Lunedì, 06 Aprile 2020
Giovedì, 19 Marzo 2020

È successo di nuovo e tanti di primo acchito hanno manifestato un’indignata sorpresa. Nei giorni successivi è iniziata a circolare, tra la gente, sui giornali e sui social la frase: “Sì… ma lo sapevano tutti!”. Una frase che esprime una situazione che ad onor del vero era palese, perché nei bar e tra le strade delle nostre colline tanti, pressoché tutti, lo dicevano già da prima, da anni, e lo ribadiscono ora. Se dice il vero la locuzione latina “Vox populi, vox Dei” (“Voce del popolo, voce di Dio”) forse anche a quello che dice la gente un po’ di credito bisogna darlo, a maggior ragione se sono viticoltori o addetti ai lavori.

Là dove si produce la prima risorsa economica dell’Oltrepò, il vino, da sempre si vocifera di queste piccole o grandi truffe o degli “arrangiamenti” che, lo sanno anche i sassi, da molto tempo e da molti vengono utilizzati come escamotage. Ecco, “da tanto e da molti”… perché senza troppi giri di parole, questo modus operandi non è cosa nuova.

Ora molti - non tutti perché comunque vale sempre il detto “tengo famiglia”- chiedono “pene esemplari”. Si tratta però di un’espressione abusata e con poco senso: ci sono delle leggi, (la giustizia è cosa diversa dalla Legge, ma questo è un altro discorso) ed in base a queste leggi i malcapitati arrestati ed indagati, se saranno ritenuti colpevoli, saranno condannati in base alle leggi, ma in modo equo e non “esemplare”!

Dico “malcapitati” perché alcuni di questi mi sono anche simpatici, anche se negli anni e mesi scorsi bollavano come sciocchezze quanto Il Periodico diceva, forse perché leggendo gli articoli si sentivano toccati (ed alla luce dei fatti magari anche giustamente). Non avendo poi tendenze forcaiolo-giustizialiste, aggiungo che questi “malcapitati” non sono i soli e se gli organi di giustizia faranno il loro dovere non saranno neppure gli ultimi a “malcapitare”.

Non devo difenderli io, ripeto che mi sono anche simpatici, ma mi chiedo se sono davvero i soli presunti colpevoli o se invece ad altri viticoltori, cantine, commercianti ed imbottigliatori è fino ad oggi andata bene.

Vi riporto per intero le parole che l’ex Ministro dell’Agricoltura e attuale parlamentare Gianmarco Centinaio ha rivolto all’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi in occasione della conferenza svoltasi a Riccagioia ultimamente, dopo l’ennesimo scandalo vino: «Non era scontato il fatto che un Assessore regionale spendesse così tanto tempo ed impegno e ci mettesse la faccia per un territorio che non ha dimostrato, ahimè negli anni, di voler cambiare le cose e non ha dimostrato di voler andare in quella direzione in cui alcuni imprenditori, e sottolineo alcuni, vogliono andare e perché sottolineo alcuni? Perché quando si parla di qualità non è tutto l’Oltrepò che vuole parlare di qualità, perché se così fosse non ci sarebbe in COOP oggi, una bottiglia di Bonarda in vendita ad 1,85 euro, perché avere una bottiglia di Bonarda ad 1,85 euro vuol dire, e voi lo sapete meglio di me che siete del settore ed io no, come mi diceva un noto imprenditore dell’Oltrepò pavese che io non capisco un cazzo di vino, vuol dire che d’ora in avanti le bottiglie di Bonarda in giro non verranno considerate prodotto qualità, che sarà difficile vendere il Bonarda di qualità, che sarà difficile se non praticamente impossibile visto e considerato come sta andando il mercato a livello internazionale e a livello italiano, scalare questa situazione il più velocemente possibile. E’ necessario che si cominci a parlare realmente di qualità e quindi si cominci a dare voce a quei pochi imprenditori e sottolineo la parola imprenditori dell’Oltrepò, che hanno voglia di parlare di qualità.

Parlare di qualità vuol dire cambiare i disciplinari, perché con i disciplinari che ci sono in questo momento, e lo sapete benissimo tutti, non si può parlare di qualità, vuol dire finalmente smetterla di avere a che fare con i “furfanti” perché non è mettendo la testa sotto la sabbia e non parlandone e facendo finta di niente che l’Oltrepò va avanti ed io sono contento che il Consorzio abbia chiesto i danni a chi di dovere, ma dovrebbe farlo tutto l’Oltrepò e dovrebbero farlo anche tutti i sindaci del territorio.

Qui hanno e stanno massacrando il territorio. Non è solo una questione di social, ma quando accendi la televisione e ti fanno vedere gli elicotteri della Polizia sopra il nostro territorio non ti fanno vedere una cosa bella, e quando io passo una settimana in Emilia Romagna e parlo con i viticoltori, i ristoratori, gli albergatori, e dico loro da dove arrivo… non c’è una risposta, ma c’è un sorrisino…. vista la situazione.

Non va a male la reputazione di Gianmarco Centinaio, ma va a male la reputazione dell’intero territorio, e va male la reputazione di un territorio che vuole investire sul turismo, sull’enoturismo e sulla valorizzazione perché chi sta vincendo questa sfida sono quei territori che hanno fatto del prodotto e del territorio un punto di forza, ma se noi non lo facciamo e andiamo avanti a mettere la testa sotto la sabbia, vorrà dire che aspetteremo altri 4 anni... Se non ricordo male risale a poco più di 4 anni fa l’altra vicenda... (riferimento allo scandalo di Terre d’Oltrepò ndr) e tra 4 anni avremo il prossimo… e speriamo non prima…

Allora cominciamo a tagliare con queste persone, cominciano a non fornire le uve a queste persone, perché si sa chi fa cosa in questo territorio, lo sanno tutti, lo sanno anche le vostre uve chi fa cosa in questo territorio… se siamo in grado di aiutare chi fa produzione di qualità, allora a quel punto, benissimo, chi fa produzione di qualità si porta dietro anche gli altri se no, in caso contrario, andiamo a fondo tutti e va a fondo tutta la Provincia, perché quando si parla di Oltrepò Pavese non si parla di Oltrepò Mantovano!

Voi avete una responsabilità cari signori, sulle vostre spalle oltre che dell’Oltrepò Pavese dell’intera provincia e se ci sono gli elicotteri sopra l’Oltrepò Pavese, ci sono su tutto il territorio della Provincia di Pavia. Chi fa il mascalzone deve pagare, per tutto il resto disponibile a valorizzare, promuovere ad aiutare, attraverso i contatti che abbiamo anche con esportatori ed importatori che arrivano da altri paesi».

Le parole dell’Ex Ministro sono forti e chiare, oggi qualcuno dirà che le ha sempre dette, ma onestamente io personalmente in questa forma e con questa chiarezza non le ho mai sentite… ma andiamo oltre, meglio tardi che mai… Ciò che dice Centinaio al di là di ogni colore politico è cosa giusta e di buonsenso, quando risponde a coloro che in modo stupefacente danno la colpa ai giornali, alle televisioni e ai social che parlano male del nostro Oltrepò. ribadendo che la colpa è dei fatti incresciosi che avvengono e non dei media che riportano il fatto o dei social dove il fatto viene commentato, l’ex Ministro dice una cosa ovvia: è ovvio che la colpa non è di chi riporta la notizia di reato ma di chi lo commette, come è ovvio che nascondere la polvere sotto il tappeto o mettere la testa nella sabbia non è una buona strategia.

Centinaio sostiene un’altra cosa ovvia: che le rese per ettaro devono essere abbassate perché altrimenti una parte del vino sarà sempre fatto solo di carta e qui… dovrebbe intervenire il Consorzio … vedremo se, come ed in che tempi interverrà.

Il nuovo direttore Carlo Veronese a me personalmente fa tenerezza: il suo è un compito arduo, è passato dall’essere direttore del Consorzio del Lugana DOC al Consorzio Tutela Vini dell’Oltrepò Pavese, che è un po’ come passare dalla guida di una Fiat 500 Abarth a quella di un camion rimorchio.

Ne sarà capace? Forse sì o forse no, solo il tempo darà la risposta, perché è certo che le due situazioni sono ben diverse. Dove lavorava prima il vino da promuovere era uno, il Consorzio formato da produttori con le idee chiare sempre uniti per perseguire un obiettivo comune e gli ettari di vigneto 2.500. In Oltrepò i produttori sono molti di più, gli ettari sono 13.500, le tipologie di vino un’enormità e gli interessi oltre ad essere di più sono anche diversi tra di loro. Insomma il suo compito non sarà una passeggiata, ma chi l’ha “messo lì” evidentemente lo ritiene persona adatta a svolgere tale compito. Per inciso, chi lo ha messo lì non sembra essere l’Assemblea del Consorzio dopo l’azzeramento della governance e le regole di voto riscritte, come in realtà sarebbe stato logico… ma al di là di chi ce lo abbia messo, speriamo ce la faccia. Non lo spero io ma lo spera l’intero Oltrepò.

Capiamo il “sangue amaro” che si sta facendo in questo giorni, non è mai bello essere criticati, neanche sui social, ma certamente dopo le sue prime “incazzosette” risposte sui social e le prime “incazzosette” prese di posizione verso giornali che, dando spazio a tutte le opinioni in una delle pagine hanno criticato il suo operato, ci auguriamo sappia in futuro accettare gli elogi ed anche le critiche. Magari consigliato anche da chi di professione fa l’addetta stampa e che, balzellon balzelloni, è balzata al Consorzio. Certo, sempre che l’addetta stampa in questione sia in grado di tenere con i media un rapporto costruttivo e di dialogare con tutte le testate, non solo con quelle che stendono tappeti rossi. Sì, perché ci sono anche quelle che esprimono critiche:  esistono anche quei media che per par condicio pubblicano le opinioni di tutti i colori, perché mettere i tappeti di tutti i colori vuol dire dare spazio a tutte le opinioni anche se tutte le opinioni sono opinabili. Ci sono stampa e ufficio stampa, anche se ultimamente in Oltrepò Pavese la differenza tra i due non è più chiarissima e così ben distinta...

Il buon Veronese ha un compito difficile, è evidente, ecco perché mi fa tenerezza. Nel mazzo di carte del vino dell’Oltrepò ci sono alcuni “jolly”, lui ne ha già estratti alcuni e qualcuno certamente sbagliato. Se è amante della musica risenta la strofa di una canzone di Baglioni: “Strada facendo vedrai... perché domani sia migliore, perché domani tu”.  A proposito di jolly sbagliati, che dire della sua affermazione sull’idea, poi più o meno spiegata, di non fare più promozione come Consorzio ai vini oltrepadani nel canale della grande distribuzione organizzata (spesso abbreviata GDO), che rappresenta circa l’80% del mercato in bottiglia del vino oltrepadano?

Che dire? nulla… poi sui social ha cercato di spiegarla… ecco: spiegarla. Ma Veronese, così come i “malcapitati”, a me è anche simpatico: il suo compito è arduo in Oltrepò e, ripeto, mi fa tenerezza anche quando pesca i jolly sbagliati. Ritornando alle parole di Centinaio quando dice “iniziamo a tagliare queste persone” riferendosi a chi mette in atto azioni illecite nel mondo del vino oltrepadano, mi sento di dire che la sua è un’opinione ovvia e semplicistica: perché è l’occasione che fa l’uomo ladro e l’occasione la offrono in primis le regole e la prima regola nuova dovrebbe essere  abbassare e di molto le rese per ettaro, soprattutto dell’IGT. Due anni fa lo si fece, poi qualcuno volle fermare i nuovi disciplinari già approvati e ripensarci, forse più per avere mani libere ancora, ancora e ancora...

Ripensandoci senza decidere, ci si è caduti ancora. Fa più freddo del novembre 2014 e non finirà. Questo nuovo scandalo del vino, piaccia o non piaccia, non è e non sarà l’ultimo in Oltrepò.

Alla richiesta della confessione anagrafica, ha nicchiato sorridente, divertita. Giustamente: ad una signora, l’età... non si chiede. Non si deve chiedere mai. Iniziato il Liceo Linguistico presso l’Istituto delle Suore Marcelline in Milano, si è poi diplomata in Ragioneria, sempre ad indirizzo linguistico, presso l’Istituto Verga di Pavia. Il cognome, la sua famiglia e la loro storica attività commerciale sono ben conosciuti e riconosciuti, famosi, da quasi sei decadi, a livello provinciale ed extra-provinciale, da quando rilevarono un negozio di casalinghi trasformandolo nel celeberrimo “Magazzino Moderno” di Voghera, paradiso dei bambini, per via dell’enorme offerta di giocattoli, e di tanti adulti per l’altrettanto ricca proposta nel settore della modellistica. Da circa un decennio si divide tra Voghera e l’amata Isola D’Elba, ove trascorre tutte le estati, fine primavera ed inizio autunno compresi. Abbiamo con grande piacere incontrato la Signora Annalisa Baldini. Ma non per parlare della suddetta attività, bensì per approfondire una sua passione diventata... realtà.

Prima di addentrarci nella, diciamo, vera intervista, vorrei chiederle come sta andando, in un momento certo non facile, la storica attività della sua famiglia...

«Beh, sinceramente... il Magazzino Moderno, come classicamente per tanti anni è stato conosciuto, intendo come vendita diretta al cliente in negozio, risente della generale crisi. Come un po’ tutte le attività commerciali cittadine, ritengo. Non è certo in condizioni critiche, questo no, ma grazie al grande impegno profuso da mio fratello Fabio nella vendita online, su internet. Dov’è possibile acquistare anche rari pezzi ancora delle collezioni di mio padre... Devo dirle ad onor del vero, per quanto riguarda il settore “modellismo” della nostra attività, che neppure a Milano sono più presenti negozi di settore. I centri commerciali, ma più che altro Amazon, hanno certamente inflitto una pesante battuta d’arresto alle attività più piccole. Io però non lavoro più in negozio da dieci anni, ed ahimè... nel 2017 è anche mancato il mio adorato papà».

Già anni fa, quando lei ancora lavorava in negozio, ricordo che aveva dato il via ad un’altra attività, legata ad una sua bellissima passione...

«Sì. Anni fa ho iniziato a dipingere su vetro. Bicchieri, sottopiatti, eccetera. La collezione, ancora in produzione, si chiama Pako-line in onore a Pako, un mio amato cane che avevo preso al canile. Alla pittura su vetro ho poi aggiunto anche la pittura su legno...».

Ed arriviamo al motivo della nostra intervista, ad una nuova avventura che proprio dal suo amore per i cani è stata ispirata...

«Da quando sono nata (sorride dolcemente) ho sempre avuto un cane. Chi mi segue sui canali Social senza dubbio avrà notato questo mio trasporto per questi quadrupedi speciali, unici. E proprio per unicità, ho sempre però ritenuto che nella vita di una persona ci sia sempre... il cane particolare. Quello speciale. Per me è stato Willy, il successore di Pako e come Pako preso al canile. Anche lui... ».

Willy è di razza lagotto, vero?

«Era, perché non c’è più. Si, comunque era un lagotto. Adesso nella mia vita c’è Tommy, un altro lagotto! Ma Tommy non l’ho preso al canile: mi è stato regalato da mio marito Fabrizio, affettuosamente “stanco” delle mie sofferenze ricordando il mio “preferito”».

I ricordi legati a Willy, al suo “preferito” quindi, l’hanno condotta nel 2019 ad una realizzazione in campo letterario. Ce ne vuole parlare?

«Con piacere! Ho appena pubblicato un libro, il mio primo romanzo, che s’intitola “Willy e gli altri”. Un progetto che giaceva nel cassetto da anni ma che l’anno scorso son riuscita a terminare. In verità, avevo già avuto un’esperienza di pubblicazione precedente, partecipando con una racconto dal titolo “Vita” all’interno di “Ricordi”, una raccolta di scritti legata ad amicizie di Facebook prodotta dal mio ex professore d’italiano dell’Istituto Verga di Pavia, il Professor Arona, ancora oggi mio caro amico».

Il vero significato di “Willy e gli altri” è l’amore verso i cani?

«Non esattamente. Il vero concetto è il non essere troppo concentrati su se stessi per potersi accorgere di quanto la vita sia bella dedicandosi agli altri. Dedicandosi con quello che si ha da dare, non necessariamente soldi, intendo. Può essere l’ascolto, un abbraccio affettuoso, risolvere a qualcuno un problema che magari per me è nulla ma per l’altra persona è una montagna invalicabile. In tutto questo concetto appena esposto, devo dirle che i cani ogni giorno ci danno lezioni, ma noi, sempre distratti, ci accorgiamo di pochissimo...».

Willy ha qualcosa di speciale da mostrare per quanto concerne questa tematica?

«Willy è l’anello di congiunzione con tutti gli altri cani presenti nel libro, ed ogni cane del libro migliora la vita a tanti personaggi presenti nella storia. Ed alla fine, come l’allacciarsi di una collana, come la ricomposizione di un cerchio, tutto va a posto nelle rispettive vite».

Quindi i cani diventano entità taumaturgiche?

«No, non si tratta di veri miracoli. Le faccio l’esempio di Willy, che salva la vita a Giulia, la sua padroncina, e crea un rapporto di amicizia con Totò, un vagabondo che a sua volta facilita l’esistenza a diverse altre persone... Totò finirà al canile, ma il sodalizio e l’affetto profondo con Willy gli daranno lo spunto per la fuga. Il destino li aiuterà...»

è un storia di pura fantasia?

«Lo svolgimento della narrazione si, ma ad esempio, nella vita reale, io mi son sempre considerata aiutata, assistita dai cani che ho avuto. Tutte le persone che hanno avuto ed hanno un cane al fianco lo sono, anche senza scendere in tematiche psicologiche: pensi a quanto un cane, che deve uscire in passeggiata, aiuta il padrone nella conoscenza di altre persone che si fermano a complimentarsi, o semplicemente parlare, dei rispettivi animali. Parlo sia di due giovani, che magari scoprono di piacersi parlando dei loro cagnolini in un’occasionale conoscenza, sia di due anziani che quotidianamente si tengono compagnia grazie magari proprio ai loro cani. Spesso, per una persona diciamo... avanti con l’età, il cane rappresenta la quotidiana compagnia, il quotidiano impegno che aiuta la vita...»

Qual è la parte concettualmente a lei preferita, intrinseca di un personaggio del libro?

«La lepre. Ho usato questa immagine per far parlare la coscienza. All’interno del compimento degli eventi, come collettore delle storie intrecciate, la lepre è la parola, il pensiero, il testimone di una potenza superiore».

Gli animali parlano?

«Si, gli altri animali parlano. Ma solo loro possono sentire, e capire, ciò che dice la lepre, che non parla alle persone...».

La lepre è allora il suo personaggio preferito?

«No (sorride). Il mio personaggio preferito è Osvaldo. è un uomo dalla evidente corpulenza, l’uomo che trova Totò, il vagabondo. Non è una figura esteticamente molto curata: infatti lo presento sottolineando che “i suoi peli escono spavaldi verso il mondo”, vestito con tute logore e grossi sandali ai piedi. è un rigattiere che recupera tutto ciò che trova di dismesso per rivenderlo in un mercatino. Ma con i proventi delle vendite, l’unico interesse che coltiva è visitare i musei più belli di tutto il globo terrestre! La sua cultura è inversamente proporzionale alla sua immagine: è enormemente ricca e bella!

Emotivamente intelligente e, ad esempio, con nozioni architettoniche da professionista di fama! Incontra Totò alla fuga di questi dal canile, accudendolo e permettendogli di proseguire la fuga alla ricerca, al ritrovamento di Willy».

A chi si è rivolta per la pubblicazione?

«Guardi, nella situazione attuale dell’editoria, dopo averne inviate copie a diverse Case Editrici, dopo aver nel contempo richiesto preventivi per l’auto-produzione ricevendo in risposta cifre esorbitanti per la stampa di relativamente pochi esemplari, essendo poi principalmente problematica la distribuzione, al di là della stampa, alla fine ho deciso per la pubblicazione su Amazon. Anche se, come ho detto all’inizio, questa multinazionale ha messo in crisi molte piccole, artigianali e familiari attività».

Ci sarà un seguito?

«Potrebbe essere... anche se ritengo, senza alcuna presunzione, di aver già “detto” molto in questa pubblicazione. Forse tutto. E forse... non necessita altro, a seguire».

  di Lele Baiardi

In provincia di Pavia 33 contagiati più di ieri con un incremento costante che è arrivato a quota  1011.

Il numero di vittime in Italia per Coronavirus ha superato quelle complessive della Cina: sono 3.405 i morti, con un incremento rispetto a mercoledì di 427. In Cina le vittime registrate finora sono 3.245. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l'aumento era stato di 475.  Sono 2.498 i malati ricoverati in terapia intensiva, 241 in più rispetto a ieri. Di questi 1.006 sono in Lombardia.  Dei 33.190 malati complessivi, 15.757 sono poi ricoverati con sintomi e 14.935 sono quelli in isolamento domiciliare.  Ad oggi in Italia ci sono 300 bambini malati di coronavirus ma "non ci sono vittime né casi gravi". "Questo - ha detto il presidente della Società italiana pediatria Alberto Villani durante la conferenza stampa - deve rasserenare moltissimo genitori e nonni, devono sapere che non è un problema pediatrico, quando ci sono sintomi va interpellato il pediatra e con lui stabilire il da farsi. Ma al momento il coronavirus di per se non rappresenta un problema per i bambini". "I presidi medici - ha proseguito Villani - vanno riservati a medici e infermieri, bisogna farne un uso intelligente: riusare i guanti non ha senso, usare la mascherina non ha senso se si mantiene la distanza. Né io nè il commissario Borrelli la indossiamo perché stiamo a un metro e mezzo".

Il commissario Angelo Borrelli ha reso noto di aver "firmato un'ordinanza per la dematerializzazione delle ricette mediche, con l'attribuzione di un codice; i cittadini non dovranno più andare da un medico di base, ma avranno un codice in farmacia per ritirare i farmaci".

Emergenza Coronavirus, sono 19.884 (+2.171) i casi positivi in Lombardia. Sono 7.837 i ricoverati in ospedale (con un aumento nettamente inferiore rispetto a ieri), sono 1.006 le persone in terapie intensiva (+82). I decessi continuano a crescere: a oggi sono morte 2.168 persone. "Stiamo allentando troppo i nostri comportamenti sociali – ha detto l'assessore al Welfare Giulio Gallera -. C'è ancora troppa gente in giro. È una fatica per giovani, anziani, per tutti. Parleremo con governo perché questi dati dicono che continua a crescere"-  Altri cinque medici sono deceduti a causa del nuovo coronavirus in Lombardia, portando a 13 vittime il tragico bilancio tra i camici bianchi, secondo quanto riferisce la Fnomceo. Le ultime vittime sono Luigi Ablondi, ex direttore generale dell'Ospedale di Crema; Giuseppe Finzi, medico ospedaliero di Cremona, e Antonino Buttafuoco, medico di base di Bergamo. Altri due medici sono morti a Como: Giuseppe Lanati, pneumologo, e Luigi Frusciante, medico di famiglia. Erano entrambi in pensione ma operativi. La lista dei decessi tra i medici è in purtroppo continuo aggiornamento.

"Abbiamo disperato bisogno di infermieri e medici, oltre che di apparecchi di ventilazione e dispositivi di protezione individuale". E' l'appello in inglese, diretto anche all'estero, di Stefano Fagiuoli, direttore del Dipartimento di Medicina dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che è "in piena emergenza" per il coronavirus.

"Il nostro personale, medici e infermieri sta lavorando giorno e notte, innumerevoli ore, per combattere questa incredibile situazione - dice Fagiuoli in un video messaggio sulla pagina Facebook dell'Asst Papa Giovanni XXII -. Noi non sappiamo quando a lungo questa pandemia durerà. Ho due messaggi. Il primo è per la popolazione, per favore restate a casa. Il secondo è per chiunque voglia aiutarci. La ong Cesvi - aggiunge - ci sta aiutando con una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme, quindi se potete aiutateci. E se siete personale sanitario siete più che benvenuti a unirvi a noi per combattere il coronavirus".

"Abbiamo bisogno di medici, speravo che tra le call che avevamo fatto in questi giorni tra pensionati e specializzandi ci fosse più risposta e invece non c'è stata. Abbiamo carenza di medici, questi poveri crisi stanno cedendo fisicamente e sono pochi rispetto alle esigenze", ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana.

"Oggi certamente parlerò al presidente del Consigli per capire cosa si possa fare nel più breve tempo possibile" ha detto il presidente della Lombardia sulle misure più rigide che vorrebbe fossero introdotte anche alla luce di quanto suggerito dalla delegazione cinese guidata dal vicepresidente della Cri locale Sun Shuopeng . La sua richiesta sarà "che si prendano i provvedimenti che sono stati suggeriti" con stop di attività produttive e trasporto pubblico.

"Stanno facendo un lavoro eccezionale i nostri medici e infermieri, che sono allo stremo e io sono preoccupato dal fatto che prima o poi anche loro possano cedere fisicamente e psicologicamente e se cedono loro sarebbero un disastro", ha concluso.

Per quanto riguarda il decreto Cura Italia "la mia sensazione", dice Fontana, è che i 25 miliardi di euro previsti dal governo "sono pannicelli caldi non prevedono minimamente la possibilità di una ripartenza economica e non prevedono il fatto che, spero di sbagliare, c'è il rischio che" questa emergenza "parta anche in altre regioni".

"Abbiamo bisogno di fare invertire i numeri" del contagio, "ci sono troppe persone in giro. State a casa, solo per qualcosa di eccezionale se uscite fuori state da soli non avvicinatevi agli altri", ha aggiunto il governatore.

La Procura di Milano ribadisce che le violazioni delle norme sul Coronavirus sono reati. Ogni denuncia per "inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità", a carico di coloro che vanno in giro in città senza un comprovato motivo, sarà valutata, caso per caso, e in caso di dolo, o anche solo di colpa, si infliggerà un decreto penale di condanna, che resta come un precedente penale. Così intende muoversi, da quanto si è saputo, la Procura di Milano nei confronti di chi viola le norme sull'emergenza Coronavirus.

Solo ieri in Procura sono arrivate 80 segnalazioni di violazioni e gli inquirenti precisano che si sta parlando di reati, che come tali vanno puniti.

Con una lettera indirizzata alla Ministra delle politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova, la filiera del vino – che riunisce le principali organizzazioni del settore Confagricoltura, CIA, Copagri, Alleanza delle Cooperative Italiane, Unione italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi – ha messo nero su bianco le difficoltà che il mondo vitivinicolo sta vivendo, in relazione alla grave crisi determinata dalla diffusione della COVID-19 e ha avanzato al Governo alcune proposte per mitigare i danni subiti dal comparto. 

Il perdurare dell’emergenza COVID-19 in Italia e la sua diffusione a livello globale determina una situazione di rilevante difficoltà per l’inevitabile contrazione dei consumi, per la chiusura dei pubblici esercizi, per la sempre più complessa la logistica che rallenta qualsiasi tipo di pianificazione delle attività anche di promozione sui mercati internazionali. 

A ciò si aggiunge la mancata ricezione negli alberghi, agriturismi e nella ristorazione, che ha sottratto un naturale sbocco per le produzioni nazionali, nonché un validissimo supporto promozionale dei vini italiani verso gli acquirenti nazionali e stranieri.

Il perdurare dell’emergenza COVID-19 in Italia e la crescente diffusione a livello globale dell’epidemia, rischia di creare quindi un eccesso di giacenza di prodotti in cantina a ridosso della prossima campagna vendemmiale e rende particolarmente incerto il contesto, rallentando qualsiasi tipo di pianificazione delle azioni di promozione nei mercati internazionali. 

Per affrontare questo scenario e per portare sollievo al settore, le organizzazioni della filiera hanno proposto al Ministro, nel più ampio spirito di collaborazione una prima serie di misure. 

In vista del prossimo Consiglio dei Ministri dell’agricoltura a Bruxelles, le proposte si muovono, con la richiesta di elaborare una strategia comune di sostegno straordinario al comparto agroalimentare insieme agli altri partner europei, mentre per il settore vitivinicolo si deve partire con una forte iniezione di flessibilità nelle misure già esistenti, tra cui il sistema delle autorizzazioni per gli impianti viticoli, la ristrutturazione dei vigneti, investimenti e promozione per liberare risorse a favore del settore in modo che possa dare, anche in questo momento di difficoltà, un contributo per il sostegno ed il rilancio dell’economia nazionale.

A livello nazionale la filiera ha avanzato alla Ministra Bellanova la convocazione del tavolo vino perché operi come cabina di regia del settore per le iniziative urgenti di supporto.

Per il mondo del vino italiano è necessario prevedere un “Piano Strategico di sostegno all’export vitivinicolo nazionale” articolato su missioni di settore, piani di comunicazione integrata sui mercati internazionali più ricettivi con previsione di misure straordinarie promozionali e di sostegno alla domanda di vino, sia per il mercato estero che interno, da strutturare con testimonial, opinion leader e “ambasciatori” a livello nazionale ed internazionale, oltre che iniziative volte a garantire liquidità alle imprese e snellimento burocratico.

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La Provincia di Pavia ha avviato un'indagine di mercato  rivolta ai soggetti di cui all’art. 45, comma 1, del Codice dei contratti pubblici, al fine di sollecitare la loro candidatura nell’ambito di una procedura negoziata per l’appalto dei lavori di bonifica e di messa in sicurezza del versante roccioso sulla S.P.18, al km. 1+100 in località Nivione, nel Comune di Varzi. Il termine per l’invio delle candidature è stabilito per il giorno 3 aprile 2020 alle ore 11:00. La documentazione è disponibile sulla piattaforma S.IN.TEL. di Regione Lombardia. L'indagine di mercato è individuata sulla piattaforma con il seguente codice  ID 122904984.

TIPO PROCEDURA: Manifestazione di interesse  DATA INIZIO RICEZIONE OFFERTE: 19/03/2020  STATO PROCEDURA: Pubblicata  DATA FINE RICEZIONE OFFERTE: 03/04/2020 11:00

Il Centro Culturale Islamico di Voghera Associazione di promozione sociale lancia un appello ai fedeli ed ai propri associati per mettersi a disposizione in questo momento dove il coronavirus sta flagellando l’Italia, i vogheresi e gli oltrepadani.  

“Come sappiamo tutti quanti – scrive Il Centro Culturale Islamico di Voghera -  l'Italia sta affrontando l'emergenza Coronavirus; quindi cari fratelli e sorelle abbiamo il dovere e l'onore, come cittadini, di aiutare il nostro Paese, che ci ha dato la sicurezza, un lavoro e dei buoni principi per i nostri figli, dandoci anche il privilegio della libertà religiosa. Ci sentiamo quindi in dovere di partecipare per affrontare questa situazione e vogliamo mobilitarci per offrire la nostra solidarietà. Il consiglio direttivo ha organizzato tre modi per dare la disponibilità:  

1) In questo momento la prima emergenza sanitaria a livello nazionale, segnalata dai diversi ospedali, è rappresentata da una drastica riduzione della raccolta di sangue. Per  questo il Centro Culturale Islamico di Voghera intende lanciare un appello sia alla Comunità Islamica ma in generale a tutta la cittadinanza affinché si riprenda questa fondamentale azione salvavita a sostegno del prossimo, la donazione di sangue. Donare sangue in questi casi è come salvare la vita, come ci raccomanda il Corano in questo versetto { Chi salva un'anima è come avesse salvato tutta l'umanità }  

2) Il Centro Culturale Islamico di Voghera ha preso l'iniziativa di raccogliere le offerte da mettere a disposizione dell'Ospedale Civile di Voghera per l'acquisto di materiale sanitario. In caso non dovesse essere necessario il materiale, si farà una donazione per le emergenze in corso.   

3) Il Centro Culturale Islamico si mette a disposizione della Protezione Civile, della Croce Rossa Vogherese e anche di altre associazioni che aiutano in questa emergenza.

Cogliamo l'occasione di invitare qualsiasi persona che voglia rendersi partecipe alla nostra iniziativa. A chi voglia donare il sangue chiediamo di contattarci e, per quanto riguarda la donazione in denaro, chiediamo di usare l'IBAN dell'associazione. Per informazioni:

Tel,3280227724;

indirizzo PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Grazie per la vostra collaborazione – conclude Il presidente  Ayadi Brahim  del Centro Culturale Islamico di Voghera."

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