Martedì, 16 Luglio 2019
Articoli filtrati per data: Sabato, 29 Dicembre 2018

utelare la birra artigianale “prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione”, promuovere la filiera e salvaguardare i consumatori. Questo l’obiettivo dell’accordo siglato dall’Ispettorato centrale della tutela della qualita’ e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, con l’Associazione Unionbirrai, associazione di categoria nazionale dei piccoli birrifici indipendenti italiani (Pbii), i piccoli produttori di birra artigianale. L’accordo, spiega una nota del Mipaaft, riguarda in particolare la condivisione delle linee guida volontarie per gli associati ad Unionbirrai, relativamente alle pratiche di microfiltrazione e ai processi produttivi, l’attivita’ di formazione a beneficio di produttori e consumatori, e soprattutto la possibilita’ di segnalare all’Ispettorato eventuali abusi nell’uso della denominazione ‘birra artigianale’. Con questa collaborazione, dato il successo che sta riscuotendo la birra artigianale in Italia, il ministero intende “valorizzare e riconoscere – conclude la nota – tutte le realta’ grandi e piccole della filiera, promuovere i produttori italiani e sensibilizzare i consumatori di fronte alle eccellenze del nostro Paese”

Arrivano dalla Regione i risarcimenti per il gelicidio dell’anno scorso e l’Oltrepò si rivela subito una cenerentola. “Solo” 180mila gli euro stanziati in favore dei Comuni martoriati dal maltempo, una cifra che, se paragonata ai 10milioni ottenuti da Piacenza, mette in evidenza ancora una volta come il peso specifico di questo territorio sui tavoli della politica sia inconsistente. Il sindaco di Val di Nizza Franco Campetti è uno di quelli che dovranno accontentarsi delle briciole.

«A Val di Nizza arriveranno 5.000 euro, che corrispondono al rimborso delle spese di prima emergenza che il Comune ha sostenuto per garantire la viabilità sulle strade che collegano le frazioni. Di questo ringrazio Regione Lombardia e l’Assessore Fioroni che hanno recepito le nostre richieste e ci ha rimborsato di quanto come comuni abbiamo anticipato. Purtroppo però – siega Campetti - i danni sia diretti che indiretti sono stati molto consistenti e occorrerebbero per il territorio della Comunità Montana almeno dieci milioni di euro».

Sindaco, come mai non si è potuto ottenere risarcimenti più congrui secondo lei?

«Siamo rimasti per un giorno praticamente isolati, senza luce, telefono e acqua potabile, una situazione veramente surreale che credo non è stata recepita nella sua globalità, tanto è vero che il Governo di allora non ci ha riconosciuto lo stato di calamità naturale, cosa che peraltro è stata riconosciuta nella vicina Piacenza».

Con questi pochi soldi cosa si può fare?

«Poco. Ovviamente occorrerebbero altri fondi, sia per il Comune che per gli agricoltori per intervenire nei boschi dove si sono registrati i danni maggiori. La viabilità principale nei boschi è garantita perché squadre di volontari (in particolare agricoltori, cacciatori e motociclisti) si sono resi disponibili a lavorare soprattutto nei fine settimana, coordinati dal Comune. In questo modo oltre a rendere fruibile i boschi, abbiamo garantito, in caso di incendi, la possibilità di accesso e di intervento da parte delle squadre antincendio e dei vigili del Fuoco».

Com’è la situazione a Val di Nizza in vista dei rigori invernali? Avete preso contromisure?

«Come ogni anno come giunta comunale predisponiamo il piano neve, abbiamo un trattore di proprietà comunale munito di lama spartineve e di spargisale, al quale affianchiamo un analogo mezzo messo a disposizione da un privato. Con i due mezzi riusciamo a garantire il servizio sia di spargisale a prevenzione del ghiaccio che il servizio spazzaneve a tutte le frazioni, che sono  23  per un totale di 25 KM di strade, spesso strette e ripide».

L’impressione è che troppo spesso in Oltrepò si preferisca piangere il latte versato... In estate sono stati effettuati lavori di pulizia dei boschi a lato delle strade in modo da prevenire anche in caso di nuovo gelicidio danni ingenti?

«Premettendo che il gelicidio è stato un evento eccezionale veramente non prevedibile, che spero non si ripeta, dico che sulle strade comunali siamo intervenuti, sia direttamente che sollecitando i privati, che hanno provveduto a rimuovere le piante in fregio alle strade, mettendo in sicurezza la viabilità. Ma pulire i lati delle strade eliminando tutto ciò che si trova a 10 metri dalla carreggiata come imporrebbero certe norme non sempre è possibile: va considerato che in alcune situazioni, mi riferisco ad esempio nella frazione di Poggio Ferrato, dove la strada che collega a Oramala passa nel bosco, fare un taglio di piante deciso porterebbe conseguenze ben peggiori per il dissesto idrogeologico».

Parliamo di Aree Interne. Un progetto di cui da tempo ormai si parla...ma quando arriveranno i fatti? Quali progetti avete messo in campo come Comune?

«Effettivamente di Aree Interne si parla da tempo, ma l’iter burocratico di approvazione delle risorse non è ancora stato completato, anche se oramai siamo in dirittura di arrivo. A Val di Nizza abbiamo previsto la ristrutturazione della ex-scuola di Sant’Albano, nell’ambito del progetto Comunità ospitale, che prevede la ristrutturazione di due appartamenti che saranno destinati ad ospitare potenziali turisti. Abbiamo previsto inoltre un punto per il noleggio di biciclette (mountain bike), anche a pedalata assistita, per le quali stiamo studiando la segnaletica di percorsi adatti in prospettiva di promuovere questo tipo di sport e conseguentemente di turismo. Infine abbiamo previsto il rifacimento dell’illuminazione pubblica con il posizionamento di lampade a led, con due obbiettivi: ridurre i costi di manutenzione e funzionamento e potenziare il servizio».

Si vociferava di una possibile chiusura a giorni alterni da parte di Poste Italiane degli uffici nei comuni più piccoli. Ha notizie al riguardo?

«Sì, ho partecipato recentemente, insieme ad altri colleghi Sindaci della Valle Staffora, ad un convegno organizzato da Poste Italiane a Roma. Erano presenti il Presidente e l’Amministratore delegato di Poste, il Premier Conte, i Ministri Buongiorno e Salvini ed oltre 3000 Sindaci dei piccoli comuni o meglio come ci ha definito il Presidente Mattarella, comuni meno densamente popolati. Da quanto emerso le politiche di Poste Italiane sono ora differenti con un’ inversione di tendenza rispetto al passato. Infatti l’AD ha dichiarato, tra l’altro, che non intende chiudere nessun Ufficio Postale. Una notizia che ho appreso con piacere, anche perché in passato Poste ha tentato di chiudere a giorni alterni l’ufficio di Val di Nizza, in contrasto con la normativa vigente, tanto che come Comune abbiamo dovuto ricorrere al TAR per vedere riconosciuto i nostri diritti. Siamo un Comune senza banche, per cui la presenza di un ufficio postale diventa essenziale. Sono lieto di poter rassicurare i miei concittadini».

di Christian Draghi

Sugli sterrati di Montalcino, la bellissima città medievale, a sud di Siena,  in cui negli anni ‘90 il territorio veniva attraversato dal Mondiale Rally con i suoi piloti e le sue vetture ricche di fascino  in grado di ammaliare quel pubblico affezionatissimo, che ieri come oggi accorre in gran numero, si è consumata l’edizione n° 9  del Tuscan Rewind, la cui vera anima è stata la parte “historic”, ispirazione di origine dell’avvenimento toscano. Evento in cui gli oltrepadani Domenico Mombelli e Marco Leoncini, a bordo della Ford Escort MK1 curata dalla CVM di Marco Vecchi, hanno ottenuto uno straordinario 6° posso assoluto, nonché primi di gruppo e di classe, in una gara in cui il “parterre de rois” dei piloti al via, era ricco di nomi altisonanti come Simone Campedelli,  protagonista del tricolore rally in cui é giunto quarto assoluto, il quale ha voluto essere della partita con una vettura di quelle che hanno fatto la storia dei rally, una Ford Escort RS MK2. Ma oltre al cesenate, a Montalcino si sono presentati altri “nomi importanti” iniziando dal blasonato “Lucky”, Luigi Battistolli con Fabrizia Pons sulla Lancia Delta Integrale, vincitore assoluto del Trofeo tricolore rally storici 2018 e in precedenza nel 2016, titoli a cui ha affiancato due corone europee nel 2014 e nel 2017, per proseguire con il sammarinese Marco Bianchini (Lancia Rally 037), il locale Nicolò Fedolfi (Lancia Delta integrale), il giovane Alberto Battistolli (figlio di “Lucky”), all’opera sulla Fiat 131 Abarth, da non dimenticare poi la famiglia teutonica dei Burkart  con Franck Burkart  e Armin Zunftmeister sulla Lancia Delta e Stefan Burkart con Harald Korz  a bordo della Mazda 323GTX  oltre ai connazionali Gerd Gutersloh e Stefanie Fritzensmeier su Mitsubishi Lancer e Peter e Elke Goeckel su Opel Kadet GT/E. Anche Mauro Sipsz e Monica Bregoli, grandi protagonisti degli anni ottanta, non hanno voluto mancare all’appuntamento di Montalcino, “armati” con una bella Lancia Rally 037.

Questi e molti altri sono stati gli attori di uno spettacolo rallystico d’altri tempi. Ma chi sono Domenico Mombelli e Marco Leoncini. Diciamo subito che non sono rallysti di vecchia data che hanno ritrovato nel rallismo storico sapori di vecchi tempi. Anche se non sono di “primo pelo”; poco più di 55 anni Mombelli e una decina in meno Leoncini, sono giunti ai rally solamente nel 2015. Mombelli, zavattarellese d.o.c., imprenditore nel settore alimentare, ha alle spalle parecchi anni come centauro delle ruote artigliate gareggiando nell’enduro.

Leoncini, vogherese, operante nel settore siderurgico, oggi residente a Varzi, non aveva mai svolto in precedenza attività motoristica pur essendone immensamente appassionato. Ma come sono giunti ai rally? è lo stesso Leoncini a svelarlo: «I rally rappresentano una passione che attrae entrambi da molti anni, ancor prima di conoscerci 10 anni fa. Sempre presenti ma come spettatori al 4 Regioni, al Sanremo, al Montecarlo e in ogni luogo in cui la trasferta ci era accessibile. Ma il cambiamento importante é datato 2015, quando ricevo una telefonata da Domenico, il tono della chiamata è questo... “sei libero per il 4 Regioni Storico???”.  Certamente, figurati se non vengo a vedere il 4 Regioni!!! - risposi. Dall’altra parte Domenico chiarisce: “Forse non mi sono spiegato...intendevo: correrlo!” - Non ci pensai un attimo e accettai immediatamente. Iniziammo così, con il debutto al Rally 4 Regioni Historic Regolarità Sport su di una Opel Manta 1600 del 1972 una nuova fase della nostra vita, ottenendo la vittoria di Classe a termine di un grande divertimento ricamato da alcuni traversi molto graditi dagli spettatori. Beh fu un buon input per proseguire la strada intrapresa».

Torniamo al Tuscan 2018, per Mombelli-Leoncini, quella appena conclusa, é stata la terza partecipazione alla gara senese. La prima é avvenuta nella categoria Regolarità Sport con l’Opel Manta, la seconda, lo scorso anno portando al debutto nel rally storico la Ford Escort, conclusasi con un forzato ritiro per noie meccaniche quando ormai erano in vista del traguardo, e poi, quest’anno, in cui i portacolori di Paviarally ottengono  il  miglior risultato da quando corrono: il 6 posto assoluto, primo di gruppo e di classe. Come si è evoluta la loro gara?  è sempre Leoncini a raccontarlo: «Con un parco partenti molto competitivo, sia per piloti che macchine, ci poniamo un obiettivo non facile da raggiungere: la “top ten” assoluta. Al di là di questo, ci esalta anche il confronto con le altre 4 Ford al via, sebbene modelli più recenti della nostra e guidate da pilotoni, “Campedelli” sopra le righe. La sfida inizia al sabato con la disputa di due prove. Non piove, c’é vento, grazie al quale, il fondo é andato pian pian ad asciugarsi nelle prime ore del mattino. Su questi tratti cronometrati facciamo segnare il 10° e  l’ 11° tempo assoluto, in linea con il nostro obiettivo iniziale. Tre  delle 4 Ford ci sono davanti Pelliccioni, Baldacci e Campedelli e una, quella di Lazzaretto, é alle nostre spalle. La macchina gira bene, le gomme sono ottime e l’assistenza curata da Marco Vecchi é super. La giornata di Domenica prevede 6 prove, di cui due molto impegnative da 24 km. Il fondo è bagnato dalla pioggia caduta nella notte e scavato in solchi dal passaggio delle vetture del rally moderno, i tempi in prova si alzano per tutti, da Lucky, leader con la Delta, al locale Falchetti che con l’Alpine A110 chiude il gruppo dei concorrenti. Riusciamo a mantenere un buon ritmo e al termine del primo giro di prove siamo soddisfatti della nona posizione acquisita. Nel corso del secondo giro inizia a piovere, facciamo la prima “Pieve” senza correre troppi rischi e con la testa già alla “Torrenieri” da 24 km. La pioggia si fa insistente proprio allo start di questa e la poca luce delle 16.30 che traspare da un cielo plumbeo, fa si che il primo tratto di speciale sia difficilissimo, contiamo ben 3 vetture, partite prima di noi irreparabilmente fuori strada.

è il momento di tenere a freno l’esuberanza e regolare l’acceleratore. Ed è quello che facciamo regalando solo un paio di traversi ad un pubblico eroico, bagnato e infreddolito, lo facciamo però solo dove la carreggiata lo permette. Chiudiamo questa prova micidiale con il sesto tempo assoluto che ci porta ad un analogo piazzamento nella generale. Chi l’avrebbe mai detto?

Affrontiamo l’ultima prova di 7 km con 48” di distacco dalla veloce Bmw dell’espertissimo Muccioli, ormai troppo lontano e con 59” di vantaggio sulla Lancia Delta del tedesco Burkart. Con il buio e con poca gomma non è il caso di rischiare, Sono 7 chilometri di passerella che ritengo  di esserci meritati. Che dire? Siamo ovviamente molto soddisfatti di come abbiamo affrontato una gara, impegnativa e resa ancora più difficile dalle pessime condizioni meteo. La macchina è stata sempre performante, le gomme indovinate “soft” posteriore, e l assistenza è stata la nostra marcia in più, grande Marco Vecchi! Per quest’anno riteniamo conclusa in modo positivo la stagione. Due volte nella top ten, una sfiorata e 4 vittorie di categoria hanno appagato i nostri sforzi, Per l ‘anno prossimo saremmo intenzionati a partecipare al Campionato Terra Italiano historic. Date permettendo, la gara di casa “4 Regioni” ci terremmo a correrla e a fare un po di traversi sui nostri tornanti. Un ringraziamento particolare lo dobbiamo al nostro mentore motivante “Dottor” Natalino Perelli, all’Ingeniere Ragaglia, agli amici di Paviarally che ci seguono con tanto entusiasmo e a tutti coloro che si divertono con noi». Per la cronaca, la gara è stata vinta per la quarta volta da “Lucky” Battistolli.

di Piero Ventura

Festeggiare il Natale in musica: questo l'obiettivo dei volontari di Porana Eventi che, in collaborazione con la Parrocchia di Lungavilla, hanno dato vita ad una serata spettacolare in Auditorium. Protagonisti i vincitori del Festival dei Cori "Alterati in Chiave" di Cerano (NO) e il gruppo "Nitida Stella" di Castel San Giovanni (PC). Ospiti speciali i bimbi del progetto "La musica è gioia", orchestra di piccoli violinisti, fra i tre e nove anni, anche con disabilità, diretti dalla musicista e psicologa dello sviluppo Francesca Raimondi.

A distanza di un mese dalla loro vittoria al Festival sono dunque tornati gli "Alterati in Chiave", vocal ensamble del novarese che si contraddistingue per l'uso esclusivo della voce, senza accompagnamento strumentale, con raffinati arrangiamenti anche di brani natalizi.

Una autentica sorpresa invece è stato il coro "Nitida Stella", nato nel 2010 da alcuni elementi che facevano parte del coro polifonico parrocchiale di Castel San Giovanni, mossi dal desiderio di sperimentare territori nuovi e specializzati nella lauda medievale, specie in chiave mariana. Senza dimenticare canti della tradizione popolare italiana locale (anche siciliana e napoletana), nonché della tradizione di terre lontane come Messico e Venezuela, Francia, Portogallo, Inghilterra e Spagna): diretti da Giorgia Farina, con accompagnamento alla chitarra e mandolino di Sergio Zangrandi.

E' stata anche l'occasione per poter visitare i presepi artistici esposti presso la Casa del Giovane, a fianco dell'Auditorium, opera di artisti della zona di differenti nazionalità (rappresentati una ventina di paesi). Non sono mancati anche i mercatini dei volontari di Porana Eventi e della Maison de Bethanie a Lomè in Togo, allestiti da Byby Lucette, cittadina togolese e infermiera presso l'ospedale di Voghera. L'incasso della serata verrà utilizzato per i lavori di restauro della Chiesa di S. Crispino, gioiello neogotico che sorge nel Borgo di Porana.

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Se “nessuno è profeta in patria”, secondo un vecchio adagio, la Chitarrorchestra Città di Voghera ed il Coro Dell’Arcobaleno, potrebbero benissimo rappresentare l’eccezione che conferma la regola. Questo almeno a giudicare dallo strepitoso successo che i gruppi vogheresi diretti rispettivamente dal M° Gianfranco Boffelli e da Nadia Cometto, hanno ottenuto lo scorso 23 dicembre, in occasione della tradizionale tappa di “Natale nel Mondo”, presso la Chiesa Parrocchiale di Pombio, gremita da 500 persone, alcune delle quali sono state “costrette” ad assistere in piedi all’intero spettacolo. Tutti sapevano che non si trattava del solito concerto di Natale, perché ogni edizione è diversa dalle precedenti (quest’anno oltretutto era la trentesima), con l’inserimento di nuovi brani, il “ripescaggio” di melodie eseguite nei concerti passati, il tutto per creare un menu musicale sempre appetibile.

Ma è pur vero che “l’appetito vien mangiando” ed il gradimento del pubblico è stato dimostrato dagli applausi sempre più intensi, man mano che i brani si susseguivano. Particolarmente apprezzata e suggestiva l’interpretazione dell’Ave Maria di Gounod, affidata alla voce di Camilla Debiaggi, bravi anche Valentina Ravaglia e Renzo Giampà, che hanno eseguito “The Prayer”, il brano portato qualche hanno fa al successo da Andrea Bocelli e Celine Dion,, intensa l’interpretazione di Roberto Gatti in “Christmas like a lullaby”, pezzo di John Denver, emozionanti le voci di Alessandra Lo Russo in “Oh Holy Night” e Mirella Giampà in “Angels we have heard on high”, decisamente “complementari” le voci di Davide Alpeggiani e Cristina Orlandi, che hanno cantato “Silver bells”, senza dimenticare il tono “rassicurante” con cui “Nello Bondioli” ha proposto il brano in latino “rasonet in laudi bus”, nonché l’entusiasmo ed energia con la quale i bambini del Coro dell’Arcobaleno si sono lanciati nell’interpretazione di “Jingle bell rock” ed il ritmo trascinante di “I we follow him”, con il coro vocale femminile “Over the rainbow”. Non è mancato anche un momento esclusivamente strumentale, quando nel totale silenzio della chiesa, Alessandro Di Caccamo ha eseguito la “Ninna nanna” di Fabbri.

Molto altro si potrebbe dire sulla serata di Pombio, ma solo chi era presente potrebbe davvero testimoniare l’emozione trasmessa. A fare da trait d’union all’intero spettacolo, l’impareggiabile presentazione di Maurizio Civini. Non volendo però chiudere lasciando eccessivi rimpianti a chi non ha potuto essere presente al concerto di Pombio, annunciamo una bella sorpresa: ci sarà una replica, nella serata di sabato 5 gennaio alle ore 21, sempre a Voghera, presso la Chiesa Parrocchiale del Carmine. L’evento sarà inoltre molto importante, assumendo anche una valenza sociale, in quanto organizzato in collaborazione con l’associazione C.H.I.A.R.A (chi ha invano atteso riceverà aiuto), che si occupa delle problematiche relative alle donne vittime di violenze.

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