Giovedì, 27 Giugno 2019
Articoli filtrati per data: Mercoledì, 03 Aprile 2019

Voltagabbana – Chi cambia opinione e idee, per opportunismo, per tornaconto personale, con grande facilità e leggerezza (sinonimo di banderuola). Questa è la definizione che fornisce l’Istituto Treccani dei “voltagabbana”.  Nel voltagabbana c’è una questioncina preliminare da sciogliere: che diavolo sarebbe questa “gabbana” che proditoriamente si volta?

La parola deriva da “gabbano”, dall’arabo qaba, di origine persiana, e, oltre all’uso militare in età moderna, indica una veste da lavoro usata da contadini, operai. Come si vede l’espressione deriva dal contesto militare nel quale i soldati disertori indossavano le giubbe al contrario per non farsi notare ed essere quindi riconosciuti. In Oltrepò a maggio ci saranno le votazioni per il parlamento europeo ed anche quelle per il rinnovo dei consigli comunali di 55 comuni. Molti analisti politici affermano in base ai dati elettorali a loro disposizione che mentre alle elezioni politiche, regionali ed europee, l’elettore tende ad affidarsi al partito, alle elezioni comunali, soprattutto nelle realtà medio piccole, si tende a votare la persona.

L’ “uomo”, come si usa dire: in Oltrepò in questi mesi ci sono politici ad ogni livello che stanno cambiando casacca o cercano di farlo. Chi dal centro va a destra o sinistra, chi da destra o da sinistra va al centro, l’importante per questi “uomini” politici oltrepadani  è stare dalla parte che loro considerano del più forte, dalle parte di chi permetterà loro di vincere, di chi permetterà loro di mantenere o conquistare una poltroncina, una sedia, uno sgabello. Questa tattica, sia in Italia che in Oltrepò, ha sempre ragione a prescindere dalle ragioni. Oggi l’Oltrepò è in apnea politica, economica, produttiva, occupazionale e sociale, con poche speranze in un futuro dignitoso. Un territorio a rischio eutanasia che come non mai avrebbe bisogno di una classe politica adeguata, capace ed intraprendente, in grado di voltare pagina per promuoverlo.

Facile a dirsi, difficile a farsi. In questi anni alcuni sindaci hanno lavorato bene, altri hanno lavorato alla spera in Dio… hanno avuto poche e confuse idee e le poche cose che hanno messo in pratica, che ai più dovrebbero sembrare ordinaria amministrazione, hanno cercato di pubblicizzarle in ogni modo, su giornali e social principalmente, come se fossero la scoperta dell’America quando in realtà era solo la scoperta dell’acqua calda. La politica oltrepadana, ma non solo, oggi fa ribrezzo a molti e  soprattutto ai giovani, perché esistono anche loro. Alle prossime elezioni comunali ci saranno molti “uomini”, ne sono certo, che da uno schieramento passeranno ad un altro, da un’area politica si schiereranno con quella che a loro, al momento, sembrerà quella migliore per vincere le elezioni. Questi “uomini” - candidati li potete chiamare transfughi, fuoriusciti, pentiti, stabilizzatori, oppure, molto più semplicemente, traditori o, appunto, “voltagabbana”.

Sono pseudo-politici che, per ragioni di natura personale, a seconda delle convenienze, passano da una lista a un’altra, con buona pace dei presunti ideali e degli elettori. è un tema vecchio, certo, quello degli “opportunisti” pronti a salire sul carro del vincitore. Per questi “uomini” che si candideranno alle prossime elezioni comunali, la politica non c’entra nulla, c’entrano l’ego, la fame di protagonismo e magari di uno stipendio, che con i tempi che corrono non guasta mai o di qualche poltrona da qualche parte, purché sia una poltrona, se retribuita meglio, altrimenti come spesso accade, faranno di tutto per trasformare, sottobanco, quella poltrona non retribuita in una poltrona retribuita, perché … anche questi “uomini” voltagabbana tengono famiglia. Mediocrità, tornaconto e ambizioni personali sono le vere leve del voltagabbana. Gente che usa la politica come ascensore sociale o per tornare in auge o per sistemarsi. A mio modesto avviso, di questa gente l’Oltrepò non ha più bisogno, se mai ne ha avuto. L’Oltrepò ha bisogno di sindaci che non buttino via i soldi pubblici in opere pseudo faraoniche, in cattedrali nel deserto, vero che non ce ne sono molte in costruzione, ma qualcuna c’è… e molto costosa. C’è bisogno di sindaci che invece di costruire o accettare, perché magari una strada pur passando nel loro territorio comunale è di competenza di altri enti, rotatorie ed altri interventi simili, si battano per mettere a posto le strade, che in Oltrepò, più di ogni altra zona attigua, sono in stato pietoso. L’Oltrepò ha bisogno di sindaci che di fronte a un ente pronto a donare soldi pubblici per opere inutili sappia dire: “Non li voglio, voglio soldi per fare cose utili, in primis le strade”. Sindaci coraggiosi… pensate se un sindaco invece di accettare soldi per rimettere a posto, molto spesso per l’ennesima volta, un locale di proprietà comunale per farci dentro qualcosa d’inutile (l’Oltrepò è pieno di cose inutili pagate con il danaro pubblico) li rifiutasse e a gran voce, facendolo sapere a tutti, dicesse ai quattro venti: “Io non butto danaro pubblico in cose di secondaria utilità, chiedo che questo danaro pubblico mi venga dato per cose di primaria utilità”.

Le cose di primaria utilità sono semplici da individuare: le strade, i fossi, le frane e le agevolazioni affinché chi lavora possa farlo.

Qualche sindaco dirà…”ehhh, ma il finanziamento era per quella cosa lì, che so anche io che è inutile, ma cosa facevo, rifiutavo i soldi?”. Sì, li rifiutavi e lo facevi sapere a tutti, e sono certo che i tuoi concittadini ti avrebbero capito e applaudito, certamente di più che non per aver preso e in pratica buttato soldi per inaugurare l’ennesima stanza adibita a pseudo museo, o quando hai inaugurato l’ennesima rotatoria o altre amenità simili non certo di primaria utilità.

Un sindaco coraggioso, un Uomo e non un voltagabbana, interessato solo allo sgabello politico, farebbe così. Ripeto facile da dirsi, difficile da farsi, ma soprattutto, difficile trovare candidati e futuri sindaci così, dei sindaci-uomini “sferomuniti” (non vogliamo scadere nel volgare, quindi usate la fantasia).

In un momento come quello attuale  dove in Oltrepò latitano certezze e sono molto pochi i  punti di riferimento, ritengo anche che qualche volta cambiare idea sia legittimo e qualche volta persino giusto. Anche per un uomo politico. Il problema è un altro: in Oltrepò non abbondano i ripensamenti ma i riposizionamenti. Molti non cambiano idea, si limitano a cambiare posto, collocazione o poltrona e, sebbene cerchino di nobilitare in ogni modo la loro decisione, lo fanno soprattutto per convenienza personale e raramente per scelta ideale.

Cesare Romiti una volta ebbe a dire che tutti hanno il diritto di cambiare idea, ma tutti dovrebbero anche sentire il dovere di restituire, contemporaneamente, la dote. Ma non sembra che questo accada molto di frequente, anche perché, assai spesso, i voltagabbana alla capacità di mettersi al vento uniscono un’invidiabile e inossidabile faccia di bronzo. Vedrete che qualche candidato sindaco o consigliere comunale alle prossime elezioni comunali, pur magari noto per i suoi acrobatici cambiamenti di casacca, se gli fate notare la cosa vi risponderà: “Lei si sbaglia, io sono sempre fermo al mio posto, sono gli altri che si spostano”. Ecco delle facce di…”bronzo”, che magari diranno che questa è “l’arte della politica”. Magari sarà anche vero, “ma ghe no da vantàs” (“non c’è da vantarsi”).

Puntare sull’allevamento di lumache in Oltrepò è un po’ come servire birra nel Chianti. Ed è forse per questo che l’unico che lo fa ha svariate probabilità di successo. Il neonato agriturismo il Guscio, che ha aperto i battenti a Verrua Po nell’aprile 2018, sta già ritagliandosi una fetta di mercato proprio perché è l’unico, nello sterminato panorama oltrepadano, ad aver fatto della lumaca il suo prodotto principe. A conduzione strettamente famigliare, è diventato realtà grazie alla passione per la elicicoltura che ha permesso a Stefano Calvi di iniziare a soli 16 anni il suo allevamento. Oggi “il Guscio” è l’unico agriturismo d’Oltrepò che serve in tavola piatti a base di lumache “al naturale” a km0. A mandarlo avanti sono i coniugi Lucia Alberici e Maurizio Calvi, i fratelli Daniele, Lorenzo e Stefano, che è anche il titolare.

Stefano, come mai la scelta di puntare sulle lumache?

«L’idea frullava già da un pò nella testa di mio padre Maurizio, così una volta capito che lo studio non faceva proprio per me, ho deciso di intraprendere l’attività di elicicoltore. Ho frequentato i corsi a Cherasco in provincia di Cuneo, presso l’istituto di elicicoltura ed è iscritto all’ANE, associazione nazionale elicicoltori. Il nostro prodotto è quello che ci differenzia. In Oltrepò c’è una grande offerta di agriturismi, tantissimi legati alla coltivazione delle viti. Le lumache però si trovano difficilmente, e per questo stiamo diventando un punto di riferimento per appassionati e neofiti».

Quando ha iniziato ad allevare?

«L’allevamento parte a fine 2016, quando avevo 19 anni. Avendo a disposizione del terreno di famiglia abbiamo fatto nascere l’allevamento proprio dietro casa».

Di che tipo di allevamento si tratta?     

«è un allevamento interamente all’aperto, a ciclo naturale completo. La lumaca completa il suo ciclo di vita interamente all’aperto. Non si utilizzano fertilizzanti, ma si coltivano solo ortaggi appetibili per le lumache: Cavolo e bieta principalmente. Non è biologico, anche se completamente naturale».

Che impegno comporta a livello economico?

«Comporta importanti investimenti iniziali per la realizzazione dei recinti, impianto di irrigazione, inserimento di riproduttori. I nostri sono selezionati Helix Aspersa Maxima, che è la qualità di lumache che alleviamo. Una volta avviato, comporta costi di manutenzione. La lumaca ha un ciclo di vita che va dai 14 ai 18 mesi. Pertanto non c’è un ritorno economico immediato, bisogna  ragionare a medio lungo termine».

è una sfida che la sua famiglia ha intrapreso tutta unita. Si tratta di un’esperienza nuova o qualcuno ha “Precedenti” in agricoltura?

«Per tutta la famiglia è un lavoro completamente  nuovo, non ci sono agricoltori in famiglia: mio papà Maurizio gestisce un’ officina metallica, Lucia mia madre viene dalla pubblicità. è una sfida che tutta la famiglia ha deciso di accettare. Tutti siamo coinvolti».

Quando siete aperti e qual è la vostra filosofia?

«Apriamo il venerdì sabato e domenica. La nostra linea è far sentire i clienti come a casa, in famiglia, che poi è davvero quello che succede. Lucia e Daniele si occupano della cucina. Non sono cuochi professionisti, nessuno lo è. Siamo solo molto appassionati di cucina. Per noi è importante che l’ospite si senta come a casa, curiamo la qualità del cibo, cuciniamo come per la nostra famiglia. Abbiamo un validissimo aiuto in Veronica, la ragazza di Daniele, che si occupa della sala insieme a Maurizio e a me (quando mi è disponibile, dato che ho una grande passione, la musica, come tutti del resto, in famiglia e spesso nel fine settimana sono impegnato con il mio gruppo rock,i Tears of Angels)».

L’Italia è il terzo paese mondiale per consumo di lumache, dopo Francia e Spagna. L’elicicoltura ha una storia anche in Oltrepò o voi siete un’eccezione?

«Non pensiamo ci sia una grande storia. I nostri nonni mangiavano lumache quando si reperivano in maniera naturale. Per quanto ne sappiamo, nella nostra zona non ci sono altri allevamenti».

In quanti modi cucinate le lumache?

«Proponiamo i piatti classici: lumache alla borgogna e trifolate sono molto apprezzate. Il nostro segno distintivo sono le lumache fritte, grazie alle quali molti si avvicinano alle lumache per la prima volta. Proponiamo inoltre “novità” come i ravioli col ripieno di lumache o i risotti o gli spiedini. Grazie alla disponibilità di un forno a legna, proponiamo anche la pizza con le lumache».

Com’è la clientela media? Cosa apprezza di più?

«Abbiamo ospiti di tutti i tipi. Non c’è prevalenza di uomini o donne, né una differenziazione di età. Sono appassionati di lumache. è un cibo particolare. Molti vengono da noi proprio per questo».

Progetti futuri?

«Stiamo ampliando l’allevamento all’aperto, inoltre stiamo lavorando all’allevamento al chiuso con l’obiettivo di produrre il caviale di lumache e prelevare la bava, dato che sia i prodotti farmaceutici che cosmetici si stanno indirizzando verso il suo l’utilizzo».

 di Christian Draghi

Dopo il successo dello scorso anno, l’ASST di Pavia ripropone il concerto “Donatori di Mantici: la fisarmonica entra in Reparto” all’interno dell’Ospedale Unificato di Broni Stradella, venerdì 5 aprile alle ore 15:30.
L’evento è promosso dall’Associazione Culturale Tetracordo di Stradella, dal Comune di Stradella e dalla Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese nell’ambito del Festival del Ridotto, giunto alla seconda edizione. Il concerto all’interno dell’Ospedale Unificato è uno degli appuntamenti programmati dal teatro nel calendario di eventi che si tengono, dall’8 marzo al 4 maggio, presso il Teatro, il Ridotto del Teatro Sociale ed in altri spazi della città e nei comuni limitrofi, con l’obiettivo di promuovere la buona musica.
Il concerto presso l’Ospedale proporrà la performance di due artisti d’eccellenza: i “donatori di mantici” Tiziano Chiapelli e Sabrina Gasparini. Dal playing viscerale e caleidoscopico, Chiapelli è uno fra i fisarmonicisti più eclettici e apprezzati del circuito musicale italiano ed europeo. Vincitore di concorsi nazionali ed internazionali, ha una versatilità proveniente da diverse esperienze di studio e concertistiche, maturate con musicisti del calibro di Iller Pattacini, Lelio Luttazzi, Tullio De Piscopo, Gianni Coscia, Scott Henderson e altri. Con lui, a formare un duo fisarmonica-voce che rappresenta un unicum nel panorama musicale italiano, ci sarà la cantante Sabrina Gasparini.
    Il mantice è un dispositivo atto a procurare un soffio d'aria per far funzionare strumenti come l'organo o, appunto, la fisarmonica. I “donatori” offriranno dunque la loro musica per allietare la permanenza dei pazienti costretti al ricovero in ospedale.

L’Associazione Famigliare Nova Cana A.P.S. sta organizzando la Prima giornata del Volontariato “IN GIOCO PER GLI ALTRI”, che si terrà a Varzi il 18 maggio.

La giornata è parte di un progetto finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e promosso da Regione Lombardia – DG Politiche sociali, abitative e disabilità ai sensi del DDUO n. 9116 del 21/06/2018” dal titolo “Dal sogno, alla coscienza, al progetto. In gioco per gli altri, lontano dalle dipendenze”.

L’iniziativa si rivolge agli alunni delle scuole primarie e secondarie, di primo e secondo grado, della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese e di Voghera, ai loro docenti e genitori e ai cittadini tutti.

Obiettivo della manifestazione, che desidera coinvolgere tutte le Associazioni di Volontariato, sia della Comunità Montana Oltrepò Pavese che del territorio circostante, è promuovere il volontariato presso i giovani e in generale presso la società.

La Giornata prevede un’area espositiva e un’area destinata agli incontri:

  • nell’area espositiva, al coperto, ogni Associazione potrà essere presente con un proprio spazio, portando materiale, proposte e tutto ciò che riterrà opportuno;
  • nello spazio incontri verranno ospitati relatori esterni o rappresentanti delle Associazioni che vorranno incontrare i ragazzi e confrontarsi con loro.

Ai ragazzi sarà anche data la possibilità di vivere un’esperienza di volontariato presso le Associazioni presenti alla Giornata che daranno la loro disponibilità ad ospitarli per una visita.

Per tutte le info e maggiori dettagli:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Compito dei Centri di Servizio per il Volontariato è quello di lavorare con il territorio a servizio della comunità per renderla più solidale, accogliente e attenta al bene comune, attraverso il sostegno e lo sviluppo culturale del volontariato. Un mandato volto a promuovere cambiamento sociale e a rendere il volontariato agente di sviluppo sociale. Per adempiere meglio a questo compito già dal 1997 i CSV della Lombardia hanno cominciato a incontrarsi per coordinarsi tra loro, realizzando alcune progettualità comuni e costruendo sinergie, e nel 2001 hanno dato vita al Coordinamento regionale che oggi è CSVnet Lombardia. Il Coordinamento ha nel tempo assunto la funzione di contribuire alla realizzazione degli obiettivi istituzionali dei Centri di Servizio della Lombardia, nel rispetto delle autonomie di ciascuno e attraverso lo scambio di esperienze e competenze tra i centri dei diversi territori, organizzando e promuovendo iniziative comuni a favore dei Centri e del volontariato in generale.

Compito di CSVnet Lombardia è anche quello di interloquire in maniera efficace ed organizzata con enti, organizzazioni ed istituzioni di carattere regionale, nazionale e internazionale. Attraverso lo svolgimento di queste funzioni il Coordinamento regionale aiuta i Centri a sostenere e valorizzare la capacità del volontariato di organizzarsi, promuovere le proprie iniziative, coinvolgere la cittadinanza, produrre riflessioni e pensiero intorno a quello che accade nella società, incidere sui problemi sociali del proprio territorio insieme agli altri attivi localmente.

Che il bidone della spazzatura o l’asse del water siano una potenziale ricettacolo di germi non è certo una sorpresa, ma che si possano trovare anche nei campetti, nelle superfici colorate, nei palloni e negli altri accessori impiegati per lo svago dei più piccoli, stupisce certamente di più. E sebbene molti di questi microbi siano innocui per la maggior parte delle persone, il rischio infezione per bambini, ovvero, i soggetti con un sistema immunitario non ancora perfettamente funzionante, resta comunque altissimo, senza contare poi che chiunque può ammalarsi di salmonella o E.coli. Premesso che tutti i giocattoli, a maggior ragione quelli condivisi con altri bambini, sono un rifugio sicuro per virus e batteri, per tale ragione, gli esperti di salute lanciano un nuovo allarme indirizzato a tutti i genitori che portano regolarmente i propri figli a giocare nei parchi all’aperto: sono potenzialmente letali, in quanto causa di gravi infezioni. Il team della University of North Georgia ha analizzato una varietà di campioni estratti da diverse superfici di gioco sia pubbliche che private, per esempio gli spazi dedicati alla riabilitazione fisica dei pazienti delle cliniche. Attraverso i test dei campioni analizzati, provenienti da 15 diversi campi da gioco di varie dimensioni, il team ha rilevato una «considerevole colonizzazione di microbi», inclusi batteri e lieviti (funghi) causa di malattie potenzialmente gravi.

«Abbiamo scoperto delle variazioni considerevoli in una vasta quantità di microorganismi tra le diverse superfici da gioco analizzate», ha riportato la dottoressa Mary Ellen Oesterle, leader dello studio. «Secondo i nostri risultati, le cliniche utilizzano diversi protocolli per la pulizia e per il mantenimento delle superfici, e ciò rappresenta un potenziale bisogno di chiarire e stabilire degli standard che riducano il rischio generale di infezioni».Le colonie di batteri rilevate possiedono un contenuto elevatissimo di cellule, migliaia per ogni superficie, e questo rappresenta una maggiore possibilità di trasmissione di questi organismi ai pazienti, oltre che una più alta possibilità di infezione. Gli scienziati hanno rilevato un totale di 31 specie diverse di batteri e una specie di lievito. Tra i batteri l’Enterococcus Faecalis, che può causare endocardite, sepsi, infezione delle vie urinarie e meningite, i pericolosi batteri Stafilococco e Streptococco e il batterio Acinetobacter, che può provocare sepsi, polmonite, meningite, infezioni della pelle e delle vie urinarie. Come riportato dai ricercatori, la pulizia di questi campi da gioco può saltare di giorni o di intere settimane all’interno delle cliniche: questo permetterebbe ai dannosi microorganismi di accumularsi e di crescere fino a raggiungere un livello in cui sono in grado di causare infezioni ai bambini che giocano.

«Questo studio dimostra che i parchi da gioco rappresentano un pericolo per le infezioni», ha dichiarato Karen Hoffmann, presidente della Association for Professionals in Infection Control and Epidemiology (APIC). «Le strutture dovrebbero stabilire dei programmi di pulizia regolare, in modo da proteggere i pazienti e i lavoratori da un potenziale rischio di infezione». Questi dati dovrebbero essere sufficienti per fare alzare la guardia a chiunque, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” e dovrebbero spingerci inevitabilmente ad aumentare la pulizia. Una disinfezione frequente e accurata, infatti, può ridurre in maniera esponenziale il rischio di contagi. La ricerca è stata pubblicata per intero nella rivista scientifica American Journal of Infection Control.

Anche a Montalto Pavese, come in decine di altri comuni lombardi, domenica 7 aprile si svolgerà la Giornata del Verde Pulito. Da diversi anni ormai questa giornata riveste un ruolo significativo per la sensibilizzazione e l’informazione ai cittadini sulle questioni ambientali nonché per la realizzazione di azioni concrete di pulizia e di sistemazione delle aree verdi del nostro comune: è sicuramente un’importante occasione di partecipazione attiva dei cittadini.

L’Amministrazione Comunale da diversi anni partecipa all’iniziativa in collaborazione con le associazioni di volontariato del territorio e grazie alla partecipazione di numerosi volontari di tutte le età.

Quest’anno il programma della giornata prevede il ritrovo dei volontari alle ore 8.30 nella piazza del paese per poi procedere, a gruppi, alla pulizia di alcune aree verdi del paese. Alle ore 10.30, mentre gli adulti proseguiranno con il loro lavoro, sarà la volta di bambini e ragazzi: accompagnati e aiutati da alcuni volontari, si dedicheranno a piantare fiori e a ripulire alcune zone del paese. Per concludere la mattinata verrà offerto a tutti partecipanti un aperitivo a base di prodotti locali.

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Grazie alla provvidenziale segnalazione di Alessandro Diaferio, l’ottimo bassista che lo accompagna in tour, lunedì 8 aprile alle ore 21, al Teatro Cagnoni di Godiasco, eccezionalmente farà tappa Alex Haynes, prestigioso esponente del British Blues.
Nato e cresciuto a Leeds, si è trasferito a Londra dove ha formato la band della sua maturità artistica, e da dove parte per le numerose tournée e festival in Europa.
Anche se principalmente la sua musica trae ispirazione dal Blues inglese che ebbe il suo boom negli anni ‘60, con particolare preferenza per i Fleetwood Mac di Peter Green, è anche fortemente influenzata da artisti americani come John Lee Hooker, Howlin’ Wolf e Elmore James.
La chitarra di Haynes con i suoi virtuosismi segue le orme dei grandi solisti britannici che lo hanno preceduto.
Il resto lo fa la voce piena e sensuale, tinta di soul e whiskey, dal timbro vocale veramente accattivante.
Ha alle spalle 3 CD di successo, l’ultimo dei quali, “Howl”, è uscito nel marzo 2018 per Appaloosa Records ed è stato ottimamente recensito sulla rivista “Buscadero”.
Completa il power trio la poderosa batteria di Pablo Leoni.
L’apertura del concerto sarà a cura di RednakS, giovane e talentuoso chitarrista.
Nato e cresciuto tra l'Italia e la Tunisia, il suo stile ha diverse influenze musicali che spaziano dalle radici del profondo blues come BB King, Robert Johnson Howlin Wolf alla musica acustica fingerstyle come Michael Hedges, Beppe Gambetta e Tommy Emmanuel.

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Giunto alla terza edizione BressART Festival si propone quest'anno di indagare il tema della fragilità e le sue diverse sfumature in ambito artistico, culturale, sociale. Con il sostegno del Comune di Bressana Bottarone, il patrocinio e la collaborazione dell'Accademia di Belle Arti di Brera e i patrocini di Regione Lombardia, Provincia di Pavia e Fondazione Cariplo, BressART Festival non mancherà di coinvolgere e stupire anche quest'anno con mostre, performance artistiche, spettacoli, laboratori e molto altro. Il tutto mettendo in relazione la comunità dell’Oltrepò Pavese con artisti e personaggi del mondo della cultura.

Nato da un'idea di AcquasumARTE Visual & Performing Art, e dal lavoro di progettazione partecipata di un gruppo di artisti, intellettuali, operatori culturali, cittadini bressanesi, con l'intento di presentare al pubblico una manifestazione dal linguaggio contemporaneo e sperimentale e di portare l’arte contemporanea di ricerca in un piccolo centro di provincia. L'inaugurazione è prevista giovedì 11 aprile 2019 alle ore 21.00 nel Cine-Teatro Comunale (Sala Polivalente) di Bressana Bottarone (piazza Marconi, 18) e, a seguire, nel corso delle giornate di venerdì, sabato e domenica si susseguiranno i diversi appuntamenti (allegato programma completo del Festival). Chiusura domenica 14 dalle ore 21.00. 

Dall’11 al 14 aprile 2019 Bressana Bottarone, piccolo centro dell’Oltrepò Pavese, diventa anche quest’anno sede principale di BressART Festival. Alla scoperta dei linguaggi artistici contemporanei.

BressART Festival 11-12-13-14 aprile 2019 Programma

GIOVEDì 11 Ore 21.00: Inaugurazione del Festival "Sollevami le palpebre” teatro-narrazione di e con Francesco Cimino. La fragilità della giovinezza: una magica immersione nei riti di iniziazione tra fiabe e favole. “Social? No grazie” un gioco, un esperimento, una ricerca. A cura di BressART Festival in collaborazione con Maurizio Fea (psichiatra). Presentazione del progetto di “disconnessione” dai social network e consegna dei “Diari di accompagnamento”. Luogo: Cine-Teatro Comunale Piazza Marconi 18 Bressana B.

VENERDì 12 Ore 15.00 – Esperienza (laboratori di pratica artistica) “La voce: espressione e fragilità” Luogo: La Casa di Amleto, via I Maggio 38 Bressana B. Ore 16.00 – Esperienza (laboratori di pratica artistica) “Ascoltando il corpo” Luogo: La Casa di Amleto, via I Maggio 38 Bressana B. Ore 21.00 - Spettacolo “Voce di uno che grida nel dessert” di e con Diego Invernizzi. Tra satira, teatro-canzone e stand-up comedy: la fragilità di un attore che cerca di liberarsi dalle maglie del “Super-Io” Al temine dello spettacolo: degustazione vini e incontro con l'artista Luogo: Cine-Teatro Comunale Piazza Marconi 18 Bressana B.

SABATO 13 Ore 11.00 - Inaugurazione della mostra “Tracce fragili in ordine sparso” in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera. Opere di: Alessandra Angella, Marta Galbusera, Beatrice Majer, Clémence Melleret, Davide Meroni, Giorgia Rogora. Coordinatori del progetto Stefano Pizzi (artista, docente di pittura e responsabile relazioni esterne Accademia di Belle Arti di Brera) e Tamara Ferioli (artista – assistente alla didattica Accademia di Belle Arti di Brera) A seguire rinfresco Luogo: Cine-Teatro Comunale Piazza Marconi 18 Bressana B. Ore 14.30 – Esperienza (laboratori di pratica artistica) “La profondità del respiro” Luogo: La Casa di Amleto, via I Maggio 38 Bressana B. Ore 17.00 – Incontro con Roberto Gramiccia, scrittore, curatore d’arte, medico. Presentazione del libro “Elogio della Fragilità” Ed. Mimesis e riflessioni intorno al tema della fragilità. Modera Annamaria Montagna (Il Sole 24 Ore) Luogo: Cine-Teatro Comunale Piazza Marconi 18 Bressana B. Ore 21.00 – Spettacolo “Granma 82. Nella stanchezza ardente del mio sangue” di e con Maurizio Capisani e Sabrina Conte, prod. AcquasumARTE Milano. Ispirato a “Elogio della Fragilità” di Roberto Gramiccia, un'esperienza estetica tra arte e multimedialità Luogo: Cine-Teatro Comunale Piazza Marconi 18 Bressana B. Al temine dello spettacolo: degustazione vini e conversazione con Roberto Gramiccia, Maurizio Fea e gli artisti di BressART Festival 2019, modera Gianfranco Ursino (giornalista de Il Sole 24 Ore).

DOMENICA 14 Ore 15.30 – Incontro narrativo-esperienziale tra arte e cultura “La fragilità di essere umani” di e con Monica Capisani (psicoterapeuta), Sonia Conte (studiosa di Buddhismo, sciamanesimo e psicogenealogia), con la collaborazione di Flavio Ricotti (musicista). Immagine, sogno, energia interiore e creatività: un altro sguardo sulla fragilità umana. Luogo: Cine-Teatro Comunale Piazza Marconi 18 Bressana B. Ore 17.00 - Conversazione con Maurizio Fea (psichiatra) “Social? No grazie” Un gioco, un esperimento, una ricerca. Chiusura del progetto di “disconnessione” dai social network e condivisione dei “Diari di accompagnamento”. Presentazione del libro “ Le abitudini da cui piace dipendere” di Maurizio Fea, ed. Franco Angeli. Luogo: Cine-Teatro Comunale Piazza Marconi 18 Bressana B. Ore 21.00 - Spettacolo “Motus in Terra” di e con Alessia Bedini prod. Wokart Milano. Una “tragicommedia sismica” che riflette sulle vicende legate al terremoto del Centro Italia e sulla fragilità di chi le ha vissute. Luogo: Cine-Teatro Comunale Piazza Marconi 18 Bressana B. Ore 22.30 Festa di chiusura

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Nella Giornata Mondiale sull'Autismo la Croce Rossa di Voghera ha organizzato un incontro presso il salone auditorium di Via Carlo Emanuele curato dallo psichiatra Stefano Damiani. Tanti i volontari presenti, che hanno seguito con interesse la lezione, introdotta al Presidente del Comitato Ondina Torti: "Sono soddisfatta di questi incontri divulgativi, partiti con la mattinata dedicata alle manovra salvavita pediatriche, proseguiti con la serata con la nutrizionista Debora Porri sui disturbi alimentari e proseguiti con una tematica molto delicata come quella sull'autismo". I numeri sull'autismo in Italia sono pesanti: questa malattia colpisce tra 300 mila e 500 mila persone ogni anno, circa un bambino su 100, mentre sono 2 milioni negli Stati Uniti. I dati indicano un incremento di 10 volte superiore negli ultimi 40 anni. Stefano Damiani è Dottorando presso il Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell'Università di Pavia, nonché Psichiatra presso la RSD Cascina Rossago a Ponte Nizza, località S. Ponzo. Ultimo appuntamento è quello di Domenica 7 Aprile dalle 14 alle 19, presso il Parco Brugnatelli di Rivanazzano Terme, con il "Percorso Salute" per grandi e bambini, con giochi a tema e la presenza dell'ambulatorio mobile della Croce Rossa. Info: 0383.45501.

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Ieri il M5S Lombardia ha presentato in Consiglio regionale l'interrogazione a risposta immediata (in allegato) relativa allo stato dell'arte dell'iter di consegna dei progetti di fattibilità per la ricostruzione del nuovo ponte della Becca e la riqualificazione della SP 40 Binaschina. Secondo i cronoprogrammi stabiliti dalle DGR XI/204 del 11/06/18 e XI/649 del 16/10/18 la consegna dei progetti di fattibilità erano stati stabiliti per novembre 2019 per il ponte della Becca e aprile 2020 per il potenziamento della Binaschina.

Simone Verni, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "La risposta data dall'Assessore Claudia Terzi mi ha raggelato: ILSPA (Infrastrutture Lombarde Spa) ha deliberatamente stabilito che sarà anticipata la consegna del progetto di fattibilità per la riqualificazione della Binaschina a novembre 2019 e posticipata la consegna del progetto di fattibilità del nuovo ponte della Becca a gennaio 2020. Tale decisione, assolutamente arbitraria e a nostro avviso ingiustificata, metterà seriamente a rischio la possibilità di poter includere nel nuovo piano quinquennale di ANAS la cantierizzazione del nuovo ponte della Becca. Grazie a questa mia interrogazione è venuta alla luce una situazione allarmante e semplicemente irricevibile: ILSPA non può e non deve in modo assolutamente unilaterale ed ingiustificato stravolgere quanto stabilito dalle DGR XI/204 e XI/649. È evidente che metterò fin da subito in atto ogni azione per far rispettare i termini prestabiliti e sollecitare Regione Lombardia affinché monitori l'attività di ILSPA al fine di assicurare la consegna del progetto di fattibilità del nuovo ponte della Becca entro novembre 2019. Mentre gli esponenti della Lega "fanno i fenomeni", come direbbe Salvini, noi rimaniamo fedeli alle istanze del territorio stando costantemente col fiato sul collo di Regione Lombardia per scongiurare ulteriori perdite di tempo".

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