Martedì, 25 Giugno 2019
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Andrea Verdi è un artista camaleontico e navigato, sulla breccia in Oltrepò da moltissimi anni. Rocker ribelle, intrattenitore pop e allo stesso tempo organizzatore di eventi. Ha in piedi un numero di progetti musicali talmente diversi tra loro che potrebbe rappresentare il prototipo dell’artista schizofrenico 2.0. Ha superato i 40 da un po’ anche se gliene daresti di meno e ha i piedi ben piantati per terra. Non ha problemi a dire di avere la faccia “come il sedere” e sa che in ogni modo quello che conta è stare in piedi. A casa sua, in Oltrepò, si è inventato la formula del “JukeBox a Corde”: gira i piccoli locali in solo o in duo e suona praticamente qualsiasi canzone gli venga richiesta. Se la festa è più grossa si presenta con una band chiama “Cretina”, e propone un repertorio sconfinato di brani super conosciuti che parte dalla musica anni 30/40 passando per Elvis e arrivando al rock moderno mischiando e rinnovando generi e stili. Quello che non tutti sanno è che, smessi i panni del frontman “jolly joker” è anche il cantante e autore musicale di una rock band, gli “A Crime Called”, con cui riscuote successo e consensi in Europa proponendo musica originale. Hanno un disco all’attivo e uno nuovo che uscirà a fine anno.

Verdi, In Oltrepò lei è conosciuto come “intrattenitore”, mentre all’estero è il frontman di una band che suona pezzi propri e si esibisce davanti a centinaia o migliaia di persone. Come si spiega questa differenza?

«Penso sia innanzitutto una situazione territoriale, legata a dove si vive. Attualmente qui in Italia stanno sparendo dalle orecchie degli ascoltatori suoni prettamente rock come quello della chitarra distorta. Già è difficile cercare di proporsi in contesti “grandi” come la vicina Milano. Figuriamoci poi in piccole realtà come quella oltrepadana in cui viviamo. All’estero per certi tipi di musica c’è una cassa di risonanza molto più grande ed un maggiore interesse».

A Crime Called non è il suo primo progetto basato su inediti. La situazione legata alla musica live in zona è sempre stata questa o con altri progetti passati ha avuto riscontri diversi?

«La musica live in zona sta vivendo attualmente uno dei periodi peggiori. C’è poca volontà e poca sinergia fra tutti: musicisti, locali, organizzatori di eventi ecc. C’è tanta disillusione in chi suona e in chi vuole tentare di lanciarsi in progetti a breve, medio o lungo termine. La musica suonata sta sparendo da locali , spesso sottoposti a elevate spese da sostenere per una serata live. Gli anni 90 e 2000 sono per ora un piacevole e malinconico amarcord».

Parliamo del progetto A Crime Called. Quando è nato e chi ne fa parte oggi?

«“A Crime Called” nasce tanto tempo fa…Ho sempre provato a scrivere canzoni. Ho messo insieme le idee che avevo e così ho cercato persone che volessero aiutarmi a portare in giro per il globo la mia musica. Dopo un primo album registrato in Italia un paio di anni fa mi è capitata l’occassione con l “O” grande. Sono volato a New York dove ho registrato 2 singoli con Dan Korneff, produttore guru del rock moderno già al fianco di mostri sacri come Paramore, Papa Roach, Breakin Benjiamin ecc. Questi 2 brani in meno di 2 anni solari hanno fatto il giro delle rock radio di quasi tutto il mondo e a fine anno faranno parte del nuovo disco. Attualmente suonano con me Mattia Caci alla batteria, Daniele Focante al basso, Christian Privitera e Biagio Totaro alle chitarre».

Come descriveresti la vostra musica? Quali sono i vostri riferimenti?

«Sostanzialmente è alternative rock con richiami tipici del grunge anni 90 e del crossover di inizio millennio. Orecchie puntate come antenne verso Seattle e la California».

Tenete diversi concerti all’estero, quali sono i paesi che vi danno maggiori soddisfazioni?

«I paesi dell’est Europa. Russia ed Ucraina su tutti».

In Italia vi esibite?

«Certo! Tentiamo solitamente di esibirci in concerti di band affermate, aprendo loro la serata. Abbiamo suonato ad esempio a Milano ai Magazzini generali in 2 live con band americane come Starset e Hollywood Undead».

In Oltrepò?

«Non disdegniamo suonare nella nostra zona. Ogni tanto potete trovarci in locali oltrepadani. In queste serate facciamo baracca con amici suonando anche le cover più disparate».

Che giudizio esprimi sulla scena musicale oltrepadana?

«Bisognerebbe metterci un po’ più di attributi. C’è poca voglia di sbattersi e tanta ignoranza (nel senso di scarsa conoscenza) su come giri davvero la musica. Probabilmente c’è chi è ancora convinto che manager e produttori vengano a domicilio a scoprire in Oltrepó la nuova sensazione musicale di fine anno 2000.

Anche i social stanno avendo un brutto effetto sulla gente che suona. Io ragiono alla vecchia. Esci in strada, cercati le date e suona. Solo così si può pensare di ricominciare a creare un minimo di scena».

Qualcuno fa notare il disinteresse della massa per la musica live e addita innanzitutto i musicisti stessi, rei di essere i primi a non seguire i concerti e, quindi, a “non fare scena”... Lei come la vede?

«Prendiamola larga: mediatamente la gente dedica 40 minuti del suo tempo alla musica nell’arco di una giornata. Si ascolta più che altro elettro pop, rap e trap fatta da artisti affermati. Tutta roba che un povero musicista non riuscirebbe a riprodurre fedelmente sul palco di un qualsiasi locale della sua città. Da qui il disinteresse della gente, dato che il malcapitato poi suona di solito musica obsoleta sconosciuta e nel locale non gira nemmeno figa (ride)! Esiste tuttavia una nicchia di persone che ascolta e magari suona anche tutta sta roba obsoleta e spesso si conosce anche l’un l’altra ! È per questo che chi fa parte della nicchia dovrebbe coesistere, proponendo musica e proponendosi in giro per locali. Da inizio gennaio io organizzo serate per gruppi di qualsiasi genere e serate jam session, in cui ci si può conoscere e  confrontare. Da lì poi possono nascere belle cose a livello collaborativo».

L’Oltrepò musicale ha sfornato tanti talenti. Diverse band e artisti hanno raccolto consensi e successi lontano da casa. E’ la vecchia storia del “nemo profeta in patria” o secondo lei la ragione per cui da queste parti si fatica a trovar soddisfazione sono altre?

«Da noi la musica è sempre più vista come intrattenimento e cornice di altre situazioni. Chi investe tempo fatica e denaro nello sviluppo della propria vita musicale deve rendere di conto a questa realtà. Ma se si contestualizza la realtà in cui si vive è anche possibile trovare una chiave di lettura soddisfacente, che aiuta a vivere più serenamente .

Lei è un artista e un personaggio camaleontico, poliedrico. Qual è la sua “faccia” preferita?

«Ho costantemente voglia di mettermi alla prova. Un po’ perché l’alzare l’asticella mi aiuta a trovare stimoli, un po’ perché mi piace vedere la reazione causa-effetto delle diverse cose proposte. Al riguardo posso dire che Il prossimo pezzo ACC sarà un pezzo ironicamente super pop, in cui si parlerà del fatto che una cosa è talmente pop ( nella sua accezione negativa) da non poterne fare a meno. Probabilmente la mia faccia è come il mio sedere, ma girami come vuoi che sto in piedi!».

di Christian Draghi

Anche in Italia, come negli Usa, Hong Kong, Australia meridionale, Austria e Germania e altri Paesi, potrebbe arrivare il divieto di macellare, commercializzare e consumare carni di cane e gatto anche se ad oggi "non vi siano sostanzialmente prove del consumo di carne canina o felina in Italia, se non alcuni casi sospetti e comunque sporadici o riconducibili al comportamento di squilibrati", come afferma l'onorevole Michela Vittoria Brambilla, promotrice di una proposta di legge finalizzata a combattere l'usanza e a sostenere a livello internazionale la World Dog Alliance, Onlus che si batte contro il consumo di carne di cane in Asia.

La parlamentare indica, entrando nel merito della questione, "che appare necessario introdurre il divieto esplicito di consumarle, assistito da opportune sanzioni penali, per riconoscere compiutamente il ruolo che questi animali d'affezione hanno assunto nella nostra società e per contribuire ad affermare tale principio a livello internazionale".

La proposta di legge presentata a Roma a pochi giorni dal "festival della carne di cane" di Yulin (Repubblica popolare cinese) in programma dal 21 al 30 giugno sancisce infatti il divieto di macellare cani e gatti, di consumarne le carni e di commerciarle e cataloga la condotta a delitto, punito con la reclusione da due mesi a un anno e con la multa da 2.000 a 50.000 euro. Oggi sono 30 milioni i cani uccisi e mangiati ogni anno, di cui oltre 10 milioni solo in Cina. Il 70 per cento sono animali domestici sottratti alle famiglie. Il consumo di carne di cane - secondo il report World Dog Alliance - avviene frequentemente in Cina, Vietnam, Filippine e Corea del Sud. 

Arriva, con il bel tempo e dopo un maggio piovoso con 1,58 gradi in meno, la top ten della frutta e della verdura che abbronzano. A stilare la speciale classifica è Coldiretti, che sulla base dei dati Isac Cnr, ha organizzato in tutta Italia i #tintarelladay con la possibilità di scoprire la dieta che abbronza nei principali mercati di Campagna Amica.

Con l'iniziativa si raccomanda di esporsi gradualmente al sole e si sottolinea che l'alimentazione aiuta a "catturare" i raggi del sole ed è in grado di difendere l'organismo dalle elevate temperature e dalle scottature. Coldiretti suggerisce nello specifico che la dieta adeguata per una abbronzatura sana e naturale si fonda sul consumo di cibi ricchi di vitamina A, che favoriscono la produzione della melanina, la sostanza che che protegge dalle scottature e dona il classico colore scuro alla pelle. 

Sul podio del "cibo che abbronza", secondo la speciale classifica, primeggiano carote, radicchi e albicocche, ma ci sono anche insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, pomodori, fragole e ciliegie. Al vertice della classifica ci sono le carote, che contengono 1.200 microgrammi di Vitamina A o quantità equivalenti di caroteni per 100 grammi di parte edibile. In buona posizione gli spinaci, a pari merito con il radicchio, al terzo le albicocche seguite da cicoria, lattuga, melone giallo e sedano, peperoni, pomodori, pesche gialle, cocomeri, fragole e ciliegie che presentano contenuti elevati di vitamina A o caroteni. 

Il preside del liceo scientifico 'Copernico' di Pavia ha segnalato all'Ufficio Scolastico provinciale il caso di un presidente di commissione alla maturità designato per due classi dell'istituto. Si tratta di Carlo Gallarati: a destare polemica sono state alcune sue esternazioni su Twitter, dal tono omofobo e razzista. Tra le frasi che ha postato c'è anche questa: "Anch'io ho incontrato una risorsa 'negro' sulla tangenziale ovest di Milano che andava in bicicletta sulla corsia di emergenza contromano.  Spero che l'abbiano travolto". Il preside Mauro Casella ha avvisato l'Ufficio Scolastico: "L'amministrazione è informata della questione e sta valutando i provvedimenti", ha commentato Letizia Affatato, dirigente scolastica provinciale. "Sono stato insegnante 35 anni - ha detto Gallarati - anche in una scuola serale, con tanti stranieri: non ho mai avuto problemi con loro. Su Twitter scrivo come cittadino libero e commento notizie postate da altri. Chi mi conosce, sa che sono un bravo insegnante".

Vino e pesce solo di provenienza lombarda, un massimo di 160 pasti al giorno e di 100 posti letto, una particolare attenzione verso la cucina tradizionale e i prodotti del territorio. Sono alcune delle novità introdotte dalla modifica del testo unico regionale in materia di Agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale che interviene sulla disciplina degli agriturismi e del florovivaismo in Lombardia. La norma è stata approvata dal Consiglio regionale: "Gli agriturismi lombardi saranno le vetrine di eccellenza del nostro territorio e del nostro agroalimentare. C'era la necessità di riformare il sistema per valorizzare i veri agriturismi" ha detto l'assessore lombardo all'Agricoltura Fabio Rolfi. Rolfi ha spiegato che "aumenta dal 30 al 35% la soglia minima di prodotti aziendali utilizzati nei pasti, per arrivare all'80% di prodotti lombardi e solo il 20% di prodotti acquistati dalla grande distribuzione". Inoltre "la norma prevede l'utilizzo del 100% di vini lombardi e pesce lombardo".

La condivisione di una festa come la Pentecoste è uno dei momenti più importanti della vita comunitaria del Togo. Byby Olympio ne ha fatto un giorno speciale a Voghera, presso la Chiesa del Carmine, con gli amici che da tempo sostengono il suo progetto e quello della sorella Sr. Victoire: una casa dell'accoglienza per tutti i bimbi emarginati, malati, senza famiglia presso Lomè, in Togo. Per finanziare questa casa e assicurare un pasto caldo e un luogo in cui accogliere i bimbi e assicurare loro l'istruzione, in ogni momento dell'anno Byby organizza mercatini ed eventi come il raduno dei cori (Sabato 26 Ottobre ore 21 presso Auditorium Lungavilla). La festa inizia sempre alle 11 con la Messa, accompagnata dai canti della corale San Germano Gospel Choir, diretta da Isabella Salvo: Byby e le altre amiche del Togo indossano gli abiti tipici della loro comunità e portano all'altare anche la frutta su un cesto posizionato in testa, con le loro danze e i loro ritmi che rendono le cerimonie un momento di cultura e di incontro tra differenti costumi e tradizioni. Al termine, oltre all'allestimento dei mercatini solidali, vengono offerti anche dolci e piatti del Togo preparati direttamente da Byby. "Il nostro è un piccolo fazzoletto di terra dell'Africa Occidentale tra il Ghana e il Benin affacciato sul Golfo di Guinea. Spiagge orlate di palme, case costruite con solida argilla, villaggi e gente semplice e accogliente. Cerco di aiutare come posso mia sorella a portare avanti questo progetto e a renderlo sempre più concreto, visto che vogliamo arrivare presto ad assicurare cento posti letto ai bimbi di Lomè. Per questo chiedo a tutti di aiutarci, anche acquistando ai nostri mercatini solidali, con oggetti artigianali che preparo io e che sono a disposizione in ogni periodo dell'anno" spiega Byby, aiutata in questa missione dai volontari di Associazione Insieme di Voghera e di Porana Eventi. Per destinare offerte al Centro Maison Bethanie del Togo i riferimenti sono: Banque Postale Rhone – Alpes – France ; IBAN FR5320041010123937115N03370. N° DE COMPTE 3937115N033 ; 33Rue Ernest Laval ; 92170 Vanves (France). Tutto il lavoro svolto presso il Centro è anche sulla pagina facebook della onlus.

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Un raduno nel segno della fraternità, per i soci di S.O.S. Ospedale Bukavu a Fortunago, come ogni anno, ad inizio Giugno, presso la Chiesa dedicata a S. Maria e S. Giorgio e risalente al 1644. "La preghiera che diventa strumento dell'agire" è stato il tema di quest'anno, con la meditazione guidata da Suor Azia Ciairano, con il contributo del coro Magnificat. "Suor Azia, responsabile della casa pianzolina di Pavia, già Madre Generale dell'ordine, attraverso le sue parole e il canto ci ha aiutato a riflettere sull'importanza della preghiera nell'agire missionario cristiano" ha spiegato Elena Simoni, presidente della onlus. La religiosa, che quest'anno festeggia i 100 anni delle missioni pianzoline, ha ripercorso con i fedeli presenti, in particolare, il significato delle parole del "Padre Nostro", ricordando come il "Regno di Dio non è nell'ordine del potere di questo mondo: "E' la signoria del suo amore nei nostri cuori, ed è la nuova umanità che nasce dove la legge dei rapporti umani non è più quella della forza e della sopraffazione ma quella della giustizia, del reciproco perdono e della pace" ha sottolineato Suor Azia. Non era presente per motivi di salute al raduno di Fortunago Don Alfredo Ferrari, il missionario di Oliva Gessi da cui è partita questa grande avventura della onlus nel 2001: è stato lui a segnalare la gravissima situazione in cui versa il popolo della Repubblica Democratica del Congo, colpita da guerre senza fine, da devastazioni, da violenze inaudite, dalla mancanza di sanità e di istruzione per tutti (esistono solo scuole private). Da qui i soci si sono rimboccati le maniche e, attraverso l'organizzazione di eventi e mercatini ed il 5x1000 da destinare con la dichiarazione dei redditi, hanno realizzato anzitutto il centro nutrizionale S. Giuseppe per curare i bimbi colpiti da varie malattie o malnutriti, e attualmente, oltre a sostenere mensilmente il centro, finanziano anche una serie di progetti, come la scuola garantita a tutti i bambini, un pasto caldo, il sostegno alle famiglie. A celebrare la funzione religiosa, dunque, accanto a Don Francesco Giorgi, è intervenuto Don Francesco Favaretto, parroco di Redavalle e Santa Giuletta: ha lanciato un forte messaggio contro tutti quei cristiani che stanno prendendo le distanze da Papa Francesco, per i suoi gesti legati all'accoglienza degli immigrati, la sua mano tesa agli ultimi, il suo piglio determinato con il quale sta rivoluzionando la Chiesa di fronte a pesanti scandali, agli abusi, ai conflitti interni. Alla fine, prima di un momento conviviale presso il Ristorante "La Pineta", la presidente Elena Simoni ha dato appuntamento a tutti i soci per Sabato 15 Giugno alle ore 15 presso i locali attigui alla Parrocchia di Santa Maria di Caravaggio a Pavia (viale Golfi 39) per una assemblea straordinaria durante la quale dovrà essere modificato lo statuto seguendo le disposizioni previste dalla riforma del Terzo settore riguardanti le organizzazioni di volontariato. Ulteriori informazioni sul sito bukavu.it e le relative pagine di facebook e instagram.

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Per i 205 anni di fondazione dell'Arma dei Carabinieri che si sono svolte in tutt'Italia, anche la sezione ANC di Voghera ha organizzato le sue celebrazioni: è stato festeggiato l'85esimo di Fondazione della sezione iriense insieme ai Carabinieri in congedo, che rappresentano un punto di riferimento fondamentale per i cittadini. Presenti anche i volontari del Comitato di Croce Rossa, con la vicepresidente, sorella Silvana Bozzi, premiata con attestato e medaglia poiché iscritta ad ANC da più di 25 anni, per l'esattezza da 43!

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Il Consiglio d’Amministrazione del Consorzio Oltrepò, riunitosi nella sua sede di Riccagioia, a Torrazza Coste, aveva all’ordine del giorno l’assunzione del nuovo direttore, individuato nella figura professionale di Carlo Veronese, manager di Sirmione, attualmente direttore del Consorzio Tutela Lugana. Il CdA del Consorzio Oltrepò, a seguito di alcuni incontri informali che si sono svolti nelle ultime due settimane, e dopo aver raggiunto un accordo di fattibilità, ha deliberato all’unanimità di procedere con l’assunzione di Carlo Veronese. Ora si tratta solo di attendere le formalità che Veronese dovrà compiere per rendersi disponibile nel più breve tempo possibile. La figura del direttore continuerà con maggiore energia e slancio l’operatività che il Consorzio in questi mesi ha saputo gestire grazie al grande contributo di tutto il personale degli uffici, al CdA e alla Giunta. È quantomai strategica la posizione che sarà occupata dal nuovo direttore del Consorzio Oltrepò in un momento e in un contesto di rilancio del Consorzio stesso e del Territorio dell’Oltrepò, che in questi mesi ha dato concretezza a varie iniziative, da quelle più istituzionali - vedi il lavoro dei Tavoli di Denominazione - a quelle di comunicazione e marketing vedi Carovana del Giro d’Italia 2019, al quotidiano servizio per gli associati.

“Il progetto di rilancio del vino dell’Oltrepò oggi vede posizionarsi un tassello di grande importanza. È stato individuato come guida tecnica un professionista stimato che ha già ottenuto risultati di alto profilo, puntando chiaramente sulla qualità e la distintività del vino. Questa selezione testimonia ulteriormente la bontà e la serietà del progetto, voluto fortemente anche dalla Regione Lombardia. Gli elementi per fare bene ci sono tutti, ora si aggiunge anche una guida tecnica che saprà innovare e valorizzare adeguatamente i prodotti di un territorio straordinario, promuovendone lo sviluppo commerciale. Un nuovo e unico consorzio è l’unica via per valorizzare lo straordinario territorio oltrepadano” ha dichiarato l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi

Carlo Veronese, perito agrario, 50 anni, vive e opera in quel di Sirmione in terra di Lugana, è stato produttore e direttore di cantine del territorio, esperto conoscitore del Lugana e delle sue genti, è dal 2009 direttore del Consorzio Tutela Lugana DOC

Ecco un’intervista, alla rivista typi, di Carlo Veronese per i 50 anni del Lugana Doc

“1) Carlo Veronese perché è diventato professionista del vino?

Sono perito agrario e ho lavorato per 12 anni in una cantina. Poi sono entrato nel consorzio e sono diventato direttore. Oggi sono Brand Ambassador del Lugana Doc in Italia e nel mondo e mi occupo di promuovere il prodotto. Sabato 9 settembre a Peschiera del Garda abbiamo organizzato un grande evento che coinvolgerà 54 aziende del territorio, con degustazioni.

2) Se non fosse diventato professionista del vino, cosa sarebbe diventato?

Potevo fare l’avvocato o il produttore di vino, ma sempre qui, nello stesso territorio, quello del Garda.

3) Il suo piatto preferito, e il cibo che non vorrebbe sulla sua tavola…

Amo molto il pesce di lago che si abbina bene ai bianchi di qualità. Non sono un grande amante del pesce crudo, invece.

4) Quale cucina regionale secondo lei è la migliore?

Senza campanilismi… In Italia la definizione di cucina regionale è riduttiva, perché nel nostro Paese la cucina è addirittura di paese. Ovunque si vada in Italia si trovano delle ricette davvero buone e tra feste e sagre ogni posto, anche il più piccolo, può vantare cibi e preparazioni buonissime.

5) Cibo etnico. Un voto da 1 a 10 e perché.

Il cibo etnico bisogna conoscerlo e provarlo. Ogni luogo ha storia, tradizione e prodotti peculiari. Le racconto un aneddoto, noi avevamo in etichetta che il Lugana Doc era perfetto da abbinare al pesce di lago, ma era estremamente riduttivo. Ora le cose sono cambiate e un prodotto importante va sempre abbinato ai cibi di qualità della tradizione di ciascun posto.

6) Cosa le piace più del suo lavoro e cosa cambierebbe?

La cosa più bella è il rapporto con le persone anche se ogni tanto mi piacerebbe vivere sul cucuzzolo per una settimana. Chi lavora nelle pubbliche relazioni però deve svegliarsi con il sorriso sulle labbra ogni giorno e non sempre è facile. Nel mio lavoro non cambierei nulla, ma ci vuole sempre tanta pazienza.

7) Proposito per il futuro. Crescita aziendale o mantenimento?

Siamo in piena crescita. Vogliamo crescere nei numeri nella qualità, nella quantità e nei prezzi. Bisogna aggredire i mercati ancora da conquistare con azioni efficaci di promozione.

8) Un voto alle politiche agricole ed economiche attuali. Da 1 a 10.

In Italia spesso ci si lamenta tanto per il gusto di farlo. Chi gira il mondo si accorge che c’è chi sta meglio di noi ma anche chi sta molto peggio. In Italia è molto difficile fare gruppo ma il voto alle politiche è 8.

9) Il prodotto da promuovere nella prossima vita?

Risulta difficile scegliere altro rispetto al Lugana, ma mi piacerebbe aiutare a crescere una piccola produzione alimentare, per sfida.

10) Domanda finale, forse. Legame con la terra o cittadino del mondo?

Si viaggia per necessità e poi si torna a casa e si guarda il Lago di Garda. Siamo in un posto magnifico e milioni di persone vengono qui. Abbiamo molto e dobbiamo essere bravi a valorizzare le tante eccellenze del territorio. Diciamo che sono per il 70% legato al territorio e per il 30% cittadino del mondo.

10+1) Ora è davvero l’ultima. Se il suo (prodotto) fosse una canzone, che canzone sarebbe?”

Non ho l’età, della Cinquetti."

Source intervista : http://www.typi.it/magazine/2017/09/07/lugana-doc-compie-50-anni/

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