Giovedì, 20 Giugno 2019
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La Società Ippica Vogherese, con sede nella frazione Ghiaie di Silvano Pietra, è nata nel 2006 come Scuola Nazionale di Equitazione. Inserita in un contesto naturalistico incontaminato, offre la possibilità ad adulti e bambini di avvicinarsi alla monta a cavallo, sia a livello amatoriale che sportivo. La Scuola è riconosciuta come percorso formativo ufficiale per il conseguimento dei brevetti della Federazione Italiana Sport Equestri (Fise) e dell’ Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali (Engea). Lo Staff è composto da Fabio Benvenuti (presidente e istruttore), la moglie Elisa Agrusa (responsabile di scuderia e cavalli), Gaetano Cardello (istruttore di secondo livello), Giancarlo Groppi e Nicoletta Centofanti (istruttrice pony).

Benvenuti, la Società Ippica Vogherese a che pubblico si rivolge?

«La Società Ippica Vogherese offre una scuola Nazionale di Equitazione, per permettere a tutti di montare a cavallo in sicurezza e armonia. Offre inoltre scuderizzazione, pensione cavalli e la possibilità di ottenere cavalli sportivi in fida a prezzi vantaggiosi e convenienti accessibili a tutti. All’inizio avevamo un’attività puramente sportiva con salto a ostacoli completo, adesso ci rivolgiamo anche a un pubblico amatoriale. L’Equitazione viene svolta in un ambiente incontaminato e naturale, che oltre all’attività sportiva favorisce la socializzazione e la formazione di nuove amicizie».

Quanto costa praticare Equitazione?

«È prevista una prova gratuita. I corsi poi variano a seconda di ciò che vuol fare il cavaliere, anche in base alla frequenza in cui desidera montare a cavallo. È necessaria l’iscrizione alla scuola, che prevede una quota associativa e il possesso del certificato medico. Il cavallo dev’essere consigliato dall’istruttore, anche nel caso in cui il cavaliere decida di averlo in proprietà. La Società Ippica Vogherese, quale scuola di equitazione, inizia il percorso formativo per tutti i cavalieri ed amazzoni che desiderano conseguire un brevetto Engea o Fise senza l’obbligo di acquisto di un cavallo, optando per una mezza fida (270 euro mensili inclusa quota sociale e lezioni) o per una fida intera (420 euro inclusa quota sociale e lezioni). Per chi desidera invece dedicarsi semplicemente alla scuola ed imparare con degli ottimi cavalli (tutti ex campioni nelle varie discipline) offriamo lezioni di equitazione, con frequenza una sola volta alla settimana per 95 euro mensili, 2 volte alla settimana per 170 euro mensili (sempre quota sociale inclusa) e la possibilità di fare splendide passeggiate insieme a un nostro istruttore, con la mezza fida o fida intera».

Come si articolano le lezioni, a livello di contenuti e frequenza?

«La frequenza è pari a una o due volte alla settimana. Per quanto riguarda i contenuti delle lezioni, si parte dall’etologia (conoscenza dell’animale) e dalla storia dell’equitazione; successivamente si passa alla parte pratica, la tecnica equestre. Il corso base, finalizzato alla preparazione minima, dura 6 mesi. L’avvicinamento al mondo dell’equitazione sportiva viene compiuto attraverso una graduale preparazione pratica sia a cavallo che in scuderia, con supporto di materiale didattico e audiovisivo, con corsi mirati al conseguimento delle patenti, sia di abilitazione a montare che agonistiche. Nella fattispecie il nostro centro, essendo inserito in un contesto di equitazione di campagna, prepara e predispone i cavalieri e le amazzoni alla disciplina del completo, cross, steeple, endurance, caccia simulata e percorsi di campagna con ostacoli naturali, oltre alla tradizionale disciplina del salto ostacoli». Che attrezzatura è richiesta, a livello iniziale, per praticare questo sport? «Dipende dal tipo di monta; essenzialmente, per la monta inglese, si prevede l’uso di un paio di stivali ( di pelle o di gomma), pantaloni, il cap e il corpettino; per la monta americana: stivali, jeans elasticizzati e cappello a calotta».

Che attività ed eventi organizzate, oltre a quelli legati alla scuola?

«Una volta organizzavamo i concorsi come disciplina olimpica, un paio di volte al mese. Ora stiamo facendo poco, anche se prossimamente metteremo a punto degli eventi legati alla tradizione dei cavalcanti del Po. Essenzialmente si tratta di passeggiate a cavallo e in carrozza, aperte anche agli esterni, finalizzate alla conoscenza del nostro territorio. Organizziamo eventi Derby Club Italia, completo, cross, steeple, dressage, gare endu-rance, caccia simulata, salto ostacoli, scuola di monta americana. Inoltre, ci occupiamo di stage formativi e di perfezionamento, attività pony per bambini, dimostrazioni di equitazione».

Com’è strutturato il vostro centro?

«Abbiamo 20 box in scuderia all’inglese, 4 in muratura per cavalli in terapia riabilitativa, una Club House, i paddocks, un campo scuola, un campo in sabbia per gare, campi da cross con ostacoli fissi e mobili, un tondino coperto per l’addestramento, un’aula didattica, gli spogliatoi con bagno e doccia, una sala ristorante per i soci».

Effettuate percorsi formativi per il conseguimento di brevetti e patenti?

«Sì, sia per quanto riguarda L’E.N.G.E.A., che per la F.I.S.E».

Sono previsti esami di abilitazione?

«Certamente. Ad ogni passaggio di patente, c’è un esame di abilitazione».

L’Equitazione è una disciplina a prevalenza maschile e femminile?

«In questo momento le donne sono in netto aumento rispetto agli uomini».

Bambini? A che età è meglio iniziare?

«Direi dai 5 anni in su».

Com’è il rapporto che si instaura tra istruttore e allievo?

«Un rapporto di fiducia, ammirazione e stima. È un legame molto forte, in quanto l’istruttore si sostituisce nella patria potestà, anche a livello giuridico».

Organizzate gare a livello locale e nazionale?

«In passato le abbiamo fatte, forse le riproporremo».

Praticate escursioni in Oltrepò?

«Sì, anche per la bellezza che caratterizza il nostro territorio. Qui abbiamo un’area incontaminata che parte dalla foce del Curone (al confine di Cornale) e percorre il Po, fino ad arrivare alla foce del Torrente Staffora. Essendo inserito nel contesto naturale del parco del Po, il nostro Centro Ippico offre anche la possibilità di effettuare delle splendide passeggiate e trekking a cavallo».

Avete partner pubblicitari che vi sostengono?

«Sì quando praticavamo equitazione come disciplina sportiva, avevamo come sponsor la Selleria Gianoli di Pavia, la Selleria Tombini di Pedrengo la Renault di Monte-bello della Battaglia. Al momento nessuno, non dedicandoci più alle gare». Avete mai pensato di estendere la conoscenza dell’Equitazione alle scuole? «Sì, ci abbiamo provato ma è molto difficile, perché gli insegnanti sono un po’ freddi nei confronti di questa disciplina».

Nella vostra società, ci sono talenti che potrebbero emergere?

«Sì, tra tutti il figlio del nostro istruttore Giancarlo Groppi».

di Federica Croce

Il cibo del futuro e l'agricoltura devono muoversi verso la strada della sostenibilità ottenendo di più con meno e producendo cibo sicuro e nutriente per tutti. E' questo l'incipit del simposio "The future of food" aperto oggi a Roma presso la Fao e in calendario fino a domani 11 giugno. L'incontro, organizzato con il coinvolgimento della comunità di ricerca, di esperti e addetti ai lavori, è finalizzato in particolare a fare il punto della situazione su come dare risposte alla sottonutrizione presente in alcuni Paesi, all'obesità e alle malattie non trasmissibili (NCDs) legate alla dieta nei Paesi a basso e medio reddito offrendo diete sane in una situazione globale - spiega una nota - che sta cambiando rapidamente dal punto di vista climatico, sotto il profilo del numero della popolazione e dell'urbanizzazione. "Per produrre alimenti sani e garantire un'alimentazione sana per tutti, dobbiamo iniziare- ha detto il direttore generale della Fao José Graziano da Silva- con terreni sani, semi sani e pratiche agricole sostenibili. È l'intero sistema alimentare - ha incalzato - che deve essere reindirizzato". Graziano da Silva ha aggiunto inoltre "che un'altra area è l'obesità che cresce rapidamente e che è dovuta principalmente a cambiamenti nel cambio di dieta". Infine ha concluso che la Fao sta cambiando l'attenzione dal lato della produzione. "Diamo priorità alla nutrizione - ha detto - parlando di non produrre più cibo ma parlando di produrre cibo sano".
La Sala operativa della Protezione civile della Regione Lombardia a causa dei forti temporali previsti nelle prossime ore, con fenomeni anche di grande intensità, in particolare nelle zone alpine e prealpine, ha emesso un avviso di criticità arancione Fenomeni temporaleschi sono previsti anche in provincia di Oltrepò Pavese. I rovesci potrebbero essere anche di forte intensità, fino alla giornata di mercoledì 12 giugno. Per questo si chiede ai sistemi locali di Protezione civile di predisporre azioni di monitoraggio e contrasto per la salvaguardia dell’incolumità delle popolazioni e la vulnerabilità dei territori. I presidi territoriali hanno dunque l’onere di presidiare, nelle prossime ore, segnali di rischio idrogeologico, danni a coperture provvisorie, cadute di rami o altri elementi di segnaletica stradale che possano essere di ostacolo alla viabilità e ai collegamenti. "Allarme meteo di livello arancione per piogge forti a partire da: Lunedi, 10 giugno 2019, 02:00 fino a: Mercoledi, 12 giugno 2019, 02:00 per: tutte le quote Allarme meteo di livello arancione per piogge forti con oltre 30 l/m2 nell'arco di 24 ore, valido da lunedí, 10.06. 02:00 a mercoledí, 12.06. 02:00."
Era accusata di aver timbrato il cartellino, ma di essersi poi assentata dal posto di lavoro per questioni personali. Luigina Zambianchi, ex direttore sanitario del presidio ospedaliero dell'Oltrepò Pavese dell'Asst di Pavia, è stata condannata oggi a un anno e 6 mesi dal Tribunale di Pavia. L'ex manager della sanità pavese, che ha 65 anni ed è in pensione da pochi mesi, era stata indagata dalla Procura di Pavia per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsa attestazione della presenza in servizio. La dottoressa Zambianchi, difesa dall'avvocato Fabrizio Gnocchi, è stata assolta dall'accusa più grave, quella di truffa. Nel corso del processo infatti è emerso che dopo le sue assenze dal lavoro rientrava in ufficio e, in pratica, "recuperava" il tempo in cui si era assentata. E' invece rimasta in piedi l'altra accusa, quella di falsa attestazione della presenza in servizio, legata al fatto che l'ex direttrice non era in servizio dopo aver timbrato. Preannunciato il ricorso in appello.

La Lawil, ovvero Lawil Costruzioni Meccaniche e Automobilistiche fu una casa automobilistica italiana con sede a Varzi (PV) nell'Oltrepò Pavese che produsse autovetture tra il 1968 e il 1980 (1988 per il solo mercato francese) al ritmo di circa 5-10 esemplari al giorno. Il primo modello, disegnato dal carrozziere italiano Antonio Danilo Scattolini ed equipaggiato con lo stesso motore 125 cm³ dell'Innocenti Lambretta, nacque su iniziativa dell'imprenditore italiano Carlo Lavezzari e fu presentato come prototipo al salone dell'automobile di Parigi del 1966 dove suscitò l'interesse dell'imprenditore francese Henri Willame, direttore della Lambretta France che ne commissionò la produzione costituendo con Lavezzari la società Lawil, acronimo derivato dai nomi dei due soci della ditta. La vetturetta cominciò ad essere commercializzata in Italia dal 1971 sotto il nome di Lawil Varzina (dal nome della città di Varzi, in provincia di Pavia) subendo profondi cambiamenti alla meccanica, il motore, originariamente della Lambretta 125 cc fu sostituito da un BCB di 250 cc, inoltre le ruote da 10 pollici sostituirono le precedenti da 8. Il tecnico meccanico Michele Calvi, di Varzi, lavoratore presso la stessa ditta Lawil, si occupò della trasformazione del prototipo iniziale del motore nel modello commerciabile dalla ditta; inoltre collaborò con i tecnici francesi negli anni successivi al 1980, quando la produzione della varzina fu cessata in Italia. All'epoca, secondo la legislazione italiana le cosiddette microvetture non potevano possedere più di tre ruote pertanto la Varzina, dotata di quattro ruote, era la più piccola automobile in vendita in Italia. La stessa vettura fu commercializzata in Francia, dove invece era considerato un quadriciclo, come Willam Farmer ed importata l'anno seguente (1972) anche in Inghilterra dal carrozziere Crayford. Le dimensioni erano ridottissime: la lunghezza del prototipo non superava i 1,78 m. con posto per due passeggeri e con la meccanica della Lambretta e motori monocilindrici due tempi da 125 cc e 175 cc, poi la vettura fu allungata nel 1969 di 27 cm e nel 1980, poco prima della cessazione della produzione, di ulteriori 20 cm.

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