Mercoledì, 19 Febbraio 2020
Mercoledì, 05 Febbraio 2020

 "Una fusione necessaria e fondamentale per ridurre i costi e per creare un'entità unica di gestione che dovrà rispondere ad un preciso piano industriale". Con queste parole il presidente Andrea Giorgi di Terre d'Oltrepò saluta la fusione tra la grande cantina cooperativistica, la più imponente della Lombardia per quantità di prodotto immesso sul mercato, è la storica cantina La Versa.
Un processo metabolizzato negli anni, da quando nel 2017 il nuovo management della realtà di Broni ha deciso, insieme al colosso trentino Cavit, di salvare il brand da una morte annunciata. Ora è arrivato il momento decisivo. Lunedì 10 febbraio, alle 14,30, presso il teatro Carbonetti di Broni, è convocata l'assemblea straordinaria dei soci che dovrà approvare il progetto di fusione per l'incorporazione della società controllata al 100% "Valle delle Versa srl" nella società controllante Terre d'Oltrepò. "Questa assemblea segnerà una svolta – spiega il presidente Giorgi – perché ci permetterà di avere sotto un unico cappello entrambe le cantine e ci permetterà non solo di ridurre notevolmente i costi di gestione, ma anche di mettere in pratica un piano industriale condiviso che possa riposizionare il marchio La Versa ed intensificare le vendite per le linee di Terre d'Oltrepò".
Un percorso, la fusione, iniziato ben prima. Come afferma il numero uno della cantina: "Appena ci siamo insediati nel 2017 eravamo alla ricerca di un marchio importante che potesse rilanciare la Cooperativa Terre d'Oltrepò. Lo abbiamo individuato sul nostro territorio, un brand conosciuto ed amato che aveva assolutamente bisogno di essere riposizionato. Insieme a Cavit si decise di rilevare la parte attiva di La Versa, ovvero il marchio,  le bottiglie di Metodo Classico ed ovviamente gli impianti. E' stata una scelta ponderata sul piano economico, pensata sotto il profilo industriale e voluta perché la cantina rappresenta un orgoglio oltrepadano che doveva assolutamente rinascere".
Alla fine di novembre 2019, di comune accordo, Cavit ha ceduto a Terre D'Oltrepo il 30% della quota. "Tutto fa seguito a delle esigenze aziendali ben precise. Prima di tutto la cooperativa trentina è impegnata nel rilevare e risanare una nota cantina trentina, nel contempo Terre d'Oltrepò necessita assolutamente di accelerare sul proprio piano industriale finalizzato alla riorganizzazione della politica commerciale e industriale. Da questi presupposti, consensualmente, le parti si sono accordate per la cessione della quota al prezzo nominale, dilazionando il pagamento in 6 anni".
Ma quali saranno i benefici dell'operazione? Il presidente Andrea Giorgi ha le idee chiare: "Ora Terre d'Oltrepo possiede il 100% di La Versa quindi, gioco forza, è naturale procedere ad una fusione per incorporazione in modo da realizzare delle economie sia dal punto di vista dei costi, che dal punto di vista organizzativo". Secondo una precisa analisi ci sarà un'evidente riduzione delle imposte locali, una riduzione dell'apparato amministrativo dovuto alla gestione di due entità; una semplificazione dei rapporti fra le cantine, una uniformazione dei contratti di lavoro. "A conti fatti – spiega Giorgi – andremo a risparmiare, con la fusione, circa 100mila euro annui. Una cifra importante che ci permetterà di dirottare risorse in altri settori utili alla crescita della cantina. In seguito all'assemblea straordinaria la nuova Terre d'Oltrepò sarà lo "scrigno", per usare un termine più sentimentale e meno economico, nel quale sono custoditi i marchi La Versa che guarda il mondo HO.RE.Ca – Negozi; il brand storico Casteggio per il canale della grande distribuzione e Sansaluto per il canale negozi". Il futuro dell'azienda è ancorato su dei binari ben saldi. Così il presidente Giorgi: "La riorganizzazione aziendale, frutto dell'approvazione dell'assemblea straordinaria della fusione per incorporazione,  assieme al percorso virtuoso dell'aumento della qualità dei nostri vini attraverso un'attenta lavorazione delle uve, dal conferimento alla trasformazione  definitiva, completeranno il percorso di stabilizzazione e accrescimento progressivo della liquidazione delle uve. Anche sul piano commerciale abbiamo le idee chiarissime, alcune di esse sono già state attuate con risultati immediati come l'accordo con il gruppo Francoli. Il marchio La Versa da un lato e, dall'altro, le linee premium dei nostri vini, firmate dall'enologo di fama internazionale Riccardo Cotarella, saranno l'ariete che consentirà l'entrata nei mercati dei nostri prodotti con tutte le linee".

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Sabato 8 febbraio alle ore 16,30, presso il Complesso “San Contardo” , nell’ambito della mostra dedicata a Mino Baldi, si terrà la presentazione del libro “La scuola insegna a costruire una comunità”, di Graziella Zelaschi, ex insegnante e preside di alcuni istituti dell’Oltrepò.

L’iniziativa, organizzata dal Comune di Broni vede la collaborazione dell’Istituto Comprensivo di Broni, del Lions Club Stradella –Broni - Montalino e dell’Associazione Consulta Giovani Broni.

Graziella Zelaschi, con questo libro, ripercorre le tappe principale della sua carriera di insegnante e di dirigente scolastico, fornendo ai lettori un quadro completo delle riforme che hanno segnato le nostre scuole negli ultimi decenni.

“L’incontro con Graziella Zelaschi rappresenta un importante occasione di conoscenza e di arricchimento per tutte le persone interessate al mondo della scuola – afferma l’Assessore Cristina Varesi – a tal proposito invito i docenti, i familiari degli studenti ed i giovani a partecipare a questa importante iniziativa.”

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A stretto giro dal cambio di proprietà dello scorso dicembre, quando l'immobile è passato dal Demanio al Comune di Broni, sono partiti i primi lavori per il recupero di Villa Nuova Italia. All'inizio della settimana è stata infatti avviata la procedura di pulizia e sanificazione della dependance, dove nel corso degli anni si sono accumulate deiezioni e carcasse di piccioni. Le operazioni in corso comprendono sia la rimozione dall'edificio di qualcosa come 40 tonnellate di rifiuti, sia la disinfestazione dai parassiti legati alla presenza dei volatili. Il tempestivo intervento sulle condizioni igienico-sanitarie della struttura secondaria rappresenta, dunque, l'atto d'esordio della progettualità con cui l'amministrazione comunale intende restituire alla comunità di Broni uno dei suoi edifici-simbolo.

Nel breve periodo prenderà inoltre il via il programma di lavori nel nucleo principale: si inizierà con la revisione dell'impianto di riscaldamento e il ripristino del locale caldaia, per poi passare alla rimessa in funzione dell'ascensore.

«Ci siamo mossi da subito – commenta il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – per riportare Villa Nuova Italia a quelle condizioni di decoro che la sua storia reclama. D'altro canto l'acquisizione dell'immobile è un traguardo che la nostra città ha inseguito per oltre 65 anni. Ne siamo orgogliosi, ma allo stesso tempo dobbiamo essere consapevoli dell'importanza di un'attenta opera di recupero di questo monumento architettonico».

Realizzata sul finire dell'Ottocento per scopi residenziali, negli anni Venti del secolo scorso Villa Nuova Italia ospitò una struttura alberghiera e, nel secondo dopoguerra, fu anche sede provvisoria del palazzo municipale. Più volte richiesta dal Comune di Broni, solo alla fine del 2019 è entrata a far parte del patrimonio dell'ente locale, passaggio che ha finalmente spianato la strada all'attesa riqualificazione del complesso.

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"Servono informazioni precise ai vogheresi sull'epidemia del CORONAVIRUS. Cosa è, come avviene il contagio e quali misure assumere per evitare i rischi per la propria salute. Oggi non vi è alcun rischio per i vogheresi, ma un' informazione corretta su questo tipo di patologia è doverosa. Per questo motivo sabato mattina alle h. 10, nella sala Zonca in Piazza Meardi, ne parlano i dott.ri Giorgio  Barbarini, .già  già responsabile dell'ambulatorio presso la clinica di malattie infettive del policlinico San Matteo, Patrizia Longo , medico di base, ed Elisabetta Napoli medico chirurgo specializzanda in psichiatria.Modera Luca Alessandro Paglia.

L'evento è  organizzato dalle forze civiche progressiste  della città:  la Lista Civica Ghezzi sindaco e Voghera +libera."

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Anche la Croce Rossa di Voghera aderisce all’iniziativa della Raccolta del Farmaco, curata dal Banco Farmaceutico su scala nazionale, che quest’anno, in occasione del 20ennale, dura una intera settimana. Con i responsabili dello Sportello Salute, i volontari Giancarlo Maggi ed Alba Roperti, insieme al Direttore Amministrativo Luigi Bassanese, il Comitato di Croce Rossa iriense intende dare il proprio sostegno a questa lodevole iniziativa, che avrà il suo clou nella giornata di Sabato 8 Febbraio: “Noi siamo presenti presso la Farmacia Zanini in via Emilia 94 a Voghera, dove sarà possibile recarsi per acquistare uno o più confezioni di farmaci da banco da donare agli indigenti – spiega la Presidente della C.R.I. di Voghera Ondina Torti -. I medicinali poi li consegneremo durante la nostra distribuzione mensile di viveri, sotto la supervisione del nostro direttore sanitario Michela Quaglini, a tutte quelle famiglie che non possono permettersi di acquistarli”.

Si tratta di una iniziativa che coinvolge ben 4800 farmacie italiane, che espongono la locandina della #GRF2020. In Italia nel 2019 c’è stato il picco di richiesta da parte di enti assistenziali convenzionati con il Banco Farmaceutico: 1.040.607 confezioni di medicinali (+4,8% rispetto al 2018); 473.000 persone povere si sono ammalate e hanno chiesto il loro aiuto per curarsi. Altri numeri che danno l’idea della situazione che stiamo vivendo: su 5 milioni di persone in povertà assoluta, 1 milione e 260.000 sono minori, mentre una famiglia su 5 con figli è stata costretta a rinunciare alle cure per ragioni economiche.

La Croce Rossa Italiana è impegnata in prima linea nella lotta alla povertà e anche in questa settimana della Raccolta del Farmaco vuole essere al fianco di chi vive, per vari motivi, situazioni di disagio.

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