Venerdì, 06 Dicembre 2019
Articoli filtrati per data: Domenica, 11 Agosto 2019

Un tempo esistevano le profumerie in cui le essenze erano centellinate. In cui il senso dell’olfatto veniva condotto magicamente a bearsi tra il gelsomino, il sandalo, il bergamotto, il vetiver, in un ambiente che discretamente si richiamava al lusso e all’eleganza. Profumerie di questo tipo non ne esistono quasi più: il mercato ha compattato il settore. Enormi spazi luminosi e ariosi, profumi e cosmetici allineati, musica di sottofondo, commesse esteticamente perfette. Entrare, curiosare, comprare, scappare. Niente più rapporto con chi ti sa consigliare e coinvolgere. Qualche profumeria tradizionale, però, ancora resiste. In questi luoghi il tempo è rallentato. Chiudete gli occhi, annusate: è il posto più bello del mondo. E “coccola” è la parola d’ordine. Ha un’età la bellezza? No. Oggi la donna, anche âgée, ricerca la bellezza. Consapevole dei suoi anni non combatte le rughe, ma desidera stare bene con il proprio corpo. Passata l’abitudine di una volta che a 60anni considerava la donna ormai non più degna di truccarsi, oggi c’è tempo e voglia di prendersi cura di sé. Difficile, però, farlo, se l’interlocutore è una splendida ventenne che nemmeno conosce l’esistenza delle smagliature o se nessuno aiuta a scegliere tra mille prodotti rassodanti che si somigliano.

Ecco perché le profumerie tradizionali piacciono e resistono, diverse, tra negozi omologati: creano un legame. Coccolano. Praticano la vendita assistita. Seguono la richiesta di una donna che non sa come spiegare che è ancora affezionata al profumo che usava trent’anni fa, e lo ricerca disperatamente.

Nelle profumerie tradizionali la bellezza, per fortuna, non è canonica. E ciascuno può sbizzarrirsi alla ricerca di prodotti che una catena moderna non saprebbe collocare: le acque di Colonia da un litro; le saponette, inglesi e francesi, le creme per il viso  e per il corpo più esclusive  consigliate da personale  preparato e non necessariamente giovanissimo e così via…

La profumeria “la Parisienne” di Voghera è rimasta l’unica profumeria storica  nella provincia di Pavia. Abbiamo incontrato Piergiorgio Baggini che con la figlia Cecilia accoglie i clienti in un percorso di fragranze e bellezza.

Baggini, quando ha intrapreso l’attività di profumiere?

Lavoravo nel settore ,per la Colgate&Palmolive e decisi di mettermi in proprio aprendo un negozio che non era solo profumeria ma vendevamo un po’ tutti i prodotti per l’igiene e la cura del corpo: lacche, deodoranti, sali da bagno...».

Quante profumerie c’erano all’epoca a Voghera?

«Ce n’erano diverse, almeno sei o sette, c’era molta concorrenza ma tutti vendevano, il periodo era molto diverso da adesso. Prima degli anni ’80 i profumi erano quasi tutti francesi, le fragranze duravano più di 10 anni, guardi ad esempio Chanel n.5 che è ancora in voga adesso, non c’era un ricambio così frequente. Il boom vero e proprio è arrivato negli anni ’80 quando esplose la profumeria e nel giro di pochi anni il mercato venne investito da una quantità strabiliante di nuovi prodotti, tutti made in Italy o che avevano come riferimento stilisti italiani. I clienti compravano molto e questa tendenza è continuata fino agli inizi degli anni 2000. Io sono arrivato ad avere quattro profumerie a Voghera e una a Casteggio».

Poi cosa è successo?

«C’è stata l’apertura dei centri commerciali e l’avvento dei negozi in franchising e questo ha spostato una certa clientela, soprattutto quella giovane e meno qualificata verso questo tipo di negozi, creando così un calo di clienti verso le profumerie tradizionali».

Cecilia, lei quando ha cominciato a lavorare in negozio?

«Io mi sono laureata in giurisprudenza nel 1995 e, siccome erano tempi diversi e c’era molto da fare nei  negozi, ho deciso di rimanere qui, anche perché la profumeria mi è sempre piaciuta, ho sempre seguito mia mamma Carla fin da quando ero bambina. Pensi che sotto Natale mi divertivo a confezionare i pacchetti regalo nel retro del negozio. Ho seguito diversi corsi proposti dalle aziende e sono contenta di aver seguito la mia passione».

Qual è la vostra cliente tipo?

«Abbiamo una clientela affezionata e di un certo livello. Sono per lo più  donne di età media che non chiedono solo un prodotto ma anche un consiglio per riuscire a vivere meglio .Sono flessibili, pronte a scoprire le novità. Spesso si presentano con la figlia e le over 50 con la nipote e richiedono con loro un trattamento di bellezza. O sono  alla ricerca di un profumo unico, e allora si propone di unire l’estratto, quintessenza del profumo, all’eau de toilette, per una fragranza unica .Un tempo la donna over 50 desiderava solo avere la pelle idratata ora desidera essere condotta verso una bellezza a tutto tondo. E poi abbiamo anche molti uomini che amano essere guidati nella scelta del prodotto. In genere il cliente che viene da noi ama farsi consigliare, vuole scoprire le novità e trascorre un po’ di tempo in negozio per scegliere, vuole quasi essere coccolato. Nell’altro negozio che abbiamo in Via San Lorenzo ,”Elixir de parfum”, la clientela è molto più di tendenza perché è specializzato in profumi di nicchia che sono la passione dei  giovani  che viaggiano molto, lavorano a Milano e seguono la moda».

Avete delle esclusive per alcuni marchi?

«Abbiamo esclusive per la provincia di Pavia per alcuni profumi di nicchia come Byredo, Penhaligon, Bond e poi Acqua di Parma che abbiamo solo noi a Voghera. Per quanto riguarda i marchi di bellezza abbiamo tutti i migliori ed alcuni come Sensai, Dior e Diego Dalla Palma mandano periodicamente gli esperti visagisti per far provare il nuovo make up ai clienti».

Negli ultimi anni a causa dell’apertura dei vari centri commerciali Voghera come tante altre città italiane ha visto svuotarsi il centro storico di clienti e negozi, pensate ci possa essere un’inversione di tendenza?

«Si cerca di resistere basandosi soprattutto sulla qualità del prodotto e del servizio al cliente, la clientela frettolosa e di massa va al centro commerciale, le persone con più disponibilità economica e attenzione alla scelta del prodotto di classe scelgono noi. I nostri clienti vogliono provare e vedere il prodotto, non si fidano delle vendite online che non ci hanno creato problemi. Ci dovrebbe essere un miglioramento dell’economia in generale e meno pressione fiscale per far cambiare qualcosa nel settore del commercio. Per quanto riguarda le varie manifestazioni che si fanno in città, ben vengano se sono di puro divertimento mentre non ci sembra giusto portare in città mercati di vario genere che fanno concorrenza alle attività commerciali locali».

di Gabriella Draghi

L’attuale Pro Loco di Romagnese si è costituita nell’aprile del 2017 con il Presidente Manuel Micunco. Da quella data si è fatta riconoscere per numerose e apprezzate iniziative ed eventi sul territorio. Ad oggi l’associazione conta più di venti iscritti, in costante crescita nel triennio, oltre ai volontari che prestano la propria disponibilità per la realizzazione degli eventi.

Quanto sia importante il lavoro e l’entusiasmo di volontari è un dato di fatto La Pro loco di Romagnese quanti eventi organizza nell’arco dell’anno?

«L’entusiasmo è il motore del nostro successo. Come Pro Loco siamo un gruppo unito e propositivo. Non sono solo quindi il presidente o i membri del direttivo a proporre idee, ma è tutto il gruppo che partecipa in maniera diretta nella proposizione di eventi sempre nuovi. La Pro Loco durante l’anno organizza circa una decina di eventi, ma aiuta costantemente le varie associazioni presenti sul territorio negli eventi da loro organizzati e chiunque abbia bisogno di noi. Si è creata ultimamente una bella sinergia tra noi, le altre associazioni e l’amministrazione comunale».

Oltre ai membri ufficiali che compongono l’associazione sappiamo che c è una forte partecipazione degli abitanti è così?

«Esattamente. Oltre al fatto che il gruppo è in costante crescita, la cosa che mi riempie di orgoglio è che il giorno della sagra della brusadela, il nostro cavallo di battaglia, contiamo circa 50 persone a lavorare, la metà di queste formata da abitanti di Romagnese e villeggianti che si prestano per l’occasione a fornire il loro supporto. Di questo li ringrazio di cuore».

La partecipazione è maggiormente tra i giovani o anche “gli anziani” vi danno una mano?

«La partecipazione è molto eterogenea dal punto di vista generazionale. Tanti ragazzi giovani e tante persone di esperienza che portano il loro contributo alla buona riuscita di questo evento. Senza questa amalgama la buona riuscita della sagra non sarebbe possibile».

Siete tutti di Romagnese o anche dalle frazioni vi danno una mano?

«Veniamo da tutto il territorio e non solo. Basti pensare che fino ad un paio di anni fa nelle singole frazioni erano dislocati i vari forni messi a disposizione in quell’occasione per la preparazione delle brusadele il giorno prima della sagra. Oggi, invece, viene fatto tutto direttamente quel giorno. Veniamo da contesti e frazioni diverse ma tutti uniti da un obiettivo comune».

L’ evento simbolo di Romagnese è senza dubbio quello legato alla “Brusadela”. Quanto tempo e quanto lavoro c’è dietro all’organizzazione ed alla buona riuscita di questa festa?

«Per una buona riuscita della manifestazione la programmazione inizia già un anno prima attivandosi a reclutare, oltre ai membri della pro loco, i vari volontari e gli intrattenitori durante la sagra. In aggiunta a ciò, vi sono da contattare le varie bancarelle che, per la festa, vengono dislocate lungo tutta la via del capoluogo. è un lavoro arduo ma necessario per garantire un prodotto buono ed efficace».

Oltre alla organizzazione di feste, la Pro loco ed i volontari di Romagnese hanno portato il loro contributo per apportare delle migliorie al paese. Potrebbe essere questo il primo di una lunga serie di possibili lavori a carico della collettività? Altri progetti in questo senso?

«Questo è un progetto nato da un’idea avuta appena dopo le ultime elezioni con il sindaco e con un gruppo di pensionati che erano desiderosi di portare il loro contributo per migliorare il paese. I volontari ad oggi sono circa una ventina e tutti tesserati ed assicurati con la Pro Loco. è un bellissimo progetto che sta dando i suoi frutti».

Ormai chiunque abbia un animale domestico, si sa, farebbe qualsiasi cosa per coccolarlo, e la toelettatura è una di queste cose. In Oltrepò sono molti i centri di lavaggio per animali, innumerevoli negozi che offrono tutti lo stesso servizio, ma quello che fanno Debora e Morena Marzani è diverso: grazie al loro furgone, partendo dalla Michelazza, frazione di Montecalvo Versiggia, possono recarsi direttamente a casa dei clienti per offrire le migliori tecnologie per la pulizia dei vostri amici a quattro zampe.

Cos’è Mrs. Patty?

«Mrs Patty è un servizio innovativo di toelettatura per animali che da la possibilità a tutti i nostri amici a quattro zampe di essere raggiunti direttamente a casa loro. Il nostro tecnologico furgone, munito di ogni attrezzatura necessaria alla più moderna toelettatura, ci permette di raggiungere chiunque direttamente nella propria abitazione, per poter fornire i nostri servizi nella maniera più comoda per il cliente».

Quando nasce e come l’idea di creare una toelettatura per animali a domicilio?

«L’idea di Mrs. Patty nasce ovviamente dal nostro amore per gli animali (siamo infatti cresciute con la presenza costante di animali in casa, che ancora oggi condividono con noi lo spazio domestico), ma anche dal fatto che ogni volta che dovevamo portarli al negozio di toelettatura dovevamo assentarci da lavoro per mezza giornata e ci ritenevamo fortunate al pensiero che non tutti possono permettersi di gestire in maniera autonoma il proprio tempo. L’idea è nata da sé: creare un mezzo in grado di fornire la professionalità di una toelettatura standard, fornendo in più servizio a domicilio, in maniera da non dover nemmeno caricare l’animale in macchina e portarlo fino al negozio. Abbiamo allora iniziato a informarci su come realizzare quella che fino ad allora era soltanto un’idea».

Voi avete anche un altro lavoro, come farete a mantenere entrambi?

«Sì, siamo due assicuratrici, ma per fortuna il nostro lavoro ci permette di poter gestire in maniera autonoma gli impegni e quindi portare avanti entrambe le cose. Ci basterà organizzare al meglio il nostro tempo e le nostre attività».

Il mondo della toelettatura per animali è nato abbastanza recentemente e forse non si conosce bene il percorso da dover intraprendere per poter ottenere gli attestati necessari: avete seguito un corso? Come era strutturato?

«Assolutamente sì, noi abbiamo fatto un corso, anche se non è in realtà obbligatorio. In Italia infatti, purtroppo, la figura del toelettatore non è ancora riconosciuta e questo a volte rischia di “rovinare” la figura, che come noi anche altri ricoprono, del toelettatore professionista. Il corso che abbiamo svolto era suddiviso in due parti, base e avanzato, e ha una durata minima di tre mesi; poi esistono specializzazioni sulle varie razze canine. Noi abbiamo entrambe conseguito anche il corso avanzato e ci stiamo specializzando su alcune razze».

Esistono enti che promuovono questo genere di formazione?

«No, noi personalmente abbiamo avuto molta difficoltà a trovare il corso che soddisfacesse le nostre esigenze e per trovarlo siamo dovute andare a Lodi, dove offrivano una fascia oraria che ci permettesse di rispettare i nostri impegni lavorativi».

Quali servizi fornite voi e che possono mancare in una normale toelettatura?

«Sicuramente il servizio a domicilio. Il nostro furgone è completo di qualsiasi cosa sia necessaria al nostro lavoro; in più pensiamo aggiungere anche altre attrezzature strada facendo, a seconda delle esigenze dei vari clienti che si affideranno a noi.

Inoltre non ci occupiamo solo di toelettatura, ma anche di dog-sitting».

Il vostro coloratissimo camioncino sembra essere fornito di ogni genere di strumento necessario alla toelettatura, come siete riuscite ad ottenerlo? Esistono ditte specializzate?

«Abbiamo dovuto fare delle ricerche molto ampie per trovare un allestitore che riuscisse a realizzare un furgone esattamente come lo sognavamo. L’azienda alla quale ci siamo affidate è piuttosto dislocata rispetto alla nostra zona, ma non ne esistono altre nei dintorni. Sono riusciti a realizzare, in base alle nostre esigenze, un allestimento che è risultato essere innovativo anche per loro, che operano in questo settore da tanti anni».

In che zona pensate di concentrare il vostro lavoro? Pensate che l’Oltrepò sia una zona adatta in cui lavorare?

«Per il momento abbiamo iniziato a lavorare proprio qui in Oltrepò, dove abbiamo ricevuto le prime richieste. Inizialmente pensavamo che avremmo dovuto quasi sempre spostarci nelle città limitrofe (Pavia e Piacenza), che è comunque una cosa che intendiamo fare, ampliando il nostro range, ma siamo felici soprattutto di lavorare qui fra le persone che ci conoscono. In ogni caso, non ci poniamo limiti».

Avete detto che col tempo cercherete di aggiungere altri servizi alla vostra attività, a cosa vi riferite?

«La nostra idea è quella di cercare continuamente di aggiornarci, sia dal punto di vista teorico che pratico. La prima cosa che faremo sarà quella di fornirci di un macchinario adibito all’ablazione del tartaro per gli animali, senza che sia necessaria l’anestesia; in questo modo potremo fare direttamente noi la pulizia dei denti al vostro animale, senza dover andare da un veterinario e ovviamente a un costo differente. Lo avremo nei prossimi mesi. Un altro dei nostri impegni sarà ad ottobre, quando ci recheremo ad un corso specifico inerente il wedding dog sitter: saremo liete di accompagnare i vostri amici a 4 zampe nel giorno più importante della vostra vita».

di Elisabetta Gallarati

Agli italiani l'agriturismo piace sempre di più: sono 8,2 milioni i vacanzieri che l'hanno scelto per l'estate 2019, con un aumento del 3% rispetto allo scorso anno. Secondo la stima di Coldiretti il risultato è legato all'interesse crescente dei vacanzieri per il relax a contatto con la natura e per l'enogastronomia locale. Ma è anche garantito dalle oltre 23 mila aziende agrituristiche che ci sono in Italia, in grado di offrire più di 253 mila posti letto e 442 mila coperti per il ristoro, oltre a 11.700 mila piazzole per l'agricampeggio e 1.500 attività di fattoria didattica per i più piccoli.
    Coldiretti spiega anche che, se la capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo è la caratteristica più apprezzata, gli agriturismi hanno arricchito la propria offerta con servizi come l'equitazione, il tiro con l'arco, il trekking o attività culturali e corsi di cucina e wellness.
    Il consiglio - dice la Coldiretti - è di rivolgersi a siti come www.campagnamica.it che permettono di scegliere le strutture dove poter soggiornare nei più bei paesaggi della campagna italiana, i mercati di Campagna Amica, le fattorie e le botteghe dove poter comprare il vero made in Italy agroalimentare, a partire dai Sigilli, i prodotti della biodiversità salvati dall'estinzione.

"La nuova Camera? Lega e Fratelli d’Italia a 358 seggi, 5 Stelle sotto il Pd". Le proiezioni Ipsos, provano a dare conto dei prossimi scenari, dopo il voto. Secondo quanto emerge, con Forza Italia l’asse sovranista raggiungerebbe quota 413. Nell'analisi pubblicata il Movimento 5stelle viene dato in caduta libera, superato dal Partito democratico. Nelle intenzioni di voto raccolte da Ipsos avremmo dopo il voto un Parlamento profondamente diverso rispetto all’attuale, con un centrodestra (in tre versioni diverse) sempre dominante.

Con Salvini che corre da solo la Lega passerebbe dagli attuali 125 seggi a 297, non lontanissimo quindi dall’autosufficienza. A quel punto, con i 'compagni di viaggio' come li ha chiamati il ministro dell’Interno, il traguardo dei 316 deputati verrebbe agevolmente raggiunto, visto che, tra Fratelli d’Italia e Forza Italia, il bacino di potenziali alleati è di 62 parlamentari. In questa ipotesi il Pd otterrebbe il suo miglior risultato, passando dagli attuali 114 deputati (con +Europa) a 135. Oltre al boom leghista, l’altra costante delle simulazioni è la debacle M5S che, dalla vetta degli attuali 216 seggi, passerebbe a 122. E questa, tra le tre, è perfino l’ipotesi migliore per il Movimento.

Lo scenario più probabile viene considerato però quello di un patto tra Lega e FdI. L’asse sovranista volerebbe a 358 seggi, maggioranza robusta e omogenea, conquistando anche molti collegi nella parte maggioritaria. Di conseguenza sarebbero più deludenti i risultati del Pd, 122 seggi, e del M5S, 106. In questa ipotesi, FI — fuori dall’alleanza e quindi in corsa solitaria — passerebbe dagli attuali 104 deputati a 30.

L’ultimo scenario è l’alleanza tra Lega, FdI e Forza Italia. Al momento la riedizione della coalizione ''vecchio stile' sembra un’ipotesi remota, ma va anche detto che con questa formula il centrodestra ha vinto nell’ultimo anno e mezzo moltissime elezioni locali. Secondo la proiezione, il patto tra i tre partiti trionferebbe, toccando la quota record di 413 seggi. Annichilite le opposizioni: 115 deputati al centrosinistra (uno in più degli attuali), mentre il Movimento Cinque Stelle precipiterebbe a 88 (da 216)

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