Giovedì, 27 Giugno 2019
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Ad Arena Po sorge un’attività che si occupa di fornire servizi di volo a privati, aziende ed enti pubblici. Parliamo della Air Service Center, attiva da oltre trent’anni. Abbiamo incontrato Cristiano Acuto, direttore della scuola di volo e direttore operativo dell’organizzazione.

Come ha preso il via questa realtà?

«Noi siamo nati come associazione nel 1986 e ci siamo stabiliti in Oltrepò. Prima con altri soci eravamo di casa all’aeroporto di Rivanazzano, poi ci siamo spostati nella struttura attuale nel comune di Arena Po.»

Esisteva già qui una struttura dedicata al volo o l’avete messa in piedi dal nulla?

«Qui non c’era nulla, ma abbiamo poi saputo che il nostro campo era stato una vecchia pista militare durante la Seconda Guerra Mondiale. Infatti, fino a circa un anno fa c’erano i resti di un bunker a poche decine di metri da qui, che sono stati poi rimossi. Della pista vera e propria però non c’erano tracce visibili.»

Per quale motivo vi siete installati in Oltrepò?

«Noi siamo nati principalmente per occuparci dei trattamenti e delle irrorazioni sui vigneti. Questa era una zona molto ricca sotto questo punto di vista. Nello stesso tempo abbiamo sempre avuto attiva una scuola di volo; nel corso degli anni ci siamo specializzati anche in altri settori. Trasporto passeggeri, controlli sui metanodotti, servizio antincendio, ricognizione e sorveglianza. Poi abbiamo iniziato a lavorare anche in montagna, occupandoci di trasporto alpino e di consegnare i materiali per la costruzione dei rifugi.»

Infatti quella di Arena non è l’unica struttura in capo alla vostra organizzazione…

«Sì, abbiamo due basi secondarie a Vipiteno e a Cortina d’Ampezzo.»

Quante persone lavorano qui?

«Adesso siamo circa una ventina fra piloti, tecnici e impiegati.»

E nessuno si occupa più dei lavori in campo agricolo…

«Si, quella parte è andata a sparire. Abbiamo fatto ancora di recente alcuni trattamenti sul riso nel Monferrato, nel Vercellese e nel Novarese, anche per le zanzare…»

E funzionava?

«Funzionava bene, il problema è che sono venuti meno i finanziamenti… Abbiamo avuto diversi riscontri da parte dei cittadini delle zone interessate proprio in relazione a questo aspetto. La differenza, quando i trattamenti anti-zanzara si sono interrotti, è stata percepita.»

Da dove proviene la vostra utenza?

«Noi abbiamo avuto clienti da tutta Italia, adesso iniziamo ad avere anche richieste dall’estero. Ovviamente di tutte le carature.»

Come siamo messi in Oltrepò, in quanto ad infrastrutture per il volo?

«L’elicottero sicuramente ha la facoltà di essere molto più libero dell’aereo. Noi con la disponibilità di un semplice giardino di casa, se ovviamente ci sono le misure di sicurezza, ovvero le giuste distanze rispetto ad eventuali ostacoli, non abbiamo problemi ad atterrare. L’elicottero decolla da terra verticalmente, non ha bisogno di grandi spazi. Sicuramente mancano infrastrutture pubbliche, strutture dedicate, ma non solo dalle nostre parti: in tutta Italia. Questo perché l’elicottero è proprio ancora visto come un lusso. D’altra parte, è anche vero che se ci fosse più richiesta i costi potrebbero abbassarsi notevolmente.»

Che infrastrutture mancano, nello specifico?

«Ad esempio ci troviamo in una regione dove esiste un servizio di elisoccorso, ma non ci sono piazzole. Penso anche ospedali realizzati di recente o anche soltanto ristrutturati. Penso a Pavia, a Stradella…»

In effetti quella piazzola presente nel comune di Fortunago viene vista quasi come un oggetto estraneo, in quel contesto; quando invece soprattutto in alta collina dovrebbero vedersene in numero ben maggiore…

«Ci sono comuni che hanno destinato aree agli atterraggi in caso di emergenza. I campi sportivi, per esempio. Solo che a volte succede di atterrare in queste strutture e trovarsi chiusi dentro da un cancello con un lucchetto… e di dover perdere tempo a cercare chi ti deve venire ad aprire.»

A fini turistici potrebbe essere sfruttata la possibilità di volare in Oltrepò? Si tratta di un territorio interessato da lunghe distanze fra il capoluogo e le località delle aree interne.

«Penso che come tutto in tutto il resto d’Italia ci siano anche qui molti posti belli da visitare. Abbiamo delle colline meravigliose, e poi centinaia di cantine che fanno numeri importanti e che sono conosciute in tutta la nazione e anche all’estero. Ecco, penso che dovrebbe esserci una coordinazione fra queste cantine: se loro magari facessero gruppo, si mettessero insieme per organizzare esperienze od eventi in un certo momento dell’anno, nell’ambito di queste potrebbero offrire ai loro clienti un volo intorno ai vigneti alla cantina. O anche un collegamento con i più vicini aeroporti, per quei clienti internazionali che potrebbero venire appositamente per recarsi nelle cantine. L’elicottero potrebbe servire a questo. Non pensiamo sia solo per Berlusconi o per Ferrero. Se si mettessero insieme anche soltanto un paio di cantine, potrebbero pensare di offrire questo servizio.»

Vi è già capitato di svolgere servizi simili?

«Sì, abbiamo avuto alcune esperienze nelle Langhe, nel Monferrato… Può capitare che arrivi il facoltoso cliente russo che desidera acquistare 200 litri di barolo e pretende che gli sia dato un servizio completo. Se una volta atterrato deve prendere una macchina, farsi tutta la strada e arrivare a destinazione stremato dal traffico, dal caldo e dalla perdita di tempo, magari non torna una seconda volta.»

Facciamo un gioco. Le dico i nomi di due località, lei mi risponde quanto tempo serve per spostarsi dall’una all’altra a bordo di un elicottero. Per esempio: Voghera – Zavattarello?

«10 minuti.»

Santa Maria della Versa – Varzi?

«5 minuti.»

Arena Po – Rapallo?

«25 minuti.»

Milano – Valverde?

«30 minuti.»

Avete avviato la vostra attività ormai oltre trent’anni fa presso l’aeroporto di Rivanazzano. Quale può essere l’importanza di questa struttura per l’Oltrepò?

«Abbiamo ancora un hangar di nostra proprietà presso l’aeroporto di Rivanazzano. Sicuramente se si sviluppasse un po’ di più rispetto ad ora, avrebbe dalla sua una posizione strategica per un certo tipo di voli. Non pensiamo a Ryanair che atterra a Voghera, ma per un certo tipo di clientela sarebbe interessante. Penso a jet privati, però ci vuole una mentalità per attirare questi utenti, e ci vogliono investimenti. Un altro aspetto non da poco è il modo in cui è attrezzato questo aeroporto, mi riferisco alla pista, alle strutture, agli hangar… L’aeroporto di Alessandria, per esempio, è un prato.»

Se dovesse lanciare una proposta alle istituzioni, in relazione alla vostra attività, a cosa penserebbe?

«Avevo in mente qualche anno fa una certa idea che, nonostante qualche contatto, purtroppo non ha avuto seguito. Mi riferisco all’elisoccorso. In Italia questo servizio funziona sì, ma potrebbe funzionare decisamente meglio. Esiste, viene svolto, ma con qualche difficoltà.»

Ovvero?

«La provincia di Pavia e tutto il territorio appenninico fino alla Liguria è servito male, perché gli elicotteri in Lombardia sono situati tutti nel nord della regione. Quindi avevo pensato di creare un elisoccorso autogestito. Secondo i miei calcoli sarebbero stati sufficienti 2 euro pro capite al giorno per finanziare un servizio di elisoccorso nella Provincia di Pavia.»

Sarebbe positivo, soprattutto per quelle aree molto lontane dai presidi medici.

«Immagini un agricoltore che si ribalta con in trattore a Zavattarello. Ad oggi, per raggiungerlo un elicottero potrebbe impiegare 40 minuti, considerando il punto di partenza. Sappiamo che per salvare una vita in caso di infarto sono già troppi dieci o quindici minuti.»

Perché tutto questo tempo?

«L’elicottero più vicino si trova a Milano, da cui servono 33/35 minuti per arrivare a Zavattarello. Più o meno lo stesso tempo servirebbe da Parma o Alessandria, gli altri due più vicini, che però si trovano in altre regioni e quindi non sono i primi a essere contattati in caso di emergenza. Se l’elicottero di Milano non è libero, allora si parte da Bergamo, Brescia o Sondrio. Solo se anche questi mezzi sono occupati, allora si prova cono Alessandria o Parma, che comunque potrebbero essere impegnati nelle loro aree di competenza.»

Come si suol dire: uno fa in tempo a morire…

«Con un elicottero dedicato, poco costoso ovviamente, e con un servizio sul posto, penso che si potrebbe assicurare un servizio molto più efficiente rispetto ad oggi. L’elicottero potrebbe essere parcheggiato da noi come presso uno dei nostri ospedali, non è un problema. Raggiungere certe località in ambulanza richiede, in effetti, tempi molto lunghi. Penso sia importante per un cittadino sapere che, qualsiasi cosa succeda, ci sia la possibilità di avere un intervento rapido.»

di Pier Luigi Feltri

Volete deliziare il vostro partner con una cenetta a lume di candela, oppure aspettate ospiti importanti a cena e non avete idea di cosa preparare? Ecco una ricetta facile e molto chic con la quale stupirete i commensali: Muffin di spaghetti con trittico di mare. Perché trittico di mare? Ho pensato di utilizzare per il condimento dei nostri spaghetti,  crostacei e frutti di mare quali cozze vongole e gamberi. Oltre ad essere molto buoni , i frutti di mare sono ricchi di Omega-3, proteine e iodio, svolgono un’azione antinfiammatoria su tutto l’organismo, aiutano a dimagrire e a mantenere una buona attività cardiocircolatoria. Devono il loro nome al metodo di raccolta che ricorda per l’appunto quello della frutta perché vengono raccolti uno ad uno, a mano. Sono caratterizzati da uno scarso apporto calorico e lipidico che li rende alimento ideale nelle diete ipocaloriche. Non va dimenticato l’apporto proteico, legato soprattutto alle proteine nobili, che è assimilabile a quello della carne. I frutti di mare forniscono vitamine in particolare la B12 e tanti sali minerali come ferro, iodio, potassio, selenio e zinco, un minerale indispensabile per mantenere in buona salute l’apparato riproduttivo. Proprio per il contenuto di quest’ultimo minerale sono considerati uno dei cibi afrodisiaci per eccellenza! Mettiamoci dunque all’opera.

MUFFIN DI SPAGHETTI CON TRITTICO DI MARE

Ingredienti per

2 persone:

100 g di spaghetti

3 gamberi

12 cozze

15 vongole

1 pomodoro grande

un ciuffo di basilico

1 spicchio d’aglio

1 peperoncino

olio extravergine

d’oliva e sale 

Come si preparano:

Sbucciamo il pomodoro, togliamo i semi e lo tagliamo a dadini. In una padella con un pochino d’olio mettiamo le vongole e le cozze ben lavate, copriamo con un coperchio e le facciamo aprire a fuco medio per qualche minuto. Puliamo i gamberi e li tagliamo a dadini. Togliamo i molluschi dal guscio, li mettiamo da parte con il loro sughetto di cottura e ne teniamo alcuni con le valve per la decorazione dei piatti. Ora prepariamo il nostro condimento per gli spaghetti.

Mettiamo un po’ d’olio nella padella, rosoliamo lo spicchio d’aglio con il peperoncino e scottiamo i dadini di gamberi. Aggiungiamo ora la dadolata di pomodori ed infine uniamo i frutti di mare sgusciati con il loro sughetto. Mescoliamo e aggiustiamo di sale. Spegniamo la fiamma. Cuociamo ora gli spaghetti al dente in acqua salata. Intanto frulliamo alcune foglie di basilico con un po’ d’olio. Scoliamo gli spaghetti e li versiamo nella padella con il sugo ai frutti di mare e mescoliamo bene. Prepariamo due ciotoline di alluminio pennellandole con un po’ d’olio. Utilizzando una pinza inseriamo in ogni ciotolina un nido di spaghetti completando con una cucchiaiata di sugo. Cuociamo in forno caldo a 180° per 10 minuti.

è giunto il momento di impiattare. Prendiamo un piatto piano, mettiamo sul fondo una pennellata di olio al basilico. Togliamo il muffin di spaghetti dalla ciotolina e lo adagiamo sul piatto. Decoriamo con vongole e cozze che avevamo tenuto da parte. Buon appetito!!

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di Gabriella Draghi

I crocifissi di alcune tombe del cimitero di Pieve di Cento sarebbero stati coperti per non offendere persone con credo religioso diverso.

La denuncia è partita da Galeazzo Bignami, deputato di Forza Italia, e oggi, su quello che è diventato un vero caso politico, è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini: la vicenda, che sta scuotendo l’opinione pubblica e coinvolgendo la politica, è quella del cimitero di Pieve di Cento, in provincia di Bologna, centro amministrato da un sindaco Pd, dove sono stati montati dei teli oscuranti per nascondere le croci, simboli della religione cristiana che potrebbero urtare la suscettibilità di proseliti di altri credi.

Il dubbio degli amministratori locali è che il sonno eterno di alcuni cattolici, addormentatisi all’ombra di croci e crocefissi, possa turbare quello di altre anime di fedi diverse. Nell’ambito dei lavori di ristrutturazione di una cappella, è stato installato un vero e proprio sistema motorizzato di teli oscuranti per nascondere i simboli della religione cristiana presenti in quella stessa cappella, in caso di cerimonie con rito diverso da quello cattolico. Una risoluzione discutibile che se ieri, Galeazzo Bignami, nel denunciare la cosa, ha definito come «l’ultima trovata dei sinistrati che in un comune della provincia bolognese annunciano fieramente, in un giornaletto preelettorale, il restauro del Cimitero e … per riti o cerimonie laiche anche di altre religioni, il progetto prevede l’installazione di un sistema di oscuramento motorizzato con teli di tessuto che appunto consentiranno all’occorrenza di coprire temporaneamente le immagini sacre e le tombe di famiglia situate all’interno della Cappella», oggi il leader del Carroccio Salvini torna sulla vexata quaestio.Salvini: «Se è vero, questa sinistra… non si smentisce mai»

E in un post sul suo profilo Facebook rincara la dose: «Pieve di Cento (Bologna), sindaco PD. Si parla di un “sistema motorizzato” al cimitero per coprire croci e altri simboli cristiani che potrebbero “urtare” le altre religioni. Se è vero mi pare una totale IDIOZIA, questa sinistra che ha paura delle nostre radici e della nostra cultura non si smentisce mai»… Bignami solo ieri avevaaffermato : «Se questi amministratori si vergognano della nostra tradizione e della nostra cultura, dovrebbero andare a nascondere se stessi e non solo dietro una tenda motorizzata. Se non sono capaci di portare rispetto per i vivi almeno abbiano la decenza di lasciare stare i morti e di non coinvolgerli in scempiaggini pre elettorali».

Con un aumento-record del 38% nell'ultimo anno è boom per i vignaioli della Generazione Zeta, i ragazzi under 25 che hanno scelto il vino per realizzare il proprio sogno imprenditoriale e crearsi un futuro lavorativo. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti diffusa al Vinitaly dove si sono accesi i riflettori su un fenomeno, quello del ritorno dei ragazzi alla terra, che nel settore vitivinicolo è particolarmente dinamico. Secondo una proiezione Coldiretti su dati Agea, si stima che i produttori di vino sotto i 25 anni siano saliti a quota 1200 nel giro di un solo anno, con un incremento in controtendenza rispetto al dato generale, che vede un calo del 6%.

Le aziende agricole dei giovani possiedono peraltro una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più. Una presenza che ha di fatto rivoluzionato il lavoro in campagna dove il 70% delle imprese giovani opera in attività multifunzionali che vanno dalla trasformazione e vendita aziendale del vino all'enoturismo fino alla vinoterapia.

L'elemento che caratterizza maggiormente la nuova stagione del vino italiano, per Coldiretti, è l'attenzione verso la sostenibilità ambientale, le politiche di marketing, anche attraverso l'utilizzo dei social, e il rapporto con i consumatori, con i giovani vignaioli che prendono in mano le redini delle aziende imprimendo una svolta innovatrice.

Di fronte ad un aumento medio dei prezzi del vino nei supermercati del 6,5% nel 2018, il consumatore ha ridotto gli acquisti del 3,8%. Tanto più che le promozioni di vini a prezzi scontati sono diminuite di due punti percentuali. A mantenere le posizioni i soli vini Doc e Docg (-0,7% a volume). Tuttavia, al netto degli effetti inflattivi della scarsa vendemmia del 2017, l'aumento del valore del vino nella Grande distribuzione (Gdo) viene considerato come una tendenza positiva e necessaria sia dalle cantine sia dalle insegne distributive. 

E' quanto emerso a Vinitaly dalla tavola rotonda sul mercato del vino nella Gdo (grande distribuzione organizzata), organizzato da Veronafiere in collaborazione con l'istituto di ricerca Iri, dove si è discusso dei prezzi delle uve destinate ai vini. Per Enrico Zanoni, consigliere di Unione Italiana Vini e direttore generale di Cavit "sarebbe auspicabile sia da parte dei produttori che dei distributori la gestione di una politica di prezzo correlata più al corretto posizionamento dei diversi prodotti, e meno influenzata dagli andamenti della materia prima nella diverse vendemmie".

"Attenzione a non disperdere nel 2019 quanto di buono costruito nella relazione con il consumatore cercando di comunicare il giusto rapporto tra qualità e prezzo" ha sottolineato Alessandro Masetti, Responsabile settore alimentari e liquidi di Coop Italia. Del resto, ha ricordato Virgilio Romano, Business Insight Director dell'istituto di ricerca Iri, "i disciplinari delle denominazioni proteggono da tali forti oscillazioni permettendo alle aziende di mantenere politiche commerciali e di marketing stabili nel tempo. Agli inizi del duemila la percentuale di vini con marchio di qualità (Docg/Doc/Igt) era inferiore al 60%, oggi siamo arrivati intorno al 70%. La strada è questa, continuare a valorizzare territori e produzioni".

Benito Mussolini resta cittadino onorario di Salò, in provincia di Brescia. Lo ha deciso il Consiglio comunale che ha rigettato la mozione presentata da un consigliere di minoranza. "La questione dovrà affrontarla la prossima amministrazione che uscirà dal voto di maggio" ha detto il sindaco del paese Cipani, esponente di centro destra. "In questo momento siamo in campagna elettorale e il tema crea una tensione inutile" ha aggiunto il primo cittadino di Salò.

Il Comune di Milano ha subito danni patrimoniali ed anche "all'immagine pubblica", perché è "titolare di pubbliche funzioni in materia di convivenza tra uomo e animale e di tutela della salute e della dignità degli animali d'affezione". Così il giudice di Milano Mauro Gallina ha motivato il risarcimento concesso all'amministrazione comunale e a carico del condannato in un processo penale per l'abbandono di un cane lupo cecoslovacco, 'Randall', tenuto per giorni in un appartamento in condizioni terribili, senza cibo né acqua, tra escrementi e urina. La sentenza 'pilota' della settima penale ha condannato il proprietario del cane ad un'ammenda di 4 mila euro, ma soprattutto per la prima volta ha riconosciuto un risarcimento (2441 euro) all'Amministrazione comunale. Comune che, dopo l'intervento della Polizia locale attraverso l'Ufficio tutela animali, ha rimesso in salute il cane e lo ha aiutato con corsi di 'riavvicinamento' nel rapporto animale-uomo.

A Savona un autobus noleggiato per la gita scolastica di una cinquantina di alunni delle elementari è stato fermato dalla polizia stradale perché l'autista è stato trovato in stato di ebbrezza. Il controllo preventivo ha evitato che i bimbi salissero sul mezzo e in questi minuti si sta organizzando la sostituzione del pullman. All'autista risultato positivo all'etilometro è stata ritirata la patente.
    Il controllo è avvenuto nell'ambito dei protocolli stipulati fra il ministero dell'Istruzione e il ministero dell'Interno, che prevedono da parte degli istituti scolastici una segnalazione alla polizia stradale delle gite scolastiche organizzate con autobus a noleggio.

Attraverso l'utilizzo dei fondi europei del programma POR FESR 2014-2020, al fine di rispondere concretamente alla necessità di rimettere in moto un percorso di crescita e di incrementare la competitività delle imprese lombarde, Regione Lombardia ha stanziato 1,1 milioni di euro per startup di impresa dei territori dell'Area Interna Appenino Lombardo - Alto Oltrepò Pavese.

Lo ha deciso la Giunta regionale, approvando, oggi, una specifica delibera, su proposta dell'assessore allo Sviluppo Economico e di concerto con l'assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni. Il finanziamento è a fondo perduto fino al 50 per cento.

CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA - Potranno presentare la domanda: micro, piccole e medie imprese con sede legale od operativa attiva da non più di 24 mesi; coloro che aspirano a essere imprenditori, ossia chiunque provveda, nel termine di 90 giorni dal decreto di assegnazione, a iscriversi nel Registro delle Imprese di una delle Camere di Commercio della Lombardia. Possono partecipare anche liberi professionisti in possesso dei seguenti requisiti: singoli in possesso di partita Iva o che abbiano avviato l'attività professionale oggetto della domanda di partecipazione al bando da non più di 24 mesi; studi associati in possesso dell'atto costitutivo dello studio e della partita Iva associata allo studio da non più di 24 mesi.

I SETTORI DI INTERVENTO - I progetti, in base alle rispettive strategie d'area, possono essere presentati da soggetti che svolgano tutte le attività economiche, a esclusione dei settori agricoltura, silvicoltura e pesca, delle imprese del settore alberghiero e della ristorazione. Restano inclusi invece "gli aspiranti imprenditori" che vogliono avviare attività ricettive, nel campo degli alberghi e ristoranti.

ASCOLTO TERRITORIO METODO VINCENTE - "Il metodo di Regione Lombardia, basato sull'ascolto dei territori e delle loro esigenze, risulta vincente - ha detto l'assessore allo Sviluppo economico -. Quando le richieste partono dal basso, attraverso un confronto costruttivo si possono realizzare misure davvero necessarie, stanziando le risorse giuste. Le istituzioni che offrono opportunità a imprese e a liberi professionisti dimostrano di saper dare un contributo reale in un periodo di grandi cambiamenti come questo. Il nostro impegno è offrire possibilità concrete a zone che vanno assolutamente rilanciate e valorizzate in ogni potenzialità".

CONSOLIDARE INSEDIAMENTI IN AREE FRAGILI - "Come per i territori dell'Area Interna Alto Lago di Como e Valli del Lario, anche per l'Area interna Appennino Lombardo - Alto Oltrepó Pavese, Regione Lombardia mette a disposizione un'altra importante dotazione finanziaria a sostegno di progetti imprenditoriali inediti - ha spiegato l'assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni -. L'obiettivo lungimirante e strategico che ci siamo posti è di incoraggiare aspiranti imprenditori o liberi professionisti a fare impresa, innescando così un processo virtuoso che permetta alle persone di rimanere, o ritornare, a vivere in questi territori distanti dai centri urbani e per questo più fragili". "In maniera coerente con le richieste e le aspettative provenienti dal territorio - ha concluso - puntiamo sul mondo produttivo quale motore di sviluppo economico anche in Alto Oltrepò Pavese".

PROGETTI - Per la realizzazione della finalità del bando possono essere presentati progetti di avvio e sviluppo di micro piccole e medie imprese o di attività di lavoro libero-professionale in forma singola e in forma di studio associato.

SPESE AMMISSIBILI - Le spese ammissibili per il bando sono principalmente: opere edili, murarie e impiantistiche, affitto immobili sede del progetto, arredi, macchinari, impianti e attrezzature, automezzi, hardware e software.

DESTINATARI DEL FINANZIAMENTO - Potranno accedere al finanziamento tutti i Comuni che compongono l'Area Interna Appenino Lombardo - Alto Oltrepò Pavese, ovvero: Bagnaria, Borgoratto Mormorolo, Brallo di Pregola, Fortunago, Menconico, Montesegale, Ponte Nizza, Rocca Susella, Romagnese, Ruino, Santa Margherita di Staffora, Val di Nizza, Colli Verdi, Zavattarello e Varzi. Proprio a Varzi, domani, mercoledì 10 aprile, verrà presentato il bando ai portatori d'interesse, alla presenza dell'assessore allo Sviluppo economico.

Partiti i corsi di formazione gratuiti per le imprese della provincia erogati nell'ambito di "#Belturismo", progetto della CCIAA di Pavia promosso da ASCOM Pavia.

Ai commercianti viene offerta la possibilità di acquisire conoscenze nell'area delle lingue straniere, per consentire una migliore accoglienza del turista straniero nel proprio hotel, ristorante o bar. Inoltre, poiché i social network sono uno strumento di promozione ma anche di interazione con i clienti, le imprese potranno partecipare a corsi specifici per conoscere le tecniche di web marketing con particolare attenzione all'utilizzo dei social.

Gli appuntamenti si svolgeranno dalle 20 alle 23 per consentire ai commercianti di integrare l'attività lavorativa con quella formativa.

I corsi di Social Web Marketing e Promozione d'impresa si svolgeranno tra aprile e maggio; a Pavia (Sede ASCOM di Corso Cairoli n. 100) i giorni 8, 10 e 17 aprile ed a Varzi i giorni 8, 10 e 15 aprile 2019  in Piazza Umberto I n. 1 (sala consigliare comunale).

Per i corsi di lingua inglese, invece gli appuntamenti sono a Pavia dal 2 aprile al 3 maggio ed a Varzi dal 17 aprile al 29 maggio.

A Stradella (Sede Territoriale ASCOM di Via Partigiani n. 42) il corso di Social Web Marketing sarà erogato dal 2 al 16 maggio.

In via di rapida definizione le date per le zone "lomelline" di Mortara  e Vigevano, dove sta terminando la raccolta dei fabbisogni formativi delle aziende.

Per le iscrizioni la SCHEDA di adesione (da compilare e inviare agli Uffici di Ascom Pavia) è scaricabile dal sito www.ascompavia.it.

Spiega il Direttore Dr. Gian Pietro Guatelli: " Abbiamo voluto offrire alle imprese un servizio di qualità che possa agevolare il settore turistico/commerciale. Attraverso la possibilità di acquisire competenze, le imprese si potranno  posizionare al meglio sul mercato approfondendo le più moderne metodologie di promozione tramite i canali web. I corsi di formazione verranno realizzati da esperti e saranno organizzati in orari idonei per consentire la partecipazione di chi è impegnato nel settore turistico/commerciale. Le competenze acquisite accresceranno le professionalità degli imprenditori, a beneficio delle aziende stesse, del cliente e di tutto l'indotto".

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