Lunedì, 25 Marzo 2019
Articoli filtrati per data: Lunedì, 11 Marzo 2019

E' stata una mattinata speciale per gli studenti di una seconda Liceo dell'istituto Maragliano di Voghera. A fare lezione non c'erano infatti gli insegnanti abituali ma due giornalisti sportivi radiotelevisivi, Diego Bianchi e Riccardo Este, di Radio Monte Carlo e gruppo Mediaset. "Da tempo avevo in mente una lezione come questa – spiega il Dirigente Scolastico Filippo Dezza -, anche perché in classe abbiamo Andrea, un ragazzo tetraplegico dal grande spirito rossonero e dal carattere determinato e combattivo, che da tempo mi chiedeva di poter conoscere un giornalista che ascoltava e vedeva durante quelle che sono le sue passioni da sempre, le telecronache e radiocronache sportive. Da qui l'idea di coinvolgere Diego Bianchi e Riccardo Este in questa avventura, che è stata allargata ad una intera classe, con esiti molto buoni, visto l'interesse dimostrato dai ragazzi". Una lezione interattiva e multimediale, dato che, attraverso l'ausilio di filmati di imprese sportive passate alla storia in diverse discipline, sono stati passati in rassegna i differenti stili e linguaggi delle telecronache e radiocronache sportive in casa Rai, a partire dai Mondiali di calcio 1982 in Spagna con Nando Martellini, sino al linguaggio più emozionale e carico di pathos dell'era commerciale con telecronisti come Sandro Piccinini (Mediaset) e Fabio Caressa (Sky), senza dimenticare le telecronache dei giornalisti tifosi delle televisioni regionali come Tiziano Crudeli per il Milan o Raffaele Auriemma per il Napoli. Ma sono stati passati in rassegna anche altri sport, come il ciclismo (le imprese di Pantani raccontate da Adriano De Zan), il canottaggio (memorabile l'oro olimpico a Seul 88 dei fratelli Abbagnale commentato da Giampiero Galeazzi), la MotoGp (il nuovo linguaggio di Guido Meda che coinvolge tanto i tifosi di motori)..Utili i consigli dati da Diego Bianchi e Riccardo Este agli studenti vogheresi: "E' molto importante il linguaggio della parola, molto più di quello che oggi i giovani prediligono, ovvero quello dei social. Occorre documentarsi minuziosamente prima di fare qualsiasi diretta, mostrare una voce esperta, determinata, autorevole che sappia essere di supporto o meno alle immagini, non basta certo quell'effetto spettacolarizzazione che tutti noi oggi privilegiamo, per rendere l'evento migliore, avvincente. Insomma, anche nel giornalismo occorre una preparazione di base, uno studio continuo, non ci si improvvisa. La professionalità è per pochi se non si è supportati dalla tecnica e dal sapere". Concetti sottolineati ulteriormente, in chiusura di lezione, anche dal Dirigente Scolastico Filippo Dezza ai suoi studenti: "L'uso delle parole è importante, ci siamo resi conto per esempio di come si sia evoluto il linguaggio nell'evento sportivo, e questo sottolinea l'importanza del linguaggio parlato. Non dimenticatelo mai, perché la vostra generazione tende molto a diventare schiava delle moderne tecnologie, ma è importante capire come cambia la realtà a seconda dell'utilizzo della parola e della voce. In qualunque professione, non solo in ambito radio-televisivo". Alla fine della lezione ecco una foto ricordo con tutti gli studenti, l'abbraccio con Andrea "Super Tifoso Rossonero" e un arrivederci a presto. 

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

La stagione di Upol Pedale Lungavilla si è aperta ufficialmente con un pomeriggio di festa dimostrativo, una Gimkana non competitiva nel cortile della Casa del Giovane per reclutare nuovi corridori in erba in vista delle gare ufficiali che partiranno tra poche settimane. Tanti i bimbi dai 5 ai 12 anni che hanno preso parte al pomeriggio di animazione, tra giochi e sentiero con ostacoli preparato dagli organizzatori, oltre ai laboratori ecologici per bambini di Betty. "Abbiamo voluto invitare i bambini del circondario per far vivere loro due ore di sano agonismo, un sentiero preparato appositamente per loro – spiegano Angelo Bianchi e Don Cesare Depaoli, rispettivamente Presidente e VicePresidente della società sportiva – Lungavilla è un paese oltrepadano multietnico, essendoci quasi una ventina di etnie rappresentate, è stato bello dunque vedere anche tanti bambini di differenti nazionalità legare e fare gruppo". Sono stati consegnati due attestati al corridore maschile (Thomas Massone) e femminile (Aurora Pernigotti) più veloci in questa gara speciale, oltre a cappellini e merenda per tutti i partecipanti.

Upol Pedale Lungavilla è attiva da tempo sul territorio per formare nuovi atleti su due ruote nella categoria Giovanissimi (dai 5 ai 12 anni) e in quella Esordienti (13 e 14 anni). Le iscrizioni sono ancora aperte, gli interessati possono partecipare agli allenamenti, guidati da Riccardo Terzaghi, ogni Martedì dalle 18 alle 19 presso il Motodromo di Castelletto di Branduzzo e ogni Giovedì dalle 17 alle 18 presso il Parco Palustre di Lungavilla, con possibilità di ampliare gli orari in base alle esigenze e agli impegni dei bimbi. E' importante anche il volontariato, tra genitori e nonni, per poter essere di aiuto agli organizzatori sia nel garantire il trasporto dei ragazzi che per vigilare sulla loro sicurezza mentre si allenano sulle strade.

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

La Campagna Italiana di Russia rappresenta una delle pagine più cruente della partecipazione italiana alla seconda Guerra Mondiale, iniziata nell’agosto del 1941 e terminata con la tragica ritirata del gennaio 1943. Inizialmente l’esercito italiano fu presente per volontaria partecipazione di Mussolini con 65.000 uomini del CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia), con l’idea di essere il primo alleato tedesco e potersi fregiare del supporto al Reich nell’Operazione Barbarossa, inizialmente pensata come vincente. Successivamente, dopo le prime sconfitte, venne costituita l’8a Armata, denominata ARMIR (Armata Italiana in Russia) composta da 230.000 unità. Le sorti della Campagna Italiana di Russia sono ben note. Il 9 agosto 1946 a Roma, presso lo studio del Notaio Dott. Ignazio Arcuri, alcuni reduci della Campagna di Russia costituirono l’UNIRR - l’Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia, con lo scopo principale di ottenere dal governo russo la possibilità di rimpatrio dei prigionieri e delle salme dei caduti. Il numero preciso dei morti e dispersi non è mai stato possibile calcolarlo precisamente, ma studi effettuati dall’UNIRR nel corso degli anni stimano più di 90mila uomini. Tra il 1942-43 si ipotizza che l’Armata Russa catturò circa 70mila superstiti, di cui 22mila circa uccisi prima dell’arrivo nei campi di lavoro. Solo 10.032 dell’ARMIR riuscirono a tornare a casa. Abbiamo intervistato Carlo Brandolini, 65 anni, dipendente per il Comune di Stradella in pensione, nuovo presidente della ricostituita Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia, Sezione di Stradella e Oltrepò Pavese.

Quando è nata l’UNIRR di Stradella?

«La sezione UNIRR di Stradella esisteva già parecchi anni fa. Il primo nucleo dell’associazione nasce intorno alla metà degli anni 50 per volontà di un gruppo di reduci di Russia. Il primo Presidente fu il Dott. Civardi. A lui seguirono, nel corso degli anni, il Prof. Spairani, Enzo Parisi e Calderoni. Con la scomparsa degli ultimi reduci e degli ultimi presidenti, il labaro era passato alle Patronesse UNIRR Sacchi Anna e Ines Montini, fino al 2007/08. Successivamente il labaro era stato consegnato al Gruppo Alpini di Stradella e veniva portato nelle manifestazioni più importanti».

Per quale motivo avete deciso di rifondarla?

«Su stimolo della Presidenza Nazionale, in particolare del Vicepresidente Nazionale Vicario Luigia Fusar Poli, si è deciso di ripristinare la sezione stradellina. Dopo alterne vicende, il 29 dicembre 2018, presso la sala “Ugo Magnani” del Comune di Stradella, alla presenza del Vicepresidente Nazionale Vicario e del rappresentante del Sindaco di Stradella, la Dott. Federica Vannini, abbiamo ufficialmente riattivato la sezione nominandola UNIRR “Sezione Stradella e Oltrepò”, in modo da darle più ampia rappresentanza».

Quali obbiettivi vi siete posti?

«L’obbiettivo per me principale è quello di portare avanti e tramandare il ricordo dei reduci, prigionieri, caduti e dispersi nella Campagna Italiana di Russia. I libri di scuola trattano l’argomento in modo superficiale, senza andare a fondo, spesso commettendo errori o lacune. Questa tragedia andrebbe trattata più nello specifico, parlandone nelle scuole locali. Ogni Comune dell’Oltrepò ha avuto almeno un caduto, un reduce o un disperso in Russia. Altro nostro impegno sarà quello di recuperare dall’oblio le memorie storiche dei partecipanti a questa sfortunata pagina di storia, nello specifico ricercando e catalogando i decorati al valor militare della Zona».

Ad oggi, dopo pochi giorni, quanti inscritti vantate?

«Attualmente siamo una cinquantina, ma il numero è destinato a salire. Quotidianamente stiamo ricevendo richieste di informazioni e adesioni sia dai familiari che da semplici sostenitori. La nostra associazione è aperta a tutti coloro che vogliono collaborare o che abbiano informazioni utili alle nostre finalità comuni».

Secondo Lei, nonostante i numerosi anni trascorsi dalla fine della guerra, sarà possibile ottenere qualche informazione in più sui nostri caduti e dispersi?

«Certamente, le ricerche le stiamo sempre portando avanti. In passato gli archivi e i registri dei campi di prigionia, che i russi chiamavano in modo elusivo “ospedali da campo”, non erano accessibili, soprattutto per motivi politici ben noti. Con la Perestrojka di Gorbačëv alcuni archivi sono stati resi accessibili ed è iniziata una buona collaborazione tra Italia e Russia e gli ex paesi dell’URSS, la quale ha portato già nei primi anni novanta al riconoscimento e al rimpatrio di alcune spoglie. Il problema è che ora il 99% sono soldati ignoti. Le prime spoglie rientrate anni fa erano tutte riconoscibili, perché i caduti venivano seppelliti dai Cappellani militati e all’interno della cassa veniva messa una bottiglietta di vetro contenente i dati anagrafici e matricolari. Il tutto mappato con tanto di piantine precise che indicavano il luogo della sepoltura. Il problema è che esistono tantissime fosse comuni, in cui non ci sono solo soldati italiani. I cadaveri dei prigionieri venivano gettati tutti insieme: italiani, rumeni, cecoslovacchi, ungheresi sepolti a strati uno sopra l’altro. In questi casi è stato possibile stabilire la nazionalità di alcuni resti grazie ad alcuni brandelli divisa. Per non parlare poi di alcuni casi in cui, sopra le fosse comuni, è stato edificato senza alcun rispetto».

Collaborate con altre associazioni d’arma o locali?

«Innanzitutto collaboriamo strettamente con tutte le sezioni UNIRR limitrofe, ma anche con altre associazioni combattentistiche e di arma, tra le quali  l’Associazione Marinai di Broni Stradella, la Sezione Autieri Oltrepò Pavese, alcuni Gruppi Alpini e Sezioni dell’Associazione Carabinieri».

Avete in programma qualche iniziativa a breve?

«A maggio, durante la Visita Pastorale, nell’ambito di una manifestazione in ricordo dei reduci e caduti sarà benedetto il nuovo Labaro. L’idea è di istituire una manifestazione annuale itinerante, che si ripeta ogni anno nei diversi comuni dell’Oltrepò».

Quali sono le vostre aspettative?

«Cerchiamo di lasciare una testimonianza per le nuove generazioni, con l’augurio che la sezione si rinnovi e abbia sempre più adesioni. La Campagna di Russia è una triste pagina di storia che non va dimenticata».

 di Manuele Riccardi                       

Il nome di Marco Casarini è legato indissolubilmente al paese di Calvignano. L’attuale primo cittadino, infatti, ha un passato da assessore dal 1997 al 2002 e poi ha iniziato il primo mandato da sindaco fino al 2012. Dopo una pausa forzata causa secondo mandato di fila, Casarini è tornato al timone di Calvignano due anni fa.

Sindaco ne avrà di cose da raccontare in questo suo lungo percorso, cosa le piace ricordare di quanto fatto?

«Prima di tutto la Sala Consigliare. Appena insediati abbiamo subito pensato di dotare il comune di una sede dignitosa per le attività del consiglio comunale. Là dove c’era un magazzino abbiamo ricavato l’attuale sala consigliare, inaugurata di fronte ad una significativa partecipazione di cittadini e di amministratori anche di comuni confinanti. è stato il primo vigoroso segnale di “voglia di fare e cambiare”. Abbiamo contemporaneamente voluto sistemare con arredi appropriati e funzionali gli uffici comunali. Al cimitero abbiamo  tinteggiato ed effettuato la messa in opera di siepi interne ed esterne. Abbiamo inoltre terminato da poco il rifacimento del tetto».

Anche la Chiesa ha avuto la vostra attenzione…

«Il centro del paese da sempre ed ovunque simbolo di aggregazione della comunità doveva ritornare ad essere lo specchio della nostra gente: ordinato e fruibile. La prima attività da fare era la sistemazione completa della Chiesa, dal campanile con il suo orologio e con le campane che dovevano ritornare a scandire il tempo della vita quotidiana della popolazione, al riscaldamento, all’impianto elettrico. Con tenacia e determinazione iniziammo un lungo lavoro di contatti e riunioni con la Curia di Pavia per l’acquisto della ex canonica e del terreno adiacente. Era questo l’obiettivo forte del programma amministrativo largamente condiviso dalla popolazione. L’acquisto e la successiva ristrutturazione della ex canonica, poi, hanno richiesto tempo, capacità di iniziativa e di relazionarsi costruttivamente con le Istituzioni. I finanziamenti, rapportati al nostro comune furono elevati, ma vennero trovati . L’idea-progetto che avevamo condiviso con tutti i cittadini, era non solo possibile ma anche interessante, meritevole di attenzione. E così la Fondazione della Banca regionale Europea, la Fondazione Cariplo, la Provincia, la Comunità Montana, la Regione Lombardia, hanno co-finanziato in diversa misura il progetto. Non è stato solo un recupero-ristrutturazione di un bene materiale che meritava di  andare in rovina, ma è stato come ricostituire i caratteri distintivi del nostro paese: bello, accogliente, ordinato, “un borgo tutto da vivere” per le sue qualità ambientali-naturalistiche, per le sue eccellenze delle produzioni tipiche come i vini rossi e riesling,  per il carattere ospitale della sua gente. Con la sistemazione della piazza, della realizzazione del marciapiede, dell’ illuminazione pubblica, con la nuova sistemazione del monumento ai caduti il nostro borgo è ancora più bello!».

Il paese di Calvignano è stato dotato anche di un sistema di videosorveglianza…

«Certo, un sistema di video-sorveglianza integrato da disposizioni per il traffico con divieti di sosta ai lati della strada per garantire lo scorrimento “sicuro” dei mezzi agricoli e delle auto».

E infine anche un bel sito web.

«Devo dire che abbiamo realizzato, e in questi ultimi anni notevolmente migliorato, il sito web del nostro Comune. La casa del Comune si può dire è aperta e quello che le avviene in seno è trasparente, visibile a tutti. Il Comune è più vicino alla sua gente e voi, cittadini, potete sentirvi parte attiva, informata sulla vita amministrativa. Potete partecipare segnalando anche mancanze, disservizi, o necessità, esprimere opinioni e valutazioni su atti e decisioni del Comune: insomma potete partecipare responsabilmente essendo sicuri di dare un contributo al miglioramento della vita nella nostra comunità».

Per il Piano di Governo del Territorio cosa può dire?

«Dopo anni di lavoro è stato predisposto il Piano. è lo strumento più importante, più incisivo che il Comune ha per governare il territorio nei prossimi anni. I pilastri, largamente condivisi, su cui si è retto tutto l’impianto del PGT sono stati il tutelare l’ambiente rurale in cui, ben posizionato, si trova il paese e tutelare i suoi insediamenti abitativi sparsi e privilegiare le iniziative, per residenze nuove, per recupero fabbricati, piuttosto che individuare nuove aree di espansione che avrebbero penalizzato e sottratto suolo agricolo, realizzando una crescita poco compatibile con la vocazione naturale del territorio comunale e  snaturando la storia del nostro paese diviso fra tante piccole frazioni e un piccolo centro. E poi ancora incentivare  la crescita dell’urbanizzato nelle aree che possono essere considerate di completamento del centro e delle frazioni. In questo modo non si stravolge l’attuale, già dispersivo, assetto dell’urbanizzato. Il Piano di Governo del Territorio è stato largamente condiviso dai cittadini. Segno indubbio di un lavoro svolto in sintonia con la voce dei cittadini che hanno compreso che con questo strumento si disegna il nostro paese, come deve continuare ad essere, operando per la valorizzazione delle sue indiscutibili qualità. Il comune e diffuso sentire su questi temi può essere tradotto in questo modo: vogliamo che queste risorse di cui è dotato il nostro Comune continuino ad essere il bene a cui bisogna dedicare il nostro impegno ed il nostro lavoro per difenderle e migliorarle. Infine, come ultimo grande sforzo profuso come gratitudine per il mio mandato posso comunicare che tra pochi giorni partiranno i lavori per piastrellare con il porfido la parte antistante la piazza, il rifacimento del giardinetto e  del marciapiede posteriore e la sistemazione della fascia dietro la canonica».

Il programma del nuovo mandato invece cosa prevede?

«Il programma con il quale, con la mia nuova squadra, ho di nuovo vinto le ultime elezioni è ricco di obiettivi: la realtà della finanza locale è però molto peggiorata per la drastica riduzione dei trasferimenti statali e regionali degli ultimi anni, anche l’IMU sulla prima casa e sui terreni agricoli è stata abolita. Di conseguenza i piccoli comuni fanno molta fatica a sopravvivere.  Per migliorare i servizi ed incrementare le entrate abbiamo deciso di costituire l’Unione dei comuni Oltrepò Lombardo con il comune di Fortunago che ci ha consentito di realizzare alcuni progetti come la videosorveglianza che è associata anche a telecamere per lettura targhe per verificare la regolarità della revisione e dell’assicurazione delle auto migliorando anche la sicurezza sul territorio. Particolare cura è stata data alla manutenzione del verde pubblico ed alla segnaletica stradale ed è stato sistemato l’archivio al primo piano che si trovava in uno stato di grande disordine».

Calvignano è un paese difficile da amministrare? Ci sono problematiche particolari?

«Dobbiamo fare i conti con la scarsità di risorse finanziarie e con una condizione storica legata alla presenza di un’importante azienda vitivinicola qual è Travaglino che, se da una parte con il suo marchio ha fatto conoscere il nostro piccolo comune, dall’altro essendo proprietaria della maggior parte del territorio e degli immobili ne condiziona il suo sviluppo ed evoluzione, con particolare riferimento al recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente che potrebbe ospitare nuove attività ecocompatibili riducendo lo spopolamento del territorio».

è un paese sicuro?

«Fortunatamente sì, ad oggi non vi sono stati episodi di criminalità per furti o droga. La videosorveglianza installata di recente ha sicuramente aiutato come deterrente per i malintenzionati».

Lei come vede l’Oltrepò attualmente?

«Con poche idee e molte potenzialità non sfruttate a dovere. Gli operatori economici e le istituzioni non fanno rete e non cooperano come dovrebbero per migliorare l’immagine del territorio all’esterno».

Che differenze nota rispetto ad anni fa?

«Meno entusiasmo e voglia di investire e rischiare, ci siamo seduti sui pochi allori conquistati, non abbiamo politici importanti di riferimento sul territorio, speriamo nei giovani ed in coloro che dall’esterno vorranno investire, perché apprezzano le bellezze e le peculiarità del nostro territorio a cui noi siamo abituati e a cui prestiamo purtroppo sempre meno attenzione»

Cosa servirebbe secondo lei per rilanciare il territorio e quali sono le caratteristiche su cui puntare?

«Occorre puntare sul turismo enogastronomico, promuovendo un territorio collinare splendido in un contesto naturalistico unico. La sfida è quella di trovare nuove idee per portare gente, valorizzando le bellezze naturalistiche e la produzione vitivinicola d’eccellenza».

Progetti per questo 2019?

«In primavera partiranno i lavori di risanamento e sistemazione esterna della sede municipale mediante la costruzione di un drenaggio a monte che dovrebbe risolvere anche il problema dell’umidità. Sulla chiesa parrocchiale sarà eseguito il rifacimento degli intonaci e tinteggiatura esterne ammalorate per una spesa di circa 40.000 euro. Intendiamo inoltre organizzare un importante evento enogastronomico culturale ed un momento di incontro e discussione, da ripetere anche nei prossimi anni, per valorizzare il tessuto socioeconomico dei paesi collinari attraversati dalla S.P. 188, ripetendo e migliorando un’analoga manifestazione a livello sperimentale tenutasi la scorsa estate nella piazza municipale che ha avuto un inaspettato successo».

 di Elisa Ajelli

La Valle Versa agli inizi del ‘900 poteva vantare il primo esempio di “azienda moderna”, perchè a detto degli abitanti più anziani di Soriasco, il Sig. Cesare Gustavo Faravelli nato nel 1872 e morto all’età di 94 anni (nel 1966), è stato un lungimirante ed intraprendente agricoltore, nonché fondatore della Cantina Sociale di Santa Maria della Versa (1905). Faravelli fu un uomo dal carattere forte con idee innovative, tutto ciò unito ad una qualità essenziale per un uomo pubblico, ovvero quella di saper lavorare in squadra, accettando suggerimenti e affrontando con obiettività i problemi. Inoltre, nel 1953 fu proclamato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Luigi Scotti – classe 1943 – e Giovanna Beltrami – classe 1934 – hanno lavorato e dedicato parte della loro vita nell’azienda del “Signor Cesare”, come lo chiamano loro... nello specifico, Luigi si è dedicato dapprima ai campi e poi alla raccolta della frutta, mentre Giovanna si è occupata delle galline.

Luigi che ricordo ha di quegli anni?

«Per me è stato un periodo molto bello – dice con la voce strozzata dall’emozione - gli anni più belli della mia vita li ho trascorsi a Soriasco. A quei tempi c’erano persone in grado di lavorare, facevano le cose fatte bene; se un giovane voleva imparare, qui c’era tanto da imparare... era un’azienda modello. Non era solo la raccolta delle mele, c’erano gli animali (galline, conigli, maiali, mucche ecc.), si faceva il burro e il miele, si coltivavano le rose. La mia prima estate l’ho trascorsa nei campi e nei vigneti, mentre la mia prima raccolta delle mele l’ho fatta nel 1959; poi sono andato a militare e, una volta rientrato, sono tornato a lavorare ancora in questa grande azienda per un bel po’ di anni (fino al 1971). Quando ho iniziato eravamo in 14 ad occuparci dei trattamenti della frutta...poi c’era chi si occupava delle stalle, chi delle galline – come Giovanna – chi dei conigli, chi faceva il burro, chi il miele e chi si dedicava alla coltivazione delle rose baccarà, una qualità molto bella, che venivano vendute ai fioristi delle zone. Si facevano anche i mangimi per gli animali. Io ho imparato un sacco di cose, cose che i giovani d’oggi possono appena immaginare. I giovani li aiutavano, volevano che lavorassero e imparassero. Oggi non è più così...i giovani sono solo numeri, si è perso il contatto umano!».

Che tipo di persona era Cesare Faravelli?

«Cesare ha trasmesso il suo sapere; inoltre era preciso – pagava ogni settimana – ed ha aiutato tante persone. Lui aveva delle vedute imprenditoriali davvero avanzate per l’epoca. Non era sposato, non aveva eredi... aveva due fratelli, che facevano altri lavori, ma che non c’entravano con l’azienda. Era un grand’ uomo... ha dato da mangiare a tanta gente, non solo di Soriasco... arrivavano fin dal piacentino per lavorare.Ha creato la Cantina Sociale di Santa Maria, ma anche il tramvia elettrico che collegava Stradella a Santa Maria, il Ponte della Becca, la società del gas, l’asilo e la scuola a Soriasco... ha fatto tanto per la comunità. La Valle Versa l’ha fatta lui! Nel 1951 fu anche eletto Sindaco di Santa Maria della Versa». 

Giovanna, lei invece che ricordi ha di quegli anni?

«Io mi occupavo delle galline, delle ovaiole... accudivo i pulcini appena nati e questi poi venivano rivenduti. Ho iniziato da ragazzina, quando avevo 12 anni; i tempi erano diversi: le famiglie erano povere e per mangiare, anche i più piccoli dovevano lavorare. Ho conosciuto personalmente Cesare... era come mio padre. Era una persona buona e ha fatto tanto, per tante persone. Durante la guerra, ci accoglieva tutti (noi bambini) a casa sua... e dava da mangiare anche ai tedeschi... non ci hanno mai fatto del male. Una volta era diverso. Se qualcuno aveva la possibilità di aiutare la comunità, lo faceva (ci guadagnava giustamente), ma distribuiva il tutto su tutti... non come i politici di oggi! Una volta c’era la fame, ma si era più allegri e più onesti».

Luigi tornando alla raccolta della frutta, per esempio, le mele le vendevano?

«Sì certo; sia ai privati, ma anche ai negozi della zona. Il profumo che emanavano queste mele non potete neanche immaginarlo... le mele erano piccoline, ma erano profumatissime e gustosissime. Sapevamo davvero come coltivarle... ricordo che veniva un professore dell’Istituto Gallini di Voghera, e cercava di capire come fosse possibile realizzare un prodotto di qualità come quello. Facevamo anche il vino buono... l’uva è più semplice e meno impegnativa rispetto alla frutta».

Luigi il suo era un lavoro duro?

«Raccoglievo mediamente 15qt di frutta da ciascuna pianta. Era un lavoro duro... arrivavo a casa alla sera dalla mia famiglia, distrutto e infreddolito».

Quante persone hanno lavorato per quest’azienda?

«Negli anni, tra quelli fissi e quelli di passaggio, saranno stati migliaia, venivano da ogni parte della vallata, fin dal piacentino».

Giovanna come è cambiata l’azienda quando è stata ceduta al Clero?

«Verso l’inizio degli anni ‘60, Cesare ha ceduto l’azienda al Clero, precisamente alla Congregazione Sacra Famiglia di Nazareth di Brescia, e da qui è iniziato a cambiare tutto: volevano risparmiare sulla manodopera e non avevano lo spirito imprenditoriale del Sig. Cesare».

Luigi e Giovanna siete mai saliti sul tramvia elettrico?

«Sì, una volta sola! Approfittiamo di questo perchè, una persona di nostra conoscenza vorrebbe realizzare un modellino ed è difficile stabilire quale sia il colore originale del tramvia e, visto che le foto sono in bianco e nero e noi anziani fatichiamo a ricordarcelo, vorremmo fare un appello per risolvere questo “mistero”».

 di Silvia Cipriano

"Stiamo lavorando insieme a tutta la filiera agroalimentare, affinché il cibo non venga più gettato via ma dato a chi ne ha più bisogno": lo ha detto il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, intervenendo a un workshop sul recupero delle eccedenze alimentari a Palazzo Lombardia.

"Regione Lombardia - ha spiegato l'assessore alle Politiche sociali Stefano Bolognini - attraverso il nuovo piano sulla povertà alimentare, approvato lo scorso dicembre, ha avviato una manifestazione di interesse per la presentazione di progetti da parte del Terzo settore che hanno come finalità il recupero e la distribuzione delle eccedenze alimentari. L'intento è quello di promuovere la rete delle diverse esperienze territoriali, dalle più piccole alle più grandi, perché il contrasto alla povertà alimentare è una leva fondamentale per ridurre la povertà più in generale".

Durante i lavori è stato evidenziato che anche per le aziende donare è un'opportunità: oltre all'evidente impatto sociale, si ha anche un vantaggio economico in quanto si riducono i costi dello stoccaggio e della distruzione dei prodotti e si beneficia del recupero dell'Iva per i prodotti donati. In questo quadro generale, Banco Alimentare si propone di collaborare allo sviluppo congiunto di procedure condivise. "La lotta agli sprechi alimentari - ha spiegato Centinaio - è una delle missioni che si è prefisso il mio Ministero. Queste iniziative dimostrano un'attenzione crescente da parte dei cittadini nei confronti della tematica e la condivisione del rispetto per il cibo e per il lavoro che c'è dietro. Dobbiamo andare avanti nella lotta a questo fenomeno - ha proseguito - anche dal punto di vista sociale. Bisogna coinvolgere tutte le fasi della filiera alimentare: dalla produzione, alla post produzione, fino alla commercializzazione dei prodotti". Per il Ministro, anche il mondo del turismo andrebbe coinvolto nel recupero delle eccedenze, organizzando dei ritiri periodici di alimenti che altrimenti andrebbero buttati, come quelli serviti nei buffet delle navi da crociera.

Dopo le anteprime sold out al Puccini di Firenze e all'Ambra Jovinelli di Roma nel dicembre scorso, venerdì 15 marzo ore 21 in scena al Teatro Carbonetti di Broni lo spettacolo Eleganzissima, il recital di Drusilla Foer divenuto ormai un vero culto. In 100 minuti di pure emozioni, la cantante-attrice e icona di stile racconta episodi della sua vita e canta dal vivo le canzoni ad essi collegate, accompagnata da Loris Di Leo al pianoforte e Nico Gori al sax e clarinetto. 

Eleganzissima, un successo clamoroso già nella scorsa stagione, con sold out in vari teatri, fra i quali il Dal Verme a Milano e l'Auditorium Parco della Musica a Roma, è un recital scritto e interpretato dalla stessa Drusilla Foer, icona di stile, cantante e attrice dalla spiccata personalità. "Il titolo - spiega Madame Foer - me lo regalò qualche anno fa una bambina di 10 anni, che in una lettera molto affettuosa e arguta mi scrisse: 'da grande vorrei diventare eleganzissima come Lei'. Lo trovai geniale. E molto adatto per un recital su di me, no?". Infatti, Drusilla nello spettacolo racconta, in un’alternanza di humour sagace e di malinconia commovente, aneddoti tratti dalla sua vita straordinaria, vissuta fra l’Italia, Cuba, l’America e l’Europa, costellata di incontri e grandi amicizie con persone fuori dal comune e personaggi famosi, fra il reale e il verosimile. Essenziali al racconto biografico sono le canzoni, che Drusilla interpreta dal vivo accompagnata dai suoi musicisti: il Maestro Loris di Leo al pianoforte, che ha curato anche gli arrangiamenti e Nico Gori ospite speciale al clarinetto e al sax.  La direzione artistica è di Franco Godi, compositore per la pubblicità, per la tv e per il cinema fin dagli anni '60, scopritore e artefice dell'hip hop di successo in Italia dagli anni '90 in poi, qui in veste di produttore con la sua Best Sound e infine sul palco per un cameo alla chitarra. 

Sabato 16 marzo, ore 21 sarà di scena al Teatro Carbonetti Dipinti in movimento, uno spettacolo di danza  realizzato dal Tarditi Studio  Dance  asd Voghera,   per  volere  del direttore artistico il Maestro Tarditi Claudio. Questo particolarissimo spettacolo mette  in  scena balletti suggestivi che  nascono  dall’ispirazione  di celeberrimi  dipinti della storia  dell’arte donando  loro  una  nuova   identità che  fonde  insieme l’arte  pittorica  all’arte  della danza. Per portare  lo spettatore  nel cuore  dello spettacolo  all’ingresso del teatro Carbonetti  verrà allestita  una  mostra  con alcune  stampe  dei  dipinti che  verranno proiettati  durante  le v arie  performance  di danza. 

Secondo appuntamento della Rassegna di Teatro per Famiglie Di.Do.menica, domenica 17 marzo ore 16.30 con lo spettacolo Abbracci, una produzione Teatro Telaio. Due Panda stanno mettendo su casa, ognuno la propria. Si incontrano. Si guardano. Si piacciono. E poi? Come si fa a esprimere il proprio affetto? E’ necessario andare a una scuola speciale: una scuola d’abbracci. Perché con gli abbracci si possono esprimere tante cose: ci si fa coraggio, si festeggia una vittoria, la gioia di un incontro o la speranza di ritrovarsi quando si va via. E così i nostri due Panda imparano a manifestare le proprie emozioni, fino a condividere la più grande di tutte, quella che rende colorato il mondo e fa fiorire anche i bambù. Una riflessione sul potere comunicativo di un gesto semplice come l’abbraccio.

Progetto "Pavia #Belturismo".  Al via corsi di formazione gratuiti per le aziende. Il progetto "Pavia #Belturismo. Arte, luoghi e gusti pavesi", è un progetto di Camera di Commercio, promosso da Ascom Pavia che si sviluppa nel corso dell'anno 2019. Finalizzato alla promozione turistica della provincia, prevede un ricco programma di eventi sul territorio con attività di comunicazione mirata; si è ritenuto strategico, in tale progetto, prevedere anche un programma di corsi di formazione per le imprese: le tematiche prescelte sono le lingue straniere ed il social web marketing per la promozione aziendale.

Attualmente Ascom Pavia sta raccogliendo il fabbisogno formativo delle aziende: sul sito www.ascompavia.it, nonché sul canale Facebook "Associazione Commercianti della Provincia di Pavia", è pubblicata una scheda di facile compilazione con cui ogni impresa potrà segnalare le proprie esigenze formative. Una volta compilata, la scheda potrà essere inviata via email (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)  o consegnata presso gli uffici Ascom dislocati sul territorio.

In particolare, sarà possibile indicare se all'interno del proprio punto vendita, del proprio ristorante, del proprio hotel vi è la necessità di acquisire conoscenze per l'accoglienza del turista straniero o per raggiungere mercati esteri, potenziando il proprio bacino di utenza. Poiché i social network sono sempre di più strumento di promozione ma anche di interazione con i clienti, le imprese potranno, inoltre, segnalare la necessità di conoscere le più avanzate tecniche di web marketing con particolare attenzione all'utilizzo dei social. In base alle segnalazioni pervenute, partiranno i corsi formativi gratuiti. 

Spiega il Direttore Dr. Gian Pietro Guatelli: " Abbiamo voluto offrire alle imprese un servizio di qualità che possa agevolare il settore turistico/commerciale. Attraverso la possibilità di acquisire competenze, le imprese si potranno  posizionare al meglio sul mercato approfondendo le più moderne metodologie di promozione tramite i canali web. I corsi di formazione verranno realizzati da esperti e saranno organizzati in orari idonei per consentire la partecipazione di chi è impegnato nel settore turistico/commerciale. Le competenze acquisite accresceranno le professionalità degli imprenditori, a beneficio delle aziende stesse, del cliente e di tutto l'indotto". 

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Domenica 17 marzo alle ore 15,00 presso la Sala Manifestazioni della Biblioteca Civica “Paolo Migliora” di Rivanazzano Terme don Mino Lanfranchi presenterà i suoi “RICORDI DI RIVANAZZANO (1977-1989): il paese, gli abitanti, le sfilate”.

Don Mino Lanfranchi è stato per circa 20 anni curato presso la parrocchia di Rivanazzano Terme e, nel corso di questo tempo, ha raccolto, fotografie, dati storici e artistici, aneddoti e curiosità sul paese, sulla sua storia, sui suoi abitanti e sugli avvenimenti che hanno caratterizzato un periodo che va dal 1977 al 1989. Autore anche di diverse pubblicazioni riguardanti il patrimonio artistico di Rivanazzano Terme, don Mino Lanfranchi, durante l’incontro, commenterà una serie di fotografie da lui realizzate che mostrano diversi aspetti della vita quotidiana del paese e delle manifestazioni più rappresentative delle tradizioni locali.

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

  1. Primo piano
  2. Popolari