Giovedì, 24 Ottobre 2019
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Il Civico Museo Archeologico di Casteggio e dell’Oltrepò Pavese è una realtà che arricchisce il territorio dal 1974, anno in cui nacque per volontà di un gruppo di appassionati locali e dell’amministrazione comunale, dopo l’importante ritrovamento di due tombe romane in via Torino, a Casteggio. Il museo, così come lo conosciamo oggi, è il frutto dell’ampliamento avvenuto nel 1999 dopo il restauro di Palazzo Certosa. Diviso, in 4 sezioni, raccoglie testimonianza di vita sia marina che terrestre precedente l’insediamento umano in Oltrepò. Non mancano reperti che attestano l’arrivo dei Romani nel III secolo a.C. in Oltrepò e svariate donazioni da parte di collezionisti privati. Anima del museo è oggi Valentina Dezza.

Valentina, ci parla di questa bella realtà?

«Noi siamo un museo riconosciuto da Regione Lombardia dal 2007 e abbiamo un’apertura settimanale, lavoriamo molto con le scuole e facciamo molta didattica. In particolare, in occasione dei 45 anni del museo abbiamo fatto un po’ di eventi. Il più importante fatto finora è stato inaugurare una nuova vetrina nel marzo scorso. Una vetrina che presenta vetri rinascimentali e barocchi, ritrovati in uno scavo a Stradella. Noi comunque siamo ‘Museo archeologico dell’Oltrepò Pavese e non soltanto di Casteggio, quindi c’è una convenzione con la Sovraintendenza Archeologica, secondo la quale tutti i reperti rinvenuti nell’ambito dell’Oltrepò devono essere conservati qui da noi al Museo. Dal punto di vista archeologico il nostro museo è il fulcro della zona oltrepadana, un vero contenitore».

Quali altre attività fate?

«Facciamo anche eventi con visite guidate teatralizzate di vario genere, per adulti e bambini: in questi casi c’è una guida del museo…che di solito sono io…che è affiancata da un attore, che normalmente veste le parti di qualche personaggio storico. Fino ad adesso le abbiamo fatte con un attore che interpretava Annibale, perché si sa che proprio lui è passato di qua, ha dato diciamo un po’ di fastidio a quello che era l’intento dei Romani di conquistare il territorio. Poi fortunatamente si è allontanato e i Romani hanno potuto continuare la loro conquista e hanno fondato effettivamente poi Clastidium».

Altre inaugurazioni fatte?

«Abbiamo inaugurato a maggio un nuovo bronzetto, che è stato esposto in una vetrina di una delle tante sale dedicate all’epoca romana, che è stato ritrovato a Rivanazzano Terme, grazie allo scavo seguito e curato dal Professor Stefano Maggi dell’Università di Pavia, che da un po’ di anni scava in quel paese. Abbiamo poi in mente di fare, prima della fine dell’anno, un convegno, una giornata di studi dedicata al Museo. Probabilmente la declineremo più sulla didattica, visto che noi facciamo molta divulgazione con le scuole: magari cercheremo di coinvolgere altre realtà museali del territorio e non. Molti musei archeologici lavorano con le scuole e quindi inviteremo anche loro, così come lo faremo con l’università di Pavia. Il tutto in collaborazione con Oltreconfine, che è la cooperativa che da circa due anni gestisce qui museo e biblioteca. In realtà l’anima di tutto sono io, perché gestisco in pieno tutto, ma questa associazione mi da’ una grande mano».

Anche la biblioteca, collegata al Museo, svolge un ruolo importante.

«Sì, ha una sua forte attività con la presentazione continua di libri, di autori locali e non. Gli altri anni si faceva la rassegna Oltrefestival. Quest’anno non è stata ancora messa in programma causa elezioni: c’è però l’intenzione entro la fine dell’anno di riproporre l’evento. Le elezioni hanno un pochino fermato tante cose, perché a seconda della giunta vincente poi si decidono i vari programmi culturali. Adesso il sindaco è Lorenzo Vigo, già vicensindaco e assessore alla cultura, quindi credo che sostanzialmente si manterranno gli stessi equilibri di prima e potremo andare avanti con quello che avevamo pensato di fare».

Ci parli del bacino di utenza. Viene gente anche da fuori?

«Sì, anche se noi comunque siamo aperti a tutti. Lavoriamo molto d’inverno con le scuole perché facciamo molta didattica. Inoltre, nell’ottica dell’inclusione museale, che a me piace sempre molto, dall’anno scorso abbiamo iniziato a fare ‘didattica’ anche con gli anziani dell’Rsa Il Poggio, una casa di riposo che si trova vicino al Pistornile. La didattica museale è aperta a tutte le età anagrafiche. Anche con gli anziani, dopo i laboratori, facciamo una merenda tutti insieme: sono davvero belle esperienze. Lavorare non solo con i bambini, ma anche con gli anziani, che sono sempre molto sensibili a queste cose, è per noi motivo di orgoglio».

di Elisa Ajelli

La magia sta tutta nel concetto di “pedalata assistita“, dove il motore elettrico si affianca alle gambe dell’utente invece che sostituirle, aggiungendo la propria propulsione Le bici elettriche sono un’evoluzione del concetto di bicicletta poiché ne estendono le potenzialità ampliano le opportunità a disposizione della persona. La bicicletta elettrica apre nuovi orizzonti di mobilità per quella che è di fatto una nuova categoria di veicolo per gli spostamenti.

A Salice Terme da circa due mesi, ha iniziato la sua attività Oltreebike, che propone noleggio di e-bike e tour sui sentieri dell’Oltrepò che possono soddisfare tutti i livelli di Biker. Roberto Mangiacavalli, Camillo, Marco ed Alberto Brichetti, coloro che hanno avuto l’idea e la stanno mettendo in pratica, ne parlano con entusiasmo. Con Camillo Brichetti abbiamo voluto fare una chiacchierata per meglio capire questa nuova proposta.

Oltreebike. Da cosa è nata l’idea?

«Da una serie di considerazioni: la bicicletta elettrica è di moda e permette rispetto alla classica bicicletta anche a persone poco allenate di fare sport e movimento senza “lasciarci l’anima”, inoltre volevamo iniziare a Salice Terme un’attività nuova che potesse dare un valore aggiunto».

Chi ha avuto l’idea di portare questa attività a Salice Terme?

«L’anima del progetto è sicuramente Roberto Mangiacavalli, grande appassionato di bicicletta nonché esperto conoscitore di ogni singolo centimetro quadrato delle nostre vallate,  poi ci sono io che ho avuto la curiosità di provare una bicicletta elettrica e mi sono appassionato ed infine i miei figli Marco e Alberto che hanno sposato l ‘idea, devo dire  soprattutto Marco che vivendo in California dove esiste un vero e proprio culto per la bicicletta ha creduto fortemente nel progetto».

Nascete come utilizzatori prima e successivamente  avete trasformato l’utilizzo in un servizio per la collettività. Quando ha preso piede l’attività?

«Ufficialmente siamo operativi da  Aprile di quest’anno».

Biciclette elettriche: quante e-bike avete a disposizione?

«In totale abbiamo 10 Mountain Bike e 6 City bike, le prime adatte a chi vuole avventurarsi nei percorsi e tour che organizziamo tra i sentieri dell’Oltrepò, le seconde più adatte per chi vuole un approccio soft con la bicicletta, per un tour rilassante ad esempio sulla greenway. Ci tengo a sottolineare che per il nostro parco E-Bike abbiamo puntato sulla qualità ed affidabilità e abbiamo scelto Thok, leder nel settore delle e-bike, ditta italiana che produce biciclette elettriche anche per la Ducati»

Qual è il valore di una bicicletta elettrica Thok che voi proponete presso il vostro parco e-bike?

«Non solo noleggiamo ma siamo anche rivenditori Thok, diciamo che la più economica, una  mono ammortizzata vale sui 2500 euro fino ad arrivare ai 6300 di una e-bike a marchio Ducati. Quest’ultima la puoi trovare solo da noi o presso una concessionaria Ducati».

Che tipo di clientela avete?

«Per il momento è certamente una clientela locale, quello su cui puntiamo e a cui vorremmo arrivare è l’utente straniero,  soprattutto del nord Europa dove l’utilizzo della bicicletta è molto diffuso ed esiste una vera e propria cultura dell’andare in e-bike».

In che modo un utente arriva a voi?

«Generalmente l’utente interessato alle nostre altre proposte ci contatta telefonicamente ma maggiormente on line attraverso il nostro sito dove prenota il pacchetto che gli è più congeniale, difficilmente arriva in sede il cliente di passaggio che decide al momento, viene tutto programmato in via anticipata».

Che tipo di attività proponete?

«Esistono tante possibilità, intanto è possibile noleggiare una delle nostre e-bike oppure si può portare la propria, è possibile scegliere percorsi  che possono soddisfare tutti i livelli di Biker; dai neofiti, ai cicloturisti, ai pedalatori più “tosti”  in quanto abbiamo la rara fortuna di avere nel nostro territorio più di 1300 km di sentieri mappati, conosciuti e monitorati e con diversi livelli di difficoltà. Tutti i Tour prevedono l´accompagnamento da parte di Guide certificate che conoscono il territorio, oltre alla guida in alcuni tour, è previsto il trasporto con il nostro Shuttle sino al luogo di inizio».

I tour che organizzate sono solo in  Oltrepò?

«Per il momento sì, ma stiamo mettendo a punto altri percorsi con partenza da Salice Terme  e arrivo sulla riviera ligure, con due giorni in barca alla Cinque Terre».

Quanto costa noleggiare una e-bike?

«Dipende, ci sono diverse soluzioni con ampia libertà di scelta: l’affitto può essere a ore, per  mezza giornata, per la giornata intera , per settimane o  per mesi. Il costo va dalle 20 euro al giorno per una city bike ai  70 euro per una Ducati bike. I residenti dei comuni di Rivanazzano e Godiasco hanno il 50% di sconto».

Serve una preparazione minima specifica per affrontare i tour che voi proponete?

«Le posso riportare la mia esperienza personale di non allenato: la prima volta che ho utilizzato una e-bike  ho fatto 40 km di sterrato, con una bicicletta “normale” probabilmente sarei riuscito a malapena a percorrere 5km, inoltre si ha la possibilità di scegliere il grado di assistenza che si vuole ottenere dalla bicicletta, quindi direi che è adatta anche a chi non ha alcuna preparazione».

È stato organizzato un evento importante. Di che cosa si tratta?

«È stato una sorta di raduno per tutti i possessori di una e-bike Thok o per chi voleva provarne una noleggiandola presso la nostra sede. 130 partecipanti che sono arrivati da tutta Italia, che hanno soggiornato a Salice per il week end e che hanno percorso 40 km tra le nostre colline. Era presente anche una guida d’eccezione, Stefano Migliorini, Campione del mondo di MTB».

Con quest’evento Thok 130 persone hanno alloggiato a Salice e visitato l’Oltrepò. La Thok è una delle principali se non la migliore produttrice di biciclette. Questo potrebbe aiutarvi e aiutare l’Oltrepò nel portare turisti anche stranieri?

«Assolutamente sì ed è proprio questo l’intento sia dell’iniziativa che della nostra attività. Il nome Oltreebike non sta solo a significare bike in Oltrepò ma anche e soprattutto oltre alla bike in Oltrepò c’è tanto altro e abbiamo il dovere di farlo conoscere. Questa iniziativa Thok non è fine a se stessa ma un volano per l’intero paese, inoltre tutte le biciclette Thok che andranno all’estero avranno al suo interno un volantino in cui si parla di Salice Terme».

Esistono altre manifestazioni simili all’estero?

«Certo ma in genere fanno solo noleggio noi cerchiamo di fare qualcosa in più  e far conoscere il territorio».

Il ciclista tradizionale, l’amatore come vi vede?

«Il ciclista da strada con la bici da corsa diciamo che non ama particolarmente questo sport,  anche se tante persone che prima andavano in bicicletta o che andavano in moto stanno passando alle e-bike , non dai fastidio a chi sta usando il bosco in un altro modo e non fai rumore».

Qual è la difficoltà maggiore che avete riscontrato in Oltrepò per la vostra attività?

«Tenere in ordine e puliti i sentieri che percorriamo,  abbiamo percorsi invidiabili che non ci sono altrove ma non esiste un ente o un ‘associazione che si preoccupi di tenerli a posto. 1300 km di sentieri sono un patrimonio ma nessuno se ne cura, noi li puliamo ed a nostro rischio».

Avete trovato nelle istituzioni un appoggio per la vostra attività?

«A parte il discorso dei sentieri, devo dire che ad esempio il Comune di Rivanazzano Terme  si è reso particolarmente disponibile, dandoci in gestione le city bike  di sua proprietà  che per motivi tecnici non riuscivano a gestire».

Perché  proprio a Salice Terme, non era più semplice magari trovare un accordo con il Comune di Voghera che possiede già una velostazione e un parco e-bike di 150 biciclette che a detta di molti sono inutilizzate?

«Perché la mia famiglia è di Salice e poi organizzare tour da Voghera implicherebbe problematiche tecniche,  i tempi si allungherebbero maggiormente e Voghera non ha lo stesso appeal di Salice».

Greenway che da Voghera arriva a Salice e che dovrebbe in tempi brevi proseguire fino a Varzi. è utilizzata dai vostri clienti?

«Certamente sia dai nostri clienti sia da noi personalmente, la troviamo un luogo ideale per bambini, per le famiglie o per chi vuole rilassarsi pedalando».

Collaborate con qualche realtà del territorio?

«Collaboriamo con Villa Lomellina  di Montebello della Battaglia, una struttura notevole sia per la bellezza sia per la ricettività , e siamo aperti a collaborare con tutte quelle altre realtà del territorio che come noi vedono nell’e-bike una possibilità di crescita turistica»

Prossimi sviluppi?

«Ampissimi, intanto riuscire a portare una scuola per bambini e per adulti e poi arrivare ad organizzare una manifestazione seria. Mi viene in mente La Castagnata in Toscana che ogni anno conta 2500 iscritti che per un intero week end riempiono i sentieri della zona, ma anche gli hotel portando benefici a tutto l’indotto economico»

  di Silvia Colombini

Percorrendo la Strada Statale tra Voghera e Casei Gerola, ritengo personalmente impossibile non notare quel gigantesco piazzale denso di centinaia di autoveicoli, di ogni target, parcheggiati in bella vista sotto l’egida dei Marchi Ecoprogram, Arval ed Ariel Car. è semplice pensare si tratti di un’immensa concessionaria di automobili... ma dal semplice al semplicistico il passo è breve. Si tratta di molto di più, e ve lo raccontiamo in occasione del 30mo compleanno di questa straordinaria Azienda, direttamente dalle parole dell’Amministratore Delegato, il Dott. Gianluca Barabino.

Come dice il titolo, 30 anni di costante successo, ampliamenti e realizzazioni in vari campi dell’imprenditoria e dei servizi. Ecoprogram nasce nel 1989, quando Gianluca Barabino era impegnato a...

«Studiare (sorride dolcemente). In realtà, mi ero appena laureato in giurisprudenza ed avevo svolto un giorno, ma proprio un giorno di pratica presso lo studio Balossino, in Tortona, dal caro amico Marco... ma ho immediatamente capito che non era quella la mia strada».

Lei è classe...?

«‘63... e pensai di tuffarmi, sull’esempio paterno, nell’imprenditoria. Mio padre Anchelito (Presidente Ecoprogram, n.d.r.), nome particolare ereditato dal fratello della nonna nata in Uruguay, all’epoca aveva un’Azienda che produceva prefabbricati leggeri e seguiva i cantieri in giro per tutto il mondo. Ricordo soprattutto Arabia Saudita, nord-Africa, Sud America, e via dicendo. Io mi laureai nel 1988, veramente, e subito presi un incarico da una società inglese che ricercava in centro-Italia terreni per strutturare un campo da Golf: lavoro bellissimo perchè giravo ricercando appunto questo spazio, e poi volavo a Londra a raccontare cosa avessi trovato! Direi, lavoro-vacanza! Nello stesso periodo, papà cominciò a consigliarmi di occuparmi di manutenzione, di facility, sostenendo che il mondo ne avrebbe sempre avuto più bisogno: intuizione/premonizione azzeccatissima, devo dire! Io, con il mio liceo classico e la laurea in giurisprudenza, non sapevo neanche bene avvitare una lampadina, ma così ho fatto. Ho costituito nell’89 Ecoprogram insieme a mio padre, ed ancora oggi siamo gli unici soci, raccogliendo attorno a noi un po’ di manutentori...».

Mi scusi se la interrompo: papà e figlio unici soci... come sono i rapporti umani e professionali? Discutete, litigate, siete sempre in accordo?

«Beh, certo discutiamo, ma mai fino alla lite vera e propria, comunque. Devo dire che ho avuto la fortuna che mio padre, oltreché mentore sempre entusiasta e mai domo, non è neppure mai stato padre-padrone, ma mi ha sempre dato la possibilità di percorrere tutte le intuizioni che ho avuto, negli anni... Siamo sempre rimasti fianco a fianco».

Ritorniamo alla nascita di Ecoprogram nel 1989...

«Dicevo... con quella prima squadra di dipendenti siamo entrati in sub-appalto  nel consorzio che lavorava per la Linea 3 della Metropolitana milanese, dando il via agli impianti elettrici, idraulici, di condizionamento, etc. Poi seguirono Linate, l’ospedale Fatebenefratelli, il Policlinico di Pavia, gli ospedali genovesi... ed intanto la piccola azienda che avevamo costituito iniziò ad avere i requisiti per poter partecipare da sola alle gare d’appalto pubbliche».

Partendo da che numero di dipendenti ed arrivando ad oggi che sono?

«La prima squadra dell’89 furono 6 o 7 dipendenti. Oggi siamo attorno ai 1.000, ma abbiamo avuto anche punte più alte, ad esempio quando gestivamo l’Inter-porto di Rivalta Scrivia. Le dicevo di quegli inizi... poi passammo a Torino, quando trasformarono il Lingotto da stabilimento a Polo culturale, di eventi ed oltre. Abbiamo iniziato con questo concetto di Global Service, concetto oggi forse addirittura abusato, ma all’epoca siamo stati vicini al pionierismo, in qualche modo. Cioè, essere il fornitore unico della manutenzione completa del building. Nel 1994 entriamo allo Stadio milanese di San Siro, a seguito dell’appalto vinto da un imprenditore milanese, occupandoci dal prato alle luci, dall’idraulica alle pulizie, e tutto ciò che ottimizza il funzionamento dell’impianto. Nel 2000 poi entrarono direttamente Inter e Milan che ci appaltarono direttamente tutta la parte Servizi fino al 2034, compresi Appiano Gentile e Milanello. Ritornando al 1994, è stato l’anno dello switch dal settore pubblico al privato, con forte indirizzo sportivo! Oltre a San Siro prendemmo in carico anche gli Stadi di Genova, Udine, Verona, ed altri, fino ad arrivare anche in Arabia Saudita allo Stadio di Jeddah»

Tutte queste strutture sono ancora in carico ad Ecoprogram?

«Si, compresi gli immobili Pirelli e Mondadori, per uscire dal settore sport. Ed ancora, il curriculum è lungo (sorride), nel 1995 iniziamo la parte di logistica, iniziando con l’Azienda di Trasporti Arcese di Trento, il maggior trasportatore di Fiat, che oltre alla manutenzione dei suoi interporti ci richiede la gestione dei magazzini! è completamente un altro lavoro, ma... perchè no?! Torino, Milano, poi scendiamo a Nola, e pian piano li abbiamo presi tutti. Grazie a lui siamo entrati in Rinascente, e poi Bennet, finché ci accorgemmo che la logistica era diventata un’altra branca gigantesca. A quel tempo arrivammo ad impiegare circa 2.000 lavoratori! E così, circa nel 2002, sempre per la logistica, la Banca BNP Paribas mi richiese un progetto per la sua Arval, Azienda del noleggio a lungo termine, le flotte automobilistiche. Così preparammo un progetto, che piacque, sul ritiro-stockaggio-consegna-approntamento etc. Abbiamo quindi nuovamente declinato in altra maniera il concetto di facility, in questo caso, inserendo nel mondo della logistica il servizio completo, vendita compresa, per la mobilità delle auto, inserendo anche il servizio di call-center e back-office. Nasce così Ariel car, nostra Società che compra e rivende».

Quindi, per non perdermi, mi scusi: tutto ciò è Ecoprogram...

«Abbiamo due mondi Ecoprogram: la parte servizi e la parte flotte. Ci stiamo ora anche occupando di car-sharing, di condivisione delle autovetture: abbiamo una società informatica che si sta occupando di ciò, ed a breve usciremo con una App per smartphone e pc, etc. Ecoprogram Flotte si occupa anche di Officine Mobili, altro grosso impegno che stiamo seguendo. Vogliamo cambiare il mondo del servizio: non andremo più noi in officina per tagliandi, cambio-pneumatici, etc. ma verrà un’officina mobile a casa nostra per tutto ciò che serve, facendo ovviamente anche magazzino, ad esempio, per i pneumatici estivi ed invernali... Ne abbiamo già circa una 50na di officine mobili che girano tutta Italia, cambiando già al momento, se non erro, 17.000 treni di gomme. Al momento la nostra Società Net&Com, che ha in carico tutto ciò, ha un call-center preposto a ciò, ma a brevissimo avvieremo il servizio tramite, appunto, applicazione sul telefonino. Così come il montaggio delle “scatole nere” sulle autovetture che forniamo a costruttori, noleggiatori, ed a tutti quelli che necessitino di questo sevizio».

Ecoprogram ha altre strutture come quella di Casei Gerola, se non erro...

«A Rivalta Scrivia abbiamo un piazzale molto ben attrezzato, più grande ancora di quello di Casei Gerola, dove stockiamo tutte le Peugeot e Citroen che arrivano in Italia, che noi prepariamo e poi inviamo ai concessionari su territorio nazionale. Ed ancora, abbiamo circa una 20na di sedi a livello nazionale: la Sede madre è a Milano, operativa a Casei Gerola, e poi Bologna, Firenze, Roma, Macomer in Sardegna, Alcamo e Palermo in Sicilia, Polignano, Taranto, Napoli, Lanciano, e così via».

Riassumendo quindi brevemente, se possibile, i vari settori operativi...

«I settori, che definirei “mondi”, sono 4: mondo dei servizi/facility, come abbiamo detto  manutenzione etc., mondo-flotte automobilistiche con stock, movimentazione, etc., mondo-digitale con EcoNet e Net&Com per lo sviluppo dei progetti chiamiamoli informatici, e poi c’è un’altra nostra società, Anemotech, che da circa 4 anni produce, vende e distribuisce una cosa molto particolare: un tessuto, che si chiama “The Breath”, inventato da un ingegnere di Eni che ricercava un solvente per il petrolio nell’acqua: ha invece scoperto che i carboni contenuti in “The Breath” disintegrano gli inquinanti derivati dagli idrocarburi! A me è interessata questa ricerca: ci siamo trasferiti all’Università di Ancona e poi al Politecnico di Milano per completare questo processo, dimostrando la funzionalità del prodotto. L’indimenticabile Prof. Veronesi si innamorò della scoperta e ci fece da “padrino”. Basta un piccolo “quadretto” di tessuto per disintegrare fino al 30 per cento gli inquinanti! Lo si può utilizzare sia in interni sia in esterni, come spazi delle maxi-affissioni, per esempio, che già stiamo realizzando. Senza dimenticare la parte immobiliare: abbiamo costruito a Courmayeur, case in Costa Azzurra, avviato ristrutturazioni varie, il Golf di Tassarolo, etc. Questa Società si chiama Bleu Stars, che attualmente non costruisce ma gestisce gli immobili del Gruppo».

Ha in vista novità da inserire?

«Effettivamente sì. Abbiamo fondato una nuova società, che si chiama Wil Power, con la quale abbiamo progettato una particolare caldaia a vapore che con effetto-pirolisi essicca i fanghi, ad esempio dei depuratori, facendo evaporare l’acqua! Si può utilizzare anche in altri modi, ma il focus che abbiamo desiderato è proprio questo: riducendo la massa tramite evaporazione, i costi dello smaltimento-fanghi diminuiscono sensibilmente! Stiamo testando il tutto proprio in questi giorni con l’Università di Pavia e la Società Pavia Acque. Un altro dato importante che voglio segnalare, con orgoglio, è la partecipazione in “Engie program” del colosso francese dell’energia “Engie”, che ci ha richiesto di fondare  una società insieme sul modello della nostra gestione delle facilities. Con un fatturato di 60 miliardi circa annuali, 3 dei quali in Italia, la proposta ricevuta, che due anni fa abbiamo messo in campo, la leggo come un plauso al metodo con il quale da sempre lavoriamo».

di Lele Baiardi

Sul mercato cinese per la prima volta è sorpasso dell'Australia ai danni della Francia: nei primi cinque mesi dell'anno, l'import di vino australiano in Cina supera i 306 milioni di euro, contro i 271 di quello francese.

La quota di mercato dei transalpini scende sotto il 30%, contro il 43% di dieci anni fa, a causa di un calo di quasi il 34% nelle vendite di vini fermi imbottigliati in questa prima parte dell'anno. E' quanto emerge da una analisi Nomisma Wine Monitor che vede sempre "lontana l'Italia, con meno del 7% di quota all'import penalizzata da una riduzione degli acquisti da parte dei cinesi di quasi il 13% a valore (e -6% a volume) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente". Continua anche nel 2019, precisa il responsabile Nomisma Wine Monitor Denis Pantini, la riduzione dell'import di vino in Cina che già l'anno scorso aveva fatto segnare un -2% a valore a fronte di un -8% a volume. Nei primi cinque mesi di quest'anno, il calo è ancora più significativo: -14% se misurato in euro, -18% nelle quantità. Ma la diminuzione non riguarda tutti i vini. Se risulta pesante per i francesi (-31,5% a valori), gli spagnoli (-16,9%) e gli italiani (-12,5%), lo stesso non può dirsi per australiani e cileni che all'opposto crescono rispettivamente del 4,8% e 8,4%. Il calo nell'import cinese di vini francesi ha riguardato, precisa ancora, i vini fermi imbottigliati - che rappresentano a volume il 95% del totale - diminuiti a valore di quasi il 34%, mentre ha risparmiato gli spumanti (principalmente Champagne) che all'opposto sono cresciuti di oltre il 24%. La stessa cosa, nel suo piccolo, ha riguardato l'Italia: mentre si sono ridotti gli acquisti a valore del 15% di vini fermi, quelli relativi agli spumanti hanno fatto registrare un +5%. "Il prezzo gioca un ruolo fondamentale - conclude Pantini - negli acquisti dei vini da parte dei cinesi e gli accordi di libero scambio di cui godono australiani e cileni (che permette loro di entrare in Cina a dazio zero) li favoriscono rispetto ai competitor, anche nei confronti dei più blasonati francesi che fino a qualche anno fa sembravano immuni da queste logiche concorrenziali", e osserva inoltre "è invece fuori di dubbio come l'Australia abbia deciso di investire pesantemente sul mercato cinese, tanto da farlo diventare il primo mercato di sbocco dei propri vini. Oggi il 40% dei ricavi derivanti dalle vendite oltre frontiera dei vini fermi imbottigliati australiani deriva proprio dalla Cina quando dieci anni fa tale incidenza non arrivava al 4%".

 Il Centro Funzionale Monitaraggio Rischi Naturali della Regione Lombardia ha emesso comunicazione di codice giallo per rischio Idrogeologico, Idraulico, Temporali Forti e Vento forte

Martedì 09/07, con l'avvicinamento di una debole area di bassa pressione dalla penisola Iberica favorirà un peggioramento, probabile, su tutto l’Oltrepò Pavese.  Nel corso del pomeriggio graduale peggioramento con piogge e temporali in arrivo da sudovest, tendenti a interessare tutta la pianura e la fascia Prealpina; in questa fase i temporali forti saranno più probabili sulla fascia di pianura centro orientale e Oltrepò pavese, dove saranno possibili locali precipitazioni abbondanti. Dalla tarda serata è atteso una rapido miglioramento con residui fenomeni confinati ai rilievi prealpini orientali ed alla bassa pianura.

Mercoledì 10/07, allontanamento verso sud-est della struttura depressionaria: sulla Lombardia rotazione da nord-ovest del flusso in quota con tendenza a  maggiore stabilità atmosferica e bassa probabilità di precipitazioni. Nelle prime 12 ore del giorno, tuttavia, restano possibili residue piogge o temporali sulla bassa pianura, Appennino Pavese e fascia prealpina, in rapida attenuazione

Una messa in programma venerdì nella chiesa di Pieve Porto Morone (Pavia) "per Carola Rackete e tutte le donne di coraggio che mettono la Legge di Dio prima della legge degli uomini". A fissare la celebrazione è stato il sacerdote che guida questa parrocchia della diocesi di Pavia, don Roberto Beretta, 43 anni, con una scelta criticata da Gian Marco Centinaio, ministro pavese della Lega, che l'ha definita una "pagliacciata".
    "Siamo in un paese libero - ha scritto Centinaio - quindi accetto (ma non condivido) la scelta di un prete della mia provincia di celebrare una messa per Carola...proprio perché siamo in un paese libero mi permetto di consigliare al prete di pensare un pochino di più ai propri parrocchiani anziché fare queste pagliacciate".
    "Sono più che convinto della mia decisione - ha replicato Don Roberto - non penso che per un sacerdote debbano esserci dubbi sul fatto che la Legge di Dio viene prima della legge degli uomini, soprattutto se si tratta di salvare delle persone.

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