Venerdì, 06 Dicembre 2019
Articoli filtrati per data: Martedì, 13 Agosto 2019

L’edizione 2019 della rassegna vogherese organizzata dal Comune ha riscosso un successo moderato, almeno per i commercianti. La presidente dell’Ascom Cristina Palonta, proprietaria di un negozio di calzature in piazza Duomo, si dice «soddisfatta del numero di persone che hanno animato il centro», anche se, riguardo agli affari, rivela come «un giovedì su quattro sia stato davvero buono, con persone che hanno comprato», mentre nei tre restanti il movimento è stato caratterizzato più che altro da curiosi. Spostando l’attenzione su altri settori, salta invece all’occhio come ad aver lavorato di più siano stati, secondo previsione, i bar. «In particolare la via San Lorenzo era affollata e le attività lì hanno lavorato sempre parecchio, soprattutto in virtù di iniziative private, legate alla musica o a un’offerta culinaria».

A questo giro l’organizzazione è stata direttamente nelle mani del Comune, Ascom non ha partecipato in maniera diretta anche se ha fatto da intermediario tra le varie attività (anche non associate) che desideravano organizzare eventi e l’amministrazione che doveva accordare loro i permessi.

«L’impressione generale sugli eventi è stata positiva» afferma Palonta, «nonostante si sia fatto tutto con relativa fretta».

Che cosa si potrebbe migliorare?

«Probabilmente la caratura degli eventi, invitando ospiti che abbiano un richiamo maggiore, come avviene in altre realtà anche vicine».  Lo scoglio, come sempre, è il budget a disposizione e su questo aspetto la presidente di Ascom apre le porte a una maggiore collaborazione in vista della prossima stagione: «Con una pianificazione adeguata siamo sicuramente disponibili a collaborare e unire le forze, come categoria, anche dal punto di vista economico. Meglio magari fare due eventi piuttosto che quattro, ma di livello altisonante».

Facendo “una vasca” nel centro cittadino, raccogliamo gli umori a caldo dei dopo “Giovedì”. Roberto Bagnaschi, tirolare della pescheria di Via San Lorenzo si dice  assolutamente soddisfatto, con una precisazione:

«Io di solito mi faccio i fatti miei e quello che faccio lo faccio per me senza dover chiedere nulla a nessuno. A me degli altri non interessa… io sto portando avanti l’iniziativa da 4 anni, credo abbia avuto un buon successo ma il risultato che ho avuto è stato merito mio. Qui a Voghera si usa troppo parlare prendendosi i meriti degli altri e a me non va bene. Ci sono tante cose che possono essere sviluppate e migliorate, dipende dalla volontà delle persone».

Carlo Bascapè, dell’omonimo negozio di abbigliamento di via Topia, non è dello stesso parere: «Ho aperto solo i primi due Giovedì del mese. L’iniziativa andava fatta in un’altra maniera… Non è un discorso di “Voghera sotto le stelle”, ma di periodo... quest’evento andava organizzato in un periodo di maggiore affluenza, con un piano commerciale ben definito. Le attività andrebbero istituite in centro città, invece che nei centri commerciali o in periferia… Un altro problema è legato alla viabilità: Piazza Duomo ha una sola via che entra e dieci che escono, questo causa problemi legati alla mancanza dei parcheggi, che a sua volta porta la gente fuori città.

In ultimo, a mio parere è mancata anche una disinfestazione dalle zanzare... quest’aspetto non ha favorito certamente».

Valentina Sala, della libreria Ubik di Via Emilia si dice soddisfatta «perché l’iniziativa ha avuto successo, pur rimanendo solo all’interno dell’attività di vendita. Un lato negativo che posso evidenziare è la mancanza del parcheggio, che ha penalizzato i visitatori. Migliorerei l’offerta culturale legata all’intrattenimento, magari con concerti, eventi culturali...come ad esempio è stato organizzato a Tortona con la rassegna musicale di Arena Derthona».

Bilancio positivo anche per Mariateresa De Macceis, titolare della gelateria Yuki di via Emilia. «Per quanto mi riguarda, abbiamo lavorato tanto e l’afflusso di gente è stato alto. Migliorerei l’organizzazione in termini temporali: penso che sarebbe meglio anticipare la programmazione al mese di giugno, perché a luglio la maggioranza dei cittadini e visitatori è già in vacanza».

Anche per Roberta Mocchi di Pull Love, di via Emilia, la nota dolente è legata al discorso parcheggi, in particolare al prezzo «trovo che 1,50 Euro all’ora sia un prezzo eccessivo, che può giocare a svantaggio dell’affluenza dei visitatori in città. Per il resto, ho partecipato a tutti i “Giovedì Sotto le Stelle”, come l’anno scorso, perché penso che l’apertura dei negozi sia una buona attrattiva. Per quanto mi riguarda, ho trovato un aumento di clienti in orario serale. Se dovessi migliorare qualcosa, interverrei solo sui parcheggi, come è stato già fatto qualche anno fa per il sabato, giorno in cui il parcheggio era gratuito».

di Christian Draghi e Federica Croce

"Alla c.a del Direttore, segnalo che da settimane le condizioni di viaggio sulla linea Stradella - Milano e viceversa, già non brillante per puntualità e livello di servizio, si sono aggravate a un livello disumano: sono stati soppressi  convogli in partenza con la “scusa” che le carrozze non hanno l’aria condizionata in efficienza. Gli altri treni, ugualmente non condizionati, sono partiti in condizioni bestiali di sovraffollamento, temperature oltre i 36 gradi e con  ritardi altissimi.

Nonostante i ripetuti appelli e segnalazioni di singoli pendolari e dei comitati, i vertici dell’Assessorato di Regione Lombardia, nella persona dell’assessore alle Infrastrutture trasporti e mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi, si sono limitati a chiedere al personale Trenord di sforzarsi (!) di diminuire il disagio degli utenti (addossando la responsabilità di questo delirio ai governi precedenti (?). Il servizio clienti di Trenord non risponde né segnala tempestivamente le soppressioni e i problemi, l’unica informazione decente giunge dalla rete attiva di pendolari attraverso i social e le app. Noi pendolari paghiamo in anticipo cifre consistenti per un servizio scadente, si aggiunge il fatto di essere trattati in modo indecente, lasciati ad attendere per ore a temperature altissime e a rischio collasso e senza una informazione decente... e che agli abbonamenti trimestrali e annuali (cioè ai pendolari più “fedeli”) il bonus riparatore non viene nemmeno riconosciuto. Credo che una simile situazione non sia sostenibile e vi prego di portare in evidenza questi fatti dalle pagine del vostro giornale per mettere in luce che la Regione non si può limitare a fare proclami su miglioramenti presunti e lasciare i pendolari, da cui l’introito della società dipende, in questa situazione indegna di una società sviluppata.

Giancarlo Sforzini -  Stradella"

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Cristina Brambilla, 27 anni, vogherese di professione ingegnere edile, è campionessa di karate nella categoria kumite, da poco reduce dal successo ottenuto alla gara inter-nazionale 8th WUKF World Championships a Bratislava, dove si è classificata me-daglia d’argento e di Bronzo Open.

La passione per questo Sport inizia un po’ per caso, all’età di 8 anni, avvicinandosi all’arte dell’autodifesa. Da principio entra a far parte della Federazione FAMI. Suc-cessivamente passa alla federazione FESIK, che si configura nel circuito internazionale WUKO, poi divenuto WUKF, dove a 16 anni viene convocata come membro della Nazionale Seniores per il settore Kata e, negli anni successivi, selezionata per il settore kumite.

Nella stessa federazione effettua  l’esame di cintura nera di primo e secondo Dan (acquisito a gennaio 2007).

Lasciata la FESIK, si iscrive nella federazione UKS, anch’essa nel circuito interna-zionale WUKF. Si sono susseguite diverse esperienze in Europa ma anche in Messico e Argentina, fino agli ultimi campionati del mondo vinti nel 2018 a Dundee e l’argento 2019 a Bratislava.

Cristina, a che età ha iniziato a praticare karate e cosa l’ha spinta ad avvicinarti a questo sport?

«Ho iniziato a praticare karate all’età di 8 anni quando mia mamma mi ha portata, insieme a mia sorella, al primo allenamento nella palestra di Pontecurone, per imparare un’arte di autodifesa».

Fa parte di una Federazione? Se sì, quanti iscritti conta?

«La federazione internazionale alla quale appartengo è la WUKF, ai campionati ai quali ho partecipato quest’anno erano iscritti 2229 atleti».

A che età è consigliabile avvicinarsi a questo Sport?

«È uno sport adatto ai bambini, anche di giovane età perché aiuta lo sviluppo delle capacità motorie, cognitive e coordinative.  È uno sport caratterizzato dall’utilizzo di tutti gli arti, dove il ritmo e la percezione del proprio corpo e dei propri movimenti nella gestione dello spazio sono elementi fondamentali sia in caso di combattimento, sia in un’esecuzione di Kata. Non sono richieste caratteristiche fisiche e psicologiche particolari, al contrario è una disciplina che aiuta a migliorare capacità e caratteristiche specifiche di ogni singolo atleta, rendendolo capace di sviluppare una modalità di combattimento adatta alle proprie peculiarità fisiche e mentali».

Com’è il rapporto tra maestro e allievo, anche a livello di disciplina?

«Il maestro insegna le regole nel Dojo, insegna a saper rispettare il proprio turno,  ad ascoltare durante la spiegazione di un esercizio, insegna che gli atleti più grandi e con più esperienza possono essere presi come esempio, regole e principi che vengono poi applicati con naturalezza anche nel quotidiano. Il maestro diventa quindi un punto di riferimento per l’apprendimento della disciplina e, con il tempo, una persona con la quale confrontarsi e alla quale rivelare le proprie ansie o riflessioni, soprattutto in fase di gara».

È una disciplina costosa?

«Non è uno sport molto costoso, lo diventa nel caso in cui si fosse intenzionati a raggiungere alti livelli, perché le gare sono spesso lontane e lunghe. È uno sport in cui la dedizione è di certo un elemento fondamentale».

Quante ore è necessario dedicare all’allenamento?

«Non c’è una quantità di ore specifiche da dedicare all’allenamento, dipende dalle capacità di apprendimento e di miglioramento di ogni singolo atleta».

Quali sono le maggiori difficoltà che ha incontrato?

«Far coincidere la vita universitaria e lavorativa con gli allenamenti è stata ed è una difficoltà di non poco conto. Mi sono infatti spesso ritrovata ad allenarmi da sola e ad orari improbabili».

Che gare ha disputato a livello internazionale?

«Nel circuito internazionale la prima gara che ho disputato sono stati i campionati europei Seniores nel 2008 in Belgio, ai quali sono stata convocata per il settore Kata. Un’esperienza molto importante per me perché ero la più piccola, ed era la prima volta che mi recavo all’estero senza la mia famiglia. Si sono poi susseguite diverse esperienze in Europa ma anche in Messico e Argentina, fino agli ultimi campionati del mondo vinti lo scorso anno a Dundee e l’argento di quest’anno a Bratislava».

A quali prossime gare, italiane e estere, parteciperà?

«Al momento ci sono già diverse gare alle quali potrei partecipare, ma sarà compito del maestro decidere le tappe annuali, al termine della preparazione atletica estiva».

Ha disputato gare in Oltrepò?

«Non ho mai disputato gare in Oltrepó, per contro io e i miei genitori abbiamo girato l’Italia in lungo e largo a caccia di competizioni. Credo sia uno Sport che ancora deve decollare nelle realtà minori, in città più grandi la scelta è decisamente più facilitata, vista la maggiore presenza di strutture in cui allenarsi. Nella nostra realtà la scelta è più limitata».

Chi, secondo lei, rappresenta un modello da seguire?

«Ci sono atlete che seguo da sempre, come Alexandra Recchia della nazionale francese del circuito Wkf e Sara Cardin».

Come vede proiettato il karate a livello locale e nazionale?

«A livello locale vedo non poche difficoltà di sviluppo per questo settore, gli investi-menti maggiori sia in termini di denaro che di informazioni mediatiche vengono rivolte ad altre realtà. Invece, a livello nazionale e internazionale, in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020 i media hanno finalmente rivolto più attenzioni al karate, soprattutto nell’ultimo periodo».

  di Federica Croce

E' arrivato il momento del voto in Senato sul calendario della crisi di governo che è stato approvato a maggioranza ieri dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. In Aula ha parlato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, tra le accese proteste, i fischi, il vociare da parte dei senatori del Pd.

"Come sono lontani i riti della politica dal paese reale, che non si capisce perché non si debbano disturbare i parlamentari a ferragosto". Matteo Salvini prende la parola in aula, suscitando le proteste di Pd e altre forze contrarie alle posizioni della Lega e afferma di condividere la richiesta dell'"amico" Di Maio di approvare subito il taglio dei parlamentari per poi andare alle urne.

"Tagliamo i parlamentari la settimana prossima e andiamo subito a votare", è la proposta del capo della Lega, "non capisco questo terrore, ma capisco il terrore di Renzi visti i disastri che ha fatto gli italiani lo mandano a casa sicuramente, umanamente è comprensibile", prosegue Salvini, che ha mandato un bacio ai banchi dell'Aula del Senato occupati dai senatori del Partito democratico e di Leu che lo contestano durante il suo intervento. L'Aula, convocata per votare il calendario dei lavori, è praticamente piena in ogni ordine di posto.

"L'Italia vuole certezze e cosa c'è di piu' lineare, dignitoso e bello che dare la parola al popolo", ha aggiunto, "se hai paura di andare davanti agli elettori vuol dire che hai la coscienza sporca e hai paura di non essere rieletto".

Il Pd, con il capogruppo Andrea Marcucci, protesta in Aula sulla lunghezza dell'intervento di Matteo Salvini e la presidente Elisabetta Casellati replica piccata "Lei sfora sempre il tempo, con lei il tempo non l'ho mai considerato, l'intervento di Salvini e' stato nel tempo lei lo sa bene perche' ogni volta lei sfora sempre e non mi piace questa polemica pretestuosa". Ma il Pd protesta vistosamente e Casellati afferma: "Trovo intollerabile". Dai banchi del Pd proseguono le proteste.

"Amici dei 5 stelle, prima di allearvi con questa squadra pensateci tre volte e poi auguri...", ironizza a questo punto il leader del Carroccio, che conclude con una citazione di Paolo Borsellino: "Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola".

Oggi , Martedì 13 agosto 2019, alle ore 11:00, presso la Sala Rossa dell'Ospedale Unificato di Broni-Stradella, è stato inaugurato un monitor portatile multiparametri PC 300 Sp02-NIBP-Temp., destinato all’U.O.C. Pronto Soccorso dell’Ospedale . La donazione è stata effettuata dalla Sig.ra Daniela Colombi, in memoria del marito Maurizio Bellinzona, con il sostegno e l’affetto degli amici della coppia. La Sig.ra Colombi, dedica la donazione “a Maurizio, che è stato sempre un libro aperto, scritto con parole semplici, come semplice era il suo essere, non solo amico, ma maestro di vita. Con questo gesto io e gli amici manifestiamo la nostra gratitudine e riconoscenza per tutto ciò che lui ci ha insegnato”. Il monitor - dotato di tecnologia Bluetooth e interfaccia USB che consentono di trasferire i dati su PC, Tablet e Smartphone (Android e iOS) - permetterà fino a 6.000 registrazioni di pressione, oltre alla saturazione funzionale dell’ossigeno, alla frequenza cardiaca e alla temperatura corporea (mediante sonda auricolare). Grazie a tale strumento è possibile garantire una valutazione generale e immediata dello stato di salute del paziente che accede al Pronto Soccorso, fungendo da supporto per le successive decisioni cliniche. L’Azienda è riconoscente alla Sig.ra Colombi, poiché questo gesto di liberalità si va ad aggiungere ai tanti attestati di stima che l’ASST di Pavia riceve ogni anno da pazienti e parenti, a riprova della professionalità degli operatori sanitari e della qualità delle cure ricevute; segno inequivocabile di un rapporto di fiducia ormai consolidato tra l’Azienda e il suo territorio.

Stremati, denutriti, legati ad una catena e rinchiusi in piccole gabbie, così i carabinieri di Viguzzolo e Tortona hanno trovato  16 cani, alcuni giorni fa, all’interno di un cascinale disabitato in località Torrazzo nel Comune di Viguzzolo.

A dover rispondere di maltrattamento ed abbandono di animale è un 58enne, allevatore di cani da caccia e residente a Rivanazzano Terme che ha allestito il canile abusivo.

L’uomo è noto a Salice Terme, dove diverse persone avevano già notato il continuo latrato di cani provenire dal suo furgone, tant’è che sono state diverse le segnalazioni alle autorità competenti, di alcuni residenti della Salice “alta” ma sita nel Comune di Rivanazzano Terme , dove l’uomo abita e dove aveva sede la sua attività. L’uomo aveva pensato bene di spostare i cani in un luogo più isolato, a Torrazzo appunto, ma non è riuscito a farla franca. Nei suoi confronti è scattata una denuncia per maltrattamento e abbandono di animali. Nella cascina di località Torrazzo non era ovviamente autorizzato alcun canile come è accaduto in passato in altre situazioni simili

Da alcuni giorni i Carabinieri tenevano d’occhio la zona: nelle perlustrazioni sentivano da lontano il latrare dei cani. Erano disperati per la fame e la sete e per le condizioni terribili in cui erano tenuti.

I militari, dopo aver constatato che cascina Torrazzo era disabitata, sono entrati nella porzione di edificio dalla quale arrivano i lamenti. All’interno hanno trovato sedici cani, la maggior parte da caccia di razza setter, poi cocker e pastori tedeschi, quasi tutti di taglia media. Erano evidentemente sofferenti, denutriti e assetati, chissà quanto tempo, forse da settimane.

Alcuni erano chiusi dentro «trasportini»,che al massimo devono servire per brevi movimentazioni, e non per lunghe permanenze. Qualcuno li aveva messi lì addirittura a due a due.

Per altri, la catena era talmente corta e verticale che rendeva impossibile anche stendersi sul pavimento o percorrere qualche metro. In breve, erano quasi impiccati. Condizioni assolutamente fuori legge.

I Carabinieri hanno quindi disposto il sequestro degli animali e li hanno affidati al canile municipale di Tortona. Gli animali ritrovati sono stati soccorsi, rifocillati  e visitati dall’intervento tempestivo del personale del servizio Veterinario dell’Asl di Alessandria e del nucleo guardie zoofile di Acqui Terme che ha collaborato con i carabinieri. Da chiarire le modalità e le motivazioni per cui i proprietari dei cani, tutti muniti di microchip, hanno affidato all’allevatore i loro animali.

 Intanto, però, essendo gli animali provvisti di microchip, i militari in questi giorni stanno rintracciando i proprietari per comprendere per quale motivo abbiano affidato i cani al sedicente allevatore o se glieli abbiano venduti. L’uomo a giorni potrebbe essere interrogato dal magistrato della procura di Alessandria che ha in carico il caso. Nel fascicolo ci sono le fotografie scattate dai carabinieri la notte in cui sono entrati a cascina Torrazzo. Ai carabinieri, al momento dell’identificazione, l’uomo non avrebbe fornito spiegazioni plausibili sulle condizioni in cui erano lasciati gli animali.

N.B. immagine di repertorio 

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