Mercoledì, 19 Febbraio 2020
Sabato, 01 Febbraio 2020

Il Comune di Santa Maria della Versa nacque nel 1894 in seguito al Decreto Reale di Umberto I, emanato l’anno precedente, che prevedeva la soppressione della storica municipalità di Soriasco (antico borgo medievale già capoluogo del Mandamento composto dai comuni Soriasco, Montarco, Donelasco, Montecalvo, Volpara, Canevino, Golferenzo, Rovescala e Luzzano) in favore di quella più recente, situata a fondovalle. Tutto questo per un semplicissimo motivo: la frazione di Borgata Versa era più facilmente raggiungibile dalle carrozze e dai commercianti. Così dal 1853 iniziarono a tenersi il mercato settimanale e la fiera annuale in Piazza Foro Boario e successivamente, dal 1874, nella nuovissima piazza oggi intitolata a Vittorio Emanuele II. Fu proprio in quegli anni che parecchi servizi vennero trasferiti in Borgata Versa, come la casa comunale, la prefettura e la posta. Dai primi del ‘900 fino ai primi anni’80 Santa Maria della Versa è stata il fulcro del commercio della vallata, con attività fiorenti di vario tipo, non solo enologiche e vitivinicole. Ma negli ultimi trent’anni la crisi ha lentamente ucciso il turismo e, inevitabilmente, il commercio: un esempio su tutti la cattiva amministrazione della cantina “La Versa” ed il conseguente fallimento che ha messo in ginocchio l’intera vallata.

Da maggio 2019 il nuovo sindaco è Stefano Riccardi, 27 anni, già assessore dell’amministrazione precedente. Spetterà a lui in questi cinque anni di mandato portare una “ventata di gioventù” e di novità ad un paese da troppi anni in difficoltà.

Stefano, a soli ventisette anni è già sindaco di un Comune così grande. Come le è nata l’idea di candidarsi?

«L’idea è nata alcuni mesi prima della fine dell’ultimo mandato, quando mi sono incontrato con altri due consiglieri della vecchia amministrazione e abbiamo pensato che fosse il caso di proseguire questo percorso per poter portare a termine alcuni progetti che non erano ancora stati conclusi».

Come in tutto il territorio, Santa Maria della Versa negli anni passati ha subito una forte perdita di attività commerciali, che ha causato anche una sorta di “stallo” per lo sviluppo economico della vallata. Pensa che la situazione sia ancora sanabile?

«Questo discorso sicuramente vale per tutti i piccoli comuni d’Italia, e qui da noi è ancora più amplificato. La continua apertura di supermercati e di centri commerciali ha certamente influito, e le piccole botteghe faticano sempre di più a sopravvivere. Però c’è da aggiungere che a Santa Maria forse qualcosa si sta muovendo, nell’ultimo anno hanno aperto due negozi e in questi giorni ha riaperto un ristorante. Quindi possiamo dire che c’è stata una piccola controtendenza. Non è molto, ma è pur sempre qualcosa…».

Già a poche settimane dall’insediamento la nuova amministrazione ha spinto per proporre nuovi eventi durante la stagione estiva. A detta di molti l’esperimento parrebbe riuscito…

«Quest’estate per la prima volta abbiamo proposto un nuovo evento per Santa Maria: “Calici & Sapori”. Posso confermare che è stato un evento riuscito alla grande, sebbene organizzato in poche settimane: nasce dalla necessità di sostituire i passati giovedì (e venerdì) in centro, che si basavano su un format vecchio e non più seguito. Così si è deciso di organizzare questa serata, cercando di coinvolgere il più possibile tutte le attività presenti sul territorio comunale. Certamente lo riproporremo anche il prossimo anno con piccole migliorie».

Nel comune da lei amministrato sono presenti diverse associazioni, che partecipano attivamente con iniziative territoriali. Vi sono state proposte nuove iniziative?

«Tra il Comune e le associazioni c’è un rapporto di collaborazione reciproca che prosegue molto bene. Anche per quanto riguarda la riapertura dell’Oratorio l’amministrazione comunale ha dato il suo totale appoggio all’iniziativa, dando una mano nelle trattative. Anche le associazioni, tra le quali la Sezione Autieri Oltrepò, stanno collaborando per la pulizia e la sistemazione dello stabile».

Per quanto riguarda i rapporti con i comuni limitrofi, nella scorsa amministrazione il suo predecessore aveva paventato l’idea di una fusione, cosa che poi non si è realizzata. Cosa ne pensa? Secondo lei si potrebbe ancora riproporre con modalità differenti?

«A Santa Maria sono localizzati i principali servizi della vallata e penso che con una fusione si possano solo migliorare. Certamente la popolazione faticherebbe ad abituarsi alla scomparsa del proprio comune e certi servizi sarebbero certamente da ampliare. Posso solo dire che per adesso non se n’è più parlato e discusso e la “questione fusione” per ora è stata accantonata».

Le strade provinciali sono in pessimo stato, è sotto gli occhi di tutti. Allo stesso tempo, invece, gran parte delle strade comunali si trova in buono stato. è notizia dei giorni scorsi che la Provincia di Pavia asfalterà alcuni tratti nel suo comune. Esattamente di cosa si tratta?

«Le strade comunali in gran parte sono in buono stato: alcune erano state rifatte anni fa con i soldi arrivati dal bando “6000 campanili”; lo scorso anno è stata rifatta l’intera Via XXV Aprile, con il rifacimento dei marciapiedi e inoltre è stata asfaltata la piazza nuova in centro. In primavera, se possibile, vorremmo asfaltare quelle strade comunali a cui non si era ancora messa mano. Per quanto riguarda le strade provinciali, la Provincia di Pavia ha asfaltato alcuni tratti della strada che porta da Prago a Vicobarone e in primavera hanno annunciato che sistemeranno un tratto di strada tra le frazioni Pizzofreddo e Torrazza: non si tratterebbe solo di riasfaltatura ma anche di lavori strutturali».

Parlando sempre di lavori pubblici, quali opere avete programmato per i prossimi mesi?

«Abbiamo appena appaltato un lavoro di settantamila euro per il fosso di Moglialunga che verrà effettuato nelle prossime settimane, al quale seguiranno altre opere in primavera per cui sono stati ottenuti contributi di centomila euro dalla Regione Lombardia, in aggiunta a sessantamila stanziati dal Comune. Stiamo attendendo di partecipare ad altri bandi per la sistemazione del cimitero di Donelasco, che si trova in una situazione di forte criticità, nel quale dovranno essere fatti interventi  per circa centossessanta mila euro.

Anche il centro polifunzionale, Palazzo Pascoli, subirà alcuni lavori di restyling alla facciata».

Concludendo, quali progetti intende portare avanti nei suoi cinque anni di mandato?

«Certamente è ancora presto per parlare di lavori che verranno fatti nei prossimi cinque anni. Per il momento l’obiettivo è quello di sistemare e mettere in sicurezza le strutture già esistenti, come per esempio il cimitero di Donelasco prima citato, e di riuscire a costruire una postazione fissa da poter concedere alla Pro Loco. Invece per quanto riguarda la promozione del territorio abbiamo già in mente di poter organizzare un evento enogastronomico, di più giorni, che coinvolga tutta la vallata.

di Manuele Riccardi

Anche in Oltrepò si sono creati i primi gruppi afferenti a “Italia Viva”, il nuovo soggetto politico ispirato da Matteo Renzi. A Stradella fra i promotori c’è Lele Filipponi, amministratore di lungo corso della città e in passato membro del Partito Democratico. Filipponi ci ha spiegato questo momento di transizione.

Filipponi, per lei il recente è stato un periodo di cambiamenti.

«Dal 1° settembre mi sono dimesso dal PD, partito di cui facevo parte da quando era nato a Stradella, e per il quale sono stato anche dirigente provinciale, a Pavia.»

Ed è successivamente approdato nel nuovo soggetto renziano, Italia Viva. Quali le ragioni?

«Io sono sempre stato renziano, premetto. Abbiamo fondato il comitato a Stradella con l’obiettivo di creare un’alternativa che possa far avvicinare i giovani alla politica, che sappia come affrontare i problemi del territorio. Come quelli relativi a lavoro, sanità, logistica, agricoltura, trasporti e ambiente soprattutto. Temi che hanno causato tante criticità sul nostro territorio.»

Ed il PD questo non lo faceva?

«Il PD è un partito dove ho avuto modo di lavorare per tanti anni. È diventato scollegato, a mio parere, con le realtà territoriali; un po’ stagnante. Ma non voglio parlare del PD a cui auguro buon lavoro. La mia decisione è arrivata al di là delle scelte che ha intrapreso Renzi. Del resto il 1° settembre, quando sono uscito dal partito, ancora non avevo deciso di confluire in Italia Viva.»

Una nuova strada per lei, insomma, ci sarebbe stata al di là della novità renziana. Certo la sua è un’uscita di peso; non voglio fare una conta dei voti che lei porta in dote, ma quantomeno per la sua esperienza in comune che non inizia certo ieri...

«Sono stato Consigliere comunale, Capo di gabinetto del Sindaco, Consigliere delegato e poi Assessore alla sicurezza, ai trasporti, al turismo, alla Protezione Civile e alla Polizia Locale. Tutto il pacchetto sicurezza, insomma. Porto la mia esperienza a disposizione dei giovani.»

Parliamo allora delle sue idee a proposito di trasporti: la situazione dello stradellino.

«Ci sono delle grosse lacune. Viabilità, strade, problemi di trasporti, sia su gomma che su ferrovia... i giovani – ma non solo loro, tutti i pendolari – hanno veramente dei grossi disagi per raggiungere Pavia e Milano tutti i giorni, un problema che sussiste da tantissimi anni. Alcuni politici locali hanno provato a bussare alle porte che contano cercando di farsi valere... ma non abbiamo avuto molti esiti positivi. Quando ero assessore ai trasporti siamo andati da tutti: consiglieri provinciali, consiglieri regionali. Per cercare di far sì che si mettessero carrozze più idonee sui treni. Devo constatare che oggi i problemi sono ancora gli stessi di cinque anni fa.»

Poco fa ha marcato l’accento sulla questione ambientale. Vuole spiegarmi meglio?

«Ambiente, inquinamento, smog. Sono temi di cui dovremo parlare di più. Come dei problemi idrogeologici di questo territorio: abbiamo visto in queste settimane cosa è successo con il maltempo. Ringraziando il cielo tutto qui è andato tutto bene o quasi, ma i nostri terreni sono soggetti a smottamenti e non si può aspettare che succeda il peggio.»

Il comitato quando e come è stato costituito?

«Il comitato è stato costituito nei tempi necessari, quindi ai primi di ottobre. Un gruppo di ragazzi, e anche un buon gruppo di cittadini, che avevo coinvolto durante le ultime elezioni amministrative (poi perse), aveva l’esigenza, il desiderio, di fare qualcosa di nuovo. Così è nato il Comitato Stradella - Oltrepò orientale, comitato di azione civile locale “Ritorno al futuro”. E sono andato alla Leopolda.»

Come vi rapporterete da Stradella con i territori limitrofi? Immagino vi occuperete non solo della città ma anche dei paesi circostanti. E, già che parliamo di rapporti intercomunali, magari può dirmi se vi siete già incontrati con gli altri renziani dell’Oltrepò, a cominciare dai vogheresi, capitanati da Giacomo Lorenzo Botteri...

«A Zenevredo è nato un altro comitato, che raggruppa tutte le colline. Loro si occupano di Zenevredo, Montù Beccaria, San Damiano al Colle, Santa Maria delle Versa e tutta la Valle Versa. Tutta la zona della collina. Il comitato si chiama CAC - Democrazia Zenevredo. Però noi lavoriamo in simbiosi. Siamo uniti e operativi, c’è differenza anche rispetto ad altre volte in cui si interagiva con i territori circostanti all’interno del PD. Non c’è campanilismo. Lavoriamo tutti uniti. Ci siamo visti a Pavia per alcuni incontri con gli altri rappresentanti del territorio, per discutere dei progetti locali e a livello nazionale. Per me si è trattata di una bella esperienza. In questo partito ho visto ragazzi giovani e con voglia di fare. A cominciare dal gruppo della Leopolda. Quello che mi piace è il modo in cui si fa politica qui. Una politica nuova. Non si va a sbandierare o urlare in piazza, magari senza avere dietro i contenuti. Si fanno tavoli di lavoro con giovani che portano le loro idee. Questo è quello che mi interessa e che mi è piaciuto di quei 3 giorni a Firenze. Questo è lo spirito innovativo di questi comitati.»

Come pensate di farvi conoscere dai cittadini?

«Ci è stata assegnata dal Comune una bacheca a Stradella in Piazzale Trieste, dove saranno pubblicate le nostre iniziative. Una piccola cosa ma anche un bel punto di partenza in questa casa liberale, giovane, innovativa, riformista e garantista in cui io e Maurizio Visponetti ci stiamo impegnando. Andiamo avanti con le nostre idee e con i progetti che questo territorio necessita da tempo.»

La presenza di Visponetti nel movimento è certamente “di peso”. Ci saranno altri ingressi eccellenti?

«Anche lui è sempre stato renziano come me, e ha seguito Renzi nel nuovo soggetto. Devo assolutamente dire che La Torre - Alleanza Civica ha lavorato molto sui giovani; abbiamo lavorato tutti sui giovani, compreso Pier Giorgio Maggi. Abbiamo perso per una manciata di voti, anche se quei giovani ce l’hanno messa tutta. Alcuni di essi sono entrati in Italia Viva, e non si sarebbero riconosciuti, però, nel Partito Democratico. Per quanto riguarda Maurizio, il suo impegno mi ha fatto molto piacere. Ci siamo parlati - lui era uscito molto prima di me dal Partito Democratico - e abbiamo cercato di portare avanti questo progetto. »

E gli altri esponenti politici del territorio?

«Alla Leopolda mi sono visto con Emanuela Marchiafava, riferimento provinciale, e un gruppo di amici ed ex amministratori del nostro territorio e abbiamo ragionato. Quello che voglio dire è che questa esperienza a Firenze è stata bella per il concetto di fare una politica diversa. Partecipare a un tavolo di lavoro, costruire progetti intorno ai giovani, avere la possibilità di portare le proprie esigenze e idee... è un modo di fare contrapposto alla vecchia politica, ai personalismi. È giusto sia nata Italia Viva come è giusto che si creino uno spazio altri soggetti moderati, che possano contrastare il sovranismo di questi partiti che portano e trasmettono solamente odio e cattiveria. Speriamo che il nostro nuovo partito possa riuscire in questo compito.»

Una delle proposte del vostro movimento, a livello nazionale, è “Shock Italia”, ossia l’idea di replicare a livello nazionale il modello “Expo” per sbloccare 120 miliardi di lavori pubblici bloccati da anni. In zona ci sono esempi di opere che potrebbero essere interessate da questa proposta o dalle sue evoluzioni?

«Dobbiamo pensare e progettare il futuro dell’Oltrepò e pertanto ipotizzare nuove e moderne infrastrutture, pertanto il nuovo Ponte della Becca diventa improcrastinabile: c’è la necessità quanto prima del ponte sostitutivo che possa portare i pendolari a Pavia in breve tempo. Le persone impiegano almeno 50 minuti la mattina per arrivare a Pavia. Il sogno è quello di arrivare ad avere strade senza buchi, che creano problemi e disagi. Anche di sicurezza. Abbiamo visto quanti incidenti sono successi per questi eventi climatici a novembre, quando ci sono state più di 12 perturbazioni in un mese, una media di 3 volte a settimana.»

Il vostro prossimo obiettivo a Stradella?

«Se riuscissimo oltre alla bacheca ad avere anche una sede, sarebbe un’ottima cosa. Abbiamo già dei contatti. L’idea è quella di uno spazio che possa raggruppare tutti gli iscritti ed essere a disposizione in particolar modo dei giovani. Perché no, anche dei colleghi di Zenevredo, per essere ancora più uniti nei progetti che porteremo avanti. Non voglio essere campanilista, dobbiamo collaborare insieme per il nostro territorio. Collaborare con tutte le forze democratiche e progressiste per il rilancio del territorio.»

Come pensa che dovrebbe essere questa sede?

«Una sede che avrà sicuramente idee, tavoli di lavoro. Una sede dove la gente non venga a leggere manifesti... dovranno esserci riunioni, tavoli di lavoro dove le persone possano portare il loro contributo. Poi ci saranno corsi di politica. Gli iscritti verranno e porteranno le loro problematiche quotidiane. Non sarà una sede da avere giusto per tenere accesa la luce e appeso fuori il manifesto, ma un luogo di incontro aperto a tutti.»

Come ci si iscrive a Italia Viva?

«Abbiamo già messo sulla bacheca le istruzioni per iscriversi online. Una cosa molto importante che è uscita dai tavoli alla Leopolda è quella di non fare la classica tessera di partito, che spesso in alcuni vecchi partiti veniva anche elargita gratuitamente dal politico di turno per consolidare il proprio potere interno. Da noi sarà tutto svolto online. Si tratta di un atto più corretto, nel rispetto degli altri e di sé stessi.»

Italia Viva ha un proprio rappresentante nella compagine di governo: è il Ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova. Non sarebbe male se lei o altro esponente governativo venisse a fare un giro in Oltrepò...

«L’idea c’è. A Milano abbiamo già contattato degli esponenti importanti, sicuramente l’idea insieme agli altri colleghi della provincia di Pavia è quella di portare qualcuno anche qui. Certo, il ministro Teresa Bellanova sarebbe la benvenuta nel nostro Oltrepò prevalentemente agricolo. Ci stiamo lavorando.»

  di Pier Luigi Feltri

 

Nel mondo del Motorsport le persone speciali le riconosci subito. Hanno le tasche piene di sogni e uno scintillio di stelle negli occhi. Gigi Bigatti era una di queste. Sì: “era”. Ci ha lasciato la notte tra il 2 e 3 gennaio. Fino alla viglia di Natale non ha mancato di adempiere ai suoi impegni sociali: pranzo con gli ufficiali di gara lombardi, cena con gli ufficiali di gara di Pavia Autosport e il 19 dicembre, festa degli auguri con il Panathlon Club Pavia, poi, la crisi che ce lo ha portato via e con lui, una grande e importante fetta di storia dell’automobilismo non solo pavese. Classe 1930, é cresciuto nell’azienda di trasporti con cavalli di suo padre e ancora non sapeva che ben presto ad appassionarlo sarebbero stati i “cavalli vapore”,gli HP dei motori e non i quadrupedi.

La sua passione per i motori è nata cavalcando una piccola motocicletta Guzzi, il famoso Guzzino, 65 cc, 3 marce e dopo qualche anno, un argentato Mondialino, e dopo ancora, una MV Disco Volante e per finire, nel 1960, una Vespa GS. Motoristicamente ispirata al primo modello sportivo dello scooter Piaggio, la “Vespa 6 Giorni”, la GS (Gran Sport) è stata un tentativo di rendere lo scooter di Pontedera competitivo con le piccole motoleggere dell’epoca. Con questo scooter ha partecipato a molte gare con qualche risultato di rilievo. Interessante è stata la partecipazione ad una gara internazionale a squadre ad Arau in Svizzera in rappresentanza dell’Italia dove si sono difesi onorevolmente vincendo un piatto d’argento.

La sua carriera da centauro é poi proseguita in sella alla MV con la quale ha ottenuto il primo posto nel Trofeo Aquila, mentre sulla Vespa GS invece si é classificato al primo posto nel Trofeo Nazionale Vespa Club di Chiari.

Nell’ottobre 1962 é stato eletto Presidente del Vespa Club Pavia e Segretario provinciale FIM (Federazione Italiana Motociclismo), incarichi che gli hanno permesso di dedicarsi all’organizzazione di numerose manifestazioni motociclistiche in diverse località italiane. Famoso fu il giro dell’Appennino Pavese con la partecipazione di numerose squadre e di tante Vespe GS provenienti da molte Regioni Italiane.

Una gara copiata l’anno successivo dal Gruppo sportivo dei Vigili urbani di Pavia. Passato il periodo motociclistico, nel 1971 si apre improvvisamente la porta dell’Automobile Club Pavia con l’ingresso in Commissione Sportiva dell’Ente, Commissione della quale sarà poi nel 1987 nominato Presidente. Ciò gli permetterà di entrare a far parte di un ristretto gruppo impegnato a costruire la nascita di gare automobilistiche nella provincia di Pavia. è così che dopo alcune edizioni del Giro della Provincia, nasce dalle menti di Benedetto Pelliccioni e Siro Pietro Quaroni  il Rally 4 Regioni, 15 edizioni del più bel rally d’Italia.

Questo fu il periodo più intenso della sua vita sportiva durante il quale ha avuto la possibilità di imparare tutto, dalla ricerca dei percorsi e la scelta delle prove speciali, alla stesura dei road book, e poi, alla Direzione della gara, di giorno e di notte senza dormire, scordandosi a volte di mangiare. Passando così da un servizio in un bivio, a dare una mano all’Organizzatore a diventare Direttore di gara internazionale nel 1980. A tutto ciò, sono seguiti altri importanti incarichi sportivi che gli hanno dato la possibilità di conoscere la parte più importante del mondo motoristico ed essere il componente più importante e responsabile di numerose gare in diversi settori e specialità di alto livello agonistico: 1987 – Commissario Nazionale CSAI; 1988 – Presidente della Commissione Sportiva; dal 1992 Delegato sportivo CSAI ACI Pavia; 2001 Componente Commissione collaudi percorso gare motoristiche; 2001 – Ispettore delle gare di Velocità su terra, Formula Challenge e Slalom; 2002 – Stella di bronzo CONI al merito sportivo; 2003 – Coordinatore Trofeo Lombardia Cup; 2010 – Istruttore CSAI per rilascio prima licenza conduttori CSAI; 2006 – Stella argento CONI al merito sportivo; 2012 – Componente Sottocommissione Nazione Off Road; 2018 – Stella d’oro CONI al merito sportivo e dal 2013 Delegato Fiduciario Sportivo ACI/sport in carica. Una vita sportiva veramente intensa e indimenticabile la sua dedicata con la dovuta passione e con il rispetto di tutte le persone coinvolte, piloti e ufficiali di gara e tutti gli operatori dei servizi. è stato un punto di riferimento per tutti i piloti e ufficiali di gara per oltre mezzo secolo di Motorsport nella nostra provincia e non solo.

di Piero Ventura

Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese attraverso un comunicato stampa conferma la presenza al Taste of Lombardy che si svolgerà in Danimarca.  "Come preannunciato il Consorzio prosegue con i suoi eventi “in tour 2020” finalizzati alla promozione internazionale delle eccellenze del Territorio. Dopo il festival spumantistico di Pescara ora tocca alla Danimarca. Il contesto è quello del “Tre bicchieri World Tour Gambero Rosso 2020” - scrive il Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese - per un evento che si intitola Taste of Lombardy ed è l’occasione di degustazione e promozione a cui partecipa il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, evento organizzato dal Gambero Rosso in collaborazione con Regione Lombardia. L’appuntamento è fissato a Copenaghen mercoledì 5 febbraio 2020, al Moltkes Palæ, dove il Consorzio si presenta con 4 cantine che appartengono alla selezione di wineries italiane dell’Oltrepò Pavese premiate dalla guida 2020 del Gambero Rosso e sono: Cà fi Frara, Giorgi Wines, La Versa e Vanzini. 

Due gli appuntamenti tasting in programma: dalle 12/19 banco di degustazione. E dalle 14/15 Masterclass. Da segnalare anche la presenza del Consorzio Club del Buttafuoco Storico che presenterà i suoi cru - conclude il Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese - e la presenza del Consorzio del salame Vecchio Varzi che spesso affianca i vini d’Oltrepò nelle degustazioni internazionali.

Il programma nel dettaglio: dalle 12 alle 19 banco d’assaggio, dalle 14 alle 15 Masterclass Sapori di Lombardia.

I vini in degustazione evento Consorzio Tutela Oltrepò Pavese:

Oltrepò Pavese Riesling DOC Superiore 2015 CA’ DI FRARA
Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG Giorgi 1870 GIORGI
Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG Collezione 2007 LA VERSA
Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese DOC 2018 VANZINI""

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Foto di repertorio

Il FAI Giovani Oltrepò Pavese inaugura gli appuntamenti del 2020 con un una visita guidata alla ricca e importante collezione scientifica e naturalistica del Liceo classico Grattoni di Voghera. Sabato 8 febbraio alle ore 15.30 Simona Guioli, direttrice del Museo di Scienze Naturali della città, illustrerà alcuni dei preziosi oggetti custoditi all'interno dell'elegante edificio scolastico, costruito in stile neoclassico nel 1933. L'intera raccolta è costituita da oltre 1.0000 campioni, tra animali, minerali, modelli botanici e anatomici, strumenti scientifici. L'origine della raccolta risale alla prima metà dell'Ottocento e si è incrementata nei decenni grazie a importanti donazioni (Negri, Taramelli, Maragliano). Tra gli acquisti, invece, si segnalano i modelli smontabili di fiori, realizzati a mano dall'azienda tedesca Brendel alla fine del XIX secolo. Questi campioni sono tra i più antichi segnalati e ancora esistenti. Infine, la collezione di circa 200 strumenti scientifici acquisiti dal Liceo già a partire dalla sua fondazione nel 1861. Si tratta di manufatti unici utilizzati per l'insegnamento agli studenti della fisica, della chimica, della meccanica che uniscono al valore storico e didattico una raffinata bellezza.

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 La cava di sabbia e ghiaia che doveva essere realizzata nei pressi del Po nel comune di Cava Manara, ma con ripercussioni , come sostenuto dai comitati contrari al progetto ,sulla viabilità di Bressana Bottarone e Pinarolo dato che il sito estrattivo si trova sulla sponda oltrepadana del fiume, ha subito lo stop regionale.

"Il blocco della cava di Bressana Bottarone è  davvero una  buona notizia, frutto del lungo lavoro di sindaci e comitati - il consigliere regionale Giuseppe Villani (Pd) commenta così il blocco della cava, a seguito dell'archiviazione da parte della Regione dell'istanza di apertura - Ringrazio i comitati che si sono battuti contro la cava ma soprattutto i sindaci di Bressana Bottarone, Pinerolo Po, Rea e Verrua Po, Giorgio Fasani, Cinzia Gazzaniga, Claudio Segni e Pierangelo Lazzari che, con le loro iniziative e puntuali osservazioni, hanno saputo bloccare un insediamento  di impatto negativo sul territorio. Insieme ai sindaci- conclude Villani- continuerò a lavorare per la difesa dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile del territorio".

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