Martedì, 16 Luglio 2019
Articoli filtrati per data: Giovedì, 09 Maggio 2019

Classe 1972, nato a Voghera ma cresciuto e residente in Torrazza Coste (dal Novembre 1983), di professione geometra, ci tiene a sottolineare topografo, è titolare dello Studio Tecnico Dagradi & Associati in Broni, in società con la fidanzata Laura (con la quale festeggia il 28mo anno di fidanzamento, n.d.r.). Unitamente ai genitori ed all’amata Laura condivide una passione monumentale, mai aggettivo fu più indicato, proprio per l’Arte con la A maiuscola, alla quale ha messo a disposizione addirittura la propria grande residenza! Andiamo insieme a scoprire lo SpazioViola in Torrazza Coste insieme a Pier Luigi Viola!

Viola iniziamo da...

«Iniziamo dalle mura di casa, ove effettivamente tutto iniziò! Mia madre, ragioniera, tributarista e fiscalista, ha lavorato come capo-ufficio personale della Ragioneria del Comune di Voghera; mio nonno materno, Gaetano Radicello, fu il fondatore del rione San Vittore. Mio padre, anch’egli geometra, non ha però mai esercitato la professione. Inizialmente assunto all’ufficio tecnico presso le Acciaierie Falck di Sesto San Giovanni, dopo un altro incarico come direttore di stabilimento a Tortona, nel 1974 apre un’agenzia di pratiche automobilistiche ed amministrative a Broni... per sorteggio! L’amico Bastrenta, Maresciallo dei Carabinieri, Comandante di Stazione a Voghera, si congeda ed invita mio padre a ragionare sulla possibilità di aprire quella tipologia di attività, individuando due buone piazze in Broni e Voghera. Quindi, sorteggiano chi andrà dove: Bastrenta aprirà l’Agenzia A.p.a. in Voghera, mentre mio padre l’Agenzia d’Affari Viola in Broni. Erano certamente tempi molto diversi da ora: pensi che in pochi anni la nostra agenzia bronese verrà soprannominata “Ufficio Miracoli”, adatto per qualsiasi evenienza...».

Ma come si ricollegano queste esperienze con lo SpazioViola?

«Non si ricollegano per nulla! Ma anche questo è parte del bello della storia! In quell’atmosfera di casa finanziario/amministrativa, l’Arte fa il suo ingresso alla fine dei ‘60 grazie ad un quadro del pittore Pietro Bisio di Casei Gerola, regalato da un amico medico, compaesano di Bisio, a papà. Ai miei genitori l’Opera piace moltissimo, e chiedono all’amico di poter essere presentati al Maestro Bisio: detto, fatto! Di li a breve, accesa l’amicizia, la nostra casa diventa un porto di mare, con tanti artisti che iniziano a frequentarci. Molti si lamentano che le Pubbliche Amministrazioni non danno sovvenzioni all’arte, e neppure spazi espressivi. Quando nel 1983 ci trasferiamo a Torrazza Coste, papà, quasi per scherzo, si dichiara favorevole a mettere a disposizione casa, comprese le 4 pertiche di giardino che la circondano! L’artista, si sa, è un essere in costante evoluzione, è vulcanico, vede il mondo in modo diverso dalla comune visione... e quegli artisti volevano fare Opere monumentali, grandi, impegnative, ma non ne avevano possibilità, magari abitando nei centri storici di Milano, di Torino... inutile aggiungere altro, credo...».

Così nasce lo SpazioViola?

«Sì. Nasce negli anni ‘86/’87, ufficiosamente, ma avrà l’inaugurazione ufficiale nel 1989. E proprio nel 1989, bicentenario della Rivoluzione Francese, all’amico-Maestro Piero Leddi, grande studioso della Rivoluzione Francese, vincitore nel 1988 de La Triennale di Venezia e de La Biennale di Milano con opere a tema, il Comune di Parigi commissiona 30 opere, 30 “Alberi della Libertà” di 6 metri ciascuno, Opere che poi non furono però realizzate: ma il prototipo dell’ “Albero”, Leddi lo fa in giardino da noi! L’unico “Albero della Libertà” a grandezza naturale, che era lo studio delle 30 opere, che dovevano essere una diversa dall’altra, è a casa mia! I fregi in rame che lo sovrastano, il berretto frigio, la picca e l’archipendolo, vennero prestati nel 1989 ad una mostra di 6 mesi, itinerante,  iniziata al Castello Sforzesco di Milano, poi ritornati allo SpazioViola. Lo studio fu lo sviluppo di una foglia di platano nello spazio: per realizzarlo, Leddi visse da noi a Torrazza Coste un mese. Per darle l’idea della grandezza dell’Artista, Leddi, insieme agli amici Ernesto Treccani e Giuseppe Scalvini, quest’ultimo scultore delle Cariatidi al timpano della Stazione Centrale di Milano, ad esempio, autodidatta che si definiva “decoratore”, tre abituali ospiti di casa, sono gli unici 3 artisti studiati in vita presso l’Accademia di Brera! E pensi che Scalvini non ha manco mai studiato a Brera, nonostante l’Accademia abbia a lui dedicato uno dei 13 volumi dei Grandi Maestri di Brera. Giuseppe ha addirittura completato la Pietà del Rondanini, facendone una copia identica nel suo studio ma, a differenza dell’originale, completando le parti mancanti, sentenziando: “sarebbe dovuta essere così”. L’Opera è visibile presso il museo a lui dedicato a Desio».

Mi perdoni, ma mi lascia senza parole... Siete conosciuti all’estero?

«SpazioViola ha riscontri da tutta Italia, da Cuba, Giappone, Nuova Zelanda, Australia, Francia...».

Come siete riusciti ad organizzare i vostri spazi in casa?

(ride)... «Le Opere sono in tutta la casa e in tutto il giardino! Siamo sommersi dalle Opere! Vede, spesso capita che ci piomba qui un artista...».

Come? Così, senza preavviso?!

«I rapporti sono molto stretti, di grande confidenza. Da sempre. Se un amico, ad esempio di Torino fa una mostra a Bologna, nel rientro si ferma a pranzo, e magari resta fino al mattino successivo. Carlo Re, splendido Artista ed allevatore di splendidi cavalli, qualche settimana fa, al rientro da un’esposizione, saranno state le 11.30 di mattina, si è fermato a pranzo: quindi, dato che in realtà il cibo è una scusa, ci ha mostrano le sue ultime opere... fino alle 4.30 della mattina successiva!

Io, da bambino, non andavo quasi mai a dormire dopo carosello: due o tre volte a settimana rimanevo con questi grandissimi Artisti fino al mattino! Poi andavo a scuola, non molto sveglio, ma andavo... Si iniziavano discussioni su arte, storia, filosofia, teologia... Molti artisti sono atei, ma teologi, con grande conoscenza religiosa! Alle 7 del mattino mia madre li invitava ad uscire con la frase “tra un’ora devo essere al lavoro!”, ovviamente in tono scherzoso. I miei professori erano anche contenti di queste mie notti perse (ride): una notte, ricordo particolarmente, i nostri amici hanno parlato di Annibale e del suo viaggio sulle Alpi con gli elefanti... ma parlando di tutta la famiglia di Annibale! Fratelli, cognate, figli e discendenze... Questo accadeva già quando abitavamo a Voghera! Da piccolino assistevo a queste discussioni straordinarie, a volte sentendo cose irripetibili, che mi hanno arricchito ed appassionato. Io sono certamente una persona intellettivamente curiosa perché così son stato abituato ad essere. Ricordo alcune notti di discussioni accese tra Leddi e due preti amici a seguito di una diatriba sul trittico esposto sopra al Portale della chiesa di San Vittore a Voghera, gli studi del quale sono conservati presso lo SpazioViola, donati dall’autore».

SpazioViola è anche Galleria d’Arte?

«Spazioviola non compra e non vende, non siamo un’attività commerciale, e soprattutto non siamo galleristi! Si può visitare la struttura contattandoci direttamente, anche tramite il nostro sito. Armandosi di molto tempo disponibile...».

Ma non interagite in nessun modo con questi straordinari Artisti?

«La cosa è nata quasi da subito come, diciamo, un’operazione di mecenatismo, non intesa meramente a livello economico diretto di sovvenzione. Abbiamo iniziato mettendo in contatto chi era eventualmente interessato all’acquisto di opere di un’artista con l’artista stesso, senza l’intermediazione ovviamente, non chiedendo nessun compenso. Anzi! Man mano che gli artisti hanno cominciato ad esprimersi, abbiamo oltremodo ampliato la nostra piccola collezione privata comprando anche noi, talvolta a prezzi inferiori di mercato. Sempre in amicizia, quando gli stessi hanno iniziato a realizzare le loro opere monumentali, le stesse sono state dimensionate anche con l’aiuto tecnico mio e di mio padre: ad esempio, riguardo alle altezze, ai volumi, ai pesi, rendendole sicure dal punto di vista statico, a maggior ragione essendo realizzate all’aperto...».

Ha idea di quante Opere avete?

«Questo spazio ha qualche decina di opere davvero molto grandi. Oltre all’”Albero della Libertà” di Leddi, abbiamo una Colonna mobile di Mig dal nome “Verso la Libertà” che raffigura un’aquila che spicca il volo verso nord. E poi,  l’”Albero della Vita” di Luca Bossaglia, pavese, nipote di Rossana Bossaglia, docente di Storia dell’Arte all’Università agli Studi di Pavia, uno dei critici d’arte più importanti del ‘900. Una “Bandiera con sole blu nascente” di Luigi Rossanigo posizionata su di un grandissimo tavolo in cemento. In fondo al giardino abbiamo anche un canile che è diventato un’Opera d’arte! Ovviamente, il cane non ci va più... La parte esterna è diventata appannaggio delle performance di Pietro Bisio in uno strepitoso omaggio a Marcel Duchamp, con l’orinatoio ed una serie di opere “alla maniera” di Duchamp, mentre la parte interna è tutta affrescata da Bisio, Valsecchi, ed altri Artisti, oltre ad una parete d’ingresso con tutti gli autografi degli artisti, dei critici, dei giornalisti,  dei politici e così via che son passati a trovarci negli anni...».

Siete presenti anche all’estero con alcune Opere?

«Mio padre ha intrapreso una serie di viaggi di caccia/culturali a Cuba alla fine degli anni ‘90. All’Havana c’è una “succursale” dello SpazioViola con Opere che lui vi ha portato. A Cuba è considerato Ambasciatore di Cultura, e molti politici, ambasciatori e consoli sono nostri cari amici e tali son rimasti dal passato. Spesso li riceviamo a casa a Torrazza Coste! Abbiamo anche qui opere cubane che hanno vinto importanti premi».

Non avete mai organizzato nulla di aperto al pubblico?

«Assolutamente sì! Nei primi anni a cadenza annuale, poi a cadenza biennale, per un totale di 18 edizioni, abbiamo organizzato la giornata “Dall’alba al tramonto, e oltre”! Una giornata intera dedicata al pubblico, passando dai 70 partecipanti delle primissime edizioni ai più di 500 delle ultime! Tutto però a nostre spese, con sforzi anche economici. Ad esempio, il buffet era costantemente rifornito per 24 ore! E poi, la pulizia del giardino, la preparazione degli spazi, la comunicazione alla stampa, etc. Intervenivano anche poeti, musicisti... insomma, tutte le arti».

In questo settore artistico si vive un fervido ricambio generazionale?

« mia sensazione, purtroppo, non c’è ricambio generazionale paragonabile ai nomi citati, ahimè... Oggi, i giovani artisti, che anche escono da Brera, ad esempio, certamente vivono più nel tessuto sociale attuale: quindi, denaro appena possibile e, attenzione, “ordinarietà” nella vita! Per paura di essere additati come matti! Quei grandissimi amici erano e sono visionari, geniali visionari... non matti!».

Qual è l’Opera più particolare che possiede?

«Difficile a dirsi... posso citarle una lettera, più che un’Opera! Giancarlo Gelsomino, 65enne, grandissimo, sregolato ai massimi livelli, nel novembre 2001, in occasione di una mostra a Palazzo Ducale a Genova, mostra già organizzata da mesi ed ovviamente con cataloghi stampati, se l’è vista cancellare, e ritirare tutti i cataloghi, perché circa 4 anni prima aveva realizzato opere raffiguranti le Torri Gemelle di New York investite da aerei! Noi abbiamo copia della lettera dove il curatore della mostra si scusava, citando quelle opere come “argomenti sconvenienti”... Ah no! Dimenticavo! Il capolavoro di Dino Grassi del 1973, quadro a olio su tavola di 2 mt. X 2, rifiutato da tutte le mostre, compresa l’antologica! Anche Maurizio Landini, ancora in F.i.o.m., non ci ha degnato di risposta! L’Opera raffigura un operaio insanguinato, sdraiato a terra, che tiene stretta tra le braccia la sua fabbrica, sovrastato da Togliatti e Berlinguer che, a seguito dei Patti Lateranensi, assurgono al cielo: l’operaio è minacciato dalla falce, ma sul martello ci sono Guttuso e Treccani che si ingrassano con libagioni alla faccia degli operai! Quest’Opera è rimasta occultata per 35 anni nella cella di Padre Nazareno Fabbretti, rivolta faccia al muro. Un nuovo priore subentrato nel monastero, ad un certo punto, gli impose di sbrogliarsene. Fabbretti ce l’ha regalata, devoluta allo SpazioViola certo del fatto che non verrà mai venduta, né alienata, ad imperitura memoria, sempre considerata sconveniente da tutte le forze politiche, soprattutto quelle di sinistra...».

di Lele Baiardi

Conoscere fin da piccoli il prezioso operato della Croce Rossa, entrare a contatto con le ambulanze e con tutto il mondo che ruota attorno alle operazioni di primo soccorso: è quanto hanno fatto i bambini della scuola materna di Cervesina, accompagnate dalle maestre Elena e Natalia, in una particolare mattinata trascorsa presso il Comitato C.R.I. di Voghera. "Una bella iniziativa quella organizzata da questa scuola per avvicinare questi giovani, fin dalla più tenera età, al mondo del volontariato e alle prime regole del soccorso" ha spiegato Ondina Torti, Presidente del Comitato iriense. Uno dei monitori, Angelo Raucci, ha spiegato a questi bimbi quali attrezzature sanitarie si trovano a bordo delle ambulanze e a cosa servono, e questo ha molto incuriosito gli studenti in erba. Importante è stato anche imparare a riconoscere l'uso e la composizione del numero unico per l'emergenza 112, ad effettuare una chiamata con calma e rispondo bene alle domande poste dagli operatori. La visita si è conclusa con un piccolo rinfresco per tutti i presenti.

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Per la festa di Santa Caterina da Siena, copatrona d'Europa e patrona del Corpo Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, presso il Comitato C.R.I. di Voghera è stato organizzato un pomeriggio di celebrazioni, iniziate con la funzione religiosa officiata da Don Loris, della vicina chiesa di Don Orione, e proseguite con la consegna dei diplomi ed un rinfresco aperto a tutti i soci C.R.I. e alla cittadinanza. Alla festa erano presenti anche rappresentanti delle forze dell'ordine cittadine. Don Loris ha posto l'accento proprio sulla vita di Santa Caterina, sulla sua santità, il saper donarsi agli altri: "Il Motto delle Crocerossine "Ama, Conforta, Lavora, Salva" interpreta con grande orgoglio lo spirito della Santa Patrona, sempre ardente di mirabile carità verso i bisognosi, che non risparmiò nessun impegno e travaglio per procurare il bene del prossimo". Un Corpo, quello delle Infermiere Volontarie di Croce Rossa, fondato nel 1908, anche se risale ai due anni precedenti il primo corso di formazione per infermiere, organizzato a Milano nel 1906 da un gruppo di donne sensibili al problema dell'assistenza agli infermi. Tra di esse ricordiamo Sita Meyer Camperio, Rosa De Marchi, Matilde Visconti di Modrone. 
Il corso ebbe molto seguito e l'iniziativa si diffuse in altre città quali Genova, La Spezia, Firenze e Roma dove il Corso fu inaugurato con il patrocinio della Regina Elena: lì è nato ufficialmente il Corpo delle Infermiere Volontarie, che a Voghera vedono come Ispettrice Sorella Emma Messere. 

Durante la cerimonia Sorella Maria Teresa Vercesi ha consegnato la lampada a Maria Rosaria De Lillo. I diplomi sono andati ad Antonia Magaly, Marica Alpeggiani, Barbara Bonandin.

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Da alcuni giorni è entrato in servizio il prof. Maurizio Bejor, nuovo Direttore dell’U.O.C. Riabilitazione Specialistica e Generale Geriatrica di Voghera. L’ASST di Pavia ha stipulato una convenzione con l’Università degli Studi di Pavia per lo svolgimento di attività assistenziali, formative e di ricerca presso l’U.O.C. Riabilitazione Specialistica e Generale Geriatrica di Voghera, attribuendo contestualmente al dott. Bejor l’incarico di Direttore. L’accordo che consente l’arrivo del Prof. Bejor a Voghera rientra in un protocollo di intesa siglato con l’Università in base al quale l’ASST di Pavia mette a disposizione strutture, attrezzature e personale per lo svolgimento di attività didattico professionalizzanti finalizzate al completamento della formazione accademica e professionale dei medici iscritti alle Scuole di specializzazione dell’Ateneo pavese. Il nuovo primario mantiene l’incarico di Professore di II Fascia di Medicina Fisica e Riabilitativa presso il Dipartimento di Scienze Clinico-Chirurgiche, Diagnostiche e Pediatriche dell’Università.

Pavese, classe 1953, il Prof. Bejor si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1979 con il massimo dei voti. Ha conseguito le specializzazioni in Fisioterapia (1983)e poi in Neurofisiologia Clinica (1986), un master di General Management (1995) ed ha frequentato numerosi corsi di aggiornamento. La sua esperienza professionale è iniziata nell’allora USSL 77 di Pavia, al Servizio di Guardia Medica. E’ stato poi Responsabile del Servizio di Recupero e Rieducazione Funzionale all’USSL 57 di Melegnano e Medico Specialista Ambulatoriale presso l’USSL 55 di Sant’Angelo Lodigiano. Nel 1985 è approdato al Policlinico San Matteo come Assistente Medico presso il Servizio di Recupero e Rieducazione Funzionale. E’ stato anche Dirigente Medico presso l’U.O. di Medicina Riabilitativa dell’ASL (Ospedale di Seravezza). Dal 2006 è Professore Associato dell’Università di Pavia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia. E’ membro del Disability Italian Network (organo italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità), della Commissione Regionale per le Malattie CardioCerebrovascolari, del Comitato Tecnico Scientifico per la Valutazione delle Aziende Sanitarie e della Segreteria Regionale della Società Italia di Medicina Fisica e Riabilitativa. E’ stato inoltre consulente di Regione Lombardia, Fondazione Don Gnocchi, Asl di Bergamo ed Istituto Geriatrico Santa Margherita di Pavia.

Dal curriculum scientifico e professionale del Prof. Maurizio Bejor emerge un profilo di assoluto rilievo e dal suo approdo, il Direttore Generale dell’ASST di Pavia si attende un impulso all’attività dell’U.O.C. Riabilitazione Specialistica e Generale Geriatrica di Voghera. “Questa convenzione – puntualizza il dott. Michele Brait – consolida gli ottimi rapporti in atto con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pavia e consente di sviluppare ulteriori collaborazioni allo scopo di elevare gli standard qualitativi dell’assistenza promuovendo una integrazione con didattica e ricerca”.

Ha ripreso da dove aveva lasciato Matteo Musti. Uscito vincitore dal Monza Masters’ Show in chiusura della stagione 2018 in cui ha ottenuto 3 vittorie e 2 secondi posti assoluti, ha aperto il 2019 con una vittoria schiacciante al Rally Valli Cuneesi storico. Per l’occasione, la gara piemontese ha visto ricomporsi a distanza di 13 anni, l’equipaggio Musti-Zanini, infatti, l’ultima volta con alle note Paolo, Matteo Musti ha disputato il Rally Oltrepo nel 2006 in cui giunse secondo. Una coppia che nel rally cuneese ha da subito recitato la parte del leone prendendo il comando dal primo metro di gara per non lasciarlo più sino al termine, ma non solo, i portacolori della Scuderia Piloti Oltrepo, hanno fatto loro tutte le 10 prove speciali in programma. In gara a bordo della Porsche 911 by Ova Corse di Voghera, Musti-Zanini hanno vinto a mani basse facendo un sol boccone di tutti gli avversari. Alla fine sono bel 1 minuto 22 secondi e 8 decimi che separano i vincitori dal velocissimo ed esperto Manuel Villa. Il driver savonese era affiancato sulla più recente e competitiva Bmw M3 da Michi.

Terzo gradino del podio per l’altro portacolori della Scuderia Piloti Oltrepo, Beniamino Lo Presti navigato da Flavio Zanella, anchesso a bordo di una 6 cilindri di Stoccarda uscita dalle officine Ova Corse di Voghera a cui fa capo Filippo Musti, papà di Matteo, pregevole e vincente rallysta degli anni ‘70-’90 al volante di Fiat 124 e 131 Abarth, Lancia 037, Bmw M3, Lancia Delta e Porsche 911 Gruppo B. Lo Presti ha potuto così rifarsi dalla delusione patita al Valli Vesimesi,  costretto al ritiro quando ormai aveva alla sua portata il terzo gradino del podio. Lo Presti-Zanaella che nel finale hanno gestito il vantaggio sugli immediati inseguitori hanno chiuso a 4’55”9 dai vincitori. Quarto posto per Pastrone-Miretti con l’Opel Kadett G/e Gr2 2000 a 5’53”3. Quinto posto per Fontanone-Bruno su VW Golf a 6’14”. Completano la top ten nell’ordine: Pellegrino-Peruzzi, Fiat 131 Abarth a 6’41”8; Volpino-Albesano Opel Manta GT/e a 7’53”7; Prosdocimo-Pontarollo Porsche Carrera a 8’43”7; Pasetto-Salvo Fiat 127 Sport a 10’10”2 e Mao-Femia Lancia Delta a 11’57”6.

di Piero Ventura 

Con il patrocinio del Comune di Godiasco e Salice Terme e sotto l'egida della Federazione Scacchistica Italiana, l'11 maggio si disputeranno i Campionati Scacchistici delle Quattro Province presso la biblioteca comunale di Salice Terme.

Questa manifestazione è suddivisa in due - la sezione Under 16 e quella Assoluta - e mette in palio un totale di sei titoli di campione (Assoluto, Seniores, U18, U16, U14 e U11) oltre, nella sezione dei giovani, a qualificare per le finali dei Campionati Italiani Giovanili (CIG) che si giocheranno a luglio a Salsomaggiore Terme. 

Questi Campionati sono l'evoluzione dei Campionati Scacchistici Oltrepo Pavese che si svolsero lo scorso anno proprio partendo da Salice Terme con l'Assessore Lara Bressani che fece da madrina alla manifestazione. Allora nella località termale arrivarono 36 scacchisti e gli organizzatori si aspettano un numero simile sabato 11 seppur, in questa occasione, la maggioranza degli scacchisti potrebbe avere un'età tra i 7 ed i 14 anni. Tra i più giovani vi sarà la presenza della Campionessa Italiana Under 10 Sara Serban, da Vigevano, mentre saranno in gara sia il Campione Under 11 dell'Oltrepo, Alessandro De Martini, sia quello Under 14, Federico Algeri. Nell'Assoluto il grande favorito è il Candidato Maestro vogherese, nonché Campione uscente, Clint Bosi, che dovrà guardarsi dal pari categoria Pietro Barrera di Vigevano e, anche, dalle giovani leve oltrepadane: Gian Marco Salvaneschi (17 anni) e, soprattutto, Lorenzo Modena (16 anni) che l'anno passato vinse il titolo Under 18. 

Le gare inizieranno alle ore 14,30 e termineranno verso le 19,30 con le premiazioni e la proclamazione dei Campioni e dei qualificati alle finali CIG.

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Entro la fine del 2019 a Broni verrà avviato il servizio di raccolta dei rifiuti urbani porta a porta per l’intero territorio comunale.

Nello scorso mese di marzo, la Giunta comunale ha dato mandato alla Società Broni-Stradella Pubblica S.r.l., affidataria del servizio di igiene urbana, di predisporre un progetto ad hoc finalizzato alla riorganizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani. Abbiamo chiesto al sindaco di Broni Antonio Riviezzi, che ha la delega sia all’ambiente che al bilancio, di illustrare le motivazioni alla base di questa decisione.

Sindaco Riviezzi, ci spiega il perché di questa scelta?

«Uno degli obiettivi che ci siamo posti fin dal nostro insediamento è preservare l’ambiente: non solo portando a compimento la bonifica della ex Fibronit, ma anche dando il via al potenziamento della raccolta differenziata. Spesso non ci rendiamo conto che quasi tutte le nostre azioni quotidiane, anche le più comuni, producono rifiuti: bere una bibita, leggere un giornale oppure acquistare un oggetto con una confezione in carta o in plastica. Quando qualcosa non ci serve più, la gettiamo nella spazzatura.

Se questi scarti li buttiamo in maniera indifferenziata in un unico contenitore, finiscono nelle discariche o negli inceneritori rischiando di provocare inquinamento del suolo, dell’aria e delle falde acquifere, con costi molto elevati per lo smaltimento. Inoltre in questo modo favoriamo inconsapevolmente un consumo abnorme delle risorse naturali, che non sono infinite».

Che ruolo può avere il nuovo servizio di raccolta in termini di salvaguardia ambientale?

«Un ruolo importantissimo. Grazie alla raccolta differenziata porta a porta possiamo sia aiutare il nostro pianeta a risparmiare le sue risorse, che ridurre l’inquinamento. Con questo sistema di raccolta si raggruppano i rifiuti urbani in base alla loro tipologia (carta, plastica, vetro, alluminio, frazione organica) destinandoli al riciclaggio, con conseguente riutilizzo delle materie prime. Inoltre, dalla gestione integrata dei rifiuti, può arrivare anche un contributo importante alla lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento dell’aria. Differenziare è un dovere verso l’ambiente in cui viviamo e verso i nostri figli, verso i quali abbiamo l’obbligo di lasciare un pianeta sostenibile e vivibile. Inoltre, la raccolta porta a porta oltre a salvaguardare l’ambiente,  comporterà anche tre grossi vantaggi rispetto al servizio attualmente in funzione».

In cosa consistono questi tre vantaggi?

«Primo, sarà più facile, pratico e comodo smaltire i rifiuti, visto che verranno ritirati direttamente a casa senza doversi più recare ai cassonetti: una bella comodità soprattutto per gli anziani e chi ha difficoltà a muoversi. Secondo, il nuovo sistema di raccolta comporterà, nel tempo, dei vantaggi di natura economica, visto che permetterà di contenere i costi di smaltimento con conseguente diminuzione della relativa tariffa. Già quest’anno, le tariffe delle utenze domestiche non solo non sono aumentate, ma per alcune famiglie sono addirittura diminuite. Terzo, il porta a porta contribuirà a mantenere la vie e le piazze più pulite: una città in ordine è il miglior biglietto da visita per rilanciarne la vocazione turistica, con conseguente beneficio anche per le attività commerciali».

Come sarà strutturato l’iter di informazione propedeutico alla realizzazione del servizio?

«Per quanto riguarda le modalità di presentazione del servizio, è partita una prima fase di ascolto sul tema consistente in una serie di incontri con le associazioni ambientaliste, le associazioni di categoria, le scuole e gli amministratori di condomini.

Durante questa prima fase, sono stati raccolti preziosi suggerimenti che sono inseriti nella stesura finale del progetto di raccolta porta a porta; quest’ultimo verrà presentato e spiegato ai cittadini in modo chiaro, semplice ed esaustivo attraverso una campagna d’informazione dedicata, declinata in più lingue. Infine, si procederà alla realizzazione di una vera e propria campagna di sensibilizzazione sull’importanza e il valore della raccolta differenziata, che verrà realizzata grazie attraverso l’organizzazione di eventi ed iniziative studiate ad hoc in collaborazione con le associazioni locali e le realtà scolastiche di Broni. Su un tema così importante, è fondamentale coinvolgere fin dall’inizio tutti i cittadini e tutte le categorie economiche e sociali della città, perché ognuno di noi, nessuno escluso, sarà chiamato a fare la  propria parte per salvaguardare l’ambiente, che è tra i beni comuni più importanti e preziosi che abbiamo: lo dobbiamo a noi stessi e lo dobbiamo soprattutto alle giovani generazioni, ai nostri figli e ai nostri nipoti».

di Elisa Ajelli

Il 25 maggio verrà inaugurata la nuova sede dell’Archivio Storico del Comune di Voghera presso palazzo Gallini in via Emilia 7 in locali adatti alla corretta conservazione di carte preziose. Stamattina ne hanno dato notizia il sindaco Carlo Barbieri insieme all’assessore alla Cultura Marina Azzaretti, il direttore dell’Archivio Storico Natalia Stocchi e i tecnici comunali. Palazzo Gallini, sottoposto a vincolo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, è stato oggetto di restauro nell’anno 2011 dei locali al piano primo, nelle parti comuni, nonché nelle parti esterne. Dal 25 maggio l’Archivio Storico di Voghera, che si trovava nell’edificio comunale di piazza Cesare Battisti 5 al piano secondo e ad un piano intermedio tra il primo e il secondo, sarà ufficialmente spostato nella nuova sede. L’intervento ha comportato la suddivisione degli ambienti in oggetto in due macrozone: un’area ove vi sarà permanenza di utenti, comprendente l’atrio, la sala consultazione, l’ufficio ed il servizio igienico a norma disabili ed un’area destinata ad archivio vero e proprio, in cui collocare le scaffalature con il materiale documentario ed accessibile solo agli addetti. L’intervento così realizzato ha presentato un costo complessivo per l’Ente pari a 94'900 euro di cui 58800 euro finanziati da Regione Lombardia. «Con questa riqualificazione Casa Gallini diventa sempre di più il polo culturale di Voghera. Un’opera importante iniziata con il restauro nel 2011 che testimonia la volontà forte di fornire un importante servizio aprendo le porte della cultura a tutta la cittadinanza», commenta il sindaco Carlo Barbieri. «E’ un monumento che ridiamo finalmente alla città funzionale nella sua totalità, un importante polo culturale, ricco, affascinante e complesso che, auspico, possa entrare in una rete integrata, sostenuta dalle associazioni, per incentivare l’attrattività della nostra città - aggiunge l’assessore alla Cultura Marina Azzaretti - L’intenzione è far conoscere e rendere fruibile e funzionale appieno il nostro patrimonio storico ed artistico, promuovendo la cultura anche tramite incontri con i cittadini e laboratori per le scuole». L’Archivio storico del Comune di Voghera, istituito come sezione separata nel 1976, è stato dichiarato “di particolare importanza” con decreto ministeriale 1992. Conserva sia il patrimonio documentario prodotto e ricevuto dal Comune di Voghera nel corso della sua storia a partire dal sec. XIII (articolato in Sezione antica, Sezione Novecentesca, serie particolari, Fondo diplomatico, Fondo Mazza, Fondo fotografico, Fondo Mappe e disegni) sia diversi archivi aggregati, depositati nel corso del tempo, prodotti da altri enti, famiglie e persone (Teatro Sociale, Congregazione rurale d’Oltrepo’ e Siccomario, Civica Scuola di Musica, Famiglia Cornaro Ricotti, Famiglia Lauzi de Rho, CNL Oltrepò Pavese, Archivio fotografico Cicala e altri minori), per un totale di almeno 800 metri lineari di consistenza.

Da alcuni giorni è entrato in servizio il dott. Roberto Edoardo Vanelli, nuovo Direttore dell’Unità Operativa Complessa Ortotraumatologia di Voghera, al quale è stato conferito incarico quinquennale con scadenza a maggio 2024. Il dott. Vanelli, originario di Busto Arsizio (Varese), 45 anni, proviene dalla Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo dove ha ricoperto il ruolo di Dirigente Medico della Struttura Complessa di Ortopedia Traumatologia e di Responsabile dell’Ambulatorio Osteoporosi della Clinica Ortopedica e Traumatologica di Pavia. Dopo la maturità classica, si è laureato nel 1998 in Medicina e Chirurgia a Pavia dove si è specializzato in Ortopedia e Traumatologia nel 2003. Ha frequentato l’University Medicale Centre di Utrecht per l’approfondimento della patologia e delle deformità del rachide in età pediatrica. E’ inoltre autore di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali ed ha svolto attività di ricerca su chirurgia vertebrale e protesica, e su tessuto osseo di banca. La sua attività lavorativa è cominciata nel 2003 presso l’Ospedale Civile di Tradate (Varese), l’anno successivo è approdato al San Matteo di Pavia. Tra le sue attività collaterali figurano il ruolo di consulente ortopedico dell’Associazione Nazionale Coagulopatici Congeniti e di tutor, sia presso la Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia dell’Università di Pavia che del tirocinio obbligatorio degli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Ha effettuato oltre 1500 interventi di chirurgia ortopedica come primo operatore ed altrettanti come secondo operatore, con particolare riferimento a sostituzione protesica articolare per patologia artrosica o traumatica di anca e spalla, patologia del rachide, correzione per scoliosi idiopatiche dell’adolescente, per deformità neuromuscolari, artroscopie di ginocchio e spalla, chirurgia della mano e traumatologia generale. Il nuovo primario subentra al dott. Concetto Consoli, entrato in pensione per raggiunti limiti di età dopo 39 anni di attività presso l’ASST di Pavia. L'unità Operativa di Ortotraumatologia dell’Ospedale Civile di Voghera svolge attività chirurgica in ambito sia traumatologico che ortopedico. Vi si eseguono interventi di moderna osteosintesi e ricostruzione articolare nel giovane e nel grande anziano. Fra le varie attività chirurgiche elettive si segnala la chirurgia artroscopica, la chirurgia del rachide lombare (ernia del disco), la chirurgia protesica di anca, ginocchio e spalla, della mano, del piede percutanea e mininvasiva. Ubicato al secondo piano del padiglione nuovo, il reparto conta 27 posti letto per ricovero ordinario, 3 in Day Surgery e 2 BOCA (chirurgia a Bassa Complessità Operativa ed Assistenziale)

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Un'altra giornata nera per i pendolari della linea Stradella – Pavia – Milano. A causa di un guasto alla struttura ferroviaria il treno numero 10576 che parte da Stradella alle 6.48 e arriva a Milano alle 8.10 raccogliendo lungo il percorso la maggior parte dei pendolari oltrepadani, è partito con mezz'ora di ritardo e, lungo il tragitto, ha accumulato altri minuti di ritardo per un guasto ad un altro convoglio della linea giungendo a destinazione con quasi un'ora di ritardo. A catena, come al solito, gli altri ritardi. Il convoglio 10578 è stato soppresso, mentre il 10571 è partito in ritardo per consentire le operazioni di manutenzione straordinaria sulla linea per risolvere il guasto iniziale. Solo in tarda mattinata il guasto sulla rete è stato risolto e la circolazione dei treni è tornata alla normalità.  Codacons: "La situazione è ormai insostenibile, i ritardi e le cancellazioni si susseguono. E' necessario un ricorso all'Autorità Giudiziaria per sanzionare Trenord, le condizioni di viaggio non sono più accettabili. C'è da segnalare che dopo alcuni mesi in cui i treni viaggiavano con tutte le carrozze al completo, di recente sono tornati ad una composizione ridotta. I pendolari sono così costretti a viaggiare stipati come sardine sulle poche carrozze a disposizione, alcuni rischiano di non salire e sono costretti a prendere la corsa successiva. Ma non basta: spesso i pendolari vengono a conoscenza della soppressione dei treni solo all'ultimo momento e vi sono disagi ai servizi. La biglietteria di Stradella, ad esempio, è chiusa al pomeriggio dalle 13.05 alle 20 e negli scorsi mesi ha effettuato solamente l'apertura mattutina. Oggi diffida del Codacons a Trenord per ottenere condizioni di trasporto più dignitose e rispettose dei pendolari".

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