Sabato, 15 Dicembre 2018
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Dopo i recenti furti a Bosnasco scatta l’allarme sicurezza e il capogruppo del consiglio di minoranza, Rosemary Corinne Hillegonda Bruins, propone di fare ricorso alla tecnologia per arginare il problema. «Vorremmo sapere se è possibile controllare con telecamere le vie di accesso al paese, registrare la targa, sapere chi è entrato e chi è uscito, di giorno e di notte come si fa ad esempio nell’area C a Milano» dice l’esponente della minoranza.

«Così facendo, nel momento di un furto o di una irregolarità, si potrebbe vedere chi è stato… Può essere una soluzione innovativa, si potrebbe fare un progetto pilota…per vedere se può funzionare anche a livello nazionale».

Le telecamere in paese non ci sono già?

«è vero, ma sono a bassa risoluzione: non registrano la targa e non fanno riconoscere un viso, quindi non sono molto utili per la sicurezza».

Delle vigilanza notturna, invece, cosa ne pensa?

«Avevamo pensato a una cassa comune per pagare la vigilanza privata, sempre in collaborazione con le autorità, per avere qualche controllo in più e per dare una mano alle forza già operanti… I cittadini sarebbero sicuramente più tranquilli».

Consigliere sono passati cinque mesi dalla rielezione di Fabio Vercesi a sindaco. Cosa può dirci dell’attività amministrativa dopo questo avvio?

«Finora non ci sono stati molti riscontri, la questione è ancora abbastanza “formale”…abbiamo fatto solo due consigli comunali…».

Avete chiesto qualcosa come minoranza?

«Sì, abbiamo fatto la proposta di creare dei gruppi di lavoro per aprire il dibattito e lavorare un po’ insieme. Nei paesi piccoli come il nostro si fa opposizione ma ci conosciamo tutti e sarebbe bello poter lavorare in gruppo. Abbiamo quindi proposto questa cosa per poter affrontare insieme i vari punti del programma, ma la proposta non è stata accettata… Ci è spiaciuto molto».

Come mai secondo lei?

«Non lo so…vedremo in futuro se il Sindaco vorrà più dialogo con noi».

è un peccato…

«Sì, perché si poteva arricchire il dibattito, potevano uscire idee nuove. Non importa chi realizza le cose, ma che si facciano… Sarebbe stato bello lavorare insieme… per adesso non vedo cose realizzate del loro programma però devo anche ammettere che è molto presto, quindi è normale».

Cosa ne pensa della fusione dei comuni, ipotesi che si era ventilata prima delle elezioni?

«Noi come opposizione siamo d’accordo sulla questione se questa ci può portare più fondi per realizzare progetti per il nostro comune».

Qual è il progetto che vorreste principalmente realizzare?

«Migliorare sicuramente il parco giochi per i bimbi più piccoli, ma soprattutto creare un’area per gli adolescenti, per andare loro incontro e evitare la noia che possono subire. Un posto con wifi, magari con un’area barbecue, dove possano trovarsi, dialogare, stare insieme e fare qualcosa insieme, senza ovviamente mettere in pericolo la comunità. E poi ancora, pensiamo alla terza età: ci piacerebbe che venisse realizzato un “circuito” per loro, dove possano passeggiare e fare movimento fisico, magari introducendo delle strutture in legno dove fare ginnastica, con le relative spiegazioni. Una cosa semplice, adatta al nostro piccolo comune, che però può migliorare la qualità di vita dei nostri anziani».

di Elisa Ajelli

In tanti dicono “aiutiamoli a casa loro”. Alcuni (molti meno) lo fanno per davvero, come la decina di volontari della Onlus Aleimar del nucleo operativo di Torrazza Coste che dal 2010, con il Progetto Congo, si occupa dei bambini più sfortunati in una zona molto delicata dell’Africa. Aleimar è un’organizzazione di volontariato che, attraverso l’adozione a distanza e i progetti di sviluppo dà una mano ai minori in difficoltà: bambini di strada, orfani, profughi, discriminati o abbandonati. «Senza distinzione di religione, razza e cultura» specifica Francesco Moroni, che fa parte dell’associazione ormai dal 2005 ed è responsabile del Progetto. 

«Il nome Aleimar – racconta – è stato dato nel ricordo di un ragazzino brasiliano della città di Belem che portava questo nome, aiutato dal gruppo e ucciso dalla polizia del posto per un piccolo furto».

La presenza del gruppo Aleimar nella Repubblica democratica del Congo risale ormai al 1994, quando è entrata in collaborazione con le suore Figlie di Maria Ausiliatrice in un centro di accoglienza denominato Maison Laura Vicuna, a Lubumbashi, capitale del Katanga con cui collabora tutt’ora. Lì Aleimar aiuta chi dà asilo e assistenza a oltre cinquanta bambine e più recentemente ha iniziato anche a supportare un centro per disabili e l’ospedale Policlinico Don Bosco di Lubumbashi.

Moroni, solidarietà a tutto tondo. Che tipo di problematiche hanno le bambine di cui vi occupate?

«Possono essere le più svariate, che vanno dall’essere orfane all’essere abbandonate o anche ripudiate perché considerate streghe».

Prego?

«è proprio così. In certi villaggi ci sono ancora credenze e superstizioni e il capo villaggio ha ancora diritto di vita e morte sui suoi sottoposti. Non è affatto infrequente che bambini piccoli vengano allontanati perché ritenuti portatrici di disgrazia».

Però non vi limitate a mandare aiuti economici, che pure sono una parte importantissima…

«No, perché la nostra idea di base non è semplicemente tamponare i problemi, quello che vorremmo è creare pian piano le condizioni perché queste persone possano avere un futuro migliore nel loro paese. Dal 2012 è iniziata una collaborazione con le suore Agostiniane del luogo alle quali vengono inviati aiuti per le scuole gestite da loro ma anche attrezzature mediche e medicinali per il dispensario. Quest’anno abbiamo donato al villaggio di Sambwa 8 macchine da cucire e pedali per la scuola di taglio e cucito che è senza corrente, oltre a latte specifico per bambini malnutriti dando il via ad un progetto che speriamo prosegua nel tempo, con obiettivo la cura e il monitoraggio di questi bambini. Allo stesso modo da diverso tempo stiamo fornendo all’ospedale Don Bosco di Lubumbashi apparecchi e attrezzature come un grande generatore di corrente, sedie a rotelle, un ecografo, medicine e altro».

In che modo riuscite a finanziare l’attività?

«Diciamo innanzitutto che le forme di aiuto si distinguono in due categorie: una è il sostegno a distanza, attuato dalle famiglie che adottano a distanza un bambino e provvedono economicamente al suo mantenimento ricevendo periodici aggiornamenti e fotografie. La seconda forma di sostegno la mettiamo in atto noi attraverso l’organizzazione di mercatini e manifestazioni in cui raccogliamo offerte, senza contare le generose ma imprevedibili donazioni private che ogni tanto riceviamo».

Quanto si riesce a recuperare mediamente in un anno?

«Possiamo dire che al momento siamo in grado di procurare all’incirca 10mila euro di aiuti annui. Quest’anno con orgoglio posso dire che 5.500 sono arrivati dalla sola Torrazza Coste».

Sono tanti o pochi?

«Quando si parla di solidarietà non si può dire. Di sicuro non è mai “abbastanza”, perché più si ha più si può fare. Ad esempio abbiamo nel cassetto un progetto molto importante che speriamo di poter finanziare tra non molto».

E sarebbe?

«Portare il fotovoltaico sul tetto dell’istituto che ospita le bambine: sarebbe per tutta la piccola comunità un aiuto notevole, permetterebbe di risparmiare moltissimo visto che l’attuale caldaia è a gasolio, che ha un costo quasi pari a quello italiano con la differenza che in Congo lo stipendio medio è di 100 dollari».

“Aiutarli a casa loro” si dice spesso parlando di immigrati. è davvero possibile creare condizioni di vita che permettano a quelle persone di poter trovare fortuna nel loro paese?

«Secondo noi sì. Istruzione e piccolo artigianato sono delle risorse importanti unite al miglioramento della sanità. Non bisogna poi dimenticare che il Congo è un paese ricchissimo».

In che termini?

«In termini di risorse minerarie. è ricco di diamanti e possiede circa il 70% del Coltan disponibile al mondo: un minerale formato dall’unione di colombite e tantalio, fondamentale per la realizzazione degli apparecchi come cellulari e computer. Una grande ricchezza che però finisce tutta nelle mani delle multinazionali, soprattutto cinesi, e che non resta in alcun modo sul suo territorio di origine».

Come si fa a cambiare la vita di chi deve fronteggiare condizioni tanto disagiate?

«Con pazienza e sacrificio, partendo dalle basi: quest’anno  abbiamo avviato il progetto per la realizzazione di un orto, un allevamento di polli e maiali e la produzione di mais, che in Congo sostituisce il grano ed è alla base della alimentazione. Il nostro obiettivo è portare all’autoproduzione di cibo, dato che l’indipendenza alimentare è chiaramente un passo fondamentale».

Ogni quanto andate in Congo?

«Una volta l’anno, restandoci per circa 3 settimane».

In quanti vi chiedono di poter venire in Italia?

«Tanti, ma noi lo sconsigliamo a tutti, perché qui non è il paradiso che si immaginano da là. Il viaggio è lungo, pericolosissimo e costoso. La contropartita per chi arriva in Italia è poi davvero misera nella maggior parte dei casi. Si può avere una vita dignitosa restando nel proprio paese se si viene aiutati nel modo giusto, con pazienza e solidarietà».

Avete in programma iniziative per raccogliere fondi?

«Il 21 dicembre al Cowboy’s Guest Ranch di Voghera ci sarà una serata musicale benefica che coinvolgerà diversi artisti del territorio. L’ultimo appuntamento del 2018 per raccogliere offerte».

 di Christian Draghi

Otto nuove vie a Voghera verranno intitolate a personaggi che con la loro opera hanno portato lustro alla città e all’Italia. Considerato che l’ampliamento del tessuto urbano ha portato a creare nuove aree di circolazione, sono state denominate delle strade che non erano identificate sul territorio. «Abbiamo scelto personalità di spicco e grande levatura, tra cui quattro vogheresi - commenta l’assessore alla Sicurezza Giuseppe Carbone - Abbiamo completato la toponomastica nelle nuove strade di recente urbanizzazione». La giunta ha deliberato di assegnare i seguenti toponimi:

1. Via Marietta Gazzaniga: strada di nuova istituzione ex Laterale nord di strada Piccola Vedetta Lombarda esistente a circa 50 metri tra l’intersezione di S.da Campoferro e Via Piccola Vedetta Lombarda verso est (loc. Campoferro), la nuova via è corrente in via Piccola Vedetta Lombarda verso nord. Marietta Gazzaniga (Voghera 1824 – Milano 1884), soprano lirico drammatico, debuttò a Voghera nel 1840 e si esibì nei più importanti teatri italiani fino al 1857 quando partì per gli Stati Uniti.

2. Via Carolina Sannazzari: strada di nuova istituzione in S.da Arcone esistente tra l’intersezione con S.da Valle e S.da Casalnoceto a circa 700 metri da S.da Valle, la nuova via è corrente da S.da Arcone verso nord. Carolina Sannazzari (Voghera, 1825 - Casteggio, ottobre 1905) è stata musicista e tenore vogherese che iniziò la sua carriera a Stradella nel 1846 e ha calcato successivamente i teatri di Milano, Lisbona, Lione e Nizza.

3. Via Piero Calamandrei: strada di nuova istituzione ex lat. Nord di S.da Arcone esistente tra l’intersezione con S.da Valle e S.da Casalnoceto a circa metri 1000 da S.da Valle, la nuova via è corrente da S.da Arcone verso nord. Piero Calamandrei (Firenze, 21 aprile 1889 – Firenze, 27 settembre 1956) è stato un politico, avvocato e accademico italiano, nonché uno dei fondatori del Partito d'Azione.

4. Via Ella Tambussi Grasso: strada di nuova istituzione in S.da Valle esistente da via Vasari a circa 120 metri verso Via Liguria, la nuova via è corrente in S.da Valle verso est ed a forma di anello ritorna in S.da Valle. Ella Tambussi Grasso (Windsor Locks, 10 maggio 1919 – Hartford, 5 febbraio 1981), figlia di immigrati italiani nati a Voghera nel quartiere di Medassino , è stata la prima donna a diventare Governatrice dello Stato del Connecticut. Il presidente Ronald Regan le assegnò la medaglia Presidenziale della Libertà nel 1981 ed entrò nella National Women’s Hall of Fame nel 1993.

5. Via Paolo Emilio Taviani: strada di nuova istituzione in via Piacenza, esistente a circa metri 200 dalla rotatoria Colussi verso ovest, la nuova via è corrente in via Piacenza verso sud. Paolo Emilio Taviani (Genova, 6 novembre 1912 – Roma, 18 giugno 2001) fu tra coloro che diedero vita al CLN-Liguria. Medaglia d'oro della Resistenza, Taviani è stato membro della Consulta Nazionale e dell’Assemblea Costituente, poi del Parlamento Italiano dal 1948 fino alla morte; Ministro in vari dicasteri, uno dei maggiori esponenti della Democrazia Cristiana, professore universitario, economista, storico delle imprese colombiane, giornalista pubblicista, diresse per decenni la rivista di studi Civitas.

6. Via Paolo Borsellino: strada di nuova istituzione ex laterale nord di S.da Frassolo, parallela verso est di via Giovanni Falcone, la nuova via è corrente in S.da Frassolo verso nord e termina all’intersezione con via Giovanni Falcone. Paolo Borsellino è stato un magistrato italiano assassinato nel 1992 da Cosa nostra, assieme ai cinque agenti di scorta, ed è considerato uno dei personaggi più importanti e prestigiosi nella lotta contro la mafia in Italia.

7. Via Clemente Bertovello: strada di nuova istituzione in S.da Santa Maria Bianca esistente a circa 100 metri da Via Salvaneschi verso sud, la nuova via è corrente in S.da Santa Maria Bianca verso sud. Clemente Bertovello, nato a Casteggio nel 1917 e morto nel 1991, fu un imprenditore alimentare che creò dal nulla un’azienda di successo tuttora presente sul mercato.

8. Via Maria Chiara Grassi (Suora Agostiniana): Strada di nuova istituzione in S.da Montrucco esistente a circa 220 metri a nord di via Via Giovanni Boccaccio, la nuova via è corrente da s.da Montrucco verso est. Maria Chiara Grassi (Pavia 1879 - Voghera 1968) entra in convento molto giovane dimostrando subito doti di innovatrice, viene eletta Superiora dell’istituto Santa Caterina che passa poi sotto la gestione delle suore Agostiniane.

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La scuola di danza ArteDanza di Belgioioso, con sedi a Pavia, Voghera e Giovenzano, presenta "La bella addormentata nel bosco", in scena SABATO 8 DICEMBRE alle 17.30 al Teatro Carbonetti di Broni. Il cast è composto da allievi della scuola e da professionisti della danza, un binomio che da sempre caratterizza ArteDanza, conosciuta per la sua vocazione a formare talenti che abbiano passione e tecnica. Nel ruolo di Aurora un'elegante Sofia Lepidi diplomanda della Scuola, in quello del Principe Sergio Nigro, un ritorno molto gradito ad ArteDanza che ha visto crescere il giovane ballerino ex professionista nel programma di "Amici". Un grande Gino Potente impersonera' il re Floristano, mentre la Regina sarà interpretata da Lilia Santarossa. Nel ruolo di Carabosse Miriam Massone mentre Francesco Scalas vestirà i panni di Calabutte. Nel corpo di ballo Matteo Ghezzi nel ruolo di un pretendente, Caterina Arioli, Marta Faccini, Sofia Polettini, Marta Lavagnino, Giorgia Giovannini, Vittoria Campari, Solidea Giugno, Lorena Luca saranno le fate della storia. Alessandra Zucca, Camilla Diani, Emanuela Tagliente, Carlotta Clerici, Sofia Zucchini Angela Barticciotto, Irene Grossi, Virginia Forte, Elena Porielli, Ines Merli, Nicole Devoti, Chiara Di Pisa e alcuni corsi della Scuola di ballo ADJB, completeranno una squadra che ha realizzato uno spettacolo dal forte impatto emotivo, sulle straordinarie musiche di P. I. ČAJKOVSKIJ. Le coreografie, firmate da Caterina Colombini e Ginoa Potente, curate nel dettaglio per rispettare e far comprendere la storia, avranno l'obiettivo di coinvolgere lo spettatore attraverso le emozioni della danza.

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La Regione Lombardia, su proposta dell'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, ha approvato, oggi, le modalità e le condizioni per l'applicazione della misura Investimenti OCM vino, finalizzata ad aumentare la competitività dei produttori di vino, a migliorare il rendimento globale dell'impresa e il suo adeguamento alle richieste di mercato.

SOSTEGNO PER INVESTIMENTI MATERIALI E IMMATERIALI - "La misura concede un sostegno per investimenti materiali e immateriali in impianti di trattamento, in infrastrutture vinicole e nella commercializzazione del vino - ha dichiarato Fabio Rolfi -. Nel 2019, grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero, i produttori lombardi potranno contare su 11.800.000 euro. Potranno ricevere questi fondi le micro, piccole e medie imprese agricole e di trasformazione e le grandi imprese che occupano meno di 750 persone con fatturato inferiore a 200 milioni di euro. Con la misura OCM vino la Regione Lombardia ha appena distribuito 3,5 milioni di euro per 20 progetti di internazionalizzazione del vino lombardo. Si tratta di un comparto su cui vogliamo investire. Il vino rappresenta uno dei prodotti più distintivi del nostro territorio".

LE AZIONI PREVISTE - Le azioni previste nell'ambito della Misura Investimenti sono le seguenti: nuova costruzione, ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo di fabbricati adibiti alla trasformazione, alla commercializzazione dei prodotti vinicoli, a magazzino, a sala degustazione o uffici aziendali; acquisto o realizzazione di impianti e acquisto di dotazioni fisse per la produzione, lavorazione e conservazione dei prodotti vinicoli e la trasformazione e commercializzazione; acquisto di recipienti per l'affinamento del vino; acquisto di macchine o attrezzature mobili innovative; allestimento di punti vendita al dettaglio, allestimento di sale degustazione; dotazioni utili per l'ufficio; creazione e l'aggiornamento di siti internet dedicati all'e-commerce.

GLI IMPORTI - L'importo complessivo delle spese ammissibili non può essere inferiore a 5.000 euro né superiore a 200.000. Il contributo massimo concedibile è pari al 40 per cento della spesa ammissibile effettivamente sostenuta per le micro, piccole e medie imprese agricole e di trasformazione e pari al 20 per cento per le grandi imprese. Il progetto presentato con la domanda di aiuto può avere durata annuale o biennale.

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