Mercoledì, 19 Febbraio 2020
Domenica, 02 Febbraio 2020

A Casteggio la coscienza ambientalista non manca di trovare seguaci. Fra questi, Stefano Poggi non è certo l’ultimo arrivato. Il capogruppo leghista già in passato aveva animato le battaglie contro i miasmi che atavicamente involgono l’abitato casteggiano e i limitrofi; ma nell’ultimo Consiglio Comunale ha sollevato un nuovo problema. Una situazione di inquinamento che, per la verità, si protraeva già da qualche tempo.

Nello scorso ottobre sono state rilevate due pozze di materiale oleoso in un campo nei pressi di Casteggio. Vuole raccontarci come e dove si è verificato il ritrovamento?

«A seguito di una segnalazione di un privato cittadino, riguardante scure pozze comparse in un terreno agricolo a lato est della ex SS35 di proprietà di AB Mauri proprio all’altezza dello stabilimento, l’11 Ottobre ARPA ha provveduto ad un controllo. Si tratta di un terreno agricolo, incolto da tempo, nel quale sono state rilevate due pozze di liquido di colore nero: una di circa 20×40 metri, l’altra di circa 50×40 metri, ma non è stato possibile verificarne la profondità. Il liquido presente nelle due pozze è apparso il medesimo. Durante i campionamenti non è stato possibile individuare l’origine degli accumuli di liquido. AB Mauri ha segnalato agli enti competenti le pozze solo il giorno successivo ai prelievi di Arpa. Incredibile, considerato che non sono spuntate il giorno stesso. I cittadini sono più vigili di chi dovrebbe vigilare… Anche in questa occasione il Comune di Casteggio non si accorge di nulla e AB Mauri lo fa solo dopo l’intervento di ARPA.»

Quali sono i risultati delle analisi?

«I risultati delle analisi sono molto preoccupanti. Il rifiuto liquido analizzato oggetto di abbandono su suolo, contiene un’ingente quantità di idrossido di sodio (NaOH – soda caustica). Ovvero una sostanza chimica inorganica a base minerale, altamente corrosiva e tossica per l’ambiente. Trattasi di rifiuto pericoloso EER 06 02 04* – idrossido di sodio e potassio. Purtroppo non è finita qui!»

Ovvero?

«Le analisi chimiche attestano inoltre elevati valori di concentrazione dei parametri COD, calcio, fosforo totale, nichel e azoto totale. La concentrazione ingente di COD (10.900 mg/L) in particolare testimonia la notevole presenza di sostanze inquinanti organiche biodegradabili nel rifiuto liquido sversato illecitamente. A titolo di confronto si rammenta che il limite del COD oltre il quale è vietato lo scarico dei reflui nelle acque superficiali (fiumi, laghi,…) è di 160mg/L. Su questioni di questa portata e di interesse comune, l’Amministrazione Comunale e Provinciale hanno il dovere morale di informare tempestivamente i consiglieri comunali e la cittadinanza. Non stiamo parlando di lievi difformità tra i parametri legali e i dati rilevati, ma di importanti danni ambientali.»

A quale origine può essere riconducibile questo sversamento?

«Ci sono pochi dubbi: il tipo di rifiuto analizzato, soprattutto per la parte organica, pare molto compatibile con i rifiuti relativi alla produzione dello stabilimento limitrofo. Non ci sono altri insediamenti industriali e sarebbe del tutto inverosimile pensare che centinaia di autocisterne abbiamo scaricato in quel terreno senza essere viste da nessuno!»

La bonifica dell’area inquinata è stata completata?

«La bonifica subisce continui ritardi che a detta dell’Amministrazione Comunale sono dovuti alle numerose piogge. Trovo comunque disarmante che non sia stata intimata la conclusione della bonifica entro una data specifica. Sono stati proprio i cittadini, memori dell’impegno profuso con il gruppo “Basta puzza”, a chiedermi informazioni in merito. Solo la mia richiesta degli atti ha permesso di rendere pubblico un danno ambientale che nessuna amministrazione e nessuna altra forza politica ha avuto l’attenzione e la volontà di evidenziare. Ancora peggio: non hanno proprio voluto parlarne. Purtroppo ancora una volta una sorta di omertà locale non ha voluto informare i cittadini di quello che sta succedendo… Con un’interpellanza sono riuscito a portare il caso in Consiglio, ma le risposte sono state quelle di un’Amministrazione nel ruolo di spettatore inerte.»

A proposito di AB Mauri: nello scorso giugno erano state annunciate importanti misure per il contenimento degli odori. Ci sono stati risultati?

«I cittadini mi segnalano spesso situazioni in cui l’odore (di per sé considerato inquinante dalle nuove normative ambientali) è diffuso in varie zone del paese. Dopo 14 mesi dalla nuova autorizzazione allo scarico non ci sono ancora risultati tangibili in questo senso. D’altronde l’Amministrazione non spinge in questo senso: attende. Non sembra interessata a che gli interventi siano celeri o in ritardo. Ho provveduto a chiedere le analisi dell’aria, ma dopo venti giorni il Comune non ha ancora risposto. Il monitoraggio dell’aria è fondamentale, e a Casteggio è necessario che sia combinato aggiungendo ai classici valori quelli degli scarichi industriali. La sezione locale della Lega lo chiede da circa 12 anni, ma finora siamo rimasti inascoltati.»

Il sindaco Vigo ha annunciato, negli scorsi giorni, importanti investimenti (di concerto con Regione Lombardia) volti, fra l’altro, alla sistemazione delle sponde del torrente Coppa. Come commenta questa novità? Vigilerete sui prossimi lavori?

«Nella classica abitudine italica, si è dovuto attendere il disastro per intervenire. Regione Lombardia ha cofinanziato in maniera importante questa azione, la quale permetterà interventi che attendiamo da troppo tempo. Territorio e ambiente non sono mai stati all’attenzione delle giunte “callegaresche”. Purtroppo anche nel lontano passato le scelte cementificatorie ci hanno regalato un’alta fragilità ambientale. E purtroppo il PGT del 2011 non ha segnato una svolta ma una continuazione: l’intera giunta attuale lo votò e molte aree (compresi il campo sportivo e il campo di Venco) vennero salvati dalle osservazioni di Lega e di singoli cittadini.»

Fra gli obiettivi che l’amministrazione di Casteggio si è data per il 2020 ci sono quello di acquisire la piena disponibilità delle scuole di via Montebello e la revisione del Piano di Governo del Territorio. Quali sono quelli che vi ponete voi, invece, dai banchi dell’opposizione?

«Nel Consiglio del 27 Dicembre ho portato in votazione una mozione che impegna il sindaco a ripristinare i vincoli del Campo di Venco e a fare in modo che i 99 anni di rispetto ripartano dall’approvazione della variante. La mozione è passata con i voti di Lega e Si Cambia, mentre la maggioranza si è astenuta. Assente la consigliera La Cognata. Per il resto le nostre posizione sono note: stop al consumo del territorio, stop a visioni alterate come quella che prevedeva nell’ultimo PGT un’espansione di Casteggio dai 6.300 fino a 10.500 abitanti che per ora è arrivata attorno a 6700, parecchi al di sotto dei picchi toccati negli anni ‘70. Le scuole al loro posto! Non davanti al cimitero in zona trafficata. Più spazio per movimento pedonale e cicli. Più verde per bambini anziani. Erba e alberi al posto di “Vele” e asfalto. Più che varianti, servirebbe un PGT mirato alla ristrutturazione, al rispetto ambientale e alla trasformazione turistica del paese … e sottolineo paese, considerato che non esistono servizi di una città, ma solo il nome!»

di Pier Luigi Feltri

«Rivanazzano Terme non sarebbe quella che è oggi se non fosse nata la Fiera d’aprile del 2003». Il consigliere comunale con delega alle manifestazioni Elisa Randi analizza il processo di rinascita della piccola cittadina termale, una delle più “vive” in Oltrepò, e spiega come l’amministrazione si sta preparando ad accogliere la Sei Giorni di Enduro 2020, il campionato mondiale per moto che alla fine di agosto avrà proprio a Rivanazzano il suo quartier generale.

Randi in che modo la vostra squadra si sta preparando ad accogliere questo evento ?

«Collaborando in ogni modo, come stiamo facendo ormai da due anni (da prima che fosse stata presa ogni decisione sull’assegnazione). Nel momento in cui stileremo il calendario degli eventi terremo conto di questa manifestazione per offrire opportunità di divertimento a chi arriverà nel nostro paese».

Il Comune ha avuto parte attiva nel portare qui la manifestazione?

«Diciamo che se è arrivato qui è anche grazie all’intuizione e ai suggerimenti partiti da qualche componente del nostro motoclub e grazie all’aiuto di qualche amministratore comunale».

Quali crede siano i benefici per Rivanazzano Terme nell’ospitare una gara così importante?   

«è una grossa opportunità, il nome del nostro paese è già arrivato ovunque. I benefici in termine di afflusso di persone saranno per tutto il territorio. Le manifestazioni motoristiche in genere portano vitalità e gente. In questo caso si tratta addirittura di un mondiale».

Voi il pieno di gente lo fate però anche con le “ordinarie” manifestazioni. Tutti contenti a Rivanazzano Terme oppure avete ricevuto critiche o consigli per migliorarle da parte di qualche cittadino o commerciante?

«Sono giornate di festa,  soprattutto se aiutate dal bel tempo, abbiamo visto quest’anno alla festa d’autunno in una splendida giornata di sole, che portano un importante indotto alle attività e questo è sotto gli occhi di tutti. l’obbiettivo è di animare la città e tenere vive le numerose botteghe e il commercio. Certo questo non toglie che si possa sempre far meglio per cui siamo sempre aperti all’ascolto di proposte e suggerimenti»,

Tra le tante manifestazioni qual è o quali sono quelle che certamente riproporrete anche negli anni futuri?

«Sicuramente riproporremo le manifestazioni storiche: fiera d’aprile, fiera d’autunno, infiorata, festa andalusa, festa del paese e la manifestazione che ineguagliabile lo è diventata al primo tentativo nel 2018: “La notte delle Streghe” nel borgo di Nazzano, ormai diventato uno dei principale eventi rivanazzanesi».

“Funzionano” maggiormente a livello di pubblico gli eventi organizzati al Parco Brugnatelli o quelli in centro paese?

«Ogni tipo di manifestazione richiama gente. Le serate danzanti estive trovano nel nostro parco un eccezionale ed unico punto di riferimento e in genere richiamano gente per più serate durante i weekend estivi. Nel caso delle fiere arriva in un giorno un alto numero di persone in paese con le positive conseguenze per il commercio. Tutti questi tipi di eventi sono utili ed importantissimi per il paese».

Qualcuno ha mosso critiche inerenti al fatto che ci sia un eccessivo utilizzo di plastica durante le manifestazioni. Cosa si sente di rispondere, ha qualche novità in merito?           

«Credo che l’utilizzo che si fa della plastica a Rivanazzano Terme durante le feste sia nella norma ed uguale a quello che accade nelle altre località. La gestione del parco Brugnatelli, quindi della ristorazione nel corso delle serate estive viene solitamente affidata alla proloco o ad altre associazioni. La cosa che chiediamo loro è il rispetto delle leggi e per chi organizza manifestazioni gli adempimenti legislativi sono tanti. Non abbiamo mai avuto problemi in tal senso. Possiamo certamente solo ringraziare l’impegno di tutti i volontari che prestano il loro tempo e la loro fatica».

Da qualche tempo avete coinvolto il borgo di Nazzano nella realizzazione dell’evento  “La notte delle Streghe”. Pensa che possa essere location ideale anche per altri eventi? 

«Quando due anni fa abbiamo pensato di portare nel borgo questo evento, non tutti pensavano ad un così grande successo. Il prossimo 20 giugno ci sarà  la terza edizione delle notte delle streghe. è stato sicuramente un brillante connubio tra  una location unica ed un’idea di manifestazione che si e’ rivelata vincente, manifestazione che personalmente ho voluto ed in cui ho creduto fin dal primo momento, un’alchimia speciale  che possiede il borgo di Nazzano. è nostra intenzione sicuramente inserire in questo splendido contesto altri eventi in futuro».

A livello di manifestazioni e di attrattività Rivanazzano Terme ha superato oggettivamente e di gran lunga Salice Terme. Come si è arrivati a suo giudizio a questo risultato?

«Rivanazzano Terme ha sempre avuto una storia diversa da Salice Terme, nè migliore nè peggiore, semplicemente diversa. Salice Terme (per altro comune di Rivanazzano per il 40%) mantiene una grande attrattività, legata principalmente al divertimento notturno. Lo stesso Parco di Salice, attualmente curato e mantenuto dal Comune di Godiasco, rimane un punto di riferimento per tutto il territorio. Attrattività  che è di tipo diverso da quella propriamente rivanazzanese, ma che con questa si può integrare. Per quanto riguarda il percorso che ha portato Rivanazzano a crescere, voglio ricordare che la storia moderna delle manifestazioni in paese nasce nel 2003, con la creazione dell’associazione “Occasioni di festa”. Rivanazzano Terme non sarebbe oggi quella che è se nel 2003 non fosse stata ideata la fiera d’aprile. Manifestazione che negli anni ha raggiunto vertici di un’importanza sovraterritoriale. Non bisogna poi dimenticare il rilancio del Paese durante l’amministrazione Ferrari e le molte iniziative intraprese in quegli anni mettendo a disposizione delle associazioni che, come la proloco, hanno dato tantissimo al paese, una serie di strutture che hanno favorito la crescita degli eventi. La messa a nuovo del parco Brugnatelli e dei giardini Mezzacane, arricchito dal  parco giochi, hanno creato allora le basi per i successi delle manifestazioni».

Rivanazzano è una città che “parla” anche andaluso grazie al gemellaggio con  il comune di Los Palacios Y Villafranca (Sevilla - Spagna), per il quale lei condivide la delega con il vice sindaco Romano Ferrari. Che iniziative avete messo in atto nel 2019 per sostenerlo?     

«Negli ultimi anni abbiamo puntato molto sugli eventi legati alla festa andalusa, principalmente sul cibo e sugli spettacoli equestri. Al parco in quelle serate si sono esibiti dei grandi cavalieri. Certo abbiamo la fortuna di avere come concittadino il grande Maestro Roberto Bruno. Lo spettacolo che ci ha donato insieme agli altri non si vede da molte parti, né tutti i giorni».

Una delle peculiarità del gemellaggio è certamente conoscere e far conoscere i propri prodotti. Le tipicità locali, come ad esempio i “malfatti”, hanno riscosso successo? C’è stato anche un seguito commerciale?

«Nel nostro caso la lontananza non facilita scambi commerciali, soprattutto di prodotti deperibili. Puntiamo di più su scambi culturali».

  di Silvia Colombini

"Egregio Direttore, ogni giorno per lavoro mi reco a Pavia ed alla sera facendo il percorso inverso ritorno a casa a Voghera, spesso ci impiego oltre un’ora minuti, 60 minuti per fare 30 km… una media da bicicletta di 30km all’ora. Questo è dovuto agli assurdi limiti imposti. Nelle ore di traffico intenso, questi illogici limiti, uniti agli autovelox provocano incolonnamenti, prima del ponte del Po, che spesso si traducono addirittura in arresti del traffico, uno stress continuo soprattutto dopo una giornata di lavoro.

Mio padre, mi dice che negli anni 70/80/90 i limiti erano di 90km/h e 50 nei tratti abitati, eppure allora le auto erano meno sicure di oggi, avevano spazi di frenata di gran lunga maggiori, ma poi, siamo davvero certi che a minor velocità corrisponda minor rischio? Ci sono studi che affermano esattamente il contrario, in Germania giusto per fare un esempio eclatante, si è scoperto che nelle autostrade la maggior velocità implica maggior concentrazione e minori rischi, difatti le autostrade per la maggior parte della loro percorrenza sono senza limiti.

Non so chi decida sulle nostre statali i limiti imposti, forse l’Anas o la prefettura, resta il fatto che spesso sono limiti che rasentano il ridicolo, è facile imporre un limite di 30 o 40 km/h, ma è molto più complicato stabilire un limite corretto e ragionevole, ovvero un limite che offra sicurezza ed allo stesso tempo tenga presente anche delle esigenze degli automobilisti. È intollerabile, frustrante e stressante impiegare oltre 60minuti per fare 30 km, qualcuno ponga rimedio, magari inserendo limiti ragionevoli che tengano conto della sicurezza, ma anche della salute mentale di chi guida.

Marco Colombi - Voghera"

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Nel Monza Rally Show Historic, il leader Lucio Da Zanche è stato costretto al ritiro per problemi al motore, mentre la sfortuna ha in parte tarpato le ali a Matteo Musti.  La vittoria dunque è andata al duo Marco Superti e Giulia Paganoni su Porsche 911 (1:11’58.2, primi nel 2° raggruppamento), davanti a “Lucky” con Luigi Cazzaro su Lancia Delta (a 35.9 secondi di distacco, primi nel 4° raggruppamento periodo J2) e Enrico e Emma Melli con Porsche 911 RS. Messa così sembrerebbe che l’unico a pagare dazio in questa edizione del rally monzese per vetture storiche, sia stato il campione valtellinese, ma una buona dose di amaro in bocca se la sono portati a casa anche gli oltrepadani Matteo Musti e  Fabio Fraschetta, portacolori della Scuderia Piloti Oltrepo in gara con la Porsche 911 Sc della vogherese Ova Corse. Per loro ad attenderli c’é stata una gara tutta in salita già dai primi metri in cui, sulla 6 cilindri di Stoccarda dei vogheresi, si é tranciato di netto il pedale della frizione e  il minuto, ventotto secondi e otto decimi di ritardo pagati sulla prima PS hanno impedito loro di lottare per il successo.

Diciassettesimi dopo il primo risconto cronometrico, sulla PS2, Musti stampava il secondo tempo assoluto alle spalle di Da Zanche, portandosi al nono posto nell’assoluta, mentre il secondo portacolori della SPO, Beniamino Lo Presti, anch’esso su di una Porsche di casa OVA Corse ma con alle note Fabrizio Sala,  con il 7° tempo in prova si confermavano sesti nella generale. Nella Gran Prix, Musti-Fraschetta sferrano una nuova zampata, vincono la prova davanti a Di Benedetto (Bmw), Melli (Porsche) e Lucky (Lancia Delta) portandosi in quinta posizione assoluta a 1’20”8 dal leader.

Il vogherese, con il secondo tempo sui 9 km della “Parabolica”, quarta prova in programma, riduce distacco dal vertice che si fissa in 1’18”8. Senza quella rottura del pedale frizione sulla PS1, a questo punto si sarebbe trovato al comando con 10” su Da Zanche, 12” su Superti e 22”  su Lucky. Ma con i se e con i ma non si vincono le gare. Sulla GP2 Musti é buon quarto ma si allontana nuovamente dal vertice, cede 10” a Da Zanche, 5”7 a Di Benedetto, 2”7 a Superti, mentre ne mette 6”2 su Lucky. Anche sulla PS 6 il vogherese ripete il quarto posto e scivola a 1’27”4 dal leader Da Zanche (senza i guai avrebbe avuto ancora un margine di 1”4). Nella terza e ultima giornata di gara, Musti mette in mostra tutto il suo potenziale con un secondo (dietro Superti) ed un primo posto nelle due prove in programma.

Finisce la gara monzese con un pregevole quarto posto assoluto a 1’29”4 (8 decimi in più del tempo perso per l’inconveniente avuto sulla PS1), mentre Lo Presti, é ottavo al termine di una prestazione lineare. Nel Master Show, Musti-Fraschetta si sono classificati al 2° posto  nel secondo raggruppamento.

di Piero Ventura

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