Martedì, 02 Giugno 2020
Mercoledì, 26 Febbraio 2020

“Il tour di degustazioni coordinato dal Consorzio Oltrepò fa tappa in … Oltrepò Pavese, nella splendida sede del Consorzio, fissata in Riccagioia, a Torrazza Coste. Nei giorni 2/4 marzo 2020 – scrive il Il Consorzio Tutela Vino Oltrepò Pavese - è atteso infatti l’arrivo del “winescritic” per eccellenza Raffaele Vecchione che ha concordato con il direttore del Consorzio una degustazione “di territorio” occasione importante per fare conoscere le nostre eccellenze e per creare un ponte di empatia con il mondo del vino. Anche quello più lontano.

Chi è Raffaele Vecchione: Raffaele, 27 anni, Napoletano DOCG. In questi anni ho avuto l’opportunità di viaggiare in tutto il mondo, di scoprire luoghi nuovi, sapori e odori a me sconosciuti. Ho incontrato tantissime persone legate al mondo del vino e non solo. Ho imparato 2 lingue straniere e visitato 4 continenti. Ho mangiato cibi che mai avrei pensato di mangiare e ho bevuto vini grandi, davvero grandi.

Il mio percorso inizia con la laurea in Viticoltura ed Enologia conseguita nel 2013, poi una serie infinita di avventure fino ad oggi, giorno in cui ho realizzato di voler scrivere e di voler comunicare il mio sapere e soprattutto raccontare l’Italia in un Bicchier Divino.

Ho lasciato la città di Napoli nel 2014 per una esperienza lavorativa presso Il Borro, il borgo medioevale acquistato dalla Famiglia Ferragamo nel 1993. Ho lavorato in vigna ed in cantina per affinare la teoria appresa sui libri universitari, affiancando diversi enologi ed un consulente enologico di fama mondiale, Stefano Chioccioli.

Nel 2016 decido di effettuare una vendemmia all’estero e il mio cuore mi porta a Panquehue a Santiago in Cile, dove lavoro presso Viña Errazuriz, una famosa cantina cilena, produttrice di una buona quantità ma soprattutto qualità nei suoi prodotti.

Forse conoscerete o avrete sentito parlare della famiglia Chadwick che possiede anche Seña e  Viñedo Chadwick, tra i migliori vini di tutto il Paese. Bhè che dire, un’esperienza unica durante la quale ho imparato il cileno più che lo spagnolo e ho imparato tantissimo dal punto di vista relazionale e dei rapporti umani. Per non parlare poi di quanto ho appreso in cantina. I cileni sono all’avanguardia e sono professionali e grandi lavoratori. Sotto le direzioni di Francisco Baetting come enologo consulente ho aiutato a produrre i migliori Pinot Noir e Carmenere del Paese.

Al ritorno in Italia inizio la mia esperienza in JamesSuckling.com, stimato sito internet che conta centinaia di migliaia di lettori in tutto il mondo. L’amicizia con James nasce nel 2015 alcuni mesi prima della mia esperienza all’estero e al mio ritorno in Italia nel 2016 ci diamo da fare e divento il suo unico aiutante per l’Italia con base in Europa. Il resto dei colleghi è diviso tra Argentina, Hong Kong, Tailandia e Australia. E’ stata dura, ma mi ha reso ciò che sono.

In JamesSuckling.com mi occupavo principalmente della logistica dei tasting in tutto il mondo. Migliaia di campioni da degustare sono passati tra le mie mani, bottiglie di tutto il mondo e principalmente di nazioni grandi produttrici di quantità e qualità.

Con James ho avuto la possibilità di continuare a viaggiare imparando moltissimo in ogni Paese visitato insieme. E’ stato un grande insegnante ed il più grande stakanovista che io abbia finora incontrato. Durante questi 3 anni ho bevuto dei vini incredibili, unici e provato esperienze sensoriali difficili da raccontare ma indelebili nella memoria. Ho elaborato così un database di emozioni e di ricordi fondamentali per un giornalista.

L’esperienza in Argentina con i migliori Malbec al mondo e la migliore carne mai mangiata, l’esperienza in Cile parlando a tu per tu con l’enologo Marcelo Papa di Concha y Toro tra i gruppi più grandi al mondo nei volumi di bottiglie prodotte e mangiando con loro il miglior Ceviche della mia vita.

Non solo, ho visitato e raccontato dei fantastici vini dell’Oregon e dei suoi Pinot Noir e Chardonnay pazzeschi, ho visitato i più prestigiosi vigneti della California ed effettuato un tasting dei migliori vini d’America a Barboursville la Tenuta della Famiglia Zonin in Virginia.

Potrei scrivere ancora per molto ma sintetizzo raccontandovi di essere stato anche in tutte le regioni d’Italia e di aver visitato più di una volta Bordeaux in diverse occasioni. La Borgogna, La Rioja, l’Alsazia e numerosi altri luoghi incantati per la produzione dei più Grandi Vini del Mondo.

Durante questi viaggi ho avuto la possibilità di assaggiare tantissimi vini esprimendo il mio personale parere e scrivendo le mie note aiutando attivamente nelle degustazioni, formando il mio palato e definendo il mio stile. 

Non solo, ho avuto modo di condividere pensieri e degustazioni anche con altri critici conosciuti in tutto il mondo. Ora è tempo di lavorare per l’Italia, di comunicare la sua diversità e la sua unicità con 20 regioni tutte da scoprire e con mille e più storie da raccontare. Il palato è pronto, le energie non mancano e la voglia di rivelarvele è tanta”

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Da oggi i bar dell'Oltrepò Pavese e della Lombardia potranno restare aperti anche dopo le 18. Per evitare assembramenti, il servizio bar dovrà essere gestito solo al tavolo dal personale e non direttamente al bancone.
Molti avevano deciso di chiudere del tutto, tanti erano già in ginocchio per via dei pochi clienti. Ma da oggi per tutti i bar dell'Oltrepò Pavese e della Lombardia, alle prese con un'ordinanza molto restrittiva per via dell'emergenza Coronavirus, arriva una boccata d'ossigeno. A partire da questa sera, mercoledì 26 febbraio, i locali pubblici potranno restare aperti infatti anche dopo le 18. Lo si apprende da fonti della Regione, che ha specificato che "I bar e/o pub che prevedono la somministrazione assistita di alimenti e bevande possono rimanere aperti come i ristoranti, a condizione che sia rispettato il vincolo del numero massimo di coperti previsto dall'esercizio". L'apertura oltre le ore 18 interessa dunque solo i bar con servizio al tavolo: dovranno chiudere dunque tutti quei locali che fanno servizio solo al bancone. La decisione è motivata dalla necessità di evitare gli assembramenti, uno dei pericoli principali per la diffusione del virus.

Non è una nuova ordinanza, ma un chiarimento su quella che resta in vigore
Non si tratta dunque di una nuova ordinanza, ma di un chiarimento su quella già emessa, con cui è stata disposta anche la chiusura di scuole , musei e università. L'ordinanza in effetti non era intervenuta sulla chiusura dei ristoranti, ma aveva previsto un contingentamento dei coperti: "Nei ristoranti può entrare un numero contingentato di persone. Lo stesso, dunque, vale anche per i bar dove ci sono posti a sedere contingentati e che effettuano servizio al tavolo e non al bancone", ha chiarito la Regione. "L'obiettivo dell'ordinanza che regola le prescrizioni per il contenimento del Coronavirus – ha precisato Palazzo Lombardia in una nota – nelle aree regionali classificate come ‘gialle' (ovvero valide su tutto il territorio regionale ad eccezione della ‘zona rossa') è quello di limitare le situazioni di affollamento di più persone in un unico luogo. L'amministrazione sulla base delle valutazioni di ogni specifica situazione può dettagliare ulteriormente l'ordinanza in coerenza con l'obiettivo della stessa".

 

Patrizia De Pasquale (in arte Hagar Lane), 48 anni, siciliana d’origine e vogherese d’adozione, è una donna manager che ha abbandonato la carriera per reinventarsi scrittrice. Laureata in ingegneria elettronica, appagata dai successi nel campo del lavoro, ha deciso di misurarsi con una nuova sfida, quella di romanziere, dando alle stampe “Cavalier Hak”, sua prima fatica letteraria.

Il libro, pubblicato lo scorso ottobre, ha riscosso subito successo al punto che Amazon lo ha messo al primo posto come novità più interessante per i ragazzi, e per diverse settimane si è posizionato al secondo posto nella classifica dei bestseller Amazon. In stile fantasy, porta il lettore a scoprire sempre più cosa ci accomuna al Medioevo e al Rinascimento. A livello di trama, “Cavalier Hak” è una storia suddivisa in due libri. Il rapporto metaforico con il presente è una sotto trama costante: l’epoca attuale, battezzata come Neoliberismo, viene non a caso definita anche “Nuovo Feudalesimo” e “Capitalesimo”, e le ragioni sono tante ed affondano proprio nel Medioevo.

Parliamo del suo libro: “Cavalier Hak”. Come mai la scelta di questo titolo?

«I motivi sono più d’uno. Il primo è che Cavalier Hak, come Don Chisciotte, è un personaggio così idealista e originale da meritare di dare anche il titolo al romanzo. Il secondo motivo nasce da una famosa scena presente nell’ottava stagione di Game of Thrones, la serie tv fantasy-medievale che ha spopolato in tutto il mondo. La scena è quella nella quale un gruppo di cavalieri decidono di buttare all’aria l’insensata tradizione che vietava alle donne di fregiarsi del titolo di “cavaliere” anche quando lo erano. Così, Jaime Lannister nomina cavaliere Lady Brienne, e io ho pensato che fosse arrivata l’ora ora che si vedesse sugli schermi una scena del genere, anche perché la verità storica è che un gran numero di donne hanno fatto le guerriere nel Medioevo, non solo Giovanna d’Arco. Ecco che Hak è una donna, un cavaliere, omosessuale, e nel Libro Secondo diventerà pure Re. Il terzo motivo è che “Hak” è l’anagramma di “Akh”: il nome di uno dei tre principi spirituali che compongono l’essere umano per gli antichi egizi. Il romanzo è pieno di segreti di questo tipo e di anagrammi. La “Cava degli Ori”, ad esempio, indica la Banca dello IOR, perché “ORI” è l’anagramma di “IOR”».    

Cosa le ha dato l’ispirazione per scrivere questo libro?

«All’inizio, e più di ogni altra cosa, mi ha affascinato la grande sfida con me stessa. Ho deciso che la mia opera prima dovesse essere un fantasy-storico con ambientazioni medievali e dell’epoca rinascimentale, a prova di qualsiasi storico. Gli 85 capitoli che compongono il libro presentano ognuno un’ambientazione diversa (difficile da crederlo, ma è così), e nell’eBook ho riportato in fondo al libro le fonti da me utilizzate per scrivere ogni capitolo, con tutti i link alle stesse. Credo sia la prima volta che qualcuno fa una cosa simile in un romanzo, ed io sono molto fiera di essere stata la prima a farlo». 

Il romanzo però ha anche una doppia lettura, metaforica. è corretto?

«Volevo anche scrivere qualcosa che facesse comprendere cosa sta accadendo oggi nel mondo del lavoro, dove i lavoratori sono da più parti definiti “schiavi moderni”. Il Medioevo è un periodo storico perfetto per narrare il presente, poiché ciò a cui stiamo assistendo oggi nel mondo del lavoro, è esattamente ciò che è accaduto nella fase di transizione dall’Alto al Basso Medioevo, nel periodo del cosiddetto “incastellamento”. Non a caso la nostra epoca storica è detta “Neoliberismo”, ma anche “Nuovo Feudalesimo”».

Il libro ha anche dei risvolti filosofici?

«Secondo alcuni sì. Volevo trattare il tema del bene e del male, ma utilizzando il concetto di ombra junghiana e inconscio collettivo. Volevo scrivere un romanzo dove si trattasse il tema della parità di genere, dei diritti degli omosessuali, dell’importanza di vivere in uno Stato veramente laico, e volevo anche trattare il tema, delicato e attualissimo, della sovranità degli Stati. Ho capito che nel piccolo (aziende) come nel grande (nazioni) valeva il detto “corsi e ricorsi storici”, nel senso che, così come nel Medioevo abbiamo avuto un organismo religioso sovranazionale al di sopra degli Stati (la Chiesa Cattolica), analogamente oggi parliamo di un organismo finanziario sovranazionale che schiaccia i popoli con egual ferocia. Alcuni individuano nel MES tale organismo, altri nella BCE, altri ancora nel Bilderberg, e i più nella Comunità Europea».

Da dove deriva il suo pseudonimo, Hagar Lane?

«Scelsi questo pseudonimo oltre 13 anni fa, quando aprii il primo Hagar Blog, del quale ho portato con me il simbolo del cammello, divenuto il mio logo. Hagar è un nome biblico legato a una vicenda molto particolare che riguarda Abramo e Sara, ma anche i due figli di Abramo: Ismaele (avuto con Hagar) e Isacco (avuto con Sara). La storia di Hagar la si può leggere nel cap. 16 della Genesi o nel mio blog, dove ho inserito un post con audio, “La scelta del nome Hagar”, nel quale racconto quanto simbolicamente importante sia il personaggio di Hagar, persino oggi, al punto da sceglierlo come mio pseudonimo. Lane, invece, è semplicemente un cognome inglese, corto e musicalmente perfetto accanto al nome Hagar. Devo aggiungere che purtroppo è risaputo che nel mondo anglofono gli autori italiani non siano molto ben visti. Ecco, ho considerato anche questo nella scelta del mio pseudonimo, giacché intendo concentrarmi soprattutto all’estero».

Cosa rappresenta la copertina?

«Prima di tutto è la spada di un cavaliere, non di un crociato, di cui la spada simboleggia l’anima. Da qui la decisione di metterla in copertina. Un’altra cosa molto importante è rappresentata dall’aura della spada, nel senso che la spada è avvolta dai classici colori usati per rappresentare le note dicotomie “Bene-Male”, “Fuoco-Ghiaccio”, “Caldo-Freddo”, “Luce-Buio”, “Conscio-Inconscio”. Ecco, la storia di Cavalier Hak è un continuo cercare la “via di mezzo” in tutte le cose, che indubbiamente è quella di massima saggezza, mostrando come le dicotomie, fuori e dentro di noi, siano alla base delle peggiori azione compiute da noi umani in ogni tempo».

Come sono nati i personaggi?

«In un’atmosfera di quasi totale isolamento dal mondo, i personaggi di Cavalier Hak sono sgorgati tutti dal mio inconscio, dove risiedono le trame dei romanzi che vogliono essere scritti, popolato da quei centomila personaggi di cui parla Pirandello in “Uno, nessuno e centomila”. La regola ferrea che mi sono data mentre scrivevo era: “No censura”. Ho accolto i personaggi che entravano in scena senza il minimo tentennamento, certa che qualsiasi cosa avessero detto e fatto, avrebbe avuto un senso nel corso della storia. E così è stato. Ho scoperto, cioè, i personaggi e la trama del libro mentre la scrivevo, e ho scoperto il finale della storia solo alla fine, come un qualsiasi lettore». 

Esiste un legame tra il libro e l’Oltrepò?

«Dopo aver lasciato il lavoro ho scritto Cavalier Hak, ma poi l’ho chiuso in un cassetto per oltre due anni, perché volevo viaggiare un po’. Ho vissuto oltre un anno e mezzo fuori Italia, in Spagna prima e in Irlanda poi, e solo quando sono tornata e ho messo radici a Voghera ho aperto il cassetto e tirato fuori il mio romanzo.

è qui che ho deciso di pubblicarlo». 

Quali sono gli autori dai quali prende ispirazione?

«Io leggo di tutto. Posso leggere e scrivere ininterrottamente per giorni, ma raramente romanzi. Leggo saggi di storia, filosofia, politica e psicologia, amo le biografie, leggo libri di spiritualità, ma anche libri sulla fisica quantistica e tante favole. Leggo libri sulla simbologia, libri di poesie e qualche romanzo, certo. Ora sto leggendo delle graphic novel, ad esempio. Se devo dire il titolo del mio romanzo preferito, dico senz’altro “Non ti muovere” di Margaret Mazzantini. Ad ogni modo, osservando il materiale di studio riportato in fondo al mio romanzo si capisce meglio cosa intendo dire perché, capitolo per capitolo, ho preso ispirazione dalle cose più diverse, che ho rigorosamente citato (documentari, libri, tesi, video, film, canzoni, immagini, conferenze, etc)».

Ha sempre avuto sin da bambina la passione per la scrittura?

«Decisamente sì. Da piccola scrivevo poesie. Amavo moltissimo scrivere, tant’è che all’esame di Stato per il diploma da perito elettrotecnico portai come prima materia Italiano e come seconda materia Sistemi. Fu una scelta insolita per uno studente dell’Industriale, ma in realtà erano le due materie che simboleggiavano ciò che avrei fatto nella vita: l’ingegnere e la scrittrice».

è previsto un tour di presentazione nel territorio?

«La presentazione del libro non rientra fra le mie priorità al momento, anche se non nascondo che mi piacerebbe molto farne alcune. Se dovesse capitare, con gioia le farò, ma al momento non dedico le mie giornate a cercare sedi e associazioni che mi ospitino per la presentazione del libro. Ieri ho fatto richiesta alla Libera Università delle Donne, ma è stata la prima e unica volta che l’ho fatto».  

Quanto è difficile emergere, secondo lei, per uno scrittore nato in provincia?

«è difficile per uno scrittore di provincia come per uno scrittore della capitale, e ancor di più se stiamo parlando dell’Italia, fanalino di coda in Europa per numero di libri letti. Sono convinta che il mondo editoriale subirà presto una rivoluzione in tal senso, anche perché Amazon sta forzando un cambio radicale nei rapporti “editore/distributore-autore”, sia in termini economici che di diritti. Diciamo che nell’arte c’è da mettere sempre in conto la possibilità di divenire famosi post-mortem. Ritengo che uno scrittore debba, pertanto, occuparsi solo di scrivere dei bei romanzi e basta. Il tempo farà il suo corso e, al momento giusto, se ha scritto un capolavoro, qualcuno lo scoprirà di certo e lo porterà alla ribalta. Se l’autore è morto da cinquant’anni o da oltre un secolo… come dire, non è una cosa così importante in ambito artistico».

Di che temi si occupa e che attività svolge, oltre a quella editoriale?

«Essendo una scrittrice indipendente sono anche imprenditrice di me stessa, pertanto mi occupo a tempo pieno della mia attività editoriale: marketing, pubbliche relazioni, creare collaborazioni con piattaforme importanti legate al mondo dei libri, grafica (le copertine), tools (ne escono sempre di nuovi da valutare), cura del mio blog (fatto da me), social (Quora), seguire attentamente le traduzioni (sto revisionando la traduzione in inglese e partecipando alla traduzione in spagnolo), etc. A ben vedere si può lavorare 24h al giorno sul proprio libro, perché non ci sono limiti».

Ha mai partecipato a concorsi?

«Non credo nei concorsi letterari italiani, nemmeno in quelli altisonanti, che infatti non sono ben accreditati all’estero».  

Che messaggio intende lanciare con questo romanzo?

«Contiene svariati messaggi. Cavalier Hak parla di come ognuno di noi deve dare un senso alla propria vita, e che non c’è senso più grande che si possa dare del lottare per i propri ideali, costi quel che costi. Parla di come il detto “corsi e ricorsi storici” abbia un grande fondo di verità, perciò la conoscenza della storia aiuta davvero a comprendere il presente. Trasmette un principio meraviglioso che si chiama “Giustizia riparatrice”, e che la responsabilità deve ricadere sempre nei vertici e non in basso, sui lavoratori. Spiega come sia possibile creare una società nella quale le religioni convivono pacificamente, la meritocrazia trionfa su tutte le cose, non ci sono caste e privilegi di sorta, corruzione e persecuzioni, ignoranza e pregiudizi, se solo al vertice si mettono le persone migliori della società, e non le peggiori, come purtroppo ritengo che sempre più spesso facciamo. Parla dell’amore vero: fra due amanti, all’interno della famiglia, fra un re e il suo popolo, e il valore della cultura, che crea più cibo della terra stessa. Vuole insegnare che tutto ciò che vuoi cambiare fuori di te, devi cambiarlo dentro di te, perché quel brutto che vedi fuori è presente anche dentro di noi. Quando lo avremo riconosciuto e accettato amorevolmente come facente parte di noi, per magia sparirà, dentro di noi e poi attorno a noi, fuori di noi».  

Progetti futuri?

«In questo 2020 usciranno le versioni inglese e spagnola di Cavalier Hak, pertanto dedicherò molto tempo a lanciare il mio romanzo all’estero. Altri progetti da realizzare nei prossimi 2 anni sono: scrivere la sceneggiatura americana di Cavalier Hak (2 film), tradurre il romanzo in portoghese brasiliano e aprire il mio canale YouTube, dedicato a Cavalier Hak, ovviamente. Fatto questo, Cavalier Hak potrà continuare ad andare avanti da solo, coi suoi piedi, e io potrò finalmente dedicarmi alla scrittura del mio secondo romanzo».

di Federica Croce

Non è stato un Natale felice per i negozi di vicinato di Broni e Stradella. Il primo bilancio dell’Ascom, per quanto ancora spurio di numeri, delinea già con sufficiente certezza il trend negativo: «Le festività non hanno dato i risultati attesi dall’intero comparto del commercio» spiega il presidente dell’associazione Luigi Lombardi. «Purtroppo i grandi centri commerciali, gli outlet e il commercio elettronico hanno influenzato negativamente il piccolo commercio». L’Associazione commercianti da lui guidata abbraccia tutto il territorio orientale dell’area oltrepadana, partendo da Torrazza Coste sino all’ultimo comune prima di arrivare a Castel San Giovanni, compresa la parte collinare. I tre principali comuni oltrepadani sono Stradella, Broni e Casteggio. I soci sono circa 600, 400 nella sola area urbana di Broni e Stradella. Per nessuno di loro sarà un Natale da ricordare, con la speranza di risollevarsi grazie ai saldi.

Lombardi, come mai secondo lei gli affari non sono andati come sperato?

«I grandi centri commerciali, gli outlet e il commercio elettronico hanno influenzato negativamente il commercio di vicinato. I giovani hanno sempre più la tendenza a guardare al mercato elettronico e purtroppo questo è un segno negativo».

Che cosa si può fare per reagire a questa crisi che appare ormai per certi versi incancrenita?

«Occorre comunque prendere atto della situazione e allo stesso tempo mettersi in gioco cercando di adeguarsi ai tempi, seppure mantenendo la struttura del negozio di vicinato, lo stesso dovrà specializzarsi sempre più e costruire una vetrina virtuale entrando nel mondo dei social».

 

C’è però qualche settore che ha tenuto più di altri?

«Pur senza grandi numeri, la prevalenza del mercato si spinge verso l’abbigliamento e le calzature».

Ci sono state iniziative negli ultimi tempi in queste due realtà cittadine e chi le ha organizzate?

«Per quanto riguarda la città di Stradella abbiamo collaborato con l’Amministrazione comunale alla manifestazione estiva del Caffè concerto, subito dopo, anche con una nostra Iniziativa dal titolo Cocktail di vino e musica, all’interno della manifestazione Vinuva. Nel periodo natalizio abbiamo curato l’organizzazione di Stelle di Natale, mercatino storico che si svolge annualmente il giorno 8 dicembre. Per la città di Broni, invece, abbiamo collaborato con l’Amministrazione Comunale all’organizzazione della manifestazione estiva Broni Blue night; successivamente, a settembre, con la Festa dell’Uva con il concorso vetrine ed infine, nel periodo natalizio, abbiamo curato l’organizzazione del Mercatino di Natale».

I due comuni hanno quindi supportato le vostre iniziative…

«Certo e posso dire che c’è una proficua collaborazione con le Amministrazioni di tutti i comuni».

Ci sono state aperture e chiusure a Stradella e Broni nell’anno 2019? E cosa è previsto per questo nuovo anno?

«Per quanto riguarda le aperture e chiusure delle attività non siamo ancora in possesso delle statistiche ».

Altre città, come Pavia ad esempio, hanno però riscontrato dei numeri di vendita positivi e dei segnali di ripresa che, sotto le festività almeno, hanno fatto ben sperare. Crede che questa “onda” arriverà anche in Oltrepò?

«I primi risultati positivi  arrivano dalle grandi città come Milano, quindi auspichiamo  che nel corso del 2020 lo stesso possa accadere per il nostro territorio, grazie anche alle numerose iniziative organizzate in collaborazione con le Amministrazioni comunali».

di Elisa Ajelli

La prima “vera” esperienza nello Show-Biz fu la partecipazione al Talent Show “Amici” di Maria De Filippi nel 2011, allorquando Rudy Zerbi gli impedì l’ingresso alla fascia serale del programma, nell’ultima puntata del Day-time, adducendo dubbi sulla consistenza “in progress” del talento cantautorale. Nel corso degli anni successivi, arrivando ad oggi, il celebre ex-discografico parrebbe aver avuto clamorosamente torto... Vogherese, di origini pugliesi, da alcune settimane sta invadendo il Web, la carta stampata ed in generale i Media nazionali, Tv comprese, con una sua composizione... particolare! Abbiamo incontrato Gianluca Giagnorio, in arte MaLaVoglia.

Dunque... al secolo Gianluca Giagnorio ma, in arte, MaLaVoglia: quando nasce questo attraente pseudonimo?

«MaLaVoglia nasce nel 2017 con il primo... tentativo di accesso all’Accademia Sanremo. All’epoca eravamo una band. Eravamo in studio a registrare, a Garlasco, da Ron. Stavo cercando un nome appunto per noi, e nella sua libreria “spiccava” il romanzo “I Malavoglia”. Ed io esclamai: “Ho trovato il nome!... Malavoglia!”, ma inteso come “Ma La Voglia... di andare, di suonare ,di crederci sempre, di non mollare mai”. Un gioco di parole tra Giovanni Verga e il futuro».

Come andò quell’esperienza all’Accademia Sanremo?

«Fu un’esperienza molto bella! Arrivammo in fondo, una mosca bianca venuta dal nulla, ed arrivammo tra i finalisti con il brano “Allevati a terra”!».

Aveva una Etichetta Discografica a supportarla ?

«Sì, avevamo come Etichetta la “Rusty Records”. L’anno successivo, il 2018, riprovai sempre come MaLaVoglia, ma stavolta come solista, con il brano “Camoscio”, che parlava di questo ragazzo che aveva fatto il carcere, anni prima: il protagonista mi raccontò di questo periodo della sua vita durante un occasionale incontro a Roma. Un’esperienza vera, di vita vissuta, da cui ho preso lo spunto per scrivere la canzone. Vinsi Area Sanremo, arrivando all’audizione in Rai davanti alla Commissione di Claudio Baglioni, al Teatro delle Vittorie in Roma. Non sono poi riuscito ad arrivare al palco dell’Ariston, ma è stata un’esperienza oltremodo bellissima! Con me c’erano artisti come Mahmood , molto più “avanti” del sottoscritto nel percorso musicale e che veniva direttamente dalle Case Discografiche, dalle Majors, unico nella storia del Festival ad aver vinto Sanremo Giovani e la Kermesse dei Big nello stesso anno!».

Ha avuto esperienze anche in altri Contest importanti, o Talent Show?

«Sì (sorride), li ho praticamente provati tutti... Festival di Castrocaro nel 2014/  2015, dove sono arrivato in semifinale. Ho partecipato a “Obiettivo Castrocaro” condotto da Pupo su Rai 1, per due anni di fila semifinalista, e poi i vari tentativi a X-Factor, The Voice of Ialy... dove sono sempre arrivato alla fine delle sessioni dei provini».

A cosa imputa questa, mi passi il termine, mancanza del “Rush” finale? al genere musicale? O  ad altre motivazioni?

«Probabilmente nei Talents si cerca qualcosa che si allinei ai tempi, magari di più attuale... Il mio repertorio musicale è un pochettino “vecchio”, cantautorale italiano, legga Ivan Graziani, Francesco De Gregori, Edoardo Bennato, Rino Gaetano... un po’ fuori da questi moderni schemi».

La passione per la musica nasce in famiglia?

«Sì! Tutta la mia famiglia ha a che fare con la musica. Mio fratello è un cantante, mio nonno un violinista, un mio cugino è Diplomato in Pianoforte all’Accademia Santa Cecilia di Roma... La musica è sempre stata, diciamo, presente nel DNA della famiglia Giagnorio».

In tutti questi anni ha scritto moltissimi brani inediti: quanti? Ne conosce il numero?

«Penso veramente di aver perso il conto... comunque tanti, qualcosa come più di 100! Che sono lì, nel cassetto, alcuni già prodotti, altri no, in attesa».

Al momento, sul suo Canale YouTube, che si chiama “MaLaVoglia”, quali brani e video sono presenti?

«Dunque... I video di CAMOSCIO, TERRA ROSSA, ALLEVATI A TERRA ed ora... anche l’ultimo brano, che ha fatto molto “parlare”, ha incuriosito: si chiama “6000 SIAMO UNA VOCE”. Ho poi un brano, “SEI BRAVO MA”, che sarà la prossima uscita ufficiale di “MaLaVoglia”, che nasce da tutte le esperienze di... porte chiuse in faccia. Tante. Però oggi credo che ogni porta chiusa sia servita per indirizzarsi da un’altra parte alla ricerca continua».

Se è vero, dai detti popolari, che “Tutte le strade portano a Roma”, che “Chiusa una porta si apre un portone”... lei adesso sta andando verso... il mare, o l’oceano... a pesca di “Sardine”, questa realtà “di piazza” che forse diventerà un Movimento socio-politico. Lei è una “Sardina”?

«Io politicamente non sono inquadrato: sono solo... un’artista. Sono nato nel 1985, e penso sia una caratteristica della nostra generazione quella di non essere inquadrati politicamente. Siamo un po’ una generazione “di mezzo”, di limbo... un po’ a metà tra i bellissimi anni ’90 e questo futuro abbastanza incerto. Io preferisco fare musica, tendenzialmente, però, penso che chi fa politica dovrebbe parlare al popolo, mentre mi sembra che i politici pensino più ad occuparsi dei loro interessi personali».

Ma se domattina la mettessero di fronte ad un’urna elettorale chiedendole di mettere una X, lei segnerebbe il centro-destra o il centro-sinistra, o altro...

«Oggi forse... lascerei cadere la penna a terra e me ne andrei».

6000 SIAMO UNA VOCE in origine si intitolava FORMICHE e parlava di….

«Ho scritto questo brano partendo dall’idea del mondo musicale... molto chiuso. Mi sembrava veramente di essere una formica che andava contro i giganti! Ma questa è un po’ la fotografia della vita, dove a volte, quando hai un sogno, parti da molto indietro, come una formica, e devi avere la forza di spostare un peso pari a 100 volte il tuo. Il brano FORMICHE fondamentalmente raccontava di me, era autobiografico... come poteva essere il racconto di chi voleva veramente fare qualcosa e stava faticando per ottenere un risultato. Poi questa formichina, come Davide contro Golia, cambia nome, e ad un certo punto diventa 6000 SIAMO UNA VOCE... e diventa l’Inno Nazionale ufficiale di questa formazione non politica, o forse politica la è, non saprei, di un movimento che si chiama SARDINE,  fondato da questi 4 ragazzi, tra cui Mattia Santori, che hanno come mission quella di riportare il dialogo nella politica senza urla, senza slogan o con slogan molto più moderati, non violenti, non urlanti in televisione. Non si capisce bene se poi vogliono fare il braccio di questo governo, l’apparato igienico-sanitario come dice Grillo a seguire del Movimento 5 Stelle... ma non è questo quello che a MaLaVoglia interessa».

Ha riscritto il testo della canzone nella... sua cameretta, con la chitarra?

«Mi è venuto tutto facilmente. Ho dovuto cambiare un po’ le rime, ma solo il ritornello è stato totalmente cambiato per dare più aderenza a quello che le SARDINE stanno facendo nelle piazze».

Una volta finito il testo nuovo cosa è successo?

«Ho chiamato Marco Mori e Giordano Sangiorgi, i patron del MEI con i quali ero in contatto nei giorni precedenti perché avevo appena finito il” Premio Mia Martini”. Sangiorgi, molto vicino al movimento delle SARDINE, ha avuto un’ottima intuizione, che è stata quella di proporre il brano come Inno e vedere cosa succedeva. Abbiamo lanciato un sassolino dalla rupe che si è poi trasformato in valanga. L’abbiamo registrato con il cellulare. Io penso che in un certo periodo storico, quando succedono certe cose, un cantautore debba essere sensibile a ciò che accade intorno a sé. Questa cosa mi ha colpito ed ho avuto l’esigenza di scriverne».

C’è stato questo grosso appuntamento di Piazza VIII Agosto, a Bologna, dove sono arrivate SARDINE da tutta Italia e lei ha presentato ufficialmente il suo Inno».

«Sì, ho presentato questo brano nato in maniera casuale che è un motivo per me di orgoglio, un riconoscimento a tutti questi anni di carriera musicale».

E se, ad esempio Mattia Santori, le dovesse chiedere di entrare come “portavoce” del Movimento?

«Io ho una visione moderata, gentile che non urta nessuno: se i politici sono preoccupati, penso che ci sia qualcosa che sta sfuggendo loro di mano».

C’è qualcosa in particolare che si augura per il suo futuro?

«Vorrei che il mio futuro non venisse legato solo a questo episodio. Io faccio musica, sono un cantautore e voglio vivere di quello. Il mio percorso è fare musica, e mi auguro che partendo da questa cosa io possa iniziare a percorrere questa strada di professionista.

di Lele Baiardi

Resterà aperto dall’1 al 31 marzo lo sportello per richiedere il bonus pubblicità per gli investimenti del 2020. Possono accedere sia le piccole che le grandi imprese, che gli enti non commerciali e i lavoratori autonomi.

La misura consente di finanziare investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa, quotidiana e periodica – anche on line – sulle emittenti tv e radio locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1 per cento gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente.

Il beneficio spetta a chi ha già fatto pubblicità: le imprese che non hanno investito nel 2019 non possono pertanto richiedere l’incentivo per il 2020. L’agevolazione consiste in un credito d’imposta nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati. Il credito potrà essere poi utilizzato in compensazione tramite il modello F24.

E’ possibile usufruire del Credito di imposta pubblicità  per finanziare gli investimenti pubblicitari sulla stampa e sulle radio e TV locali  in previsione per il 2020.

A chi è rivolto

  • Imprese (piccole e grandi)
  • Lavoratori autonomi
  • Enti non commerciali

Cosa finanzia

Investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa, quotidiana e periodica – anche on line! – sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1 per cento gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente.
Il beneficio spetta a chi ha già fatto pubblicità: le imprese che non hanno investito nel 2019 non possono pertanto richiedere l’incentivo per il 2020.

Cosa NON finanzia

Inserzioni pubblicitarie sui motori di ricerca e sui social.
Televendite, servizi di pronostici, giochi e scommesse.
Spese accessorie e costi di intermediazione.

Requisiti

Gli investimenti devono essere effettuati su giornali ed emittenti editi da imprese titolari di testata giornalistica iscritta presso il competente Tribunale, ovvero presso il ROC – Registro degli operatori di comunicazione, e dotate in ogni caso della figura del direttore responsabile.

A quanto ammonta l’agevolazione

Il credito d’imposta è fissato nella misura del 75 per cento del valore incrementale degli investimenti effettuati per tutte le categorie di soggetti ammessi.
Nel caso si debba ricorrere alla ripartizione percentuale, scattano due limiti: nessun contributo può superare il 5 per cento del totale delle risorse annue destinate agli investimenti sui giornali, ed il 2 per cento delle risorse annue destinate agli investimenti sulle emittenti radiofoniche e televisive locali.
Il credito sarà utilizzabile in compensazione mediante il modello F24.
L’agevolazione è concessa nei limiti del Regolamento De Minimis.

Come si usufruisce dell’incentivo

E’ prevista una prenotazione on line su apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate.
Per richiedere il Credito d’imposta pubblicità per il 2020 sono previsti 2 step:

  •  dal 1° al 31  marzo 2020 va presentata la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta
  • dal 1° al 31 gennaio del 2021 (anno successivo a quello per cui si chiede l’agevolazione) va presentata la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”.

Il nome “Trail delle Terre Diverse”, dato alla manifestazione di Salice Terme (PV) che il prossimo 19 aprile festeggerà la sua sesta edizione, non è casuale, ma affonda le sue radici nella storia, addirittura nel Medioevo quando tutto il territorio dell’Oltrepo Pavese, vero crocevia fra Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia era adorato da viaggiatori e pellegrini che vi trovavano accoglienza, ristoro, sostegno, addirittura leggi speciali che ne facevano un luogo completamente avulso da tutto il contesto che lo circondava. Chi ha partecipato alle scorse edizioni della gara ha potuto anche al giorno d’oggi respirare quest’atmosfera speciale, quasi un universo parallelo nel quale “staccare” dalla quotidianità attraverso la corsa in mezzo alla natura.

Il programma che il Trail delle Terre Diverse offrirà il prossimo 19 aprile sarà ancora una volta ricchissimo e in grado di accontentare i palati più esigenti: chi vorrà affrontare l’offroad si confronterà con un tracciato di 26 km per 1.250 metri di dislivello positivo estremamente vari, che attraverserà due castelli Malaspiniani sconfinando in territorio piemontese per poi fare ritorno a Salice Terme. Anche quest’anno, però, affiancato al trail ci sarà la prova di 10 km su strada inserita nel Vivicittà, la grande kermesse dell’Uisp che ormai da anni contempla anche la tappa di Salice Terme in contemporanea con le oltre 50 città sparse per il globo. Chi non se la sente di affrontare una prova competitiva potrà invece scegliere le camminate non competitive di 12 o 6 km o addirittura la Stracanina delle Terre Diverse, una passeggiata di 5 km insieme al proprio cane, fino a Montalfeo e ritorno.

Epicentro della manifestazione sarà il Golf & Country di Salice Terme, da dove alle 8:30 scatterà il trail mentre alle 9:30 prenderà il via il Vivicittà. Le prove non competitive inizieranno invece alle 8:00. La quota di partecipazione per il Trail delle Terre Diverse, valido quale seconda tappa del Trofeo Malaspina, è di 20 euro mentre per il Vivicittà è di 10 euro. Per informazioni: Atletica Pavese, tel. 333.6861943, www.trofeomalaspina.it

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Tra tante feste di Carnevale sospese o rinviate a causa dell'emergenza Coronavirus ce n'è una che si è svolta nei giorni scorsi, prima dell'attuazione dei provvedimenti di Regione Lombardia: a Varzi, presso la Fondazione San Germano, hanno fatto festa in maschera i nonni della struttura e i ragazzi diversamente abili della Casa degli Amici. Insieme ad educatori ed animatori delle comunità e di Porana Eventi si è dato vita ad un pomeriggio di musica e allegria, con la sfilata di mascherine, canti, balli latino-americani. E poi non poteva mancare la tradizionale gara di canto, vinta da Stefano Magagna con "4 Marzo 1943" di Lucio Dalla, seguito dal duo Carmen e Cristina con "Come mai" degli 883. Premi anche alla maschera più bella (Mino), a quella più simpatica (Carmen) e a quella più originale (Giuseppe). Al termine chiacchiere e frittelle per tutti. "La cosa più importante è che i ragazzi si siano divertiti e abbiano potuto fare la loro sfilata, seppure all'interno del salone della Fondazione – spiegano gli organizzatori -. Per loro questo era un momento molto atteso e, passata questa emergenza, ci sarà sicuramente l'occasione per ritrovarsi e fare di nuovo festa".

L’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Pavia che la presenza del Coronavirus in Lombardia e nella provincia di Pavia ha creato una comprensibile agitazione e apprensione in tutti i cittadini così come negli operatori della salute che risultano potenzialmente più esposti al rischio di contagio. Asst Pavia, in stretto contatto con Regione Lombardia, d’intesa con il Ministero della Salute, sta affrontando l’emergenza seguendo tutte le misure finalizzate al contenimento della diffusione del virus. Pertanto, al momento, sono state disposte le seguenti variazioni:

• Scelta/Revoca: tutti gli ufficio sono chiusi fino al 28.02.2020. Per informazioni relative alla scelta e revoca del medico e alle Esenzioni contattare i seguenti recapiti: 0382–431350, 0382-431351, 0382–431353;

• Forniture Protesiche: gli uffici sono chiusi fino al 28.02.2020. Per informazioni contattare il seguente recapito: 0382–432361 (dalle 8.30 alle 10.00) oppure inviare una e-mail al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

• Patenti: l’attività della Commissione Medica Locale riprenderà il 02.03.2020.

• Invalidità civile: le Commissioni Invalidi sono sospese fino al 01.03.2020. Per informazioni contattare il numero: 0382-431410;

• Ambulatori Vaccinali e di Screening: le attività sono sospese fino al 01.03.2020. Saranno garantite solo le prestazioni urgenti (gravide e altre vaccinazioni indifferibili) previo contatto telefonico al numero 0382-432435 dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30, oppure inviando una e-mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

• Fisioterapia: per informazioni contattare il numero 0382–432340;

• I Centri Servizi per la presa in carico del paziente cronico e per la Misura B1 sono contattabili solo telefonicamente al n. 0382-431600 dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 15.40;

• Piani terapeutici: per la consegna dei piani terapeutici (1° accesso) e per il rinnovo, per pannoloni, medicazioni, stomie, cateteri, diabete, cannule e altro materiale protesico, dal 25/02/2020 al 01/03/2020 è necessario telefonare ai seguenti numeri: - per il Territorio Lomellina al numero 0381-333546 oppure inviare mail al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - per il Territorio Oltrepo' al numero 0383-695512 oppure inviare mail al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; - per il Territorio Pavese al numero 0382-432448 oppure inviare mail al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

• Consultorio Familiare: dal 24.02.20 al 1.03.20 le attività consultoriali garantite sono: - attività ambulatoriali ostetrico ginecologiche relative a prenotazioni effettuate precedentemente alla data odierna - attività di accoglienza sociosanitaria telefonica (tel. 0382/431555) da lunedì a venerdì 09-12/14-16 - attività di accettazione/prenotazione ostetrico ginecologica telefonica (tel. 0382/432487) da lunedì a giovedì 9-12/14-16, venerdì 9-12 Le attività consultoriali temporaneamente sospese sono: - attività di accoglienza sociosanitaria ad accesso diretto; - attività di accettazione/prenotazione ostetrico ginecologica ad accesso diretto; - attività di screening oncologico (pap test); - gruppi con utenza, - corsi percorso nascita/psico profilassi ostetrica, - dimissioni protette domiciliari.

• L'attività presso i Punti Prelievo esterni è sospesa fino a nuova indicazione. Sono garantite le prestazioni urgenti presso i Laboratori Analisi degli Ospedali di Vigevano, Voghera, Stradella, Varzi, Mortara, Casorate Primo e Mede. Per quanto riguarda l'Attività ambulatoriale si comunica che l'attività garantita dal 25 febbraio al 2 marzo p.v. è la seguente:

• Cardiologia: controlli post-operatori per pace maker;

• Dialisi: continua l’attività normale;

• Chirurgia: medicazioni semplici e complesse, rimozione punti a seguito di intervento;

• Ortopedia e traumatologia: rimozione gesso/punti a seguito di intervento, visite di controllo da PS per fratture; • Radiologia: prestazioni radiologiche per controllo traumi;

• Oculistica: iniezioni intravitreali;

• Oncologia: MAC per trasfusioni e terapia oncologica;

• Urologia: MAC (Macroattività Ambulatoriale Complessa) biopsie; cistoscopie, instillazioni genitourinarie, infusioni di sostanze ormonali, cambio di cateteri ureterali;

• Chirurgia Vascolare: attività normale di ecocolordoppler, visita con medicazioni semplici e complesse;

• Ostetricia e Ginecologia: diagnosi prenatale/ecografie morfologiche e ambulatori di ostetricia, ginecologia oncologica (agende speciali); Presso i Poliambulatori e presso gli Ospedali sono garantite le prestazioni prenotate con priorità “U” (da erogare entro le 72 ore) e “B” (da erogare entro 10 giorni).

Si informa l'utenza che in caso di mancata comunicazione di disdetta entro i tempi previsti NON verranno applicate sanzioni. In analogia alla sospensione dell'attività ambulatoriale è altrettanto sospesa l'attività erogata in regime di Libera Professione intramuraria. Sono infine sospese tutte le attività a bassa intensità chirurgica. Si invitano i parenti dei sigg. ricoverati ad accedere al letto dei pazienti solo in caso di necessità ed uno alla volta.

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