Martedì, 02 Giugno 2020
Giovedì, 27 Febbraio 2020
L'Amministrazione Provinciale ha affidato a due privati, a fronte di bando,  l'allestimento e la manutenzione di due rotonde poste nel Comune di Casei Gerola, sulla SP 206. Si tratta di quella all'uscita della A7 e di quella della strada per Silvano Pietra. La Ariel Car e la Fastcon, due note società Casellesi, si sono proposte e gestiranno tali rotonde.
Il Sindaco: "Gestendo le rotonde, si rende alla collettività, oltre che farsi pubblicità. Le rotonde sono il nostro biglietto da visita nei confronti degli automobilisti e di coloro che arrivano dall'A7, da Voghera e da Sannazzaro. La Provincia non può fare più di tanto, coi suoi mezzi limitati, per la loro manutenzione, per cui ben venga l'intervento dei private, in accordo a precise regole. La mia Amministrazione si è data da fare sin dal primo giorno per facilitare la relazione fra i privati e l'Amministrazione Provinciale. Quest'ultima è molto disponibile e solerte, per cui è semplice entrare in contatto con loro e partecipare al bando, ma non sempre i privati ci riescono da soli. Ringrazio in particolare i Consiglieri Marco Moroni e Antonio Larocca, che ci hanno dato una mano a districarci nella (facile) burocrazia. Nel ringraziare il Presidente della Provincia Professor Poma, Ariel Car e Fastcon, ci diamo appuntamento all'inaugurazione delle rotonde vestite a nuovo."

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A Retorbido l’amministrazione guidata da Isabella Cebrelli prosegue il proprio mandato amministrativo con una particolare attenzione alle esigenze delle famiglie. Il sindaco rimarca diversi risultati raggiunti: non ultimo, quello relativo alla raccolta differenziata.

Sindaco Cebrelli, dopo circa un anno e mezzo dall’introduzione del nuovo sistema di raccolta, è tempo di bilanci. Perché avete introdotto questo sistema di raccolta con cassonetti “a calotta” e come sta andando? Si sono verificati problemi particolari?

«Tanto per iniziare, devo dire che ci sono state varie riunioni per definire questo sistema. Sia con ASM, che con i cittadini, dopo che abbiamo scelto questo tipo di raccolta differenziata. Con ASM non ci sono stati problemi: abbiamo esposto le nostre esigenze, come volevamo impostare la raccolta, e loro ci hanno fornito un piano che abbiamo ritenuto soddisfacente. Mentre per quanto riguarda la cittadinanza, effettivamente, qualcuno era più propenso a fare la raccolta “porta a porta”. L’amministrazione, tuttavia, ha deciso per questo tipo di raccolta, con cassonetti “a calotta”, sia per la raccolta dell’umido che dell’indifferenziata.

I risultati?

«Dopo un primo momento, un po’ di assestamento, al momento mi pare che le cose vadano bene e abbiamo una raccolta che si attesta intorno al 61/65%. Tutto è migliorabile, però mi sento di dire che mi sento soddisfatta di questo primo risultato. Ma il nostro obiettivo è arrivare ad una tariffazione puntuale. Un sistema che permetterà ai cittadini di pagare in base ai rifiuti conferiti. Chi si comporterà correttamente vedrà ridotta la sua tariffa. Abbiamo fatto già alcuni incontri con ASM per arrivare ad adottare la migliore soluzione possibile: cercheremo di far partire questo servizio dal 2021.»

Non si rischia con questo sistema di trovarsi cumuli di sacchetti accanto ai cassonetti, come succede in altri comuni?

«Si rischia, perché si rischia in tutto. Mi permetto di dire che anche con il “porta a porta” si rischia. Ci possono essere degli aspetti negativi: alcuni cittadini, magari, invece di aspettare il giorno in cui ASM viene a raccogliere i rifiuti potrebbero pensare di portarli nei cassonetti dei paesi vicini.»

Per evitare abbandoni incontrollati è fondamentale un controllo del territorio. Voi avete puntato forte, già da tempo, sulla videosorveglianza.

«Abbiamo un buon controllo del territorio, perché negli scorsi anni ci siamo dotati di alcune telecamere di videosorveglianza. In più, stiamo posizionando delle fototrappole nelle varie isole ecologiche e abbiamo già scoperto alcune persone che ha avevano abbandonato sacchi di rifiuti per terra invece che all’interno dei cassonetti.»

Un sistema, quello delle fototrappole, che potreste utilizzare anche per verificare casi di abbandono esterni al centro abitato.

«Sì, infatti abbiamo iniziato a verificare i punti più critici.»

La tariffazione puntuale potrà incitare cittadini a migliorare la qualità del conferimento?

«Io spero che con la tariffazione puntuale i cittadini arrivino a capire che se conferiranno bene pagheranno di meno. In questo modo penso che la nostra percentuale possa aumentare ancora. È il nostro scopo, quello che noi vorremmo ottenere.»

Penso che tuttavia in questo settore, particolarmente, occorrerebbe un migliore dialogo fra gli enti territoriali. La condivisione di strategie comuni.

«Questo non solo per i rifiuti, ma per tutto. Bisognerebbe ci fosse un comune che fa da capofila –  potrebbe essere Voghera – e più colloqui fra i vari sindaci. Si potrebbe arrivare più spesso a soluzioni comuni per vari problemi amministrativi... poi capisco che ogni comune ha le proprie esigenze e per varie ragioni, tante volte, ognuno può essere portato a prendere decisioni solitarie.»

A proposito di sistema territoriale: durante lo scorso autunno in molti comuni del circondario si sono verificati gravi disagi in seguito ai nubifragi. Retorbido, pur con qualche difficoltà, è riuscito a uscire discretamente da questo periodo difficile. Diciamo che, rispetto ai paesi limitrofi (Rivanazzano su tutti) i problemi verificatisi sono stati tutto sommato circoscritti. Siete stati meno sfortunati degli altri, o c’è stata dietro una certa programmazione?

«Da noi abbiamo in particolare un punto critico attualmente. Prima anche in via Gorini c’erano dei grossissimi problemi, poi abbiamo realizzato il tratto di fognatura e quindi sono stati risolti. Adesso il nostro cruccio, il luogo critico quando succedono questi nubifragi, è il sottopasso in via Umberto I. Ci sono problemi perché i privati non hanno rifatto i fossi. Noi abbiamo cercato di allargare il fosso lungo la strada, e stiamo facendo uno studio per capire dove intervenire perché non si presenti più questa situazione.»

Come vi siete mossi per risolvere la situazione?

«Come prima cosa abbiamo effettuato delle segnalazioni ai tecnici regionali relativamente a quello che è successo il 21 ottobre. Dalla regione hanno validato l’entità dei danni che noi avevamo indicato sulle schede RASDA. Siamo per cui ottimisti: speriamo che la regione ci dia qualche contributo. Per la verità, un intervento la regione l’ha già fatto: per prevenire le numerose frane lungo le sponde del torrente Rile. Anche in questo caso, il primo passo è stata la segnalazione che noi abbiamo fatto alla regione, che poi è intervenuta per riqualificare e mettere in sicurezza il tratto lungo via Rocca Susella, dove si sono verificate queste piccole frane.»

Qualche mese fa si è svolta la campagna elettorale che si è conclusa con la sua rielezione. Una campagna elettorale che definirei molto accesa. Dopo, la macchina amministrativa si è rimessa in moto molto velocemente. Quali sono stati i vostri impegni in questi mesi?

«Siamo ripartiti dalla scuola. Avevamo, già prima delle elezioni, effettuato una programmazione su questo tema, quindi ci è venuto più facile ripartire da lì. Ma la macchina burocratica non si è mai fermata nella nostra amministrazione. Da questo punto di vista è stato un vantaggio essere rieletti, perché abbiamo proseguito sulla strada tracciata, di fatto senza mia fermarci. Non voglio dire che noi siamo più bravi degli altri, ma magari un sindaco nuovo sarebbe stato più in difficoltà per il momento del passaggio di consegne.»

La scuola: parliamo allora, più in dettaglio, della vostra visione.

«Da quest’anno è entrato in funzione il post-scuola sportivo, dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 17.30, con corsi di ginnastica artistica, tennis, pallavolo e calcio propedeutico. Un servizio che funziona molto bene. Siamo partiti con molti bambini, via via si è sparsa la voce sempre di più e ci sono tanti iscritti alle varie attività sportive. Da quest’anno, diciamo dal prossimo settembre, partirà anche il post scuola classico, sia per la scuola d’infanzia che per la primaria, proprio per andare incontro a tutte le famiglie che hanno bisogno di posticipare il rientro da scuola dei bambini.»

Se un paese è dotato di una scuola che funziona, e anche di un servizio per il post-scuola, esso diventa appetibile per giovani famiglie che potrebbero scegliere di insediarsi qui.

«La scelta del post scuola nasce anche per questo. Ci sono tante famiglie giovani venute ad abitare a Retorbido che ci hanno manifestato questo problema. Penso sia giusto che quando c’è un problema il comune se ne faccia carico.»

Andiamo avanti. Mi parli degli investimenti fatti sulle attrezzature scolastiche.

«Nella mensa è stato installato un depuratore per migliorare l’acqua e permettere l’uso della stessa ai bambini. Inoltre sono state consegnate a tutti i bambini delle borracce ecologiche in collaborazione con la cooperativa Stella 2 e con gli Orti sociali di Voghera, che ci hanno fornito il materiale. Abbiamo inoltre dotato di una nuova lavagna multimediale la scuola; col prossimo bilancio ne acquisteremo un’altra, così tutte le classi avranno a disposizione questo importante strumento.»

Mobilità sostenibile: parliamo della pista ciclopedonale

«Abbiamo predisposto un intervento a favore della mobilità sostenibile, realizzando un nuovo tratto di pista ciclabile per collegare il tracciato già esistente con via Garlazzolo e quindi con il paese. Verrà presto installata anche una colonnina per le biciclette elettriche, stiamo valutando la posizione ideale. Nel piazzale dell’ex cantina sociale sono state posizionate anche due colonnine per la ricarica delle auto elettriche: saranno attivate a breve.»

Altri interventi?

«Attraverso un intervento del Gal verrà posizionata una nuova cartellonistica luminosa all’entrata del paese. Dovrebbe arrivare altri contributi statali per la sistemazione del nostro edificio comunale e in particolare del tetto. L’idea è quella di installare dei pannelli solari. Inoltre dovremmo riuscire a eliminare la barriera architettonica situata all’ingresso dell’ufficio postale... Dopo un iter burocratico molto lungo, finalmente è in fase di conclusione l’impianto di illuminazione pubblica che verrà affidato ad un nuovo gestore. Verrà realizzata una riqualificazione dell’impianto secondo i criteri dell’efficientamento energetico, in particolare verranno sostituite le vecchie lampadine con la tecnologia led.»

 

di Pier Luigi Feltri

Arriva dal vino, uno dei settori di punta dell’economia made in Italy vero e proprio ambasciatore dell’Italia all’estero un primo forte segnale di svolta sul fronte dell’epidemia di Coronavirus. Il Cda di Veronafiere ha confermato ieri (mercoledì 26 febbraio) il calendario di Vinitaly 2020. La 54ma edizione quindi, si farà, senza alcun slittamento, andando in scena, come previsto, dal 19 al 22 aprile prossimi a Verona. Mentre il Salone del Mobile di Milano viene posticipato, decine di manifestazioni in giro per l’Italia vengono annullate o comunque ricollocate sul calendario e persino le partite di calcio nelle regioni colpite dal contagio si giocheranno a porte chiuse, il Cda di Veronafiere conferma tutto, dando un importante segnale di svolta che viene da una delle prime regioni a registrare cittadini contagiati e che confermando il calendario della principale manifestazione fieristica dedicata al vino in Europa per numero di visitatori (nell’edizione 2019 125mila da 145 paesi) vuole guardare avanti, oltre l’emergenza.

Una decisione, quella adottata oggi pomeriggio dal Cda di Veronafiere che è stata concertata oltre che con il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia con il sindaco di Verona, Federico Sboarina ma che ha tenuto conto anche dell’analisi dei dati disponibili oltre che delle posizioni degli stakeholder e del mercato, incluse le principali associazioni di settore. Nel momento in cui in alcune regioni d’Italia si chiudono addirittura le porte ai cittadini provenienti dalle aree sotto contagio e tra questi il Veneto, Verona invece ribadisce la propria volontà di aprire le proprie porte al mondo confermando la manifestazione cittadina di maggiore appeal.

«Il mondo del vino italiano – ha commentato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – già in passato ha fornito segnale positivo di svolta. Veronafiere è convinta che, anche in questa occasione, il settore potrà contribuire alla ripresa della nostra economia e a rilanciare un clima di fiducia nel Paese».

Veronafiere, nel mantenere alta l’attenzione, ha programmato in tempi brevi un incontro con i rappresentanti della filiera per attivare tutte le risorse e le azioni di incoming e promozione sui mercati internazionali. «Siamo consapevoli – ha concluso Mantovani– delle difficoltà del momento e dell’immagine distorta dell’Italia percepita all’estero, ma siamo persuasi che l’emergenza rientrerà consentendoci di organizzare regolarmente la manifestazione, che rappresenta il traino per il vino italiano nel mondo».

"Gentile Direttore, spesso e oramai da anni mi reco a Salice Terme per una passeggiata, è un’abitudine che ho e che pratico anche nei mesi invernali. Lunedì 6 gennaio alle ore 15 circa, stavo tornando da una passeggiata nel parco  e mentre mi dirigevo verso il parcheggio delle scuole per recuperare la mia autovettura e ritornare a casa, sono inciampata su un dislivello del marciapiede in via delle Terme, quasi di fronte all’Hotel Salus, cadendo sulle ginocchia, mano sinistra, fronte, naso e labbro superiore.

Sono stata immediatamente soccorsa da una coppia gentilissima che mi ha sostenuto perché sanguinavo, li ringrazio così come ringrazio il gentilissimo ragazzo che mi ha accompagnato alla mia autovettura. Ho toccato con mano la sollecitudine e la gentilezza di queste persone. Ciò che assolutamente non va è, invece, lo stato di abbandono di molti marciapiedi salicesi, pericolosissimi per buche e dislivelli, non sempre percepibili se si cammina velocemente. Da quando sono in pensione ritengo quasi mio dovere fare delle camminate, per cercare di mantenermi in forma e per non essere un peso per la mia famiglia e per i miei figli, vorrei, però avere il diritto di camminare in sicurezza. Si pensa giustamente alle piste ciclabili per i ciclisti, ma si dovrebbe anche pensare ai marciapiedi, a maggior ragione se si parla di una località termale, spesso frequentata da persone di una certa età, marciapiedi che adesso non degni di Salice Terme. Salice Terme i marciapiedi sono pericolosi, urge porvi rimedio.

  Anna Fugazza - Voghera"

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Giornata importante, quella di ieri, sul fronte della questione amianto, si è infatti svolta la prima conferenza di servizi per l'estensione del Sito di Interesse Nazionale agli interi territori comunali di Broni e Stradella, mentre in serata la giunta di Broni ha approvato il progetto del terzo e ultimo lotto di bonifica dello stesso Sin (che attualmente comprende le aree industriali Fibronit ed Ecored, il Liceo Faravelli, l'ex scuola di viale Gramsci e la vecchia sede dell'Avis). «L'avvio della fase istruttoria è avvenuto con la modalità della videoconferenza – spiega il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – a causa delle misure precauzionali assunte in questi giorni per il Coronavirus. In collegamento, oltre alle amministrazioni comunali di Broni e Stradella, c'erano i referenti di Ministero dell'Ambiente, Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Arpa e Ats. Da parte nostra abbiamo avuto modo di iniziare ad esporre le ragioni per cui chiediamo la riperimetrazione del Sin, riconducibili essenzialmente a due fattori: gli studi epidemiologici, che pongono i nostri territori in testa alla classifica nazionale sull'incidenza delle patologie asbesto correlate, e il numero di coperture contenenti amianto. In merito a quest'ultimo dato, voglio ricordare come uno studio da noi commissionato, ed effettuato con l'ausilio di aerodroni, abbia identificato a Broni circa 100mila mq di coperture al di fuori del Sito di Interesse Nazionale. Il nostro obiettivo – aggiunge Riviezzi – è quello di ottenere fondi pubblici da destinare ai privati per la rimozione dell'amianto, una spesa che le famiglie spesso non riescono ad affrontare da sole».

Poi è arrivato anche il via libera della giunta al progetto del terzo lotto, già finanziato dal Ministero dell'Ambiente con un importo di 16 milioni di euro. «Ora dobbiamo attendere la validazione da parte degli enti preposti – riprende il primo cittadino di Broni – dopodiché verranno abbattuti i capannoni presenti nel Sito. A breve, inoltre, andranno a concludersi i lavori del secondo lotto, con i quali è stato rimosso interamente l'amianto».

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