Lunedì, 06 Aprile 2020
Domenica, 15 Marzo 2020

C’è anche una parte di Oltrepò protagonista nel film “Il Buco” (titolo internazionale “The Hole”) del regista calabrese  Michelangelo Frammartino, girato nel Parco Nazionale del Pollino tra l’agosto e l’ottobre del 2019. Il film, prodotto da Doppio Nodo Double Bind, Rai Cinema, Société  Oarisienne de Production e Essential Filmproduktion, con il sostegno della Fondazione Calabria Film Commission, Mibact, CNC, Artè\ZDF Eurimages. racconta la straordinaria impresa di 12 giovanissimi speleologi che nel 1961 scoprirono nel Sud Italia quella che - all’epoca - era la seconda grotta più profonda del mondo, l’Abisso di Bifurto. Lorenzo Blitto, commerciante d’automobili e socio della Associazione Nazionale Autieri d’Italia, sezione Oltrepò Pavese, è stato impegnato per diverse settimane in questa produzione internazionale, a bordo di un ex mezzo militare appartenente alla sua collezione.

Lorenzo, come le è stato proposto di partecipare alle riprese?

«Essendo il film ambientato nei primi anni’60 la produzione era alla ricerca di un veicolo militare che fosse operativo in tale periodo. Lo scenografo è arrivato al mio contatto tramite diverse ricerche da lui effettuate su gruppi di veicoli militari storici presenti sui social e nei vari siti dedicati. Per la produzione è stata una casualità abbastanza fortuita, in quanto in Italia, al momento, si contano solo 3 Fiat CM52 (autocarro medio 52, ndr) circolanti».

Quale argomento tratta la trama del film?

«Il film racconta di una spedizione speleologica realmente avvenuta nel 1961, nella quale 12 speleologi provenienti da Torino partirono alla ricerca di nuove grotte da scoprire nel sud Italia, essendo quelle del nord Italia già tutte conosciute ed esplorate. In questa spedizione l’esercito Italiano, in cambio della rilevazione topografica delle grotte, aveva fornito gli uomini e il mezzo di supporto necessario per il trasporto delle attrezzature nelle impervie montagne ubicate tra Calabria e Basilicata. In questa occasione venne scoperta nel Parco Nazionale del Pollino la grotta detta “Abisso del Bifurto”, che raggiunge quasi 700 mt. di profondità. Al momento della scoperta era la seconda grotta più fonda d’Europa».

Quanto tempo è stato impiegato nella produzione del film?

«Le riprese del film sono iniziate il 5 agosto 2019 ed hanno avuto termine alla fine di ottobre dello stesso anno. Tra i vari viaggi nel sud Italia ed all’estero, sono rimasto sul set circa un mese e mezzo».

Questa è stata la sua prima esperienza o aveva già partecipato ad altre produzioni? Qual è stato il suo ruolo?

«Questa per me è stata la prima esperienza di questo tipo: il mio compito era quello di condurre il veicolo per le impervie strade di montagna, di preparare il percorso ed istruire l’attore sull’utilizzo del veicolo».

Oltre al mezzo utilizzato per le riprese possiede altri veicoli militari?

«Oltre al Fiat CM52 utilizzato per le riprese, possiedo anche una Fiat AR76 (autoveicolo da ricognizione modello 76, ndr) ed altre auto d’epoca».

Nel caso le venga proposto, pensa di poter ripetere un’esperienza del genere in futuro?

«Certamente la potrei ripetere un’esperienza simile, salvo ovviamente altri impegni lavorativi».

di Manuele Riccardi

Da ormai quasi tre mesi la strada che collega Varzi alla piccola frazione di Nivione è chiusa in seguito alla frana del 20 dicembre scorso ed i disagi per la popolazione sono notevoli, dato che l’interruzione della provinciale 166 costringe diverse piccole frazioni in una situazione di isolamento che non è esente da rischi: il percorso verso Varzi, che prima richiedeva cinque minuti, oggi ne comporta circa trenta.

Anziani, disabili, una donna incinta: dovesse verificarsi un’emergenza per cui la tempestività dell’intervento può fare la differenza tra la vita e la morte, la paura che l’ostacolo possa rivelarsi decisivo è tanta. Se è vero che le chiamano “calamità naturali”, è altrettanto vero che per gli abitanti della zona non rappresentano novità: il dissesto idrogeologico in l’alto Oltrepò è una ferita sempre aperta, e una frana simile già nel 2016 aveva invaso la medesima strada. A questa condizione si aggiunge poi il fatto che a Nivione e paesi limitrofi manca da anni il segnale telefonico per i cellulari.

Se una parte della popolazione sembra essersi ormai rassegnata, altri esprimono apertamente il malumore.

Tra loro c’è Clara Dirotti, giovane residente che in paese ha scelto di rimanere e mettere su famiglia (a maggio è atteso il primogenito) alla faccia dello spopolamento.

«Penso di parlare a nome di più persone esprimendo questo forte stato di disagio e penso sia un dovere del cittadino far sentire la sua voce in situazioni come questa» spiega. «Non si tratta di un semplice “lamentarsi”, quanto l’iniziare a prendere consapevolezza del potenziale di questo territorio e cominciare a muoversi in collaborazione con tutti gli attori ed enti coinvolti per mantenerlo sicuro e accogliente».

Una critica, questa, che sembra esulare dalla situazione contingente che riguarda la frana…

«In Valle Staffora e in generale in Alto Oltrepò si parla tanto di marginalità, spopolamento, investimenti per ripartire…il dissesto idrogeologico è un fenomeno che purtroppo colpisce parecchio la nostra zona ma non fa certo notizia, è così da anni: la tipologia di intervento per garantire sicurezza e normale viabilità dovrebbe comprendere manutenzione delle strade e monitoraggio dei lavori già effettuati mentre la nostra esperienza, al contrario, ci dimostra che questi lavori vengono effettuati solo in situazioni d’emergenza».

L’ultima frana in effetti risale al 2016…

«Ed è proprio questo che mi fa arrabbiare: per la seconda volta nel giro di cinque anni ci ritroviamo isolati a causa di una frana, situazione maggiormente aggravata dalla mancanza di segnale telefonico nelle frazioni di Nivione e Cella, situazione anche questa che si protrae dal 2016».

Avevate già provato a segnalare queste problematiche?

«Nel settembre 2019 attraverso l’associazione di cui faccio parte, Nuvun, ho mandato una segnalazione dettagliata di questa problematica ad Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), e dovrebbero essere queste le attività del cittadino per far valere i propri diritti e migliorare la propria vita».

Queste segnalazioni hanno portato qualche risultato?

«Purtroppo no, perché ci vorrebbe più aggregazione da parte dei residenti e meno paura di confrontarsi con le istituzioni».

Quali sono oggi le vostre difficoltà quotidiane?

«Le difficoltà quotidiane riguardano sia le frazioni del comune di Varzi che la vicina Val Curone. Non c’è solo la lunghezza e scomodità dei percorsi alternativi da prendere per aggirare la frana. Strettamente collegato alla viabilità è anche il discorso delle emergenze mediche e sanitare: tanti anziani abitano nella zona e in questi casi di emergenza la tempestività di intervento può fare la differenza tra la vita e la morte. Ci sono anche persone disabili che devono essere assistite (quindi i costi a carico delle famiglie si alzano) e bambini che vengono sballottati per più di un’ora per andare a scuola».

Il disagio riguarda solo le categorie più “deboli”?

«Non solo, colpisce soprattutto chi deve recarsi quotidianamente a lavoro, percorrendo strade alternative che solo a fronte dell’emergenza sono oggetto di manutenzione.  Altro aspetto da prendere in analisi è quello delle attività imprenditoriali, che si trovano in difficoltà per la perdita di clienti e lavoro, e del turismo che subisce un duro colpo sia in termini di “incoming” sia in termini di immagine del territorio. I servizi primari dovrebbero essere non solo garantiti ma, altresì, incrementati costantemente: ci sembra paradossale, nel 2020, sentirci nuovamente cittadini isolati e senza alternative».

Il protrarsi di questa emergenza non interessa soltanto le piccole frazioni. La provinciale 166 dopo Valle di Nivione diventa provinciale 111, collegamento diretto con il comune di Fabbrica Curone. La frana di Nivione ha interrotto la possibilità di raggiungere agevolmente Varzi costringendo gli abitanti a lunghi giri per raggiungere il capoluogo dell’alta Valle Staffora. Da Fabbrica bisogna risalire la strada che porta a Cella di Varzi quindi raggiungere Castellaro e seguire la provinciale numero 91, che risulta per altro in più parti dissestata. Anche in questo caso, circa venti minuti di strada in più rispetto a prima. Le attività commerciali, soprattutto i ristoranti, denunciano un pesante contraccolpo negli affari. Qualcuno si sarebbe detto perfino a rischio chiusura.

di Christian Draghi

 

100 contagi in più rispetto a ieri in provincia di Pavia, in totale i contagiati sono  722 .   Sono arrivate a 1.809 le vittime del coronavirus in Italia. In un solo giorno c'è stato un aumento di 368 morti. Sabato l'aumento era stato di 175. Sono 2.335 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il virus, 369 in più di ieri.  Superati i 20 mila malati: sono complessivamente 20.603, con un incremento rispetto a sabato di 2.853, mentre il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 27.747, mentre in tutto i guariti sono 2335. Il dato è stato fornito dal commissario per l'emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile.

Sono 252 i nuovi decessi per coronavirus in Lombardia, una cifra mai raggiunta finora in regione in una singola giornata. Dall'inizio dell'emergenza in Lombardia non erano mai stati superati i 200 decessi in un giorno: ieri erano stati 76, mentre mercoledì 11 marzo erano stati 149, il numero massimo di decessi fino a oggi. "I positivi sono 13.272, più 1.587, i ricoverati in ospedale sono 4.898, più 602 rispetto a ieri, c'è una crescita costante ma non esponenziale. In terapia intensiva aumentano solo di 25, 757 in totale, un dato molto più ridotto rispetto alla media di 45 ma non cantiamo vittoria, anche perchè i decessi sono 1.218, con una crescita di 252": lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera.

"Intubiamo in Terapia intensiva anche più di 7 persone al giorno e lavoriamo senza sosta, con in media un turno di riposo ogni 14 giorni", racconta  Ivano Riva, anestesista e rianimatore dell'Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo.  "Se il trend dell'epidemia da SarsCov2 continuerà con questo ritmo, Bergamo reggerà ancora per pochissimo", ammette.

"Il ministro Boccia ha ricordato che sono state inviate 500mila mascherine in Lombardia, noi lo ringraziamo ma ne abbiamo bisogno di 300mila al giorno", ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, aggiungendo che se "una consegna di 500mila mascherine viene considerata importante, forse non c'è la percezione della battaglia che stiamo vivendo qua".

 "C'è massima attenzione per la situazione in Lombardia", puntualizza il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.  "Io vedo migliaia di persone che lavorano rischiando e senza sosta, dagli ospedali a chi garantisce i servizi, dalle Regioni, ai Sindaci, al Governo, alla Protezione Civile. E chiedo: basta polemiche, basta attacchi reciprochi. Siamo tutti sulla stessa barca e non c'è tempo da sprecare", dice anche il capo delegazione del Pd Dario Franceschini.

Il Sindaco di Voghera, Carlo Barbieri, scrive ai vogheresi : “Vi scrivo da casa, dove anch’io come tutti mi sono imposto di stare almeno fino a domani quando riaprirà il Municipio – scrive Carlo Barbieri - perché ci tengo ad aggiornarvi sulla situazione e su quello che abbiamo fatto e faremo. Sono in contatto con le autorità sanitarie, che ringrazio per l’immenso impegno che stanno impiegando per fronteggiare questa crisi, e la Prefettura. La situazione è difficile, ma sotto controllo. In accordo con loro vi comunico che il numero di contagi ad oggi è di 65 a Voghera, 80 in quarantena, ovviamente sempre in evoluzione.

Come Comune abbiamo adottato misure di emergenza visto il momento critico per non gravare ulteriormente sui cittadini come l’utilizzo gratuito dei parcheggi a strisce blu fino al 3 aprile, il lavoro di sanificazione delle strade realizzata dagli operatori di Asm che è costante e puntuale, abbiamo chiuso le aree verdi recintate e i dogpark cittadini, promosso con Ascom e Orti Sociali la spesa a domicilio e una serie di misure sui tributi che vi comunicherò a breve.

La Polizia Locale sta eseguendo un controllo difficile, ma puntuale di un territorio vasto come quello di Voghera. Tra venerdì ad oggi sono stati realizzati 35 controlli a esercizi commerciali, 55 auto e 135 pedoni sono stati fermati.

E’ un momento difficile che ci impone calma, ma anche tanto rigore alle regole che ci viene chiesto di rispettare. State in casa, vicini alle persone che amate, sfruttate questi momenti, anche per annoiarvi, perché fa parte della vita e dopo torneremo tutti a poterci abbracciare. Vi terrò informati su tutta quella che è stata l’attività comunale in questa emergenza, anche documentata dal sito istituzionale https://www.comune.voghera.pv.it/it, senza creare allarmismi né tantomeno omettere le informazioni.

Capisco la necessità di informazioni legittime, ma abbiamo la necessità di rispettare le normative sulla privacy che in questo momento è questione molto delicata. Mi state rivolgendo tante domande, non riesco a rispondere a ciascuno, come vorrei. Ma sappiate che quello che mi scrivete viene sempre preso in considerazione.

Credo di aver sempre mantenuto – conclude il sindaco vogherese - una educata statura nelle critiche, anche non educate, e così continuerò anche in futuro facendo del mio meglio."

Alessandra Bazardi, Segretario PD Voghera, ed i consiglieri comunali Roberto Gallotti e Ilaria Balduzzi, scrivono con richieste e proposte, al sindaco Carlo Barbieri e al neo presidente del CDA di ASM Pier Luigi Bianchi, in merito all'emergenza del coronavirus al momento sanitaria e prossimamente economica e sociale.

"In questo periodo d’incertezza dato dall’arrivo e dalla diffusione nel nostro paese del Covid-19 - scrivono gli esponenti del PD Voghera -  in attesa che il Governo prenda una decisione in merito nelle prossime ore, riteniamo opportuno che ASM Voghera sospenda immediatamente i pagamenti di luce e gas oltre che disporre la sospensione dei distacchi delle forniture essenziali di energia elettrica e gas per i clienti e le famiglie in difficoltà oltre che l’interruzione dei solleciti di pagamento nei confronti dei clienti morosi, quali provvedimenti immediati per far fronte alla crisi. Oltre al suddetto provvedimento che rappresenterebbe, per le famiglie e le aziende in difficoltà, un tangibile sostegno da parte dell’Azienda del Comune di Voghera riteniamo che questa Amministrazione debba dare un ulteriore contributo per supportare la comunità in un momento difficile per tutti che ha prodotto e produrrà difficoltà per le famiglie, le imprese, il commercio e il terzo settore, con ricadute economiche importanti.

Pertanto chiediamo la sospensione sin da ora dei pagamenti dei tributi per un periodo di sei mesi, salvo verifica andamento della crisi sanitaria in corso, delle tasse e delle imposte locali al fine di sostenere le famiglie e le aziende del commercio e dei servizi che attualmente versano in una situazione sempre più grave di difficoltà finanziaria.

In particolare:

 Tari ma anche imposte minori

 Esenzione del pagamento per i mesi di chiusura straordinaria dei nidi e la proroga del pagamento delle rette di frequenza

 Rinvio del pagamento delle prime tre rate del 2020 degli affitti e delle concessioni dovute al Comune per gli immobili di sua proprietà assegnate ad attività commerciali, culturali, giovanili, sport e del tempo libero nonché alle imprese

 Esenzione dal pagamento per parcheggi

Ma più in generale il Pd vogherese vuole dare il proprio contributo per supportare la comunità in un momento difficile per tutti che ha prodotto e produrrà difficoltà per le famiglie, le imprese, il commercio e il terzo settore, con ricadute economiche importanti. E’ un momento difficile per tutti, occorre andare oltre ad ogni schieramento politico. Vogliamo metterci a disposizione per dare un supporto al governo della città, per un’amministrazione più condivisa e che vada al di là di ogni convenienza di parte, per una volta, se comprendiamo la gravità di questa crisi, lo dobbiamo alle famiglie vogheresi. Occorre unità. Noi siamo pronti a dialogare e collaborare con tutti, per fare la nostra parte collaborando al Governo della Città in modo condiviso affinchè si riesca a dare risposte adeguate alle necessità del momento. In considerazione al fatto che dal mese di aprile p.v. fino ad autunno inoltrato sarà prorogato il periodo di gestione di codesta Amministrazione Comunale per la crisi in atto che non rende possibili nuove elezioni - conclude la lettera del PD Voghera -  ci rendiamo disponibili, tramite videoconferenza, per un Governo condiviso della Città per il bene delle famiglie vogheresi."

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