Martedì, 21 Maggio 2019
Articoli filtrati per data: Lunedì, 04 Febbraio 2019

Nel carrello della spesa cresce la scelta vegan, perlopiù a spese della quota di vegetariani al bivio tra abbandono e estremizzazione del proprio regime alimentare. In particolare, secondo il 31/mo Rapporto Eurispes, presentato  a Roma e dedicato al tema 'Riscoprire la qualità', il 5,4% degli italiani è vegetariano, in calo rispetto al 2018 dello 0,8%; e il 4,9% ha sperimentato e poi abbandonato tale stile alimentare. Mentre l'1,9% è vegano (+1% rispetto al 2018). Complessivamente gli italiani vegetariani e vegani sono stabili al 7,3%, a conferma di un dato pressoché stabile rilevato negli ultimi sei anni. E per un quarto di coloro che hanno scelto una dieta vegetariana o vegana (25,1%), essa rappresenta uno stile di vita; 3 su 10 ritengono abbia benefici sulla salute. Eppure, il 32,1% di chi ha sperimentato e poi abbandonato, lo ha fatto per avere un'alimentazione più completa; il 35,7%, invece, ha sofferto troppe rinunce.

Intanto sugli scaffali è un fiorire di prodotti speciali: Un italiano su quattro (19,3%) compra prodotti senza glutine, tuttavia, solo al 6,4% è stata diagnosticata una intolleranza, mentre il 12,9% li assume senza essere intollerante. Il 18,6% compra prodotti senza lievito: il 4,6% è stato effettivamente riconosciuto intollerante, a differenza del 14% che ammette di non esserlo. Un quarto dei consumatori (26%) acquista prodotti senza lattosio, ma solo l'8,5% lo fa per una diagnosi di intolleranza. Il dato più allarmante, conclude la ricerca Eurispes, riguarda l'assunzione di antibiotici: quasi 4 italiani su 10 ammettono di prenderli senza prescrizione medica "qualche volta" (33%) e "spesso" (4,8%). Anche in questo caso, sono più numerose le donne ("spesso" il 6,7% contro il 2,8% degli uomini, "qualche volta" il 34% contro il 32,1%).

L’attacco della minoranza non si ferma al “caso Mangiarotti”. La consigliera comunale di Broni,Giusy Vinzoni, parla della condizione delle piante del cimitero della città definendola “vergognosa”.

Consigliera, come si è mossa su questa tematica?

«Prima di tutto ho fatto una richiesta di accesso agli atti per vedere la perizia riguardante il famoso abbattimento delle piante di tutto il viale centrale avvenuto nel 2017. Ho dovuto sollecitare la richiesta e questo devo dire che inizia anche un po’ a stancarmi perché le nostre richieste agli atti vengono evase in tempi davvero molto lunghi. Comunque, alla fine ci è stato detto che non esiste nessun tipo di perizia ed è stato quindi deciso dall’amministrazione che gli alberi erano pericolosi. È stata in seguito dato compito ad un agronomo di rivedere tutta la piantumazione degli alberi del cimitero. E così è iniziato anche l’abbattimento delle piante esterne al cimitero. Anche qui ho chiesto la perizia, che a mio avviso è davvero ben fatta e corretta, soprattutto molto dettagliata».

E cosa ha potuto capire?

«Che tutti gli alberi risultano danneggiati per colpa della capitozzatura, ossia di interventi dannosi per le piante e per la mancata cura: tutto questo ha portato le piante ad ammalarsi e quindi per forza dovevano essere tagliate. Da qui nasce la mia domanda: a chi è stata affidata la cura delle piante? Anche l’agronomo ha dichiarato che d’ora in poi tutti gli alberi dovranno essere curati da personale specializzato, con l’utilizzo di specifici dispositivi di sicurezza previsti dalla legge e con mezzi idonei. Inoltre vieta la capitozzatura e le potature che possono compromettere la vita delle piante. Quindi abbiamo tagliato delle piante perché prima abbiamo pagato qualcuno che probabilmente non ha eseguito bene il lavoro».

Ha altre critiche da muovere?

«Sì… forse era il caso di far fare la perizia a una persona seria come lo è questo agronomo anche per quanto riguarda le piante del viale centrale. Poi se ci si sposta in città c’è il problema dell’asfaltatura».

In che senso?

“Penso alla via Togni, che è ormai in uno stato penoso. Prima delle festività natalizie il nostro gruppo aveva chiesto di poter visionare il progetto e capire perché il lavoro è stato pagato subito nonostante non fatto ad arte. Giustamente ci è stato risposto che è stato pagato perché  l’amministrazione ha ricevuto la conferma di avvenuto lavoro. Adesso l’impresa farà i dovuti lavori di rifacimento, ci sembra il minimo. Ma per farlo dovranno tenere chiusa ancora la strada, con conseguente disagio per la città, per i cittadini e per il commercio. Noi intanto continuiamo a prendere informazioni in merito e daremo poi la nostra valutazione sull’argomento».

 

                                            di Elisa Ajelli

Ebbene sì, ci abbiamo preso gusto! Quel gusto malinconico dell’Amarcord dei bei tempi, come ripetono spesso i diversamente giovani, ma anche quel gusto da non perdere di una cultura e di una storia del territorio da coltivare e mantenere viva nelle memorie, di chi c’era e, nell’immaginifico, di chi è sopraggiunto in seguito. Abbiamo disturbato ancora una volta l’amico Giorgio Grandi, ma stavolta insieme a due storici amici strettissimi: Renato Ciamballi e Claudio Carocci, che sentitamente ringraziamo!

Partiamo dal posto ove siamo a cena, oggi Ristorante “La Muraglia” in Piazza San Bovo a Voghera, ma un tempo...

«Noi abbiamo memoria di questo posto, il Bar Impero, dagli anni ‘60, ma c’era già prima di noi, ed era di proprietà della Famiglia Giudici, gli stessi che, dopo averlo ceduto, avevano rilevato il Motel Agip, dove oggi sorge il Commissariato di Polizia, e l’attiguo distributore di benzina. L’Impero era stato ceduto a Lucio Lodigiani ed a Mario della Casa, ex Barman dell’Ariston e del locale estivo di Franco Santinoli in Piscina comunale, sempre a Voghera. Mio fratello Maurizio (interviene Claudio Carocci, n.d.r.) lo acquistò nell’88, dopo varie gestioni, e lo tenne fino al 1993».

Ritornando agli anni ‘60, è vero che in quegli anni Salice Terme godeva di un appeal e di un successo assolutamente irripetibile?

«(Ciamballi) Assolutamente! Inverno ed Estate! Gli Ospiti del Grand Hotel erano tutte stars del mondo dello spettacolo nazionale ed internazionale. Il concorso ippico richiamava clientela altissima da tutta Europa... Io ricordo (interviene Grandi), circa alla metà dei ‘60, una finale del Festivalbar, in estate presso La Buca, con Rocky Roberts e Dionne Warwick, tra gli Ospiti! Il tutto in diretta televisiva su Rai 2! Se è per questo (Ciamballi), anche negli anni successivi all’Ariston, a Voghera, a livello di Ospiti famosi ne ho visti davvero un sacco! E di altrettanti ho saputo nell’adolescenza, perché erano stati all’Ariston che ero troppo piccolo!».

Mi faccia qualche nome...

«Possiamo stare qui tutta la notte! Mina, un capodanno, Giorgio Gaber, Ombretta Colli, Adriano Celentano, Ornella Vanoni... poi, che ho visto io, mentre anche lavoravo al locale, Bruno Lauzi, in occasione di una Veglia dell’Istituto Gallini, I Nomadi, i Camaleonti, i Dik Dik, Vince Tempera, all’epoca direttore d’orchestra della Rai, in occasione di una festa dell’Inter, ed in un’altra festa dell’Inter Fred Bongusto, la Premiata Forneria Marconi, il Banco del Mutuo Soccorso, le Orme».

Io vorrei però fare un salto in avanti, e parlare con il Sig. Ciamballi del bar Nube...

«Ma certo! (risata collettiva)... Il Bar Nube nasce nel ‘75, a mano dei due soci Umberto Nativi ed Ermanno Bianchi, sostituendo il precedente Bar Madama. Il Sig. Umberto poi uscirà dalla gestione, e proseguirà Ermanno in solitaria, … oddio no... con la sua famiglia».

Si raccontano alcune leggende metropolitane...

«No, non lo erano (risata colossale) ! Raccontarle, talvolta, suscita la sensazione che fossero irreali... Inizierò dicendole che un giorno, inizio anni ‘80, festeggiammo l’arrivo di una friggitrice per le patatine a livello industriale, per la gioia di tutti noi. Al versamento del 10mo litro d’olio, solo allora e non prima, chi stava eseguendo il lavoro si accorse che l’olio non raggiungeva il livello dovuto a causa della mancanza del tappo alla base della macchina... : lei può immaginare dieci litri d’olio sparsi su tutto il pavimento del bar ??!?! Ci vollero tre giorni di pulizie, e forse non bastarono!!! Oppure la sera d’estate che due buontemponi... (interviene Grandi) chissà chi erano... (riprende Ciamballi) chissà... (risata generale)».

Grandi, lei frequentava il Bar Nube?

«No, io no».

Diceva, Ciamballi...

«Questi due buontemponi, mi pare di ricordare paracadutisti a Pisa, mentre il titolare era salito a casa, sopra al bar, per prendere un pacchetto di sigarette, con la promessa di controllare l’attività in sua assenza, catturarono un gatto, randagione del quartiere, rinchiudendolo nel sotto-frigo dei gelati, ove si tenevano le vaschette di scorta. Nel frattempo, cominciavano ad arrivare gli avventori della prima parte di serata, ed i due buontemponi invitavano tutti coloro che richiedevano un gelato a scegliere il cioccolato, per terminare in fretta la vaschetta. Cosa che avvenne nei successivi 20 minuti, circa. All’attimo che il titolare si chinò per prendere la seconda vaschetta di gelato al cioccolato, all’apertura dello sportello del sotto-frigo, una palla gigantesca di ghiacciolini gli si catapultò sulla testa, cominciando poi a correre all’impazzata per i muri del bar, finché non riuscì a guadagnare l’uscita, con miagolii acutissimi !!! Punizione esemplare del padre del titolare al figlio, in presenza di tutti gli avventori, che rese il tutto … direi... all’”Amici Miei” Atto quarto!!! Oppure ancora quel giorno che due buontemponi in moto da cross e perfetta tenuta da gara entrarono, senza spegnere i motori, fermandosi al banco bar per richiedere i loro due caffè... O ancora un pomeriggio, quando si presentarono al Bar due sorelle della Voghera-bene, gran belle ragazze. Una si sedette al tavolino esterno, sotto i portici, l’altra entrò per ordinare... Ordinò un gelato per se, ed una bevanda per la sorella seduta fuori. Il titolare, abbagliato probabilmente da cotanta avvenenza, non si accorse di aver estratto due coni, non uno. Alla seconda palettata di gelato, la crema, molto instabile, partì a mo’ di proiettile, infrangendosi sulla camicetta della signorina! In preda al panico, con lo straccio umido del bancone, il titolare infilò deciso una mano sotto la camicetta della sventurata, con grande imbarazzo della stessa e degli astanti, all’urlo di “ci penso io”, trasformando quel mezzo centimetro quadrato di macchia in una pozza di mezzo metro quadrato! La gentil donzella svicolò, bisbigliando un improbabile “non c’è problema, faccio un salto a cambiarmi”... Nel tentativo almeno di soddisfare la richiesta di bibita dell’altra sorella, il nostro si affrettò verso l’uscita con braccio e vassoio in tensione, inciampando rovinosamente su non si è mai capito cosa, ma inondando l’inerme signorina seduta al tavolino all’esterno di bibita ghiacciata, ed assestandole, nel contempo, una bella bicchierata sulla nuca! Strike! Le due sorelle non le rivedemmo mai più».

Mi scusi Ciamballi, devo fare una pausa perché le risate mi stanno soffocando...

(dieci minuti dopo...)

Prego Ciamballi, riprendiamo, con moderazione, cortesemente...

«Una sera, orario aperitivo, entrò un signore, distinto ed elegante. Probabilmente invitato a cena da amici, voleva una torta-gelato. Nella vetrinetta delle torte-gelato ne erano rimaste due, una grande ed una piccola... Il titolare chiese “quale desidera delle due?” Il distinto signore chiese quante porzioni se ne potessero ricavare, ed in base alla risposta scelse quella più grande. Estraendo il vassoio con gesto ampio, la torta volò quasi immediatamente sulla pavimentazione: senza batter ciglio, il titolare guardò l’avventore esclamando “ora mi è rimasta quella piccola”... Qualcuno udì la fugace risposta del distinto Signore, un laconico “grazie, arrivederci”, ormai di spalle all’esterno della porta del bar. Non rivedemmo mai più neppure costui».

La prego, Ciamballi...

«Per Pasqua, ad esempio, arrivavano le colombine, le colombine pasquali piccole, di pasta sfoglia, che venivano posizionate sul bancone per le colazioni. Qualche bontempone, che ritengo di non aver mai conosciuto personalmente (risata generale), mentre gli “amici miei” distraevano il titolare, mangiava solo le testine delle colombine, facendo in modo che rimanessero ben visibili i segni delle dentate, riposizionando poi i “corpicini mutilati” nella confezione.

Quando la mattina successiva venivano esposte, le facce disgustate dei clienti che le estraevano dal vano-colazioni erano, oserei dire, imperdibili».

Altri bar storici vogheresi?

«Posso raccontarle della cremeria Duomo, celeberrima già in quegli anni fantastici, e del suo “gelato al Rondone”».

Scusi?

«Sì... lei sa che il rondone, quella rondine più grossa, di taglia, del normale, ha la particolarità, data la lunghezza e pesantezza delle ali, in confronto al corpo minuto, che se tocca terra non riesce più a volare. Deve sempre fermarsi in alto, sui rami, o comunque ad una distanza da terra che le consenta di decollare. Un giorno, alcuni buontemponi, sconosciuti... (risata ormai deflagrante), trovarono un rondone ahimè deceduto sul selciato della Piazza. Immediato fu il desiderio di dar sepoltura allo sventurato volatile: e quale miglior cripta se non la macchina del gelato?! Era in lavorazione il gelato alla vaniglia. Diversi buontemponi, per caso ivi di passaggio (lascio all’immaginazione la reazione...), ordinarono una quantità industriale di gelato “al gusto rondone”, in dialetto vogherese “al gust ad rundò”, indicando il gelato alla vaniglia, ovviamente immediatamente riversa nel cestino della spazzatura, al sempre più incredulo e stizzito titolare, Giulio Montagnoli, che non comprese questa stranissima richiesta continuativa sino al termine della quantità lavorata, ritrovando un’ala, lunga e ben conservata, nella vasca di lavorazione... !!!».

Molto bene, Signori... Grazie di cuore. Alla prossima...

«Grazie a lei (coro dei tre moschettieri)! Felici che si sia divertito!».

 di Lele Baiardi

Sono disposti a spendere più della media, bevono con maggiore frequenza e in maniera più diversificata, e mostrano una maggiore propensione verso etichette europee e made in Italy. Sono i consumatori premium fotografati da Wine Intelligence per il Consorzio di tutela vini Valpolicella, in occasione della seconda conferenza annuale della Valpolicella che annuncia l'atteso appuntamento "Anteprima Amarone".

E' un segmento di appassionati di "fine wine" che rappresenta rispettivamente il 7% e il 12% dei bevitori regolari di vino negli Stati Uniti e in Cina. Ma, se nel Paese del Dragone i vini di lusso vengono associati al prestigio dell'etichetta, a partire dal produttore, dalla regione di origine o dai punteggi della critica, negli Usa sono le considerazioni sulla qualità del prodotto (invecchiamento e riconosciuta costanza) a prevalere, accompagnate da un'emergente attenzione alla sostenibilità, indicata da 7 premium consumer americani su 10. Stando all'identikit tracciato, il consumatore premium a stelle e strisce è prevalentemente maschio (66%), più giovane della media dei bevitori di vino (under 35 nel 38% dei casi e solo nel 21% sopra i 54 anni) ed è disposto a spendere più di 20$ a bottiglia. 

Dopo i vini californiani, acquistati dal 70% negli ultimi 6 mesi, il premium drinker mette in cantina più vini italiani (59%, grazie a Valpolicella e Amarone, Chianti, Prosecco) che francesi (40%), e dimostra una conoscenza sopra la media anche delle denominazioni venete, con il Valpolicella che sale dal 2% dei bevitori regular al 7% dei premium e l'Amarone dall'1% al 4%. 

I consumatori di alta gamma in Cina, invece, tendono ad essere trentenni (con solo il 12% under 29), leggermente più maturi di quelli regolari che si posizionano sotto i 30 in 3 casi su 10 (34%). Spendono oltre 500RMB (circa 65 euro) e scelgono prevalentemente vino cinese (47%) e francese (47%), simbolo di prestigio e status sociale, pur dimostrando più attenzione della media nei confronti del vino italiano (scelto dal 30% dei consumer premium cinesi contro il 19% di quelli regular), cileno (25% vs 20%) e spagnolo (22% vs 15%). Anche qui il Valpolicella vede migliorare la sua penetrazione (dal 3% dei bevitori di vino regolari al 6% di quelli premium), mentre l'Amarone registra risposte pressoché invariate in termini di acquisto (7% dei consumatori regolari e 6% di quelli premium).
Nel Paese del Dragone buona anche la notorietà dei vini siciliani, toscani e Barolo.

Presentato oggi dal premier Giuseppe Conte e dal vicepremier e ministro del Lavoro Luigi di Maio il Reddito di cittadinanza, il portale da cui ottenere le informazioni e le modalità per riceverlo. Nella stessa giornata si sono svolte al Senato le audizioni delle parti sociali sul Decretone. L'Istat ha dato tutti i numeri di coloro ai quali andrà il Reddito: il 47,9% andrà a 1,3 milioni di famiglie, il 57% al Sud. La maggioranza dei nuclei familiari saranno composti da single (47,9%9. Un quarto andrà alle casalinghe, ne beneficeranno anche 120mila laureati.

Tra le audizioni per il Decretone anche Confindustria, che ha espresso tutti i suoi dubbi.  Perplessità anche dal presidente dell'Inps, Tito Boeri.

"Siamo tutti orgogliosi, tutto il governo lo è, ma la cosa più importante è che sono orgogliosi gli italiani. E' una misura molto complessa, di equità sociale, frutto di un lavoro corale. "Abbiamo faticato tanto per lavorare a questa misura". così il premier Giuseppe Conte alla presentazione del sito e della card sul reddito di cittadinanza. 'Mentre noi abbiamo studiato molto per fare questa riforma, saranno altri che ora studieranno la nostra di riforma" ha ribadito Conte. "E' una riforma complessa perché è fondata su un patto di lavoro, un patto di formazione e un meccanismo di inclusione sociale. Abbiamo faticato tanto, studiato le riforme simili realizzate in Ue e anche fuori e cercato di far di meglio", spiega il capo del governo definendo il reddito di cittadinanza "una conquista di civiltà".

"E' stato un grande lavoro di squadra, che continua in queste ore. Oggi teniamo fede a un'altra promessa. Da oggi tutti gli italiani con questo sito potranno conoscere quali documenti e adempimenti compiere per arrivare preparati e accedere al Reddito" spiega il vicepremier Luigi Di Maio alla presentazione del sito e della card sul Reddito e sottolineando come in questo modo ci sarà "uno Stato amico che aiuta nei momenti di difficoltà".

"Ecco la prima card del reddito di cittadinanza della storia della Repubblica italiana, è la prima di circa 3 milioni di carte. Quella che vedete è la numero 1". Così il vicepremier Luigi Di Maio ha presentato la card per il reddito di cittadinanza, con cui "si ristabilisce il rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini". Lo Stato, ha ribadito, "torna amico dei cittadini" dopo "la batoste pro austerity".  Una carta uguale in tutto e per tutto alla normale card Poste Pay, dello stesso colore giallo, con gli stessi loghi e senza alcun riferimento al reddito di cittadinanza. Tutto per evitare che chi percepisce il beneficio "venga riconosciuto e discriminato". Così il vicepremier Luigi Di Maio ha presentato la prima carta su cui sarà 'caricato' il reddito di cittadinanza da ritirare alle Poste. "Non vogliamo che ci siano discriminazioni, - ha detto - abbiamo lavorato con Poste Pay per fare in modo che sia una card uguale a quelle di Poste Pay"."Il reddito lo abbiamo costruito intorno alle imprese" che possono arrivare ad avere "fino a 18 mesi di sgravi, pari al reddito che stava prendendo la persona" che viene assunta. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, alla presentazione del sito per il reddito di cittadinanza. "Se le aziende vogliono assumere e vogliono risparmiare potranno farlo proponendo un patto di formazione e di inserimento lavorativo", ha aggiunto. La domanda e l'offerta di lavoro "non si sono mai incrociate, noi istituiremo un software unico e un sistema di incentivi che creerà l'incrocio tra domanda e offerta". "Chi vuole il reddito ad aprile, può fare domanda dal 6 al 31 marzo" ha ribadito il vicepremier Luigi Di Maio sottolineando come il governo stia "rispettando la tabella di marcia".

Una normale Carta bancaria, del tutto simile ad una ricaricabile. Gialla, simile alla Poste Pay, con i numeri a rilievo e il logo di Poste. Le ultime indiscrezioni raccontano così la nuova Card sulla quale saranno accreditati i fondi del reddito. Sarà assegnata al titolare che richiederà il reddito di cittadinanza, ma non avrà sopra il nome e soprattutto si mimetizzerà con le altre normali carte di credito per rispetto della privacy.

Al debutto arriva anche il nuovo sito (www.redditodicittadinanza.gov.it), che sarà attivato da subito e per il primo mese servirà solo a fornire informazioni. Alle 15 si svolgerà la presentazione del sito ufficiale e della card.

Successivamente, dal 6 marzo, diventerà il portale sul quale sarà possibile richiedere telematicamente il reddito di cittadinanza, uno sportello virtuale al quale si affiancheranno quelli reali di Poste e Caf.

L'appuntamento con la presentazione di questi due nuovi strumenti rispetta il cronoprogramma che l'esecutivo si era dato per l'attivazione del 'reddito' e - in attesa di convenzioni, regolamenti e 'navigator - consentirà ai cittadini di familiarizzare con questo nuovo strumento che punta ad essere sia di aiuto per le famiglie più povere, sia di 'traghettamento' verso il mondo del lavoro.

 "Sarà la prima card del reddito di cittadinanza nella storia di questa Repubblica - ha detto il vicepremier Luigi Di Maio - sarà la prima di milioni di card elettroniche che erogheranno il reddito".

Avendo come primo obiettivo la sicurezza dei partecipanti, gli organizzatori della terza edizione della granfondo in programma il 2 giugno a Zavattarello hanno ridisegnato i tracciati, che saranno di 116 e 70 chilometri.

Il Comitato organizzatore della Granfondo del Penice-Ti Rex di domenica 2 giugno a Zavattarello, composto in larga parte da ciclisti praticanti, ha, infatti,  apportato alcune modifiche ai tracciati allo scopo di offrire una giornata sui pedali divertente sì, ma anzitutto sicura.

Due le principali motivazioni che hanno portato a prendere questa decisione.

La prima è che il percorso lungo nella sua versione originale di 160 chilometri, caratterizzato da lunghe salite nella prima parte, risultava così selettivo da costringere buona parte dei partecipanti a procedere alla spicciolata. Cosa che risultava sia poco divertente che potenzialmente pericolosa.

La seconda motivazione ha a che fare con la discesa di Castellaro, presente solo sul tracciato corto, che può risultare non idonea anche per un semplice temporale. Infatti per com’è stata costruita e per la natura stessa del terreno che attraversa, con la pioggia la sabbia tende ad accumularsi sulla sede stradale, come del resto è già successo lo scorso anno.

Pertanto la terza edizione della Granfondo Ti-Rex del Penice si addolcirà, proponendo due nuovi percorsi: il lungo di 116 chilometri e 2660 metri di dislivello e il corto di 70 chilometri e 1660 metri di dislivello.

Sempre per motivi di sicurezza il via ufficiale sarà volante e verrà dato dopo 3,5 chilometri di andatura controllata, cioè poco prima dell’inizio della lunga e progressivamente sempre più impegnativa ascesa che porterà al Passo del Penice, posta ad appena 19 chilometri dal via, ma già con 700 metri di dislivello nelle gambe. La successiva discesa in direzione di Bobbio presenterà una strada ampia e con asfalto in buone condizioni. Non si giungerà però nella celebre località turistica piacentina, poiché con una deviazione il tracciato tornerà a salire per ben 10 chilometri fino a Vallette di Ceci, da dove si scenderà poi al passo del Brallo.

Quote d’iscrizione (clicca qui): 35 euro sino al 31 marzo, poi 40 euro dal 1° aprile al 30 maggio e infine 45 euro in loco il 1° e il 2 giugno.

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Avviato nel 2012, messo in linea e reso fruibile dalle aziende agricole a partire dal 2014, il passaggio al nuovo sistema informativo agricolo – il Sistema delle Conoscenze, meglio conosciuto come Sis.Co. - ancora oggi presenta numerose criticità.

E’ per questo motivo che il gruppo del PD, durante il question time di domani in Consiglio regionale, chiederà alla giunta lombarda di intervenire sia per superare le problematiche tecniche della piattaforma informatica, sia per prevedere all’interno dei bandi del Piano di sviluppo rurale la possibile proroga dei termini di scadenza, qualora si rilevassero disfunzioni informatiche non imputabili alle aziende agricole.

“Sis.Co, infatti, costituisce anche la piattaforma attraverso la quale le aziende agricole presentano la domanda unica e le domande relative ai bandi emessi in relazione alle misure previste dal PSR - spiega il consigliere Giuseppe Villani, componente della commissione Agricoltura e primo firmatario dell’interrogazione.

“Tra le criticità sottolineate dalle associazioni di categoria, nel corso delle audizioni avvenute in questi anni in commissione, è emersa anche la difficoltà di interscambio con i dati del sistema informativo nazionale, problematica che potrebbe mettere a rischio diversi adempimenti importanti per le aziende agricole lombarde, dai pagamenti della PAC alla gestione del Piano annuale di produzione” aggiunge Villani  che poi passa alle cifre, considerevoli.

“Dall'efficienza e dall'efficacia di questo sistema dipende l'accessibilità di ben 47 mila aziende agricole lombarde alle risorse del PSR 2014-2020 che per la Lombardia ammontano complessivamente a 1.157 milioni di euro – spiega - mentre il costo complessivo per lo sviluppo, implementazione, gestione e manutenzione della piattaforma ha superato i 14 milioni di euro. Stiamo parlando di cifre importanti e, dopo 5 anni, è il caso che la regione affronti le criticità” conclude Villani.

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L'olimpico Alessio Valsecchi, domenica 3 febbraio 2019, ha tenuto la lezione inaugurale del Master Chess: Mastria scacchistica in 4 mosse. Una dozzina i partecipanti, ad ascoltare la lezione del Grande Maestro azzurro, tra i quali si sono visti tre dei migliori giovani a livello lombardo ed italiano: Gabriele Rossi da Vigevano, di 9 anni, che qualche mese fa ha fatto parte della spedizione italiana ai mondiali giovanili, poi l'altro azzurrino, il Vice-Campione Italiano Under 12 e Campione Lombardo, Candidato Maestro Brando Pavesi da Lacchiarella e il 12enne 2a Nazionale Mattia Pegno da Bergamo.

Tra i giovani presenti anche i Campioni Oltrepò Under 14 e Under 11, rispettivamente Federico Algeri (13 anni) e Alessandro De Martini (9 anni) in compagnia di altri due giovani, Matteo Zavatarelli e Beatrice Angeleri, che anch'essi coglievano questa opportunità di perfezionamento scacchistico. Erano presenti anche i migliori giocatori dell'Oltrepò Pavese e del Tortonese, inclusi i Candidati Maestri Clint Bosi (campione dell'Oltrepò) e Mauro Testa, e il 1a categoria nazionale Bruno Sparpaglione.

I corsi del Maester Chess, porteranno al DLF di Voghera quattro dei migliori giocatori italiani. La prossima lezione, che si terrà domenica 17 marzo, sarà tenuta dalla Grande Maestro Femminile Marina Brunello, attuale Campionessa Italiana, sette volte olimpionica azzurra e vincitrice della medaglia d'oro alle olimpiadi del settembre passato. La 24enne, seppur anche lei professionista degli scacchi, ha conseguito la laurea in psicologia e, nel 2011, è stata insignita del titolo di Alfiere della Repubblica.

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