Lunedì, 06 Aprile 2020
Mercoledì, 25 Marzo 2020

Dopo l’esperienza nella lista “Cambiamo con Toti”, Vittorio Pesato è tornato nella “casa” politica che, per storia e curriculum, gli è più congeniale: Fratelli d’Italia, un partito che a Voghera si candida a giocare un ruolo da protagonista, soprattutto dopo l’ingresso in squadra dell’ex “super-assessore” Marina Azzaretti, defenestrata alcuni mesi fa dal direttivo di Forza Italia.

Pesato, le elezioni comunali di Voghera slitteranno quasi sicuramente per via dell’epidemia in corso. Più tempo per tessere, valutare e decidere strategie. Qual è la sua opinione in merito alla destra cittadina, correrà unita oppure la Lega avrà un suo candidato?

«La Lega ha un ruolo importante, prima di tutto tenere unita la coalizione. Si deve arrivare ad una sintesi vincente e soprattutto in questo periodo dare senso di unità di progetti e senso delle istituzioni. La destra ha donne e uomini sia del partito che della società civile in grado di candidarsi ad essere forza di governo».

Lei e stato il “padrino” vogherese della lista “Cambiamo con Toti”, appoggiata da Delio Todeschini e da altri politici vogheresi provenienti dalla destra vogherese. Com’è la situazione in quella lista oggi?

«Delio è una persona serie e moderata, sono convinto che sia la persona giusta per dar vita ad un progetto civico di forte aiuto alla coalizione».

Come mai la scelta di “rientrare” in Fratelli d’Italia?

«Io sono sempre stato a destra, con in mente l’idea di una grande destra di governo. Il PDL fu una grande opportunità, fatta arenare da leader troppo paurosi di gestire l’orticello senza rendersi conto che stavano già in un grande e disteso campo. Fratelli d’Italia ha oggi la grande opportunità di riunire il centro destra diffuso in unico progetto come forza di governo e di alternativa alle euro-sinistre».

A tal proposito cosa ne pensa della scelta di Marina Azzaretti di unirsi a voi?

«Marina è un amministratore navigato ed esperto. “Voghera” è la prima parola che gli esce dalla bocca ogni volta che parliamo, per cui per un progetto di governo sarebbe un innesto importante. Credo che chiunque voglia mettersi in gioco per Voghera debba seguire la strada di Fdi».

ASM: concorda con la modifica del Cda e le nuove nomine?

«Non seguo da vicino questa vicenda ma sono sicure che saranno state oggetto di riflessioni da parte della politica locale. Non mi piace dare giudizi su ciò che legittimamente fanno i vogheresi».

In Oltrepò oggi c’è un politico di riferimento un erede di Abelli o di Alpeggiani?

«Non credo all’eredità politica, ci saranno nuovi futuri leader. Ci vorrà tempo e intelligenza ma come sempre nella politica gli spazi vuoti si riempiono e si riempiranno».

Elena Lucchini (Lega) e Cristian Romaniello (M5S) sono i due rappresentanti oltrepadani a Roma. Il lavoro di questi due politici a Roma ha portato benefici in Oltrepò?

«Sicuramente si danno da fare. L’Oltrepò oggi ha bisogno di ascolto e velocità non di diktat e soloni. L’Oltrepò è un territorio fantastico e complesso che ha bisogno di molta attenzione e di scelte importanti per la rinascita infrastrutturale, idrogeologica e un rilancio del comparto vino». 

Giovanni Palli, sindaco di Varzi e Presidente della Comunità Montana, può essere il nuovo punto di riferimento della valle Staffora?

«Sicuramente il ruolo che ricopre gli può dare il giusto spazio. Sta a lui costruire bene il tavolo delle alleanze».

Scandalo del vino: tanti sapevano  che la cosa era reiterata e diffusa. La politica “non sapeva nulla” e questi politici di lungo corso che ora danno ricette sul vino.... Dove erano?

«Gabriel Garcia Marquez: cronaca di una morte annunciata. Andava fatto un nuovo progetto industriale aiutando parallelamente le aziende più virtuose. Speriamo per il futuro».

Durante la sua campagna elettorale ha battuto tutto l’ Oltrepò pavese. Terra che conosce molto bene... Perché il turismo in Oltrepò non riesce a decollare?

«Perché se da Milano non hai strade adeguate difficilmente arrivi in Oltrepò e soprattutto troppe Doc e Docg. Oltrepò è prima di tutto terrà del Pinot Nero, tra l’altro un vitigno fantastico sia sul rosso che sul metodo classico. La Franciacorta ha 1800 ettari di superficie vitivinicola coltivata, l’ Oltrepò 13.500 ettari. Loro hanno autostrade e ponti, noi abbiamo il ponte della Becca e non abbiamo la Broni-Mortara».

di Silvia Colombini

 

Tutti insieme allegramente. L’Oltrepò Pavese sfida il Coronavirus della vitivinicoltura locale, ovvero il deprezzamento di vino e terreni tra continui scandali, con il rimedio di sempre: la grande ammucchiata, la pace finta, l’unione d’intenti da edicola, la fame di poltrone per rifarsi una verginità. Stare insieme per prendere tempo, fino alla prossima tempesta e ai prossimi arresti perché sono quasi tutti concordi nel sostenere che non sia finita qui osservando a scaffale bottiglie a bassissimo costo che stonano rispetto a imprese in forte crescita economica.

La politica regionale e l’Ersaf, dopo 2 anni di porta a porta che neanche i venditori del Folletto, hanno partorito un grande risultato: (quasi) tutti insieme verso il sol dell’avvenire. Io credo poco ai grandi ritrovi sul territorio dei distretti, dei club e dei ristretti non al bancone. Credo molto di più alla rilettura, che mi ha consigliato un amico che conosce bene l’universo di Assoenologi, di uno studio pubblicato nel 2016 dalla Fondazione Bussolera Branca e curato da Paola Rossi, all’epoca ricercatrice di Demoskopea.

L’indagine, letta ma non capita da nessuno degli attori, era stata fortemente voluta dalla Fondazione e dal suo presidente, Fabio Cei, per aiutare il territorio a trovare soluzioni efficaci. Si suggerivano soluzioni reali e non interventi ecumenici.

Dieci gli obiettivi immediati che la ricerca, ancora molto attuale, metteva in luce dopo aver raccolto centinaia di opinioni e riflessioni: esportazioni (attrarre importatori e presidiare le fiere estere); lavorare sui marchi, non sul vino sfuso o sui vitigni; rifiutare la proposta multipla e polverizzata per puntare solo su alcuni vitigni («il resto verrà a rimorchio»); coordinare le rappresentanze d’interessi (conflittualità permanente e tendenze centrifughe); impedire che la grande distribuzione posizioni il vino dell’Oltrepò come prodotto a basso prezzo; indirizzare la politica; contrastare l’autoreferenzialità; promuovere un territorio intero e non solo vini, castelli o ristorazione; costruire ed educare il cliente dell’Oltrepò e corredare i vini di racconti; proporre il miglior rapporto qualità-prezzo, con attenzione al consumatore; puntare sul Pinot nero nelle tre declinazioni: metodo classico, Cruasé, rosso nobile; lavorare sulla Bonarda con blocco di prezzo verso il basso. Erano stati diversi e qualificati gli attori del territorio intervistati: Riccagioia, Consorzio di tutela, Distretto di qualità, cantine sociali, Regione, Provincia, Comune di Broni, Ascovilo, Confagricoltura, Camera di commercio e ristoratori vari. Poi gli esperti del settore, la voce produttiva oltrepadana: aziende vitivinicole classiche (con vigna e cantina di vinificazione), aziende viticole (che producono le uve e le cedono alle cantine sociali), cantine sociali, imbottigliatori e imprenditori. Nel rapporto fra elementi a favore e a sfavore - aveva messo in luce la ricerca - oggi vince la percezione di un territorio ove “non vale la pena” recarsi perché non riesce ad attrarre, in quantità apprezzabili s’intende, il cittadino lombardo diretto in Liguria, né il milanese deciso a trascorrere un fine settimana in campagna; si fa fatica persino ad attrarre il pavese in gita domenicale.

Per cambiare la reputazione dell’Oltrepò, dunque, il suggerimento era fare affidamento non tanto sui residenti e sui nativi, ma sugli imprenditori che in Oltrepò hanno speso e perciò sull’Oltrepò scommettono per vedere i ritorni dei loro investimenti. L’altra criticità che emergeva era poi che su 13.500 ettari di vigneti ci fossero troppi vitigni comunicati alla rinfusa.

Risultato: «offerta piatta e sfocata».

La Fondazione Bussolera Branca aveva tentato di dare una chance al territorio per ripensare se stesso, tuttavia è rimasto tutto lettera morta. Al contrario, oggi, la politica regionale spinge nuovamente a fare ammucchiate anziché scelte.

L’importante, forse, non sarebbe essere tanti quanto piuttosto mettere insieme i soggetti giusti. è un po’ come nel produrre vino: chi fa cisterne e chi non ha una vigna difficilmente saprà capire che spesso, quasi sempre in verità, per fare immagine presso il mondo degli amanti del vino si parte dalle bottiglie eccezionali che escono da una barrique selezionata, la proverbiale botte piccola…

In Oltrepò si pensa ancora che il riavvio parta da una flotta di trattori, qualche poltrona, qualche fiera, qualche consulente e qualche giudizio comprato. La strada lunga è difficile, quella breve è un virus contagioso e letale.

Sarebbe meglio non uscir di casa, anche perché il sistema immunitario dell’Oltrepò del vino è già fortemente compromesso.

di Cyrano de Bergerac

Dopo aver ritirato i premi conquistati nel 2019, consegnati lo scorso 9 febbraio da Aci Italia in una mega cerimonia di premiazione tenutasi presso il Monza ENI Circuit, in cui al driver stradellino, Davide Nicelli, nella foto con suo padre ed ex rallysta Guglielmo,  ed il suo navigatore, Alessandro Mattioda, sono stati conferiti i riconoscimenti per il 2° posto ottenuto nel Campionato Italiano Rally 2 Ruote Motrici, la coppa ACI per il primo posto nel 2 Ruote Motrici Junior e quella per il primo posto tra gli Under 25, il pilota oltrepadano ha svelato i suoi programmi per la stagione in corso.

«La scelta di quale macchina utilizzare quest’anno e il Campionato o Trofeo a cui partecipare, non è stata facile, visto che dopo la buona stagione dello scorso anno ho avuto diverse chiamate da più team – ha detto Nicelli – La possibilità era il passaggio su di una vettura R5 (probabilmente una Hyundai o una Skoda) nel CIRA, oppure utilizzare la nuova Clio R1 nel Campionato Italiano Rally R1 e partecipare al trofeo Renault, o invece con la 208, vettura già utilizzata gli anni scorsi, perché la nuova per i trofeisti sarà disponibile solo a partire dal 2021 e rifare il trofeo Peugeot e il due ruote motrici nel CIR come lo scorso anno.

Dopo un’attenta analisi e diverse valutazioni, abbiamo deciso di rimanere legati a Peugeot, ripresentandoci per il terzo anno nel CIR per giocarci il Trofeo Peugeot e il due ruote motrici. Disputeremo tutto l’italiano, credo di aver fatto la scelta migliore per quest’anno e per la mia carriera, perché  penso di avere le carte in regola per poter vincere entrambi i campionati visto che l’anno scorso ci siamo andati molto vicino.

Questa scelta la ritengo obbligata perché, prima di  passare su di una vettura R5 in un contesto importante come il CIR, voglio provare a vincere e dimostrare il mio valore con una macchina piccola. Al di la di ciò, sicuramente qualche gara spot con una R5 la disputerò quest’anno. Questo non vuol dire che sarà una stagione facile perché dovrò misurarmi con piloti veloci e competitivi magari anche con più esperienza e tutti con le carte in regola per dire la loro in ogni gara. Bisognerà munirsi di umiltà e spirito di sacrificio dall’inizio alla fine del campionato se si vuole puntare in alto. Poche quindi le novità dallo scorso anno, al mio fianco sul sedile di destra sarà sempre Alessandro Mattioda e sarò nuovamente seguito e supportato dalla scuderia La Superba.

L’unica novità sarà invece il Team con cui correrò; il toscano MM Motorsport, che ritengo uno dei miglior team d’Italia e non solo, marchiato Peugeot, questo grazie agli sponsor, a mio padre e a tutte le persone che mi hanno permesso di ripresentarmi ai nastri di partenza della massima serie in Italia: il CIR. Avrei voluto togliermi un po’ di ruggine invernale a fine febbraio al Rally del Canavese, dove per l’occasione avrei dovuto gareggiare con una Clio S1600 del Team Erreffe, una voglia che volevo togliermi da tempo, visto che sono innamorato di quella macchina, ma la situazione sanitaria, alquanto preoccupante, che si sta delineando sul territorio, ha portato all’annullamento della manifestazione. Nessuna gara test quindi».

In relazione alla pubblicazione del Dpcm del 9 marzo 2020 recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale, e in base alle indicazioni della Giunta Nazionale del CONI,  la Giunta Sportiva di Automobile Club d’Italia, ha deciso di sospendere tutte le gare di ogni disciplina dell’automobilismo sportivo su tutto il territorio nazionale fino al 3 aprile, e tutte le attività di qualsiasi livello riconducibili al mondo del motorsport in ambito ACI Sport.

di Piero Ventura

In piena emergenza Coronavirus i Volontari della Croce Rossa danno la loro collaborazione in tanti modi diversi: chi in prima linea nei servizi di Emergenza/Urgenza, chi ad assicurare spesa e farmaci a domicilio per le persone anziane e sole, chi... a produrre mascherine. Alcuni Comitati della Lombardia, tra i quali Voghera (con il Volontario Raffaello Vitale) hanno infatti dato vita ad una "sartoria d'emergenza" dove si assemblano 3500 mascherine al giorno, tra breve si arriverà a 5000. A chi servono? A cittadini, alle varie Forze dell'Ordine. Queste mascherine sono realizzate con materiali donati e sono composte di tessuto-non-tessuto, prodotto da un'azienda veneta. Tutto è fatto con l'ospitalità (e servizio pasti) della Fondazione AS.FRA. di Vedano al Lambro (MB) ed in collaborazione con la sezione Protezione Civile di Monza Soccorso. "Per marciare a pieno ritmo c'è bisogno dell'aiuto di tanti Volontari, dunque anche da Voghera attendiamo l'aiuto di molti – dichiara Chiara Fantin, Presidente del Comitato iriense -. In questo periodo vogliamo essere presenti con tutti i servizi possibili per poter essere di aiuto ai nostri cittadini".

In relazione al Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) del 22 Marzo 2020, che impone delle restrizioni introduce ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale, si comunica che i seguenti servizi, forniti da Asm, subiscono delle variazioni: 

CENTRO MULTI RACCOLTA 

il Centro multi raccolta di strada Folciona è chiuso alle utenze fino al 3 Aprile prossimo.  I Cittadini che hanno necessità di smaltire materiale ingombrante possono rivolgersi al servizio di ritiro porta a porta, telefonando al numero 0383.335208. Il servizio è gratuito ed è quindi consigliabile, in caso di necessità, di usufruirne ed evitare di abbandonare il materiale nei pressi dei cassonetti o negli spazi pubblici per non incorrere in sanzioni e denunce. 

FARMACIE

Su approvazione della Direzione Sanitaria dell'Asst di Pavia, a partire dal giorno Giovedi 26 Marzo 2020, la Farmacia n. 1 (Viale del Lavoro 11), la Farmacia n. 2 (Viale della Repubblica 51) e la Farmacia n. 3 (Via Emilia 251) effettueranno il servizio a battenti chiusi fino a diverse indicazioni, che verranno tempestivamente comunicate all'utenza.

Cresce di 79 unità il numero dei contagiati in provincia di Pavia, raggiunta quota 1.578 . Sono complessivamente 57.521 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 3.491. Martedì l'incremento era stato di 3.612. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 74.386. Il dato è stato fornito dalla Protezione Civile.

Crescono le persone guarite che toccano quota 9.362 dopo aver contratto il coronavirus, 1.036 in più di ieri. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile nel corso della conferenza stampa alla quale non è presente Angelo Borrelli che ha accusato uno stato febbrile. Ieri l'aumento dei guariti era stato di 894. Superati i 7mila morti in Italia a causa del coronavirus. Sono complessivamente 7.503 le vittime, con un aumento rispetto a ieri di 683. Martedì l'aumento era stato di 743. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile.

Per il quarto giorno consecutivo cala il numero di nuovi positivi al coronavirus in Italia: oggi sono 3.491 mentre ieri erano stati 3.612, lunedì 3.780 e domenica 3.957. Il numero delle vittime è oggi di 683, con un calo rispetto a ieri quando erano state 743, mentre lunedì l'aumento era stato di 601.

I malati ricoverati in terapia intensiva sono 3.489 i malati ricoverati in terapia intensiva, 93 in più rispetto a ieri. Di questi, 1.236 sono in Lombardia. Dei 57.521 malati complessivi, 23.112 sono poi ricoverati con sintomi e 30.920 sono quelli in isolamento domiciliare.

Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, ha accusato questa mattina sintomi febbrili mentre era in corso il comitato operativo. Secondo quanto si apprende, al commissario è stato fatto un nuovo tampone per il coronavirus dopo quello negativo di qualche giorno fa e si attende l'esito dell'esame. Borrelli, afferma una nota del Dipartimento della Protezione Civile, dopo aver accusato i sintomi febbrili ha lasciato immediatamente la sede del Dipartimento in via Vitorchiano a Roma.

E' stato ricoverato all'ospedale San Raffaele di Milano Guido Bertolaso, l'ex capo della protezione civile chiamato dal presidente della Lombardia Attilio Fontana come consulente per il progetto del nuovo ospedale in fiera. Lo si apprende da fonti della Regione. Proprio ieri Bertolaso aveva annunciato di avere la febbre e di essere risultato positivo al Coronavirus.

L'ex capo della Protezione Civile si trova da ieri al San Raffaele e le sue condizioni sono rimaste stabili nelle ultime 24 ore, non ci sono stati peggioramenti. Secondo quanto riferiscono fonti a lui vicine, ha solo qualche linea di febbre ed è stato sottoposto già ieri ad una lastra ai polmoni, che risultano 'puliti'. Bertolaso viene comunque tenuto sotto osservazione con esami frequenti e trascorrerà al San Raffaele la quarantena.

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