Martedì, 25 Giugno 2019
Articoli filtrati per data: Martedì, 04 Giugno 2019

Non dà motivi di sorriso la situazione legata alla povertà a Voghera. «I numeri relativi agli accessi alla Caritas non calano dal 2016» spiega Alessia Cacocciola. «I nostri dati sono riferiti al 2017 perché quelli relativi all’anno appena trascorso sono in elaborazione proprio in queste settimane, ma non sono confortanti».

Eccoli questi numeri: PACCO ALIMENTARE: ne usufruiscono 300 famiglie all’anno in carico ai gruppi parrocchiali.

RICERCA LAVORO: le domande sono circa 100 per lavoro come badante (24/24 oppure a ore) di cui 80% donne straniere. Solo 20 domande di lavoro consegnate dagli uomini.


ASILI NOTTURNI: circa 97 utenti transitano almeno 1 volta all’anno presso l’Asilo notturno per non residenti Zanaboni, di cui 22 donne (sia italiane che straniere) e 75 uomini (sia italiani che stranieri).

Ci sono importanti progetti anche legati al carcere: «Durante l’anno vi accediamo 2 volte alla settimana dove abbiamo dal 2012 uno sportello di ascolto per detenuti. Mediamente in un anno seguiamo circa 30 detenuti anche grazie ad alcuni progetti finanziati dalla Regione Lombardia di housing sociale e inserimento lavorativo per ex detenuti» spiega sempre Cacocciola, che si occupa anche della gestione della Casa della Carità, altra struttura di accoglienza nell’orbita Caritas: «Vi abitano circa 10 uomini (in stanza o appartamento singolo a pagamento), 10 uomini al dormitorio per residenti e 2 donne nel dormitorio per residenti (accoglienza gratuita e solo per la notte).  Si tratta per lo più di persone fragili, reduci da sfratti, da storie famigliari complesse o persone anziane sole e con invalidità».

Sta per aprire i battenti a Voghera il nuovo Emporio Solidale della Caritas diocesana, struttura che rifornirà di generi alimentari e prodotti per l’igiene le famiglie più bisognose. Nella fase di avviamento del progetto afferirà al servizio una trentina di nuclei con Isee inferiore ai 5mila euro annui. La struttura è stata ricavata dal seminterrato che ospitava le suore sacramentine, all’angolo tra via Zanardi e via Del Popolo. «Si tratta di un nuovo passo per garantire una distribuzione alimentare più equa e dignitosa anche a Voghera» spiega Alessia Cacocciola, operatrice della Caritas Diocesana di Tortona e responsabile del Centro d’ascolto Caritas di Voghera e lavoro presso la Casa della Carità.

Da dove nasce l’esigenza di un emporio della solidarietà? La rete di distribuzione Caritas non era più sufficiente?

«Diciamo che il sistema di distribuzione non era più adeguato al bisogno e l’avvio del nuovo Emporio Solidale a Voghera persegue 3 obiettivi in particolare: miglioramento della distribuzione alimentare per renderla equa e paritaria, lotta allo spreco alimentare mediante il recupero della merce invenduta da supermercati, agricoltori, negozianti, o altre attività commerciali che vogliano devolvere l’invenduto. In soldoni l’obiettivo è dare più dignità alla carità promuovendo uno stile di aiuto alimentare più consapevole e rispettoso, che archivia il vecchio modello “prendo tutto ciò che mi danno” per cedere il passo al modello più ambizioso “prendo ciò che realmente mi serve”».

Caritas già effettua una distribuzione del “pacco alimentare” dal 2008, In che cosa consiste?

«Nell’erogazione gratuita di una borsa di alimenti 2 volte al mese a tutte quelle famiglie vogheresi (o dei comuni limitrofi) che presentano un modello Isee inferiore ai € 5.000,00 (nell’ultimo anno abbassato sotto ai 3000€). Mediamente si tratta di 300 famiglie all’anno. Il tesseramento viene effettuato presso gli uffici Caritas di Via Carlo Emanuele III: i tesserini hanno validità annuale. La distribuzione è interamente affidata ai Gruppi Caritativi delle Parrocchie della città (Duomo, Pombio, Medassino, Don Orione, S. Rocco, Frati), mentre alla Croce Rossa vengono assegnati gli abitanti dei Comuni limitrofi».

Il nuovo Emporio invece come funzionerà?

«Chi fa la spesa qui non paga con soldi ma con punti: ad ogni nucleo viene assegnato un punteggio in base alle esigenze famigliari, al numero dei componenti, al livello dell’Isee. Il monte punti va estinto e rinnovato ogni mese, occasione di incontro tra la famiglia beneficiaria e l’operatore incaricato di ascoltare e orientare la famiglia verso il reinserimento sociale e lavorativo, oltre che ad una verifica del corretto utilizzo della tessera e della sostenibilità della spesa fatta.

Per quanto dura questo aiuto?

«Il percorso varia da 6 mesi ad un anno, non è per sempre e la sua forza sta in questo: spezzare la cronicità degli aiuti, rendere i beneficiari più autonomi e responsabili delle proprie scelte, promuovere una maggiore dignità nell’aiuto alimentare».

Ci sono restrizioni particolari per la fruizione del servizio?

«Le famiglie potranno entrare solo munite di tessera e con la frequenza desiderata, fino ad esaurimento punti. A quel punto dovranno aspettare il rinnovo successivo senza potervi accedere prima. Non sappiamo ancora quanti giorni alla settimana sarà aperto, ma ipotizziamo 2 o 3 aperture infrasettimanali».

Avete già una stima della vostra utenza?

«Inizieremo con una trentina di famiglie, attingendo da quelle che vanno presso i gruppi parrocchiali a ritirare il pacco alimentare, ma che hanno un Isee compreso fra i 3000 € e i 5000 € (la fascia più alta). Anche perchè il resto delle famiglie in carico ai gruppi parrocchiali (isee da 0 a 3000€) continueranno a ricevere il pacco alimentare. Infatti, l’Emporio solidale non sostituirà il vecchio sistema di distribuzione, ma lo affiancherà e chi andrà all’Emporio non andrà più in Parrocchia».

Che tipo di merci sarà possibile trovarvi?

«Generi alimentari, igiene, prodotti per la casa».

Quando aprirà i battenti la struttura e da chi sarà gestita?

«Non lo sappiamo ancora, ma sono già stati montati gli scaffali che ha donato Gulliver. Mancano ancora un po’ di attrezzature e occorre ancora mettere a punto l’organizzazione del magazzino e delle fornitura. Sono ora in corso tutte le convenzioni con la Grande e la piccola distribuzione e la formazione dei volontari».

Chi si occuperà dell’emporio?

«L’Emporio sarà gestito dalla Agape Cooperativa Sociale Onlus, dalla Caritas diocesana e da una squadra di volontari. Vi lavoreranno concretamente un paio di persone che si dedicheranno all’amministrazione e alla logistica».

di Christian Draghi

Non esiste piacere migliore nella vita di quello di superare le difficoltà, passare dal gradino di un quasi successo a quello superiore, formulare nuovi desideri e vederli realizzati. è stato così per Domenico Mombelli e Marco Leoncini, che sabato 4 maggio sono saliti sul terzo gradino del podio assoluto al Rally Medio Adriatico, valido per il Trofeo Tradizione Terra 2019, a conclusione di una gara entusiasmante e molto combattuta che cancella ampiamente la delusione patita al Rally Valtiberina dello scorso mese di marzo, in cui furono costretti al ritiro per problemi alla frizione quando, in piena rimonta, erano giunti ad occupare la quinta posizione assoluta. Al Rally dell’Adriatico invece, a bordo di una vettura perfetta, la Ford Escort MK1 curata dalla CVM di Marco Vecchi, l’equipaggio varzese é stato artefice di una prestazione superlativa in cui, oltre alla spettacolarità della guida, ha saputo profondere carattere e capacità di gestione di gara. Neofiti in materia rispetto alla concorrenza (oltre 150 rally per Ormezzano con 13 vittorie assolute tra moderne e storico tra cui il 4 Regioni del 1986; più di 30 rally all’attivo, per Guggiari e 1 vittoria e altrettanti per  Muccioli; tanti per Mauro Sipsz che con la 037 già aveva corso nel 1985 e 1986 prima di ripresentarsi all’inizio di questa stagione. Tanto per citarne alcuni), Mombelli-Leoncini, nonostante i pochi rally all’attivo (7) hanno dimostrato una maturità agonistica eccezionale, attraverso la quale hanno saputo coniugare l’aspetto divertente/spettacolare a quello agonistico traendone grandi soddisfazioni. Rifacendoci ad una frase di  Samuel J. Johnson, poeta, saggista, biografo britannico del 1700: “Coloro che si accingono a qualche lodevole impresa vedono le loro fatiche prima sostenute della speranza, poi ricompensate dalla gioia”. Così é  stato per Domenico e Marco.

Venendo alla cronaca, la gara marchigiana é iniziata bene per Domenico Mombelli e Marco Leoncini  infatti, al termine del primo degli 8 impegni cronometrici in programma, i portacolori di Paviarally, al via con la Ford Escort MK1 Gruppo 2, sono andati ad occupare la terza posizione assoluta. In vetta alla graduatoria si  collocano in quel frangente i lariani Guggiari-Sordelli con la più recente Ford Escort MK2 (i due manterranno il comando fin sotto la bandiera a scacchi), i quali precedono i sammarinesi Muccioli-De Marini (Bmw 320) di 11”7. L’equipaggio pavese pagando un gap di 18”6 dai leader, precedono di 2”6 il biellese Federico Ormezzano con Torricelli sulla Chysler Sumbeam Lotus in quarta posizione. Mentre   chiudono al 10° posto con un ritardo di 1’16”, Mauro Sipsz e Monica Bregoli con la Lancia 037. Sulla PS2, dopo un inizio in sordina, Sipsz e Ormezzano vanno a caccia di una posizione consona al loro blasone e a quello delle loro vetture. Sipsz con la 037 vince la prova con 1”4 su Guggiari che mantiene il comando. Muccioli fa segnare il terzo tempo, Ormezzano il quarto, utile a recuperare una posizione nell’assoluta ai danni di Monbelli-Leoncini, autori dei quinto tempo. A quel momento la generale vede nell’ordine: Guggiari, Muccioli, Ormezzano, Mombelli, Pierucci e Sipsz in rimonta. Ma i portacolori di Paviarally non ci stanno. Sulla terza PS, fanno segnare il 4° tempo preceduti da Giggiari, Sipsz e Muccioli, ma davanti a Ormezzano che lo superano in classifica di 11”5. Ormezzano recupera 7” a Monbelli sulla prova successiva avvicinandosi al pilota di Varzi nell’assoluta. Perfettamente a loro agio sulle prove lunghe, é a questo punto che nel secondo giro di prove, incitati dal pubblico che affascinato dalle loro “evoluzioni” li elegge loro beniamini, Mombelli-Leoncini si scatenano facendo registrare il terzo tempo assoluto nelle ultime tre prove speciali alle spalle dei contendenti alla vittoria Guggiari e Sipsz, mettendo in atto una bella escalation con la quale distanziano, Ormezzano che contende loro la terza piazza di 11”3 sulla terzultima PS, margine che portano a 20”8 sulla penultima speciale per finire con un vantaggio di 32”7 conquistando il bronzo nella terza prova del “Tradizione Terra”, davanti al “Tramezzino”  nazionale, quarto al traguardo, ma primo a complimentarsi con loro.  Oltre al terzo posto assoluto, Mombelli e Leoncini rientrano dalle Marche con la vittoria di Raggruppamento, di Gruppo e di Classe. Ora i loro fan sperano di vedere i due in gara a dare spettacolo al prossimo rally 4 Regioni.

di Piero Ventura

Lo scorso marzo ha compiuto 30 anni. Si chiama Gerald ma tutti, nel villaggio di Archers Post, in Kenya, lo chiamano "Mario" il 'mzungu', che in swahili significa 'persona di carnagione chiara/europea'.

Una vita in silenzio, con un segreto tanto pesante quanto difficile da rivelare. Un'infanzia a combattere contro il suo aspetto fisico, contro quei lineamenti che di africano non hanno un granché, nulla di simile rispetto ai suoi coetanei e a tutti gli altri nel villaggio. Una vita a sopportare le dicerie e gli sfottò dei ragazzini, di chi diceva che lui fosse "il figlio del prete". Poi l'ammissione, la presa di coscienza e la liberazione.

"Sì, sono figlio di un missionario italiano", ammette Gerald che, dopo 30 anni, ha deciso di rompere il silenzio. Il presunto padre, il "Mario" con cui veniva chiamato da piccolo, l'ha trovato grazie alla collaborazione dell'associazione Coping International, che da anni si batte per il riconoscimento dei figli dei preti nel mondo. E' un missionario della Consolata, da anni in Kenya, che sostiene di non sapere nulla di quel ragazzo ed esclude di esserne il padre.

"Mi sono sempre impegnato a fare chiarezza ma in coscienza mi ha sempre detto di non saperne nulla - le parole del superiore generale dei Missionari della Consolata, padre Stefano Camerlengo -. Oggi ha 84 anni e sottoporlo al test del Dna mi sembra un'opzione assurda. Posso però dire che alla fine il confratello, dopo una serie di incontri, aveva anche deciso di farlo pur di fare chiarezza, ma l'associazione ha presentato denuncia al Vaticano. E' stato irrispettoso nei miei confronti e una mancanza di fiducia. Dunque, da oggi in poi, risponderò solo alla Santa Sede".

Secondo quanto riferito da Coping International, infatti, il Vaticano avrebbe "aperto un'inchiesta" sul caso, in quanto potrebbero sussistere anche gli estremi di una violenza sessuale (la madre del ragazzo aveva 16 anni al momento del parto, ndr). Uno spiraglio potrebbe aprirsi - spiega padre Stefano - "qualora ci fosse la possibilità di tornare indietro nella denuncia trovando un accordo tra le parti".

"Il solo suggerimento di ritirare un rapporto di un presunto crimine - replica Vincent Doyle, fondatore di Coping International - o pensare che questa possa essere una possibilità mostra un atteggiamento non in linea con la 'tolleranza zero' contro gli abusi sui minori".

"Sin dalla mia infanzia sapevo che la persona con cui era sposata mia mamma non era veramente mio padre e che mio padre era un prete chiamato Mario - racconta Gerald all'ANSA -. La mia vita è stata sempre molto dura. Sono cresciuto sentendomi nella famiglia sbagliata; spesso piangevo e mi azzuffavo a scuola e nel villaggio. Mi vergognavo per essere diverso da tutti gli altri bambini".

Il suo appello è rivolto a papa Francesco. "Vorrei parlargli - dice -, lui dovrebbe avere il bisogno di sapere la realtà di essere il figlio di un prete cattolico. Il trauma, la rabbia, il dolore che molti di noi figli di preti attraversiamo. Non ho scelto di venire al mondo in questo modo e quindi è molto imprudente ed egoista per la Chiesa non riconoscere che noi esistiamo veramente e abbiamo diritti e dignità come chiunque altro". Oggi Gerald è convinto di essere il figlio del missionario e vorrebbe riconosciuti "i diritti e l'identità da italiano. Vorrei poter richiedere la mia cittadinanza".

Da qualche mese, però, l'ordine dei Missionari della Consolata ha interrotto il pagamento della sua retta universitaria, come succedeva da anni, ed è costretto a stare a casa, lontano dai banchi. "Lo aiutavamo come facevamo con tanti altri ragazzi in quanto ex seminarista - spiega padre Stefano - e non perché pensavamo potesse essere figlio di un nostro missionario. Non abbiamo mai rifiutato una collaborazione".

Oggi Gerald ha aperto una propria pagina su GoFundMe per raccogliere fondi per i propri studi. "Spero qualcuno possa aiutarmi", il suo appello, con la speranza un giorno di poter abbracciare "Mario" e poterlo chiamarlo 'papà'.

Sono 1.252.148 le domande per il reddito di cittadinanza presentate all'Inps al 30 maggio. Ad essere già state lavorate oltre 960mila, su un totale di poco più di un milione e 60mila presentate a marzo ed aprile, di cui 674mila sono state accolte, 277mila respinte e 9mila in evidenza per ulteriore attività istruttoria. Il tasso di rifiuto dunque è attualmente al 26%. E' quanto comunica l'Inps, annotando come l’importo medio del Reddito sia di 540 euro mentre ammonta mediamente a 210 euro mese l’importo medio delle pensioni di cittadinanza finora liquidate.

L'Inps ricorda, inoltre, che le domande sono lavorate entro il giorno 15 del mese successivo a quello della presentazione e che, a partire da tale data, Inps invia le disposizioni di pagamento a Poste, che provvede a ricaricare le carte. E precisa che sono indicate con 03-2019 tutte le domande presentate a marzo anche se poi trasmesse all'Inps nei mesi successivi, qualora la trasmissione dagli intermediari ad Inps entro i dieci giorni lavorativi dalla presentazione della domanda sia stata impedita da problemi tecnici documentati.

In massima parte, conclude la nota Inps, risultano ancora da elaborare le domande in attesa della trasmissione dei modelli Rdc Com previsti sulla base delle dichiarazioni presentate in domanda.

Tutti la temono, nessuno prova a invocarla. Eppure, se  Di Maio e Salvini non riusciranno a rispettare l'ultimatum lanciato ieri da Conte (che messo sul tavolo le proprie dimissioni qualora i due vice dovessero continuare con le provocazioni) il fantasma della crisi diventerebbe reale e il rischio di dover tornare alle urne subito dopo l'estate sarebbe concreto. A quel non ci sarebbero alternative e si andrebbe a elezioni subito, a fine luglio o - più probabilmente - a settembre. Ma quali sono le date possibili? E quali i tempi da rispettare?

 I TEMPI - Il tempo minimo in Italia per indire le elezioni politiche è di un mese e mezzo. Il decreto del presidente della Repubblica con il quale si stabilisce la data del voto deve infatti essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale entro il 45esimo giorno antecedente quello delle consultazioni. Bisogna poi considerare il voto all'estero per organizzare il quale servono almeno 60 giorni. Altro timing importante è poi quello della presentazione delle liste che deve avvenire entro 30 giorni dal voto.

IMPROBABILE VOTO A LUGLIO - Le elezioni a fine luglio, con gli italiani già in vacanza, appare un'ipotesi di scuola. A conti fatti, le prime date utili sarebbero quelle del 28 luglio o del 4 agosto perché è impossibile sperare in tempi tecnici più brevi. L'ipotesi di votare a luglio o peggio la prima settimana di agosto - quindi di fatto in piena estate - renderebbe difficile agli elettori l'esercizio del voto. La Costituzione prevede poi che la prima riunione delle Camere abbia luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni. Se si votasse il 28 luglio quindi deputati e senatori dovrebbero riunirsi entro sabato 17 agosto. Impossibile.

ELEZIONI A SETTEMBRE - L'altra opzione sul tavolo è quella di tornare alle urne in autunno. La prima data possibile dopo l'estate, considerando che se fossero fissate prima i termini per la presentazione delle liste elettorali cadrebbero a ridosso di Ferragosto, sarebbe il 15 settembre. In questo caso le Camere dovrebbero essere sciolte entro il 15 luglio. Le urne potrebbero essere aperte anche il 22 o il 29 settembre. Anche se per quest'ultima data (29 settembre) sarebbe troppo tardi. Il 30 settembre deve essere presentato alle Camere il Def, il documento di Economia e Finanza con gli obiettivi di politica economica che lo Stato deve poi inviare a Bruxelles entro il 15 ottobre. A quel punto, non ci sarebbero i tempi per elaborare la manovra che va approvata dalle Camere entro il 31 dicembre per scongiurare l'esercizio provvisorio.

"La scimmia è un grosso problema per noi, ora che stai con lei in ospedale capirai cosa provavo io quando stavo con lei tutti i giorni in casa. Le abbiamo rotto il braccio ma dovevamo fare di più. La odio, è lei la causa dei nostri problemi". A pronunciare queste parole una madre nei confronti della figlia: sta parlando con il marito, il padre della piccola di 3 anni. La coppia è stata arrestata a Milano dopo essere stata indagata per maltrattamenti e lesioni gravi alla figlia. Nell'intercettazione la madre soprannomina la figlia 'scimmia' e parla più volte nelle chiamate telefoniche con il marito dei maltrattamenti messi in atto contro la bimba. Alla donna, che definisce un problema la figlia, l'uomo replica: "Allora la uccido". 
I due, entrambi egiziani di 29 anni, sono stati arrestati dopo aver progettato una fuga per l'Egitto acquistando biglietti aerei di sola andata con gli altri quattro figli minori, dall'aeroporto di Milano Malpensa.

“Regione Lombardia si è dimenticata che i danni da maltempo in Oltrepo pavese non si sono limitati alle infrastrutture e agli smottamenti, ma hanno colpito pesantemente anche la nostra agricoltura”, lo dice Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd e componente della VIII Commissione Agricoltura, alla risposta ricevuta stamattina all’interrogazione sul tema di cui è firmatario. 

“La Giunta ha riservato molta attenzione verso la provincia di Brescia. Decisamente un po’ meno per quanto riguarda l’Oltrepo pavese e malissimo per le altre province della regione, dove pure gli eventi atmosferici delle scorse settimane hanno portato distruzione e conseguenze pesanti per le infrastrutture e le aziende, non solo agricole – prosegue Villani – . Il sottosegretario Turba ha illustrato nel dettaglio ciò che è avvenuto nel bresciano e gli smottamenti e i dissesti che hanno colpito la provincia di Pavia. Entrambi gli Uffici territoriali regionali si sono attivati con le declaratorie da presentare al Ministero delle Politiche agricole. Stessa attenzione è stata riservata per il settore apistico che, a causa del caldo anticipato e poi delle piogge abbondanti, non ha avuto una produzione di nettare sufficiente. Quindi, bene che la Regione si stia occupando degli apicoltori in difficoltà”. 

Ma una buona parte dei danni nel pavese e nei tre quarti della Lombardia sembra che non siano stati nemmeno presi in considerazione: “Non vorrei che mancassero le stime e le segnalazioni da parte dei singoli Utr, per cui abbiamo chiesto che si verifichino una serie di dati. Le segnalazioni da parte dei privati e delle associazioni di categoria ci sono: la Giunta deve assolutamente averle, perché non si può certo limitare a una parte del problema. Intervenga direttamente l’assessore all’Agricoltura Rolfi per sollecitare gli altri Utr, in particolare quello di Pavia, perché serve un quadro complessivo”, secondo il consigliere Pd. 

Per Villani “Regione Lombardia non è pronta ad affrontare né i singoli eventi, né tanto meno un futuro di cambiamenti climatici che porteranno con sé sempre più questo genere di problematiche. È ora che se ne parli e che si ragioni in questo senso”.

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“Il vino dolce va preparato in questo modo: scegli i grappoli e distendili per tre giorni al sole. Al quarto giorno, nel pomeriggio, pigia quei grappoli che sono ancora caldi di sole e togli subito il primo mosto, cioè quello che cola da solo nel tino prima della pigiatura dei grappoli. Quando avrà finito di ribollire, su cinquanta sestari di questo mosto metti non più di un’oncia di radice di ieros bene pestata e versalo nella botte dopo averlo ripulito da ogni deposito. Questo vino sarà di sapore soave, avrà buona durata e sarà ottimo per la salute” Cosi, Lucio Giunio Moderato Columella, noto scrittore latino di agronomia del I sec. d.C., descrive con accuratezza la preparazione del vino dolce.

Domenica 9 giugno, in Oltrepò, sarà una giornata all’insegna della riscoperta del vino dai tempi degli antichi romani sino ai giorni nostri. Iniziativa promossa da Oltre Confine Onlus, Dramatrà - Città in Scena, Fondazione Cariplo e Azienda Agricola Montelio nell’ambito del progetto “Certosamente”.

Il programma: Ore 15.30 Visita guidata teatralizzata al Museo Archeologico di Casteggio sull'importanza del vino nell'Antichità (c/o Palazzo Certosa Cantù – Via Circonvallazione Cantù, 62)

Ore 16.45 Trasferimento, tramite servizio navetta via bus, all’Azienda Agricola Montelio di Codevilla per una degustazione di vini Ore 18.30 Ritorno in Museo, sempre tramite servizio navetta, e termine della giornata

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Asm Voghera comunica, in una nota di stampa, che nasce il TG dell’Azienda che vuole essere un filo diretto con i Cittadini. Il TG di Asm è nuova iniziativa del settore Comunicazione attraverso il sito aziendale ed i Social Network.

"Asm Voghera Spa continua il suo percorso di crescita, anche nel campo della Comunicazione, attraverso una nuova iniziativa - scrive Asm- che avvicinerà ancora di più la nostra Azienda ai Cittadini. Da alcuni giorni, sul sito aziendale di Asm (indirizzo www.asmvoghera.it), e sui principali Social Network della rete (Facebook e Twitter), sono state pubblicate le prime quattro puntate del Telegiornale di Asm. La prima puntata riguarda un’intervista con l’Amministratore Unico Daniele Bruno, che parla della nuova rubrica e del futuro di Asm. Nella seconda puntata il Direttore Generale Piero Mognaschi tratta i tanti progetti di cui si dovrà occupare Asm nel corso del 2019. Il terzo servizio televisivo, invece, è dedicato all’Autoporto, con un’intervista a tutto campo al responsabile del settore Igiene Urbana di Asm, Domenico Buscone. L’ultima puntata - conclude Asm - parla di raccolta differenziata e di ambiente nelle scuole, con le interviste a Eros Insalaco e Matteo Pilastro del settore Igiene Urbana."

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