Lunedì, 22 Aprile 2019
Articoli filtrati per data: Lunedì, 31 Dicembre 2018

Il nostro buon anno va a chi soffre. A chi ha perso il lavoro e a chi lo sta cercando. Agli ammalati, a chi sogna, a chi combatte ogni giorno. A chi trascorrerà il Capodanno da solo. A chi ha lavorato, a chi ha festeggiato in piazza. A tutti i bambini, agli anziani, alle famiglie.

Il nostro Buon Anno va, infine, a chi si è accorto del nostro impegno, premiandoci ogni giorno.

Buon Anno anche a quanti ci seguono, sono tanti.

Il Periodico News ha un significato particolare, nel senso dell´appartenenza ad una terra, l’Oltrepò Pavese,  ricca di storia e di cultura, e dell´orgoglio nel rispetto delle tradizioni; anche per questo, e non solo, il Vostro contributo è indispensabile.

Questo è, in fondo, il senso di questo messaggio: un grazie, innanzi tutto, e un Augurio di cuore che si possa proseguire in uno spirito di collaborazione sempre più attivo e proficuo.

Detto questo consentiteci, a nome di tutta la redazione, di porgervi i nostri migliori Auguri di Buon Anno, nello spirito fraterno di un buon anno e della ripresa dei lavori con sano e fiducioso vigore.

Auguri a tutti, i lettori e amici de “Il Periodico News”  affinché sia un 2019 all’insegna della buona informazione e della buona lettura, …e delle belle notizie.

La Redazione de "Il Periodico News" 

Maurizio Popi, nasce a Milano ed è nella grande città che ha vissuto fino a 26 anni per poi trasferirsi a Trevozzo in Valtidone. È la Valtidone e lo storico Milleluci di Zavattarello che nel 1978 hanno visto un giovanissimo dj Popi muovere i primi dischi, che quest’anno festeggia 40 anni di carriera. «Non utilizzo nessun nome d’arte o per lo meno ho deciso di tenere il mio, in quanto ho un cognome Popi che potrebbe benissimo sembrare un nome d’arte». Inizia così la nostra intervista.

Quando è nata la passione per la musica?

«La passione per la musica l’ho avuta fin da piccolo. Ricordo che già all’età di 8 anni, con le poche tecnologie a disposizione, continuavo a registrare su cassetta tutte le canzoni ed i brani che proponevano sugli unici canali radiofonici disponibili all’epoca: quelli della Rai. Ricordo perfettamente fra queste alcune radiotrasmissioni del tipo Alto Gradimento di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, Supersonic, Dischi Caldi; ricordo anche che aspettavo sempre con impazienza l’inizio di questi programmi per sentire le novità!».

L’idea di farne una professione?

«L’idea di fare il dj è scaturita invece all’età di 17 anni, quando partendo da Milano con alcuni coetanei, in auto o con la vespa, si andava a ballare al Milleluci di Zavattarello, dove per altro ci siamo sempre divertiti e dove uno dei miei amici d’infanzia aveva la casa dei parenti in zona. Li ho avuto la folgorazione. Alcuni mesi dopo, sempre al Milleluci, venivo a conoscenza del fatto che il dj del locale di allora Carlo Balestra avrebbe a breve terminato la sua esperienza lavorativa e, con uno stratagemma, mi feci raccomandare da un cugino del mio amico, quello che aveva parenti in zona, a Peppino Comaschi il proprietario del locale… Beh da lì è stato un gioco: Peppino chiamò il nipote Mauro Comaschi, ci presentammo, quattro chiacchiere e fissammo la prova per la domenica pomeriggio successiva. Era il10 dicembre 1978... all’epoca si ballava anche alla domenica pomeriggio!»

Il mitico Milleluci è stato il primo di una lunga serie...

«Da quel momento diventai il dj del Milleluci della domenica pomeriggio. Mauro capii che avevo voglia, passione e soprattutto, abitando a Milano, avevo la possibilità di reperire nei negozi le novità discografiche più all’avanguardia del momento, motivo per cui, nel giro di un mese diventai anche il dj del sabato sera, subentrando ad un ragazzo di Voghera poco più grande di me che aveva coperto per quel mese le serate del sabato. Si aprì per me da quel momento un periodo “musicale” fantastico che da 40 anni mi accompagna nella vita. Fra innumerevoli locali italiani, per citarne alcuni, che negli anni fecero storia ricordo la mia esperienza al Tucano 185 di Codevilla, il Typhoon di Gambara (BS), il Mediterraneo di Casalpusterlengo (LO), l’Alcatraz di Milano e tanti, tanti altri... Per dirti la verità non potrei ricordarmeli tutti. Negli anni questa passione, mi ha aperto, nel tempo, la strada anche ad altre esperienze sia nel campo radiofonico e televisivo».

40 anni di attività sono un traguardo importante in un mondo in continua evoluzione, come ha intenzione di festeggiare?

«Per festeggiare degnamente la mia carriera e non potrebbe essere diversamente, sarò al Milleluci. La mia storia è nata sicuramente dall’impegno ed il cuore che ho messo in tutti questi anni, ma questo è stato il locale dei miei albori, che mi ha dato visibilità e sicuramente la possibilità di emergere artisticamente. Quindi vi aspetto tutti per una grande festa... Dove ripercorrerò 40 anni di musica!».

Com’ è cambiata negli anni la discoteca?

«Secondo me la discoteca negli anni ha subito dei cambiamenti epocali, anche per via della miriade di locali che offrono intrattenimenti musicali senza essere discoteche. Diciamo che la discoteca vera e propria, tranne in alcuni casi, ha lasciato il posto a locali multifunzionali che possono essere Ristopub, Discopub: puoi mangiare, bere, ascoltare musica e in alcuni casi anche ballare… senza avere l’obbligo di accedervi con un ingresso. Sicuramente il fatto e’ dovuto al cambio generazionale, alla variazione delle mode e dal continuo bisogno di scoprire locali e gente diversa. Si, le differenze da quando ho iniziato le ho viste e vissute e continuo a vederle anche adesso in prima persona».

Giovani di oggi e di ieri, come è cambiato il modo di vivere la discoteca dal 1978?

«Credo che i giovani di oggi vivano la discoteca diversamente da come la vivevo io ed i miei coetanei 40 anni fa. Ovviamente il mondo va avanti però in definitiva, per alcuni aspetti, la volontà di divertirsi c’è sempre. Si è perso un po’ il vero “rapporto umano”: una volta in discoteca ci si relazionava, ci si conosceva, ci si fidanzava e magari ci si sposava anche. Oggi la tastiera la fa da padrona e rende sia i ragazzi che le ragazze più timidi e restii al dialogo».

Il ricordo più bello, il più brutto e… il più strano.

«Ricordi belli in discoteca ne ho tantissimi, ricordi brutti nessuno per fortuna, ma più di una volta persone, magari sotto euforia alcolica, venivano a richiedere una canzone nel momento stesso in cui la canzone stava suonando… Ecco lì mi scatenavo in risposte molto pittoresche, oltre a rimanere sconcertato, però alla fine la cosa mi divertiva molto. Ricordi strani tanti e tutti divertenti! Ricordo un tipo che ha girato per il locale per due ore con la torcia del cellulare accesa, io non capivo e così gli domandai se potevo essergli utile in qualche modo e lui mi rispose “No, No, grazie. Stavo cercando la mia lente a contatto”. Non sapevo se ridere o no, ma sicuramente al buio e nel marasma… era come cercare il famoso ago nel pagliaio».

Una domanda di rito, ma di cui forse conosco già la risposta: il locale a cui è più affezionato?

«Sono affezionato ed ho bellissimi ricordi di quasi tutti i locali nei quali ho lavorato. È logico che il primo amore non si scorda mai, il primo locale che mi ha dato la possibilità di esprimermi non lo dimenticherò mai: in vetta c’è il Mille».

Qualche domanda fa diceva che la consolle non è stato l’unico palco, oltre alla musica ha infatti avuto altre esperienze nel mondo dello spettacolo.

«Nel tempo la musica ed il lavorare in questo campo mi ha dato la possibilità di conoscere tante persone e di poter lavorare e collaborare anche nel campo televisivo e radiofonico, nonostante io avessi sempre avuto un po’ di vergogna della mia voce... Anche qui ho avuto fortuna e grazie a questa voce sono riuscito nel marzo del 2000, grazie anche ad un incontro casuale con Nicola Savino il famoso conduttore televisivo e radiofonico, nonchè amico, a fare schetch comici; che fra l’altro continuo ancora a fare nella trasmissione radiofonica “Ciao Belli” di Radio Deejay condotta da Dj Angelo e Roberto Ferrari. Sempre per merito di Savino ed Angelo tanti gli anni di partecipazione su Rai 2 a “Quelli che il calcio”; ancora oggi sto partecipando ad altre trasmissioni di Rai 2 e di Italia 1, per citarne alcune: Scorie, Colorado, Lo Show dei Record».

di Paola Nobile

Si è concluso in Sardegna, a Tempio Pausania, il 15° Supercorso Federale ACI Sport settore rally, organizzato dalla Scuola Federale ACI Sport con la vittoria nella prima edizione dell’Italian Shoot-Out della rivazzanese Silvia Gallotti in coppia con il giovane piacentino Andrea Mazzocchi, pilota che ha affiancato per tutta l’edizione 2018 del CIR.

Al termine delle fasi teoriche e ricognitive, i sei equipaggi in lizza all’Italian Shoot Out (oltre ai citati Mazzocchi-Gallotti): Cogni-Zanni, Lucchesi-Pollicino, Mabellini-Lenzi, Nerobutto-Ometto e Pederzani-Brovelli, sotto la guida del direttore della Scuola Federale Raffaele Giammaria e degli istruttori Paolo Andreucci, Alessandro Bettega, Piero Longhi, Anna Andreussi, Lorenzo Granai e Massimiliano Bosi, si sono misurati  nell’ultima prova pratica percorrendo sei passaggi a testa, sulla celebre prova speciale sterrata di “La Prugnola” lunga 3,3 km. Che ha appunto sancito la vittoria di Mazzocchi-Gallotti ai quali come premio, l’iscrizione gratuita a tutte le gare del Campionato Italiano Rally Junior 2019. Grande soddisfazione nei vincitori; Andrea Mazzocchi ha dichiarato: «Una bella esperienza, perché gli istruttori sono stati molto bravi a farci capire quali fossero le nostre aree di miglioramento sia sulle note che nella guida».

«è stato tutto molto bello – ha evidenziato la sua navigatrice, l’oltrepadana Silvia Gallotti – in particolare gli istruttori sono stati prodighi di utili consigli».

di Piero Ventura

Segretario della Lega, ministro dell'Interno, vicepresidente del Consiglio. E da qualche tempo a questa parte anche "influencer", stando alle invettive dei suoi più accaniti detrattori. Matteo Salvini ha fatto molto parlare di sé negli ultimi giorni per via di alcune foto postate sui social network che lo ritraggono in posa con prodotti di marca arci-noti al grande pubblico: dalla birra Moretti alle fette biscottate con Nutella. Un uso disinvolto dei brand che avvicina il titolare del Viminale all''uomo comune', dietro al quale non si cela alcuno scopo di lucro, ha assicurato Salvini.

Ma quanto guadagnerebbe il leader della Lega se fosse un influencer (come Chiara Ferragni o Mariano Di Vaio) e ricevesse un compenso per i suoi post? E' la domanda che abbiamo posto a Matteo Pogliani, esperto di social, comunicazione e influencer marketing. "Salvini - spiega all'Adnkronos Pogliani - per seguito, interazioni e portata è sicuramente equiparabile ai top influencer che dominano la scena social. Facendo una rapida analisi possiamo dare una stima del valore dei post da lui realizzati sui suoi canali, o meglio, possiamo capire quanto un brand pagherebbe per creare dei post sponsorizzati".

Su Instagram Salvini conta 1,1 milioni di follower, su Twitter oltre 940mila e su Facebook più di 3 milioni 340mila seguaci. "Secondo alcuni report internazionali sul tema costi (Captive8) e le fee di influencer simili per numero di follower e interazioni è possibile stimare che un post di Matteo Salvini potrebbe tranquillamente costare: tra i 25-50mila euro su Instagram; tra i 15-25mila euro su Twitter; tra i 50-70mila euro su Facebook", afferma l'esperto.

Ma il numero di 'mi piace', osserva Pogliani, c'entra fino a un certo punto. E a influire sull'entità dei guadagni sono anche altre variabili. "Quantificare il valore dei post degli influencer - spiega - è tema complesso, discusso e spesso dipendente da molteplici fattori (ancor di più quando non c'è la possibile controprova di dati di vendita o conversioni)". "Tipologia di attività richiesta, sentiment online, notorietà dell'influencer portano in molti casi a variazioni significative, difficili da stabilire o prevedere. Non è infatti, come troppi pensano, una questione di soli follower, ma della capacità di avere impatto su di loro e spingerli all'azione".

E in questo "Salvini è senza dubbio una figura di enorme portata, capace di dimostrare con i fatti tutto ciò". Alle stime sul valore dei post di Salvini "va poi aggiunto un elemento essenziale", afferma il guru del web, ovvero "la profonda credibilità che la sua posizione e il suo ruolo istituzionale gli conferiscono. Elemento che non molti influencer possono dare e che si farebbe ben pagare nel caso".

Analizzando la strategia social di Salvini nel suo complesso, Pogliani aggiunge: "Il suo maggior pregio sta proprio nell'aver perfettamente compreso il tono di voce per la sua audience, risultando così vicino, affine, parte stessa di quelle persone a cui si rivolge (si leggano in tal senso anche i post con Nutella e simili). Ed il suo successo sta proprio nell'apparire così, uomo comune tra altri uomini, condividendone passioni (calcio), necessità, rabbia".

Una 'vicinanza' all'uomo comune sottolineata anche da Andrea Paganella, capo segreteria del ministro dell'Interno e socio dello spin doctor del 'Capitano', Luca Morisi (col quale ha fondato la società Sistema Intranet). "Matteo Salvini posta da anni quello che mangia, che beve o che acquista, un po' per stare vicino alla gente che lo sostiene e che gli vuole bene, un po' per difendere i prodotti 'Made in Italy'. Lo faceva ieri al 3% e lo fa oggi da ministro dell'Interno con la Lega al 30%", ha scritto su Fb Paganella per replicare agli attacchi del Partito democratico.

Tuttavia, secondo Pogliani, l'uso dei marchi promosso da Salvini solleva un problema. "E' innegabile - ragiona l'esperto - che tali comunicazioni, alla luce del suo ruolo istituzionale, creino turbative al mercato, dando visibilità a questi marchi a scapito dei principali competitor. Un fatto su cui, a mio avviso, è giusto che gli enti preposti, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato su tutti, pongano attenzione e valutino di intervenire".

Scatta il taglio dell'aumento delle pensioni previsto nel 2019 in base all'incremento dell'inflazione. La legge di Bilancio approvata ieri sera dalla Camera infatti ha confermato il blocco della rivalutazione dei trattamenti previdenziali, ovvero lo strumento con cui gli importi delle pensioni vengono adeguati all'aumento del costo della vita rilevato dall'Istat. Introdotto dal governo Monti nel 2011, il blocco degli assegni pensionistici è stato poi confermato nel 2013 dall'esecutivo guidato da Enrico Letta, che ha fissato un sistema basato su 5 scaglioni di reddito con relative percentuali di rivalutazione valido per una fase transitoria con scadenza nel 2016, poi prorogata fino al 2018.

Il 1° gennaio 2019 quindi, in assenza di novità legislative, sarebbe dovuta tornare in vigore la legge 388/2000. Il governo giallo-verde però, per evitare una spesa troppo onerosa per le casse dello Stato, ha deciso di confermare in manovra il taglio dell'aumento delle pensioni fissando un sistema basato su 7 scaglioni di reddito con relative percentuali di rivalutazione. Gli assegni saranno rivalutati al 100% per gli importi fino a 3 volte il minimo (1.521 euro); del 97% per gli importi tra 3 e 4 volte il minimo; del 77% per gli importi tra 4 e 5 volte il minimo; del 52% per gli importi tra 5 e 6 volte il minimo; del 47% per gli importi tra 6 e 8 volte il minimo; del 45% per gli importi tra 8 e 9 volte il minimo; del 40% per gli importi superiori a 9 volte il minimo. La misura avrà un effetto di riduzione degli assegni di 2,3 mld in 3 anni.

Addio ai cotton fioc di plastica. Dal primo gennaio 2019, infatti, saranno vietati la produzione e il commercio dei bastoncini di plastica per la pulizia delle orecchie: gli unici cotton fioc legali saranno quelli di materiale biodegradabile e compostabile. Le confezioni dovranno, inoltre, riportare l'esplicito divieto di buttarli nel wc, una cattiva abitudine che permette a questi rifiuti di passare direttamente dal bagno alle spiagge causando danni all'ambiente e alla fauna marina.

I RIFIUTI IN SPIAGGIA - Secondo l'Agenzia europea per l'ambiente(EEA), i cotton fioc rappresentano circa il 4% dei rifiuti censiti sulle spiagge europee, percentuale che sale al 5,2% nel Mar Mediterraneo, la più alta rilevata dai volontari che hanno effettuato la 'caccia al rifiuto' sulle spiagge dell'Oceano Atlantico nord-orientale (dove i cotton fioc rappresentano il 4,6% del totale dei rifiuti), del Mar Baltico (0,75%) e del Mar Nero (0,49%). In Italia, i volontari di Legambiente negli ultimi cinque anni hanno monitorato 245 spiagge, censendo 162.936 rifiuti, di cui il 9% è rappresentato proprio dai cotton fioc (14.342), una media di 60 bastoncini di plastica per ogni spiaggia. Sulle nostre spiagge c'è di tutto: blister, tamponi e assorbenti, medicazioni, deodoranti per wc, contenitori per le lenti a contatto. Tutti rifiuti buttati nel wc e che hanno raggiunto mare e spiagge, anche a causa di sistemi di depurazione inefficienti. Prevenire è possibile e anche molto semplice: basterebbe usare il cestino.

LA CAMPAGNA LEGAMBIENTE - Per questo Legambiente rilancia la campagna #NoRifiutinelWC(www.norifiutinelwc.it) per stimolare il cambio di abitudini in un piccolo gesto quotidiano che, tuttavia, può contribuire ad arginare un problema di portata globale come il marine litter. L'associazione invita inoltre i cittadini a segnare confezioni o cotton fioc sospetti inviando una foto a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

IL PRIMATO ITALIANO - Il bando ai cotton fioc rappresenta un primato italiano reso possibile grazie a un emendamento alla scorsa legge di bilancio a firma di Ermete Realacci, così come lo stop previsto per il 1 gennaio 2020 all'uso delle microplastiche nei cosmetici da risciacquo. Una norma che, considerato il primato italiano sui mercati internazionali di settore, sarà di grande impatto sull'innovazione nella produzione di cosmetici e sulla tutela dell'ambiente. Le microplastiche - che sono di dimensioni troppo ridotte per essere trattenute dai sistemi di depurazione e finiscono direttamente in mare - generano un inquinamento incalcolabile e irreversibile. Molti studi confermano che vengono ingerite dalla fauna, assieme alle sostanze tossiche accumulate. Il rischio è anche lo squilibrio della catena alimentare: pesci e molluschi contaminati da plastica e inquinanti possono finire così sulle nostre tavole.

"Auspichiamo che questo primato, come già avvenuto con il bando ai sacchetti di plastica, venga mantenuto anticipando l'approvazione della direttiva europea sui prodotti di plastica monouso: per questo chiediamo al ministro Sergio Costa di fare approvare nel primo Consiglio dei ministri dell’anno nuovo il disegno di legge 'Salvamare' sulla plastica monouso, tenendo in considerazione i contenuti del progetto di legge sul 'Fishing for litter' per permettere ai pescatori di fare gli 'spazzini del mare'", dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. "È inoltre fondamentale - aggiunge Zampetti - anche alla luce della nostra leadership internazionale sulla raccolta dei rifiuti organici e sul loro compostaggio, che l'Italia ribadisca l'importanza dell'uso delle bioplastiche nello sviluppo dell'economia circolare, contrariamente a quanto scritto nella direttiva europea sulle plastiche monouso la cui approvazione è prevista per i primi mesi del 2019".

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