Mercoledì, 24 Aprile 2019
Articoli filtrati per data: Venerdì, 12 Aprile 2019

“Voglio andare a vivere in campagna” cantava Toto Cutugno. Magari non apprezzano questo artista, ma di sicuro Nicola Piccione e Alice Zanaboni amano l’Oltrepò. Al punto che da Legnano vi si spostano ogni weekend per lavorare nella microfattoria che hanno messo in piedi a Robecco Pavese, ricavandola dal recupero dei locali storici e ormai abbandonati della storica Cascina Sabbione. Dopo il restauro cominciato nel 2010 l’azienda agricola ha iniziato l’attività nel 2015, dapprima con la sola apicoltura, poi, dal 2018, con la produzione di ortaggi di prima qualità e il recupero di antiche coltivazioni locali come il Peperone di Voghera. Oggi Cascina Sabbione è una piccola azienda a conduzione famigliare che si concede anche il “lusso” di dare lavoro a un giovane migrante della Guinea Bissau, favorendo l’integrazione in un modo che è valso ai due proprietari l’onorificenza dell’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’Onu. «In pratica l’Onu ci ha premiati perché con le api siamo riusciti a creare lavoro e solidarietà» spiega Nicola Piccione.

Partiamo da voi: come mai da Legnano in Oltrepò? Conoscevate già la zona per altri motivi?

Nicola: «La mia famiglia è da sempre molto legata all’Oltrepò, a Robecco Pavese in particolare. Un mio antenato, Luigi Gatti (nome molto diffuso in zona) è nato proprio a Robecco e da lì è partito per una lunga carriera in magistratura a cavallo tra ‘800 e ‘900, passando alla storia per aver celebrato il processo all’anarchico Gaetano Bresci, colpevole del regicidio di Umberto I il 29 luglio 1900. Da allora in poi il legame con Robecco è sempre stato molto vivo. Appena ne ho avuto la possibilità,  cioè nel 2010, ho voluto comprare qui una cascina storica, ormai abbandonata, proprio a Robecco: Cascina Sabbione».

Alice: «Io sono milanese da sempre, ma fin dalla prima uscita con Nicola mi sono innamorata di questo territorio. Immaginate che al mio primo arrivo al Sabbione mi sono trovata subito con la tuta da apicoltore  a recuperare una sciamatura. Io che non avevo mai visto un’arnia da vicino! Da bambina poi dicevo sempre che avrei sposato un contadino!»

Nicola, nella vita avete un altro lavoro e quello della cascina al momento è un “side-project”. Come è nata l’idea di crearla e a quale esigenza risponde?

«L’idea, o meglio il sogno, nasce da una forte passione personale per la campagna, non so dire da dove nasca, forse dal DNA famigliare forse dall’aver trascorso tante felici domeniche durante l’infanzia a Robecco, chissà».

Qual è la vostra filosofia aziendale?

«Stiamo creando una microfattoria multifunzionale, concetto che  si può riassumere in “piccolo è bello”, ovvero un modo di intendere l’agricoltura diverso dalla tradizionale agricoltura intensiva, per la quale si richiedono sempre più risorse e sempre maggiori investimenti, nella quale il reddito marginale è molto contenuto e il valore aggiunto risiede “a valle” nella catena distributiva. Cerchiamo di fare molte cose, in piccoli quantitativi, in modo da garantire la massima qualità, per poi vendere direttamente al consumatore finale. Abbiamo iniziato proprio producendo per le nostre famiglie e per i nostri amici. Dati i riscontri molto positivi, abbiamo deciso di fare il grande salto ed aprirci al mercato».

Quante persone lavorano al Sabbione?

«Diciamo che siamo in un po’ a contribuire a vario titolo a questo progetto: Alice ed io, “sfruttando” come assaggiatrice ufficiale la nostra piccola Anita, di due anni;  il nostro amico Ricki, infaticabile artigiano della qualità; Giovanni, custode delle tradizioni locali e soprattutto Mamudu, il vero motore propulsivo, ma di lui vorremmo parlarvi meglio».

Alice: «Non dimentichiamo Daniela che ci aiuta in tutto: dalla casa ai fornelli, da Anita alle rose, e non manca mai di darci buoni consigli».

Che cosa producete oggi?

«L’azienda agricola nasce nel 2015 con l’apicoltura ed è sempre il miele il nostro prodotto di punta. Siamo specializzati nei mieli tipici dell’Oltrepò: Acacia, Tiglio, Castagno e Millefiori primaverili ed estivi».

Quest’anno come sta andando?

«Ad oggi è il miele di erba medica a darci le migliori soddisfazioni. è un prodotto ancora poco noto sul mercato nazionale, ma è quello che meglio rappresenta la pianura dell’Oltrepò: ha un sapore fruttato, di media dolcezza, si presenta con un colore ambrato chiaro splendidamente cristallizzato a testimonianza della completa assenza di trattamenti termici. Dall’anno scorso, poi,  abbiamo iniziato alcuni esperimenti nell’orti-frutticoltura di qualità con prodotti di antiche cultivar legate al territorio. Prima fra tutti il mitico Peperone di Voghera, seguito da mele pomella, pere madernassa, uva muscatel, etc.».

Il Peperone di Voghera in particolare è un prodotto sul cui recupero si sta puntando parecchio. come sta andando l’operazione?

«C’è molto fermento intorno al PepeVò (come lo chiamano gli amici), l’Associazione di Tutela e Valorizzazione, presieduta da Andrea Olezza, giovane e brillante agricoltore di Corana, in collaborazione con Slow Food Oltrepò e con l’ITAS Gallini di Voghera sta facendo molto per la sua valorizzazione. Sono stati attivati studi per curarne la genetica e per valutarne le proprietà nutraceutiche con l’Università degli Studi di Pavia».

Alice: «Il nostro evento preferito è la Sagra del PepeVò di inizio settembre a Voghera! L’anno scorso è stata un successo con le degustazioni in piazza Duomo organizzata da Slow Food e dal Ristorante Selvatico di Rivanazzano. Il peperone è andato a ruba, già alle 13.00 avevamo esaurito tutte le scorte!».

Si può dire che ormai la richiesta di prodotti Bio sia molto elevata?

«Prima ancora che di prodotti bio, abbiamo riscontrato grande richiesta di “qualità”, di “sapori” e di “profumi”. Piace un prodotto “buono” al gusto, ma che sappia trasmettere anche dei valori etici e una storia».

Chi cerca di più questo prodotto?

«Per la nostra esperienza le giovani famiglie, soprattutto in città, sono molto attente alle produzioni di qualità e ciò fa ben sperare per il futuro dell’agricoltura».

Alice, allevate anche animali di vario tipo: intendete commercializzare anche carni oppure hanno un’altra funzione?

«Al momento le capre Sara & Giusy, le oche Paolona & Barbarona e alcuni avicoli ornamentali tra cui la simpatica Gertrude e l’affettuoso gallo Mirko hanno un valore affettivo. Molti sono nati al Sabbione (ricordo l’ochetta Piercarisia) e vivono quanto più possibile liberi. E’ appassionante avere un’aia animata, meglio di qualsiasi social network. Le nostre amiche galline producono anche delle uova buonissime. Credo siano il nostro prodotto di maggior  successo! Nell’ottica di una fattoria multifunzionale ha sicuramente senso commercializzare anche piccoli quantitativi di carni, ma per questo non siamo ancora pronti. Dobbiamo ancora studiare e prepararci...siamo “giovani”».

Recentemente siete stati premiati  dall’ Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR) per l’ impegno umanitario messo in campo con il vostro progetto agricolo e solidale. Com’è arrivata l’assunzione di Mamudu?

«L’ONU ha voluto premiare l’idea che poche famiglie di api potessero fare tanto per chi più ha bisogno. A Mamudu, fuggito giovanissimo dalla Guinea Bissau in guerra, siamo riusciti ad offrire un alloggio e un posto di lavoro stabile grazie soprattutto alla futura produzione delle api!

L’iniziativa è nata grazie al progetto Bee my Job, promosso dall’associazione Cambalache di Alessandria, nel quale i migranti partecipano ad un articolato percorso formativo (cittadinanza, lingua italiana, apicoltura ed agricoltura biologica). Ci siamo offerti per dar vita ad un tirocinio formativo che è poi sfociato naturalmente in un’assunzione. E’ un’esperienza che ci sentiamo di consigliare ad altri imprenditori agricoli. Crediamo che proprio questo sia il compito etico e sociale dell’imprenditore».

Che idea vi siete fatti di questo territorio voi che lo vivete da “esterni”?

«Qui corriamo il rischio di essere banali: è un territorio dalle grandi potenzialità non ancora espresse. Ma crediamo venga detto dai tempi del console Marcello (ride)! è inutile nascondere le difficoltà: infrastrutture e strade non sempre all’altezza, una rete di sostegno alle nuove iniziative piuttosto limitata e una certa fatica nel fare “distretto” collaborando allo sviluppo.

Tuttavia nella nostra piccola esperienza stiamo beneficiando di alcune collaborazioni molto proficue. Penso ad esempio al supporto di Slow Food Oltrepò (il prof Teresio Nardi è fonte inesauribile di consigli e contatti), all’associazione del Peperone di Voghera, ad Apilombardia, etc.

Ci piacerebbe ci fosse più sensibilità ambientale da parte dei Comuni e della Regione. Pensiamo al consumo di suolo, alla manutenzione dei corsi d’acqua, all’invasione delle nutrie, una vera piaga per chi come noi ha i campi in prossimità dei corsi d’acqua. Ma qui i temi diventano troppi e molto complessi».

In soldoni, viverci e lavorarci è facile?

«Più che facile è bellissimo! Rientrare alla sera dalla città e godere dei nostri panorami e dell’aria aperta, ripaga di qualsiasi fatica! In realtà da noi in pianura è piuttosto facile vivere. Pur essendo aperta campagna abbiamo tutti i servizi vicini e in meno di un’ora arriviamo a Milano (dove lavoriamo entrambi) anche con i mezzi pubblici.

Ci sentiamo dei grandi sponsor dell’Oltrepò e partecipiamo volentieri a più manifestazioni possibile cercando di coinvolgere amici e clienti!».

di Christian Draghi

Laurea in Lettere presso l’Ateneo pavese, giornalista, imprenditrice di successo nel settore radiofonico, con particolare attenzione al nostro territorio, dal 2010 è assessore, da molti definita super-assessore per le molte deleghe, del Comune di Voghera con la Giunta Barbieri. Abbiamo incontrato Marina Azzaretti.

Azzareti lei sta entrando nell’ottavo anno di attività come Assessore alla Cultura del Comune vogherese, escludendo l’anno di commissariamento: rimane immutato il suo proverbiale entusiasmo?

«Innanzitutto mi preme sottolineare che il mio impegno non è solo riferito alla Cultura, ma anche al progetto Teatro Sociale, al Commercio, a Fiere e Mercati, alle Attività Produttive e alla Scuola. Comunque, per rispondere alla sua domanda, certo che sì, anzi, direi che è sempre più intenso. Il progetto che con i miei uffici ho realizzato per partecipare al Bando “Attract” è uno di quelli approvati e che ha permesso alla nostra città di inserire delle aree dismesse, ed essendo ancora il bando aperto, sarà possibile inserire anche nuove aree e anche di proprietà privata, non soltanto pubbliche, in un canale di promozione che, tramite la Regione, si rivolge a potenziali investitori, anche sovranazionali, con tutta una serie di agevolazioni tributarie che la nostra Amministrazione ha predisposto. Grazie a questo Progetto la nostra Amministrazione ha potuto avviare la riqualificazione dell’area antistante la Caserma di Cavalleria, all’interno del cui complesso sono stati frazionati tre lotti proposti per potenziali investitori. Ritengo sia un’opera doverosa, un tassello importante per migliorare il decoro urbano, per dare una percezione di una città più bella ed attrattiva. Mi preme poi esprimere una considerazione: credo sia molto utile oggi, nonostante la crisi generalizzata, uscire dal pensiero sempre vittimistico; tirarsi invece  su un po’ tutti  le maniche e dire “promuoviamo la nostra Voghera!”, non una città sempre lamentosa o polemica su se stessa. Perché al di là della politica, questo è un percorso di positività nel quale noi per primi, con senso di responsabilità e di appartenenza, dobbiamo credere!».

Ci sono altre aree già individuate da poter riqualificare?

«Sì, tra esse la Casa di Riposo di via Don Minzoni, l’area della ex Filanda, ed altre aree ed edifici, come detto, potranno essere inseriti. Ed abbiamo già ricevuto alcune manifestazioni d’interesse».

Lei ha dato anche il via al recupero del Teatro Sociale...

«è stato, ed è, un forte impegno sia a livello progettuale sia adesso, come Assessore delegato, nel seguire i lavori di recupero, resi possibili ed avviati, in fase di attuazione grazie anche e soprattutto al lavoro del sindaco Carlo Barbieri, che ci sovrintende con grande attenzione. Ritengo, ed ancora una volta mi piace ribadirlo, che la riapertura del Teatro Sociale potrà veramente riaccendere i riflettori sulla nostra città, non soltanto come polo culturale ed ambito di “messa in scena” della cultura, ma anche per l’indotto che potrà produrre per  la ricaduta sul territorio cittadino a livello di commercio ed attività locali, sempre che ci sia una sinergia operativa e anche  associazioni e titolari di attività private vogliano cogliere l’opportunità,  logicamente...».

Lei da sempre sostiene l’ineluttabilità del “fare rete”, “fare squadra”...

«Certamente, e ne sono sempre più convinta anche in virtù degli esiti positivi, che il fare rete con le Dirigenze, con cui ho ottimi rapporti costanti, ci ha dato e continua a dare nella gestione dei servizi scolastici. Per non parlare degli ultimi sviluppi di alcune iniziative mercatali di ampio respiro su area pubblica che ho avviato recentemente, in accordo con le associazioni, e qui stiamo parlando di commercio ed anche di fiere e mercati, come il Mercato di Forte dei Marmi, da poco ospitato nel centro-città, ed il recente Mercato vegetariano ed altre iniziative in collaborazione con diverse associazioni che si aggiungeranno nei prossimi mesi. Sono riuscita ad avviare un percorso di ampliamento di queste attività su tutta l’area cittadina, uscendo quindi dal baricentro di Piazza Duomo: una prossima associazione installerà la propria fiera mercatale in Piazza San Bovo a fine agosto, mentre stiamo lavorando ad una quattro giorni di Mercato diffuso a borghi tematici nelle diverse piazze del centro, da Piazza fratelli bandiera a Battisti a Garibaldi, san Bovo, Castello etc. etc. etc. e l’intenzione è quella di portare poi queste iniziative in tutte le altre zone cittadine».

Anche se il prodotto proposto dai mercati coincide con la tipologia di prodotto dei commercianti cittadini?

«Guardi, proprio durante il suddetto Mercato di Forte dei Marmi, che è stato un grande successo in termini numerici d’afflusso in città, ho visitato volutamente più negozi, in particolare di abbigliamento e calzature pelletterie, ed ho avuto riscontri molto positivi dai commercianti stessi! Mi hanno confermato di aver tutti lavorato di più in confronto agli altri week-end ! è la modalità di portare gente a vivere la città che evidentemente ricade anche sulle attività private...».

Quali iniziative in vista, a proposito?

«Ad Aprile avremo, come detto, il mercato vegetariano-vegano, ed in contemporanea all’evento, un’iniziativa chiamata “Voghera per Genova”, insieme al Rotary Club ed alla Croce Rossa Italiana, dove verranno distribuiti pesto e primi piatti con pesto ed il ricavato andrà agli sfollati, con particolare attenzione agli anziani, del quartiere genovese colpito dalla tragedia del Ponte Morandi. Con il Patrocinio non solo nostro ma anche del Comune di Genova. E poi ancora, più strettamente a livello culturale, sto lavorando alle celebrazioni del bicentenario della morte del Borroni, pittore vogherese di chiara fama ed una delle eccellenze in campo artistico della nostra storia, di cui molte tele sono custodite in diversi monumenti e chiese cittadini: il 25 maggio al pomeriggio si inizierà con un convegno dedicato, cui seguiranno concerti e visite guidate nei “Luoghi del Borroni”. Sempre il 25 maggio, al mattino, ci sarà l’inaugurazione del nuovo, più funzionale e moderno, Archivio Storico, trasferito al piano-terra di Casa Gallini, ove al  piano primo hanno sede la Casa Museo e gli uffici dell’Assessorato alla Cultura, andando a completare un vero e proprio Polo Cultura al servizio della città».

L’estate Vogherese vedrà sempre di scena i “Giovedì Sotto le Stelle”?

«Certamente, sempre che mi venga confermata e garantita adeguata disponibilità economica. Sono sempre disponibile ed entusiasta per organizzare eventi, seguendoli sempre con il massimo impegno. Certo, dipende dalla disponibilità economica la “grandiosità” o meno della proposta, ma con tenacia ed entusiasmo, e collaborazione operativa di molti amici ed associazioni, sono sempre riuscita comunque ad offrire alla città  eventi di forte successo ed attrazione».

Veniamo alla Politica: a quale Partito è iscritta, e da quanto tempo?

«Dal 2010 sono iscritta a Forza Italia, tranne un breve periodo di riflessione, tempo fa, come a molti può capitare, ma sono qui perché ritengo fortemente che la componente moderata nel Centro-destra sia fondamentale. è un’idea che sposo a livello inoppugnabile!».

Precedentemente al 2010, come sono stati gli inizi del suo impegno in campo?

«Io ho fatto la giornalista, e con la mia radio sono sempre stata un filtro tra la politica e la gente, intervistando a turno tutti i rappresentanti di tutte le forze politiche della Valle Staffora, e di Voghera, mettendoli a confronto con i cittadini. La politica l’ho respirata da quando sono nata, vivendo in mezzo ai politici: anche se forse non tutti han capito che io ho capito, da sempre ho capito, come funziona la politica. Certo, sono molto “produttiva”, ma so anche stare al mio posto. Tornando alla mia storia personale, la mia attività professionale mi ha stimolato a mettermi in gioco: non solo fare da filtro, ma provare a “fare cose” per gli altri in prima persona. L’inizio del mio impegno amministrativo ha visto la riapertura del Castello alla città, il mio secondo mandato d’assessore è volto per la riconsegna alla città, a fianco del sindaco, del Teatro Sociale, e forse non solo...».

Cosa intende con “non solo”?

«Che mi piacerebbe riconsegnare alla città questo straordinario Monumento nella sua completezza! Stiamo infatti verificando se possibile accedere fondi esterni per ristrutturare e recuperare anche il Casino Sociale…il progetto l’abbiamo predisposto.. stiamo valutando le possibili fonti a cui proporlo».

Alcuni giorni or sono, ha rinunciato alla candidatura a Primo Cittadino di Varzi, candidatura data, oserei dire, per certa: perché?

«Sono stata davvero molto gratificata sia dalla proposta sia dalle molteplici ed entusiastiche manifestazioni di sostegno avute dai varzesi...».

Paese dove è iniziata anche la straordinaria carriera di suo padre...

«Sì, certo. Ed infatti non nego che anche la sollecitazione emotiva è stata in me molto forte, in questa settimana di scelta... son state per me giornate difficili. Da sempre ritengo Varzi ed il suo territorio luoghi di ampie possibilità ed opportunità, però la mia carriera politica, dedicandole sforzi enormi, è iniziata a Voghera: non posso esimermi dagli impegni qui presi di fronte al mio elettorato».

Certamente Voghera, nelle tornate elettorali, Le ha ampiamente dimostrato gradimento...

«In occasione della seconda tornata, in particolare, sono stata molto votata: era appena scomparso mio padre, quindi ero sola, senza il suo appoggio, proprio sola a girare per la Città chiedendo di ridarmi fiducia. Ritengo di avere avuto un enorme riscontro. è significativo, perché oggi la gente premia chi è capace: a livello locale, questo è un dato di fatto. A Voghera vieni riconosciuto per quello che fai, non per quello che dici. Ed io continuo a metterci sempre più impegno. Credo nella politica del fare... Vedremo cosa accadrà “alla prossima”.».

di Lele Baiardi

Il Rally Storico Città di Arezzo - Crete Senesi e Valtiberina, disputato da 15 al 17 marzo, ha segnato il debutto “Tricolore” 2019 per i varzesi Domenico Mombelli e Marco Leoncini. I due portacolori di Paviarally Club Autostoriche, giunti al secondo posto rispettivamente tra i piloti e tra i navigatori nella classifica rally storici del campionato Aci Pavia 2018, hanno portato in gara la grintosa Ford Escort Mk1 curata dalla CVM di Marco Vecchi, vettura con la quale, già nella passata stagione, hanno avuto modo di fornire ottime prestazioni. Il Valtiberina, é stata la prima delle cinque gare in calendario del Campionato Italiano Rally su terra per auto storiche 2019, meglio conosciuto come: “Trofeo Tradizione Terra”, che rimanda chiaramente a quella che è la storia, ed appunto la “tradizione”, delle corse rallystiche. Dalla provincia di Arezzo e dalle sue bellissime “piesse” – con Anghiari e Pieve Santo Stefano – il rally ha raggiunto la provincia di Siena, nel territorio di Asciano proponendo prove speciali  storiche dal “profumo mondiale”. Insomma, una gara importante e insidiosa che ha messo a dura prova i concorrenti, i cui, i nostri “Russel Brooks e John Brown” come simpaticamente vengono soprannominati, finché sono rimasti in gara si sono espressi tra i migliori del lotto dotati di mezzi assai più potenti. La trasferta di Mombelli-Leoncini si é purtroppo conclusa con un ritiro, non prima che questi abbiano avuto modo di offrire show e bravura. La gara, già dalle sue prime fasi, ha espresso tanto spettacolo e agonismo grazie ai due passaggi  sulla celebre prova del “Monte Sante Marie” negli scenari mozzafiato delle crete senesi, la grande novità dell’edizione di quest’anno. Dopo le prime due frazioni cronometrate prese d’assalto dal grande pubblico di appassionati, al comandano delle operazioni si sono collocati Romagna-Lamonato, con la Lancia Delta Integrale (alla fine vincitori). Romagna ha preso la testa della classifica dalla seconda prova, approfittando della rovinosa uscita di strada dei figli d’arte, il giovane Alberto Battistolli, figlio del notissimo Lucky e leader provvisorio, anch’esso su Lancia Delta Integrale, affiancato da Bettina Biasion, la figlia di Miki, Campione del Mondo Rally negli anni ottanta. Seconda posizione provvisoria per la Ford Escort MK II dei comaschi Guggiari-Sordelli (primi nel 3. Raggruppamento), davanti ai trentini Tiziano e Francesca Nerobutto, con una Opel Kadett GT/E. Per Mombelli-Leoncini invece, é stato un inizio tutto in salita. I portacolori di Paviarally hanno affrontato gli 11 chilometri del Monte Sante Marie, da ripetere due volte, con la loro abituale generosità, é forse stata proprio questa generosità agonistica che li ha indotti in errore su di su di un salto con curva a destra che li ha visti uscire per la tangente, finendo la loro corsa in mezzo ai campi, dai quali hanno poi ripreso il percorso di gara, lasciando però su quella strada bianca almeno 25 secondi che li hanno posizionati al 12° posto assoluto al termine della prova.  Un’uscita da cui la vettura non ha riportato danni, come  appurato da Marco Vecchi della CVM che assisteva tecnicamente l’equipaggio in gara. Se l’errore ci può stare quando si é alla ricerca della massima prestazione, il ritardo al C.O. d’ingresso al Parco chiuso a fine tappa, causato dall’eccessivo traffico urbano, é già più difficile da digerire come difficili da digerire sono stati il minuto e 10 secondi di penalità che i due si sono visti attribuire ad Arezzo che li hanno portati ad occupare la tredicesima posizione nella generale. A questo punto per l’equipaggio della Ford Escort MKI  non rimaneva altro da fare che rimboccarsi le maniche e nella seconda giornata di gara e tentare la scalata alla top ten. Un’impresa non facile a questo punto, ma le carte in regola per farlo erano in loro possesso. Motivati più che mai, i portacolori di Paviarally, partiti a “spron battuto” nella mattinata del giorno successivo, infilano tre risultati maiuscoli in ottima successione: undicesimi assoluti sui 12 km dell’Alpe di Poti, prova d’apertura della seconda giornata di gara; settimi assoluti sui 6 km della “Battaglia degli Aghinari” e quinti assoluti sui 7,5 km della “Cerbaiolo”. Poi, la doccia fredda; quel maledetto cavo della frizione che si rompe sulla Ford Escort MKI e tutti gli sforzi che vanno in fumo. Nonostante questa disavventura e qualche errore di troppo nella prima giornata di gara, Domenico Mombelli e Marco Leoncini hanno comunque confermato, oltre alla bravura e capacità nella conduzione del mezzo meccanico, la loro grande e indissolubile caparbietà agonistica sempre condita da grande spettacolo.

Lasciamo che sia lo stesso Marco Leoncini a raccontarci la loro trasferta: “Come per altri, correre i rally per noi, significa rubare ore al lavoro e al riposo, pertanto non possiamo permetterci lunghe permanenze nei luoghi in cui si gareggia. Siamo entrati in atmosfera “Rally Valtiberina” solamente il giorno prima, giovedì 14 marzo quando, partiti da Siziano, sede della CVM in cui approntano la nostra Escort, con vettura sul carrello e furgone assistenza al seguito, giungiamo ed Arezzo giusto in tempo per il ritiro del road book. Fatto questo, abbiamo per così dire “santificato” anche i principi del nostro gruppo che onora, sport, amicizia, rispetto delle regole, il gusto per la vita e la capacità di assaporare quanto di bello c’è nel nostro Paese, dalla cucina all’arte. Non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione ad Arezzo, uno scrigno di poco più di 100 mila abitanti, pieno di bellezze da ammirare che propone anche una gastronomia di prodotti tipici genuini  che vanno dalla tenerezza della bistecca “chianina” al sugo d’anatra che condisce la pasta all’uovo fatta in casa e via dicendo, il tutto accompagnato da un buon rosso toscano. Venerdì 16 marzo, di buon mattino, iniziamo le ricognizioni, c’é gente che prova da giorni, ma non importa, noi riusciamo comunque a percorrere tre volte la “Sante Marie”  e la “Battaglia di Anghiari”, due volte il “Cerbaiolo” e  “L’Alpe di Poti”. La più insidiosa é la “Monte Sante Marie”, ricca di dossi, salti e discese ripide che non  permettono distrazioni, é in programma sabato 16 alle 15,15 e alle 17,30 (ne faranno le spese Battistolli col Delta e Pelliccioni con MK 2). Pure noi nel famoso salto facciamo una divagazione in un provvidenziale campo, ma riusciamo a rientrare senza conseguenze alla vettura, lasciando qualche secondo che ci farà segnare il 12 tempo.... quel campo accoglierà ben 20 vetture tra storiche e moderne. Complice invece il traffico del sabato sera, incorriamo in una penalità al ultimo CO di giornata, previsto nella centralissima piazza grande di Arezzo. Peccato! Domenica 17, si parte con l’Alpe di Poti, insidiosa nell’ultimo tratto di discesa nel bosco dove facciamo segnare un buon 11 tempo, incoraggiante. Le migliori performance arrivano però nella piana della Battaglia di Anghiari, ricca di inversioni e allunghi, dove il responso cronometrico é il 7° assoluto e sul Cerbaiolo in cui abbondano tornanti e leggere salite, prova molto guidata e con Mombelli perfettamente a suo agio tra salti e traversi. Qui facciamo nostro il 5° tempo assoluto. La grande rimonta sembra avere inizio invece, il nostro rally purtroppo finirà di lì a poco, complice la frizione che ci abbandona in trasferimento a pochi chilometri dal CO e riordino. è stata comunque un’esperienza sportiva bellissima utile ad arricchire il bagaglio e un ottimo week end immersi nella campagna toscana, facendo quello che più ci appassiona: “correre  il rally”. Il prossimo impegno di campionato per l’equipaggio di Varzi é fissato per il 4 maggio a Cingoli dove si disputa il Rally Adriatico.

di Piero Ventura

"La scarsità idrica al nord Italia fa emergere la piaga dell'inquinamento da plastica". Così Greenpeace Italia che diffonde delle immagini relative al 3 aprile riprese da alcuni cittadini in Veneto (località Torretta, comune di Legnago, a Verona) che mostrano quali sono "i livelli di inquinamento, principalmente da plastica, che affliggono i nostri corsi d'acqua, facendo emergere le conseguenze dell'abuso di contenitori e imballaggi in plastica monouso"; le testimonianze di foto e video - spiega Greenpeace - "riguardano le chiuse del CanalBianco, corso d'acqua facente parte del bacino idrografico del Po".
    "Le immagini - dichiara Giuseppe Ungherese di Greenpeace Italia - mostrano uno scenario tipico dei Paesi del sud-est asiatico, in cui i fiumi sono delle vere e proprie discariche a cielo aperto. La scarsità idrica che sta caratterizzando da diverse settimane i corsi d'acqua del nord Italia fa emergere, in tutta la sua gravità, il problema dell'inquinamento da plastica e di come i corsi d'acqua siano ormai invasi da contenitori e imballaggi usa e getta". 

Inoltre viene ricordato che "ogni minuto, ventiquattro ore al giorno, l'equivalente di un camion pieno di plastica finisce nei mari del Pianeta e, secondo studi recenti, l'80% ha origine in ambienti terrestri. Di tutta la plastica prodotta ogni anno, il 40% è impiegato per la produzione di contenitori e imballaggi monouso, di difficile recupero e riciclo a fine vita". Per questo Greenpeace chiede "misure urgenti alla radice del problema che riducano la produzione di plastica monouso, contrariamente a quanto previsto dalla legge 'salva-mare', approvata ieri in consiglio dei ministri, che interviene solo sulla plastica già presente in mare". Per spingere le grandi multinazionali a intervenire sul problema dell'inquinamento da plastica, Greenpeace nei mesi scorsi ha lanciato "una petizione sottoscritta da più di tre milioni di persone in tutto il mondo, con cui chiede ai grandi marchi come Nestlè, Unilever, Coca-Cola, Pepsi, Ferrero, San Benedetto, Colgate, Danone, Johnson & Johnson e Mars di ridurre la produzione e investire in sistemi di consegna alternativi che non prevedano il ricorso a contenitori e imballaggi in plastica monouso".

 Sono nove milioni gli italiani che soffrono di allergie respiratorie. A loro è dedicata la campagna educativa "Un Respiro di Salute" realizzata da FederAsma e Allergie Onlus, che prosegue fino a maggio con il suo "Speciale primavera" per educare e informare i cittadini sul ruolo dell'aerosolterapia nella prevenzione e gestione dei sintomi allergici. Stando ad alcuni dati diffusi da Federasma, il 16,9% degli italiani soffre di rinite allergica e il 6% dei giovani da 14 anni in su soffre di asma per allergia. "Riniti allergiche e asma allergica sono invalidanti e molte sono le richieste di chiarezza che riceviamo, attraverso il nostro numero verde", commenta Carlo Filippo Tesi, presidente di FederAsma e Allergie Onlus. Quali sono i rimedi di tutti i giorni che può usare una persona allergica? Gian Luigi Marseglia, presidente della Siaip (Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica), spiega come il lavaggio nasale con la soluzione fisiologica possa essere "un'importante misura dalla duplice efficacia: previene da un lato riducendo i sintomi, dall'altro, ha un'azione coadiuvante antinfiammatoria sull'allergia". Oltre a questa, la "nebulizzazione con docce nasali micronizzate", consente invece "di far arrivare più facilmente e velocemente il principio attivo che si deposita nelle vie respiratorie". Altra pratica è l'aerosolterapia, che invece è raccomandata per l'asma bronchiale. Questa "ha un ruolo importante perché consente una rapida somministrazione dei farmaci per curare i sintomi e spegnere il processo infiammatorio", commenta Michele Miraglia Del Giudice, responsabile di alta specializzazione in malattie respiratorie pediatriche, dell'Università degli Studi della Campania. Il materiale informativo della campagna sarà disponibile negli studi medici, le farmacie e scaricabile sul sito www.federasmaeallergie.org o via QR code dedicato.

 Più di due terzi dei consumatori, in 27 Paesi, è disponibile a pagare un premium price, di più quindi, per prodotti a km zero e coltivati o preparati localmente; il 44% dei consumatori è attento all'origine e vuole sapere se il bene è stato prodotto eticamente (e.g. "fair trade" or "cage free").

Uno stile di vita green che non prevale solo a tavola: il 42% pagherebbe un premium price per prodotti non food ecosostenibili. E' quanto emerge da un vasto studio su scala globale di PwC sulla base di una indagine condotta su oltre 21.000 consumatori in 27 Paesi e presentata a Cibus Connect in corso alla Fiera di Parma.

L'analisi mostra che i consumatori ricercano sempre più alternative salutari e naturali, inoltre i valori personali ed etici influenzano sensibilmente le decisioni d'acquisto. Sugli scaffali di vendita inoltre il 37% dei consumatori afferma di ricercare prodotti con packaging eco-friendly; e il 41% dichiara di evitare il più possibile l'uso della plastica.

Un uomo di 36 anni è stato arrestato dai carabinieri di Catania su disposizione della Procura per maltrattamenti e abusi in famiglia, lesioni personali aggravate, violenza sessuale. Secondo le indagini l'uomo avrebbe ripetutamente malmenato e minacciato la moglie 40enne alla presenza dei tre figli minorenni, l'avrebbe costretta a compiere in sua presenza atti sessuali con estranei ed avrebbe anche obbligato la donna a compiere abusi nei confronti di uno dei figli. A chiedere aiuto ai carabinieri è stata proprio la donna che ha raccontato quanto patito egli ultimi due anni di matrimonio. Il trentaseienne è stato rinchiuso nel carcere di Catania mentre la moglie e i tre figli sono stati accompagnati in una struttura protetta.

Mercoledì 10 Aprile presso la Comunità Montana Oltrepo' Pavese, è stato varato il protocollo di intesa per la realizzazione dell' itinerario della Via dei Malaspina percorso verde fra Tortona, Varzi, Bobbio (tratto importante del Cammino di San Michele).

Con la firma del Presidente della Comunità Montana e Sindaco di Varzi Alberti, il Sindaco di Bobbio Pasquali, con le Provincie di Pavia e Alessandria le associazioni del territorio, ha firmato anche Sandro Vannucci, storico conduttore di Linea Verde, in rappresentanza del Comitato Promotore Nazionale "San Michele, Cammino di Cammini" che raggruppa tutte le associazioni che dalla Sacra di San Michele in Val di Susa arrivano a Roma da Castel Sant'Angelo e proseguono fino alla grotta di San Michele a Monte Sant'Angelo sul Gargano.

Per il tratto oggetto del protocollo, nelle provincie di Piacenza Pavia e Alessandria hanno aderito le associazioni: Amici di San Colombano, Associazione Pellizza da Volpedo, Associazione Culturale Varzi Viva, Associazione Thara Rothas e le sezioni di competenza del CAI. Con l'approvazione di questo tratto di percorso si passa alla fase realizzativa. E' una grande occasione per i territori interessati per essere integrati in una via nazionale ed internazionale oltre che vedere una favorevole sinergia culturale fra i territori delle 3 provincie.

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