Lunedì, 25 Marzo 2019
Articoli filtrati per data: Venerdì, 01 Febbraio 2019

Un’attività che chiude porta sempre un po’ di tristezza. Questa volta però non è la crisi ad aver colpito, si tratta di un semplice “pensionamento” dovuto all’età, che lascerà tuttavia un vuoto importante nei cuori (e negli stomaci) di tanti oltrepadani. D’altra parte Bruno Colombi l’aveva sempre detto, «quando compio 80 anni chiudo il ristorante» ed ha mantenuto il proposito. è così che dal 31 dicembre 2018 il Ristorante Colombi, dopo mezzo secolo di attività, ha cessato di esistere. Un pilastro della tradizione culinaria d’Oltrepò e una tappa fissa nella piccola frazione di Loglio di Sotto, comune di Montù Beccaria. Gli agnolotti al sugo di brasato, le “due fette” di salame, i bolliti e i risotti della moglie Rosanna, chef in cucina da sempre, resteranno nella memoria di tutti coloro che li hanno assaggiati e li rimpiangeranno.

Colombi, la sua avventura è iniziata nel 1953. Oggi che può tirare le somme, può dirci qual è stata la più grande soddisfazione?

«La cosa più piacevole da raccontare e di cui sono orgoglioso è l’aver visto figli e nipoti dei miei primi clienti diventare a loro volta miei clienti affezionati».

Ora che ha chiuso può parlare fuori dai denti senza offendere nessuno. Ci dica: in Oltrepò si mangia bene?

«In Oltrepò si mangia mediamente bene, logicamente quando la fanno da padrone i piatti della nostra tradizione e cultura».

Qualche cliente esigente che l’ha fatta arrabbiare se lo ricorda?

«Nel mio lavoro è inevitabile trovare clienti più o meno esigenti, ma quando si lavora con passione una delle soddisfazioni è anche riuscire ad accontentare questa particolare tipologia di cliente».

Negli anni la ristorazione è cambiata parecchio. Cosa pensa dei ristoratori che non accettano i cani al ristorante?

«L’educazione del cane al ristorante dipende da quella dei suoi padroni, e quindi bisogna regolarsi di conseguenza facendo buon viso a cattivo gioco».

E di quelli che non accettano bambini piccoli?

«Il bambino piccolo di oggi sarà il mio cliente di domani, bisogna accoglierlo senza se e senza ma». 


Se dovesse dare un consiglio, frutto della sua esperienza, ad un giovane che vuole fare questo mestiere, quale consiglio darebbe?



«Direi che bisogna essere umili, sempre, perché questa professione è una missione verso i nostri clienti».

Bruno Colombi ha sempre mantenuto, anche questo un segno forte della tradizione locale e “paesana”, un contatto molto diretto con i propri aficionados. Tanto che, per celebrare degnamente la chiusura dell’attività, ha indirizzato loro una lettera molto personale.

«Ho un grande desiderio – scrive – che è ringraziare le centinaia di clienti che in tutto questo tempo si sono sedute ai miei tavoli. Da quando il posto era un luogo di sosta per chi transitava ungo la strada che collega Stradella a Santa Maria della Versa, fino ad oggi, sono stati tantissimi coloro che hanno apprezzato  i piatti serviti in questo vero e proprio  tempio della cucina dell’Oltrepò pavese. Moltissimi - prosegue Bruno Colombi - sono tornati una seconda volta e poi ancora tante volte sino a diventare amici perchè venire a pranzo o a cena da me era come sentirsi a casa. Moltissimi ne sono certo, rimpiangeranno i miei salumi, i miei ravioli ed i risotti, i bolliti misti, il pesce, i dolci ed un buon bicchiere di succo d’uva proveniente da grandi Cantine. Il Ristorante Colombi col tempo e grazie a voi - scrive ancora Bruno nella lettera – è diventato una bandiera dell’Oltrepò, il simbolo di una zona di provincia assurta a capitale dell’eccellenza culinaria, il bun retiro di gastronauti che se ne andavano soddisfatti».

La lettera si conclude con un affettuoso ricordo proprio dei clienti: «La mia gratitudine va proprio a voi che avete riempito e dato senso al mio tempo ed al mio lavoro. Conoscevo le vostre abitudini a tavola, so come preferite la cottura della carne e se bevete acqua gassata o naturale, se vi piace il vino bianco o rosso. Praticamente ci capiamo senza parlare.

E tu caro cliente sappi che non ho preso una sola decisione, non ho creato un solo piatto senza pensare a te. Alla tua felicità di condividere la mia casa, alla gioia del tuo palato, al calore del tuo abbraccio quando mi davi l’arrivederci con un sorriso largo sulle labbra. In questi istanti mentre ti guardavo uscire dal mio ristorante, capivo che ce l’avevo fatta,  che la bellezza della mia professione era custodita nella tua soddisfazione».

La chiosa stempera la malinconìa con una sferzata di ottimismo: «Adesso vi abbraccio io. Ora è venuto il momento di godermi una nuova giovinezza, e anche se con un pizzico di malinconia vorrei ripeterti “ho tagliato due fette di salame, di quello giusto solo per te, e ricominciare dall’inizio”. Ma la tristezza lascia spazio ad una certezza, che in qualche parte dei nostri mondi ci sarà sempre, per te, un ristorante Colombi in cui sarai accolto al solito tavolo, per stare bene».

 di Giacomo Lorenzo Botteri

Nella Diocesi di Tortona la 41^ Giornata per la Vita, che ha come tema “È vita, è futuro”, sarà celebrata in modo particolare nelle tre località che ospitano il CAV (Centro di Aiuto alla Vita) ovvero Voghera, Castelnuovo Scrivia e Novi Ligure.

A Voghera, in occasione del 30° anniversario di fondazione del CAV, sabato 2 febbraio, alle ore 20.45, proprio presso il teatro dei Padri Barnabiti, si terrà lo spettacolo per i 30 anni di impegno per la vita. Interverranno il Coro dell’Arcobaleno, i solisti della Chitarrorchestra “Città di Voghera”, l’A.S.D. “Dance For Run” di Terno d’Isola, in provincia di Bergamo e Giudy e Davide che leggeranno alcune poesie. L’ingresso è libero.

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Un assegno da 3mila euro destinato al progetto "La Casa di Barbara". I Lions Club del territorio lo hanno consegnato nelle mani di Ondina Torti, presidente del Comitato locale di Voghera della Croce Italiana, nella serata di giovedì 31 gennaio: si tratta del ricavato de "La Cena dei Portici", evento che sì è tenuto in città il 19 settembre scorso. La generosa donazione va ad aggiungersi alle tante altre, da parte di associazioni e privati cittadini, che in questi mesi hanno reso meno distante l'obiettivo di realizzare una casa famiglia intitolata a Barbara Piernera.

«Lo scopo dei Lions – si legge nella lettera recapitata alla C.R.I. vogherese – è proprio quello di realizzare services utili alla comunità, operando insieme a persone che hanno a cuore il bene altrui». Presenti alla cerimonia di consegna Emanuela Martinotti (presidente del Lions Club Voghera Castello Visconteo), Fabio Milanesi (presidente del Lions Club Voghera Host), Raffaella Fiori (vice di Mirella Gobbi, presidente del Lions Club Voghera La Collegiata),Mariella Bergognone (delegata del presidente del Lions Club Pavia Ultrapadum Ticinum New Century, Stefano Cassani) e Martina Fariseo (in rappresentanza del Leo Club Voghera, sodalizio presieduto da Alessandra Dallara).

«Voglio esprimere un doppio ringraziamento ai Lions Club – è il commento di Ondina Torti – in veste di presidente della Croce Rossa prima, e a titolo personale poi. Sono grata nei loro confronti non solo per l'importo donato, ma anche per la sensibilità dimostrata nei nostri confronti. Grazie di cuore».

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"La decisione dell'agenzia di non approvare il piano di riorganizzazione di Autoguidovie è una prima buona notizia, tanto per gli utenti che per i lavoratori. Ora, però, chiediamo che il nuovo piano venga concertato a un tavolo aperto ai sindaci e ai sindacati rappresentanti dei lavoratori, che hanno dimostrato grande senso di responsabilità verso l'azienda e verso i cittadini. Così non ha invece fatto finora l'azienda, che secondo le segnalazioni dei lavoratori starebbe procedendo a trasferimenti del personale su corse che si trovano dall'altra parte della provincia rispetto alla loro residenza, e questo non può che mettere ulteriormente a rischio il servizio. Ricordiamo che parliamo di lavoratori che già oggi, tra turni di lavoro e tempi connessi, sono impegnati anche quattordici ore al giorno. È evidente che l'azienda deve dare ora dei segnali chiari sia verso i lavoratori, fermando i trasferimenti, sia verso i cittadini. Il servizio di trasporto extraurbano è molto importante per una provincia dove la viabilità è già complessa e che soffre, come altri territori, di un trasporto ferroviario in molti casi problematico. Auspico che da oggi si possano creare le condizioni per aprire una nuova pagina che porti a risultati utili sia per gli utenti che per i lavoratori di Autoguidovie."

Lo dichiara il consigliere regionale del PD Giuseppe Villani dopo aver partecipato questa mattina al presidio dei lavoratori di Autoguidovie davanti alla prefettura di Pavia.

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Nei giorni scorsi a Stradella ha preso il via l'esperienza di "Abitare condiviso": quattro pazienti del Centro Psico Sociale hanno ottenuto la possibilità di sperimentare un passaggio protetto verso l'autonomia, nell'ottica di sviluppare un più forte legame con il territorio, trasferendosi in abitazioni messe a disposizione da privati cittadini con l’appoggio del sindaco Pier Giorgio Maggi e della Responsabile dei Servizi Sociali, dott.ssa Erika Agostino. L’iniziativa, che rientra nel progetto regionale “Budget di Salute”, è stata condotta dalla dott.ssa Luisa Aroasio, Direttore dell’Unità Operativa Psichiatria Oltrepò e dalla Dott.ssa Vera Abbiati, Psichiatra del Centro Psico Sociale di Voghera, strutture che fanno capo al Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell'ASST di Pavia diretto dal Professore Pierluigi Politi. L'”Abitare condiviso” rientra in uno specifico finanziamento ottenuto dall’ASST di Pavia nell'ambito di Progetti Innovativi Regionali per la Salute Mentale grazie anche alla priorità assoluta assegnata, dal 2016 in poi, al tema del “Budget di Salute”.

Tale progetto è rivolto principalmente a soggetti degenti in strutture psichiatriche di tipo residenziale ed a pazienti seguiti a livello ambulatoriale territoriale con programmi ad alta intensità di assistenza per i quali è indispensabile creare, ad personam, un percorso di cura, di vita e di lavoro sul territorio che renda possibile il vivere in autonomia ed in modo facilitato. Per raggiungere tali obiettivi, gli operatori del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze operano nella costruzione di Progetti individualizzati potenziando la collaborazione con soggetti esterni come, ad esempio, le Cooperative Sociali e le Fondazioni onlus che abbiano dimostrato una particolare capacità di operare sui soggetti sofferenti psichicamente con un'attività, in prospettiva, autenticamente riabilitativa. In questi anni, diversi Progetti individuali sono stati portati avanti con successo allo scopo di ottimizzare le risorse ed ottenere i migliori risultati.

Nel corso dell’anno 2018, nelle tre Unità Operative di Psichiatria 57/58 di Pavia, 59 della Lomellina e 60 dell’Oltrepò, sono stati 16 i pazienti sostenuti con iniziative ad personam: ad alcuni di essi sono state assegnate abitazioni sul territorio con supporto al domicilio (e conseguenti dimissioni dalle strutture residenziali), ad altri è stato fornito un tirocinio lavorativo, sempre con lo scopo del recupero di abilità e competenze, con incremento della soddisfazione e dell'autostima. "il progetto Budget di Salute – spiega la dott.ssa Luisa Aroasio, Responsabile scientifica del progetto - è un'ulteriore tassello che guarda alla possibilità di una psichiatria in contatto con il territorio, nell'ottica di creare dei sistemi virtuosi che riducano lo stigma verso i pazienti affetti da patologie psichiatriche, riducendo il ricorso all'inserimento in strutture residenziali e migliorando la qualità della loro vita”.

Questa esperienza ha permesso la creazione di una rete di collaborazioni, via via più allargate, con nuovi partner come la Cooperativa Sociale Seriana 2000 Onlus, la Cooperativa Sociale Arti e Mestieri C.S.A.M. Onlus, la Caritas Diocesana di Vigevano e Gli Orti Sociali di Voghera. “La nostra speranza è quella di riuscire a coinvolgere tutti coloro che possono contribuire a vario titolo sul territorio provinciale: Sindaci, Enti del contesto sociale e privato, i Piani di Zona dei comuni e privati cittadini", conclude la dott.ssa Aroasio.

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Il ricordo di Luca Bassi continua e la ricerca e la lotta contro leucemie, linfomi e mielomi viene alimentata anche quest'anno dai 19.000 euro raccolti in memoria del giovane psicologo di Torrazza Coste scomparso nel 2011, a soli 32 anni, a seguito di un linfoma di non Hodgkin. Mamma Piera e papà Lorenzo hanno dato vita all'associazione in sua memoria "Luca per non perdersi nel tempo" e ogni anno organizzano diverse manifestazioni sul territorio oltrepadano proprio per raccogliere fondi per questa buona causa.

Dalle uova pasquali per PaviAil al libro "Camera 18" scritto da mamma Piera, dalla camminata estiva  ai laboratori con le scuole, fino agli spettacoli con il cantautore Corrado Ciocca, con l'artista Luca Mauceri, con il trio comico "I Suroti". Senza dimenticare il vino, un bonarda e uno spumante, con le etichette speciali dedicate a Luca di Cantine Torrevilla e la linea di orologi "Per non perdersi nel tempo". Tutto quanto è importante per raccogliere ogni anno una cifra considerevole, da girare poi a PaviAil per proseguire il cammino di Luca, la sua voglia di combattere, di essere al fianco ogni giorno dei malati ma anche di chi cura queste malattie.

Oggi PaviAil, guidata dal prof. Paolo Bernasconi, della Clinica Ematologica del Policlinico S. Matteo di Pavia,  ha sede presso il Collegio Ghislieri, favorisce la ricerca, sostiene i parenti delle persone colpite da malattia, diffonde la giusta informazione.  Per conoscere la storia di Luca Bassi e ulteriori particolari su queste iniziative si può visitare il sito www.lucapernonperdersineltempo.it.

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«Molti bambini e ragazzi hanno bisogno una mano per i compiti: da soli non riusciamo a rispondere alle richieste che riceviamo. Cerchiamo volontari disponibili a donare agli scolari un paio d'ore, una volta ogni tanto». L'Associazione Insieme di Voghera, che dalle scorse vacanze di Natale offre un aiuto agli alunni, lancia un appello «per sostenere i bambini a costruire il proprio futuro. Con un piccolo sostegno possiamo dare loro fiducia per raggiungere un grande obiettivo: far sì che con il passare degli anni non abbandonino la scuola e da adulti abbiano gli strumenti per essere cittadini consapevoli delle proprie capacità e trovare così, oltre a un lavoro, un cammino di vita». 

L'appello è rivolto a tutte le persone, adulti o studenti delle superiori o dell'università, «che possano dedicare due ore a settimana, o una volta ogni tanto, per aiutare alunni di elementari e medie». Insieme, associazione nata quasi 30 anni fa, da un mese accoglie nella sede di via Bellocchio, con un passaparola, bambini e ragazzini per fare i compiti e studiare. Dopo un periodo di prova nella pausa natalizia, viste le necessità e il desiderio d'imparare degli scolari, oggi l'appuntamento è fisso: «Ci troviamo il sabato, dalle 10 alle 12. Quasi tutti gli alunni - spiega Insieme - in settimana frequentano la scuola anche di pomeriggio. Non abbiamo alternative. Se però qualcuno avesse tempo al di fuori del sabato, ci contatti: c'è sempre qualcuno da aiutare in altri giorni».

 L'Associazione Insieme sottolinea che non è necessario essere insegnanti o persone molto istruite: «Piuttosto, servono sorrisi e incoraggiamenti. I bambini - prosegue Insieme - hanno bisogno, più di tutto, quello che lo psicologo Bruner definì “scaffolding”, cioè “impalcatura”: gli adulti devono offrire ai piccoli l'appoggio per costruire da soli il proprio apprendimento. È ciò che cerchiamo di fare: sproniamo a fare da soli. Gli scolari però sono tanti, e noi pochi». Gli alunni che il sabato entrano nella sede di Insieme sono una decina, ma le richieste aumentano. «Si sta creando un bel rapporto di fiducia tra noi e i ragazzi. Forse anche per questo - sottolinea Insieme - il passaparola cresce, oltre al fatto che per mancanza di risorse statali la scuola non riesce a sostenere tutti coloro che sono in difficoltà».L’Associazione Insieme ha aderito nelle settimane scorse al tavolo nazionaleSaltamuri, Educazione sconfinata per l’infanzia, i diritti, l’umanità”, che riunisce oltre 100 organizzazioni per promuovere «azioni educative positive per l’accoglienza, la convivenza democratica, la pace»: il servizio di aiuto scolastico offerto da Insieme rientra nell’ambito di questa iniziativa. 

Per contattare Insieme, i riferimenti sono: 0383.49289, 347.9077535 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Pier Ezio Ghezzi, attuale consigliere comunale ed ex candidato sindaco al comune di Voghera,  interviene in merito alla posizione dalla Lega vogherese nei confronti della giunta guidata dal sindaco Carlo Barbieri.

“Sono della Lega, poi la tradiscono. Alle elezioni del 2015 – scrive Ghezzi-  passano al nemico di oggi, il sindaco Barbieri, e lo fanno vincere. Sicuramente una scelta dettata dalla coerenza e dall'etica, visto che il Sindaco era indagato per corruzione. Tutto alla faccia della onestà dei loro elettori. 
Nel frattempo si siedono sulle poltrone della Sapo, dell'ASM e della Pezzani, uno addirittura con il doppio incarico, sempre alla faccia del doppio stipendio e di chi è disoccupato.
Poi nel gennaio 2017, per il ballottaggio, appoggiano ancora Barbieri, con l'On.Lucchini che sventola vittoriosa la bandiera del cosiddetto "Modello Voghera". Barbieri vince e dichiara, cosa che tutti sapevano, che il "Modello Voghera" non era applicabile prima e non lo sarà nemmeno dopo. 
Per la seconda volta presa per i fondelli degli elettori della Lega, ingannati a votare la bufala. 
Ma non finisce qui. Passano le settimane e la Lega torna all'opposizione. I fondo schiena dei leghisti, intanto, continuano a scaldare le poltrone cui si sono incatenati. 
Due volte in maggioranza due volte alla opposizione. Non sanno più dove collocarli nel Consiglio Comunale.
Ora, non sapendo a cosa appellarsi, per rifarsi della verginità perduta, perché Barbieri pratica il programma elettorale che avevano concordato insieme, fanno i duri contro la ASM accodandosi dopo 12 mesi alla nostra battaglia. Peccato che il direttore generale, responsabile del disastro, sia un leghista come loro: Ii hanno fatti con lo stampino. In lista con la Lega nel 2015 passa a Barbieri in cambio della promozione. Ora in grande difficoltà per i disastri che ha provocato – conclude Ghezzi -  è ritornato di nuovo leghista, e i consiglieri leghisti si guardano bene dal chiederne le dimissioni e il pagamento dei danni prodotti ai vogheresi (almeno un milione di euro). Noi lo chiediamo dal 2018. Domando ai cittadini: possiamo nel 2020 mettere la città nelle mani di costoro?"

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