Martedì, 16 Luglio 2019
Articoli filtrati per data: Martedì, 07 Maggio 2019

Marco Scabiosi, classe 1967, è il sindaco di Rovescala dal giugno 2016. Alla sua prima esperienza politica e come primo cittadino, ci spiega come sta andando il suo paese e le novità che questo 2019 porterà.

Tre anni da Sindaco. Un bilancio di questa sua prima esperienza politica

«Posso dire che sia io che tutto il mio gruppo pur essendo alla nostra prima esperienza, siamo partiti subito alla grande, e abbiamo dovuto imparare tutto ciò che riguarda la macchina amministrativa, con tutta la burocrazia che ne consegue e che circonda questo mondo. Piano piano abbiamo cercato di apprendere tante cose».

Come mai ha deciso di intraprendere questa avventura?

«Mi sono confrontato davvero con il vicino di casa, che è colui con cui ho affrontato questo percorso. L’intento di base è stato quello di impegnarsi socialmente, non criticando e basta: spesso viene spontaneo farlo quando non si conoscono certe realtà. Nel 2015 abbiamo iniziato a parlare di questa eventualità e poi abbiamo creato il gruppo, con un continuo confronto e la continua voglia di incontrarci. Forse in modo un po’ incosciente ma abbiamo cominciato questa avventura!».

Avrà poi trovato le normali difficoltà che incontrano anche i sindaci più navigati.

«Devo dire che ho parlato con chi amministra da anni e alcuni mi hanno detto di essere intenzionati a rinunciare a questo ruolo, perché trovano davvero tante, troppe differenze tra adesso e quando avevano cominciato. Mi dicono anche che io sono fortunato perché ho iniziato già con queste nuove regole amministrative».

Come primo bilancio cosa si sente comunque di dire?

«Direi che è positivo, forse soprattutto dal punto di vista umano. Con questo carica ho potuto conoscere molto meglio diverse persone, che prima conoscevo solo di vista. Ascolto molto volentieri qualsiasi problematica che ci può essere e questo lavoro mi sta piacendo. Dal punto di vista tecnico, abbiamo iniziato nel 2016 quando lo Stato ha messo un sacco di vincoli di finanza: però il fatto di essere arrivati sempre con un pareggio di bilancio, con tutte le spese sostenute, non è da poco. Ritengo quindi che per il momento sia una esperienza molto bella. Cerco sempre di non lamentarmi dei problemi e qualcuno mi ricorda che ‘ho voluto la bici’ e adesso devo pedalare fino alla fine!».

A Rovescala sono stati fatti un po’ di lavori?

«Abbiamo fatto diverse richieste di contributo, ma nonostante siamo sempre rientrati in graduatoria non abbiamo ricevuto i finanziamenti. Comunque siamo riusciti a fare qualcosina con i nostri mezzi. Quest’anno abbiamo in programma diversi cantieri: prima di tutto il restauro parziale del cimitero, sistemeremo poi la sede municipale, faremo una riqualificazione importante per i campi di gioco dei nostri ragazzi e non solo e poi qualche intervento per l’arredo urbano, per il verde pubblico e l’illuminazione. E infine aumenteremo qualche telecamera in paese».

è terminata da poco la tradizionale manifestazione che si svolge nel vostro paese, la primavera dei Vini, che ha sempre un grande successo.

"Abbiamo voluto come amministrazione portare una ventata di aria fresca quando siamo arrivati, cercando di spostare l’attenzione e la manifestazione al centro del paese. La proloco ha fatto e fa sempre un lavoro immenso per la buona riuscita dell’evento. E vorremmo riuscire, insieme a loro, ad aumentare nel corso dell’anno gli eventi legati al nostro prodotto principe, la Bonarda. La primavera dei vini è andata veramente bene, grazie sicuramente anche al bel tempo e grazie all’ottima organizzazione: si parla dell’edizione numero 36 dell’evento e quindi di un prodotto ormai consolidato nel tempo».

Avete altri eventi in programma?

«La proloco ha le feste tradizionali di maggio, della Madonna di Caravaggio, e ad agosto, quando c’è la vera e propria festa di Rovescala. Vorremmo aggiungere un evento legato alla rassegna Calici di stelle, ad agosto, e una serata sfruttando il borgo medievale. Vogliamo e dobbiamo aumentare la visibilità su Rovescala».

di Elisa Ajelli

Non serve essere oltrepadani doc per conoscere la torta “Sabiosa”. La fama di questo dolce dal nome di derivazione dialettale (“sabiùsa”) e per questo rigorosamente con una “b” sola, ha ampiamente oltrepassato i confini di valli Staffora e Tidone tanto da essere ormai ricercata da clienti di ogni sorta e rango. Pare che l’abbiano apprezzata persino il principe Alberto di Monaco e il presidente della Repubblica Mattarella. Le origini del prodotto non sono accertate, quello che si sa è che ad averne fatto il proprio marchio di fabbrica è il piccolo panificio Provendola, nel cuore di Romagnese, dove da ormai quattro generazioni si tramanda il segreto di una ricetta tanto semplice quanto complessa da mettere in atto. La parentela della “Sabiosa” con la più nota Torta Paradiso è evidente anche ai profani della pasticceria. Quello che invece solo un palato attento (e goloso) rileva è come la straordinaria morbidezza di questo dolce lo renda unico nel suo genere. Nella bottega di piazza Castello ancora oggi si possono incontrare tre generazioni, sedute a confronto allo stesso tavolo nel retro del negozio: Nonna Maria Diamanti, arzilla 90enne che ancora vigila con attenzione sul processo produttivo, Patrizia Provendola e suo figlio Riccardo, che ha raccolto il testimone della panificazione dal nonno di cui porta anche il nome. 

Patrizia, quanto è “storica” questa vostra attività?

«Dire una data è difficile, so che il primo di noi con l’attività è stato il mio bisnonno, che a inizio del secolo girava a cavallo con due grosse bisacce a vendere alimentari nelle frazioni».

Siete panettieri da sempre?

«No, ai tempi dei miei nonni si vendevano alimentari. Il primo a fare il pane è stato mio padre, negli anni ’50, aiutato da mia nonna».

In quanti si lavorava in una bottega come questa?

«Tutta la famiglia era qui e dava una mano, sette forse otto persone. Ma erano altri tempi, in paese vivevano 2mila persone contro le 600 di oggi. I miei facevano il pane, e oltretutto mio padre e mio nonno andavano in giro a domicilio a consegnarlo».

C’è il mito della famosa jeep riadattata a camioncino per le consegne. Si ricorda la storia?

«Mio padre aveva sempre avuto la passione per la meccanica. Non avesse fatto il panettiere avrebbe tranquillamente potuto aprire un’officina. Acquistò una jeep militare dopo la guerra e la riadattò creando una specie di cassone dietro in cui trasportava il pane. Ha continuato a farlo fino a quando non è scomparso, un paio di anni fa. Non c’è stato modo di farlo stare fermo». 

C’erano ancora molti clienti da servire?

«In realtà no, il paese si è svuotato con gli anni, un po’ come tutte le frazioni di montagna a dire il vero. Negli ultimi tempi il giro del pane serviva giusto un pugno di persone, per lo più anziane, di cui non si voleva più che altro scalfire l’abitudine».

Oggi che il giro del pane non si fa più, com’è la clientela?

«è fissa e ci conosciamo tutti, poi nei mesi estivi, in particolare tra luglio e agosto, il lavoro aumenta parecchio con l’arrivo dei villeggianti. A Romagnese ci sono moltissime seconde case e in quel periodo facciamo addirittura fatica a stare dietro alla produzione».

Non credo ci sia bisogno di chiedervi qual è il vostro “Best Seller”…

«Ovviamente è la Sabiosa. Nel periodo invernale prepariamo torte una volta alla settimana, mentre nei mesi caldi estivi le facciamo anche tutti i giorni tanta è la richiesta».

Qual è la storia di questo dolce? In che modo è legato alla sua famiglia?

«Si tratta di una ricetta antica di cui non conosciamo l’origine. Quello che sappiamo è che mia nonna tra le due guerre prestò servizio come balia a casa di signori torinesi e tornò dal Piemonte con questa ricetta, che mia mamma imparò e a sua volta ripropose. La vendiamo in negozio ormai dal 1957 e i segreti della sua produzione sono adesso nelle mani di mio figlio Riccardo, anche se mia mamma Maria gli ronza sempre attorno mentre le prepara, controllando e dispensando ancora consigli».

Riccardo Dell’Orto è il giovane erede di questa tradizione. Ha deciso di non abbandonare la montagna per continuare il percorso tracciato dai suoi avi. Ha imparato a fare il pane dal nonno e oggi è il responsabile della produzione.

Riccardo, innanzitutto come mai questa sua scelta? Il paese si è svuotato e i giovani di solito cercano fortuna altrove…

«Io qui mi sono sempre trovato bene e mi piace il lavoro. Quando ho imparato da mio nonno avevo comunque delle teorie mie su come poter fare il pane e, in qualche modo, personalizzare la produzione e poterci metterci il mio “marchio” è diventata un po’ una missione».

Una sorta di “sfida” al suo avo. Come sta andando?

«Per ora ho introdotto qualche novità. Ad esempio ho iniziato a introdurre farine diverse. Ne utilizzo una di tipo 2 macinata a pietra, poi ancora un’altra rimacinata di grano duro che è quella per fare la pasta. Poi mi piacerebbe produrre pane di altissima qualità con farine di grani antichi, o anche farine di mais».

Qual è il suo cavallo di battaglia?

«La micca è la specialità che ho imparato dal nonno. Ho imparato da lui a fare il pane come una volta, con una lievitazione lunga e senza cella, in modo del tutto naturale. Poi mi sono modernizzato con dell’attrezzatura e ho studiato per conto mio, ma le basi che ho appreso sono quelle. Una volta imparato come fare lievitare il pane correttamente e senza ausilio della tecnologia la strada è in discesa».

Che caratteristiche ha questo prodotto?

«Ha una conservazione più lunga e una pasta meno asciutta del solito, dura molto di più rispetto al pane industriale».

Della “Sabiosa” può svelare qualche segreto?

«Posso solo dire che è una torta ostica da fare, ci sono volute generazioni e innumerevoli tentativi per trovare la “formula” giusta, che permette di ottenere quella particolare morbidezza che la contraddistingue. Posso dire anche che dà il meglio appena sfornata, quando è ancora tiepida e la stagione ideale per degustarla è l’estate, perché la temperatura combinata con la quantità di burro presente ne accentua la morbidezza».

di Christian Draghi

Un nuovo assunto su cinque in Italia è nel food. A rilevarlo è la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati nazionali relativi ad aprile 2019 del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro). Dall'analisi di mercato emerge, che tra cuochi, camerieri, altri servizi turistici, operai specializzati e conduttori di macchinari nell'industria alimentare, sono oltre 82 mila le entrate previste dalle imprese in Italia ad aprile 2019, una su cinque sul totale di tutti i settori (415 mila). La Camera di commercio spiega nel dettaglio che si tratta di 73 mila tra cuochi e camerieri con oltre uno su tre che ha meno di 29 anni (36,7% del totale delle entrate). Giovane anche il 27% dei quasi 9 mila operai specializzati nell'industria alimentare.

Al 2017 sono circa 615 mila le entrate di dipendenti del food assunti all'anno dalle imprese. Le figure più richieste sono i camerieri (300 mila) e i cuochi (132 mila). Seguono i baristi (89 mila), gli addetti alla preparazione, alla cottura e alla distribuzione dei cibi (41 mila) e i pasticceri e gelatai (14 mila). "Il settore del food - ha commentato il membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi Guido Bardelli - offre importanti opportunità di lavoro nella ristorazione e negli alberghi, con un indotto in molti settori collegati. Puntiamo a far conoscere questi mestieri nei giorni dedicati a Milano Food City, il fuorisalone dedicato al cibo".

"Domenica  12 maggio Pier Francesco Majorino, candidato alle elezioni europee, sarà presente in un tour che lo porterà in Oltrepò  (Voghera, Casteggio, Stradella).
 
L'assessore  alle Politiche Sociali, Salute e Diritti per il comune di Milano arriverà a Voghera verso le 15.30 e presso il Giardino di Via Cavallotti 16 parteciperà a "Letture per l'Europa" a microfono aperto,  un pomeriggio che vuole essere aperto a tutti sul tema Europa. Chi volesse intervenire con un breve contributo lo potrà fare. L'evento è organizzato dal circolo PD di Voghera che ringrazia per la disponibilità della location l'associazione Voghera è."

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

A Santa Maria della Versa, l'alzabandiera e l'Inno degli Italiani hanno dato il via all'edizione 2019 di "Autieri Camp" del 4 e 5 Maggio, con l'intento di avvicinare i ragazzi al mondo della protezione civile e del volontariato civico, e di responsabilizzarli verso l'ambiente circostante.

Numerosi i partecipanti che hanno aderito all'iniziativa promossa dall'Associazione Nazionale Autieri d'Italia - Sezione Oltrepo Pavese "Serg. Magg. Tiziano Pinardi", che nel grazioso comune della Valle Versa ha la propria sede.

Dopo la suddivisione in gruppi di lavoro e la scelta dei relativi caposquadra, le attività sono entrate nel vivo con le varie esercitazioni in programma: allestimento del campo base, montaggio di lettini, simulazione di situazioni di emergenza, soccorso ai feriti, simulazione di ricerca di un disperso, prove a cavallo, corso antincendio e idrologico, piantumazione, ecc.

Prima del meritato riposo notturno, i racconti di storie intorno al fuoco e marshmallow abbrustoliti, hanno concluso l'impegnativa giornata di sabato, in attesa delle nuove interessanti attività del giorno dopo.

Proprio per le numerose esercitazioni, l'evento ha visto coinvolti: gli Autieri del Gruppo ANAI San Bassano e ANAI Crema Protezione Civile Lo Sparviere - Presidenza Nazionale, i Volontari dei Gruppi Protezione Civile Il Pilastrello - DoveraG. C. Castrum Leonis - Volontari Protezione CivileProcivile Oglio-Po OnlusGruppo Protezione Civile Platina di Piadena, GVL Giacche Verdi Lombardia, Gruppo Pavia - CISOM - Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta e dei gruppi limitrofi a Santa Maria della Versa. Presenti le funzioni logistica, trasporti, minuto mantenimento, vettovagliamento, sorveglianza notturna, antincendi boschivi, squadre a cavallo, segreteria, cucina, cine e foto operatori.

Al risveglio, la domenica mattina, purtroppo, una incessante pioggia e temperature non ideali hanno costretto a modificare il programma e a chiudere anticipatamente le attività. La consegna degli attestati alla presenza dei genitori e l'ammainabandiera, accompagnata ancora una volta dal nostro Inno nazionale, hanno chiuso la giornata.

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Nuovo prestigioso appuntamento con il 15° Festival Chitarristico Città di Voghera, la rassegna di eventi organizzata dalla Chitarrorchestra, diretta dal M° Gianfranco Boffelli, che culminerà con il 6° Concorso Giovani Esecutori ed il 15° Concorso Chitarristico internazionale previsti rispettivamente per sabato 18 e domenica 19 maggio.

Ad esibirsi nella serata di sabato 11 maggio, presso il Museo Civico G. Beccari di via Gramsci – ex caserma, sarà il duo formato da Michela Podera al Flauto e Giulio Tampalini alla chitarra.

Nata a Bergamo nel 1995, Michela Podera ha conseguito il Diploma Accademico di I livello con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio “Gaetano Donizetti” di Bergamo, sotto la guida di Paola Bonora. Nell’agosto 2015 si è esibita con l’Orchestra Giovanile di Caracas e la Sistema Europe Youth Orchestra al Teatro alla Scala. Come solista ha suonato con l’Orchestra Galilei di Fiesole e come primo flauto ha collaborato con l'Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano, con la quale ha registrato anche un cd di musica contemporanea. Numerose le sue esibizioni in vari teatri e piazze d’Italia, vanta svariati riconoscimenti, borse di studio e primi premi nei più prestigiosi concorsi di settore, nonché una partecipazione come solista in diretta televisiva alla trasmissione Quarto Grado.

Giulio Tampalini è oggi uno dei più conosciuti e carismatici chitarristi italiani. Con oltre 25 dischi solistici all’attivo, si è imposto in alcuni dei maggiori concorsi di chitarra, tiene concerti da solista e accompagnato da orchestre sinfoniche in tutta Italia, Europa, Asia ed America. Tra le sue numerose esibizioni, da segnalare la partecipazione nel 2001 al Concerto di Natale in Vaticano in onore del Papa. Importanti inoltre le collaborazioni musicali, tra cui quella con le prime parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Attualmente è docente al Conservatorio di Adria e tiene regolarmente corsi e masterclass in tutta Italia e all’estero. Il suo doppio CD “Francisco Tarrega: Opere complete per chitarra” è stato premiato nel 2006 con la Chitarra d’Oro al Convegno Internazionale di Chitarra di Alessandria come Miglior CD dell’anno e lo stesso riconoscimento è stato conferito nel 2018 al suo disco “Mario Castelnuovo-Tedesco: Opere complete per soprano e chitarra” registrato insieme alla cantante Joanna Klisowska.

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

  1. Primo piano
  2. Popolari