Lunedì, 06 Aprile 2020
Giovedì, 12 Marzo 2020

 Il Comune di Broni è intenzionato ad acquisire, tramite procedura di esproprio, i due palazzi di Piazza Italia e Via Leonardo da Vinci recentemente interessati da provvedimenti di sfratto. L'obiettivo dell'amministrazione (allo stesso tempo impegnata sul versante dell'edilizia residenziale pubblica con la ristrutturazione dell'ex Caserma di Via Cavour) è quello di abbattere gli edifici per completare un importante progetto di riqualificazione urbanistica: sulla superficie attualmente occupata dagli immobili si prevede di infatti di realizzare l'ampliamento del parcheggio, nonché un vero e proprio giardino urbano che estenderà l'area verde dell'ex scuola elementare permettendo un collegamento diretto tra Via Emilia e Viale Matteotti.
Operazione, quella prospettata dal Comune, che andrebbe a inserirsi nel più ampio programma di riqualificazione di Piazza Italia, dove nei mesi scorsi sono stati eseguiti interventi per circa 70mila euro finalizzati al miglioramento urbanistico.

«Abbiamo avviato il procedimento per l'apposizione del vincolo espropriativo dei palazzi di Piazza Italia e Via Leonardo da Vinci – spiega il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – e ora siamo in attesa che si concluda la procedura di liberazione degli immobili da parte dell'Istituto vendite giudiziarie, come disposto dal Tribunale di Pavia, in quanto il curatore fallimentare ha l'obbligo di consegnare gli edifici liberi da persone e beni. Alcuni sfratti sono già stati eseguiti, altri verranno effettuati nei prossimi mesi. Il settore servizi sociali del Comune è in stretto contatto con la Prefettura, l'ufficiale giudiziario e con le famiglie in difficoltà. In questa fase, la nostra principale preoccupazione è quella di tutelare al massimo i nuclei familiari più sensibili, con figli minori o condizioni particolari di fragilità. Non appena si sarà sbloccata questa situazione – aggiunge Riviezzi - attiveremo la procedura di esproprio per acquistare i due palazzi. Abbattendoli otterremo una rigenerazione urbana e la decementificazione della zona, oltre al raddoppio dei posti auto oggi a disposizione nel parcheggio già presente. Inoltre andremo a collegare direttamente Via Matteotti con via Emilia, tramite un'area verde usufruibile da tutti i cittadini». Parallelamente, l'amministrazione comunale andrà ad aumentare la disponibilità di alloggi per le persone in stato di necessità abitativa: «Attualmente – riprende il primo cittadino - sono in corso i lavori di riqualificazione dell'ex Caserma di Via Cavour, con la conseguente realizzazione di 6 nuovi alloggi temporanei. Ma non bisogna dimenticare che, grazie ai bandi per l'assegnazione di contributi da parte di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, negli scorsi anni sono stati realizzati e assegnati 14 nuovi appartamenti presso l'edificio denominato ex Mulino Meriggi e 8 nuovi appartamenti in Via Cairoli. Inoltre, nel corso del 2019, il Comune ha effettuato importanti interventi di manutenzione presso gli 11 alloggi del Fabbricato di Via Parini ed i 4 alloggi presenti nella Frazione Cassino Po. Posso affermare – conclude Riviezzi - che il Comune di Broni rappresenta un'eccellenza nell'ambito dell'edilizia residenziale pubblica». 

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La Giunta Comunale di Voghera ha approvato la collaborazione con la Croce Rossa Italiana di Voghera per le attività del Progetto Over 65, "Stai a casa, ci pensiamo noi", destinato alle persone anziane in difficoltà ad uscire di casa per l’emergenza coronavirus.

L’iniziativa prevede la consegna a domicilio della spesa, consistente in generi di prima necessità e/o farmaci ed è rivolto a tutte le persone anziane, sole o con problemi di salute, che non possono uscire di casa stante le prescrizioni normative previste per il contenimento del coronavirus Covid-19. Dal lunedì al venerdì dalle ore 16.00 alle ore 18.00 sarà possibile contattare il numero verde 800 200 988 e prenotare il servizio per il mattino successivo. I volontari della Croce Rossa Italiana di Voghera, in divisa e muniti dei dispositivi di protezione individuale, non entreranno in casa ma si fermeranno sul pianerottolo, ritireranno la lista della spesa o dei farmaci e i soldi.

La spesa verrà fatta nel supermercato più vicino all’abitazione dell’anziano e, al termine della spesa, i volontari consegneranno le borse degli alimenti e/o i medicinali con lo scontrino fiscale e il resto.

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 In questo momento non c'è altra priorità, ribadisce il sindaco Antonio Rivezzi, se non quella di «uscire quanto prima dalla crisi sanitaria in atto». Ma le cause di forza maggiore non impediscono all'amministrazione comunale di Broni di rivolgere comunque uno sguardo al futuro, a quel post-emergenza che vedrà la città e il territorio impegnati in un delicato processo di ripresa. Ed è proprio in questa direzione, proiettata al di là dei confini che il coronavirus sta progressivamente disegnando, che muove l'incarico di ricerca assegnato dal Comune a una équipe di esperti del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'Università di Pavia. Il team, guidato dal professor Stefano Denicolai, avrà il compito di elaborare un piano di sviluppo e rilancio tarato sulle caratteristiche del contesto locale, funzionale alla ripartenza del tessuto produttivo.

Parallelamente, il primo cittadino bronese ha annunciato l'intenzione di farsi promotore di un'importante iniziativa, che vedrà il coinvolgimento degli altri sindaci della zona: «L'impatto economico dell'emergenza – premette Antonio Riviezzi – andrà purtroppo a sovrapporsi alle tante criticità già presenti sul nostro territorio, dai problemi infrastrutturali alle carenze del trasporto pubblico, aggravando un quadro generale indubbiamente compromesso. Perciò – entra nel vivo il sindaco - non appena rientreranno le giuste restrizioni adottate per contenere i contagi, andremo a chiedere al Governo e alla Regione Lombardia un aiuto straordinario a sostegno del commercio e delle piccole e medie imprese. Le realtà economiche della nostra zona non saranno lasciate sole». E proprio a dimostrazione della volontà di aiutare imprese e cittadini, è giunta in queste ore la scelta del Comune di Broni di rimandare il pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti. Un primo, ma significativo provvedimento per dare una mano alle famiglie in un frangente che non ha precedenti nella storia recente del nostro Paese.

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In Provincia di Pavia sono 468 i contagiati, 65 in più rispetto a ieri, mercoledì, nelle ultime 24 ore in Italia si sono registrati 2.651 nuovi casi, 189 morti e 213 guariti. È il bilancio fornito dalla Protezione Civile. In Italia, dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, 15.113 persone hanno contratto il virus Sars-CoV-2. Di queste, rispetto a ieri 1.016 sono decedute, 189 in più e 1.258 sono guarite, 213 in più . Attualmente i soggetti positivi sono 12.839, con il conto che sale sale a 15.113, se nel computo ci sono anche i morti e i guariti. Il 98% dei deceduti da inizio emergenza ha più di 68 anni e il 67% ha patologie pregresse. I ricoverati in Lombardia sono 4227 , 395 in più di ieri, i morti sono 744, 127 in più di ieri con una una crescita leggermente inferiore a quella di ieri, dove c’era stato un aumento di 500. In terapia intensiva ci sono 605 persone, 45 in più rispetto a ieri, i dimessi sono 1.085, mentre sono 29534 i tamponi effettuati.

Questi gli ultimi numeri aggiornati della diffusione del contagio da Covid-19 resi noti nel tardo pomeriggio di giovedì dall'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. "L'unico modo per sconfiggere il coronavirus e vincere la battaglia contro questa infezione è evitare di contagiare e di essere contagiati" ha ribadito l'assessore, illustrando la situazione di difficoltà dei presidi ospedalieri“

Intanto nelle fabbriche, soprattutto al Nord, sono scoppiati scioperi spontanei di lavoratori che non si sentono tutelati a sufficienza, visto che la produzione non si è fermata. Nel Bresciano diversi casi, con gli operai che protestano: "Non siamo carne da macello". Tensioni anche in Piemonte, nelle Marche, in Emilia Romagna. I sindacati sono  tornati a chiedere la chiusura delle fabbriche fino al 22 marzo al fine di sanificare gli impianti e mettere in sicurezza i lavoratori.

Walter Ricciardi, membro dell'esecutivo Oms e consulente del ministero della Salute, spiega che è bene cominciare ad abituarsi a una lunga guerra, tenuto conto che la Sars, meno contagiosa, finì a maggio-giugno. Se va tutto bene, si dovrebbe arrivare all'estate, precisa l'esperto.

"Stare a casa è obbligatorio, un obbligo categorico - ha aggiunto Ricciardi, ospite di 'Agorà' su RaiTre - Il coronavirus si trasmette con goccioline da persona a persona, non è nell'aria". E sui risultati incoraggianti che arrivano dalla sperimentazione di un farmaco sui pazienti colpiti dal coronavirus dice: "A Napoli si apre una speranza, viene da una sperimentazione cinese. Questo farmaco contro l'artrite reumatoide - ha precisato - va però sperimentato su molte persone per poter dire se sia realmente efficace". 

Critiche al decreto di serrata arrivano dal governatore della Lombardia Attilio Fontana. Il provvedimento "dovrà essere riguardato e riesaminato, ci sono discrasie, cose che vanno corrette ma il dialogo con il governo prosegue per cercare di migliorare ulteriormente il documento", dice. Insomma, "si poteva fare di più". E risolvere il tema "della sicurezza dei lavoratori impegnati nelle filiere produttive lasciate operative dal decreto". E sui trasporti, "non possiamo interrompere il trasporto pubblico, lo dobbiamo rimodulare".

Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Pavia , la Direzione Strategica e gli operatori tutti, ormai da più di tre settimane sono impegnati nella lotta contro l’epidemia da Coronavirus, che si è scatenata  soprattutto nel territorio lombardo. Regione Lombardia, d’intesa con il Ministero della Salute, con deliberazione di Giunta n. XI/2906 dell’08/03/2020, ha comunicato ulteriori indicazioni in merito allo svolgimento delle attività, finalizzate al contenimento della diffusione del virus. ASST di Pavia garantisce le prestazioni ambulatoriali per le emergenze e le urgenze.

Si segnala che è attivo da martedi 10 Marzo il conto corrente “Regione Lombardia – Sostegno emergenza Coronavirus” (numero IBAN  IT76 P030 6909 7901 0000 0300 089    BIC BCITITMN) per raccogliere fondi per sostenere le strutture sanitarie che con i nostri medici, infermieri e tutto il personale coinvolto, sta combattendo in questi giorni una durissima battaglia per curare i cittadini lombardi e sconfiggere il COVID 19 

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Oggi è un giorno di festa per la Sezione UNIRR Stradella Oltrepò infatti uno dei reduci iscritti all'associazione, Luigi Colombi, ha raggiunto l’importante traguardo delle cento candeline. Ultimo di sei fratelli e sorelle, nacque a Castana, il 12 marzo 1920. Fin dalla giovane si appassionò alla viticultura e alla produzione di vini che lui stesso, già all’età di 15 anni, consegnava con il suo carro a Milano: proprio in questa città, qualche anno più tardi, venne chiamato a svolgere il servizio militare. Entrò a far parte del corpo dei bersaglieri e venne istruito all’uso della mitragliatrice. Successivamente iniziò una seria di trasferimenti: prima a Melegnano, per poi passare a Besozzo e tornare di nuovo nel capoluogo lombardo, quando la guerra era ormai alle porte.

Venne dislocato a Cuneo, in attesa di essere schierato in Francia a supporto delle truppe tedesche. Dopo la resa francese venne nuovamente trasferito a Udine. Con il XX battaglione bersaglieri, 8^ compagnia, partecipò all’occupazione di Spalato, arrivando a combattere sin in Dalmazia e in Albania. Tutti i trasferimenti venivano effettuati, come sempre, a bordo della sua bicicletta. Rientrato in Italia, partì immediatamente con lo CSIR per la Russia, il 24 luglio 1941. Partecipò alla conquista dei centri industriali di Donetsk e Rjkowo, alla conquista della linea Rassipnaja-Petropawlowka, e combatté nella sanguinosa Battaglia di Natale del 1941. Nel maggio 1942, insieme ad altri reparti della divisione Celere, raggiunse il bacino minerario di Bocovo Atrazit e, dopo una marcia di 450 chilometri, riuscì ad arrivare sulla riva destra del Don il 29 luglio.

Il 2 novembre il suo reggimento venne ritirato dalla prima linea per essere reintegrato, in quanto ridotto a quasi un quarto degli effettivi. L’8 dicembre 1942 tornò a casa, a piedi, per trascorrere la convalescenza. Allo scadere della licenza decise di disertare e arruolarsi nelle forze partigiane, nella Divisione Matteotti di Cesare Pozzi (“Fusco”). Terminata la guerra, il 26 dicembre 1946 si sposò con Maria, dalla quale ebbe due figlie. Ancora oggi, dopo ormai un secolo, vive a Castana, nella sua abitazione in frazione Casa Colombi. 

L’UNIONE NAZIONALE ITALIANA REDUCI DI RUSSIA è un’associazione costituitasi a Roma, il 9 agosto 1946, presso lo studio del Notaio Dott. Ignazio Arcuri, per volontà dei reduci della Campagna di Russia. Al gruppo originario si aggiunsero successivamente ex-prigionieri appena rimpatriati, che diventarono il cuore pulsante dell’associazione. Con Decreto Ministero della Difesa del 20 novembre 1996 l’UNIRR viene riconosciuta come Ente Morale. L’attività dell’UNIRR, ha avuto fin dall’inizio l’obiettivo di fare piena luce sulle vicende dell’ARMIR (Armata Italiana in Russia) e sulla sorte dei militari che ne facevano parte, con particolare riguardo agli oltre 90.000 Caduti sul Fronte Russo. L’UNIRR si è battuta per decenni al fine di ottenere dal Governo russo la possibilità di riportare in Italia le salme dei Caduti. Grazie anche a questo impegno, a partire dai primi 1991 sono iniziate ad opera del Ministero della Difesa. attraverso ONORCADUTI, le esumazioni dai cimiteri campali di Russia e Ucraina, che hanno permesso il rientro in Italia di migliaia di salme di Caduti noti e non identificati.

La SEZIONE UNIRR DI STRADELLA nasce nella metà degli anni ’50 per volontà di alcuni reduci stradellini. Con la scomparsa di questi ultimi, il labaro viene conservato per diversi anni dalle Patronesse UNIRR Sacchi Anna e Ines Montini, fino al 2008, anno in cui viene consegnato al Gruppo Alpini di Stradella. Dopo decenni di inattività, il 29 dicembre 2018 presso la sala “Ugo Magnani” del Comune di Stradella, alla presenza del Vicepresidente Nazionale Vicario e del rappresentante del Sindaco di Stradella, la Dott. Federica Vannini, viene ufficialmente riattivata la sezione nominandola UNIRR SEZIONE DI STRADELLA OLTREPO’, in modo da darle più ampia rappresentanza. La Sezione è presieduta da Carlo Brandolini e ha sede a Castana, nei locali messi a disposizione dall’amministrazione comunale presso il palazzo municipale.

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