Venerdì, 19 Aprile 2019
Articoli filtrati per data: Sabato, 13 Aprile 2019

«Ho letto quella lettera, che mi è stata trasferita per  conoscenza da altri perché al Comitato Organizzatore ISDE2020 non è mai arrivata direttamente: ho rilevato il loro punto di vista, che  democraticamente rispetto ma ritengo ovviamente condizionato da  posizioni e progetti diversi in merito alla gestione del territorio, e talvolta basato sulla non completa conoscenza di quanto noi stiamo programmando nel totale ossequio delle norme e con una più ampia visione del rispetto per l’ambiente.  Devo anche però rilevare con soddisfazione e rispetto verso Legambiente che in questa comunicazione, ma anche nelle altre lettere che ho avuto modo di leggere, nessuno è partito lancia in resta contro il nostro sport con preconcetta avversione, anche perché non ce ne sarebbe proprio il motivo: l’enduro, come tutte le altre discipline  comprese nelle attività della Federazione Motociclistica Italiana, è uno sport riconosciuto dal CONI dove militano giovani atleti cui è  richiesto sacrificio e disciplina.

La Sei Giorni è la manifestazione  d’eccellenza, dove correranno i giovanissimi di tutto il mondo. Una  vera Olimpiade dove nessuno ha interesse a creare danno. Proprio per chiarire la totale attenzione in merito alla salvaguardia  dell’ambiente nel rispetto delle leggi, voglio sottolineare che la Federazione Motociclistica Italiana ha sottoscritto nel giugno 2017 un importante un protocollo di intesa con l’Arma dei Carabinieri, ed  in particolare con i Carabinieri Forestali. Un protocollo che con l’iniziativa “Mettiamoci in moto…”  prevede tra l’altro l’attuazione di ben cinque progetti: La Campagna  Anti Incendio Boschivo, con motociclisti Tesserati FMI che effettuano il controllo di aree boschive, l’ Attività di Protezione Civile con la  sezione SMIE (Supporto Motociclistico alle Istituzioni nelle   Emergenze) effettuata da enduristi FMI; il progetto Enduro Italia che  prevede incontri con i Moto Club organizzatori di gare  dei Enduro,  Trial e Motorally per  creare informazione ed educazione al rispetto  delle regole e del territorio; il Turismo Verde concepito con  motoraduni che portano i motociclisti a conoscere i Parchi e le  Riserve Nazionali (con visite organizzate dal personale CUFA), la  cultura e le tradizioni dei luoghi visitati ed infine l’Eco-Enduro.  Prevede la creazione di una foresta in crescita a compensazione delle emissioni di  CO2. Esiste poi un codice dell’ambiente della  Federazione Motociclistica Italiana che invito a visionare sui nostri  siti internet motoclubpavia.it e  motoclubalfieri.it. 

Inoltre, in merito alle manifestazioni di enduro nazionali e regionali  che abbiamo organizzato ed organizziamo sul territorio oltrepadano ed  in Val Curone, voglio evidenziare che – come ovviamente accadrà anche  per la più importante ISDE - ogni gara prevede un iter autorizzativo   lungo ed approfondito, solo al termine del quale lo svolgimento è concesso da ogni Autorità territoriale preposta a norma di tutte le  Leggi nazionali e locali.

Ricordo inoltre che dopo ogni gara provvediamo a nostro completo  carico al ripristino dei sentieri percorsi con la supervisione dei  responsabili dei comuni interessati.

Siamo dunque concordi a ritenere il “nostro” territorio un bene di  inestimabile valore che deve essere tutelato e può essere goduto da  residenti, turisti nonché sportivi di ogni disciplina nella giusta ed  equa misura di ciascuno, nel rispetto dell’integrità stessa dei luoghi  e delle libertà altrui quando queste libertà si esercitano a norma di  Legge.  Infine, per concludere con le risposte in merito all’esigenza di  rispetto del territorio, sottolineo ed aggiungo la sensibilità  personale di noi organizzatori che amiamo le nostre colline e montagne   e sappiamo viverle non solo in moto: io per esempio sono un ex ufficiale degli alpini – anzi, non ex, perché alpino si è per sempre -  e quando il lavoro me lo consente mi concedo lunghi trekking con gli scarponi ai piedi lungo la Via del Sale o in alta montagna.  Nella stessa lettera ho visto anche una ricerca economica  relativamente all’indotto che porta questo evento, ovvero la gara ed ogni altra iniziativa collaterale: vengono analizzati i valori della Sei Giorni che si è corsa a Brive La Gaillard in Francia nel 2017 –   nel 2018 si è corsa in Sud America, quindi è poco rappresentativa per i nostri parametri - si parla di un delta tra i 3,4 ed i 7,5 milioni  di euro spesi tra alberghi ristoranti e servizi nell’area dell’evento;  il tutto in circa dieci giorni considerando anche qualche giorno prima  e la coda di turismo.

Ovviamente, a mio avviso in modo un po’ pretestuoso, nell’analisi la  stima finale è presunta al valore più basso, senza considerare per  esempio la svantaggiata posizione in fatto di raggiungibilità  dell’area di Brive, la maggiore disponibilità degli appassionati  francesi a dormire in camping, ed una spesa stimata di 22 euro a testa al giorno per mangiare e 55 per dormire.

Credo che nelle nostre valli,  Staffora e Curone, l’afflusso di pubblico potrà essere ben maggiore,  così come la capacità di spesa di ciascuno dei partecipanti, degli  accompagnatori, ma soprattutto del pubblico; ed in ogni caso, anche  quei tremilionicinquecentomila euro di indotto in meno di due  settimane, ancorché calcolati con quella stima riduttiva, non penso rappresentino una somma irrilevante. Se poi saranno settemilioni e cinquecentomila meglio ancora. Aggiungiamo poi l’opportunità di promozione turistica: ISDE poterà in  tutto il mondo il nome delle nostre località, fornendo elevata visibilità attraverso tutti i media. Aggiungerei, in più rispetto alla  gara francese, un articolato programma di eventi che stiamo programmando: una specie di “fuorisalone” che andrà oltre la gara ISDE e proporrà molte iniziative di ogni genere sul territorio (anche non  strettamente motociclistiche) durante la fase di avvicinamento  all’evento. Tutto questo, voglio sottolinearlo, senza che sia erogato  un solo euro dai comuni interessati dal transito e dallo svolgimento  della manifestazione. Infine vorrei soffermarmi in merito alla istanza di trasparenza  richiesta dalle associazioni: ritengo che non ci saranno problemi ad  accedere a tutti gli atti amministrativi richiesti per la  realizzazione dell’evento. La partecipazione agli atti è garantita da numerose leggi dello Stato, pertanto con un regolare accesso presso  gli Enti preposti sarà possibile esercitare questo diritto; ma anche  noi saremo il più possibile trasparenti affinché nessuno abbia dubbi  sul regolare accreditamento di questo evento davvero enorme ed  importante che siamo sicuri piacerà a tanti.

Al pari di questo per  pari trasparenza chiediamo a chi magari non la pensa come noi di  inviarci le stesse istanze almeno per conoscenza, visto che la lettera  di cui sopra non ci è stata mai recapitata direttamente, neanche per  correttezza formale, benché fossero citati ampiamente nomi, cognomi e fatti che ci riguardano: i nostri indirizzi sono reperibili sui siti dei due moto club capofila del pool organizzatore www.motoclubpavia.it e www.motoclubalfieri.it,  mentre il sito ufficiale dell’evento sarà attivato dalla Federazione internazionale al termine della  ISDE2019 che si svolgerà in Algarve dall’11 al 16 novembre (da notare  che la regione portoghese, sicuramente non ultima per interesse  turistico, ha accolto con grande favore la ISDE). 

In chiusura specifico che nessuna risorsa del nostro evento potrebbe essere convogliata su eventi alternativi come proposto dai  sottoscrittori della lettera aperta, poiché le risorse economiche sono generate dall’evento stesso, e, ricordo ancora, nulla sarà richiesto ai comuni come nulla di quei contributi pubblici citati doviziosamente  nella lettera aperta sarà destinato alla realizzazione della ISDE2020  che si svolgerà tra Valle Staffora e Val Curone dal 24 al 29 agosto».

Edoardo Zucca - Comitato Organizzatore ISDE 2020

Al presidente della: Comunità montana Oltrepò pavese.

Ai sindaci dei comuni di: Brallo di Pregola, Menconico, Romagnese, Santa Margherita di Staffora, Varzi, Zavattarello, Colliverdi, Bagnaria, Val di Nizza, Ponte Nizza, Cecima, Montesegale, Rocca Susella, Montalto Pavese, Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Fortunago, Godiasco Salice Terme, Rivanazzano, Fabbrica Curone, Gremiasco, San Sebastiano Curone, Brignano Frascata, Momperone, Pozzol Groppo, Volpedo, Monleale, Montemarzino, Casasco, Dernice, Montacuto

Alla: Regione Lombardia - Assessore Enti locali, montagna e piccoli comuni, Regione Lombardia - Assessore Ambiente e clima , Regione Piemonte - Assessore Ambiente e sviluppo della montagna.

Al presidente della: Provincia di Pavia, Provincia di Alessandria

e, per conoscenza, alla: Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese.

Oggetto: organizzazione nel comprensorio montano dell’Oltrepò Pavese e dell’Appennino Piemontese della competizione motociclistica “Sei Giorni Internazionale di Enduro” (ISDE) - edizione 2020.

Hanno aderito a questa lettera aperta, contribuendo alla sua stesura, diverse organizzazioni ambientaliste e culturali che operano nel comprensorio montano dell’alto Oltrepò pavese e dell’appennino alessandrino.

Si tratta di:

Legambiente Lombardia, Legambiente Voghera Oltrepò, Comitato per il territorio delle Quattro Province, Club Alpino Italiano - Tutela Ambiente Montano Commissione Interregionale Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, associazione Chi Cerca Crea, associazione Oltre le Strette, associazione Progetto Ambiente, associazione IOLAS (Associazione pavese per lo Studio e la Conservazione delle Farfalle), ANPI sezione di Zavattarello.

COS’È L’ISDE

Un tempo denominata “Sei giorni internazionale di regolarità fuoristrada” (per brevità anche solo “Sei giorni”), si disputa dal 1913, e consiste in un confronto tra squadre nazionali, in gara per il “Trofeo delle Nazioni”, aperto anche a squadre di privati, in gara per il “Vaso d’Argento”.

Variato il nome della specialità da “regolarità” in “enduro” e variati i criteri di formazione delle squadre, la “Sei giorni” (di seguito, per brevità: “ISDE”, utilizzando l’acronimo inglese) mantiene la natura di campionato mondiale a squadre, aperto anche ai privati, per i quali, nonostante gli alti costi di partecipazione, costituisce una delle competizioni più ambite, che riesce ogni anno a mettere insieme diverse centinaia di iscritti.

In ciascuno dei sei giorni di gara sono previsti giri di quasi 300 km, prevalentemente su tracciato fuoristrada, con controlli orari da rispettare e prove speciali discriminanti (come accade per i rally automobilistici).

LE INFORMAZIONI RESE PUBBLICHE CIRCA L’EDIZIONE 2020

La “Federazione Internazionale di Motociclismo (FIM)”, con un comunicato del giorno 11/12/2018, ha reso noto che l’organizzazione dell’edizione 2020 dell’ISDE è stata assegnata all’Italia. In particolare, si è appreso che la candidatura era stata presentata dalla “Federazione Motociclistica Italiana (FMI)” tramite un “moto club” aderente alla FMI, il “Moto Club Alfieri”, con sede in Asti. Nel comunicato si legge che “la prova dovrebbe svolgersi tra la fine del mese di agosto e l’inizio del mese di settembre nelle regioni del Piemonte e della Lombardia” e che “il Moto Club Alfieri organizzerà questa edizione in collaborazione con gli altri club della FMI”.

A sua volta, la FMI, sempre il giorno 11/12/2018, ha diffuso un comunicato in cui si legge che la competizione “si svolgerà tra fine agosto e inizio settembre 2020, nelle zone dell’Oltrepò Pavese e dell’Alessandrino”. Il comunicato riporta le parole del presidente del Moto Club Alfieri: “Siamo molto orgogliosi ed emozionati di poter organizzare un evento di tale portata. L’idea di richiedere la Sei Giorni di Enduro 2020 è nata nel 2015, quando organizzammo una prova degli Assoluti d’Italia a Fabbrica Curone”.

Qualche informazione in più è stata fornita solamente il 04/03/2019 con un nuovo comunicato della FMI. Si è appreso dell’avvenuta costituzione di un comitato organizzatore “diretto da Valter Carbone, presidente del Co.Re. [comitato regionale – NDR] Piemonte, Giorgio Bandoli, presidente del Moto Club Alfieri ed Edoardo Zucca, Presidente del Moto Club Pavia”. Si precisa che “fanno parte del pool organizzativo il titolare dell’evento Moto Club Alfieri ed il Moto Club Pavia, che saranno i club capofila, cui si aggiungono i sodalizi MC Valle Staffora, MC Varzi, Moto Club Azeglio e MC Ceva”.

Si apprende inoltre che la gara “avrà il suo cuore pulsante all’aeroporto di Rivanazzano Terme, mentre le prove speciali si svolgeranno in Val Curone ed in Valle Staffora”.

Valter Carbone, per il Piemonte, dichiara: “Ringrazio le Autorità locali che ci hanno assicurato il loro appoggio ed accoglieranno con favore questa avventura planetaria ... e ritengo sarà una concreta occasione per valorizzare il grande patrimonio turistico di queste zone”.

A sua volta Edoardo Zucca aggiunge il ringraziamento a: “tutti gli Enti ed Autorità che anche sul versante lombardo ci hanno già dato il supporto ed il parere favorevole”. Giorgio Bandoli riferisce poi: “abbiamo già definito la location dei paddock, della finale motocross, ma anche di buona parte delle prove speciali”.

Qualche indicazione in più è contenuta in un post apparso sulla pagina Facebook del Moto Club Pavia alle ore 08.04 del 07/03/2019, in cui si legge: “International Six Days Enduro 2020 Italia. Paddock e quartier generale: Aeroporto di Rivanazzano Terme (Pv)  * 22 agosto 2020 Cerimonia di apertura, * 24 agosto Day1 Val Curone (Al) Piemonte, * 25 agosto Day2 Val Curone (Al) Piemonte, * 26 agosto Day3 Valle Staffora (Pv) Lombardia, * 27 agosto Day4 Valle Staffora (Pv) Lombardia, * 28 agosto Day5 Valle Staffora + Val Curone * 29 agosto Day6 Circuito Int.le Ottobiano Motorsport (Pv)”.

“GRANDE EVENTO” - “GRANDE IMPATTO”

Nel comunicato diffuso l’11/12/2018, il presidente della FMI, Giovanni Copioli, dichiara: “L’Italia sarà al centro dell’attenzione internazionale e non c’è dubbio che sul territorio le ricadute, anche economiche, saranno di grande e positivo impatto.”.

È del tutto soggettiva la scelta dell’aggettivo “positivo” al fine di definire le ricadute non tanto e non solo economiche dell’evento, ma la stessa FMI ammette dunque che l’ISDE 2020 potrà avere un “grande impatto” sul territorio, circostanza da cui derivano due indefettibili corollari:

1) deve e dovrà essere garantita la massima trasparenza nell’informazione resa alle istituzioni e da queste ai cittadini

2) i pubblici amministratori debbono e dovranno prendere in considerazione tutti i fattori che concorrono a determinare gli effetti sul territorio delle scelte che essi sono chiamati a compiere in nome del bene comune.

TRASPARENZA

Potendosi a buon titolo annoverare l’organizzazione delI’ISDE 2020 tra i “grandi eventi” (categoria concettuale tipica del nostro tempo e ormai conosciuta nelle sue implicazioni), occorre notare che l’aver informato l’opinione pubblica solo a cose fatte, dopo che il dossier di candidatura era stato elaborato e presentato alla FIM, è una scelta inusuale e, se pure legittima, per nulla apprezzabile.

Le dichiarazioni di due componenti del comitato organizzatore riportate nel comunicato del 04/03/2019 fanno riferimento all’appoggio ed al parere favorevole di Enti a Autorità.

Di conseguenza, una prima richiesta, che costituisce la precondizione per una corretta gestione dell’intera vicenda, e che formuliamo a tutti gli enti e soggetti in indirizzo è quindi la seguente:

  1. a) informare i mass media e la pubblica opinione circa lo stato attuale e i futuri sviluppi delle discussioni intercorse e degli impegni assunti o che saranno assunti per l’organizzazione dell’evento
  2. b) garantire ai cittadini l’accesso alle informazioni in possesso di ciascun ente, ai documenti e agli atti concernenti l’ISDE
  3. c) rendere operativi anche in questo frangente tutti gli strumenti di partecipazione di cui essi enti e soggetti si sono dotati

GLI IMPATTI

1: la “promozione” del territorio

Quando si organizzano i “grandi eventi” si pone sempre l’enfasi sulla promozione del territorio.

Nel nostro caso, stando a quando sinora si è appreso, si discute dunque della promozione turistica ed economica dell’Oltrepò montano e delle finitime zone dell’appennino piemontese.

Non si parte però da un “foglio bianco”:

  1. a) per la promozione dell’Oltrepò montano, si sta già realizzando il progetto “Oltrepò (bio) diverso” finanziato dal programma “AttivAree” di Fondazione Cariplo
  2. b) il territorio dell’Oltrepò montano è anche una tra le aree prescelte a livello nazionale per il progetto SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne), con i finanziamenti a ciò già destinati. Il progetto d’area, sottoscritto in modo esplicito e impegnativo sia da tutte le amministrazioni comunali sia dalla Comunità Montana Oltrepò Pavese, e finanziato con ingenti risorse pubbliche, si propone, tra gli obiettivi “un completamento e rafforzamento dell’offerta di percorsi escursionistici puntando su percorsi emblematici del territorio e spendibili sul mercato nazionale ed internazionale poiché caratterizzato da ampi panorami e dalla fruizione dell’ambiente rurale e biodiverso con le sue caratteristiche di vegetazione, faunistiche e di territorio”. Si aggiunge che “la scelta di accompagnare questi tracciati con la promozione del cicloturismo e dei relativi servizi consente di caratterizzare ulteriormente l’offerta turistica dell’Alto Oltrepò permettendo al visitatore un inserimento nell’ambiente rurale fisico ed umano del territorio”.
  3. c) analoghe finalità si prefigge la misura del PSR piemontese (anch’essa oggetto di esame ed approvazione da parte di tutte le amministrazioni locali interessate) a cui si riferisce l’itinerario sentieristico “La via dei campioni: tra natura e mare”, che comprende l’intera val Curone sino al comune di Fabbrica Curone, in cui nasce l’omonimo torrente, comune espressamente citato dal presidente del Moto Club Alfieri.

Nel progetto SNAI si legge che il territorio interessato è “un’area montana a turismo inespresso, anche se in anni recenti il comparto del turismo è stato l’unico che realmente è andato incontro a uno sviluppo sia quantitativo, sia qualitativo”. Infatti “si regista un rinnovato interessamento della clientela italiana e straniera verso un territorio che, per potenzialità paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche, non ha nulla da invidiare ad altre aree più rinomate, come la Toscana o le Langhe.

Proprio in questa integrazione tra turismo, produzioni enogastronomiche locali e valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico vanno definite strategie di attrazione di nuovi flussi turistici.”.

Come è possibile conciliare queste strategie di valorizzazione con l’immagine proposta dalla FMI, che, nel suo comunicato, usa la definizione di “territorio dalla forte tradizione enduristica”?

L’enfasi su tale “tradizione” sottende la volontà di affermare per il territorio interessato una “vocazione” all’uso agonistico dei fuoristrada a motore, una delle forme più impattanti di fruizione del territorio (come meglio si dirà in seguito).

Si consideri poi che già oggi l’atteggiamento “benevolo” con cui frequentemente sono concesse autorizzazioni allo svolgimento di gare fuoristrada costituisce occasione per singoli o gruppi (magari muniti di traccia GPS dei vari percorsi) per emulare le gesta degli agonisti, e crea comunque aspettative di malintesa “tolleranza” verso queste pratiche irregolari.

Va infatti ribadito, se ancora occorresse: al di fuori delle manifestazioni agonistiche, le regole esistenti vietano in boschi e sentieri il transito per scopo ludico di mezzi fuoristrada a motore (e va altresì ricordato che analogo divieto esiste in Germania, in Francia, in Svizzera, in Spagna).

2: i tracciati e gli investimenti pubblici

Per ognuno dei sei giorni di competizione, gli organizzatori dell’ISDE dovranno allestire un tracciato, in larghissima misura non asfaltato, con lunghezza che potrà sfiorare i 300 kilometri.

Nei percorsi saranno inclusi i controlli orari e le prove speciali (per i primi cinque giorni si tratterà di un Enduro Test, un Cross Test e un Test Estremo, nel sesto giorno si svolgerà una prova spettacolo in un crossodromo), interessando in tal modo l’esistente viabilità agro silvo pastorale (VASP), i sentieri, le aree boscate, i pascoli.

Ciascuno di questi ambiti può essere utilizzato per competizioni fuoristrada solo nel rispetto dei limiti e dei modi indicati dalle norme vigenti in Lombardia e in Piemonte ma, tra i fattori da considerare, decisivo dovrà essere quello relativo alla coerenza con le scelte e gli investimenti già compiuti, che vanno tutti in una direzione fortemente alternativa rispetto alla ricordata “tradizione” rivendicata dalla FMI nel suo comunicato.

Alcuni esempi:

  1. a) la Comunità Montana Oltrepò, con uno stanziamento di circa 440mila euro a valere sul PSR, misura incentivazione attività turistiche, ha ormai realizzato la rete sentieristica delle Terre Alte, centinaia di chilometri di percorsi fruibili a piedi e in bicicletta, e, nell’ambito del progetto SNAI Aree Interne, esiste uno stanziamento di oltre 1 milione e 200mila euro per l’intervento “Riscoprendo l’Appennino Lombardo - Vie storiche e Greenway dell’Alto Oltrepò” che concerne anche i sentieri;
  2. b) in Piemonte con il PSR 2014-2020 sono stati stanziati circa 400mila euro per l’itinerario sentieristico “La via dei campioni: tra natura e mare” che include l’alta val Curone, con il vincolo secondo cui i sentieri stessi debbono “essere interdetti alla fruizione con mezzi motorizzati”.
  3. c) di recente, in Lombardia, per la manutenzione della rete VASP nella Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese sono già stati spesi 166mila Euro a valere sulla misura relativa al miglioramento delle infrastrutture di accesso ai terreni agricoli e forestali del Piano di Sviluppo Rurale (PSR).
  4. d) in Piemonte, con identiche finalità, sono stati destinati circa 50mila euro al ripristino di strade interpoderali del comune di Fabbrica Curone.

In entrambe le realtà regionali, i locali consorzi di miglioramento fondiario rivestono un ruolo fondamentale per il mantenimento e lo sviluppo delle attività agricole e silvicole, e le loro esigenze debbono essere tenute nel debito conto.

3: gli effetti sull’ambiente

L’intero Oltrepò pavese è classificato dalla regione Lombardia come area prioritaria per la biodiversità nella Rete Ecologica Regionale (L.R. 86/83).

In particolare, in alto Oltrepò vi è una ricchezza di contesti geomorfologici di alto valore naturalistico. Di notevole rilevanza sono il SIC della Riserva Naturale del Monte Alpe (Menconico) e alcuni Plis: di Zavattarello (46 ha), Parco delle Farfalle di Valverde (40 ha), Fortunago (400 ha) e Val di Nizza (in via di riconoscimento). II Giardino Alpino di Pietra Corva (Romagnese) è un’importante meta naturalistica locale.

Il pregio naturalistico dell’Oltrepò pavese montano e delle limitrofe aree alessandrine, piacentine e genovesi, è stato da tempo riconosciuto anche in base ai rigorosi criteri seguiti dall’Unione europea: fanno parte della Rete Natura 2000 oltre 24mila ha di territorio, suddivisi tra quattro province, ma pressoché tutti in contiguità, (i recentissimi SIC pavesi Sassi Neri - Pietra Corva e Le Torraie - Monte Lesima, la ZPS Ebro - Chiappo e la ZSC Antola - Carmo - Legnà, entrambe alessandrine, il SIC piacentino della Val Boreca, i diversi i SIC genovesi inclusi nel Parco dell’Antola).

I potenziali effetti della disputa dell’ISDE in un tale contesto sono intuibili.

Possiamo limitarci a richiamare alcuni dati obiettivi, desunti da uno studio sul campo, disponibile per la consultazione, circa la pratica dello sport motociclistico in spazi naturali, (studio unico in Europa, di oltre 170 pagine, realizzato dall’Istituto di scienza e tecnologia ambientale dell’università di Barcellona su committenza, si noti, della federazione motociclistica catalana, quindi non a priori “di parte ambientalista”).

Secondo lo studio, tenendo conto delle variabili costituite dalla litologia, dalla pendenza e dalla compattazione dei terreni, sui sentieri percorsi da gare motociclistiche fuoristrada il tasso medio di erosione del suolo è risultato di ben 1118 t/ha per anno, valore abnorme, palesemente determinato dal numero di motocicli transitati (si consideri infatti che, per i terreni, un valore maggiore a soli 11 t/ha è considerato segnale di erosione alta dall’EEA, l’European Environmental Agency.

Rilevante è anche la contaminazione acustica: se il rumore di fondo negli spazi naturali è risultato di circa 40 dBA, il passaggio delle moto ha determinato valori tra 70 e 90 dBA (si tenga conto che i decibel sono misurati su una scala logaritmica: a un aumento di 20 dBA corrisponde un livello di disturbo 10 volte più alto).

Per la fauna vertebrata il disturbo è costituito dal rumore e dalla presenza umana mentre per gli uccelli, il rumore delle motociclette interferisce con le comunicazioni tra individui e può influenzare il loro comportamento.

Basta esaminare le schede che illustrano le caratteristiche di ciascuno dei siti presenti nel comprensorio per cogliere le potenziali ma concrete conseguenze che una manifestazione come l’ISDE potrebbe portare al delicato equilibrio dell’ambiente montano.

A prescindere da giudizi sulla maggiore o minore valenza naturalistica di singoli tratti interessati dalla competizione, i guasti per erosione dei sentieri e della viabilità VASP o interpoderale avrebbero comunque un forte impatto anche sulle attività economiche a cui tali reti infrastrutturali fanno riferimento.

4: gli effetti economici

È utile citare alcuni dati riferiti alle più recenti edizioni dell’ISDE:

  1. a) per l’edizione del 2018, svoltasi a novembre in Cile, a Viña del Mar, a fronte di un impegno economico stimato un circa 1 milione 500mila euro, articoli di stampa riferiscono di un deficit significativo (“un número en rojo importante”).
  2. b) per l’edizione del 2017, organizzata nella regione francese della Corrèze, la federazione francese di motociclismo ha commissionato all’Università di Limoges uno studio17 sulle ricadute economiche in senso ampio della manifestazione. Il comitato organizzatore aveva preventivato una spesa di 1 milione di euro, divenuti 1milione e 250mila euro a consuntivo. Il giro d’affari generato dall’avvenimento, ottimisticamente previsto in 7 milioni e 500mila euro in sede di lancio, a posteriori si sarebbe attestato su una cifra ben inferiore, 3 milioni e 400mila euro, di cui solo 2 milioni e 400mila euro riguardanti direttamente la Corrèze. Su spese “vive” di 1milione e 250 mila euro, solo la metà, 635 mila euro, sono state compiute nella regione. Quanto alle presenze e ai pernottamenti alberghieri degli addetti ai lavori, si è stimata una spesa giornaliera pro capite di 55 euro per ciascun pilota o accompagnatore, protratta mediamente per 10 giorni, e una spesa giornaliera di 20 euro giornalieri, sempre per una media di 10 giorni, per ogni componente dello staff organizzativo, escludendo dal calcolo i “locali”. L’apporto economico degli spettatori sarebbe stato trascurabile, secondo lo studio, in quanto nel 2017 il pubblico era costituito in larghissima maggioranza da residenti nella zona.

Cifre importanti, ma che impongono un ragionamento di più lunga durata, a meno di voler supinamente subire un modello di fruizione turistica “mordi e fuggi”.

è palese infatti che la platea di persone a cui l’ISDE interessa (piloti, accompagnatori, appassionati) è costituita prevalentemente da soggetti che ritornerebbero in zona o che la frequenterebbero per la prima volta (indotti dalla vasta eco mediatica) con il principale intento di poter praticare il fuoristrada a motore - al di fuori delle competizioni - nel nostro ambiente appenninico.

Utenza potenziale che, a fronte di una normativa che non consente tale pratica, dovrebbe contare solo sulla “tolleranza” cui si è fatto cenno in precedenza. Ne deriverebbe una situazione di diffusa illegalità che andrebbe a confliggere con le fruizioni alle quali questo territorio è vocato, caratterizzate dal rispetto e dall’attenzione per l’ambiente naturale, per le emergenze etnografiche e culturali, sotto il segno di un turismo sostenibile e di frequentazioni fidelizzabili sulla base di valori unanimemente condivisibili al di fuori da logiche di interesse lobbistico.

LE ALTERNATIVE

Per tutte le considerazioni sinora svolte, il modello di “sviluppo” di cui l’ISDE sarebbe emblema e paradigma risulta in stridente contrasto sia con la strada che ha scelto di percorrere l’Oltrepò montano quale “area pilota” della strategia SNAI, sia rispetto ai progetti e gli investimenti piemontesi relativi alla sentieristica che stanno cominciando a dare i loro frutti (un esempio positivo è la promozione e la gestione dell’escursionismo in mountain bike tra Staffora e Curone, attuata con crescente successo da associazioni come Enjoy the Trail, coinvolgendo albergatori, ristoratori, gestori degli impianti di risalita, e impegnandosi in un prezioso lavoro di manutenzione dei tracciati).

L’area potenzialmente interessata dall’ISDE 2020 rientra nel più ampio territorio delle Quattro Province, un territorio che si avvia ad affermare un’immagine fortemente connotata nel segno del turismo naturalistico e culturale. In tal senso vanno la recente creazione del Parco dell’alta val Borbera e la presenza dei numerosi siti Rete Natura 2000 sopra elencati: la logica evoluzione di questo processo è la creazione di una rete sempre più organica di habitat ad alto valore naturalistico (anche sotto il segno, oggi più che mai attuale, del contrasto al riscaldamento climatico).

In un tale contesto risulta del tutto fuori luogo (se non deleterio) un “grande evento” come l’ISDE 2020.

Non possiamo quindi che auspicare che le energie e l’impegno richiesti ai decisori pubblici dal “grande evento” di cui discutiamo vengano convogliate su iniziative di promozione delle attività economiche rispettose della biodiversità: agricoltura, allevamento e silvicoltura sostenibili, escursionismo naturalistico, a piedi, in mountain bike, a cavallo, didattica ed educazione ambientale, valorizzazione dei prodotti gastronomici biologico e a chilometro zero, ecc. - attività che il territorio sta dimostrando negli ultimi anni di saper bene valorizzare e che necessitano di ulteriore attenzione e incremento.

Confidiamo che le nostre considerazioni e le nostre richieste trovino attenzione da parte dei destinatari di questa nota.

Legambiente Lombardia, Legambiente Voghera Oltrepò, Comitato per il territorio delle Quattro Province, Club Alpino Italiano Tutela Ambiente Montano - Commissione Interregionale Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, associazione “Chi Cerca Crea”, associazione “Oltre le Strette”, associazione “Progetto Ambiente”, associazione IOLAS (Associazione pavese per lo Studio e la Conservazione delle Farfalle), ANPI - sezione di Zavattarello

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