Martedì, 17 Settembre 2019
Articoli filtrati per data: Martedì, 10 Settembre 2019

Con questo testo la popolare trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” lancia l’allarme e collabora alle ricerche del casteggiano Giorgio Savio. Ecco il testo :  

“Giorgio Savio, 59 anni, vive a Casteggio, è fidanzato da cinque anni ed è una guida nei boschi con moto fuoristrada. Poco prima di mezzogiorno del 3 settembre 2019 la fidanzata ha ricevuto un suo messaggio dove dice di essere in moto con un cliente e di non preoccuparsi di un eventuale ritardo. A fine giornata la donna ha provato a contattarlo per sapere se andasse tutto bene ma non ha mai ricevuto risposta. Ha lasciato a casa la carta d’identità, ma ha con sé patente e bancomat. E' stato visto per l’ultima volta tra le 17:30 e le 18 del giorno della scomparsa a bordo della sua motocicletta mentre stava percorrendo la strada che da Borgo Priolo porta a Casteggio: guidava lentamente, guardando il bordo della strada, come se stesse cercando di individuare qualcosa. Il telefonino (che inizialmente squillava a vuoto mentre in seguito è risultato spento) è stato agganciato dalla cella telefonica che copre l’area di Cava Manara, luogo che non era solito frequentare. E' scomparso con la sua moto da cross: una KTM 450 con serbatoio maggiorato nero tragata DY71804.

Sesso:M

Età:59 (al momento della scomparsa)

Statura:178

Occhi:castani

Capelli:brizzolati

Abbigliamento:Tuta da motociclista, stivaloni, casco.

Scomparso da:Casteggio (Pavia)

Data della scomparsa:03/09/2019”

Giorgio Savio abita a Casteggio dal 1963, ex proprietario insieme a sua madre dell’omonima farmacia (Eredi Savio), ubicata nella piazza principale di Casteggio, fondata dal padre Dott. Giovanni. Savio è stato gestore e fondatore del Motodromo di Castelletto di Branduzzo. Grande appassionato di motociclismo, Ex pilota amatoriale di Enduro ed Istruttore Federale di guida in Fuoristrada moto.

Chi ne avesse notizie deve contattare le forze dell’ordine

Il piccolo comune di Golferenzo, che vanta poco meno di 200 anime, negli ultimi tempi è salito agli onori della cronaca nazionale grazie ad una ricerca di Infodata, la quale lo ha decretato come “comune con il più alto tasso di occupazione”, pari al 112%. La rinascita di questo comune inizia circa una ventina di anni fa, con le prime opere pubbliche effettuate dall’amministrazione con lo scopo di migliorarne il contesto estetico. Il vero boom turistico però lo si è avuto una decina di anni fa, con la prima edizione di SaXbere, evento enogastronomico che ha saputo dare il giusto risalto al borgo storico. Negli ultimi anni al Comune di Golferenzo era stata formulata una proposta di fusione, con altri piccoli comuni limitrofi, con Santa Maria della Versa capofila. Proposta però rifiutata perché ritenuta, almeno per il momento, inopportuna. Il sindaco Claudio Scabini, classe 1987, ha da pochi mesi iniziato il suo secondo mandato, il quale lo vedrà impegnato in nuove iniziative sia amministrative che turistiche.

Sindaco, da poco ha iniziato il suo secondo mandato…

«Dopo 5 anni di mandato da sindaco di Golferenzo la mia idea è quella di proseguire con la linea intrapresa, avendo portato a termine molti obbiettivi proposti nel mio programma elettorale e reso Golferenzo un paese vivo. Io e il mio gruppo abbiamo ancora molti progetti da realizzare: al centro della nostra attenzione c’è il cittadino con tutti i suoi bisogni, senza trascurare l’importanza delle opere relative alla viabilità, manutenzione pubblica, sicurezza e valorizzazione delle opere già esistenti sul territorio. Il nostro programma è ambizioso: vogliamo coinvolgere tutti, dai giovani, con iniziative e proposte concrete per mezzo di attività pratiche di ogni genere, ai non più giovani, che sono la tradizione e questa deve essere tramandata e condivisa».

Ormai il nome di Golferenzo e indissolubilmente legato a due importanti eventi: Convivium e Saxbere.

«Due format di successo che hanno ispirato altre manifestazioni in altri comuni».

Quali sono stati, e quali saranno, i vostri punti forti?

«Saxbere e Convivium sono i nostri eventi più importanti dell’estate. Entrambi hanno come fine la promozione dei prodotti tipici, del nostro territorio e del nostro Borgo. Tutto nasce 10 anni fa quando per amore del nostro paese abbiamo voluto valorizzarlo creando delle manifestazioni che non erano ancora presenti nel territorio. Ogni anno cerchiamo di migliorarle, anche nei più piccoli particolari, per alzarne sempre di più il livello e allargarne il bacino di utenza. L’Associazione SaXbere di Golferenzo è  felice di essere un esempio per gli altri perché ogni cosa bella che viene fatta nel territorio è a vantaggio di tutti. Il nostro vantaggio è di avere un Borgo medioevale che si presta benissimo a queste manifestazioni, e le persone che lo abitano sono ben disposte a collaborare per rendere magica l’atmosfera aprendo i loro cortili e giardini».

Negli ultimi anni Golferenzo, ha subito un forte cambiamento: sia all’amministrazione comunale, attraverso i lavori pubblici, sia i privati attraverso le ristrutturazioni, hanno cambiato quasi totalmente l’aspetto del paese. Quando è cominciata questa “rivoluzione”?

«Questa rivoluzione possiamo dire che è iniziata una ventina di anni fa con la costruzione della nuova sede municipale quando l’amministrazione aveva già creduto nel potenziale del borgo per attirare turismo. Da qui molti proprietari hanno iniziato a ristrutturare le loro abitazioni, riportando alla luce le facciate in pietra come un tempo. Anche l’amministrazione ha contribuito pavimentando le strade comunali, creando nuove strutture e cercando di dare servizi ai cittadini di Golferenzo e ai turisti».

Questi cambiamenti hanno influenzato parecchio il mercato immobiliare?

«Possiamo dire che Golferenzo è uno dei borghi dove le abitazioni mantengo stabile il valore: le case sono molto ricercate ma è poca l’offerta: chi ha acquistato casa a Golferenzo negli anni passati ora non è interessato a vendere». 

Un paese in forte rilancio, ma con poche attività commerciali.

«Negli ultimi anni il turismo è in continuo aumento. Per questo, tramite il bando AttivAre, siamo riusciti a creare una sala polifunzionale dove al suo interno sarà allestita una vetrina dei prodotti tipici del territorio e qui la gente potrà acquistare e degustare vino e non solo. Altre attività e progetti stanno nascendo nel borgo, merito soprattutto del forte aumento dei turisti che utilizzano i b&b e agriturismi nel paese».

Com’è nata l’idea di aprire questa struttura?

»Perché Golferenzo deve vivere solo i mesi estivi? Porgendoci questa domanda è nato il progetto. Nel Comune mancava una struttura ricettiva dove non solo i turisti ma anche le persone del territorio potevano incontrarsi tutto l’anno. Grazie al contributo di Fondazione Cariplo e all’impegno della famiglia Belloni, che  ha concesso il fabbricato in comodato d’uso gratuito e parte di cofinanziamento, abbiamo sistemato nel centro del borgo una bellissima struttura che domina la valle. Nei prossimi mesi sarà inaugurata e pronta per accogliere i turisti e i cittadini di Golferenzo».

Tornando al discorso economico, Golferenzo detiene un primato particolare: è il Comune italiano con il più alto tasso di occupazione, pari al 112%. Com’è possibile?

«Golferenzo è un paese di solo 200 abitanti. Ci sono numerose aziende vitivinicole che richiedono un grande numero di manodopera. Per questo motivo la percentuale è così alta, dovuta all’alto numero delle assunzioni. In agricoltura anche i pensionati continuano a mantenersi iscritti pagando i contributi: anche questo fattore fa aumentare la percentuale di occupazione».

Come amministrazione quali progetti avete in cantiere per il futuro del paese?

«I progetti sono molteplici continuiamo con la strada intrapresa negl’anni cercando di migliorare la vita dei cittadini dando più servizi e continuando nella manutenzione del territorio per far sì che non solo gli abitanti ma anche i turisti possono sentirsi come protagonisti di una favola meravigliosa».

di Manuele Riccardi

Portici di piazza Duomo vestiti a festa per sostenere i ragazzi autistici. Mercoledì 18 settembre un lungo e grande banchetto sarà allestito per la serata benefica “La Cena dei Portici”, organizzata dai Lions Club vogheresi in collaborazione con Acol e Ascom con il patrocinio del Comune di Voghera, per aiutare la Fondazione Genitori per l’Autismo Onlus di Cascina Rossago. La finalità della cena giunta alla 3ª edizione è fornire un aiuto concreto alla struttura fondata per aiutare famiglie con ragazzi non autonomi. Lo scorso anno hanno partecipato all’appuntamento più di duecento ospiti. Due anni fa il ricavato venne donato per la riqualificazione del parco inclusivo per bambini disabili Moschini, nel 2019 ciò che venne raccolto venne devoluto per la realizzazione della “Casa di Barbara”, casa famiglia per anziani autosufficienti. Quest’anno la serata andrà a sostenere Cascina Rossago, la prima farm community italiana, dedicata a persone adulte con autismo e ritardo mentale.

«Un’iniziativa importante per sostenere una struttura di eccellenza del nostro territorio in cui persone autistiche adulte, anche gravi, possano esprimere la loro particolare umanità», dice il sindaco di Voghera Carlo Barbieri che ha presentato stamattina l’iniziativa con gli organizzatori. «Cascina Rossago è un polo di eccellenza per l’elaborazione del progetto abilitativo, la garanzia di una qualità di vita in un contesto agricolo favorevole», commenta Marta Saviotti Carena, madre di uno dei ragazzi ospiti a Cascina Rossago. «Auspichiamo che quest’anno ci sia un numero maggiore di partecipanti - aggiungono Martina Fariseo e Alessandro Menini, ideatori dell’iniziativa - La Cena dei Portici ha l’obiettivo di servire la comunità valorizzando città e territorio con le sue attività».

Durante la cena che inizierà alle 20 i negozi di abbigliamento presenteranno le nuove collezioni. Il costo è di 35 euro a persona, la prenotazione è obbligatoria entro lunedì 16 settembre. E’ possibile acquistare la prevendita a Voghera presso Glamour (Via Garibaldi), Palonta (piazza Duomo), Mood by Cri (via Emilia), La Primavera (viale Repubblica), La vogherese informatica (via Cambiaso), Le ragazze del centro (via Emilia), Maconi (via Cavour), Bistross (Corso XXVII marzo), Vaglica pasta fresca (via Emilia), Moroni (via Emilia) e il Fiore (via San Lorenzo).

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Approfittando delle ultime giornate tiepide di Settembre, Varzi Viva, propone per Sabato 14, una camminata al chiaro di luna con il percorso che da Varzi passa per Casa Bertella e arriva alla Casa del Partigiano. In Oltrepò le testimonianze delle battaglie tra partigiani e soldati tedeschi sono numerose. I documenti riportano le date e gli scontri, che furono sanguinosi per entrambe le fazioni. C’è un luogo, vicino a Varzi, che è diventato un simbolo di quel truce periodo: è la casa di Primula Rossa, il partigiano delle colline. Varzi era un punto strategico, trovandosi tra il piacentino e il pavese, e non molto distante da Voghera, dove la presenza dei tedeschi non era da sottovalutare. E’ proprio nel varzese, e sulle colline dell’Oltrepò che nasce la figura, quasi leggendaria, di Primula Rossa, cioè Angelo Ansaldi, nativo proprio di Varzi, classe 1921.

Nel 1944, in piena guerra civile tra partigiani, tedeschi e combattenti della RSI, fonda una banda di giovani, senza aderire alle più importanti impostazioni politiche (la Garibaldi o la Usoppo, per esempio). Al suo fianco troviamo il carabiniere Nando Dellagiovanna, che morirà durante il rastrellamento estivo dell’agosto del 1944. Angelo si dimostra scaltro e un buono stratega, facendosi notare nella sua prima azione, il disarmo  del presidio fascista di San Sebastiano: siamo in Val Curone, proprio accanto a Varzi. Dopo un mese, la banda di giovani si unisce con la garibaldina “Capettini”, ingrandendo le file partigiane. Primula Rossa diventa un incubo per i suoi nemici, che lo cercano disperatamente, senza mai trovarlo, sopravvivendo a due grossi rastrellamenti, fino al 17 gennaio del ’45, dove viene catturato a Bralello, frazione del comune di Brallo di Pregola, in alta collina. Prigioniero e ferito, subisce l’amputazione della gamba sinistra.

Viene rilasciato per uno scambio di prigioneri e torna trionfalmente a capo della Capettini, nonostante la sua grave menomazione. Continuò la sua opera, fino a dichiarare Varzi libera con la Liberazione d’Italia. Una figura sicuramente importante per la storia delle valli qui intorno, tanto da rendere la casetta dove si nascondeva un vero e proprio monumento. La piccola casetta è semplice, e si staglia sulla collina, proprio in una posizione di dominanza della vallata e dei dintorni, la vista è eccezionale e si può intuire facilmente come la Primula Rossa sia riuscito ad assicurarsi questa zona, grazie alla posizione riparata e nascosta, ma soprattutto strategica.

Il ritrovo è alle ore 20.00 davanti al Centro Servizi G. Azzaretti, mentre il rientro è previsto intorno alle ore 23.00 circa.

I partecipanti sono pregati di portare: scarponcini adeguati, bastoncini, torcia e giacca catarifrangente.

In caso di maltempo la camminata sarà annullata.

 

Posizionati a Voghera altri quattro dispositivi salvavita a disposizione della cittadinanza. Pavia nel Cuore, organizzazione di volontariato che ha come obiettivo quello di aumentare la sopravvivenza da arresto cardiaco nella Provincia di Pavia, prosegue con il suo progetto di cardioprotezione della città di Voghera. Dopo l'inaugurazione tenutasi lo scorso luglio del primo defibrillatore collocato all'interno del Bar Gelateria Il Capriccio, all'angolo tra Via XX settembre e Via Garibaldi, nei giorni scorsi, alla presenza dell'assessore alla Famiglia, politiche sociali e volontariato del Comune di Voghera Simona Virgilio, sono state attivate altre quattro postazioni in città, all'interno delle seguenti strutture: Bar Roma - Piazzale Guglielmo Marconi, 21 Caffè Sant'Ambrogio - Via Sant'Ambrogio, 17 Bar Adriano (Mimmo's Bar) - Viale della Repubblica, 1 Bar Dopolavoro Ferroviario Voghera - Via Arcalini Luigi, 4

«Un progetto ammirevole, quattro nuovi dispositivi per la città di Voghera con cui si potrà porsi l’obiettivo di aumentare la sopravvivenza da arresto cardiaco. Avere a disposizione un defibrillatore a meno di due minuti di cammino dal luogo dell’accaduto significa poter salvare la vita ad un individuo colpito da arresto cardiaco - commenta l’assessore Virgilio - Ringrazio Pavia nel Cuore e Unicredit, che ha contribuito all’acquisto dei defibrillatori di ultima generazione, e le attività commerciali all’interno delle quali sono stati collocati. E’ importante la collaborazione tra enti e privati per raggiungere obiettivi di scopo sociale come questo», commenta l’assessore Virgilio.

«Siamo molto contenti di essere riusciti a dotare la città di Voghera di 5 Defibrillatori ad accesso pubblica, era uno degli obiettivi di Pavia nel Cuore – commenta Gianni Bruno, Responsabile della Sede Operativa di Voghera dell’associazione – Ora l’invito rivolto a tutti i cittadini è quello di frequentare i nostri corsi gratuiti per imparare le manovre salvavita e l’uso del Defibrillatore. I titolari e i dipendenti dei locali sono stati formati o verranno formati a breve, ma il nostro obiettivo è quello di formare anche tanti cittadini comuni che abitano a Voghera e in tutto l’Oltrepò».

L'iniziativa è stata resa possibile da Unicredit, che ha contribuito all’acquisto dei cinque defibrillatori con un’importante donazione. I defibrillatori posizionati all’interno degli esercizi commerciali, ma ad accesso pubblico grazie all’ampio orario di apertura degli stessi, sono di ultima generazione, con controllo remoto che permette di monitorarne costantemente la funzionalità. Inoltre, il progetto prevede che siano già compresi i consumabili necessari per mantenere la postazione attiva per 8 anni e dare così concretezza e sostenibilità al progetto. Le iscrizioni per i corsi gratuiti BLSD tenuti da Pavia nel Cuore sia nella Sede Operativa di Voghera che nelle altre sedi operative sul territorio provinciale è possibile attraverso il sito internet www.pavianelcuore.it

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Per volontà della Parrocchia del Blues, per una notte ,il trio si riforma: Roberto Re al basso, Stefano Bertolotti alla batteria e Marcello 106 Milanese alla chitarra tornano sul palco insieme,  Lunedì 16 settembre alle ore 21,15 in Piazzetta Cagnoni a Godiasco. Da tempo c’era il desiderio di “reunion” di questi 3 fuoriclasse nella formazione che hanno avuto grande successo e tanti apprezzamenti con MRB TRIO, 3 musicisti con carriere personali di altissimo livello, che danno il loro apporto a numerose band di notevole importanza e, con questa formazione esaltano le loro spiccate attitudini per il Rock e il Blues.

MARCELLO MILANESE: istrionico e irrequieto chitarrista, sempre alla ricerca di nuove esperienze musicali con una lunga e gloriosa carriera alle spalle, in Italia e all’estero.

ROBERTO RE: ex Chicken Mambo, è un bassista storico della scena pavese, con esperienze live anche fuori dai confini nazionali, al seguito di diversi musicisti USA.

STEFANO “TETO” BERTOLOTTI: batterista di notevole esperienza che milita in diverse band dei più disparati generi, nonché titolare della prestigiosa etichetta Ultra Sound Records.

Il MRB TRIO fu una formazione che esplorava il rockblues in maniera trasversale: fecero il loro primo disco di inediti dal vivo, “Still Alive at Mag Mell” del 2014 e diedero seguito con “The Burden” del 2015, registrato in studio sempre per la Ultra Sound Records. La reunion “Just To Tell” convoglierà le importanti esperienze personali degli ultimi anni dei tre musicisti.

Ingresso a offerta. In caso di maltempo il concerto potrebbe essere spostato al Teatro Comunale di Godiasco.

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