Venerdì, 21 Febbraio 2020
Giovedì, 25 Luglio 2019

Mercato in piazza della Torre sì o no? Può portare benefici spostare i banchetti che da tanti anni ormai non sono più presenti in piazza Vittorio Veneto? Lo spostamento del mercato da piazza Trieste alla parte alta della città, è uno dei temi caldi per il commercio di Stradella. L’idea è parte del programma dell’amministrazione comunale appena eletta e fa discutere i commercianti stessi in primis, divisi tra quelli che per ragioni di opportunità preferirebbero mantenerlo dov’è e quelli della parte alta che invece si augurano che l’iniziativa venga attuata al più presto.

L’amministrazione, che per voce dell’assessore al commercio Andrea Frustagli ha fatto sapere che il progetto è sì in programma ma ancora lungi dall’essere attuato. E non si sa in quale formula: ovvero, se il mercato sarà spostato interamente ai piedi della Torre Civica, oppure se sarà per così dire scorporato e diviso in due, con una parte destinata a rimanere dov’è e l’altra a traslocare. Nel frattempo abbiamo sentito alcuni commercianti con esercizi collocati nelle zone interessate.

Il Bar Garibaldi si trova in piazza Trieste, dove oggi si tiene il mercato. Caterina D’Urso, la titolare, non dice no a priori allo spostamento, ma invita alla prudenza. «Come tutte le cose vanno provate e dopo si tirano le somme. Bisogna trovare banchi disposti a spostarsi (e non tutti lo sono per una questione di ‘abitudinarietà’ della clientela) e le persone devono metabolizzare la novità con il tempo.

Credo che i banchi in piazza alta avrebbero sicuramente maggiore difficoltà a lavorare. Sui giovamenti alle vie di collegamento, probabilmente Via XXV aprile ne avrebbe un minimo. Su via Trento sono dubbiosa, andrebbe valorizzata con eventi ad hoc, anche perché la parte alta ha numerose vetrine sfitte e non incentiva quindi il passaggio. Il mercato storicamente è sempre stato in Piazza Trieste.

Forse bisognerebbe creare qualcosa di alternativo, un altro tipo di appuntamento fisso in piazza della Torre per catalizzare le persone, ad esempio un mercatino dell’antiquariato nei sabati in cui non si fa nel viale alberato e nei giardini o di altro tipo. Sul ‘dividere’ il mercato non sono così convinta, ma si vedrà. Non dico no a priori».

Chi lavora nella parte alta della città, come Erald Danaj del Bar Teatro, vede invece l’iniziativa di buon occhio, con l’auspicio che lo “sdoppiamento” del mercato si verifichi, in modo da avere un evento che, “spalmato” in due luoghi strategici del paese, possa dare  maggiore visibilità alle attività che si trovano nel passaggio. «Secondo me può essere una cosa giusta - spiega Danj - Non so a livello tecnico, con parcheggi e cose simili, come possa essere e se possano sorgere problemi. Ma per quanto riguarda l’aspetto di impatto è sicuramente positivo, perché darebbe alle persone la possibilità di passare per tutta Stradella e di fare un giro completo della città. Poi, fare il mercato dove c’è la Torre, simbolo della città, mi sembrerebbe davvero la cosa più giusta da fare, ma indipendentemente da questo andrà verificata la fattibilità della cosa: magari non sarà semplice da realizzare, ma avere il mercato esteso su tutta la città sarebbe proprio bello».

Anche per Federica Barbieri, del negozio di abbigliamento La Femme Boutique, l’idea del mercato doppio sarebbe vincente. La sua attività si trova su via XXV aprile, e ricorda come i suoi colleghi che in passato avevano sperimentato il mercato “sdoppiato” ne avessero avuto beneficio.

«Io non ho avuto il piacere di avere il negozio negli anni in cui il mercato era diviso in due parti. I miei colleghi però sono anni che insistono sul fatto che prima c’era più passaggio. In effetti per come si presenta il nostro paese, anche secondo me la divisione dovrebbe portare una distribuzione più omogenea della gente creando un percorso obbligato nelle due vie “commerciali”. Penso che ne valga la pena fare un tentativo».

Giulio Magrassi del Caffè Angelini, che dà su piazza Vittorio Veneto, ha sperimentato sulla sua pelle il danno di non avere più il mercato vicino e si augura un suo pronto ritorno, auspicando anche un ampliamento.

«Qui da un giorno all’altro hanno tolto il mercato e la fermata delle corriere - spiega - e il danno economico è stato elevato: si pensi al fatto che il martedì, giorno di mercato, facevamo 200 caffè in più. Poi qui c’è il centro storico, dovrebbero esserci più eventi, anche il mercatino dell’antiquariato per esempio. Bisogna innovare le manifestazioni, anche il caffè concerto che ha ovviamente esigenze diverso rispetto a quando è nato.

Tornando al mercato, dirò di più: oltre a riportarlo dovrebbero anche ampliarlo».

  di Elisa Ajelli

Anche per l’anno scolastico 2019-2020 il Comune di Voghera attiverà il servizio di pre e post scuola per le scuole d’Infanzia e Primarie che viene gestito dalla Fondazione Adolescere dal 2016. Per l’anno scolastico 2018/19 il servizio ha visto nel complesso una partecipazione di 292 bambini con un aumento del 15% rispetto all’anno scolastico precedente (254). Il pre e post scuola riguarda gli istituti compresivi di “Via Marsala” e di “Via Dante” per un totale di 12 plessi, con una durata di nove mesi a partire dal 13 settembre 2018 al 7 giugno 2019 per le Primarie, e al 29 giugno per la scuola di Infanzia. I plessi interessati sono l’I.C. Via Dante (Primaria Dante, Infanzia Dante, Primaria Provenzal, Infanzia Provenzal, Infanzia Gobetti, Primaria San Vittore, Infanzia Valle) e l’Ic Via Marsala (Primaria Leonardo, Primaria De Amicis, Infanzia C. Marx, Infanzia Pontevecchio, Infanzia Palli, Infanzia Torremenapace).

Tale servizio vede impegnati operatori educativi qualificati che ne garantiscono la regolarità e la continuità. A fronte del numero di iscrizioni pervenute gli operatori impiegati nei vari plessi sono tredici con una compresenza educativa nelle sedi con un numero maggiore di adesioni (Dante, Leonardo).

«Esprimo grande soddisfazione e confermo il massimo impegno, congiuntamente ai dirigenti con cui la collaborazione è fortissima, per garantire il miglior funzionamento dei servizi per la scuola che sono sotto costante monitoraggio. In risposta alle richieste dei dirigenti scolastici degli istituti Comprensivi del Comune Di Voghera il servizio di pre e post scuola sarà riattivato per l’anno scolastico 2019 2020. Le iscrizioni saranno aperte presso la Fondazione Adolescere a partire dal 2 settembre. Il servizio sarà attivo dal 16 settembre per la scuola dell’infanzia e dal 23 settembre per la Primaria», commenta l’assessore Marina Azzaretti.

Il servizio prevede attività diverse e differenziate: in particolare si propone di dare valore all’accoglienza e all’accompagnamento del bambino nella fase di avvio della giornata, mentre alla chiusura delle attività scolastiche si privilegiano iniziative di gioco e movimento. L’obiettivo è offrire ai bambini e alle bambine attività ludiche che favoriscano i rapporti interpersonali e di gruppo. Il servizio richiede, accanto all’impegno e al dinamismo degli operatori, che ci sia un continuo ed efficace raccordo di comunicazione con genitori ed insegnanti affinché i bambini possano vivere attivamente e serenamente i tempi e gli spazi del “Pre e Post Scuola”.

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Mercoledì scorso, con atto notarile, Asm Voghera S.p.A. ha formalizzato la cessione della Società Fabbrica Energia Srl alla Società Engie Servizi Spa di Roma, che ha formulato la miglior offerta nell’ambito della gara indetta per l’alienazione della medesima.

La Società è stata ceduta al prezzo di 717 mila euro: Asm Voghera S.p.A., titolare del 50% delle quote societarie, ha incassato 358 mila e 500 euro, con un impatto positivo a conto economico superiore ai 300 mila euro.

La dismissione della società Fabbrica Energia, che era stata creata da Asm  insieme ad ASTA Spa, Società del Gruppo Gavio di Tortona per operare nel settore del fotovoltaico, rientra nel piano di razionalizzazione e taglio delle partecipazioni azionarie considerate non strategiche, per adeguarsi alla legge Madia di riforma della pubblica amministrazione.

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Pane, pasta e riso, ma anche lattuga, radicchio, cipolla e uova bollite, latte fresco o caldo e frutta dolce come albicocche, pesche e nettarine. E' a tavola che si può sconfiggere l'afa notturna di questi giorni che tiene svegli 12 milioni di italiani. Lo afferma la Coldiretti, in relazione all'ondata di caldo torrido che sta stringendo d'assedio l'Italia con le principali città prigioniere di vere e proprie bolle di calore. 

A fronte di una situazione termica estrema, sottolinea la Coldiretti, le condizioni per garantire un buon riposo dipendono molto anche dai comportamenti durante il giorno a partire da un' alimentazione corretta. Disco verde a cibi come pane, pasta e riso, ma anche lattuga, radicchio, cipolla, aglio e formaggi freschi, uova bollite, latte fresco o caldo e frutta dolce come albicocche, pesche e nettarine. Sono invece da evitare gli alimenti conditi con molto pepe e sale, ma anche con curry e paprika, come anche salatini, minestre con dado da cucina, tutti nemici del riposo. 

Attenzione anche a caffè e superalcolici che spesso accompagnano le serate in compagnia nei luoghi di vacanza. Difficile, infine, addormentarsi a digiuno o comunque non sazi, ma anche nei casi di eccessi alimentari, in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti. 

Un'azienda piemontese, Bisio Progetti, vince la causa contro la Nestlè e potrà produrre le sue capsule per caffè compatibili con il sistema Dolce Gusto, quelle della grande multinazionale svizzera. Lo hanno deciso i giudici del Tribunale di Milano, che hanno così chiuso una vicenda che si trascinava dal dicembre del 2016. Al centro della contesa c'era un noto tipo di capsule, le Dolce Gusto, un mercato che in Europa vale qualcosa come 5 miliardi di pezzi all'anno.

La Bisio Progetti fa parte del gruppo industriale Guala e si occupa di stampaggio ad iniezione di materie plastiche in ambito farmaceutico, medicale cosmetico e alimentare. In quest'ultimo ambito ha sviluppato una specifica competenza nella ricerca e sviluppo, progettazione e produzione di capsule per caffè e bevande solubili. Bisio Progetti ha chiuso il 2018 con un giro d'affari di 59 milioni di euro ed ha 200 dipendenti circa. Presidente è Stefano Guala e amministratore delegato Luigi Bisio.

Tre anni fa l'azienda si rivolge al Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in Materia di Impresa, per "instaurare", come si dice in linguaggio giuridico, una causa nei confronti della Nestlè. "Si tratta - spiegano i legali della Bisio, gli avvocati Alberto Camusso e Chiara De Cesero, dello studio Jacobacci e Associati di Torino - di un'azione di accertamento negativo della contraffazione dei brevetti. E' uno strumento utile ed efficace per le imprese che vogliono superare situazioni di incertezza circa la legittimità dei loro prodotti, in modo da poter pianificare correttamente la produzione ed evitare a se stesse ed ai propri clienti contestazioni future e possibili attacchi giudiziari".

I legali chiedono che i giudici si pronuncino sul fatto che le capsule per caffè e bevande solubili prodotte e commercializzate da Bisio Progetti, compatibili con il sistema Dolce Gusto di Nestlé, non costituiscono una contraffazione dei brevetti di Nestlé sulle capsule Dolce Gusto. La Nestlè è di parere contrario e ne nasce un lungo ed acceso dibattito giudiziale. Il Tribunale stabilisce che sia fatta una approfondita analisi tecnica, affidandola a un collegio di tre consulenti nominati dal Giudice Alima Zana.

Il 14 gennaio scorso viene emessa l'ordinanza: il Tribunale accoglie integralmente la tesi di Bisio Progetti ed accerta che le sue capsule non violano i brevetti Nestlé. La Nestlé non si arrende e appella l'ordinanza di primo grado. Ma anche questa volta perde. Il 12 luglio 2019, il collegio di Giudici del Tribunale di Milano rigetta il reclamo della multinazionale, confermando integralmente l'ordinanza cautelare del gennaio 2019 e quindi ribadendo che le capsule Bisio attualmente in commercio non violano i brevetti Nestlé, la quale è anche condannata al pagamento delle spese processuali. Decisione definitiva perché l'ordinanza di reclamo non è impugnabile.

Lunedì 25 luglio, ore 21,15, in piazzetta Cagnoni a Godiasco La Parrocchia del Blues ospita una cantante dalla voce potente, di grande immagine e dalla prorompente simpatia, con la sua band.

Il concerto è inserito nel programma dell'Ultrapadum Festival 2019.

JANE JERESA è una cantante e autrice afro-italiana con una voce eclettica, potente e calda, che sta emergendo con grande impatto sulla scena Italiana della musica Soul,Blues, Funk e Afro-Jazz.

Il suo cantato (emozionato ed emozionante) e la sua fisicità (energica e sensuale) sono il vettore di una comunicazione semplice e viva, pura e generosa.

Nonostante la sua giovane formazione, Jane vanta già un serio e nutritissimo percorso live anche in alcuni significativi palco scenici dedicati alla musica afroamericana in Italia e in Europa.

Jane presenterà anche alcuni brani del suo primo album da solista  e dopo i due album già pubblicati con la sua originaria band, Jane J's Clan.

Voce: Jane Jeresa;                                       

Chitarra: Stefano Sarchi;

Basso: Victor Fiorilli;

Batteria: Massimiliano Pieri.

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