Lunedì, 06 Aprile 2020
Martedì, 03 Marzo 2020

La passione di una vita al servizio dei malati. Alessandro Ricci, 22 anni, studente di Farmacia, innamorato sin da bambino del modellismo, da 8 anni è anche volontario presso la Croce Rossa di Voghera e ha deciso di mettere a disposizione del comitato locale la sua passione per portare un po’ di distrazione e sorriso presso le corsie dell’ospedale cittadino. Ha iniziato un po’ per caso, montando modellini in scala 1:50 fino ad arrivare ad oggi, con radiocomandati in scala 1:14. La sua collezione vanta 130 modelli statici. Il suo sogno, però, è di estendere l’attività agli altri ospedali presenti nel Nord Italia, coinvolgendo in particolare i più piccoli.

Alessandro, com’è nata la passione per il modellismo?

«In realtà credo sia una passione nata per caso, fin da piccolo mentre gli altri bambini giocavano con supereroi o con le carte io ho sempre giocato con camioncini e macchinine, mi piaceva creare ambientazioni per i miei giocattoli. Poco dopo arrivò il mio primo camion in scala 1:50. Da quel momento ho iniziato a guardarmi intorno, mi balenava l’idea di far tutto nelle stesse dimensioni, nella stessa scala. Scoprii che proprio la scala 1:50 era fornita di una miriade di “mezzi” (camion, gru etc) e da li iniziò una lenta ma inesorabile passione per quei modelli dal costo elevato, ma bellissimi. Poco più di un anno fa ho iniziato ad abbracciare la scala 1:14, modelli radiocomandati anch’essi molto costosi, conosciuta grazie a un caro amico. Ho iniziato a cimentarmi nell’elaborazione di un modello, quello che userò per il mio progetto negli ospedali. A fine anno ne inizierò uno che avrà una portata di oltre 200kg, sempre nella medesima scala».

Ha seguito dei corsi di formazione?

«No, non ho seguito alcun corso di formazione, a parte qualche tutorial trovato per caso su internet. Per fare diorami (plastici, ovvero una ambientazione in scala ridotta che ricrea scene di vario genere, come ad esempio un presepe ndr) ho imparato guardando le foto dei pionieri del modellismo, cercando di inventarmi qualche metodo per realizzarli. Ad oggi, è in arrivo un diorama di ingenti dimensioni, per ospitare l’ultimo mio acquisto in scala 1:50, una delle gru su ruote più grandi al mondo».

Quanti modellini ha collezionato finora?

«Finora nella mia collezione sono presenti oltre 130 modelli statici, molti dei quali rappresentano delle rarità, alcuni in edizione limitata e altri introvabili. Al momento possiedo un modello radiocomandato ricco di accessori “handmade”».

Dove li acquista?

«I modelli vengono acquistati su shop online o direttamente in un negozio storico presente qui a Voghera».

Ha già partecipato a eventi di settore, e quali i prossimi in programma?

«Sì, da 7 anni partecipo al Model Expo Italy di Verona, che tra l’altro si terrà tra poco, il 7 e l’8 Marzo. A partire dall’anno scorso, ho iniziato a gareggiare con il mio modello radiocomandato personale. Un altro evento a cui vorrei partecipare è la fiera di modellismo di Novegro, che si terrà tra qualche mese».

Per quanto riguarda il ruolo in Croce Rossa, quali sono i progetti futuri?

«In Croce Rossa sono volontario da ormai 8 anni. Inizialmente, durante le scuole superiori, avevo molto più tempo da dedicare al Comitato, purtroppo con l’inizio degli studi universitari le cose sono cambiate. Al momento sono concentrato su questo progetto a livello locale per portare in corsia i miei modellini, da usare come attrattiva per i bambini ricoverati, anche affetti da patologie gravi, come attività ludica. Se dovesse avere successo, mi piacerebbe riuscire a espandere l’attività ad altri ospedali del Nord Italia, anche più grandi, e portare in alto il nome del Comitato Cri di Voghera».

Quali pensa potrebbero essere i benefici psicologici e “medici” sui piccoli pazienti e gli anziani?

«Credo che un sorriso possa far bene a tutti, sia ai grandi che ai piccini. Ho potuto constatare che questo tipo di intrattenimento piace molto ai bambini. Riuscire a far divertire o anche solo a strappare un sorriso a bambini con patologie gravi, credo sia stupendo!  Lo stesso vale per gli anziani, magari in case di cura o ospedali… oltre ad avere la nostra compagnia, potrebbero ricevere anche una sorta di “spettacolo” divertente da parte dei nostri camion, riprodotti fedelmente alla realtà. Un piccolo aneddoto: qualche tempo fa ero in giro per Voghera con il mio modellino, per un evento in centro città. Un gruppo di anziani si è fermato incuriosito e ha iniziato a chiedere informazioni sulla sua costruzione, spiegando che uno di loro, ai tempi, ne guidava uno simile. Diciamo che è stato il mio primo piccolo traguardo».

Ha mai pensato di estendere la tua attività alle scuole primarie vogheresi, come attività ludica di intrattenimento per i bambini?

«Onestamente a questa iniziativa non avevo ancora pensato ma penso sia una buona idea, anche per avvicinarmi ai bambini, facendoli appassionare a quelli che sono i giochi “sani”, rispetto all’uso smodato degli smartphone. Sono sempre disponibile a ricevere inviti da parte delle scuole primarie e da coloro che desiderassero la mia partecipazione».

di Federica Croce

 Venti cestini per i rifiuti saranno presto posizionati in vari punti della cittàI nuovi arredi urbani, acquistati alcune settimane fa dall'amministrazione comunale e giunti a consegna nei giorni scorsi, dispongono dell'apposita copertura per evitare il conferimento improprio di sacchi dell'immondizia e verranno collocati nelle zone che attualmente risultano meno coperte. Inoltre dieci di essi sono dotati di posacenere, così da non lasciare alcun tipo di alibi ai fumatori meno sensibili alla questione del decoro. E proprio per evitare che i mozziconi finiscano sul suolo pubblico sono già stati installati altri quattro posacenere, tre sotto i portici di Via Emilia e uno presso il Polo Civico di Via Matteotti. «Con i nuovi cestini – spiega l'assessore Christian Troni, titolare della delega ai Lavori pubblici e Servizi manutentivi – andiamo a soddisfare una specifica richiesta, formulata dai residenti durante l'incontro sulla raccolta differenziata che si è tenuto lo scorso 18 febbraio. Ora tutte le aree del tessuto urbano saranno sufficientemente dotate di contenitori per i rifiuti da passeggio: speriamo che ciò contribuisca a prevenire in modo efficace certi comportamenti, tra cui la violazione degli obblighi di raccolta delle deiezioni degli animali da affezione».

Restando in tema di rifiuti, sono ancora rimandati a data da destinarsi i successivi due incontri con la popolazione, inizialmente previsti per il 25 e 27 febbraio e poi annullati a causa dell'emergenza coronavirus. «Siamo in attesa di indicazioni da parte delle autorità competenti – conclude Troni – in merito alla possibilità di convocare riunioni aperte al pubblico. Non appena avremo novità su questo versante, comunicheremo alla cittadinanza le date degli incontri».

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Anche il Vinitaly fa i conti con il Coronavirus: oggi è stato annunciato il rinvio della manifestazione in programma dal 20 aprile: slitterà di due mesi dal 14 al 17 giugno.

Solo 5 giorni fa Veronafiere aveva confermato le date della 54a edizione nella terza decade di aprile, da domenica 19 a mercoledì 22. Oggi invece il dietrofront e il rinvio che sicuramente avrà effetti negativi sull'economia del settore. E proprio gli operatori, temendo defezioni, hanno spinto  per lo slittamento.

Confermate nelle stesse date Opera Wine e le manifestazioni collegate, come Enolitech e Sol&Agrifood, sempre a giugno.

"Da un'indagine effettuata presso i nostri 36 associati, è emerso che sono 71 le manifestazioni posticipate, 28 a carattere internazionale e 43 nazionale, e 22 quelle cancellate", rileva Giovanni Laezza, Presidente di AEFI (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane), nell'ambito dell'incontro  per la presentazione del Piano Straordinario 2020 per la promozione del Made in Italy. Le fiere, ricorda Laezza "sono concentrate principalmente in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, regioni maggiormente colpite dal virus e nelle quali ogni anno hanno luogo la maggior parte delle nostre fiere. Occorre inoltre considerare che febbraio, marzo e aprile sono mesi di alta stagione per il settore con una elevata concentrazione di eventi". Il numero potrebbe anche aumentare, avverte il Presidente di AEFI che, come associazione ha chiesto interventi urgenti per il settore che ogni anno coinvolge circa 200.000 espositori e 20 milioni di visitatori, generando affari per 60 miliardi di euro e dando origine al 50% delle esportazioni delle imprese che vi partecipano, oltre all'impatto positivo su occupazione e indotto nei territori. "Non dobbiamo dimenticare che per il 75,4% delle imprese italiane, le fiere rappresentano uno strumento indispensabile - a costi contenuti - per la promozione e la diffusione dei loro prodotti, sia sul mercato interno che all'estero, e per la crescita del business", ha aggiunto Laezza.

«Lo spostamento a giugno del Vinitaly è una scelta oculata: organizzare una fiera e non avere ospiti a causa dell'impossibilità di viaggiare non avrebbe senso». Gianmichele Passarini, presidente di Cia Agricoltori Italiani Veneto, commenta così la decisione di VeronaFiere alla luce dell'emergenza coronavirus. «Ci auguriamo tutti che a giugno la situazione sia tornata nella normalità e che i visitatori possano viaggiare e soggiornare in sicurezza. Tante nostre aziende investono in questa attività di promozione: è un bene per tutti aver pensato ad uno spostamento in avanti e non ad un annullamento», conclude.

"E' previsto in questi giorni il via a secondo lotto di lavori sul Ponte della Becca. Il cantiere rimarrà aperto per circa 10 mesi e mezzo 9 dei quali con circolazione a senso unico alternato - scrive in una nota stampa il Codacons Pavia -  che tuttavia non riguarderà tutte l'infrastruttura nella sua lunghezza, ma solo tratti di 400 metri quelli nei quali sono previsti gli interventi di rafforzamento. I lavori si concentreranno su nove delle tredici campate che compongono il Ponte che collega il Pavese all'Oltrepo', un vero e proprio grande malato. Provenendo da Linarolo, in direzione Mezzanino, si interverrà dalla campata numero uno fino a metà della numero cinque. Arrivando dall'Oltrepo, in direzione Pavese, dalla numero tredici alla nove, quella dove erano state collocate le stampelle in sostituzione della pila collassata. Si tratta di lavori oggettivamente indispensabili di cui il Ponte della Becca abbisogna. Ma restano i dubbi sui disagi che saranno provocati agli automobilisti dalla durata dei lavori. Davvero non potevano essere eseguiti di notte evitando il senso unico alternato per ben 9 mesi? Il Ponte, costruito nel 1912, costituisce un esempio di archeologia industriale che va salvaguardato con interventi mirati, ma occorrerebbe ridurre al minimo i disagi per gli utenti."

*immagine di repertorio

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 Il deputato del M5S Cristian Romaniello e il Consigliere regionale del M5S Simone Verni hanno visitato due presidi ospedalieri del territorio pavese, il Policlinico San Matteo di Pavia e l'Ospedale Unificato di Broni-Stradella.  

Romaniello e Verni spiegano: "Al San Matteo di Pavia, in una notte sola, è stato creato ciò che in Cina hanno fatto in un mese: al piano terra del Pronto Soccorso è sorto un reparto ad-hoc dedicato ai casi di coronavirus, sono state letteralmente costruite delle stanze dedicate, portato macchinari specifici e individuato un nuovo protocollo di gestione.  All'Ospedale unificato di Broni Stradella la Protezione civile ha allestito le tende per poter ricevere pazienti, sia generici sia sospetti affetti da Coronavirus, provenienti dalla zona rossa. È  stato creato un reparto ad-hoc, parallelo al pronto soccorso, capace di gestire i casi che si dovessero presentare. È stato fatto un accorpamento tra i reparti di chirurgia e ortopedia per poter gestire le altre emergenze/urgenze e facilitare l'attività ospedaliera ordinaria. - Per i portavoce del M5S -  La sanità pubblica ha saputo reagire velocemente, con altissima professionalità ed accollandosi tutti gli oneri dell'emergenza. Questa è la sanità che vogliamo: la salute è un diritto e non un bene da lasciare alle dinamiche del libero mercato. Con ciò non intendiamo demonizzare la sanità privata, ma dare il giusto merito alla sanità pubblica che, specialmente in Lombardia (grazie al modello Formigoni) ha subito tagli e importanti ridimensionamenti a scapito di quella privata. Un grazie ai medici, al personale infermieristico, agli operatori sanitari e agli specializzandi, che tutti i giorni, ma soprattutto in questi, con coraggio e in silenzio lavorano con abnegazione e sacrificio nel rispetto della loro nobile professione".

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