Giovedì, 27 Giugno 2019
Articoli filtrati per data: Lunedì, 08 Aprile 2019

Aprire un parco giochi può rivelarsi un ottimo investimento, considerando la crescente richiesta da parte delle famiglie di aree attrezzate in cui poter lasciar giocare i loro bimbi in sicurezza: recenti studi hanno confermato che circa il 92% delle attività legate al divertimento di bambini e famiglie è risultato vincente, e di questo 92% il 65% è in crescita. Per i bambini i parchi giochi all’aperto sono veramente importanti dato che permettono loro di potersi divertire e allo stesso tempo di poter socializzare con altri loro coetanei. Il gioco e il divertimento dunque devono essere sempre garantiti, ma allo stesso tempo tutte le norme di sicurezza non devono mai venire a mancare: un parco giochi che si rispetti deve essere dotato di tantissime attrazioni ed ovviamente deve avere tutte le attrezzature di sicurezza in grado di assicurare la libertà dei bimbi e la tranquillità dei genitori. Luca Galati deve aver pensato a tutto questo quando ha deciso di realizzare a Salice Terme il “Jeb Park”, un vero e proprio parco divertimenti per bambini, famiglie e non solo. L’area prescelta è quella antistante e attigua al “Bay Bar”, che grazie alle sue strutture logistiche, ricreative e sportive esistenti sarà parte integrante del parco giochi.

La posizione è strategica: l’area, che ricade sotto la giurisdizione del comune di Rivanazzano Terme, è comunque a Salice Terme ed è posta all’ingresso del paese. Si trova nella zona del campo sportivo “De Martino”, quindi facilmente raggiungibile e dotata di ampi parcheggi, immersa nella campagna e adiacente il torrente Staffora. A Luca Galati imprenditore oltrepadano nel settore intrattenimento, l’idea di aprire un parco giochi-divertimenti deve essere venuta anche perché è padre di un bambino di 6 anni e quindi vive direttamente le problematiche relative al tempo libero per quella fascia d’età. Problematiche logistiche che coinvolgono tutte le famiglie con dei figli.

Galati lei è stato, in questi decenni, uno dei “principi” della movida oltrepadana. Dalle discoteche ad un Parco Giochi: perché le è venuta l’idea di aprire proprio una struttura del genere?

«Perchè la prima cosa a cui pensa un bambino quando gli viene chiesto di esprimere  un desiderio, è di poter andare al parco giochi. L’idea mi è venuta così in modo naturale come naturale e spontanea è la risposta di un bambino».

Il Parco Giochi che lei aprirà a breve, ha già un nome?

«Sì certo, si chiamerà  “Jeb Park”».

Nome di fantasia o nasconde un significato?

«Nulla è casuale… ho voluto dare questo nome perché per me ha un significato molto importante che rivelerò solo alla fine della stagione che tra poco inizierà».

A tal proposito,  quando aprirà le porte al pubblico il “ Jeb Park”?

«Nei programmi l’apertura è prevista per i primi di giugno e durerà per tutta la stagione estiva, indicativamente fino a fine settembre».

La struttura sorgerà là dove oggi si trova il “Bay Bar”. A chi si è affidato per trasformare il “Bay Bar” nel “Jeb Park”?

«All’Architetto Mariella Zanelli. Sua la firma su diversi locali notturni storici della zona tra cui il Macarios, la Rive Gauche, il Baito, il Delano, il Mom.a ed infine il Naki Beach, solo per citarne alcuni…».

Perché la scelta di questo architetto?

«Perché oltre ad avere per il suo ruolo dimestichezza in campo strutturale, ha quella marcia in più che per me la rende unica. L’ho conosciuta  anni fa mentre collaborava con Maurizio Costa alla realizzazione e all’esecuzione di lavori commissionati da Medini per conto della Swatch, pezzi unici ed irripetibili. Seguendo il suo percorso lavorativo, ho visto che ha realizzato “cose” fuori dal comune, un esempio su tutti la riproduzione di frammenti della Cappella Sistina eseguita con colori e polveri di terra. Ha delle doti non comuni per l’appunto».

A quali fasce di età si rivolgerà il “Jeb Park”?

«Sarà strutturato per accogliere una clientela piuttosto eterogenea, in base  a determinate fasce orarie e all’organizzazione di eventi mirati. Dalle ore 19.00 alle ore 23.00 il parco potrà ospitare bambini più piccoli, diciamo quelli che vanno da una fascia d’età compresa tra i 3 ed i 12 anni;  a partire dalle ore 23.00 sarà prevista un’area dedicata ai ragazzi più grandicelli dove verranno organizzate  feste come lo Schiuma Party, il Color Party, la Notte da Bomber, la Soccer Night ed altre tante feste a tema che stiamo ideando».

Che attrazioni e divertimenti sono previsti per i bambini ed i ragazzini dai 3 ai 12 anni?

«Tanti gonfiabili, piattaforme elastiche, giostre e giostrine… In più ci saranno artisti di strada e animatori che intratterranno i giovani ospiti».

Per l’allestimento vero e proprio del parco chi l’ha aiutata?

«Per le attrezzature di svago e divertimento come gonfiabili, tappeti elastici, giochi di vario genere e giostrine mi sono avvalso di un pool di persone specializzate nel settore».

È prevista l’aperura solamente nella fascia oraria serale?

«Assolutamente no, certamente non tutti i giorni ma molto spesso il parco sarà aperto anche nelle ore diurne per eventi mirati. A tal proposito  abbiamo preso contatti con vari enti ed associazioni, istituti e scuole per organizzare comitive di bambini e ragazzi inoltre avendo a disposizione anche un campo da Beach Soccer organizzeremo tornei di calcio dedicati sia ai più piccoli che ai più grandicelli».

L’area dove lei ha previsto il “Jeb Park” è un’area nata per la musica. Ci sarà la musica?

«Certamente dopo una certa ora ci sarà un po’ di musica, ma principalmente abbiamo l’intenzione di organizzare qualche sporadico concerto in orari consoni con l’attività del parco con rapper famosi che si sono già esibiti nei mesi e negli anni scorsi al Mom.a di Voghera».

Saranno necessarie delle scenografie a fare da cornice a questi eventi. Farà tutto da solo?

«Per quanto riguarda la realizzazione delle quinte, luci, palchi ed impianto voci non potevo che affidarmi alla Mediastar Service Sound, ovvero Adriano Rossi, un amico oltre che un professionista di ottimo livello e per dare un senso al suo valore, vorrei citare uno dei suoi ultimi lavori all’interno del parco più famoso d’Italia, Gardaland».

All’interno del parco i giovani ospiti saranno “sorvegliati” oppure sarà sempre richiesta la presenza di un loro accompagnatore?

«Assolutamente accuditi dal nostro staff composto da persone qualificate, un genitore deve avere la serenità e la tranquillità che il loro figlio al “Jeb Park” si trova in un ambiente protetto e sicuro».

“Sistemati” i bambini… le famiglie come possono passare il loro tempo al “Jeb Park”?

«Abbiamo previsto un’area Food & Drinks con l’allestimento di diversi corner con varie tipologie di street food. Un’offerta gastronomica varia, adatta sia ai genitori che ai figli».

Altre iniziative che pensa di realizzare al “Jeb Park”?

«Siamo in contatto e stiamo organizzando i raduni di diversi club e associazioni principalmente rivolti al mondo dello sport, del motociclismo, del ciclismo e dell’automobilismo».

Parlando di ciclismo… la posizione del “Jeb Park” è strategica, a due passi dalla Green Way che a breve dovrebbe trovare il suo completamento da  Voghera a  Varzi. Pensa sia un’opportunità? Come pensa di sfruttarla?

«Con grande interesse sto seguendo l’iter realizzativo della Green Way Voghera -Varzi e stiamo pensando di allestire e dedicare un’area a tutti quei ciclisti e podisti o semplicemente a coloro che vogliono fare una sana camminata sulla Green Way. Insomma, una sorta di base d’appoggio sia dal punto di vista logistico ma anche di ristoro».

Tutti i parchi giochi oltre alla valenza ludica hanno anche una valenza sociale. Qual è la sua idea in proposito?

«Certamente, ritengo che un parco giochi “sano” con un ambiente “sano” possa essere un punto di approdo naturale per tutte quelle famiglie, quei bambini e quei ragazzi che decidono di passare due o  tre ore di divertimento lontano dai pericoli che ahimè oggi giorno sono sempre più alla portata dei bambini e dei ragazzini. Sempre in questa direzione e con questa finalità, con le avarie autorità comunali in primis con quella di Rivanazzano Terme, Comune dove sorge la proprietà, e con altre associazioni no profit, cercheremo di fare proposte in parte gratuite e in parte con grandi agevolazioni per far divertire ripeto in un ambiente “sano” e controllato i ragazzi».

  di Silvia Colombini

Il nome di Amedeo Quaroni è legato indissolubilmente a Montù Beccaria. Conosce la realtà da moltissimi anni ed ha raggiunto una consapevolezza profonda: «Le fusioni tra piccoli Comuni sono l’unica speranza per il futuro». Remunerative, snelliscono i compiti in capo ai vari enti e rendono più facile la vita dei sindaci, oggi costretti a fare taglia e cuci tra le maglie di bilanci risicatissimi. A tutto questo, Quaroni aggiunge la consapevolezza di un progressivo disinteressamento dei più giovani verso la politica. «Senza passione si rischia di lasciare la politica in mano a chi la fa per solo interesse personale».

Sindaco, come vede attualmente la situazione in Oltrepò?

«Vedo che c’è un po’ di disinnamoramento della politica in generale. Vedo che ci sono poche persone valide disponibili a sacrificarsi e mettersi in gioco. Nei comuni piccoli e medi ci sono tante responsabilità e noto che le persone valide sono sempre meno disposte a buttarsi in politica».

Cioe’?

«Tanti anni fa il sindaco di un paese poteva anche lavorare lontano e non c’era quasi mai ed era oberato da molti meno impegni: adesso non è più così, non è possibile. Bisogna farlo tempo pieno o quasi, essere sempre presenti, davvero costantemente. Cambiano di continuo tanti regolamenti, tante cose, le responsabilità si sono accumulate ancora di più. Tante questioni sono in capo all’amministrazione sempre. Alcuni sindaci so che pur potendosi presentare non lo fanno: credo per il motivo che ho appena detto e per il fatto che ci sono sempre meno fondi e è anche più difficile accontentare i cittadini e le loro richieste e questo svilisce un po’ la figura del primo cittadino».

Forse per chi non è nella macchina amministrativa è faticoso capire certi meccanismi…

«Certo. Le tasse sono tante da pagare e il cittadino naturalmente, a fronte di una notevole tassazione generale, avrebbe anche ragione a chiedere di avere servizi migliori e puntuali e cose di questo genere. Poi si sa, nei comuni sono stati fatti tantissimi tagli negli ultimi anni e quindi, specialmente i comuni non ricchissimi hanno grosse difficoltà. Per i comuni medio-piccoli al giorno d’oggi l’unica salvezza è la fusione».

Lei è a favore?

«Sì. Con la fusione ci sarebbe un immediato ritorno economico, previsto nell’arco dei 10 anni, con contributi altissimi che vanno a favore dei comuni che si fondono e che permetterebbero sicuramente per diversi anni una boccata d’ossigeno e la risoluzione di tanti problemi. Io la predico già da tempo. Ho avuto anche qualche contatto con qualche sindaco vicino. Se ne è parlato. Diciamo che i vantaggi sono enormi per tutti. Bisogna avere la forza e l’intelligenza di non chiudersi con campanilismi o cose simili. Direi che sarà una cosa che alla lunga sarà obbligatoria. Bisogna rivedere anche la definizione di comune: se è solo un appezzamento di terra o se è una sede di servizi. Oggi sarebbe davvero una occasione, perché lo stato favorisce lungamente le fusioni, che sono gestite con contributi davvero grandi. C’è poi anche il fatto che la fusione da’ anche diritto ad avere punteggi altissimi nelle graduatorie per i bandi regionali e nazionali».

Il fatto di avere il Ministro Gian Marco Centinaio, che conosce bene la zona, è un vantaggio per l’Oltrepò secondo lei?

«Sicuramente avere lui come ministro è un vantaggio e questo vantaggio dovrà essere sfruttato al massimo. Direi che è una cosa che non è mai capitata: per il nostro territorio, che è prettamente agricolo, avere un ministro come lui potrà portare vantaggi, o almeno si spera. Lui è molto attento e dedica molto tempo a visitare le nostre zone nei momenti che ha liberi e conosce in profondità i problemi che ci sono qui, che non sono pochi. Chiede sempre la nostra collaborazione per rilanciare il nostro territorio che negli ultimi anni è stato molto tartassato ed è rimasto nell’angolo».

Per il suo paese di Montù che progetti che ci sono?

«Ne abbiamo due che sono già partiti. Nell’ultimo anno avevamo concluso il parco giochi per i bambini: abbiamo creato questo spazio per i più piccoli che sta avendo successo. Poi stiamo realizzando un campo di calcio a sette. Sarà pronto entro la fine del 2019. E poi sono partiti i lavori per la palestra scolastica: sono lavori finanziati completamente dal comune di Montù, con avanzi che avevamo a disposizione dagli anni in cui non potevamo spendere».

Anche il Teatro funziona bene da voi…

«L’abbiamo inaugurato un po’ di anni fa, dopo che era stato chiuso per tantissimo tempo. L’abbiamo ristrutturato bene e attraverso l’associazione del teatro, che ingloba un po’ tutte le associazioni del paese, facciamo spettacoli bellissimi. Nell’ultimo anno è stato fatto anche il programma con l’opuscolo, con diversi spettacoli, sia comici, che brillanti, che musicali. È un punto di riferimento per tutta la zona».

Che idea si è fatto dei giovani?

«Intanto bisogna dire che i giovani non sono tantissimi. Diciamo che poi dipende da che valori hanno, cosa gli è stato trasmesso dalla famiglia e dalle persone vicine. Alcuni sono interessati alla vita del comune, anche alla vita politica. È un modo di porsi, di portare avanti le proprie idee, di valutare quello che la politica offre. Io penso che quelli meno giovani abbiano chiara la storia del passato recente, mentre le nuove generazioni lo sentono un po’ meno. La politica li accarezza appena appena, ma non li ha ancora coinvolti pienamente. Io credo che dipenda un po’ anche dai meno giovani dare lo stimolo per fare,  per proporsi e interessarsi e darsi da fare. Devo dire comunque che questo “non andare alla ricerca dell’impegno politico” è un po’ generalizzato, ma si rischia di lasciare tutto in mano a personaggi che magari non sono all’altezza o si mettono in politica per interessi personali e basta».

di Elisa Ajelli

Svolta green nel bicchiere dove mai così tanto vino biologico è stato versato dagli italiani con un balzo del 18% nelle vendite del 2018 rispetto all'anno precedente, per un totale di 4,94 milioni di litri venduti nella grande distribuzione a livello nazionale. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Infoscan Census che al Vinitaly svela la rivoluzione nei consumi in atto.

In occasione dell'incontro su "La rivoluzione green nel bicchiere", il presidente di Coldiretti Ettore Prandini e il presidente di Federbio Paolo Carnemolla hanno sottoscritto il primo patto "salva-bio" per garantire la qualità di tutti i prodotti biologici sempre più star del carrello degli italiani.

Tra l'altro l'aumento della domanda interna - precisa la Coldiretti - riguarda anche le bollicine con le vendite di spumante bio che crescono del 12% per un totale di 405mila litri nel 2018.

Il tasso di crescita in valore delle vendite per il vino biologico nel 2018 è stato superiore di 6 volte quello della media del settore a dimostrazione che la ricerca della naturalità - sottolinea la Coldiretti - è la nuova tendenza in espansione sul mercato del vino in Italia e all'estero, con il vino biologico Made in Italy che è infatti anche un fattore chiave di successo per le esportazioni soprattutto in mercati "maturi" come la Germania.

Una domanda - precisa la Coldiretti - alla quale l'Italia può rispondere positivamente anche grazie allo sforzo dei viticoltori con i vigneti coltivati a biologico o in conversione che hanno raggiunto 105.384 ettari, dei quali 70.791 biologici e 34.593 in conversione, secondo il Sinab 2018. Si tratta del 12% della superficie totale coltivata a biologico e garantisce una produzione complessiva di 500 milioni di litri di vino, secondo un'analisi Coldiretti su dati Federbio.

Dopo diversi anni torna a crescere nei campi la presenza degli italiani. Nel 2017, infatti i lavoratori stranieri calano del 5%, arrivando a quota 275mila. E' una delle fotografie che emerge dal Rapporto dell'Osservatorio Eban-Nomisma sul lavoro agricolo nel 2017 presentato a Roma. 

Uno studio che mette in evidenza la crescita complessiva dell'occupazione in agricoltura, registrando un aumento del 4% di operai impiegati, poco più di 1 milione e del 6% delle giornate lavorate con 110 milioni; dati che pongono il settore secondo solamente al turismo. 

Quanto alle aziende che assumono manodopera in Italia sono 188 mila, una tendenza positiva che si conferma anche nelle previsioni 2018.

Dal Rapporto emerge un settore con una sempre più forte presenza di manodopera stagionale: gli operai a tempo determinato rappresentano il 90% del totale, in aumento del 6% tra il 2012 e il 2017, mentre i contratti a tempo indeterminato sono calati dell'8%. Quanto alla mappa della crescita dell'occupazione in agricoltura non è omogenea: mentre al Nord e al Centro gli operai impiegati fanno segnare nel periodo 2012-2017 incrementi rispettivamente del 13% e del 6%, al Sud calano dell'1%. Stesso trend per le giornate lavorate con +11% al Centro-Nord, mentre al Sud la crescita è di appena del 2%. Quanto alla presenza di manodopera straniera, il Rapporto indica il 26% degli operai agricoli è di provenienza estera; fra questi ultimi il 49% è comunitario (75% rumeni) e il 51% extra-comunitario (42% africani).

Viene ripreso mentre è al volante della sua Ferrari in un posto auto riservato ai disabili: il consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli (nella foto) pubblica le immagini sui social, tacciandolo di inciviltà, e lui reagisce con un video in cui insulta Borrelli e annuncia di volerlo portare in tribunale. La vicenda è diventata virale sul web, alimentando una lunga serie di commenti in gran parte solidali con l'iniziativa del consigliere, noto alle cronache per le sue frequenti denunce di episodi di malcostume.
    Il proprietario della Ferrari è l'imprenditore Pino Bozza, titolare di una catena di ristoranti. Borrelli, nel primo post di denuncia, mostra la sua auto rossa fiammante (priva della targa anteriore) ma non ne fa il nome. Nel video però si scorge il volto del conducente, evidentemente identificabile, e così l'interessato reagisce su Instagram, pubblicando due video in cui rivolge a Borrelli minacce di azioni legali e improperi poco riferibili".

Immagine di repertorio 

Nell’ambito degli appuntamenti inseriti in seno al “15° Festival Chitarristico”, patrocinato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Voghera guidato dalla Dottoressa Marina Azzaretti, propone un incontro con il famoso liutaio Enrico Bottelli. L’evento è in programma  per la giornata di domenica 14 aprile presso il Museo Storico G. Beccari, in Via Gramsci 1, ex caserma di cavalleria e si suddividerà in due parti. La mattina, a partire dalle ore 10 il M° Enrico Bottelli esporrà le proprie chitarre, con possibilità di provare direttamente gli strumenti in sua presenza. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16 si potrà assistere ad una interessante conferenza sulla costruzione della chitarra classica, seguita da un concerto nel quale gli strumenti saranno suonati dai chitarristi Federico Lisandria e Pierpaolo Dinapoli. Enrico Bottelli è un Maestro attualmente riconosciuto, a livello internazionale, come uno dei più importanti liutai italiani nel campo delle chitarre classiche. Dopo l'iniziale formazione presso il M° Carlo Raspagni di Vignate ha studiato coi più importanti costruttori negli USA e in Spagna dove è stato allievo del famoso liutaio IL Romanillos. Oggi Bottelli costruisce una chitarra leggera e sensibile, ispirata alla chitarra classica tradizionale spagnola. I suoi strumenti da concerto sono richiesti in tutto il mondo da amatori, musicisti e collezionisti, per l'aspetto estetico elegante e raffinato, le qualità musicali e la cura dei particolari.

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Per la prima volta la sala consigliare del Comune di Voghera ospiterà mercoledì 10 aprile, dalle 9 per tutta la mattinata, le sedute del corso di laurea magistrale in Scienze Tecniche dello Sport e le sedute del corso di laurea triennale in Scienze Motorie: Educazione Fisica e Tecnica Sportiva. Complessivamente saranno quattordici i laureandi. Alle 12 è prevista, al momento della proclamazione degli studenti, la presenza del Rettore Fabio Rugge insieme alle autorità cittadine.

Studente                                            Relatore                                                             Controrelatore

Capuzzi Diego                                     Villa Luca                                                         Vandoni Matteo

Gonella Valeria                                   Ricciardi Lucio                                                   Vandoni Matteo

Kapshtica Andrea                               Arpesella Marisa                                                 Ricciardi Lucio

Ratti Maurizio                                    Magnani Bruno                                                  Arpesella Marisa

Toscani Davide                                  D’Antona Giuseppe                                            Magnani Bruno               

(1° correlatore: Zampella Cristian)

Vistarini Maria Ausilia                         Magnani Bruno                                                  D’Antona Giuseppe

Anelli Alessandro                               Montomoli Cristina                                             Gemelli Tiziano

(1° correlatore: Barisoni Massimiliano)

Barbieri Davide                                 Prini Gaetano                                                    Gemelli Tiziano

Canessa Alberto                               Ricciardi Lucio                                                    Magnani Bruno

Cangiano Michael                             Rovida Antonio                                                   Barisoni Massimiliano

Crotti Luca                                       Zanon Giacomo                                                 D’Antona Giuseppe

Gentile Giorgia                                 Ceccato Irene                                                    Sacchi Pierangela

Lorenzi Paolo                                   Sacchi Pierangela                                               Ceccato Irene

Susio Marco                                     Gemelli Tiziano                                                  Magnani Bruno

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Proseguono le attività della Biblioteca Civica “Paolo Migliora” di Rivanazzano Terme dedicate ai piccoli lettori: sabato 13 aprile sarà una giornata tutta dedicata alla promozione della lettura fin dalla più tenera età. Alle ore 10,00 per la serie “C'ERA UNA VOLTA...IN BIBLIOTECA si terrà un laboratorio di lettura ad alta voce per bambini dai 3 ai 10 anni a cura dell'Associazione Spinofiorito basato sulla divertentissima favola “Agostino e la trombetta” di Max Bollinger e Michael Grejiniec. C’era una volta un piccolo bambino che si chiamava Agostino. Il padre di Agostino era un famoso mangiafuoco ma lui aveva tanta paura del fuoco… Un giorno, un clown del circo regala ad Agostino una vecchia trombetta… Seguirà un laboratorio creativo.

La partecipazione è gratuita ma occorre prenotarsi perché ci sono solo 20 posti. Per iscrizioni: 0383.91565 oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Alle ore 15,00 presso la Sala Manifestazioni in Via Indipendenza n. 14, la Biblioteca “Paolo Migliora”, il Consultorio Familiare di Voghera, i nidi "Pupi Solari" e Zucchero Filato" di Rivanazzano Terme, invitano le famiglie con bambini in età prescolare alla presentazione del progetto "NATI PER LEGGERE". L'incontro sarà l'occasione per promuovere la lettura ad alta voce fin dai primi mesi di vita e creare un gruppo di lettori e lettrici volontari interessati a partecipare ad altre iniziative di lettura ad alta voce ai più piccoli. L’invito è ovviamente esteso ai diretti interessati: i bambini!

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Il Movimento 5 Stelle Lombardia in una nota stampa dichiara : “All’evento del 5 aprile sulla PAC, Coldiretti Pavia ha escluso gli Europarlamentari del M5S e del PD. “A pensar male si fa peccato - afferma Simone Verni, consigliere regionale del M5S Lombardia - ma sembrerebbe quasi, esprimendosi con una metafora, una marchetta elettorale a favore di Lega e Forza Italia. Chiedo agli associati di Coldiretti Pavia se ritengono tale comportamento corretto e rappresentativo di tutti loro. Il M5S ha sempre difeso le istanze del territorio e ha sempre ascoltato tutte le associazioni di categoria, senza alcuna preclusione e continuerà a farlo. Io stesso, anche in qualità di Segretario della Commissione Agricoltura di Regione Lombardia, ho sempre dato massima disponibilità a Coldiretti Pavia e continuerò a farlo, nonostante l’evidente scorrettezza. Giusto per fare un esempio, ho convocato Coldiretti Pavia in Commissione Agricoltura per portare all’attenzione del Consiglio regionale la questione degli affitti agrari dei terreni di proprietà degli enti pubblici o convenzionati e ho depositato una Risoluzione per impegnare la Giunta lombarda ad emettere le linee guida per meglio regolamentare questo settore. Evidentemente il Movimento 5 Stelle è apprezzato quando occorre difendere le istanze del territorio, ma non lo è quando si organizzano eventi pubblici. Suggerisco a Coldiretti Pavia di chiedere consigli ad esempio a Confagricoltura Brescia, o a Confagricoltura Cremona, che nelle scorse settimane hanno organizzato eventi simili invitando tutti gli Europarlamentari, garantendo il pluralismo democratico di informazione e rappresentanza”.

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"Grazie all'impegno e alla collaborazione dell'Assessore Claudia Terzi la Lega porta a casa un altro risultato concreto per la sicurezza di cittadini, famiglie e sistema produttivo della provincia pavese. Esprimo dunque soddisfazione per questo traguardo che si aggiunge a quelli altrettanto importanti come i 6,3 milioni di euro per ogni anno (dal 2019 al 2033) stanziati dal Governo per la messa in sicurezza di strade e scuole del nostro territorio e la pubblicazione della gara bandita dalla Regione Lombardia per lo studio di fattibilità del nuovo Ponte della Becca e per la rivalutazione di quello esistente". Così la deputata pavese Elena Lucchini, Capogruppo Lega in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera. Le strade interessate sono : TANGENZIALE VOGHERA-CASTEGGIO, SP DEI CAIROLI, VAL TIDONE, SP DEL PENICE

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