Mercoledì, 19 Febbraio 2020
Martedì, 11 Febbraio 2020

“Trovo molto grave che dopo anni di consiglio comunale il sig. Ghezzi non abbia ancora compreso la differenza tra minoranza e maggioranza –  scrive Elena Lucchini - Dopo ripetuti errori forse qualcuno dovrebbe spiegargli che la Lega è in minoranza a Voghera e che pertanto non ha nominato né può nominare nessuno in Asm.

Inoltre dopo anni di latitanza politica nei banchi della minoranza mi sorprende a pochi mesi dalle elezioni la pochezza della politica del candidato sindaco di sinistra che, forse condizionato dalle lettere anonime, dalle notizie prive di fondamento, dai volantini e dai gossip degni delle peggiori riviste scandalistiche si adegua alla corrente di pensiero e non trova di meglio che uscire sulla stampa locale con notizie oggettivamente inveritiere che lo portano ad andare incontro a figure indegne di qualcuno che ambisce ad amministrare una città importante come Voghera.

La lettura delle sue dichiarazioni apparse negli articoli di questi giorni sulla stampa locale non mi può comunque esimere dall’evidenziare la superficialità nel riportare fatti probabilmente riferiti dagli stessi che amano far scrivere lettere ai defunti.

Senza in alcun modo entrare nel merito delle notizie ritengo che, prima di rilasciare interviste, bisognerebbe assumere informazioni più approfondite per quanto attiene le motivazioni che portano un presunto creditore a rinunciare ad un credito milionario o un utente a cambiare gestore all’interno del libero mercato, dubbi che i tecnici competenti ci potranno e dovranno chiarire.

Di oggettivo invece c’è che il governo, di cui fa parte anche la corrente politica (il PD) di cui il sig. Ghezzi ha fatto parte fino a ieri e a cui punta per essere appoggiato oggi nella sua nuova veste civica, ha istituito una tassa che metterà in ginocchio il più importante indotto del nostro territorio, quella #PlasticTAX che rischia fortemente di mandare in crisi la #Piberplast e tutte quelle aziende che vivono su di essa con gravi danni sull’occupazione locale visto che in provincia di Pavia l’industria della plastica dà lavoro ad oltre 3000 persone. Di questo problema però, che è un problema oggettivo, il sig. Ghezzi non parla perché NON GLI CONVIENE.

La politica del fango, della denigrazione e delle notizie da bar – conclude la Lucchini -  non fa parte della nostra mentalità soprattutto per rispetto di chi legge e dell’altrui intelligenza per cui mi auguro che, in futuro, si possa discutere di fatti concreti e non di illazioni confrontandoci nella massima trasparenza e correttezza.”

"ASM: rispondo alla On. E. Lucchini – scrive Pier Ezio Ghezzi - "Ghezzi non ha ancora compreso la differenza tra maggioranza e minoranza".
Ecco i fatti.
1) nel 2017 - anno del ballottaggio - Barbieri ha vinto con l'appoggio decisivo della Lega
2 ) il Presidente della Casa di Riposo Pezzani è un esponente della Lega
3) nel CdA di SAPO è presente un'esponente leghista
4) in ASM la figura apicale di garanzia, prevista dalla Autorità del Gas e Energia, è della Lega
5) il direttore generale di ASM era candidato della Lega nel 2015
6) i vogheresi verificheranno alle elezioni se la Lega sarà alla opposizione di Forza Italia o sua alleata strategica

Sempre la Lucchini: "anni di latitanza politica del consigliere Ghezzi"
1) in 5 anni mai una assenza in Consiglio Comunale (forse una volta per malattia). Da anni rivendico la mia azione di denuncia sulla ASM.
2) ASM è stata devastata dalla irresponsabità di chi la dirige: basta analizzare i risultati dei bilanci
3) l'On.Lucchini considera gossip gli esposti alla Corte dei Conti e alla magistratura, le indagini dei Carabinieri e della Guardia di Finanza?

Appartenenza politica:
1) da novembre non sono più consigliere comunale del PD, ma della Lista Civica. Abbia l'On. Lucchini la forza della verità e non della menzogna
2) Collegare la tassa sulla Plastic Free alla mia persona è senza senso. Personalmente – conclude Ghezzi - sono soddisfatto che il Governo la abbia congelata e mi auguro che la depenni.”

Rilevato dalla Fondazione Don Gnocchi nel 1962, a soli sei anni dalla morte del suo fondatore, il centro “S. Maria delle Fonti” di Salice Terme da allora è sempre stato al servizio dei bisogni di salute della comunità locale, sapendo adattare le proprie attività alle esigenze delle persone più fragili: un tempo i bambini affetti da poliomielite, accolti e poi formati all’interno di una scuola speciale, oggi gli anziani e i disabili accolti e assistiti nelle varie strutture del Centro, insieme a pazienti di ogni età che necessitano di degenza riabilitativa o di riabilitazione generale e geriatrica. Il “Don Gnocchi” di Salice, dà lavoro a circa 150 operatori, e garantisce assistenza a un totale di oltre 1800 pazienti l’anno, tra ricoveri e attività ambulatoriale. Il responsabile del presidio dal 2014 è Marco Parizzi.

Dottor Parizzi, l’utenza è prettamente locale o c’è chi viene da più lontano?

«Gli utenti sono esclusivamente lombardi. L’accreditamento attuale non consente a pazienti fuori regione di beneficiare di prestazioni rese presso la nostra struttura, fatto salvo le prestazioni private. La prevalenza è per ospiti e pazienti dell’Oltrepò pavese con un numero di casi significativo del territorio del basso milanese».

Il numero di posti letto a disposizione è sufficiente a soddisfare la richiesta oppure la lista d’attesa è lunghissima?

«La domanda dei servizi socio-sanitari è purtroppo superiore all’offerta che le strutture come la nostra possono offrire e questo automaticamente genera liste di attesa che in alcuni casi mettono in difficoltà famiglie e caregiver».

In quale settore i tempi sono più lunghi?

«Le difficoltà maggiori sono presenti nell’area dell’età evolutiva: le liste d’attesa dei servizi di neuropsichiatria infantile su tutto il territorio lombardo sono significative, sia nelle strutture pubbliche che in quelle private. In un sistema sanitario pubblico necessariamente a risorse limitate, la Fondazione Don Gnocchi cerca pertanto di offrire risposte di qualità anche all’interno del mercato delle prestazioni private, con una presa in carico equivalente e a prezzi calmierati».

C’è un settore in particolare per cui il Don Gnocchi di Salice è particolarmente richiesto o che comunque considerate il vostro fiore all’occhiello?

«L’ambito che ormai da alcuni decenni caratterizza l’attività svolta dalla Fondazione a Salice Terme è quello della riabilitazione. I nostri interventi riabilitativi possono dirsi trasversali, essendo rivolti ad una popolazione che va dai minori agli anziani, e che trova risposte in ambito ambulatoriale (con interventi sulle patologie dell’età evolutiva, sulla scoliosi, l’osteoporosi, il pavimento pelvico, l’agopuntura e più in generale sugli ambiti fisiatrico e geriatrico), così come in regime di degenza o in ambito domiciliare (dove vengono trattate prevalentemente gravi patologie come la SLA, la sclerosi multipla, gli esiti di gravi eventi cerebrali o l’artrite reumatoide)».

Ci sono in atto cooperazione con altre strutture del territorio?  

«L’impegno riabilitativo del Centro di Salice Terme è confermato anche dal costruttivo rapporto con l’Università di Pavia che da ormai 15 anni ha identificato i nostri reparti come sede di scuola di specialità di medicina fisica e riabilitativa, facendo transitare i suoi studenti specializzandi per un periodo di formazione sul campo. Inoltre sono attive convenzioni per la formazione ed il tutoraggio dei terapisti della riabilitazione».

Il “Don Gnocchi” è anche un centro di solidarietà, pronto a raccogliere donazioni o opere benefiche. Come giudica la partecipazione del territorio sotto questo punto di vista?

«Da sempre il Centro di Salice Terme si colloca all’interno di un territorio vivace con il quale le collaborazioni e gli interventi di mutuo sostegno non sono mai mancati, sia a livello di associazionismo locale, sia di interventi di supporto individuale. La Fondazione don Gnocchi promuove e incoraggia il volontariato e anche presso il Centro di Salice Terme è presente un gruppo numeroso di generosi cittadini del territorio che regala e presta qualche ora del proprio tempo a supporto degli ospiti e delle attività del Centro. Recenti collaborazioni con le scuole del territorio sono tese a stimolare e sviluppare nei giovani il desiderio e la voglia di contribuire a realizzare il sogno del nostro fondatore di “fare bene il bene”. Altra testimonianza forte di legame con il nostro fondatore è rappresentata dalla collaborazione con il gruppo Alpini di Godiasco. Don Gnocchi, alpino tra gli alpini, ha lasciato nelle penne nere una traccia indelebile ed ogni gruppo o sezione presente nei territori in cui la Fondazione opera coltiva questo proficuo legame collaborando in vari modi alle attività e fornendo il proprio generoso supporto in occasione di eventi e manifestazioni».

di Christian Draghi 

Dalla riabilitazione alla Rsa: i numeri della struttura 

Il Centro “Don Gnocchi” di Salice, al secolo Santa Maria delle Fonti”, offre un’ampia tipologia di Unità di offerta e le principali prestazioni sono erogate in convenzione con il Servizio Sanitario Regionale.

Il Centro è caratterizzato da una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) di 41 posti letto in grado di accogliere ospiti anziani non autosufficienti e da una Residenza Sanitaria per Disabili (RSD) di 40 posti letto che accoglie soggetti affetti da disabilità, sia fisica che psichica, di età compresa fra i 18 e i 65 anni. A tutti gli ospiti viene garantita l’assistenza medica ed infermieristica 24 ore su 24.

E’ inoltre presente un’Unità Complessa di riabilitazione che include una degenza riabilitativa di 65 posti letto, tra cui 30 di riabilitazione specialistica e 35 di riabilitazione generale e geriatrica (oggi denominata Cure Intermedie). Nei letti di specialistica sono accolti pazienti di tipo neurologico generalmente colpiti da patologie invalidanti tra cui ictus, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, sindromi parkinsoniane, oltre che pazienti di tipo ortopedico con disabilità dovute a evento acuto in ambito ortopedico, che comportano - di norma - non autosufficienza.

Nei letti di Cure Intermedie sono accolti pazienti provenienti dall’ospedale, dal domicilio o da tutti gli altri nodi della rete dei servizi, di norma nella fase di stabilizzazione, a seguito di un episodio di acuzie o di riacutizzazione. Il paziente ricoverato nel reparto è una persona che richiede interventi specifici nella sfera sanitaria ed assistenziale, che non possono essere erogati a casa o in ospedale.

L’Unità include anche un servizio di riabilitazione ambulatoriale e domiciliare, il primo dei quali differenziato per adulti e minori. In quest’ultimo caso il servizio di Neuropsichiatria Infantile offre prestazioni rivolte a minori. Sia le degenze riabilitative che le prestazioni ambulatoriali possono essere erogate in regime di convenzione o in attività privata.

Al Centro sono ricoverati ogni anno in regime riabilitativo circa 400/450 pazienti, mentre l’attività ambulatoriale è rivolta a un’ottantina di persone al giorno, per un totale di oltre 20 mila prestazioni l’anno. Le degenze sono infine completate da una Comunità Alloggio per Disabili, un piccolo edificio autonomo che può accogliere sei ospiti parzialmente autonomi, ai quali è garantita una assistenza nelle 24 ore ed un percorso di integrazione con le attività animativo-educative della residenza per disabili.

"Egregio Direttore, da sempre frequento l’alta Valle Staffora ed in particolare Varzi. Il 20 Dicembre per amore dei nipoti, mi sono recata a Varzi per comperare le buonissime paste della pasticceria della piazza principale. Da casa mia a Stradella a Varzi sono poco più di 61 Km, se all’andata, verso le ore 14, sono rimasto sorpreso dalla durata del viaggio di un’ora e 15minuti, peggio è stato il ritorno, quando ci ho impiegato un’ora e 25minuti.

Lo stesso tempo che impiego, ma da Stradella a Santa Margherita Ligure.

È stato constatare la causa di tale rallentamento, che mi ha colpito: limiti di velocità ad ogni piè sospinto, autovelox, strade, come del resto in tutta la provincia, in stato pietoso. Com’è possibile che oggi ci si metta più tempo ad andare a Varzi rispetto a 20 anni orsono? Senza scagliare anatemi a destra e a manca, credo comunque che ci siano responsabilità storiche consolidate, degli amministratori comunali e provinciali ed anche della comunità montana. Si scrive molto delle lacune del Sud, ma mi pare, che anche noi dovremmo fare ammenda per questi problemi, visto che sono presenti in una zona che vuole fare turismo, ma probabilmente non è così perché l’inadeguatezza delle strade tiene in ostaggio il turismo.

Sclavi Rosanna - Stradella"

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Anno nuovo, vita nuova. L’Oltrepò del vino ama viaggiare, in senso fisico e figurato, con la rara capacità di trovarsi alla fine, comunque e sempre, al punto di partenza. I leader moderni si dividono: c’è chi ha salutato il 2020 sulle assolate spiagge delle Hawaii e chi in conferenza stampa, lanciato a bomba verso il sol dell’avvenire, annunciando di veleggiare verso traguardi così straordinari da far impallidire il defunto Duca Antonio Giuseppe Denari. Vi è poi il super imbottigliatore che ha salutato l’anno nuovo aggiudicandosi un maxi finanziamento per l’export su un progetto da 200mila euro, alla faccia di chi gli lascia pezze e vino, dai 30 ai 70 centesimi al litro, perché lui possa evidentemente fare il miracolo di mercato non solo in Italia ma anche nel mondo… la classe non è acqua?! Veniamo, invece, a ciò che conta di più di questo inizio anno: mentre si pensa già alle elezioni per il rinnovo cariche a Terre d’Oltrepò, si è tenuta nella sede di La Versa la conferenza stampa di presentazione dell’accordo commerciale tra la cooperativa Terre d’Oltrepò (unica proprietaria di La Versa che sta sollevando Cavit dal fardello del 30%) e il Gruppo Francoli. L’obiettivo è arrivare nel 2020 a 1 milione di bottiglie di Metodo Classico più altre 400 mila bottiglie dei vini firmati dall’enostar Riccardo Cotarella. Al bar di Santa Maria della Versa qualche lingua biforcuta ha subito commentato: «Praticamente nel 2020 ci saranno due soli, due vendemmie e i marziani arriveranno in Oltrepò… è scappata anche Cavit! Oggi l’Oltrepò produce 350 mila bottiglie di DOCG e pensandola in pochi mesi loro produrranno 1 milione di bottiglie entro il 2020… e le venderanno? A chi? A che prezzi?

Faranno bene o faranno male agli altri produttori?». Al di là delle prese di posizione colorite da incredulità popolare, d’altra parte “anno bisesto anno funesto”, sono occorsi 3 anni, da gennaio 2017 a gennaio 2020, per mettere a fuoco un percorso per la storica cantina, fondata nel 1905 da Cesare Gustavo Faravelli e fallita nel luglio 2016.

Gli artefici del rilancio nazionale e internazionale (isole comprese) saranno l’onnipresidente Andrea Giorgi, numero uno di Terre e La Versa per dirla come gli addetti stampa locali, il neo direttore commerciale, Massimo Sala, e il gruppo Francoli, che già è impegnato a distribuire tanti marchi vinicoli ma che con La Versa sente di poter fare grandi cose.

Commoventi le parole di Alessandro Francoli alla conferenza stampa: «Conosco molto bene La Versa, fin da quando era il marchio italiano d’eccellenza. Ero un giovane studente a Pavia, vedevo le bottiglie La Versa esposte ovunque e io mi sentivo un po’ come un bambino che sta dietro una vetrina di dolci e non può toccarli, in quanto la nostra era un’azienda molto più piccola. Questi spumanti si trovavano a gare di ciclismo, voli Alitalia, gran premi di Formula Uno… era veramente un sogno inarrivabile». Un vero colpo di fulmine, insomma, struggente da far pensare che non vorrà nemmeno le provvigioni. Toccanti anche le dichiarazioni del neo direttore commerciale di La Versa, Massimo Sala: «In questi 6 mesi, in cui ho avuto l’onore di dirigere l’azienda, ho capito che noi avevamo bisogno di un’eccellenza che ci permettesse di far parlare sul territorio nazionale. Ritengo che la rete vendita del Gruppo Francoli sia la migliore in Italia ed è per questo che abbiamo deciso insieme di investire in questo progetto». Un grande abbraccio collettivo, un amore incontenibile, una libidine con i fiocchi e le bollicine. Ora i soci di Terre d’Oltrepò che per La Versa si sono indebitati attendono di vedere nel loro piccolo: bottiglie posizionate, bottiglie vendute, bottiglie riordinate, prezzi di posizionamento non da Prosecco e regolarità nell’incasso dei pagamenti. Ma a muoversi non è solo Giorgi Andrea.

C’è anche un apparentemente defilato Giorgi Fabiano a fare la sua parte: in attesa che il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese resetti il consiglio d’amministrazione e le regole di voto per dimostrare nei fatti di voler far contare Distretto & Friends, lui prepara il suo progetto per diventarne futuro presidente. Il suo testimonial e ormai collega Gerry Scotti è diventato commendatore, lui dev’essere almeno multi presidente.

Non onipresidente come Andrea Giorgi, ma chi merita deve giustamente avere il suo spazio e la sua poltronissima. Per raggiungere i traguardi di Andrea Giorgi avrà tempo ma ha dalla sua il fatto che è giovane… si farà…

di Cyrano de Bergerac

Nel Reparto di Otorino dell'Ospedale di Voghera, oltre un centinaio di persone hanno preso parte, il 5 Febbraio, alla messa di San Biagio celebrata dal vescovo Vittorio Viola nel corridoio del reparto dove è stata impartita anche la benedizione delle gole. Presenti tra gli altri il primario Laura Lanza, il direttore di presidio Paolo Valentini, il sindaco Carlo Barbieri, il Presidente del Consiglio Nicola Affronti, il consigliere UDC Daniela Galloni, il comandante della Compagnia Carabinieri Maggiore Giuseppe Pinto con il comandante della Stazione Lgt. Giovanni Galletta , il Comandante della Polizia Locale Giuseppe Calcaterra e altre autorità. il Presidente del Consiglio Nicola Affronti presente alla celebrazione ed alla benedizione delle Gole ha dichiarato: "come tradizione ho partecipato – insieme a tantissime persone – oggi pomeriggio c/o il Reparto di Otorino alla S.Messa celebrata dal ns Vescovo S.e. Mons Vittorio Viola in onore di San Biagio protettore della gola. Come tutti gli anni tantissime persone  tra cui il direttore Sanitario di presidio, insieme ai medici, agli infermieri ed ai degenti del reparto hanno preso parte alla cerimonia, al termine della quale è stata impartita anche la benedizione delle gole. Congratulazioni per l’organizzazione di questa bella cerimonia che quest’anno compie 20 anni "

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Il 15 febbraio ricorre la XIX Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, promossa insieme all’Organizzazione Mondiale della Salute da “Childhood Cancer International – CCI”, il network globale di associazioni guidate da genitori di bambini e adolescenti che hanno contratto tumori o leucemie, presente in 90 paesi e 5 continenti con 188 associazioni. 

In questa giornata in tutto il mondo sono promosse iniziative di advocacy, di pressione istituzionale e di sensibilizzazione pubblica su un problema, il cancro pediatrico, che rappresenta la prima causa di mortalità infantile per malattia non trasmissibile dopo il primo anno di vita. CCI, attraverso specifici gruppi di lavoro locali e transnazionali, si impegna affinché a tutti i bambini e adolescenti colpiti nel mondo siano garantite le stesse probabilità di guarigione attraverso una diagnosi tempestiva e l’accesso ai protocolli di cura più avanzati. 

Sul fronte della sensibilizzazione pubblica FIAGOP propone la seconda edizione dell’iniziativa green “DIAMO RADICI ALLA SPERANZA, PIANTIAMO UN MELOGRANO” che avrà luogo in molte città nelle giornate di venerdì 14 e sabato 15 febbraio. Particolare attenzione sarà posta alla conoscenza del suo frutto, la melagrana, formato dall’unione di tanti arilli, ognuno parte fondante del frutto stesso, come avviene nell’alleanza terapeutica che si instaura tra medici, pazienti, famiglie, grazie all’impegno quotidiano delle associazioni di genitori riunite in FIAGOP.

A Pavia e in alcuni paesi della provincia, in particolare, l’iniziativa sarà curata da AGAL – Associazione Genitori e Amici del Bambino Leucemico, che dal 1982 sostiene i bambini malati di tumore che arrivano al Policlinico San Matteo. Nella mattinata di venerdì 14 febbraio l’associazione, insieme ad alunni e insegnanti, metterà a dimora delle piante di melagrana nei giardini di 6 scuole:

  • scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado Enrico Fermi, via Marconi 30, Santa Giuletta (ore 11);
  • scuola primaria Gianni Rodari, piazza Grignani 2, Mezzanino (ore 10);
  • scuola primaria René Panis, via Garibaldi, Redavalle (ore 11.30). 

Sabato 15 febbraio, inoltre, alle 17 presso l’Auditorium della scuola Enrico Fermi di Santa Giuletta, i bambini e ragazzi del Coro delle Stelle di Vernate (Milano) si esibiranno in uno speciale concerto benefico a sostegno di AGAL. 

Ai presenti alle iniziative sarà richiesto di indossare un Nastrino dorato (sotto forma di un piccolo tatuaggio temporaneo), simbolo universale dell’oncoematologia pediatrica, con cui scattare selfie solidali, da condividere sui canali social con l’hashtag #DiamoRadiciAllaSperanza insieme ad un messaggio di affetto per riconoscere apertamente la forza, il coraggio e la resilienza dei piccoli guerrieri e onorare la memoria di chi ha perso la sua personale battaglia.

In occasione della Giornata Mondiale, inoltre, sul fronte medico-scientifico FIAGOP affronterà un gruppo di nemici che fa ancora molta paura, quello dei Tumori solidi, nell’ambito del convegno “Tumori solidi pediatrici: stato attuale e prospettive”, promosso in collaborazione con AIEOP - Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica, organizzato da OPEN Onlus presso il Ruggi d’Aragona (Salerno) sabato 15 febbraio. Una speciale sessione ospiterà il Secondo incontro nazionale dei guariti da tumore pediatrico. Un cittadino su 1300, circa 50mila oggi in Italia, 29 anni l’età media. Una popolazione sulla quale è necessario porre uno sguardo più attento. Si parlerà dell’importanza del follow-up a medio e lungo termine le cui raccomandazioni sono contenute nel Passaporto del guarito. 

Negli ultimi decenni nei nostri paesi la percentuale di guarigione complessiva è passata dal 40% degli anni ‘70 a oltre l’80% circa dei nostri giorni (anche se ci sono diversi risultati a seconda del tipo di tumore). Le cose non stanno così per i bambini e gli adolescenti che hanno la sfortuna di nascere nei paesi svantaggiati, dove ancora oggi soltanto pochi possono avere una diagnosi e accesso a protocolli di cura avanzati e le aspettative di guarigione non superano il 20%. Un bilancio durissimo e non più sostenibile. Se il cancro non ha confini, non dovrebbero averli neanche le cure – ribadisce Angelo Ricci, presidente FIAGOP, la Federazione Italiana delle Associazioni di Genitori Oncoematologia Pediatrica, socio fondatore CCI e suo punto di riferimento in Italia per le celebrazioni della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile. La ricerca in ambito dell’oncologia pediatrica - prosegue - non procede alla velocità che vorremmo: se paragonata al passo di quella applicata alla lotta ai big killers nella popolazione adulta il confronto è scioccante.

FIAGOP è attiva in Italia da 25 anni con politiche a sostegno dei bambini e degli adolescenti colpiti – in Italia circa 2200 ogni anno - sia durante le cure che nel periodo di transizione all’età adulta. Partecipa a tavoli di coordinamento di attività legate all’oncologia pediatrica, sviluppa campagne di prevenzione e sensibilizzazione, promuove la ricerca.

Suo motore trainante sono le 31 associazioni di genitori che ne fanno parte, con sede in prossimità dei principali ospedali. Queste sostengono e agevolano il vissuto dell’intero nucleo famigliare perché nessuno si senta solo nel percorso di malattia, offrono ospitalità gratuita, assistenza psicologica, supportano gli ospedali di riferimento. Le loro braccia sono le migliaia di volontarie e volontari operativi presso i reparti e nelle case dedicate ad ospitare le famiglie che abitano lontano dai centri di cura. 

AGAL – Associazione Genitori e Amici del Bambino Leucemico dal 1982 sostiene i bambini malati di tumore che arrivano al Policlinico San Matteo di Pavia per curarsi presso l’Unità Operativa di Oncoematologia Pediatrica. Lo fa fin dal loro ingresso in ospedale, con un punto di accoglienza dove garantisce orientamento, mediazione linguistica e patronato. Oltre a offrire ospitalità totalmente gratuita alle famiglie che non possono permettersi un alloggio temporaneo nel periodo delle cure in day hospital (2 case alloggio e 3 appartamenti indipendenti, per un totale di 59 posti letto), AGAL opera anche in reparto, dove cerca di regalare un po’ di serenità ai bambini ricoverati attraverso laboratori di gioco e musicoterapia condotti da professionisti con il coinvolgimento di volontari AGAL. A tutto ciò si aggiungono i servizi di assistenza psicologica, di trasporto da e per l’ospedale, il sostegno economico offerto alle famiglie in particolare difficoltà economica e il supporto all’ospedale negli interventi di riqualificazione del reparto. associazioneagal.org

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