Martedì, 02 Giugno 2020
Sabato, 15 Febbraio 2020

Se le percentuali di raccolta differenziata fossero voti scolastici, l’Oltrepò finirebbe dietro la lavagna con le orecchie da somaro. Eppure, anche nella “classe degli asini” c’è chi si distingue e dà quel buon esempio che in pochi purtroppo seguono: è il comune di Codevilla, da maggio guidato dalla nuova amministrazione del sindaco Marco Dapiaggi. Proprio mentre l’ultimo rapporto di Legambiente evidenzia le difficoltà croniche della nostra Provincia a differenziare, Codevilla con il suo 79% si piazza al primo posto tra i comuni d’Oltrepò e al quinto a livello provinciale. Una posizione in graduatoria raggiunta con soli due anni di impegno, a dimostrazione che il “porta a porta” non è dopotutto quell’oggetto misterioso la cui comprensione e applicazione risulta più complessa di un algoritmo algebrico.

Dapiaggi, Considerando che nel 2017 in questa classifica dei comuni virtuosi occupavate la 131esima posizione, può spiegarci come è stato possibile in soli due anni una simile ascesa?

«I cittadini di Codevilla sono i soli cui ascrivere i meriti di questo ottimo risultato. è stato un percorso lungo, articolato e condiviso con la cittadinanza, che è da subito stata coinvolta attraverso numerosi incontri informativi dedicati. Abbiamo iniziato a fine aprile 2017, preparando i cittadini ad abbandonare la raccolta stradale della carta e della plastica per avviare il “porta a porta”. Già in quell’anno siamo riusciti ad arrivare a una percentuale del 37% di raccolta differenziata. Il grande volano, però, è stato il 2018, quando dal primo gennaio siamo passati al “porta a porta spinto” eliminando dal territorio comunale tutti i cassonetti ed estendendo la raccolta domiciliare anche alla frazione dell’ umido e a quella dell’indifferenziato. Grazie al meticoloso lavoro di formazione ed informazione fatto, dal primo mese, già a fine gennaio, abbiamo superato l’80% e per tutto l’anno siamo restati costanti su questa percentuale».

Lei però è in carica dal maggio scorso. Questo merito è dell’amministrazione precedente oppure rivendica la sua parte?

«La proposta di modificare il sistema di raccolta dei rifiuti risale ad una mia mozione presentata nel 2015 quando ancora sedevo nei banchi dalla minoranza, successivamente, nel 2016, sempre come minoranza abbiamo fatto richiesta di aderire alla “Strategia Rifiuti Zero”, la nostra insistenza e volontà di cercare di essere lungimiranti ci è stata riconosciuta anche dall’allora sindaco, Roberto Pastormerlo - con il quale, nel corso dello scorso mandato, nonostante fossimo su fronti opposti, ho stretto un rapporto di reciproca stima e collaborazione. Il voto favorevole alle nostre istanze, l’impegno profuso dai consiglieri di minoranza, Cristiani e Tamburelli che oggi sono i miei due assessori, e i preziosi consigli di alcuni amici di Rifiuti Zero ci ha permesso che si concretizzasse questo bel risultato per Codevilla».

Come funziona esattamente il metodo di raccolta rifiuti in paese?

«Abbiamo optato per il “porta a porta spinto”. La nostra scelta è caduta su quella che le evidenze tecniche, pratiche e scientifiche indicavano come il sistema impegnativo ma sicuramente più efficace e performante. Lunedì raccogliamo la plastica, martedì e venerdì l’umido, il giovedì l’indifferenziato e sabato la carta. Questo metodo permette di avere una verifica immediata della correttezza del conferimento e la qualità della raccolta differenziata è molto alta perché le “impurità” e gli errori di conferimento sono meno frequenti della vetusta raccolta a cassonetto».

Il nuovo metodo ha permesso di abbassare le tasse?

«Proprio in virtù del fatto che i costi di smaltimento si sono ridotti, da quando è iniziato il porta a porta ogni unità familiare ha visto ridursi la Tari mediamente del 20%, ma come detto in precedenza il nostro obiettivo è arrivare alla tariffa puntuale, non solo per cercare, se possibile, di ridurre ulteriormente il tributo ma soprattutto per una questione ambientale riducendo il ricorso a inceneritori e discariche e nel contempo incentivare il riciclo per il recupero di materie prime seconde cosi necessarie per la nostra economia».

Come funziona la tariffa puntuale e quando sarà introdotta?

«è quel sistema dove chi più produce rifiuti, e quindi più inquina, più paga, di converso risparmia chi produce meno rifiuti. Al riguardo stiamo dialogando con Asm Voghera, che è un buon partner, per trovare la migliore strategia possibile, cercando di copiare il meglio dalle altre municipalità che, in altre provincie, da anni hanno già adottato questa metodologia. L’augurio è di arrivarci nel 2021».

Guardare in casa d’altri, si sa, è sempre spiacevole, però la gente potrebbe chiederselo: come mai secondo lei mentre da voi la differenziata è decollata in numerosi paesi vicini resta al palo?

«La situazione è complessa e di difficile lettura. In generale si può dire che ciò che impedisce di raggiungere dei risultati apprezzabili è l’ostinazione con cui si continua a mantenere sui territori i cassonetti perché è il cassonetto grigio dell’indifferenziata che, statisticamente, impedisce l’incremento della raccolta differenziata».

Come mai l’Oltrepò non riesce ad aprire un fronte unico ed unitario neppure su problematiche così sentite e concrete?

«Scegliere di cambiare le abitudini è un lavoro complesso e soprattutto coraggioso. Noi a Codevilla abbiamo voluto fortemente farlo, consci che il ruolo dell’amministratore non sia quello di limitarsi alla normale routine mantenendo il consenso elettorale, ma di impegnarsi, studiare, guardarsi intorno copiando le cose buone che fanno altri per offrire ai cittadini che ci hanno scelti con il loro voto, strategie che guardano al futuro, magari impopolari, ma che offriranno loro, e ai loro figli, un futuro migliore. Le scelte di coraggio hanno bisogno di amministratori pragmatici ma lucidamente visionari».

Prima di diventare sindaco è stato un esponente di spicco del comitato “Rispettiamo e valorizziamo il territorio”, in prima linea nella lotta all’inceneritore di Retorbido. La sua si è presentata da subito come un’amministrazione a forte impronta ambientalista.

Nel corso della prima seduta di consiglio comunale avete immediatamente sottoscritto la dichiarazione dello “Stato di emergenza climatico e ambientale”, può spiegarci il significato di questa iniziativa?

«La nostra dichiarazione è stata coerente con il percorso che come minoranza avevamo portato avanti negli scorsi 5 anni. Siamo stati i terzi in Italia e dopo di noi tanti sono stati i Comuni che hanno adottato analogo provvedimento. Non si tratta solo dichiarazione di intenti, ma una vera e proprio programma che porremo in essere entro la scadenza del mandato elettorale».

Quali saranno i risvolti pratici?

«Alcune azioni, come l’efficientamento energetico del palazzo del Comune per cui abbiamo iniziato a sostituire i vecchi serramenti con infissi nuovi e ad alto coefficiente di risparmio, sono evidenti agli occhi di tutti, altre si percepiranno con il tempo come la sensibilizzazione della cittadinanza e dei nostri ragazzi a buone pratiche. La nostra casetta dell’acqua, eroga non meno di 600 litri di acqua al giorno, è un altra azione concreta che sosteniamo e che comporta non solo risparmi per i Codevillesi che pagano l’acqua solo 4 centesimi, ma soprattutto riduciamo l’impronta ambientale connessa alla produzione della plastica delle bottiglie ed al trasporto dagli stabilimenti di produzione ai luoghi di vendita/consumo. Altra iniziativa che stiamo promuovendo è l’incentivo ai neo genitori per l’acquisto dei pannolini lavabili. Presenteremo un nuovo regolamento per le eco-feste, per ridurre gli impatti ambientali delle sagre, al riguardo la nostra scuola dell’infanzia è già plastic-free, e stiamo organizzando incontri per promuovere le energie rinnovabili sfruttando le agevolazioni già disponibili. Stiamo pensando come piantumare il maggior numero di alberi lungo la Green Way, insomma le iniziative sono in continuo divenire e siamo attenti per dare una mano all’ambiente mentre miglioriamo Codevilla».

C’è in corso anche un importante progetto di riqualificazione della Via Umberto I con la realizzazione di una piazza…

«Codevilla ha atteso ben dodici anni la realizzazione di una piazza, infatti il nostro Comune, caso più unico che raro, non ha una vera piazza ma una piccola rotonda nei pressi del Palazzo del Comune con alcuni posti auto. Per anni dai precedenti amministratori sono stati sbandierati progetti fantasiosi ma nulla è mai stato fatto di concreto se non l’abbattimento di un vecchio edificio. Da quando siamo stati eletti, ci siamo subito impegnati e siamo particolarmente contenti di poterla finalmente realizzare. E’ stato un percorso articolato che ci ha visti impegnati per tutto l’autunno e che è culminato in un progetto architettonicamente condiviso con la Soprintendenza alle belle arti di Regione Lombardia».

Come cambierà il volto del centro?

«La sua peculiarità starà proprio nell’essere una piazza digradante verso il basso, per sfruttare la naturale pendenza del terreno. Non sarà molto grande, solo 400 mq., ma abbiamo scelto di allestirla e renderla fruibile per mercati e fiere, predisponendo allacciamenti elettrici ed idraulici. La scelta del materiale di costruzione è caduta sulla diorite, una pietra dura, resistente, molto simile al granito. Non abbiamo dimenticato di prevedere una zona verde, per rendere gradevole lo spazio. Siamo convinti diverrà il cuore pulsante del paese, teatro di eventi culturali e sociali, luogo di incontro e convivialità. Decideremo a chi intitolarla ma abbiamo intenzione di caratterizzarla rendendola un “posto speciale” non solo per Codevilla, ma per l’intero Oltrepò Pavese».

 di Christian Draghi 

Oltrepò maglia nera in Provincia 

Quello di Codevilla è un esempio virtuoso che non ha fatto ancora proseliti in Oltrepò. Il rapporto di Legambiente riferito al 2018 fa emergere un quadro piuttosto desolante sulla raccolta differenziata in Provincia di Pavia. In un anno, dal 2017 al 2018, l’aumento è stato solo dello 0,5%.

La media italiana è del 55% e lo standard fissato dall’Unione Europea è del 65%. Solo 54 centri della provincia su 188 ha raggiunto la soglia del 65%. Le eccellenze si trovano soprattutto nell’hinterland di Pavia e in Lomellina. L’Oltrepò è maglia nera: nessun paese a parte Codevilla è riuscito a raggiungere la soglia. I dati più sconfortanti riguardano l’Oltrepò montano: Varzi nel 2018 ha avuto il 28% di differenziata, ma ci sono addirittura centri come Val di Nizza e Brallo che si aggirano intorno al 15%. Insomma si butta quasi tutto senza distinzione nei cassonetti dell’indifferenziata. Questo accade soprattutto per difficoltà tecniche e logistiche nel raggiungere ogni casa dei centri montano collinari per ritirare i rifiuti della differenziata porta a porta. Spostandosi verso la pianura, per quanto riguarda i centri principali sempre nel 2018 Broni ha attestato il 34% di differenziata mentre Stradella il 52%.

Anche l’area liberal democratica vicina al centrosinistra scalda i motori in vista delle elezioni di primavera. “Alleanza Civica” è un fronte politico che sosterrà la ricandidatura di Pier Ezio Ghezzi ed è composta, oltre che dalla lista “Ghezzi Sindaco”, dalla costellazione denominata “Voghera +Libera”, che raggruppa le liste PiùEuropa, Radicali Italia, Volt e Azione. Nella difficile sfida al centrodestra ricercare l’unione è una necessità imprescindibile e negli ultimi giorni il dialogo con il PD si è rafforzato alla ricerca dell’accordo che consenta alle parti di presentarsi unite alla tornata elettorale. Conditio sine qua non, indire al più presto le primarie di coalizione per stabilire chi, tra Ilaria Balduzzi e Pier Ezio Ghezzi, sarà il candidato da sostenere. Alessandro Traversa spiega la genesi del progetto politico: «La lista nasce dalla volontà del gruppo vogherese di impegnarsi a creare un contenitore, un polo in cui finalmente l’area liberal democratica, radicale e liberale potesse riconoscersi».

Traversa come mai la necessità di “staccarsi” dal PD per perseguire questi obiettivi?

«è dalla scorsa primavera che chiediamo un progetto chiaro, forte e di rilancio per la città passando per le primarie di coalizione. Quindi credo sia errato dire che ci siamo “staccati” dal Pd, non abbiamo mai cambiato posizione. Abbiamo recentemente lanciato con Ghezzi un accordo elettorale, un fronte chiamato Alleanza Civica di cui fanno parte appunto la nostra lista Voghera+Libera, e la lista civica Ghezzi Sindaco.

Anche al Pd abbiamo ribadito la necessità di svolgere le primarie, seppur in notevole ritardo».

Recentemente vi siete incontrati con la segreteria del PD. Di che cosa avete parlato?

«Abbiamo parlato delle problematiche della città, delle visoni che abbiamo in comune con la promessa di risentirci a brevissimo per sciogliere i nodi non ancora risolti».

La possibilità di correre tutti insieme in un’unica coalizione è quindi concreta?

«Certo, ma ripeto, il nostro obiettivo è sempre stato questo, avevamo già trovato e sottoscritto una intesa col PD e Lista Ghezzi già a fine settembre. Le primarie avrebbero dovuto tenersi a fine novembre, poi il Pd ha preferito congelare quella proposta. Avremmo presentato anche una nostra bravissima candidata alle primarie. Da allora diciamo che la situazione è andata in stallo. Non abbiamo mai però chiuso i canali con nessuno. Abbiamo sempre e solo chiesto di iniziare la campagna elettorale il prima possibile».

Il Pd ha già annunciato la candidatura di Ilaria Balduzzi. Sareste disposti a immolare quella di Ghezzi sull’altare della coalizione?

«Appoggeremo Ilaria Balduzzi in caso vincesse le primarie di coalizione. è molto semplice, basta solo tornare al documento sottoscritto ad ottobre, oggi la situazione è la medesima di qualche mese fa. Adesso Siamo a febbraio, il nodo va sciolto entro pochi giorni. Il candidato Sindaco dovrà avere almeno tre mesi per fare campagna elettorale, proporre alla popolazione il programma, incontrare le parti sociali e le associazioni di Voghera. Noi abbiamo già iniziato come Alleanza Civica».

Che il centrodestra parta avvantaggiato numericamente è piuttosto evidente, presentarvi in qualche modo divisi non credete favorirebbe ulteriormente i vostri avversari?

«Sicuramente un fronte progressista con il Pd numericamente sarebbe più forte. Per questo abbiamo insistito sulle primarie di coalizione. Certamente il Cdx a Voghera è storicamente forte, ma non è più quello di cinque o dieci anni fa. Anche a Voghera il cdx non mi sembra coeso, da una parte ci sono Forza Italia e Udc che raccolgono un elettorato moderato e popolare, dall’altra la Lega che dopo i risultati delle Europee in città credo voglia un suo candidato sindaco. Ma sarebbe la terza città della provincia di un certo peso dopo Pavia e Vigevano con un candidato leghista, diciamo che potrebbe creare malumori ai piani alti in Regione e Provincia».

Come sarà composta la vostra lista?

«I candidati della nostra Lista Civica si riconoscono nei valori Liberali, democratici e Radicali. Abbiamo in lista imprenditori, studenti alla prima esperienza ma molto motivati, avvocati, esercenti, fotografi medici e infermieri. Credo sia la forza della nostra lista e del lavoro che stiamo portando avanti, abbiamo estrazioni sociali e lavorative molto differenti per cui abbiamo un background multi settoriale».

Dove l’amministrazione attuale ha compiuto gli errori più gravi?

«Non ha avuto una visione a lungo periodo, la città ha le stesse problematiche di 10 anni fa. è immobile, restia al cambiamento e all’innovazione. Ha ideato un Pgt disastroso, non è riuscita a risolvere le problematiche sulla viabilità, ha investito su progetti che si son rivelati dei veri e propri fiaschi anche per le casse del comune. Ha gestito in modo pessimo e poco trasparente Asm, da più di un anno, nonostante le assunzioni, il problema del caos bollette non è ancora stato risolto. Non è riuscita a dare un aiuto concreto agli esercenti del centro storico, anzi ha portato il commercio cittadino in due aree commerciali periferiche».

C’è qualcosa che ha fatto bene?

«Devo essere sincero, credo di no. Non ricordo un intervento comunale che abbia portato benefici ai cittadini. Forse negli ultimi anni c’è stata più attenzione per l’area museale e qualche iniziativa di marketing territoriale, ma il comune su questo deve trovare fondi per intervenire in modo molto più massiccio».

Quali saranno i temi chiave della vostra campagna elettorale?

«Partiamo dalla considerazione che la nostra zona ha ricevuto zero finanziamenti. Contando che il sistema Italia da recenti studi perde il 40% dei fondi europei erogati, crediamo sia fondamentale a Voghera aprire uno sportello europeo, dedicato alla ricerca di finanziamenti, uno sportello che serva sia all’amministrazione comunale, sia a tutto il mondo produttivo dell’Oltrepò. Crediamo sia necessaria una drastica riqualificazione urbana, seguendo due priorità: intervenire nelle zone con edifici vetusti e privi di qualità e, con la finanza di progetto, favorire la nascita di luoghi di aggregazione e socializzazione e contemporaneamente fare acquisire valore agli immobili che oggi vedono le loro quotazioni crollate. Inoltre, abbiamo strumenti informatici che, fino a qualche anno fa, erano usati solo a livello sperimentale. Mi riferisco in particolar modo al mondo degli Open Data, uno strumento potentissimo in mano all’amministrazione, che potrebbe facilmente ricavare dati e statistiche per migliorare l’ambiente, per fare scelte oculate di viabilità, per investire al meglio i soldi di noi cittadini avendo già una cassetta degli strumenti pronta. Allo stesso modo un privato potrà analizzare più facilmente il rischio d’impresa, potrà valutare meglio il target in base alla popolazione. Un vero nuovo approccio multi settoriale che potrà dare una grossa mano a tutti».

Dove il centrosinistra può recuperare quei voti persi nel corso degli anni?

«Sicuramente deve intercettare il malumore degli esercenti, oggi quelli più in difficoltà, deve ascoltare i giovani che ogni giorno, alle sei del mattino, sono costretti a uscire dalla città per poter lavorare. Deve ascoltare e proporre idee concrete per risolvere quel senso di insicurezza e abbandono presente in alcuni quartieri periferici. Bisogna ripartire da qui».

Lei è anche amministratore della pagina facebook Politica@Voghera. Le sembra che la cittadinanza si stia “appassionando” alla bagarre elettorale?

«Notiamo che a ridosso delle elezioni le iscrizioni e le interazioni aumentano in modo esponenziale. Quindi per rispondere alla sua domanda, mi pare di sì, molto di più che 5 anni fa. Facebook potrebbe rivelarsi uno strumento utile per tutti i partiti e i candidati, quindi il mio consiglio è di usarlo. I post, anche quelli con meno interazioni hanno comunque migliaia di visualizzazioni».

di Christian Draghi

Un passato (recente) da super-assessore, un presente (in divenire) apparentemente da separata in casa del centrodestra. Un futuro, forse, da leader. Marina Azzaretti sta attraversando un periodo di transizione. O, come dice lei, sta “riflettendo, organizzando”. L’unica certezza, ad oggi, è che sarà in campo nelle prossime elezioni vogheresi. Come, e con chi? È ancora preso per saperlo; lei non si sbilancia, e ne ha ben donde. Ma un’idea, dopo questa chiacchierata, me la sono fatta: e la vede recitare, ancora, in un ruolo da protagonista.

Sono ormai passati due mesi da quando è stata “allontanata” dalla giunta comunale. A mente fredda, la delusione è ancora tutta lì̀ o ha lasciato il posto a nuovi sentimenti?

«Diciamo che il cuore si sta raffreddando... è ancora “tiepido”. Posso solo dire che dal punto di vista umano è stato un colpo basso. Credo di aver dato molto, sicuramente troppo, con i miei voti e il mio operato ad un partito e ad un gruppo e ad un sindaco che non lo meritavano. Su aspetti importanti della gestione e della programmazione politica ero da tempo però in disaccordo e, non essendo proprio una “signorsì”, ho cercato di cambiare le cose da dentro e speravo di farcela. Così da tempo davo “fastidio”. Certo allontanarmi a pochi mesi dalle elezioni dimostra ancora una volta la convinzione di superiorità e di invincibilità cieca di persone facenti parte degli organi direttivi di un partito che è riuscito, agendo così ed allontanando ovunque i migliori, a scendere dal podio fino all’ultimo 2,5 per cento delle elezioni in Emilia Romagna. Oramai, senza urgenti modifiche sostanziali, sulla via dell’estinzione.»

Cinque anni fa lei coniò uno slogan che le portò fortuna: “Viva Voghera”. Oggi dice e scrive spesso: “Voghera nel cuore”. Sarà la sua parola d’ordine per la prossima stagione politica?

«“Voghera nel cuore” è sempre stato il mio slogan! “Viva Voghera” è l’obiettivo: non è la lode “evviva Voghera”, ma un fine, ciò che mi e ci deve muovere: far vivere Voghera, quasi un’esortazione a me e a tutti per farlo. “Voghera nel cuore” è un mantra, anche un modo per ricordare a tutti che quello che faccio per Voghera lo faccio sempre col cuore, senza fini personali. Un richiamo a tutti ad amare la città in cui viviamo. Parole mosse proprio dall’amore per la nostra città e la nostra comunità: che dalla politica ha tanto bisogno di essere più amata.»

Al di là delle spiegazioni ufficiali, possiamo dire che nessuno a Voghera abbia capito i reali motivi di quanto successo. Ma bisogna guardare avanti e lei lo sta facendo. In che termini?

«Sto lavorando a un progetto politico per la nostra città, proseguendo la mia strada con delle relazioni consolidate, con persone che stimo assolutamente, di grande professionalità̀, che come me e anche molto più̀ di me sono impegnate politicamente per il nostro territorio.»

Da sempre lei cerca un contatto diretto con i suoi elettori attraverso i social network. E i cittadini rispondono. Non ha smesso di farlo in queste ultime settimane, anche come semplice cittadina. È curiosa, tuttavia, la presenza costante che molti dei suoi ex colleghi assessori hanno ritrovato solo nelle ultime settimane o negli ultimi mesi. Quanto conta davvero, ai fini elettorali, il confronto via web con la gente?

«Io innanzitutto, devo dirle, mi sento comunque sempre cittadina, ma non smetto il mio ruolo politico, per soli quattro mesi di “aspettativa”. È innegabile che siamo in campagna elettorale. Devo dire, per il resto, che sicuramente sono stata la prima che ha usato questa modalità̀ per comunicare il mio operato. Con i social, soprattutto con Facebook: per far vedere alla gente quello che faccio, valorizzando allo stesso tempo la città e i luoghi, come anche le associazioni, gli enti e le persone: tutti coloro con i quali ho collaborato e collaboro o con i quali si organizzano le iniziative o, anche, che mi invitino alle loro. Un utile modo per far conoscere cosa offre la nostra Voghera, per valorizzare la nostra città, la sua operosità̀, e anche la sua vitalità̀. Vengo dal mondo della comunicazione. So come si fa. Certo sono stata molto, direi, seguita, oltre che, in effetti, copiata dagli altri politici in questo modo di fare.»

Alcuni commercianti, anche dalle nostre pagine, hanno espresso rammarico per come è stata gestita piazza Duomo durante le ultime festività̀ natalizie... insomma, secondo alcuni si è sentita la sua mancanza.

«Li ringrazio e li rassicuro. Se lo vorranno, devono solo aspettare due o tre mesi. Io sono pronta a ripartire... prima ho fatto quello che potevo, se mi fossero state messe a disposizione risorse sufficienti avrei potuto fare anche molto di più̀. Faremo molto, molto di più in futuro. Avevamo avviato un bel discorso di collaborazione con le associazioni, sono certa si potrà̀ riprendere il percorso e che sarà molto produttivo. Lo ho già detto e lo riprometto qui: in un anno prometto di ridare slancio vitale a questa città. E credo di essermi meritata la fiducia dei vogheresi.

Ci spieghi meglio...

«Per quello che sarà il mio ruolo, se sarò̀ messa nelle condizioni di poterlo fare, in un anno costruirò̀ le basi di un percorso di rilancio serio, con una road-map precisa, indicando degli step, degli obiettivi chiari. Un percorso che dovrà essere partecipato alla città e valuteremo tutti insieme lo “stato avanzamento lavori”. Quello che conta, ribadisco, è che ogni azione sia il più possibile partecipata, senza “divide et impera”. Dobbiamo chiedere e ottenere dalla città che lavori con noi. E questo lo si ottiene con la fiducia, l’onestà, la trasparenza. E la professionalità e le capacità. E credo di averle già dimostrate.»

Per i commercianti ha un messaggio?

«Necessariamente i settori commercio, fiere e mercati e cultura devono cooperare, perché́ si può̀ valorizzare il commercio valorizzando la cultura, e viceversa. Le iniziative culturali, insieme alle iniziative aggregative, possono dare maggiore visibilità̀ alle attività̀ commerciali. Poi c’è molto da fare, ad esempio per i negozi sfitti e per sostenere e incentivare. Su questa strada ho idee ben chiare, e posso chiedere ai commercianti di non smettere di avere fiducia nel futuro. Ma servono le persone giuste, perché́ sono solo le persone giuste che fanno le cose giuste.»

Con la mente fredda, o tiepida, come dice lei, mi sembra decisamente più̀ agguerrita...

«Il silenzio di questo periodo – perché́, a parte qualche exploit momentaneo sono, per i miei gusti, praticamente in silenzio sui social – da parte di una come me super social... la dice più lunga delle parole.»

Non voglio estorcerle un ulteriore giudizio su chi l’ha sostituita all’assessorato, ovvero Martina Fariseo. Però vorrei chiederle un parere su una delle primissime iniziative del post-Azzaretti: i the a Casa Gallini.

«Sono contenta se si fanno delle iniziative nella nostra città. Non esprimo un giudizio qualitativo sull’iniziativa, non c’ero. Lei è una ragazza giovane, sicuramente ce la sta mettendo tutta per farsi conoscere e per imparare. Credo sia un indice di buona volontà. Anche se certi ruoli, forse, avrebbero bisogno di molta esperienza. Ma apprezzo il suo impegno e la sua ambizione politica.»

Tuttavia questa apertura di Casa Gallini a molti non è parsa un’assoluta novità̀...

«È comunque una iniziativa. Meglio di niente. Se me lo chiede, certo che iniziative di questo tipo ne abbiamo sempre fatte tantissime. Proprio a Casa Gallini: con quattro, cinque, sei turni di visite al giorno. In questi anni a Casa Gallini si sono aperte le porte tutti i giorni per visite in orario di ufficio, si sono organizzate tantissime visite guidate. Spessissimo sono venute scolaresche, dalle scuole primarie ai licei; si sono proposte iniziative culturali importanti, percorsi anche in collaborazione con la Soprintendenza, conferenze sulla quadreria di Casa Gallini...»

C’è qualcosa per cui si rammarica del suo periodo da assessore?

«Io credo moltissimo nel progetto Attract, impegno che richiede esperienza e a cui ho lavorato tantissimo. E che esce ora; non a mia firma, ma a firma di chi non ha fatto sforzi personali né per idearlo, né per strutturarlo, né per metterlo in pratica. Ma quei quattro incontri che ho programmato io non sono che un’azione preliminare per costruire la base sostanziale su cui avviare un percorso che richiede ulteriori sforzi importantissimi...»

Per quale obiettivo?

«Per riuscire a individuare canali mirati, per intessere quelle relazioni sovralocali che possano incentivare imprenditori esterni ad allocare qui le loro attività̀. Ritengo che una delle priorità̀ fondamentali per Voghera sia il lavoro. Bisogna portare nuovo lavoro a Voghera. Ma non solo. Attirare nuove attività̀ significa attirare investimenti; poi le ditte pagano gli oneri e gli oneri permettono di aggiustare le strade... ci sono solo ricadute positive. Il “di più” che vorrei attivare inoltre con questo progetto, dovrà essere il cercare di promuovere Voghera come “locus amoenus”, come una bella e tranquilla città alle pendici oltrepadane dove c’è una certa qualità̀ della vita. Dove le relazioni sono più umane e piacevoli. Bisogna però garantire al meglio la sicurezza pubblica ventiquattrore su ventiquattro, valorizzare gli aspetti positivi e soprattutto ottimizzare i servizi per promuovere Voghera come luogo dove poter vivere bene. E vicino a Milano. Ho raccolto esperienze di alcuni che l’hanno fatto: vorrei che più̀ persone, fra quelle che vivono e lavorano nello stress di Milano e delle aree metropolitane, possano scegliere di venire a vivere a Voghera. Perché vorrei che a Voghera il welfare vorrei fosse garantito meglio che altrove.»

Argomento complesso. E soluzioni complesse.

«Si deve innanzi tutto ottimizzare il servizio di trasporto pubblico: un servizio che deve essere ottimizzato non solo per potenziali nuovi residenti o industrie, ma anche per i pendolari di Voghera che, oggi, sono troppo spesso in difficoltà. Ricordiamo che tra poco sarà̀ quadruplicata la linea tra Milano e Pavia, mentre da Voghera non si è fatto niente per cercare di inserirsi in questo discorso. È necessario poi ottimizzare i servizi essenziali.»

Per esempio?

«Pensiamo a ciò̀ che è essenziale... certamente i servizi legati alla scuola, che tanto mi è cara, e sportivi. Ma soprattutto quelli primari. Esempio. In alcune aree periferiche della nostra città non arriva ancora nemmeno il gas metano, e chi ci abita deve scaldarsi con la bombola... poi ci chiediamo perché́ i cittadini siano insoddisfatti e si lamentino di pagare le tasse.»

Altro argomento complesso. Per stemperare (o forse no?) le propongo un gioco. Ora le dirò̀ alcuni nomi, lei mi risponderà̀ con il primo pensiero che le verrà̀ in mente. Cominciamo con Giovanni Alpeggiani.

«Alpeggiani era un amico, indiscutibilmente teneva le redini e le fila in questa città. Discutibilmente forse, ma certamente lo faceva.»

Gian Piero Rocca.

«Uno strascico dell’Ancient regime, sicuramente non uno stratega visto come è riuscito a far crollare il gradimento del partito di cui ha tirato, per me malamente, le fila per anni»

Carlo Barbieri.

«Sono sempre stata leale con lui. Ho scoperto chi è. Anche se tantissimi me lo dicevano... io l’ho scoperto col tempo, fino alla fine, all’atto più vile che potesse compiere nei miei confronti, insieme a Rocca, e con giustificazioni inesistenti e facendo scaricabarile.»

L’ultimo non è il nome di una persona, ma di un partito: Lega.

«Io mi riconosco nel centrodestra. Apprezzo i suoi leader.»

Beh: la Lega fa parte del centrodestra. Ultima domanda: come si vede Marina Azzaretti tra 5 anni?

«Mi vedo a fare il resoconto di quello che nei cinque anni passati abbiamo realizzato per la nostra città. E a dire, con soddisfazione e rinnovato entusiasmo, cosa faremo nei prossimi.»

di Pier Luigi Feltri

Libera Voghera, CGIL, AUSER organizzano una giornata di riflessione sul tema del contrasto delle ludopatie. "Voghera Be Smart!" Stati generali sull’azzardo, Voghera 27 febbraio 2020, Auser, Via Cignoli, Voghera. Gli stati generali sull’azzardo della città di Voghera si presentano come un momento di riflessione pubblica al quale parteciperanno numerosi esperti, persone ed organismi  impegnati nel contrasto delle ludopatie, rappresentanti di amministrazioni che hanno cercato mediante una efficace regolamentazione di limitare l’espansione del gioco d’azzardo.  

Nelle iniziative di contrasto delle ludopatie anche nella città di Voghera vogliamo fare un ulteriore passo avanti. Tutti i  Comuni, infatti, hanno a disposizione una piattaforma digitale denominata “SMART” alla quale possono connettersi rilevando la dimensione del fenomeno nel proprio territorio: vengono messi in rete non solo dati sintetici (capitali impegnati e dimensione media delle giocate comune per comune) ma anche topografici, con l’esatta distribuzione, via per via, della presenza di spazi e strumentazione utilizzata dai “giocatori”.

Su questa base dati sarà possibile stendere un efficace  Regolamento Comunale che punti al massimo alla riduzione del danno, individuando ex ante luoghi sensibili e popolazione “debole”. Insomma, come hanno fatto altre città, che hanno visto regredire in modo significativo l’impatto sociale del gioco d’azzardo, sarà possibile anche nel nostro territorio avviare iniziative concrete di supporto a chi vive imprigionato in questa pericolosa patologia, la ludopatia.  Perché giocare a soldi  non è un gioco: è dimostrato che troppo spesso esso evolve in malattia: diventa cioè una “dipendenza”. E’ un fatto che si può essere “patologicamente” dipendenti oltre che da sostanze chimiche, come le droghe, anche da pratiche sociali diffuse e legalmente autorizzate, come il gioco d’azzardo. Questa modalità “malata” di praticare “il gioco”, un tempo ritenuta accettabile - e i cui effetti erano circoscritti a un numero ristretto di vittime - oggi si presenta con modalità devastanti e massive: perché genera, consapevolmente, distruzione di ricchezza economica  e fratture irrimediabili nella  coesione comunitaria che tiene insieme famiglie, società e stato. 

Il gioco d’azzardo non è una colpa da espiare tra le mura della propria indifesa famiglia, come non è un capriccio, un gioco appunto, che rende moralmente accettabile l’assenza di azioni di soccorso a chi ne è rimasto vittima. La ludopatia è una delle più subdole “pesti sociali”  che ha stravolto la vita di migliaia e migliaia di famiglie, ed è così diffusa anche perché ad ognuno e tutti tocca vivere in questi paurosi “tempi bui”: è il sintomo di una malattia più profonda, non una delle cause del disagio sociale.

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Della palestra comunale non doveva restare pietra su pietra, e invece oggi la struttura di Piazza Italia si prepara a rinascere sotto la buona stella di un vero gigante della pallacanestro. Non un caso del destino, ma il risultato di una precisa scelta: quella di ascoltare le associazioni sportive cittadine e recepirne le necessità. Così l'amministrazione comunale ha ribaltato le sorti dell'impianto, la cui demolizione era stata prospettata a partire dai primi anni Duemila (il relativo progetto. Sabato 22 febbraio avrà inizio la nuova vita della palestra nel nome di Primo Giauro, il campione originario di Broni che, negli anni Settanta, contribuì a scrivere pagine memorabili del basket italiano. La cerimonia di intitolazione, organizzata con la collaborazione dell'A.S. Eurobasket e del Comitato provinciale C.S.A.In. di Pavia, è prevista per le ore 11.

«Tutta la popolazione – dice il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – è invitata a partecipare a un momento molto significativo per la comunità. La decisione di abbandonare il progetto che prevedeva l'abbattimento dell'edificio, depositato nel 2001, è arrivata perché, dopo diversi incontri con le associazioni sportive e con i residenti della zona, ne abbiamo riconsiderato l'utilità alla luce del mutato contesto territoriale e temporale. A fronte di un investimento di circa 80mila euro, la struttura ha quindi riconquistato una dimensione moderna, funzionale ai bisogni effettivi delle realtà sportive locali. Da sabato in poi – conclude Riviezzi - sarà legata alla figura di un grande uomo di sport, vanto della nostra città, ricordato non solo per il talento, ma anche per la signorilità e la gentilezza dei modi». Scomparso nel 2008 all'età di 54 anni, Primo Giauro sviluppò la propria carriera sportiva tra Bologna, Pesaro e (soprattutto) Livorno, giocando nel ruolo di pivot. Anche le figlie, Eva e Sara, sono state cestiste nel giro della Nazionale.

I lavori che hanno interessato la palestra si inseriscono nel più ampio programma di riqualificazione di Piazza Italia, dove nei mesi scorsi sono stati eseguiti interventi per circa 70mila euro finalizzati al miglioramento urbanistico. Ora la zona si presenta più ordinata e vivibile agli occhi dei cittadini, grazie alle modifiche interne all'area di sosta e alle opere di abbellimento estetico eseguite tra ottobre e novembre.

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A quasi un anno dall’entrata in servizio del Direttore dell’UOC di Ortotraumatologia dell’Ospedale Civile di Voghera, dott. Roberto Vanelli, l’attività del reparto ha registrato nel periodo, un costante aumento in termini di numerosità delle prestazioni ma soprattutto di qualità dell’offerta a favore dei pazienti che necessitano cure ortotraumatologiche. Con l’obiettivo di potenziare la squadra dei professionisti che operano al fianco del dott. Vanelli, il Direttore Generale di Asst Pavia, dott. Michele Brait ha disposto l’assunzione con contratto a tempo indeterminato, di due nuovi medici, che hanno preso servizio il 1° di febbraio, il dott. Gino Emanuele e la dott.ssa Eugenia Isotta.

L’Unità Operativa Complessa di Ortotraumatologia dell’Ospedale Civile di Voghera, si compone di n. 18 posti letto di degenza ordinaria, n. 3 di Day Surgery e n. 2 di BOCA (Chirurgia a bassa complessità operativa ed assistenziale), svolge attività chirurgica sia in ambito traumatologico che ortopedico. Presso la struttura vengono eseguiti interventi di moderna osteosintesi e ricostruzione articolare nel giovane e nel grande anziano. Tra le attività chirurgiche elettive si segnala la chirurgia artroscopica, la chirurgia del rachide lombare (ernia del disco), la chirurgia protesica dell’anca, ginocchio e spalla, della mano, del piede percutanea e mininvasiva. Per permettere una migliore qualità di intervento, lo scorso anno, l’UOC di Ortotraumatologia è stata dotata di una nuova colonna endoscopica. Questa apparecchiatura di nuova generazione genera immagini ad alta definizione che vengono visualizzate su di un monitor da 32” Ultra HD 4K, quindi con la risoluzione più elevata possibile, garantendo all’operatore un’eccezionale qualità della visione del sito chirurgico. Tutti gli interventi in artroscopia, ossia quelli in cui si procede attraverso un piccolo taglio in prossimità dell’articolazione, possono quindi beneficiare di questa nuova tecnologia grazie alla quale è possibilità di visualizzare compiutamente anche dettagli di dimensioni molto ridotte e con la possibilità di registrare tutto l’intervento di un un disco integrato per una successiva visione.

Anche l’attività ambulatoriale è stata ampliata con l’attivazione degli Ambulatori per la cura delle seguenti patologie: • Patologia della Colonna Vertebrale: gestione e trattamento di patologie traumatiche, degenerative, infettive e neoplastiche del rachide, valutazione multidisciplinare per pazienti con crolli vertebrali da osteoporosi, infiltrazioni ampliscopico guidate (previa valutazione e programmazione dei Medici incaricati). • Ortopedia Pediatrica: dedicato a pazienti da 0 a 16 anni con malformazioni, deformità ossee congenite e post-traumatiche, disturbi evolutivi, traumi sportivi, protesi ortesiche; • Patologia dell’Anca e del Ginocchio: patologie traumatiche con riferimento alla traumatologia dello sport, lesioni legamentose e meniscali del ginocchio, patologie croniche degenerative, condropatie, gonartrosi, coxartrosi. Infiltrazioni articolari di acido ialuronico e trattamento con PRP (acronimo di Plateleth rich plasma, ovvero fattori di crescita di derivazione piastrinica); • Ambulatorio di Patologia e Chirurgia della Mano • Ambulatorio di Patologia e Chirurgia del Piede, dedicato a interventi correttivi delle deformità del piede con tecnica tradizionale e percutanea. L’Azienda, nel dare il benvenuto ai nuovi medici, augura al dott. Vanelli di proseguire con successo l’attività del reparto e dei diversi ambulatori da lui diretti.

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Simone Verni, consigliere regionale M5S Lombardia interviene in merito ai lavori della tratta ferroviaria Stradella – Pavia . “Linea ferroviaria Stradella-Pavia: belle e brutte notizie! –dichiara Verni - Come si può vedere dalla risposta alla mia Interrogazione, Regione Lombardia mi ha dato due notizie importanti, una bella e una brutta, relative alla linea ferroviaria Stradella-Pavia. La BELLA NOTIZIA è che sarà oggetto di un miglioramento infrastrutturale che renderà questa linea più sicura e veloce. La BRUTTA NOTIZIA è che il servizio ferroviario sarà interamente sospeso da giugno a settembre 2020. Oltretutto sembrerebbe che i Sindaci dei comuni interessati e i pendolari non siano stati informati e non è nemmeno dato a sapersi in quale modo – conclude Verni - Regione Lombardia provvederà ad elargire un servizio sostitutivo. Ovviamente chiederò lumi e vi informerò.”

Risposta all’interrogazione : “Oggetto : Richiesta informazioni tratta ferroviaria Stradella-Pavia

Con riferimento alla richiesta di informazioni del 31.01.2020, in merito agli interventi tecnologici previsto sulla tratta ferroviaria in oggetto, il gestore dell'infrastruttura ha fornito i seguenti dettagli:

- a partire da gennaio 2018 è stato attivato il sistema di gestione della circolazione con Apparti Centrali Computerizzati per le stazioni di Broni e Stradella e la tratta compresa;

- sono in corso i lavori per estendere il sistema di gestione della circolazione con Apparti Centrali Computerizzati alla tratta Broni-Bressana Bottarone con completamento previsto entro fine anno;

- la tratta Pavia-Bressana Bottarone sarà oggetto dei medesimi interventi tecnologici a partire dell'ultimo quadrimestre 2020 fino a dicembre 2022.

La tratta Bressana Bottarone-Broni sarà altresì interessata da attività di rinnovo completo dei binari e consolidamento della piattaforma ferroviaria nel periodo giugno-settembre 2020 che comporterà la chiusura al traffico ferroviario. La chiusura è stata prevista nel periodo estivo per garantire i servizi nel periodo scolastico.

Distinti saluti

IL DIRIGENTE

SILVIO LANDONIO”

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Lunedì prossimo, 17 febbraio, alle 20.45, alla sala Zonca in via Emilia 6, a Voghera il gruppo del Partito democratico in consiglio regionale, con la Federazione provinciale e il circolo di Voghera, organizza un incontro sul sistema socio sanitario lombardo e del territorio. L’iniziativa si colloca in una riflessione avviata dal Pd in tutta la Lombardia sulla sanità lombarda, volta a elaborare proposte di miglioramento del sistema. Centrale tra le proposte del Pd la realizzazione di un Presst, (presidio socio sanitario territoriale) in ogni distretto sanitario, una sorta di casa della salute dedicata soprattutto ai pazienti cronici e fragili.

”Si tratta – commenta il consigliere regionale, Giuseppe Villani (Pd)- di un importante momento di confronto su un settore strategico per la Lombardia, che vede l’attuale giunta regionale latitare. Il sistema, grazie all’altissima professionalità e all’impegno di tutti gli operatori, ha solide basi e può vantare ancora una qualità altissima. Negli ultimi anni però l’inerzia e la mancanza di una visione della giunta rischiano di mettere a rischio un patrimonio di valore inestimabile”.

All’incontro, che sarà moderato dal consigliere regionale Villani, interverrà il vicepresidente del Consiglio regionale, Carlo Borghetti (Pd) che tratteggerà il quadro del sistema sanitario in Lombardia. Interverranno, inoltre, Paolo San Bartolomeo, ex direttore del Dipartimento dipendenze dell’Asl di Pavia, Antonio Riviezzi, della Conferenza provinciale dei sindaci Ats, Daniele Bosone, della direzione regionale del Pd, Patrizia Sturini della Funzione pubblica della Cgil e i consiglieri comunali di Voghera, Ilaria Balduzzi e Roberto Gallotti. In apertura porteranno i loro saluti la segretaria provinciale del Pd pavese, Chiara Scuvera e quella del Pd di Voghera, Alessandra Bazardi.

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In un periodo in cui si susseguono notizie vere e false sul coronavirus è importante fare informazione e prevenzione. Per questo in Croce Rossa a Voghera il Presidente del Comitato Ondina Torti ed il Direttore Sanitario Michela Quaglini hanno dato vita ad una serata in cui sono state condivise con i soci ed i cittadini intervenuti le linee guida del Comitato Nazionale C.R.I. “Abbiamo raccolto le preoccupazioni del nostro Presidente nazionale Francesco Rocca, che nei giorni scorsi aveva lanciato un allarme proprio contro il diffondersi di fake news che provocano panico sociale, intolleranza e fenomeni di discriminazione e razzismo – spiega Ondina Torti - . Visto che mensilmente organizziamo serate informative, questa volta abbiamo creduto giusto concentrarci anche sulle linee guida comportamentali sul coronavirus, che veicoliamo attraverso i nostri canali di comunicazione”. Oltre all’attività avviata in porti ed aeroporti, è stato spiegato durante la serata, la Croce Rossa su scala nazionale sta gestendo in sicurezza il trasporto dei casi potenzialmente sospetti verso le strutture sanitarie di competenza, attraverso l’utilizzo di mezzi speciali di alto biocontenimento predisposti in caso di emergenze sanitarie come questa: a tal proposito è intervenuto sull’argomento anche il capitano Davide Acquafermata, del Corpo Militare della Croce Rossa, settore nord ovest NAPRO PAVIA. In questo periodo Acquafermata si trova a Genova, una delle città individuate per i posti fissi avanzati con l’unità NBCR (gruppo specializzato dei Vigili del Fuoco chiamato ad intervenire in situazioni eccezionali, la sigla NBCR è infatti l’abbreviazione di NUCLEARE-BIOLOGICO-CHIMICO-RADIOLOGICO). “E’ bene poi sfatare alcune bufale in materia, tipo che il virus è stato creato in laboratorio, da società farmaceutiche per vendere i vaccini – spiega la dottoressa Michela Quaglini -: per arrivare ad un vaccino occorre più di un anno. Ed è bene sapere anche che non ci si difende dal virus indossando qui a casa nostra le mascherine o adottando metodi casalinghi, tipo quelli che circolano sui social, come ingerire acido acetico o acqua salata. Basta lavarsi bene e spesso le mani, rispettando le buone pratiche igieniche, e utilizzare fazzoletti usa e getta in caso di raffreddore. Poi la trasmissione del virus avviene sempre per via respiratoria e dopo un contatto stretto con un paziente infetto (ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario) e mai attraverso il cibo, quindi non c’è alcun pericolo nell’andare a mangiare in un ristorante cinese in Italia, evitiamo anche episodi di razzismo verso immigrati di colore come purtroppo abbiamo assistito in questi giorni”.  Per evitare di condividere notizie false è bene ricordare che qui in Italia il sito di riferimento è quello del Ministero della Salute (www.salute.gov.it/nuovocoronavirus, oltre al numero 1500). Infine ogni giorno l’Istituto Spallanzani di Roma rende noto un bollettino medico alle ore 12 aggiornando sui casi confermati in Italia e sui test dei contatti monitorati. Mentre la Croce Rossa su scala nazionale ha attivato un numero verde per la popolazione, è 800 065 510.

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Partiranno nei prossimi giorni i lavori per la conversione dell'ex Caserma dei Vigili urbani di via Cavour. Come da Programma Triennale delle Opere Pubbliche, nell'immobile saranno ricavati sei alloggi da destinare temporaneamente a persone in situazione di grave disagio abitativo: un intervento da 750mila euro, di cui 237mila (più del 31% del totale) finanziati dalla Fondazione Cariplo.

Stimata in circa un anno la durata complessiva del cantiere, che comprende il rifacimento del tetto, la ristrutturazione dei piani rialzato e primo, il restauro delle facciate e della corte interna. È inoltre previsto l'inserimento di un vano ascensore per il superamento delle barriere architettoniche, a beneficio di eventuali utenti disabili. Ciascuno dei due piani oggetto dei lavori ospiterà tre unità abitative, mentre il piano seminterrato resterà a disposizione dell'amministrazione comunale.

«L'emergenza abitativa è un tema che abbiamo particolarmente a cuore – commenta il sindaco Antonio Riviezzi – come del resto ogni aspetto relativo alla sfera socio-assistenziale, materia che occupa una posizione di rilievo nell'agenda dell'amministrazione comunale. Con la conversione residenziale dell'ex Caserma di via Cavour andiamo a rispondere a un bisogno reale, ad oggi di complessa gestione proprio per la mancanza di alloggi disponibili. Si tratta quindi di un'operazione doppiamente utile, perché dà finalità a un immobile inutilizzato e fornisce strumenti concreti per fronteggiare i casi di disagio».

L'ex Caserma di via Cavour, dismessa dal 2003, rientra tra gli edifici storici del centro cittadino di Broni. Risalgono al 1865 le prime notizie certe sul suo utilizzo pubblico, nello specifico come carcere mandamentale. Nel 1928 i locali furono adattati a Caserma dei Carabinieri e, in seguito, furono adibiti a diverse funzioni: scuola, uffici comunali, comando dei Vigili urbani. Ora la struttura si prepara ad un nuovo cambio di identità, ritornando a disposizione della collettività dopo 17 anni di mancato utilizzo.

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