Mercoledì, 26 Giugno 2019
Articoli filtrati per data: Lunedì, 18 Marzo 2019

Giovane, dinamico, passionario ed appassionato al suo lavoro, che dalle sue parole sembra essere più una mission, in realtà. Classe 1975, Laurea in Scienze Politiche Comparate e Cultura Europea, è Consigliere Regionale per il Movimento 5 Stelle e Segretario della Commissione Agricoltura in Regione Lombardia. Abbiamo incontrato il Dott. Simone Verni.

Dottore, quando nasce in lei la passione politica?

«La passione politica nasce grazie ad amici di famiglia che mi chiamarono a partecipare ad una Lista Civica per le Elezioni Amministrative Vogheresi del 2005. Fu la mia  prima esperienza, a sostegno del Candidato Sindaco Massimo Sartirana. Ci presentammo con Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Italia dei Valori e Verdi, che sposavano i nostri intenti. Non fui eletto, ma entrarono in Consiglio Comunale Antonella Dagradi, lo stesso Sartirana ed un terzo consigliere, del quale mi scuso ma non ricordo il nome in questo momento...».

Quando si legherà poi al Movimento 5 Stelle?

«Nel 2008/09 nasce il Movimento 5stelle a Voghera, ma in realtà non ne ero assiduo frequentatore. Il promotore era Daniele Fornaro, insieme ad Antonio Marfi e Maurizio Benzi. All’epoca ero  impegnato su altri fronti. Per 2 mandati son stato nella consulta del volontariato di Voghera, che comprendeva circa una quarantina di associazioni. In qualità di Capogruppo del Gruppo Scout di Voghera, rimasi per i primi 5 anni nel direttivo e, nei successivi 5 divenni Segretario».

Gli Scout furono sua grande passione prima della politica?

«Esatto. Sin da giovane sono stato sensibile al sociale, al volontariato. Ho iniziato a 12anni e ne avevo 37 quando lasciai. La descrivo sempre, qual è, come un’esperienza molto formativa. Ti insegna la vita, ad affrontare le sfide, ed è l’unica scuola che ti permette di fallire. è un mondo dove sbagli serenamente, perché serve ad imparare. Sono arrivato ad essere formatore AGESCI. Nel 2012 ho poi abbandonato per impegnarmi a tempo pieno nel Movimento. Ho iniziato il mio impegno su Casteggio, formando il gruppo che originariamente, come me, si incontrava a Voghera, ed estendendo l’impegno al Gruppo Provinciale».

Veniamo al tema del momento: perché questa accesa battaglia No Tav?

«La TAV è un progetto assolutamente inutile, realizzato per velocizzare una tratta quasi interamente commerciale già ora sottoutilizzata! Le allego fotografia del progetto: come può ben vedere, è un’impresa senza senso. Di cosa stiamo parlando?! Mi spiace che la Lega abbia fatto marcia indietro sulla questione: erano tra i primi a manifestare per il NO-TAV, giustamente a mio parere. Noti come la tratta gialla, la parte francese, non verrebbe presa in considerazione prima del 2038!»

Anche Lei è d’accordo sul fatto che i Media nazionali vi danneggino?

«La stampa ci sta certamente danneggiando! Il Movimento è visto come un cancro: ha appena fatto le riduzioni di contributi pubblici del prossimo quinquennio, che porterà i finanziamenti a zero. E alcuni giornali probabilmente non sopravviveranno. Come anche Confindustria: vada a vedere dove Confindustria ha mani in pasta, e cosa noi stiamo facendo in quei settori... Le faccio un esempio lampante: ho presentato osservazione alla Commissione Agricoltura, e combattuto, per parificare gli  alpeggi e le malghe dell’Oltrepò a quelli delle Alpi. Una vittoria ottenuta, a seguito del mio interesse, per la prima volta in assoluto! In Regione Lombardia eravamo sempre esclusi dai bandi perché i nostri alpeggi e malghe oltrepadani non sono pubblici ma privati: la montagna vive problemi identici, sia al  Penice sia a Sondrio. La differenza sostanziale è che la provincia di Sondrio è la terza provincia più ricca d’Italia, la provincia di Pavia è 73ma... ultima della Lombardia, che è il motore d’Italia. Regione Lombardia è una potenza, noi una zavorra. La politica regionale è certamente, da sempre, Milano-centrica e poco incline ad aiutare il fondo: ma anche in questo caso, della mia battaglia poco o nulla si è riportato tramite organi di stampa»

Ha buon rapporto con il Presidente di Commissione, Dott. Ruggero Invernizzi?

«Ruggero Invernizzi è un buon presidente. E’ una brava persona e sta dimostrando di essere un Presidente di Commissione corretto, attento alle istanze del territorio e molto disponibile! Ho conosciuto una persona davvero “sul pezzo”».

Su quali temi si sta impegnando al momento?

«Molti e diversi. Ad esempio, ho organizzato un evento a Voghera il 15 Marzo prossimo, in Sala Zonca, sul tema Infrastrutture e Trasporti. è il primo di quattro, che comprendono Pavia, Vigevano e Lodi. è un incontro pubblico al quale invito sindaci, cittadini, pendolari e chiunque voglia capire di più. Così come sto combattendo per la correzione di un altro progetto assurdo, che è la Vigevano-Malpensa».

Venendo in Oltrepò: quali le criticità?

«Ad esempio i ponti, che sono a fine vita. Stiamo scoprendo che il cemento armato, materiale relativamente moderno, ha resistenza fino a poco più di cento anni. Quindi ora bisogna intervenire alla messa in sicurezza ed alle manutenzioni ordinarie e straordinarie! Per questo non mi sembra il caso di progettare la Broni-Mortara, o la Vigevano-Malpensa o la Tav... Dobbiamo utilizzare soldi per manutenzione già esistenti. Il movimento non vuole spendere soldi per Grandi Opere ma per Opere che servano! Altre criticità oltrepadane sono ambientali. I dati epidemiologici confermano che siamo una terra ad alto tasso d’inquinamento. La provincia di Pavia, non dimentichiamolo, è l’unica con 2 inceneritori, Parona e Corteolona. A Parona, poi, siamo all’assurdo: c’è l’autorizzazione del 2013, riconfermata nel 2016, per attivare la terza linea, che è vero che andrà a sostituire la prima  linea che chiuderà, ma è anche vero che ora importa l’80 per cento di rifiuti da fuori regione! Che senso ha?  Bisognerebbe attivare una riconversione, un trattamento di rifiuti a freddo, percorrere l’economia circolare di ri-uso, di riciclo, di recupero. Gli inceneritori, altamente inquinanti, sono vecchi e non han più ragione d’esistere. I dati su epidemie e cancro sono spaventosi. Se aggiungiamo ancora il problema dei fanghi, un milione di tonnellate l’anno».

Sono battaglie nelle quali si sta impegnando personalmente?

«Assolutamente! Come quella per la Cava di Bressana Bottarone, in realtà di Cava Manara. La definisco così perché la battaglia la stanno facendo gli abitanti di Bressana Bottarone. Arrivando al ponte sul Po, la sponda sud è ancora territorio di Cava Manara. La località Cascina Bella, storicamente famosa, è però un quartiere di Bressana, alla fine del quale ci sono gli argini maestri del Po. Dopo gli argini maestri, è prevista una cava. Il piano-cave della Provincia e della Regione lo prevede, ma non è detto abbiano ragione! Ci sono enormi implicazioni ambientali e sociali. Ambientali perché nell’ambito golenale del Po, per 600 mila metri cubi, ma si può arrivare a 1.300.000 metri cubi, scavare così vicini al letto del fiume potrebbe sia variarne il corso, mettendo a rischio il paese successivo, sia influenzare negativamente la zona del ponte di Bressana! Ma ha anche ripercussioni negative sul territorio: dividendo i 600 mila metri cubi per 20 metri cubi, che è la portata di un camion, nel centro di Bressana Bottarone dovrebbero transitare circa 40 camion al giorno, per un totale di 30 mila camion! A seguito della Conferenza dei Servizi, lo scorso Giugno, la Provincia ha rilasciato autorizzazione, non convocando però l’A.I.P.O., autorità per il Po; prevedendo la legge, in caso di superamento di 500 mila metri cubi, sia necessaria l’autorizzazione Regionale, a seguito della protesta del Consigliere comunale di Bressana Bottarone, Gianfranco Ursino, la stessa Provincia ha sospeso il tutto in auto-tutela, inviando la pratica in Regione! Io ho a mia volta scritto al Direttore Generale per le Cave in Regione Lombardia, che era all’oscuro di tutto, il quale a sua volta ha scritto alla ditta, che aveva presentato domanda per poter effettuare il lavoro, di caricare tutta la documentazione sul portale regionale alla partita, S.I.L.V.I.A., ed ora staremo a vedere. Io non sono tranquillo, ovviamente: la regione, contravvenendo a due sue leggi, ha comunque già dato autorizzazione alla discarica di cemento ed amianto di Ferrera Erbognone. Anche qui siamo già attivi per opporci»..

Cosa si augura per il futuro?

«Mi auguro che i cittadini, come han fatto in occasione dell’impianto di pirolisi a Retorbido e come stanno facendo per la cava di Bressana Bottarone, diventino sempre più sentinelle attive del loro territorio, per difendere i loro diritti, primario quello alla salute. La mia porta è sempre aperta, mi piace sempre ricordarlo».

 di Lele Baiardi

Fratelli d’Italia scende in campo proponendo un pacchetto sicurezza che riguarda una delle zone più “sensibili” di Voghera, la stazione ferroviaria. Il direttivo cittadino ne chiede la chiusura nelle ore notturne insieme all’introduzione di guardie giurate in supporto alla Polfer. «La stazione non deve essere un rifugio per sbandati o una terra di nessuno» spiega Marco Sartori, “neoacquisto” di Fratelli d’Italia ma già esponente di spicco del partito a livello locale.

Sartori, perché chiudere la stazione nelle ore notturne?

«è in primis una questione di sicurezza. Come d’altra parte già avviene a Milano, si tratterebbe di chiuderla dopo l’ultimo treno della notte per riaprirla prima del primo treno del mattino. Nel caso di Voghera l’ultimo treno parte per Alessandria poco dopo mezzanotte. Il primo va a Milano poco dopo le 5 del mattino».

Come mai ritenete che alla Polfer servirebbe l’aiuto di guardie giurate?

«Perché attualmente il servizio della polizia ferroviaria finisce alle ore 19.00 e di fatto esiste una fascia oraria scoperta dalle 19 alle 24. Ci sono anche molte donne che usano il treno e ritornano a Voghera proprio in quella fascia oraria ed è impensabile non garantire a loro sicurezza».

Parliamo del “suo” modello, quello che in precedenza era conosciuto come “modello Voghera” mentre oggi è più un “modello Sartori” dato che ne ha fatto il suo cavallo di battaglia. Si tratta di misure che limiterebbero l’accesso ai contributi agevolati agli extracomunitari. Per i critici è uno slogan, come “prima gli italiani”. Lei cosa risponde?

«Penso che i critici dovrebbero studiare le leggi dello Stato Italiano prima di tutto. Uno dei problemi delle nostre amministrazioni è quello di essere depauperate dai falsi poveri,  quelli che con una semplice autocertificazione riescono ad accaparrarsi agevolazioni, bonus e carte sconto, scavalcando i veri indigeti nelle graduatorie per ottenere esoneri nel pagamento di rette scolastiche».

In tutto questo cosa c’entrano gli extracomunitari?

«Sono i più difficili da individuare perché possono autocertificare l’indicatore Isee relativo alla loro situazione economica senza che vi sia la possibilità di accertare le loro proprietà nei rispettivi paesi di origine incrociando dati sensibili. In questo modo i disonesti possono facilmente accedere ad agevolazioni alle quali non avrebbero alcun diritto. Le cose devono cambiare soprattutto in un periodo come questo di crisi. Non ci sono più risorse e le poche delle quali dispongono ancora gli enti locali (comune provincia e regione) vanno misurate».

E il suo modello in che modo interviene?

«Riformulando il regolamento Isee si introduce il principio sancito dal d.p.r. 445/00 secondo cui “gli stati , le qualità e i fatti rigurdanti i soggetti extracomunitari richiedenti sono documentati mediante certificazioni o attestazioni rilasciate dalla competente autorità dello stato estero corredati  da traduzione in lingua italiana autenticata dall’autorità consolare italiana che ne attesta la conformità”. In questo modo per i cittadini extracomunitari  non è più possibile ottenere una agevolazione semplicemente usando il sistema delle autocertificazioni. L’accertamento della reale condizione economica dei soggetti richiedenti eviterà ogni attribuzione indebita di denaro pubblico: è un principio di razionalizzazione della spesa pubblica, di equità e di uguaglianza. Oggi a Voghera avviene esattamente il contrario».

Sulla politica della giunta Barbieri siete stati molto critici soprattutto per quanto riguarda il welfare. Cosa non condividete?

«Della politica dei servizi sociali che riguarda i servizi regolati dall’ISEE non condividiamo nulla. L’assessore ai servizi sociali attua una politica di sinistra, fatta da spot elettorali  della serie “l’importante è esserci per essere”».

Parliamo della situazione politica vogherese. Barbieri ha spiazzato tutti annunciando un’apertura verso il PD. Lei se l’aspettava?

«Il gruppo di potere legato  a Forza Italia cerca delle alternative dopo il miracolo elettorale del 2015.  Per loro credo non sia un problema cercare di andare con il PD il problema se mai è essere seguiti dai propri elettori».

Lei come interpreta questa mossa? Che scenari aprirebbe?

«In questa strategia il ponte politico è l’Udc di Paolo Affronti che farebbe da collante esprimendo il candidato  sindaco di questa coalizione di centro-sinistra composta da PD, Forza Italia e, appunto, Udc».

Un tentativo per fare lo sgambetto all’ “odiata” Lega?

«Forza Italia di Voghera e Lega in questo momento sono agli antipodi. La Lega dopo vent’anni di sudditanza cerca la propria autonomia politica che si compirà con un proprio candidato nel 2020».

Parliamo proprio della Lega, un partito in ascesa che lei però ha lasciato. Si è pentito della scelta?

«No. Come ho già detto in passato, in Fratelli d’Italia ho trovato vera meritocrazia, anche nei vertici gerarchici più alti. Alla fine sono le persone a fare la differenza».

Che giudizio esprime sulla Lega vogherese? La Lucchini le piace come segretario?

«La Lega a Voghera fa opposizione e la fa su tematiche cittadine che generalmente condividiamo. Il segretario Elena Lucchini è una bella ragazza, ma sono sposato (ride)! Scherzi a parte, fa il suo lavoro e si divide tra Roma e Voghera».

Alla luce degli ultimi sviluppi, quindi, Fratelli d’Italia dove si collocherà in vista delle prossime comunali?

«Capisco la confusione, ma a sinistra non ci andiamo, rimaniamo nel nostro alveo naturale e non si esclude che si possa esprimere anche noi un candidato sindaco».

Il centrodestra spesso si è diviso, soprattutto intorno alla figura di Carlo Barbieri. Crede che la sua uscita di scena favorirà il riunirsi della coalizione?

«Penso piuttosto che ci sarà moltissima confusione e molta tensione, soprattutto sui social. Nelle elezioni comunali 2015 vi erano 17 liste, prevedo che nel 2020 questo numero sarà superato».

di Christian Draghi

La stagione agonistica 2019 dei rally storici si é aperta per l’equipaggio di Ruino composto da Daniele Ruggeri e Martina Marzi,  con la disputa del  1° Lessinia Rally Historic, gara che ha aperto la sfida del Coppa 127  valida per la serie voluta da Pro Energy Motorsport, nata per aggregare piloti ed appassionati della vettura torinese.

La competizione veronese, organizzata dal Rally Club Valpantena, ha annoverato fra gli iscritti alla Coppa 127, oltre ai citati pavesi della Media Rally Promotion, già vincitori tra l’altro di uno scudetto tricolore della categoria, anche il temibilissimo duo bresciano composto da Oreste Pasetto e Carlo Salvo, i veloci torinesi Mauro Garbarino e Serena Manca per i colori della scuderia Meteco corse, quindi l’equipaggio vicentino della Scuderia Palladio Historic, con Vittorio Marzegan alla guida e Moreno Pertegato alle note della Fiat 127 azzurra, mentre pronti a ben figurare sulle strade di casa anche il duo veronese della Scaligera Rallye composto da Manuel Negrente ed Andrea Signorini. Salutata dal sole e le montagne innevate, la prima sfida del Coppa 127 Pro Energy Motorsport al Lessinia Historic Rally ha regalato grandi emozioni e una un’accesissima battaglia per la definizione del secondo e terzo posto che ha visto tra i protagonisti l’equipaggio oltrepadano. Mattatori della giornata sono stati però i bresciani  Oreste Pasetto e Carlo Salvo, poi vincitori del primo round della Coppa 127, mentre al termine di un bel confronto per la seconda posizione, l’ha spuntata nelle ultime prove speciali il duo scaligero: Manuel Negrente e Andrea Signorini, mentre il terzo gradino del podio é andato al sempre competitivo equipaggio pavese della Media Rally Promotion, composto appunto da Daniele Ruggeri e Martina Marzi. Ora, la Coppa 127 si sposterà in Piemonte per il secondo round, dal 25 al 27 aprile, col 12° Rally Storico del Cuneese.

di Piero Ventura

Sabato 23 marzo ore 21, continua la “Rassegna InOltre” al Teatro Carbonetti di Broni. Una serata all’insegna della buona musica pavese con il concerto dei FIÖ DLA NEBIA.

Caratteristica dei "FIÖ DLA NEBIA", che eseguono brani completamente originali ed inediti, è l’utilizzo prevalente del dialetto per raccontare storie o situazioni pavesi,  che sono poi le realtà della vita di provincia in generale, senza che tutto questo comunque abbia un significato  riduttivo. Sono frequenti anche i brani con riferimenti storici e culturali.

I testi sono sostenuti da musiche che risentono delle varie esperienze musicali  dei componenti ,  nella costante ricerca di nuovi abbinamenti. Il loro genere musicale non ha nessun vincolo di stile o moda. Unico obiettivo quello di adattare al testo la musica che ritengono più adatta. Dal 1991, anno di fondazione del gruppo , realizzano 5 musicassette e 7 Cd ,  presentati  al Teatro Fraschini di Pavia. Nel 2018 è uscito  il nuovo Cd “Tas”.

La produzione completa annovera circa cento canzoni. Nel 2006 viene a loro assegnato il premio Cesare Angelini nell’aula Ugo Foscolo dell’Università di Pavia , nel 2008 la medaglia d’oro di San Siro, il massimo riconoscimento da parte della città . Nel settembre del 2012 hanno il privilegio di eseguire il concerto per la riapertura della Cattedrale di Pavia sia al teatro Fraschini che  in Piazza Duomo , affiancati dalla Corale Verdi . Vantano una collaborazione con Dario Fo che compare come autore del testo nella canzone “ La verzine e o’ piccirillo”, di Silvio Negroni, autore di  tutti i brani .

Compongono l’attuale formazione:

SILVIO NEGRONI -  chitarra e voce solista; autore  di tutti i brani

CARLO RIBONI  - tastiere , fisarmonica e voce

GIORGIO MAESTRI – contrabbasso e voce

STEFANO MANTEGAZZA – percussioni e voce

ai quali si affiancano in diverse occasioni

ALBERTO SCHINELLI – sax e clarinetto

VITTORIO PEROTTI – sax, clarinetto e voce

MAX PAGANIN – tromba e flicorno

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In occasione delle Giornate FAI di Primavera, la delegazione dell'Oltrepò pavese e il Gruppo Giovani, sabato 23 e domenica 24, propongono visite guidate ad Arena Po, Portalbera e Montalino (Stradella).

Lungo l’argine del grande fiume, nel comune di Arena, si ammirano i resti del castello medievale. Situato in posizione strategica, doveva essere sin dall’origine una possente struttura dotata di mura in grado di proteggere l’abitato dalle inondazioni del Po. L'edificio che ancora si conserva porta le tracce dell'antica costruzione trecentesca. Pur nel suo stato di rudere l'insieme è imponente: nella sua presenza massiccia, il maniero è, inoltre, rinforzato da un alta torre.

Poco distante, costeggiando il fiume, si raggiunge la piazza, decentrata rispetto al paese, dove sorge la chiesa di San Giorgio di impianto romanico. L'edificio, sottoposto a diverse trasformazioni nel corso dei secoli, è stato restaurato agli inizi del Novecento, tornando ad assumere la sua antica fisionomia. Entrambi gli edifici sono stati riconosciuti come monumenti nazionali.

Seguendo le sponde del Po, si raggiunge Portalbera dove al centro del paese è situata l'imponente chiesa settecentesca di Maria Vergine Assunta. Particolarmente ricco il decoro interno per la qualità dei marmi policromi di cui è rivestita e per le varie opere d'arte che contiene.

Infine, la chiesa di San Marcello in Montalino nel comune di Stradella. L'edificio in perfetto stile romanico lombardo è datato all'XI secolo. Costruito in mattoni e blocchi di arenaria, all'interno conserva tracce di affreschi trecenteschi.

Nelle giornate di sabato e domenica, previa prenotazione, sarà inoltre possibile, per gli iscritti FAI, effettuare la navigazione sul Po: dal pontile in località Frega (Arena Po) al pontile di Parpanese (Arena Po) dove si erge la pieve di San Gorgonio, che conserva al suo interno opere del pittore locale Pietro Delfitto. 

Orari: sabato dalle 14.30 alle 17.30; domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30.

Le visite richiedono un contributo suggerito a partire da 3 euro.

Per la navigazione sul Po prenotazione ai numeri 3356821020 / 3454394247 o e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Il progetto si chiama " Con il nostro stile. I giovani per la Comunità" ed è finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e promosso da Regione Lombardia.

Il progetto, presentato dall’Associazione di Volontariato e solidarietà Familiare Babele Onlus di Pavia, ha dato vita ad una serie di attività che l’Associazione "Orti Sociali" di Voghera ha predisposto per i bambini di tutte le scuole d’infanzia e di alcune classi di scuola primaria dell’I.C. di via Dante.

Per esempio alla scuola d’infanzia di strada Valle il Dott. Teresio Nardi ha incontrato i bambini dell’ultimo anno e ha discusso insieme a loro, con delle slide appositamente predisposte, dei mutamenti climatici, dei colori della natura, di come, grazie alle api, sia possibile ottenere il miele, delle piante che abbiamo in Oltrepò e di tanti altri argomenti legati alla natura e al territorio.

Il progetto, che è flessibile e si adatta alle richieste delle insegnanti e dei bambini, è gratuito per la scuola e per le famiglie, ed ha l'obiettivo di adottare e diffondere comportamenti ambientali e socialmente responsabili, partendo da semplici gesti quotidiani. Esso prevede laboratori didattici che portano ad una migliore conoscenza del territorio locale e delle sue tipicità. Particolare rilevanza viene data ai temi dello spreco alimentare e del riuso e riciclo di beni materiali; il progetto vuole anche avvicinare i bambini all'esperienza della coltivazione di orti ad uso sociale attraverso testimonianze di personale esperto. Alcuni orti saranno realizzati nei plessi dell’Istituto Comprensivo di via Dante e la loro coltivazione verrà curata non solo dai bambini ma anche da genitori e nonni che si sono resi disponibili nel collaborare con i docenti dell’Istituto. Il Dirigente Scolastico è particolarmente soddisfatto dell’iniziativa: “vedere docenti, genitori e nonni che lavorano insieme su temi legati alla sostenibilità ambientale è un forte segnale educativo per i bambini: vi sono adulti che, stando gli uni a fianco degli altri, si comportano in maniera responsabile nei confronti del nostro territorio, dando così speranza al futuro”.

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