Domenica, 20 Ottobre 2019
Articoli filtrati per data: Mercoledì, 02 Ottobre 2019

Lutto nel mondo del motorsport e non solo. È scomparso Giovanni Alberti, il Campione discreto. A soli sette giorni dalla morte di sua moglie , oggi Giovanni Alberti ci ha lasciati.  Alberti  era di Vendemiassi, piccola frazione nel Comune di Santa Margherita di Staffora dove era nato nel 1917, aveva debuttato nel motorsport nel 1955 con la gara in salita Biella-Pettinengo al volante di una Fiat 1100-103 e la vinse. Divenne  campione italiano velocità in salita nel 1957 alla guida di una  Siata Zagato GT, al Gran Premio di Montecarlo, nel 1959, in Formula Junior sfiorò la vittoria, era il preludio al debutto F1,  nel 1961 infatti è al volante della De Tomaso, il  secondo titolo tricolore arrivò nel 1966 con la De Sanctis di Formula 3. Nel 1969 si aggiudicò il campionato italiano assoluto nella Sport-Prototipi con l’Alfa Romeo 33.  Negli anni 70 si dedicò ai rally, pur continuando a gareggiare in pista e nel 1979, vinse il quarto titolo tricolore con la Lancia Stratos nella categoria GT. In coppia con il figlio Alberto, forse il più fulgido talento espresso dal motorsport oltrepadano,  si classificò 4° assoluto al Giro d’Italia, Alberto purtroppo  in seguito ad un incidente durante le ricognizioni  del Rally Colline di Romagna morirà a metà maggio del 1980. Un duro colpo per il padre Giovanni, che comunque, indomito, solo dopo pochi mesi  era di nuovo al volante. A 70 anni, nel 1987, al volante della Lancia Rally 037, vinse  il Rally delle Madonie. Nel 1989 lasciò l’attività agonistica, tra pochi giorni avrebbe compiuto 102 anni, se ne  è andato prima, se ne è andato un grande campione, il “Campione Discreto”   

Con l’ingresso in squadra di Federico Taverna, consigliere ex forzista, la sezione vogherese di Fratelli d’Italia punta decisa verso le elezioni comunali 2020 consapevole di poter giocare un ruolo da protagonista. Si trattasse di una squadra di calcio, si potrebbe tranquillamente dire che al momento la compagine guidata dall’ex assessore Vincenzo Giugliano è quella che vanta la “campagna acquisti” migliore: prima l’ex leghista Marco Sartori, ora due elementi “di peso” (elettorale) non indifferente. Oltre a Taverna, infatti, anche la presidente di Ascom Cristina Palonta (ex Forza Italia) si è unita all’organico. 

Taverna, viaggiamo su metafore calcistiche. Con il suo approdo in squadra Fratelli d’Italia può dirsi il team che ha fatto (ad oggi) il “mercato” migliore in vista delle prossime elezioni?

«Diciamo che il campionato 2020 è molto impegnativo e io voglio essere un punto di forza della squadra, nel calcio così come in politica non si vince certo da soli, anzi chi pensa di fare da solo rischia di finire in “fuori gioco”. Fratelli d’Italia però non sta facendo campagna acquisti ma sta convincendo sulla base di un progetto credibile a cui guardano tanti delusi del centrodestra. Siamo la risposta a un elettorato disorientato».

Non credo però che vogliate nascondervi: vi considerate un partito da zona Champions…

«Sicuramente siamo un partito da “Champions League” e non una squadra materasso, non puntiamo alla salvezza ma al protagonismo. Dai quartieri cittadini alle aule di Bruxelles, Fratelli d’Italia c’è».

Lei, Sartori, Giugliano, Palonta, tutta gente che ha buoni numeri dalla sua. Al tavolo delle alleanze che cosa chiederete?

«Al tavolo delle alleanze arriviamo certamente con una posizione di forza, consapevoli del fatto che non si potrà fare a meno di Fratelli d’Italia, chiederemo condivisione prima di tutto sul programma, il resto verrà da sé».

Proviamo a immaginare le “squadre” per le comunali 2020. L’alleanza con la Lega pare scontata. Forza Italia invece? Ora che i rapporti di forza nel centrodestra sono cambiati la accoglierete come un figliol prodigo o la lascerete a se stessa?

«Per quanto riguarda una possibile alleanza con Forza Italia ritengo che un partito serio e maturo come il nostro debba confrontarsi prima di tutto su una condivisione di programmi. Se per Forza Italia il presupposto dell’alleanza è la rivendicazione delle cariche allora credo che la strada si farà in salita, ma la parola spetterà poi alla segreteria cittadina dopo tutte le osservazioni e i confronti del caso. Siamo un partito coeso che punta a crescere anche grazie alla sua serietà».  

Lei è da tempo molto critico nei confronti del suo ex partito, oggi ridotto ai minimi storici: c’è chi dice che al 2020 potrebbe anche non arrivarci. La sua opinione?

«Personalmente non auspico la fine di Forza Italia, ho già detto tutto quello che a mio modesto parere non andava e la mia non era una voce fuori dal coro, basta vedere infatti lo scossone che sta dando Toti nelle ultime settimane, ora però non guardo in casa d’altri e mi limito a fare solo un grosso in bocca al lupo a tutti gli amministratori con cui ho condiviso molto in questi anni».

D’accordo, punta anche al premio “fair play”…Parliamo dei temi cittadini: partiamo da Asm, che lei ha seguito molto da vicino. La reintroduzione del CdA non la convince. Perché?

«La reintroduzione del CDA a pochi mesi dal voto ha il sapore dell’accordo pre-elettorale fine a sé stesso, un pessimo segnale nei confronti dei cittadini che invece vorrebbero vedersi recapitare le bollette della luce e del gas con regolarità senza conguagli di 10 mesi. Asm per fortuna è un’azienda sana che produce utili, garantisce servizi di qualità e occupazione, questo anche per merito degli attuali vertici. Non ha pertanto senso cambiarne la governance, forse sarebbe stato utile volgere lo sguardo dove le cose hanno funzionato male e non sembrano ancora essersi messe a posto».

Il Teatro Sociale, la cui apertura è in calendario per il 19 aprile 2020, secondo alcuni esperti del settore sarà una struttura che avrà non pochi problemi a stare in piedi con un bilancio in attivo. La sua gestione inevitabilmente sarà uno dei punti cruciali dei programmi di tutte le realtà politiche in vista delle prossime elezioni. Lei che opinione ha in merito?

«La riapertura del teatro è una vittoria per tutta la città, andiamo a recuperare un patrimonio simbolo della cultura e dell’identità cittadina, quando si investe in cultura si investe anche su tutto il resto, ma ovviamente la gestione del teatro non può ammettere improvvisazioni perché i costi sono importanti, occorre fare in modo che gli spettacoli non siano riservati a un pubblico di “di nicchia” ma riescano ad interessare un più vasto pubblico possibile, anche fra i giovani e i giovanissimi, il teatro deve guardare alle nuove generazioni troppo social-network, arricchirsi culturalmente passando dal social al teatro sociale per così dire».

Fdi, così come la Lega, è un partito che ha sempre posto un’attenzione particolare alla questione sicurezza. Che Voghera sia una città più o meno sicura è materia opinabile. Sta di fatto che certe zone, come piazza San Bovo o il piazzale della stazione, restano terra di nessuno (o di pochi). Qual è il vostro piano per restituirle alla città?

«Il capitolo sicurezza è sempre all’ordine del giorno. Non solo l’introduzione delle telecamere è necessaria per ricostruire gli episodi criminali, ma occorre lavorare sulla vivibilità delle zone a rischio bivacco per poter prevenire concretamente. Servono più uomini e più mezzi oltre che favorire la collaborazione tra le forze di polizia e la polizia locale nei settori d’intervento quali: scambio informativo tra polizia locale e forze di polizia presenti sul territorio, interconnessione, a livello territoriale, tra le sale operative della polizia locale e quelle delle forze di polizia, la regolamentazione dell’utilizzo in comune di sistemi di sicurezza tecnologica per il controllo delle aree e attività soggette a rischio e l’aggiornamento professionale integrato per gli operatori».

  di Christian Draghi

E’ partito in tutto il territorio vogherese il nuovo piano di illuminazione con lampade a Led di ultima generazione. E’ iniziata la fase di installazione delle luci in viale Montebello, via Depretis, corso Rosselli e viale Martiri della Libertà. «Abbiamo scelto di iniziare l’installazione in aree rilevanti per la sicurezza non solo viabilistica, ma in particolare in viale Montebello quale deterrente per episodi di microcriminalità. L’obiettivo di questa potenziamento è favorire la circolazione di pedoni e ciclisti, ottenere un risparmio energetico, ma soprattutto per dare maggiore percezione di sicurezza rendendo più visibile di notte la città», commentano il sindaco Carlo Barbieri e il vicesindaco Daniele Salerno con delega ai Lavori Pubblici. La media di istallazione prevista dagli operatori di Asm è di 30 lampade al giorno, sono apparecchi a Led che producono una luce intensa e bianca diversa da quella giallastra oggi presente. Saranno collocate a Voghera 6300 nuove lampade, 850 a Led sono già presenti; il totale complessivo sarà di 7150 nuovi apparecchi. I lavori continueranno ogni giorno per meno di un anno. 

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Dal 1983 c’è una diatriba che coinvolge il Comune di Santa Margherita di Staffora, la Provincia di Pavia ed un cittadino proprietario di due immobili nella frazione Sala. L’oggetto dell’annoso problema  è relativo al fatto che nel lontano 1983 il Comune decise di realizzare delle opere per dotare della rete fognaria la frazione Sala. Durante i lavori venne chiuso un fosso che raccoglieva le acque piovane e venne realizzata una griglia, purtroppo il proprietario degli immobili lamenta danni, che durante ogni temporale la griglia viene ostruita da sassi e detriti e quindi l’acqua non defluisce e si incanala verso le due abitazioni facendo franare non solo i muri ma anche il terreno sottostante. Le proteste del proprietario degli immobili sono state inoltrate, a più riprese, sia al Comune di Santa Margherita di Staffora che  alla Provincia di Pavia.

Dopo le proteste formali, gli incontri con le istituzioni ed i tecnici, articoli sulla carta stampata per mettere  sotto la luce de riflettori dell’opinione pubblica il problema, nei giorni scorsi è stato esposto un cartello visibile a tutti quelli che transitano, che invita il sindaco di Santa Margherita di Staffora a dimettersi. 

Giampaolo Monastero è il Presidente della US Rivanazzanese, società calcistica di Rivanazzano Terme, che in questa stagione calcistica si appresta a festeggiare il centenario della nascita, avvenuto nel lontano 1920. Nella direzione della società, Monastero si avvale di importanti figure a livello amministrativo e manageriale: Paolo Bottazzi (Responsabile Settore Giovanile), Ferruccio Capella (Vicepresidente), Paolo Deantoni (Direttore Generale), Afrosilvio Caletti (Tesoriere), Giuliano e Riccardo Chiodi (Segretari), Alessio Andanese, Piero Fornasari, Nello Balduzzi, Andrea Pallavicini (Consiglieri).

Novità assoluta di quest’anno è il potenziamento del Settore giovanile femminile,  passato da 2 a 21 tesserate, ad opera di Paolo Bottazzi, in qualità di Responsabile. L’obiettivo primario è di fare una stagione ad alto livello, con una squadra che racchiude giocatori di esperienza, ma anche tanti giovani. La squadra di giovanissimi, che comprende circa un centinaio di bambini, andrà a fare un campionato regionale, confrontandosi con realtà importanti come Inter, Milan, Monza, Brescia. Inoltre, il Centro Sportivo di Rivanazzano ha subito un progetto di ristrutturazione generale per quanto riguarda gli impianti di illuminazione, irrigazione e riscaldamento, unito a un restyling dei campi di gioco, che porterà ad un aumento in tema di visibilità territoriale.

Per la Rivanazzanese questa è la stagione del centenario: 100 anni di storia calcistica ma non solo, ricordi e aneddoti. Se dovesse ricordare lei direttamente o come memoria storica, perché a lei raccontato, qual è stato il momento più emozionante?

«Sicuramente la stagione che ricordo con più emozione è stata la 2012-2013, con la promozione in prima categoria, un’annata con il signor Leonardo in nomina di Presidente, il sottoscritto come Vicepresidente e il Davide Seveso in qualità di allenatore. è stata una stagione entusiasmante, soprattutto per come è stata organizzata tutta la Società… qualcosa che ancora adesso alcune Società di categoria superiore ci invidiano, sia a livello di organizzazione societaria, sia sportiva e di squadra. Voglio ricordare anche i due campionati vinti con la Juniores».

E quello invece da dimenticare?

«L’annata più brutta è stata sicuramente quella relativa all’anno 2014-2015, in cui vi fu la retrocessione dalla prima alla seconda categoria, un brutto colpo, anche perché eravamo partiti con altre aspettative...».

Se dovesse citare dei nomi, oggi chi più rappresenta la US Rivanazzanese?

«In questo momento sono tutti importantissimi, non me la sento di nominare qualcuno in particolare. Vorrei ringraziare tutti per l’impegno impiegato, partendo dai dirigenti, arrivando ai giocatori e agli allenatori».

Come è nata la Rivanazzanese e per volontà di chi?

«Stiamo facendo delle ricerche molto approfondite perché a breve usciremo con un libro sulla storia della US Rivanazzanese. Posso dire che da quando sono in Società, un amico che porterò nel cuore, purtroppo non più con noi, è Mario Benzoni, vera anima della Squadra. Penso che negli ultimi 15 anni anche Giancarlo Sanazzari sia stato un amico e una persona sempre disponibile ad aiutare gli altri a dare consigli; così anche Leonardo Volpi, con cui ho incominciato questa avventura»

Uno sguardo al passato... Chi più ha rappresentato la US Rivanazzanese, sia a livello sportivo che societario?

«Tra gli allenatori, quello con il quale ho legato di più è stato Davide Seveso, un grande professionista in un mondo di dilettanti. Attualmente, anche con l’attuale allenatore, Massimo Piccinini, c’è un buonissimo rapporto e così anche con il Direttore Sportivo, Paolo Deantoni. I giocatori sono tanti… ricordo con affetto Davide Castagna, ragazzo di una serietà incredibile».

Da quanto tempo lei è il Presidente?

«Sono in Società da dieci anni e ne sono stato Presidente per quattro, per poi lasciare la carica a Guarrata Alessandro, attualmente ripresa da me».

Le piccole realtà esistono e resistono soprattutto grazie ai tanti appassionati e ai tanti volontari. Oltre a lei, chi rende possibile la continuità di questa Squadra?

«Sono tutti volontari… gente che lo fa per passione! Senza di loro, sarebbe impossibile andare avanti… L’anno 2019 è stata una stagione importantissima. Il nostro obiettivo primario è fare una stagione ad alto livello. Abbiamo allestito una squadra che ha il giusto mix di giocatori di esperienza.. e tanti giovani che hanno voglia di aiutarci!».

Attualmente la Rivanazzanese abilita nel campionato di seconda categoria. Quale traguardo come società vi siete posti?

«Quest’anno avremo una squadra di giovanissimi, che andrà a fare un campionato regionale e si confronterà con realtà come Inter, Milan, Monza, Brescia… ci aspetta una stagione entusiasmante».

Siete l’unica società in provincia che ha creduto nel settore femminile. 21 le tesserate…non poche…. Ci racconti come è nato questo gruppo, da chi è composto e quali sono le ambizioni …

«Il merito sicuramente va al nostro Responsabile del settore giovanile, Paolo Bottazzi, che è stato il primo a consigliarci di puntare sul settore femminile. Il settore femminile giovanile è nato da una casualità… a Rivanazzano incontravo spesso delle ragazze che giocavano in altre squadre. Ai tempi, nel settore giovanile ne avevamo solo due, così ho lanciato loro la proposta e abbiamo ampliato il gruppo. Quest’anno faremo un Campionato femminile regionale, che porterà le ragazze a sfidare squadre professioniste».

Parliamo di bambini e scuola calcio: quanti iscritti contate?

«Al momento, contiamo un centinaio di bambini».

Collaborate con le vicine scuole calcio o esiste “una sana” competizione?

«Abbiamo buoni rapporti con le società vicine, ma esiste una sana competizione! Quindi va bene così».

Tutti gli allenamenti e le partite “in casa” si svolgono presso il centro sportivo di Rivanazzano Terme. Sappiamo che ci sono lavori in corso…Quali migliorie verranno apportate?

«Quest’anno siamo riusciti a partecipare a un bando regionale per la ristrutturazione degli impianti sportivi, grazie al Comune che è stato celere nell’iter burocratico. A lavori ultimati avremo un impianto sportivo unico in provincia, che tutti ci invidieranno. Abbiamo eseguito lavori di ristrutturazione relativamente agli impianti di riscaldamento, i servizi igienici, gli spogliatoi, gli impianti idrici. Abbiamo rifatto il manto erboso del campo principale (con relativa irrigazione), cambiato l’illuminazione del campo principale con lampade a Led e potenziato quella del campo l’allenamento. Senza dimenticare l’installazione dei pannelli solari… Un grosso ringraziamento va all’amministrazione comunale, che ci è sempre vicina».

di Federica Croce

"Sinfonie e danze per quattro mani virtuose" è invece l'evento in Certosa Cantù a Casteggio che Domenica 6 Ottobre chiuderà questa 26esima edizione del Festival Borghi&Valli con un grande concerto a quattro mani del Duo Bechstein, formato dai direttori artistici della rassegna musicale, Ennio Poggi e Laura Beltrametti. Un Duo nato nel 1991 e una carriera artistica di tutto rilievo, che li ha portati sui palcoscenici dei più prestigiosi teatri italiani, europei e del Medio Oriente, con memorabili concerti. In programma la Sinfonia da "Il Flauto Magico" di Mozart, la Sinfonia "Le Ebridi" di Mendelssohn, "New Spanish Dances" di Moszkowski e il "Bolero" di Ravel. Nella seconda parte le Variazioni in Re maggiore di Chopin, il Valzer dal Faust di Gounod, la Fest Polonaise e la Rapsodia Ungherese n.2 di Liszt. Non mancherà anche un omaggio a Luca Bassi con il Notturno di Chopin Opera 9 n.2 dedicato a Luca Bassi, giovane psicologo di Torrazza Coste, scomparso nel 2011 a causa di un linfoma. Luca amava suonare il pianoforte, la musica classica, in particolare questa Sinfonia che ha cantato anche la sera prima di addormentarsi per sempre (per conoscere la storia di Luca e le iniziative organizzate in sua memoria è possibile visitare il sito www.lucapernonperdersineltempo.it e  la pagina facebook dedicata).

Ingresso ad offerta. Al termine del concerto brindisi con tutto lo staff

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Fine settimana di assoluto rilievo per la chiusura dell'edizione estiva del Festival Borghi&Valli,  Sabato 5 Ottobre alle ore 21 presso l'Auditorium di Lungavilla con "Atmosfere spagnole per Bukavu", che vede protagonisti Federico Lisandria (Chitarra) e Nicolò Torciani (Percussioni), in arte il "Corner Duo", con la partecipazione dei violinisti Luca Torciani e Maria Grazia Guerra. Si spazia da strumenti come caxixi e cajon e chitarra a vibrafono e violino e da brani celebri come Csardas, Libertango e Tico Tico..

Nicolò Torciani ha studiato presso il conservatorio F. Vittadini di Pavia, ha collaborato con varie formazioni di musica classica e leggera, fa parte del Corpo Musicale Città di Voghera. Federico Lisandria si è diplomato presso il conservatorio Nicolini di Piacenza, dopo una formazione all'interno della Chitarrorchestra Città di Voghera, con il maestro Gianfranco Boffelli. Insieme hanno dato vita ad un progetto musicale classico con influenze di musica spagnola.

Le offerte raccolte durante la serata andranno  a favore dell'associazione S.O.S. Ospedale Bukavu, nata nel 2002 proprio a Lungavilla per raccogliere fondi da destinare ai bimbi del Centro Nutrizionale S. Giuseppe di Bukavu, in Congo. C'è un impegno quotidiano dei volontari della onlus pavese, con la presidente Elena Simoni, per aiutare questi bimbi malnutriti e garantire l'assistenza a chi è malato, in un territorio dove la vita quotidiana deve fare i conti con violenze, carestie e malattie di ogni tipo. Tutte le informazioni sul sito bukavu.it e la pagina facebook.

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Immergersi nel cuore dei borghi, fra tradizioni, natura, musica, enogastronomia: è quello che hanno rivissuto le numerose persone che hanno popolato per una Domenica Porana, piccolo borgo a pochi chilometri da Voghera. In occasione della festa patronale di S. Crispino, infatti, i volontari di Associazione Porana Eventi hanno voluto ricreare le atmosfere che si respiravano un tempo in questo territorio agricolo, dove c'era la fattoria con le case coloniche, un asilo gestito dalle suore salesiane (chiuso dagli anni 80) e Villa Meroni, bellezza di impianto settecentesco progettata dall'ing. Severino Grattoni, accanto alla chiesa parrocchiale in stile neogotico e circondata da un bel parco piantumato con ippocastani e querce secolari. Ed è in questo bel contesto che anche quest'anno si sono dati appuntamento il Complesso Bandistico Bronese (con le majorettes al seguito) diretto dal maestro Vanni Zunardi, e il Corpo Musicale S. Carlo di Cassinetta di Lugagnano (MI), diretta dal maestro Michela Fassi, per animare la festa del borgo, aperta dall'esecuzione dell'Inno di Mameli e dell'Inno Europeo. Si è partiti con la processione lungo il parco della Villa, guidata dal parroco Don Cesare De Paoli, che ha visto la partecipazione del gruppo pavese dei Cavalieri Templari "Milites Christi Viqueria" (protagonisti anche di alcuni momenti dedicati ai bambini e di una dimostrazione di combattimento); poi il raduno nella piazzetta della Chiesa per la benedizione a tutte le associazioni con la reliquia del Santo, Vescovo di Pavia; quindi le benemerenze di S. Crispino, assegnate da Porana Eventi alle persone che hanno dato il loro contributo alla comunità in vari modi. Quest'anno, in particolare, sono state assegnate in memoria della poetessa pavese Rosa Mazzoleni (autentica mattatrice del concorso di poesia "Il Sabato del Villaggio"), di Carlino Rossi (presente il figlio Fabrizio, legato alla chiesa di S. Crispino fin dai tempi in cui era chierichetto) e del fisarmonicista Pasquale Grazioli, scomparso pochi giorni fa e che con la sua orchestra animava sempre le feste di Porana. E poi ancora ad Anna Maria Grazioli Dal Pan, una delle cuoche del borgo (ha fritto per questa festa decine di schite, le frittate di farina, acqua e zucchero, di cui vanno ghiotti soprattutto i bambini) e a Pier Achille Lanfranchi, sindaco di Fortunago e vice-presidente nazionale del Club dei Borghi più Belli d'Italia, di cui Porana ha fatto parte per anni. Ringraziamenti sono andati anche all'Arma dei Carabinieri, Comando Compagnia di Voghera, rappresentata dal Maresciallo Giovanni Galletta e dai suoi colleghi di Voghera, e ai volontari della Protezione Civile Micropolis di Pancarana e Cervesina (guidati da Marco Bresciani) e della Pro Loco di Pancarana, con Claudio Guggeri.

Quindi il concerto di bande, inserito nel cartellone del festival Borghi&Valli, diretto da Ennio Poggi e Laura Beltrametti (presenti alla manifestazione), spaziando da marce a medley di musiche da film, fino a brani pop ed internazionali.

Tra le novità di quest'anno molto apprezzata è stata anche la Gimkana per bambini dai 5 ai 12 anni, nell'aia grande di fronte alla Chiesa. Con il gruppo di Upol Pedale Lungavilla i bimbi hanno potuto divertirsi a superare le prove ad ostacoli in sella alle loro biciclette, muniti di casco di protezione: alla fine premi e merenda per tutti i partecipanti. A proposito di bambini non sono mancati i laboratori ecosostenibili, con oggetti riciclati, curati da Marina e Betty, e quelli della solidarietà con gli oggetti costruiti a mano da Byby Lucette per aiutare i bimbi della Maison de Bethanie a Lomè in Togo.

Sono state poi premiati i vincitori del concorso di poesia "Il Sabato del Villaggio": per la sezione in lingua Christian Testa, di Villanterio, ha bissato il successo dello scorso anno con "Festa nel Borgo". Per la sezione in vernacolo, invece, è stato premiato il poranese Patrizio Gandini con "Al giog di bucc - il gioco delle bocce".

Durante il pomeriggio di festa è stato possibile anche visitare il parco con una guida d'eccezione, il prof. Maurizio Merlo dell'istituto Gallini di Voghera, ma anche il museo contadino dove sono stati raggruppati tutti i ricordi delle case coloniche. E ancora salire sulla carrozza trainata dai cavalli di Paolo Manzoni lungo il parco di Villa Meroni, degustare le torte casalinghe e i dolci della tradizione, come la schita e i poranelli.

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