territorio. Noi ci stiamo muovendo in questa direzione già da tempo – conclude il primo cittadino – e continueremo a farlo in futuro. La salute delle persone è una priorità inderogabile di questa amministrazione».

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