Martedì, 20 Agosto 2019
Articoli filtrati per data: Venerdì, 02 Agosto 2019

Continua la carrellata di sportivi oltrepadani illustri: Diego Martines, 53 anni di Rivanazzano Terme, è campione mondiale di body building 2018. Quattro volte Mister Universo, nel suo curriculum vanta la vittoria ai campionati regionali e nazionali

 italiani e Europei.  Nei progetti futuri, la partecipazione a Ottobre a un’importante gara che si terrà in Inghilterra, una finale alla quale prenderanno parte 700 atleti: dopodiché, sarà il turno dei Mondiali.

Il rivanazzanese, che ha iniziato a praticare questo sport dall’età di sedici anni, ripone il segreto del suo successo nell’alimentazione, che «dev’essere bilanciata nel modo corretto, privilegiando l’apporto proteico a discapito degli zuccheri». Al momento fa parte di una Federazione inglese e disputa gare a livello internazionale.

Martines, a che età ha iniziato a praticare body building e cosa l’ha spinta ad avvicinarsi a questo sport?

«Ho iniziato a sedici anni, affascinato dal telefilm dell’Incredibile Hulk. Purtroppo ai tempi non vi erano palestre come oggi, quindi mi adattavo ad allenarmi con l’ausilio di due spranghe di ferro, in un locale gentilmente concesso da amici. La prima gara la disputai a diciotto anni, fu un campionato regionale a Milano. Da quel momento iniziai seriamente a praticare questo sport».

Fa parte di una federazione? Se sì, quanti iscritti conta?

«Ho fatto parte di varie federazioni. Attualmente sono iscritto a una federazione inglese, che conta 600 atleti a gara. In Italia è uno sport molto costoso».

A che età è consigliabile avvicinarsi al body building?

«Anche da piccoli, in quanto la ginnastica che viene praticata è adatta ad ogni età, solitamente consiglio di iniziare verso i 10-11 anni; ovviamente il livello di esercizio va rapportato a seconda della fase di sviluppo. Per questo è  consigliabile farsi seguire da un personal trainer».

È una disciplina costosa?

«Sì, diventa costosa se praticata ad alti livelli. L’alimentazione e l’uso degli integratori alimentari è a carico dell’atleta».

Quante ore è necessario dedicare all’allenamento?

«Io non mi alleno più di un’ora al giorno, 4/5 volte a settimana».

Esistono dei prerequisiti fisici richiesti?

«Diciamo che la genetica aiuta tanto.. se hai una certa predisposizione, parti avvantaggiato».

Bisogna seguire una dieta particolare per poter arrivare in alto?

«Direi di sì. La dieta è il 70% del risultato finale. è necessaria una strategia alimentare  personalizzata. è consigliabile ridurre gli zuccheri e apportare una certa quantità di proteine, che variano a seconda del peso».

Quali sono le maggiori difficoltà che ha incontrato?

«Mi ritengo abbastanza fortunato perché rispondo ancora bene agli sforzi fisici. Spesso  è necessario un periodo di riposo che aiuti a far riprendere l’organismo».

Il body building ha una percentuale di iscritti a prevalenza maschile o femminile?

«Circa 50 e 50… le percentuali si equivalgono».

Che gare ha disputato, a livello nazionale e internazionale? Qual è il ricordo al quale tiene di più?

«Le gare nazionali le ho vinte 7-8 volte. Attualmente disputo solo gare internazionali, da professionista. Le posso dire che tutte le gare mi hanno lasciato qualcosa di bello, ma la mia già grande soddisfazione è riuscire a vincere a 50 anni contro i trentenni».

Che titoli ha vinto?

«Ho vinto campionati regionali e nazionali italiani,  fino agli Europei; i Mondiali due volte, Mister Universo quattro volte. Ora sto partecipando a gare internazionali che racchiudono i migliori atleti provenienti da varie federazioni. Ci sono due categorie: under e over 90 kg. Io mi ritrovo a gareggiare con gli under 90; anche se peso 77 kg, riesco ancora a raggiungere buoni risultati».

A quali prossime gare parteciperà?

«A Ottobre parteciperò alla gara più importante in Inghilterra, una finale alla quale prenderanno parte 700 atleti.. dopo ci saranno i Mondiali..».

Ha mai avuto occasione di incontrare Arnold Schwarzenegger?

«No, non l’ho mai incontrato. Però ho conosciuto Lou Ferrigno (protagonista del telefilm L’Incredibile Hulk ndr), che per me è un grande idolo».

Qual è la media degli spettatori che segue questo Sport?

«Ogni atleta ha il suo pubblico famigliare. Diciamo che questo Sport è molto seguito negli USA, in Italia prevale l’interesse economico».

Cosa consiglierebbe a un giovane ragazzo che vorrebbe avvicinarsi al body building?

«Gli consiglierei di prestare attenzione alle scelte che fa e di allenarsi nel modo corretto, perché è uno Sport che dà grandi soddisfazioni, se svolto ad alti livelli».

Sponsor?

«Ho avuto vari sponsor, ad esempio Panatta Sport e un’azienda di integratori alimentari».

Chi, secondo lei, rappresenta un modello da seguire?

«Io potrei dire di essere uno di questi, perché pratico body building da tantissimi anni, ho ancora una buona forma fisica e raggiungo degli ottimi risultati».

Come vede proiettato il body building a livello locale e nazionale?

«Molto male. In Italia questo sport non è molto sentito e non c’è meritocrazia, sono privilegiati coloro che hanno grandi possibilità economiche: sono tante, infatti, le gare a cui è possibile partecipare e vincere semplicemente versando grandi somme di denaro alle Federazioni. Questo non succede in Inghilterra o negli USA».

di Federica Croce

La crisi della vendita al dettaglio è un problema reale e particolarmente sentito dai centri storici delle nostre città che, negli ultimi anni, hanno registrato una significativa diminuzione delle presenze. E anche un conseguente rallentamento delle vendite Un allarme che sbaglieremmo a considerare affare  solo dei commercianti. I negozi, soprattutto le piccole botteghe, fanno parte del panorama e dell’identità delle nostre città. Senza le insegne illuminate, senza le vetrine che ci distraggono e ci accompagnano, si spengono le luci e anche la vita delle strade che diventano semplici luoghi di passaggio. Non solo: i negozi sono un presidio che assicura la cura e la pulizia delle vie.

Sono, soprattutto, un fondamentale luogo di incontro. Per parlare, scambiare non solo merci, ma anche notizie sulla vita del quartiere e dei suoi abitanti. Sono un conforto, una compagnia per chi vive in solitudine. A Voghera la Boutique Paradiso  è da ritenersi negozio storico della via Emilia con una licenza per l’esercizio del commercio datata 26 Giugno 1944, 75 anni di attività, un record. Abbiamo intervistato la signora Anna Gabba che, in società con il figlio Giovanni  Troielli , tiene saldo il timone della sua attività, per farci raccontare come è cambiato il lavoro del commerciante di abbigliamento dal dopoguerra ad oggi.

Signora Anna, come mai ha deciso di intraprendere questa attività in un periodo difficile , durante la seconda guerra mondiale?

«Veramente fu mia suocera Enrica Bolgiani  che  nel 1939 aprì una bottega come artigiana che ai tempi trattava tutto quanto serviva  alle sartorie, una sorta di merceria, diciamo. Il negozio si chiamava “Il paradiso delle sarte” ed era sito qui di fronte all’attuale sede. Allora erano in voga le sartorie, non c’era ancora il pret a porter. Nel 1944 poi sempre lei ottenne la licenza per il commercio di “gonne, cinture, ricami, borsette e bottoni” ed io ,che ai tempi avevo 15 anni, sono venuta a lavorare in negozio come commessa durante l’estate, finita la scuola. Avevamo i primi capi di abbigliamento, biancheria fine per signora e capi pregiati per il corredo della sposa».

Era quindi una ragazzina che si avvicinava per la prima volta al mondo del lavoro, come è stata questa prima esperienza?

«Devo dirle che mi piacque tantissimo, mi appassionai talmente tanto che, finite le scuole, decisi di rimanere in negozio e di svolgere questa attività che è diventata poi la mia vita».

Che tipo di clientela avevate ai tempi?

«in quel periodo c’erano pochissimi negozi di abbigliamento e soprattutto di abbigliamento di un certo tipo, perché mia suocera aveva molto buon gusto ed era  estrosa e quindi avevamo molti clienti che venivano anche da fuori, dai paesi delle colline e della lomellina. Il nostro era un abbigliamento per signora ma con un’attenzione per le giovani tanto che le ragazze del vicino collegio delle Suore Benedettine venivano a farsi comprare dalle mamme i primi capi di moda. Non c’era così tanta differenza tra la moda per signora e la moda giovane come oggi, tutto era più classico e duraturo nel tempo, non avevamo i cambi repentini di stile che abbiamo oggi. Si compravano gli abiti per le feste come Natale e Pasqua e per le occasioni importanti, si cercavano abiti di stile realizzati con tessuti di pregio».

In che anno avete cambiato sede e vi siete trasformati in Boutique Paradiso?

«Nel 1978. Era un po’ il periodo dell’esplosione della moda. I clienti avevano disponibilità finanziarie e compravano con facilità molti capi di abbigliamento, potevano cambiare e amavano farlo sovente. Avevamo una clientela fidelizzata  che tornava a comprare capi di qualità e di tendenza che si distinguevano per il taglio e lo stile ed il rapporto qualità-prezzo. Abbiamo ancora oggi tra i nostri clienti  figli e nipoti delle famiglie che frequentavano il nostro negozio in quegli anni e questo ci ha permesso di andare avanti nonostante le difficoltà che sono poi sopraggiunte per il commercio».

Giovanni voi trattate da sempre marchi italiani di fascia medio-alta, quali sono le difficoltà che incontrate in questi anni?

«Abbiamo da 40 anni il marchio Les Copain, abbiamo portato Iceberg e molti altri brand a Voghera, ora tendiamo ad affiancare a questi marchi anche altri nuovi perché la moda oggi cambia molto rapidamente e preferiamo offrire un assortimento di capi che il cliente può mixare a suo piacimento ottenendo un outfit di moda senza dover spendere per forza grandissime cifre».

In via Emilia si vedono sempre meno negozi, passeggiando per il centro storico non si incontrano persone per strada, Voghera sembra un po’ una città morta. Secondo voi che cosa sta succedendo al nostro centro?

«Tanti negozi hanno chiuso perché non riescono più a sostenere i costi di affitto, gestione e tasse sempre più alti. Il periodo storico non è molto felice, si fanno meno incassi perché la gente compra meno avendo meno disponibilità finanziaria e di conseguenza il commercio sta tuttora attraversando un momento difficile. Inoltre l’amministrazione comunale ha fatto la scelta di avallare l’apertura di centri commerciali situati in periferia che attirano le persone svuotando così il centro storico. Nella città son presenti tante aree che potevano essere riqualificate e adibite a centro commerciale con un ritorno positivo per la vivacità del nostro centro. Mi viene in mente la ex-caserma di cavalleria che ha una struttura che, ristrutturata  nel modo adeguato, poteva diventare  già 30 anni fa un piccolo outlet cittadino».

Giovanni cosa fanno le associazioni commercianti per difendere la categoria e mantenere vivo il commercio?

«Devo dirle che io per un periodo di 4 forse 5 anni ho partecipato, ma visto che non si combinava nulla di positivo, ho deciso di non perdere più il mio tempo in riunioni dove si facevano solo dei bei discorsi. Siamo la categoria meno tutelata e mi vien da dire che forse fa gioco il fatto di non avere un gruppo aggregato».

Il Comune di Voghera sta per ripartire proprio in questo mese di Luglio con le manifestazioni che si svolgono in centro il giovedì sera, voi pensate che il commercio possa trarre dei benefici da questa iniziativa?

«Devo dire che i primi anni queste manifestazioni funzionavano, aprivamo anche il negozio perché c’era molta gente in giro che poteva diventare potenziale cliente perché in quelle sere difficilmente si riusciva a vendere qualcosa. Poi il Comune  ha cominciato a dire che non ha più disponibilità economica e ha invitato i commercianti a prendere in mano la situazione e ad organizzare manifestazioni. Per quel che ci riguarda, abbiam fatto qualche degustazione nel nostro giardino interno per vedere di offrire ai nostri clienti un’ulteriore opportunità di visitarci. C’è anche da dire che ora tutti i paesi limitrofi fanno nel loro piccolo degli eventi per cui è diminuito il flusso delle persone presenti in città. Abbiamo in progetto per il futuro di fare qualche evento in più in questo nostro cortile-giardino e speriamo sempre che le prossime amministrazioni comunali siano disponibili a darci una mano per rendere ancora vivace la nostra città».

Gli italiani preferiscono ancora i negozi, siamo tra gli ultimi in Europa per acquisti online, dobbiamo però dire che è un fenomeno in espansione, soprattutto fra i più giovani, voi cosa ne pensate?

«Quello italiano è un popolo legato alle tradizioni, e questo fatto non cambia neanche quando si tratta di fare acquisti. L’italiano di mezz’età è ancora abituato ad andare in un negozio come si è sempre fatto e gli acquisti online non sembrano attirarlo più di tanto. Però il problema esiste e soprattutto i ragazzi sono ormai abituati a scegliere comodamente da casa con un clic anche l’abbigliamento. Alcune realtà grandi si sono organizzate anche con la vendita online ma noi non possiamo pensare a questo tipo di commercio, diventerebbe troppo impegnativo. Speriamo sempre in una controtendenza. 

Pare che negli Stati Uniti le persone stiano abbandonando i centri commerciali e alcuni grandi marchi stiano tornando ad aprire dei piccoli punti vendita nei centri storici con la possibilità poi di ordinare la merce online e riceverla lì. Penso comunque che il pubblico abbia bisogno, forse oggi più che mai, di  vivere un’esperienza unica e personalizzata, sentirsi speciale e credo quindi che il negozio con la sua professionalità ed il calore umano, possa essere ancora un punto di riferimento e  di aggregazione per le persone».

di Gabriella Draghi

Garantire una vendemmia all'insegna della qualità e della sicurezza per i consumatori. Con questo obiettivo è on line sul sito del ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo il consueto vademecum della campagna vitivinicola 2019-2020 dove le imprese possono reperire i principali adempimenti previsti dalla normativa del settore. Novità di quest'anno sono le funzioni telematiche del Sian, il sistema informativo unificato di servizi del comparto agricolo messo a disposizione dal Mipaaft, che consentiranno agli operatori di semplificare le comunicazioni indirizzate all'Ispettorato centrale repressione frodi (Icqrf) del ministero, come previsto dal testo unico del vino.

"Si apre la stagione più importante dell'anno per il comparto del vino", dichiara il ministro Gian Marco Centinaio, "stiamo mettendo in campo tutti i nostri mezzi per garantire che la vendemmia proceda nel migliore dei modi all'insegna della qualità e della sicurezza per i consumatori. Il nostro vino è un prodotto di estrema eccellenza, settore trainante dell'agricoltura, sinonimo di qualità in Europa e nel mondo. Ci aspettiamo grandi risultati da questa vendemmia - conclude - continuiamo a lavorare e metterci a disposizione affinché tutte le nostre aziende siano sempre più all'altezza di questo importante primato che ci viene riconosciuto". Il ministero fa sapere che l'Icqrf, in vista della vendemmia, ha già attivato gli ispettori sul tutto il territorio per garantire una regolare raccolta e movimentazione dell'uva e vigilare nelle operazioni di trasformazione e nella circolazione dei prodotti e dei sottoprodotti vitivinicoli ottenuti.

Continua a calare il prezzo all'ingrosso del vino che in un anno perde quasi il 10%. E' l'effetto della vendemmia del 2018 particolarmente abbondante che si riflette sui listini, fa sapere Unioncamere e Bmti che ha pubblicato l'indice mensile dei prodotti agroalimentari, esteso da luglio anche al comparto del vino che a giungo perde lo 0,4% rispetto a maggio. Ad essere più penalizzati sono i vini generici senza denominazione con perdite del 19,5% per i bianchi e del 24,7% per i rosati. Anche tra Dop e Igp il calo è evidente, in particolare per i prezzi dei vini di fascia bassa che accusano rispetto a dodici mesi fa -9,9% per i rossi e -12,4% per i bianchi. Unica eccezione sono i rosati a denominazione che mantengono una crescita dell'1,4%.

Tra gli spumanti, invece, segno più dell'1,7% per quelli con metodo classico. Quanto agli altri prodotti, segnala l'indice di Unioncamere e Bmti, il burro perde a giugno un ulteriore 5,9%, dimezzandosi rispetto allo scorso anno (-46,2%). Nuovo ribasso mensile del 3,8% anche per gli oli di oliva, pur mantenendosi più elevati del 19,1% rispetto all'anno precedente. Nella filiera lattiero-casearia spicca, spicca il rialzo mensile del +7,8% per il latte spot, venduto al di fuori dei contratti di fornitura, dovuto al calo della produzione a causa dell'aumento delle temperature estive. I prezzi attuali sono più alti del +9,3% rispetto allo scorso anno.

Trend positivo anche per i formaggi a media e lunga stagionatura con rispettivamente +9,5% e +19% rispetto al 2018. Nel comparto delle carni, infine, calano dell'11,6% i prezzi del coniglio rispetto a maggio, ma che restano più alti del 14,7% su base annua. Variazioni limitate, infine, nei listini delle carni bovine (-0,8%) e suine (-0,4%) mentre, nonostante il calo del 2,7% le carni di agnello, segnano quasi +60% rispetto allo scorso anno.

"Scrivo questa Lettera,attraverso il suo giornale, per denunciare l'arroganza di Pavia Acque.Lo faccio perché, nel suo giornale ci sono sempre descritte le amministrazioni del pavese e sono i votanti all'unanimità per Pavia Acque.
Vengo ai fatti: Tempo fa, dalla stampa pavese, Pavia Acque ( monopolio nel pavese ) dichiara di introdurre la fattura trimestrale, per venire incontro alle famiglie per i pagamenti.Poco tempo fa, dichiara che introduce le fasce di consumo, per combattere gli spreconi. ( quali sono gli spreconi non si sa ) ( Io dico :per rapinare l'utenza ). Proseguo. Ai primi di luglio 19 ricevo come intestatario la fattura, e, leggo,curioso delle mie cose, i diversi fogli che mandano. In un foglio c'è scritto: MORA E INTERESSI PER RITARDATO PAGAMENTO. Penso di non aver letto bene e controllo attentamente.C'è scritto proprio così.Controllo in arretrato ma non trovo nulla. Con una mail,contesto il balzello e di risposta scrivono che è per dilazione fatture.Mi domando? mora per ritardato pagamento e dilazione fatture hanno significati diversi,ma per loro è lo stesso e devo pagare.No non è così. Contesto la risposta e, rispondono che chi a fatto accordi in quei termini deve pagare interessi,e se la risposta non mi piace devo rivolgermi all'ARERA. Questa è arroganza. Io non ho fatto nessun accordo con nessuno.Sbagliano loro e l'utente deve pagare o scrivere all'ARERA. Se sono nel giusto scrivono loro,e quando ARERA mi scriverà darò risposta in merito.Allora possono scrivere di tutto nella fattura, tanto c'è l'ARERA. Io pago Pavia Acque e non altri. Vediamo perché Pavia Acque non è nel giusto:Nessuna informazione è stata data all'utenza per rateizzare le fatture.Nessuna informazione è data nei fogli che arrivano a casa.Nessuna informazione è data dall'operatore al telefono che dopo un lungo discorso registra la telefonata e dice solo l'importo che c'è sulla fattura,e non parlano di interessi. così facendo,non danno la possibilità di scegliere.( tra l'altro il telefono non è quello descritto sulla fattura).La fattura rimane contestata e il balzello non lo pago,e i rapporti si stanno deteriorando.Vergogna .A questo punto per finire, mi domando se le amministrazioni Comunali Pavesi e i Sindaci sono contenti ché i loro concittadini siano trattati così da Pavia Acque,e se non intervengano,dato che hanno votato all'unanimità, come scritto sulla stampa pavese. E ancora: I politici pavesi di tutti gli schieramenti, son contenti e soddisfatti di leggere che l'utenza sia vessata così?.Agli utenti dico di guardare le proprie fatture,perché sono sicuro che altri si trovano con questo balzello e non hanno visto.Denunciate pubblicamente queste cose.Infine,ritengo che se Pavia Acque non fosse la sola azienda, Non avrebbe utenza da servire con questi metodi.
Cordiali saluti."
Martin Otello - Silvano Pietra

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ARERA - Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente - (Lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente ,  telefono numero verde 800166654

Lo Sportello per il consumatore, istituito nel 2009 dall'Autorità e gestito in collaborazione con Acquirente Unico Spa, fornisce informazioni ed assistenza ai clienti finali sulla regolazione nei settori dell'energia elettrica, del gas e del sistema idrico.

Possono rivolgersi allo Sportello tutti i consumatori, domestici e non domestici, e i prosumer.

Lo Sportello mette a disposizione i seguenti servizi :

Contact Center

risponde a quesiti telefonici e scritti sul funzionamento del mercato, sui diritti dei consumatori e utenti nei settori di competenza e sulle modalità di erogazione dei servizi; inoltre fornisce indicazioni utili per la gestione di eventuali controversie con il proprio fornitore (caratteristiche principali delle diverse procedure disponibili, soggetti a cui rivolgersi, etc) o per il cambio fornitore;

Servizio Conciliazione

attraverso un Portale web e con l'intervento di un conciliatore esperto, aiuta le parti (cliente finale e fornitore) a trovare un accordo senza o prima di ricorrere alle vie giudiziarie (conciliazione.arera.it);

Servizio SMART

per i clienti dei servizi energetici, permette di ottenere rapidamente informazioni o risolvere controversie- su specifiche problematiche quali la mancata erogazione del bonus luce e gas, la doppia fatturazione, i contratti non richiesti, il corrispettivo di morosità-CMOR, gli indennizzi automatici non erogati dal fornitore e le informazioni su fornitore di luce e gas;

Servizio Reclami

per gli utenti del settore idrico, fornisce un supporto per la risoluzione delle problematiche non risolte con il reclamo al proprio gestore, a causa del mancato riscontro o di risposta non soddisfacente;

Servizio Segnalazioni

a cui inviare segnalazioni scritte su disservizi o criticità rilevate sui servizi ricevuti e ritenute di particolare importanza.

Dedicato alle sole associazioni che rappresentano i clienti domestici e non domestici è invece il Servizio Help Desk, che fornisce assistenza qualificata sulla regolazione dei settori elettrico, gas e idrico: è dedicato esclusivamente agli Sportelli delle Associazioni dei consumatori domestici e non domestici parte di progetti qualificati supportati dall'Autorità.

Dal 1° luglio 2018, inoltre, lo Sportello per il consumatore ha ampliato le proprie competenze anche alla gestione delle richieste di informazioni e delle segnalazioni degli utenti del settore rifiuti, anche differenziati, urbani e assimilati, esclusivamente legate alle attribuzioni di legge conferite all'Autorità.

 
 

Il Comune di Voghera attraverso una nota stampa informa :  "Buoni pasto a portata di click. Per il prossimo anno scolastico verrà introdotta una nuova App veloce e comoda per permettere alle famiglie degli alunni della scuola dell’infanzia, primarie e secondarie di pagare i buoni pasto. Lunedì il Consiglio comunale ha approvato la variazione di bilancio, su proposta dell’assessore Marina Azzaretti, che prevede 8.000 euro da destinarsi all’ottimizzazione del servizio della Scholl Card attraverso la messa a disposizione alle famiglie della App “Spazio Scuola” che potrà essere utilizzata tramite dispositivi mobili, permettendo così ai genitori di seguire l’andamento della propria situazione e pagare senza la necessità di doversi recare presso lo sportello bancomat.

«Sono soddisfatta di questo nuovo obiettivo raggiunto che auspico sia gradito anche alle famiglie - commenta l’assessore delegato Marina Azzaretti - La nostra attenzione al fine di garantire la massima funzionalità dei servizi per una buona scuola vogherese è costante, di concerto e in collaborazione costante con le dirigenze. L’impegno dell’amministrazione è dedicato in particolar modo, con questo nuova App, a facilitare le famiglie, consapevoli della necessità della conciliazione dei tempi lavoro/vita privata».

Si tratta di una specifica applicazione per dispositivi mobili smartphone e tablet che consentirà la verifica della situazione dei consumi relativamente al servizio di ristorazione scolastica e i costi generati per uno o più figli contemporaneamente. L’App offrirà la possibilità di effettuare i pagamenti direttamente in tempo reale. Le famiglie saranno informate sulla data di avvio delle nuove funzionalità. I dati. Lo scorso anno scolastico gli utenti che hanno usufruito il servizio mensa sono stati 2469, con un’entrata complessiva di 675.000 euro. Sono state rilevate 212 posizioni morose, a cui è stata mandata la raccomandata. Di queste 20 famiglie hanno chiesto la rateizzazione e 130 posizioni sono andate incontro alla riscossione coatta: la morosità totale è di 70mila euro.

«Gli uffici delegati del settore scuola effettuano periodicamente rilevamenti sulle morosità nei pagamenti del sevizio mensa», specifica l’assessore Azzaretti. Gli uffici competenti, verificate le morosità, effettuano un primo contatto telefonico in cui si invita in modo cordiale le famiglie a regolarizzare la loro posizione. Lasciato passare un certo lasso di tempo si effettua una seconda verifica, nel caso non abbiamo regolarizzato la posizione si invia una raccomandata. Come terza azione successiva nel caso di mancato pagamento si procede al trasferimento della documentazione agli uffici delegati per l’invio della cartella esattoriale. La tolleranza e’ necessaria per garantire il pasto ai bambini."

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Si è insediato in queste ore il nuovo Direttore Commerciale di Terre d’Oltrepò e La Versa. Ha sostituito Marco Stenico che ha dovuto lasciare l’incarico a causa di motivi prettamente famigliari. Il nuovo Direttore è Massimo Sala, 32 anni di esperienza nel settore vitivinicolo con alla spalle incarichi di prestigio in importanti cantine nelle zone del Veneto e del Piemonte.

“Ringraziamo per l’importante lavoro svolto Marco Stenico che ha dovuto rimettere il suo incarico per questioni di carattere famigliare – spiega il presidente di Terre d’Oltrepò e La Versa, Andrea Giorgi – Allo stesso tempo siamo orgogliosi che Massimo Sala, persona altamente qualificata in questo settore, abbia accettato il nostro invito a collaborare con noi. Oggi è più che mai un momento strategico per le nostre società e le cantine hanno bisogno necessariamente di una spinta in più che Sala sarà in grado di offrire. Ha una grande esperienza nel mondo dell’horeca ed arriva dalla cantina Terre da Vino di Barolo quindi una realtà strutturalmente affine alla nostra. Siamo più che mai convinti che sia la persona giusta al posto giusto per fare quei numeri importanti su cui stiamo lavorando anche con l’arrivo dell’enologo di fama mondiale, Riccardo Cotarella”.

Massimo Sala si è insediato in queste ore analizzando la situazione aziendale. Si occuperà della Direzione Commerciale con particolare riferimento all’imbottigliato e terrà ovviamente i rapporti con il mondo dell’horeca, della grande distribuzione e i legami con negozi ed enoteche. Il comparto del vino sfuso sarà, invece, gestito dal direttore Alberto Servetti, già in azienda da alcuni mesi e che si occuperà prevalentemente di questa importante fetta di mercato. Massimo Sala ha iniziato la sua carriera in questo mondo 32 anni fa partendo dalla storica azienda Ramazzotti di Milano. Poi si è spostato in Veneto dove ha collaborato con importanti realtà vitivinicole legate al Prosecco come le blasonate aziende vitivinicole Villa Sandi, La Gioiosa e Bortolomiol. Poi il passo in Piemonte dove fino a pochi giorni fa si occupava del mercato italiano per la cantina cooperativistica Terre da Vino di Barolo.

“Sono convinto che questa realtà – spiega Massimo Sala – è un patrimonio inestimabile per il mondo vitivinicolo lombardo. Lo dimostrano le cifre e la dinamicità. Tra i progetti prioritari ci saranno riportare La Versa tra i brand del vino più qualificati a livello italiano e riposizionare Terre d’Oltrepò sul mercato con operazioni mirate alla grande distribuzione e all’horeca. Sarà sicuramente una sfida stimolante che ho accettato perché vedo in questa grande cantina un’opportunità di crescita anche professionale. Ringrazio i vertici aziendali che mi hanno dato fiducia e sono riusciti nelle settimane scorse a farmi percepire l’amore verso un territorio e i suoi vini. In azienda ho avvertito subito la sostanza dei marchi, su tutti La Versa, un brand che ha fatto la storia della spumantistica italiana, ma anche tanta progettualità condivisa con i soci che rappresentano l’ossatura principale di questa cantina”.

Il ramo del vino sfuso vedrà in veste di direttore Alberto Servetti con alle spalle 15 anni di attività in questo settore. Di origine veneta è arrivato in azienda ad inizio anno dopo una lunga esperienza, come tecnico e commerciale, da Zonin. “Intensificheremo quanto abbiamo fatto in questi mesi ovvero i rapporti con il mondo degli imbottigliatori - spiega Servetti – e vorremmo potenziare il mercato dei vini sfusi di qualità a cominciare dalle basi spumante Pinot Nero, dal Moscato e dalle tipologie di rossi più identificative del territorio. Un lavoro che andrà fatto con massima oculatezza e nel massimo rispetto del prodotto”. Un cambio ai vertici che fa seguito anche all’arrivo dell’enologo Cotarella. “Oggi la nostra realtà – spiega Giorgi – ha bisogno di un passo diverso e per questo abbiamo voluto investire  su due persone di alto profilo come Cotarella che firmerà un linea premium e come Sala che metterà al servizio della cantina la sua trentennale esperienza per rilanciare il brand La Versa e riposizionare i vini TDO. Non sarà un lavoro facile, ma abbiamo le idee chiare su come farlo e per riuscirci chiediamo la collaborazione dei nostri soci e del territorio”.-

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