Martedì, 02 Giugno 2020
Martedì, 18 Febbraio 2020

«Quanto scritto dal sindaco Cantù  nei nostri confronti sul giornalino del Comune è gravissimo e inaccettabile». Il capogruppo di minoranza di Alleanza Civica La Torre ed ex sindaco di Stradella Piergiorgio Maggi non ci sta e spiega le motivazioni che hanno portato all’abbandono dell’aula durante l’ultimo consiglio comunale. «Mettere addirittura per iscritto che la mia amministrazione praticava favoritismi e clientelismo è da denuncia penale, sarà difficile mantenere buoni rapporti per il prosieguo del mandato» attacca l’ex primo cittadino.

Maggi, il 2019 si è chiuso in modo un po’ burrascoso. Cosa è successo nelle ultime settimane dell’anno scorso?

«Era il 18 dicembre, giorno del consiglio comunale sul bilancio: un appuntamento molto importante, perché si tratta del documento più importante dell’anno, su cui tutti noi consiglieri di minoranza stavamo lavorando da tempo. Ci saremmo dovuti trovare un paio di ore prima del consiglio per ‘tirare le fila’. Quel giorno, però, nel pomeriggio è iniziata la distribuzione del giornalino del Comune, giornalino che funziona esattamente con le stesse modalità che usavamo noi, stesse procedure con il sindaco che è anche direttore responsabile e con lo spazio lasciato ai vari capigruppo. Il sindaco ha pensato bene, nel suo articolo di fondo, di dire delle cose, dal punto di vista umano ed amministrativo, che sono state gravi».

Cioè?

«Rivolgendosi alla parte che ha perso le elezioni ha usato parole pesanti. Invece di dire quanto sono stati bravi, furbi ed intelligenti a vincere, a presentare un programma migliore, ad essere stati più bravi di noi, ha avuto la brillante idea di insultarci! Già pensare certe cose non va bene, se si dicono ancora peggio…a scriverle sono tombali, soprattutto se appaiono su un giornale di cui si è direttore responsabile e che arriva in tutte le case dei cittadini di Stradella».

Quali sono queste “cattiverie”?

«Ci ha accusati di amministrare facendo favoritismi e clientelismo. Sul “favoritismo” siamo ai limiti del penale, sulla parte del clientelismo siamo in pieno penale invece. Di me penso che si possa dire tutto, tranne che sono una persona disonesta e la mia onorabilità è sacra. Ho una vita normale e dire che faccio del clientelismo è da denuncia».

Si difenderà nelle sedi opportune?

«Per il momento non procederò».

Lei nell’ultimo consiglio comunale aveva abbandonato, insieme al suo gruppo, il dibattito dopo aver spiegato le sue ragioni. Ha più sentito il sindaco Cantù dopo quell’episodio?

«No, mai più sentito. Quel famoso giorno del consiglio ci siamo presentati comunque in sala consigliare per esporre quanto detto adesso al vostro giornale. Il sindaco ha farfugliato qualcosa in tono imbarazzato e ci ha detto “se vi ho offesi, vi chiedo scusa”. Ha messo il “se” davanti…probabilmente non si è nemmeno reso conto di quello che ha scritto. Comunque l’episodio non è stato sanato. Devono capire che la campagna elettorale, dove hanno promesso di tutto, è finita. Adesso devono pensare ad amministrare, visto oltretutto che non hanno più i mesi di bonus in cui si va avanti grazie a quello programmato dall’amministrazione precedente. Noi avevamo comunque programmato alcuni lavori con le risorse che avevamo…loro finora hanno fatto solo una innovazione, ossia cambiare il progetto di recupero del campo giochi dei giardini pubblici, che però è ancora fermo. Concludo questo discorso dicendo quello già spiegato in consiglio: che motivo c’era di insultarci e mettere in dubbio la nostra onorabilità?».

Che spiegazione si è dato?

«Non so. Hanno vinto le elezioni e possono fare tutti i programmi e progetti che vogliono…che bisogno c’è di offendere chi li ha preceduti? L’offesa è arrivata dal primo cittadino e, dal punto di vista umano, da adesso in poi sarà difficile per noi rapportarci con lui nei prossimi anni. Per carità, nella vita si può sbagliare, ma bisognerebbe provare a recuperare, invece qui c’è il nulla…di certo un episodio del genere lascia una grossa ferita. Noi non rinunciamo di certo a fare opposizione e a lavorare per la nostra città, però sarà ancora più difficile. In questi mesi abbiamo lavorato per il bene di Stradella, pur essendo seduti dall’altra parte: nei consigli comunali abbiamo a volte votato contro perché si trattava di cose per noi impraticabili, ma ricordiamo che in altri casi abbiamo votato a favore. Quindi, non siamo contro di loro per partito preso, quando propongono cose fattibili siamo d’accordo con loro. Sono normali rapporti tra maggioranza e minoranza, come succede ovunque. Anche per essere in opposizione bisogna lavorare ed essere preparati, bisogna leggere i documenti, proporre soluzioni alternative».

Passando ad altro, è stato presentato nei giorni scorsi il calendario delle manifestazioni per l’anno 2020. Si sente di dire qualcosa?

«Vedremo. La fiera di settembre è stata cancellata, dopo l’annullamento dell’anno scorso. è un peccato perché era una tradizione stradellina: forse verrà sostituita con un’altra manifestazione. Per i ragazzi non ci sarà più nulla, mi spiace. Il motivo è che, a loro dire, la festa andava contro i commercianti intorno alla piazza… a me sembrava l’esatto contrario, ma evidentemente a qualcuno non andava bene ed è stata tolta. Per il resto ci sono molte iniziative che facevamo anche noi a cui hanno cambiato il nome e dal bilancio ho visto che ci sono circa dieci mila euro in più per questo settore e quindi probabilmente verrà fatto qualcosa di diverso. Quando vedremo, potremo giudicare, prima no. L’importante è che venga fatto qualcosa per il bene di Stradella».

Voi come vi comporterete?

«Ci impegneremo a fondo come sempre, anche per rendere più fruibili i vari documenti, le scelte e le cose che facciamo con la popolazione. Oltre ad avere quattro anni di tempo per preparare una nuova ‘classe’, delle figure rinnovate per amministrare la nostra città o comunque per contrastare o comunque andare in competizione con l’amministrazione uscente quando sarà il momento. E saremo sempre una lista civica».

  di Elisa Ajelli

Usare la “magia” come strumento terapeutico è la mission che Edoardo Gronda, 23enne commissario dell’Area Giovani del comitato vogherese della Croce Rossa, si è prefissato. Cresciuto con la passione per la prestidigitazione, arte che ha appreso e nella quale si applica fin da bambino, ha deciso di mettere la sua abilità al servizio dei più bisognosi. Per lui la magia diventa un dono: anche se per pochi minuti, consente allo spettatore di staccarsi dalla realtà e dalle preoccupazioni quotidiane. O dalla sofferenza, nel caso di persone malate. «Tra tutte le forme di intrattenimento proponibili nel contesto di un ospedale, è quella maggiormente capace di lasciare un ricordo forte, perché avvolta dal fascino del mistero» spiega.

Edoardo, com’è nata la passione per i giochi di prestigio?

«La passione per i giochi di prestigio e la magia è nata un po’  in sordina, da bambino, quando mio padre mi mostrava qualche trucco, rimanendone affascinato. La fiamma però è nata dalla tv, assistendo ai numeri di personaggi italiani come Raul Cremona ed il Mago Forrest».

è iscritto a una Federazione?

«Al momento no, ma a breve mi iscriverò al Circolo Amici della Magia di Torino, uno dei circoli magici tra i più importanti in Italia, in modo da poter crescere sia a livello tecnico che teatrale».

Ci si può improvvisare prestigiatori o lo si diventa seguendo un determinato percorso?

«Secondo il mio punto di vista non ci si può improvvisare prestigiatori, nonostante ci sia comunque chi lo faccia, e pur senza rendersene conto danneggia quest’arte stupenda, facendo una pessima pubblicità ai professionisti. Per imparare l’arte della prestidigitazione è necessario studiare ore ed ore sui libri e imparare questo mestiere affiancandosi a professionisti del settore. Purtroppo, al giorno d’oggi, spesso e volentieri alcune persone si improvvisano maghi, solo perché hanno seguito qualche tutorial su YouTube».

Quali sono i suoi punti di riferimento?

«I miei punti di riferimento sono sia “classici” che “moderni” in quanto il mio stile e` un mix di queste due fazioni. Tra i “classici” mi ispiro principalmente a Dai Vernon, tra i “moderni” mi piace molto lo stile di Daniel Madison».

A quali eventi si esibisce?

«Mi esibisco principalmente a matrimoni, compleanni, eventi aziendali e feste private, ma a breve inizierò a portare in scena i miei spettacoli anche a teatro, insieme al Magic Lab».

Quando ha capito che sarebbe diventato un lavoro a tempo piano e da cosa è nata l’idea di legarlo al mondo del volontariato?

«Al momento per me non è un lavoro a tempo pieno, in quanto ho intenzione, prima di ogni cosa, di portare a termine i miei studi. Nonostante ciò, nei weekend lavoro in un parco divertimenti a Milano, dove presento la magia principalmente ai bambini, nonostante i miei spettatori preferiti siano gli adulti. L’idea di legare la magia al volontariato è nata un po’ grazie all’incontro con il Magic Lab e un po` grazie alla Presidente del Comitato di Croce Rossa di Voghera Ondina Torti, la quale sapendo della mia passione mi ha chiesto di intrattenere i fruitori del centro per anziani gestito dalla Croce Rossa».

Quali sono i benefici che i bambini e gli anziani possono avere a livello psicologico?

«Sicuramente tra i benefici ci sono le emozioni di stupore e gioia che la magia può offrire. Nelle persone affette da malattie, qualunque esse siano, sicuramente la magia è in grado di distogliere anche solo per un attimo il pensiero dalla malattia stessa, e magari il pensiero dell’essere costretti in un ambiente ospedaliero. La magia non è di certo una cura medica, però sono convinto che porti dei benefici e che funga un po’ da antidolorifico e antidepressivo».

All’attivo ha una collaborazione con l’associazione Magic Lab, che tra l’altro opera con i pazienti in corsia. Ce ne vuole parlare?

«Il Magic Lab è un’associazione che opera nel Milanese, principalmente con lo scopo di fornire ai prestigiatori “in erba” la possibilità di esibirsi di fronte ad un pubblico e di partecipare a Workshop per crescere professionalmente. Con loro ho avuto l’opportunità di andare a fare magia in corsia all’ospedale di San Donato Milanese. Devo dire che è veramente un piacere portare la magia in un ospedale, riuscire a strappare un sorriso a chi magari da sorridere ha poco o niente».

Che consiglio darebbe a chi si vuole avvicinare a questa professione?  

«Il consiglio che darei è quello di studiare sui libri non solo le tecniche ma anche la cultura e la storia magica, frequentare un circolo di magia e se possibile seguire lezioni private da professionisti».

Un prestigiatore famoso con cui le piacerebbe collaborare?

«Rimanendo in Italia, mi piacerebbe collaborare con Raul Cremona e con il mentalista Antonio Argus, in quanto ultimamente mi sto avvicinando anche alla branca del mentalismo. Per quanto riguarda prestigiatori internazionali, mi piacerebbe poter collaborare con Daniel Madison e con Patrick Kun».

Ha mai pensato di estendere la sua attività alle scuole primarie vogheresi, come attività ludica di intrattenimento per i bambini?

«Sinceramente non ci ho mai pensato, sicuramente potrebbe essere una buona idea quella di portare questa arte nelle scuole per poterla far apprezzare ai bambini, i quali magari non hanno la possibilità di poterla vedere frequentemente… oggi, in tv, la si vede poco e in altri casi, come con YouTube, loro non riescono a comprendere la differenza tra professionisti e non».

Sono in programma eventi in cui è possibile assistere a questa magica arte? 

«Certo, il 16 febbraio ci sarà uno spettacolo al Teatro Cesare Volta di Pavia assieme al MagicLab, ma ci saranno anche altri eventi che annuncerò man mano sulla mia pagina Instagram e Facebook».

Per quanto riguarda il suo ruolo in Croce Rossa, quali sono i tuoi progetti nel tuo nuovo ruolo di Commissario?

«Sono molte le attività che portiamo avanti, come i progetti di Sicurezza Stradale nelle scuole superiori per i neopatentati e tutti gli eventi dedicati ai bambini con attività di face painting e gonfiabile, ricordo inoltre che Croce Rossa non è solo ambulanza, ma è molto di più, si può  essere volontari e partecipare a questi eventi senza dover necessariamente fare servizio di emergenza».

di Federica Croce

La Fondazione Rosanna e Tino Scovenna apre al pubblico la sede di via Dante, 68 a Broni. Una piccola Casa Museo, una collezione di opere di artisti bronesi di nascita o di vissuto, una selezione personale che Albertino Scovenna ha lasciato al suo paese con l’intento di stimolare la sensibilità artistica locale.

Un piccolo spaccato di un’epoca, di vite, in cui il collezionista si riconosceva e che ha voluto fare sue attraverso gli occhi di artisti come Contardo Barbieri, Ugo Rebasti, Alfredo Mantica, per citarne alcuni. Alle pareti, stipate di opere, paesaggi a noi famigliari che rievocano i racconti dei nostri anziani, ritratti intimi che ben suggellano il rapporto artista-modella, volti rubati al quotidiano e fissati in una cornice che ci parlano del secolo scorso. Gli autori stessi, negli autoritratti, comunicano col loro sguardo la volontà di raccontare l’atmosfera locale, gli spazi e i tempi moderati ancora legati a un fare accademico dell’arte, il dibattito dell’avanguardia è si latente ma poco manifesto sulla tela.

Tino Scovenna ha raccolto durante tutta la sua vita l’eredità di questi artisti e con la Fondazione da lui voluta oggi il territorio ha un’opportunità in più, un momento di riflessione sull’arte locale e su coloro che ne sono stati protagonisti.

Sabato 22 alle 16, sarà un giovane a presentare alcuni approfondimenti su Alfredo Mantica, Francesco Cerutti, nato a Voghera e laureato in lettere moderne con indirizzo di storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Pavia nel dicembre 2019, bene ha colto l’artista del gruppo Corrente.

Dopo lo studio fatto su Alfredo Mantica - dice Francesco – mi riempie di soddisfazione poter esporre la mia ricerca in occasione dell’apertura della Casa Museo della Fondazione Scovenna di Broni, città dove l’artista decise di trasferirsi verso la fine della sua vita con l’obiettivo di ritrovare l’ispirazione persa nel grande capoluogo lombardo e dove ha lasciato gran parte della sua eredità artistica.

Come da volontà testamentarie, la Casa Museo, sarà aperta al pubblico da giovedì 20 a domenica 23 febbraio, dalle 15.30 alle 17, nella sola giornata di domenica anche la mattina dalle 10 alle 12.

Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 3475773693

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Il secondo concorso lirico Internazionale Città di Voghera “Giulio Fregosi” animerà il teatro dell’istituto Sacra Famiglia Suore Benedettine nel prossimo week end. Venerdì 21 febbraio alle 14 oltre cinquanta artisti si sfideranno per accedere alle semifinali che si svolgeranno sabato 22 febbraio in tarda mattinata. La finalissima è in programma nel mattino di domenica 23 febbraio, mentre il gran concerto che chiuderà la kermesse si svolgerà alle 21.

Si tratta della seconda sedizione del concorso organizzato dall’associazione Amici della musica di Voghera con la collaborazione dell’assessorato alla Cultura, che si svolgerà presso il teatro delle suore Benedettine in via Emilia 240, in onore del famoso baritono vogherese vissuto dal 1887 al 1951. Parteciperà anche la Polifonica Vogherese Angelo Gavina diretta da maestro Michele Viselli e dal baritono Alessio Verna.

«Un’iniziativa importante che ha lo scopo di avvicinare tanti ragazzi alla lirica all’interno di un istituto che ha giovani alunni che frequentano un percorso di musica dalla scuola dell’infanzia, saranno presenti anche gli studenti del corso del teatro che leggeranno citazioni di Fregosi - commenta l’assessore Martina Fariseo - Un appuntamento dall’alto valore culturale che ha l’obiettivo di far conoscere Voghera anche al di fuori dei confini cittadini». «E’ attualmente in preparazione una biografia dei Fregosi che ricostruisce la vita e la carriera artistica grazie al prezioso contributo della famiglia che ha messo a disposizione materiale archivistico, documenti privati e spartiti», conclude Angiolina Sensale dell’associazione Amici della musica di Voghera.

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