Sabato, 21 Settembre 2019
Articoli filtrati per data: Giovedì, 07 Marzo 2019

A Salice Terme,  frazione del Comune di Godiasco, da alcuni anni e con ritmo regolare, hanno chiuso e continuano a chiudere diverse attività commerciali e ogni volta che un negozio chiude, molti dicono: “Ecco un altro negozio chiuso, va sempre peggio”… etc. etc. etc. La realtà è che in tanti paesi, piccoli e grandi, dell’Oltrepò e quindi non solo a Salice Terme, molti negozi chiudono e stiamo parlando di paesi nel senso più completo del termine, paesi con famiglie che da decenni se non centinaia di anni sono nate, cresciute e continuano a vivere lì.

Salice Terme che paese non è, essendo una frazione del Comune di Godiasco, non è neanche paese nel significato più vero:  salicesi veri non ce ne sono o se ce ne sono si contano sulle dita di una mano, molti dicono che non è vero e si autoproclamano salicesi doc affermando che “Dopo 50 anni che abito qui sono salicese a tutti gli effetti…”. Sì forse sarà pur vero che tu che da 50 anni vivi qui ti senti salicese, ma se vai in un altro qualsiasi paese dell’Oltrepò troverai persone e famiglie che vivono lì da 100, 200 o anche più anni.

E questo che c’entra? C’entra, altrochè se c’entra… Salice non ha uno zoccolo duro di salicesi, Salice quindi non ha un numero di persone sufficientemente e storicamente innamorate del proprio paese, ma al contrario ha un numero di persone che abita a Salice perché è o meglio era,  piacevole abitarci, ed un numero di persone (poche in realtà ed ogni anno sempre meno…) che è salicese perché vi lavora.

Non sto dicendo che tutti gli abitanti di Salice non siano innamorati del proprio paese, sto dicendo che gli abitanti di Salice non hanno un innamoramento storico del proprio paese e la maggior parte degli oggi salicesi, che negli anni si è trasferita qui, ha scelto di farlo consapevolmente perché Salice era una località piacevole, piacevole perché c’erano e ci sono ancora tanti eccellenti bar, tanti eccellenti ristoranti e pizzerie, divertenti discoteche e ottime possibilità di divertimento sportivo-ludico, come le piscine, il golf, il tennis…

A tutti questi salicesi di fare la spesa a Salice, se non in qualche caso la domenica mattina perché non hanno voglia di andare a Rivanazzano o a Voghera o in qualche centro commerciale, non passa neanche per l’anticamera del cervello.

La crisi dei negozi salicesi non è degli ultimi anni e non si può incolpare nessuna delle amministrazioni che in questi anni si sono succedute La crisi è dovuta in parte alla crisi termale, perché piaccia o non piaccia i clienti delle Terme nel 2004 erano 24mila e questi clienti, non tutti ma alcuni sì, un salame, il pane, la carne, la frutta… intanto che erano alle Terme… acquistavano, oppure per chi soggiornava in Hotel capitava di doversi fare lavare una camicia in lavanderia. E voi capite bene che 24 mila persone che ogni anno venivano a Salice per effettuare le cure termali, e ci venivano per 12 giorni, un bel  po’ di movimento lo creavano. Non tutti comperavano nei negozi di Salice, ma anche se solo 1 su 10 lo faceva, su un numero di 24mila clienti, capite bene che i negozi qualche cosa incassavano.

Ora le Terme sono passate da 24mila clienti del 2004 ad essere… chiuse.

Le Terme nel 2004 erano aperte tutto l’anno con la sola interruzione di 7/10 giorni a cavallo del Natale, pertanto seppur non omogeneamente spalmati, di clienti termali che giravano per Salice durante il giorno ce ne erano certamente di più rispetto ad oggi che le Terme sono chiuse.

Questo è uno dei motivi, anche se non il principale, della crisi di alcuni negozi di Salice. L’altro motivo come dicevo prima sta nella tipologia dei residenti che abitano a Salice ma che non sono salicesi, in ultimo è lampante, e questo non riguarda solo Salice, ma quasi tutti i paesi oltrepadani, che purtroppo diversi piccoli negozi, quelli di prossimità,  chiudono, anche se sembra che con grandi sforzi, in alcune zone d’Italia si stia invertendo questa tendenza.

Ogni paese o località d’Italia ha una sua vocazione, chi vinicola, chi agroalimentare, chi industriale e chi turistica, Salice fino a circa 10/15 anni fa, aveva una vocazione turistica che ora purtroppo non ha più, ma le è rimasta una vocazione che la rende unica nel panorama oltrepadano: la vocazione ludica.

A Salice durante tutto l’anno le persone vengono prevalentemente la sera e nei fine settimana per andare nei ristoranti, nelle pizzerie, nei bar e nei locali pubblici che offrono musica e divertimento, inoltre per alcuni mesi dell’anno, durante la bella stagione, la gente viene a Salice anche durante il giorno ed anche nei giorni feriali per frequentare le piscine ed i vari impianti sportivi.

La gente non viene a Salice per comperare  generi di prima necessità ed è per questo che i negozi chiudono. Se è giusto o sbagliato questo non lo so, ma questa è la realtà dei fatti e bisogna farsene una ragione e non tutte le volte che chiude un negozio commentare l’episodio come se fosse la fine del mondo. Bisognerebbe anzi vedere la chiusura di un negozio come un’opportunità per avere un locale libero affinchè lo stesso venga occupato da un’altra attività che invece a Salice sembra ancora funzionare: un bar, una paninoteca o un qualsivoglia locale a scopo ludico.

L’ amministrazione comunale attuale né le precedenti hanno colpe specifiche, forse l’amministrazione potrebbe incentivare l’apertura di nuove attività o aiutare le attività esistenti, dando nuove facilitazioni, diminuendo ulteriormente le imposte o mettendo in campo altre brillanti idee che senz’altro il sindaco-geometra avrà in testa, per incentivare gli esercizi pubblici a scopo ludico ricreativo.

A tal proposito qualche salicese ipotizza per i negozi sfitti, causa richiesto affitto troppo alto o per libera scelta del proprietario, di prendere misure coercitive affinchè gli stessi proprietari “dei muri” scendano a più miti consigli e a più ragionevoli richieste economiche d’affitto, affinchè questi spazi commerciali trovino locatari. Non so se questo sia possibile perché per ora e per fortuna una persona delle proprie proprietà, nell’ambito della legge, fa quello che ritiene giusto ed è nella sua piena libertà decidere se vendere o affittare o se non farlo.

La frazione di Salice Terme forse non è mai stata, certamente negli ultimi 20 anni non è stata, ed in futuro ho la ragionevole certezza che non sarà, una località con dei negozi, ma sarà, spero, perché altrimenti Salice muore definitivamente, una località di locali pubblici ludici.

Piaccia o non piaccia, l’unica cosa che oggi funziona a Salice dopo la disdicevole ma prevista, per manifesta incapacità, chiusura delle Terme, sono i locali pubblici.

Certo i locali pubblici creano più problemi ambientali di un negozio qualsiasi, la clientela dei locali pubblici è considerata dai più chiassosa e maleducata, da altri che hanno più spirito di tolleranza, viene considerata festosa, ma se viene a mancare anche questa chiassosa o festosa clientela, ripeto, Salice già agonizzante muore definitivamente.  Qualcuno dirà: “Ma noi a Salice abbiamo il Parco... Che suggestive le passeggiate nel Parco... Che bella la quiete e la pace del Parco”... Appunto quiete e pace: quiete perché di gente che va nel Parco ce n’è poca e sempre meno, se non il 25 Aprile ed il 1° Maggio se fa bel tempo, pace perché chiuse le Terme anche per il Parco vale la frase “Pace all’anima Sua”.

di Nilo Combi

Forte del crescente consenso nazionale, la Lega di Casteggio si prepara alla sfida elettorale della prossima primavera. Il segretario Giuseppe La Torre, in carica dalla scorsa estate, ha già una tattica: «Riproporremo sul territorio la strategia vincente del nostro partito, rimodulata sulle esigenze degli enti locali». Inutile però chiedergli di eventuali alleanze o nomi di candidati: La Torre si schermisce con la diplomazia: «Saremo disponibili al democratico confronto ed alla collaborazione, senza pregiudizi né faziosità e nel rispetto delle diverse identità, con chiunque condividerà i nostri ideali, i metodi e gli obiettivi». Medico chirurgo e odontoiatra, nonché professore a contratto presso l’università di Pavia,  ha una naturale propensione a fare “opposizione”: nel 2009 venne eletto sempre per La Lega tra le fila dell’allora amministrazione Manfra, ma dopo soli tre mesi si accasò in minoranza «per manifesta incompatibilità con il sindaco e i suoi metodi».

Segretario, con Callegari non è che le sia andata meglio… La Vostra opposizione all’attuale maggioranza è stata decisa. Dove secondo lei la giunta attuale ha fallito?

«L’amministrazione Callegari non ha realizzato, né elaborato in misura sufficiente ed accettabile, alcuno degli obiettivi programmatici del proprio manifesto elettorale.  Inoltre, la situazione economico-finanziaria comunale è andata progressivamente peggiorando fino al dissesto odierno; nessun impegno per limitare i danni, nessun tentativo di reazione, di recupero, di rilancio del territorio. Prendiamo atto della manifesta incapacità degli amministratori, coordinati da un sindaco che fa e disfa con irridente disinvoltura trascurando il civico interesse; prerogativa piuttosto usuale tra i rappresentanti del vecchio apparato politico ormai marcescente, che disconosce talenti e virtù e celebra l’apparenza più che la sostanza, gli intenti più che gli esiti, le convenienze personali più di quelle sociali. Oggi il clima politico è diverso, i cittadini giustamente pretendono di essere protagonisti e sono abbastanza smaliziati per capire che è necessario un radicale cambiamento di pensiero e di sistema, per contrastare la deriva».

Uno dei temi caldi di questi ultimi anni è stato quello delle “scuole fantasma” di via Montebello…Il consigliere Arnese, suo “collega” di minoranza, ha tirato in ballo la corruzione e invocato l’intervento della magistratura...Lei che idea si è fatto di questa vicenda?

«Le scuole di via Montebello sono un problema “milionario” che si trascina da un decennio, aggravato dal sospetto di atti illeciti tuttora al vaglio della magistratura. Aspettiamo un verdetto definitivo per accertare eventuali responsabilità e, qualora confermate, certamente si chiederà ragione e risarcimenti a chi ha maldestramente impoverito le casse comunali». 

Lei che cosa ne farebbe di quella struttura?

«è nostra convinzione che le scuole elementari e medie stiano bene dove sono: non riteniamo né utile né intelligente, almeno finché non sarà fatta chiarezza, di destinare risorse economiche agli edifici di via Montebello che comunque, ribadisco, non sono strutturalmente idonei per l’utilizzo cui le vorrebbero adibire».

Un’altra delle vostre battaglie è stata quella sull’inquinamento del Coppa e contro i miasmi causati dalla AB Mauri, fatti che avete denunciato attraverso il movimento “Basta Puzza”. Una realtà che spesso l’Amministrazione ha criticato. Poi sono seguite una serie di vicende giudiziarie che hanno evidenziato come l’inquinamento del torrente perdurasse e infine all’azienda è stata rinnovata l’autorizzazione ad operare. Oggi com’è la situazione? Chi vigila sulla situazione ambientale?

«AB Mauri ha operato per anni al di fuori delle regole e gli amministratori comunali, benché più volte esortati, non hanno mai provveduto;  i cittadini e l’ambiente ne hanno pagato le conseguenze.  L’intervento del comitato “Basta Puzza” è risultato fondamentale nell’obbligare tutti a prendere formalmente atto della pericolosa ed insostenibile contingenza, così come la mediazione della Lega è stata determinante nelle trattative per impegnare le parti in provvedimenti risolutori. Infine, l’azienda si è resa disponibile ad ingenti investimenti per rientrare nei parametri consentiti di depurazione delle acque reflue ed emissione di gas maleodoranti. è stato inoltre imposto il monitoraggio continuo delle sostanze inquinanti, a disposizione “in tempo reale” degli enti competenti». 

La situazione è finalmente risolta quindi?

«Possiamo ritenerci soddisfatti, certo, se gli accordi saranno rispettati».

Qualcuno ha detto che a Casteggio si è preferito salvaguardare il lavoro a scapito della salute della gente. Secondo lei è un’affermazione esagerata?

«Credo che si sia preferito salvaguardare gli interessi dell’azienda AB Mauri».

Parliamo di sicurezza. è un problema oggi a Casteggio?

«Come nel resto d’Italia, la criminalità dilagante è un problema reale e quotidiano: disdicevole conseguenza delle carenze nella gestione del territorio, dell’immigrazione, dell’integrazione, dell’educazione civica e della legittima difesa. Noi della LEGA da tempo chiediamo di assumere seri impegni di ristrutturazione dei sistemi di sorveglianza della sicurezza pubblica, dotando le Forze dell’Ordine di strumenti adeguati per una più approfondita analisi delle realtà malavitose che ci circondano e ci stanno soffocando, e per essere in grado di organizzare ad ogni livello una più determinata e concludente capacità di reazione.  Ma le nostre proposte, sistematicamente inascoltate, sono evidentemente un impegno troppo oneroso per un’amministrazione comunale politicamente confusionaria e incapace di affrontare il presente e di programmare il futuro».

A proposito di sicurezza. L’assessore Guerci ha detto che il progetto di istituzione di guardie civiche è stato un fallimento: un solo volontario si sarebbe presentato per essere “arruolato”…

«Si tratta di un’operazione che è stata boicottata dalla maggioranza stessa che l’assessore rappresenta e che ha sempre osteggiato il progetto. Il Prefetto ha dato l’autorizzazione ma è chiaro che se non viene fatto alcun tipo di informazione o promozione ma anzi, si fa di tutto per sottacere la cosa, il progetto non può avere risonanza o alcun riscontro. I casteggiani non sanno nulla di questa opportunità perché fa comodo a chi amministra che sia così».

A Casteggio, cuore dell’Oltrepò vitivinicolo, da ormai diversi anni Oltrevini non si tiene più. Come mai secondo lei manca una manifestazione degna di un prodotto simbolo del territorio?

«Direi per mancanza generale di competenze degli amministratori. Siamo nauseati dai teatrini di politici locali che simulano competenze mai avute e dai fuochi di paglia propedeutici alle campagne elettorali».

Responsabilità solo politica quindi? O anche imprenditoriale?

«Direi entrambe».

Pensando alle prossime elezioni. Quali saranno gli obiettivi della Lega?

«Il nostro obiettivo è una politica onesta, moderna, lungimirante e trasparente; il desiderio di innovazione comincia dalla preclusione alla candidatura di chi abbia partecipato a precedenti amministrazioni. Quali siano i dogmi della Lega poi è noto, e non sono in discussione: confermiamo la massima attenzione al territorio ed al suo sviluppo commerciale in modo ecologicamente sostenibile, alla sicurezza ed all’ordine pubblico, ai servizi dedicati alle fasce sociali più deboli, anziani e bambini».

Ha detto escludere chiunque abbia partecipato a precedenti amministrazioni…La sua elezione del 2009 la taglia quindi fuori?

«No, parlo di persone che hanno effettivamente amministrato ricoprendo incarichi in giunta».

   di Christian Draghi

Le case si costruiscono dalle fondamenta. Devono pensarla così gli amministratori di San Damiano al Colle. Il sindaco Cesarino Vercesi e il suo vice Paola Brandolini, a sei mesi dalla riconferma alla guida del piccolo Comune oltrepadano che conta poco più di 700 anime, annunciano importanti lavori che rendono funzionante al 100% l’edificio comunale e i suoi servizi.

Brandolini la prima novità della nuova gestione è stata la  riorganizzazione degli uffici comunali, da lei fortemente voluta, è così?

«Sì, finalmente posso affermare con soddisfazione che dal primo gennaio gli uffici comunali sono aperti tutte le mattine dalle 9.00 alle 13.00 dal lunedì al venerdì e dalle 9.00 alle 12.00 il sabato in quanto abbiamo assunto con mobilità la ragioniera e l’addetta all’anagrafe, inoltre tramite concorso abbiamo assunto un cantoniere autista di scuolabus. Tutti assunti a  tempo pieno e affiancheranno il nostro vigile e il nostro tecnico già presenti nell’organico».

Passiamo poi alle buone notizie: anche voi beneficerete del finanziamento del Governo per i piccoli Comuni?

«Certamente, il ministero dell’interno ha finanziato 40mila euro a fondo perduto per i Comuni con meno di 2mila abitanti per la sistemazione di scuole, strade o edifici comunali, noi li useremo per le strade vicinali e per la sistemazione del tetto dell’edificio comunale».

Quali altre opere sono state realizzate negli ultimi 6 mesi dell’anno appena trascorso?

«In 6 mesi di carica l’amministrazione comunale ha già eseguito diversi interventi e spese:  acquisto nuovo automezzo in uso al cantoniere, potatura di 75 piante, acquisto nuovi computer e un pc portatile per i dipendenti comunali, acquisiti fondi per l’ampliamento della video sorveglianza per circa 25.000,00 a fondo perduto grazie al buon lavoro dei nostri consiglieri di maggioranza Sarchi e Mangiarotti, aumento contributo alla Proloco, fonte sociale per noi importante, assistenza educativa alunni avendo ricevute il 100% delle ore richieste per l’assistenza dagli istituti».

Invece i prossimi interventi che i sandamianesi vedranno realizzati?

«Interventi futuri vedranno la sistemazione dei tre cimiteri comunali e della Cappelletta Bianchi Mina posta nel cimitero comunale di San Damiano al Colle, manutenzione allo stabile comunale con tinteggiatura interna, sistemazione persiane e acquisto di climatizzatori, vetrificazione della nostra fontana nonchè simbolo della nostra lista civica, asfaltatura strada comunale Ghiarre».

Brandolini, invece quelli ancora nel cassetto e che vedranno la realizzazione un po’ più in là?

«Successivamente ci concentreremo sulla realizzazione di diversi punti, in primis la creazione di nuovi consorzi o nel caso procederemo con l’adeguamento di quelli già esistenti per la manutenzione delle strade vicinali (quelle che portano nei campi o nei boschi ndr) con la partecipazione attiva del comune per aiutare i nostri agricoltori, per noi figure molto importanti in quanto il punto forte del nostro paese è basato sulle aziende vitivinicole. Ci stiamo già attivando per una possibile convezione con i Comuni di  Rovescala, Bosnasco ed Arena Po per la polizia locale, è mia intenzione avviare l’iter per la richiesta di postamat alle poste italiane in quanto dopo la mia partecipazione al convegno a Roma nel Novembre scorso, su invito di Poste Italiane, ho riscontrato la facoltà di poste italiane ad ascoltare anche le esigenze dei piccoli comuni dove non è presente un istituto bancario. In ultimo un progetto che ci sta particolarmente a cuore è l’acquisizione dell’immobile Luisa Rossi Gè dove i bambini frequentano la scuola dell’infanzia, per ora in comodato d’uso gratuito. Stiamo cercando di acquisire la piena proprietà per poi poter intervenire sulla manutenzione e ristrutturazione dello stesso accedendo a eventuali fondi pubblici».

Sindaco, le note dolenti. Il vostro è un Comune anziano, con un’età media di 52 anni e pochi under 14. Un vasto territorio sviluppato anche in diverse frazioni: Boffalora, Camporello, Casalunga, Mondonico, Santa Giuliana e Villa Marone. Dato che la popolazione è in decrescita il trend della popolazione è negativo (– 11% negli ultimi 15 anni), non pensate ad eventuali fusioni con altri Comuni?

«L’amministrazione comunale di San Damiano al Colle e lo affermo con decisione, è contraria alle fusioni con altri Comuni. Cercheremo di andare avanti il più possibile con le nostre forze e con eventuali convenzioni con le amministrazioni dei paesi limitrofi con le quali abbiamo un buonissimo rapporto specialmente con Rovescala e Bosnasco con le quali collaboriamo già da tempo»

Quali sono i rapporti con la minoranza?

«Più che buoni, abbiamo una minoranza molto attiva in quanto è sempre aggiornata su tutto quello che stiamo facendo e gli sviluppi futuri, e più che una minoranza si può definire una collaborazione esterna visto il bellissimo rapporto che abbiamo e colgo l’occasione per ringraziarli».

 di Giacomo Lorenzo Botteri  

 Cade il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia rendendo così possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall'estero. A darne notizia è Coldiretti riferendo il pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull'accesso ai dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall'estero detenuti dal ministero della Salute e fino ad ora preclusi, affermano, per "ragioni pretestuose ora smascherate dall'Autorità giudiziaria". Un risultato - spiega l'organizzazione agricola - da considerare storico e che mette "fine all'inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani ma anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori, a fronte all'impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti". "Nel 2018 in Italia è infatti scoppiato - segnala Coldiretti - più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all'Unione europea tra le quali solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, mentre 194 provenivano da altri Paesi dell'Unione europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%). 

Offesa, picchiata con i fili elettrici, spinta al suicidio con frasi terribili. È l'incubo quotidiano, riferito dai carabinieri, che una ragazzina di 12 anni ha vissuto per colpa della madre, una 52enne che ieri è stata arrestata dai militari della stazione di Milano Vigentino per maltrattamenti in famiglia, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Quest'ultimo reato consumato nei confronti della figlia maggiorenne, costretta a prostituirsi per alimentare la ludopatia della madre.
    La vicenda è iniziata nel luglio scorso, quando i militari hanno organizzato un incontro in una scuola nella zona sud di Milano per parlare di bullismo. Al termine un insegnante ha raccontato che una studentessa gli aveva chiesto se fosse reato prostituirsi e da allora sono partiti gli accertamenti sulla ragazzina.

Sei studenti della scuola media di Villanterio (Pavia) sono rimasti lievemente intossicati, a causa di spray al peperoncino spruzzato nei bagni dell'istituto.
    Il fatto è accaduto questa mattina, poco dopo le 12. Gli alunni, di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, hanno avvertito bruciore agli occhi e un leggero malessere. I responsabili della scuola hanno subito chiesto l'intervento del 118. I sei minorenni, tutti giudicati in codice verde, sono stati trasportati in ospedale per accertamenti.
    Le loro condizioni, fortunatamente, non sono preoccupanti: in giornata potranno tutti rientrare a casa. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Pavia, che hanno subito avviato le indagini sull'episodio. Tutto lascia pensare che si tratti di una bravata, come si è verificato nei mesi scorsi anche in altre scuole della provincia di Pavia.

“Un amico per la scuola”. E’ stata presentata stamattina presso la scuola secondaria Pascoli, facente parte dell’I.C. Marsala, una raccolta fondi organizzata dall’associazione “Il Club degli Amici” in collaborazione con gli istituti comprensivi cittadini, patrocinata dal Comune di Voghera, che andrà a finanziare la fornitura di materiale didattico/multimediale delle scuole. Hanno comunicato l’iniziativa i dirigenti scolastici dell’I.C. Marsala Maria Teresa Lopez e dell’I.C. di via Dante Marco Barbisotti, il portavoce dell’associazione Giuseppe Moscariello insieme al sindaco Carlo Barbieri e all’assessore alle scuole Marina Azzaretti.

«La nostra associazione attraverso l’organizzazione di eventi, patrocinati dal Comune di Voghera, organizzerà delle raccolte fondi il cui ricavato andrà a finanziare la fornitura di materiale didattico o multimediale (nel limite dei fondi a disposizione) richiesto dai suddetti istituti: crediamo molto e sosteniamo le nuove generazioni», commenta Moscariello. Attraverso questo progetto il Club vuole dare una mano alle istituzioni preposte all’insegnamento scolastico, affinché i giovani abbiano una formazione moderna e allo stesso tempo diffondere tra i ragazzi il valore dell’amicizia e della solidarietà.

«Siamo molto soddisfatti della collaborazione tra i due istituti scolastici e come amministrazione cerchiamo sempre di rispondere alle richieste che ci arrivano dalle nostre scuole - commenta il sindaco Barbieri - Auspico che si possa integrare le risorse raccolte dal Club degli Amici», mentre l’assessore Azzaretti sottolinea «l'ottima sinergia instaurata con le scuole: siamo sempre in contatto con i dirigenti scolastici». «Per noi è molto importante sapere che l'amministrazione e il Club ci sono vicini e cercano di darci una mano», aggiunge Barbisotti, mentre Lopez conclude: «Ci fa molto piacere che il Club abbia scelto di aiutare le nostre scuole, permettendoci anche di lavorare in sinergia tra istituti.

Probabilmente investiremo gli aiuti nell'acquisto di materiale informatico». “Un amico per la scuola” è l’ultima iniziativa proposta dall’associazione che nel 2018 si era dedicata alla raccolta fondi da destinare al progetto dell’Opera don Guanella per la ristrutturazione della stalla, importante supporto pedagogico per le persone con disabilità ospiti del centro “La Pallavicina” a Campoferro. Diversi progetti sono stati portati avanti con l’Enpa di Voghera e con l’Associazione C.H.I.A.R.A. che sostiene le donne vittime di violenza. Il “Club degli Amici – Voghera” è un’associazione di solidarietà sociale nata due anni fa (marzo 2017) fondata da Giuseppe Moscariello che ha riunito un gruppo di “amici” con lo scopo di creare un punto di aggregazione fra persone. L’associazione si sviluppa sulla base di un binomio: “aggregazione e solidarietà” e propone momenti aggregativi, raccolte fondi, gite, viaggi e cene, per riscoprire l’importanza di stare assieme, semplicemente apprezzando la reciproca compagnia.

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Una tecnica migliorativa del suolo: è il sovescio che l'azienda Terre d'Oltrepò sta mettendo in pratica, in queste ore, presso un vigneto di un socio, sulle colline di Stradella. Oggi più che mai l'azienda con sede a Broni guarda alla qualità, partendo dalla vigna. 
"Sicuramente è una tecnica che migliora il suolo – spiega Marco Forlino, vicepresidente di Terre d'Oltrepò che ha segue da vicino le operazioni insieme all'agronomo Nicola Parisi – Ci permette di apportare sostanza organica e quindi garantisce fertilità al terreno stesso". Un'operazione significativa che riduce il ricorso a sostanze chimiche. "Proprio così – spiega con soddisfazione Forlino – Questa è la conseguenza positiva di questa tecnica che riduce di molto le concimazioni chimiche. E' questa la strada da seguire in vigna. E noi di Terre d'Oltrepò ci crediamo". 
Spiegata in poche parole, prevede il transito di un trattore apposito tra i filari e una piccola seminatrice interra alcune tipologie di semi che andranno a fiorire nei periodi primavera ed estate. "Si tratta di miscugli di graminacee, crucifere e leguminose – spiega il vicepresidente Forlino – Queste ultime garantiscono un prezioso apporto di azoto al terreno. Poi c'è anche un lato naturalistico del sovescio da non dimenticare. Seminare essenze che fioriranno nei periodi chiave della stagione significa garantire vitalità al mondo variegato degli insetti utili alla vite. Nonostante il sovescio rappresenti una tecnica migliorativa del terreno, la misura agroambientale numero 10 di Regione Lombardia non ha inserito questa operazione. Misura, al tempo stesso, che permette al viticoltore di ottenere 600 euro ad ettaro se segue i vincoli stabiliti da Milano. 
"Confidiamo nella collaborazione di Regione Lombardia – spiega Forlino – perché inserisca questa tecnica all'interno della stessa disposizione perché siamo convinti della sua utilità nel vigneto per produrre vino di qualità e senza l'utilizzo di prodotti di carattere chimico".

Oltre 7 elettori su 10 hanno scelto Nicola Zingaretti. Un risultato chiaro, netto e di cambiamento che nella nostra città e provincia è stato rispettato e ha superato la media regionale.

Ecco i dati :

Voghera

Votanti: 776

Nicola Zingaretti: 579 (74,6%)

Maurizio Martina: 106 (13 6%)

Roberto Giachetti 88 (11.3%)

Provincia di Pavia

Votanti: 8972

Maurizio Martina: 1504 (16,85%)

Nicola Zingaretti: 6392 (71,62%)

Roberto Giachetti: 1029 (11,53%)

Regione Lombardia

Votanti 223.123

Maurizio Martina: 22,18%

Nicola Zingaretti: 65,12%

Roberto Giachetti: 12,69%

La lista Piazza Grande con Nicola Zingaretti ha eletto ben 6 delegati su 8 alla assemblea nazionale che avrà il suo primo appuntamento domenica 17 marzo a Roma. Tra questi il segretario cittadino Alessandra Bazardi. “E’ una grande soddisfazione e un grande risultato che premia il lavoro di tutto il circolo. Ma per me un onore e anche una forte responsabilità. Dopo anni, una vogherese torna a rappresentare la città e il territorio dell'Oltrepo nel principale organo del Pd. E questo ci deve dare la spinta giusta per ripartire.”

Oltre alla Bazardi eletti il segretario provinciale Chiara Scuvera, il senatore Daniele Bosone, il segretario di Cava Manara Michele Mezzadra, la presidente del circolo di Vigevano Enrica Caimi e il ventiduenne Matteo Mainetti dei Giovani Democratici. Nella lista Martina Segretario Fianco a Fianco eletti il senatore Alan Ferrari e Graziella Invernizzi di Sannazzaro de Burgondi.

Nessun eletto invece nella Lista Sempre Avanti con Giachetti e Ascani

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